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23° MODULO DIDATTICO

I sistemi dogmatici: il diritto islamico e il diritto indù

a) I sistemi dogmatici: generalità. -b) L’Islam e il diritto. - c) Le fonti del diritto islamico. - d)

L’interpretazione del diritto islamico. - e) Il diritto privato nell’Islam. -f) L’Induismo e il diritto. - g)

Le regole di condotta induista. - h) Il diritto indù negli antichi testi sacri. - i) Gli sviluppi del diritto

indiano.

a) I sistemi dogmatici: generalità

I sistemi dogmatici si basano su credenze religiose: il diritto non è da Dio; ritengono un dovere

religioso l'osservanza delle regole sociali: la coscienza impone un certo comportamento;

- non prevedono, un testo normativo ufficiale: le regole vengono interpretate e comunicate dalle

varie scuole giuridiche esistenti;

- seguono il principio della personalità del diritto: ciascun credente segue le regole della scuola di

appartenenza e queste regole sono applicate indipendentemente dalla residenza del soggetto.

Fra i due sistemi si ha una differenza:

- l’islam presuppone che tutti i fedeli sono uguali fra loro, salvo il profeta;

- l'Induismo presuppone una forte distinzione in caste.

b) L’Islam e il diritto

La parola Islam significa “sottomissione, abbandono” a Dio. Essa designa:

- la religione monoteista in seguito alla predicazione di Maometto che è considerato l'ultimo e

definitivo profeta inviato da Dio; coloro che praticano la religione islamica sono detti musulmani:

parola che indica “colui che si considera sottomesso alla divinità unica e irraggiungibile di Allah”.

La dottrina religiosa dell’Islam è raccolta nel Corano che è:

- un testo scritto in arabo;

- il credente deve attenersi: la shari'a, ossia il diritto divino islamico che indica la via da seguire in

tutti gli aspetti della vita: preghiere, digiuno, rituali. Le regole sciaraitiche costituiscono il diritto

divino islamico proveniente da Allah che:

- è completo e non può essere mutato, anche perché non esiste un organo della comunità islamica

che si pone come superiore gerarchico e che possa indicare la verità e creare regole di condotta

vincolanti;

- è autosufficiente: non esistono altre fonti di verità e di giustizia fuori di essa;

- è un sistema giuridico insuperabile: le regole del Corano disciplinano tutti i comportamenti degli

uomini che nella cultura occidentale sono disciplinati dalle norme giuridiche;

L’islam: non ammette:

l’esistenza di un ordinamento giuridico separato dalla shari’a;

l’esistenza di una regola di condotta extrareligiosa;

l’idea di una società laica, accanto alla Comunità dei credenti.

c) Le fonti del diritto islamico

La shari’a è il complesso dei precetti indicati da Dio agli uomini per regolare la loro condotta. Essa

ha varie fonti.

La prima fonte (primaria) è il Corano che si divide in 114 capitoli (sure) suddivisi in versetti e

categorie. I versetti sono 6200 e 500 di questi contengono regole giuridiche, molto generali che

richiedono una interpretazione.

La seconda fonte (primaria) è la Sunna che significa costume o codice di comportamento: essa è

il complesso degli atti e delle parole del profeta che sono stati ispirati da Dio.La condotta

esemplare del profeta è raccolta in 6 libri: ciascuno libro, è stato sottoposto ad un esame critico da

parte della comunità islamica. I rapporti fra Corano e Sunna sono discussi:

- secondo l’opinione dominante, la Sunna può derogare al Corano;

- si discute, sul valore e sull’autenticità della Sunna: alcuni musulmani (i sunniti) seguono la

sunna, mentre altri (gli sciti) talora criticano alcuni testi.

Terza fonte (secondaria) del diritto islamico è il consenso unanime della comunità di tutti i

musulmani (Umma) detto igma’ che può essere:

-espresso;

- concludente: quando alcuni studiosi seguono un’opinione ed altri si astengono.

Quarta fonte (secondaria) del diritto islamico è l’analogia.

d) L’interpretazione del diritto islamico

Il diritto islamico è creazione dei dotti è l'esempio più tipico di creazione dottorale del diritto.

La dottrina: si basa sul testo scritto e sulla tradizione; non esiste un legislatore umano;

- non esiste una giurisprudenza, in quanto il giudice nel sistema islamico decide senza motivare, le

regole di diritto e non esiste un principio che vincoli il giudice al precedente. All’interno dell'lslam si

hanno molteplici divisioni: l’Islam sunnita; l’Islam sciita; l’Islam kharigita. Queste entità hanno

divergenze politiche e teologiche: discutono sul valore della Sunna, sul modo di selezione sui poteri


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto privato comparato sui sistemi dogmatici nel diritto islamico e nel diritto indù. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i sistemi dogmatici: generalità, l’Islam e il diritto, le fonti del diritto islamico, l’interpretazione del diritto islamico, il diritto privato nell’Islam, l’Induismo e il diritto, le regole di condotta induista, il diritto indù negli antichi testi sacri, gli sviluppi del diritto indiano.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Niccolò Cusano - Unicusano o del prof Martini Alessandro.

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