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Diritto privato

20/09/2013

Il diritto privato è quella branca del diritto che regola i rapporti intersoggettivi tra i singoli consociati (persone fisiche e persone giuridiche), in relazione alla sfera patrimoniale ma anche personale e familiare. Disciplina i rapporti fra soggetti che si trovano in posizioni perfettamente paritarie, siano essi privati cittadini o enti pubblici. Il diritto pubblico disciplina invece i rapporti fra soggetti che si trovano in posizioni non paritarie, in cui uno dei soggetti del rapporto è in una posizione di supremazia o autorità sull'altro, costretto a subire le decisioni altrui.

Le norme giuridiche

(ripasso) Il diritto è un insieme di norme. Le norme giuridiche, le regole giuridiche e le regole di diritto sono sinonimi. Le norme giuridiche sono regole di condotta (ovvero un tipo di comportamento da tenere o evitare) che disciplinano i rapporti tra i membri di una certa collettività in un dato momento storico. Le norme giuridiche sono diverse dalle regole morali, religiose o etiche. Le norme giuridiche sono caratterizzate dalla coattività o coercibilità, ovvero sono norme obbligatoriamente passibili di sanzione. L’unico a poter applicare una sanzione è lo stato (concetto dello stato sovrano). La sanzione viene applicata per motivare le persone a rispettare la legge. Le regole morali, religiose o etiche non sono passibili di sanzione.

Le regole giuridiche sono contenute in atti scritti o disposizioni. Le disposizioni sono l’aspetto esteriore, l’involucro delle norme, che invece sono le regole vere e proprie contenute negli atti scritti o disposizioni. Un fatto può integrare gli estremi di una punizione sia penale che civile.

Esempio: Avviene un omicidio. Ci sono due aspetti: il primo è l’avvenire della sanzione dello stato verso il criminale secondo il codice penale e poi la sanzione civile, che è il diritto dei parenti della vittima di chiedere un risarcimento per il danno subito. In questo caso i parenti si costituiscono parte civile nel processo. In un processo sia penale che civile il giudice si dice che “cambia giacchettina”, ovvero prima condanna il soggetto in base al diritto penale, poi sulla base della sentenza penale decide se e quanto risarcire la parte civile. Nella condanna penale giudica per lo Stato, poi cambia giacchettina e in quella civile giudica per i privati cittadini.

Se c’è la parte civile in un processo il giudice è obbligato anche a giudicare il provvedimento risarcitorio (serve per sintetizzare le sentenze, farne sia una penale che civile sarebbe troppo lungo!)

Il diritto privato e i conflitti

Il diritto privato è chiamato a risolvere conflitti:

  • Appropriativi
  • Non appropriativi

I conflitti appropriativi derivano dalla limitatezza di risorse sul mercato. Questi beni o risorse (che non sono solo oggetti) hanno una disponibilità limitata e quindi hanno interesse ad essere oggetto di conflitto tra privati. Il diritto privato li risolve con la previsione di regole in base alle quali stabilire chi e come possa appropriarsi di un bene, escludendo gli altri.

Esempio: i raggi solari non sono un bene limitato, non mi interessa “appropriarmene” perché posso sfruttarli come e quando voglio. Invece un vestito in un negozio che interessa a due persone è un bene limitato, entrambe hanno interesse a prenderlo. Esempio 2: per quanto riguarda il furto vi è un conflitto di appartenenza, io rubo un bene che appartiene già ad un altro soggetto!

Le norme del diritto privato possono essere di due tipi:

  • Descrittive (descrivono ad esempio: cosa è un contratto)
  • Comando o precetto (esempio: come deve essere un contratto, uguale per tutti)

(Conclusione di un contratto è la stipulazione di un contratto, la sua nascita, che deriva da accordi che le due parti hanno effettuato. Lo scioglimento o fine di un contratto significa che il contratto si è concluso, dato che è avvenuto un adempimento delle parti. Subentra una sanzione se: non si rispettano le norme del diritto privato quando si stipula il contratto o se una delle parti non rispetta la forma del contratto.)

Caratteri della norma giuridica

  • Generalità: la norma è generale perché rivolta a dei consociati, a una collettività. Non potrà mai essere una norma ad personam, al limite può essere applicata su una fetta di collettività (es: i pensionati).
  • Astrattezza: la norma non può descrivere una fattispecie concreta, ovvero un singolo caso.
  • Precostituite: la norma ovviamente deve essere creata prima che sorga un conflitto e non dopo.

Il diritto privato serve a risolvere i conflitti tra soggetti per attribuzione di beni limitati. Il soggetto può anche essere pubblico, se il contratto però è di marca privatistica. Il soggetto pubblico non è mai agevolato o superiore al privato. Il diritto privato guarda a interesse del privato cittadino, il diritto pubblico quello della collettività. Se il caso concreto presenta elementi di estraneità intervengono le norme di diritto internazionale privato.

Esempio: un terrorista italiano piazza una bomba su un treno in Italia, che però esplode in Germania. Quale diritto devo usare? Italiano o tedesco? Il regolamento della comunità europea prevede che si utilizzi il diritto di dove è avvenuto l'evento (Germania), oppure, ma solo se tutti i soggetti sono italiani, il diritto italiano. L'evento dannoso è avvenuto in Germania, la condotta anche in Italia.

Esempio 2: cittadini originari di paesi stranieri ma da molto residenti in Italia si sposano all'estero e vorrebbero il matrimonio riconosciuto anche in Italia. Lo stato li riconoscerà come marito e moglie? Devo applicare legge del paese straniero o quella italiana? -> elemento di estraneità! Se la legge della nazionalità dei coniugi prevede per il matrimonio tutti i passaggi fondamentali che richiede anche la legge italiana (2 testimoni, convivenza, celebrazione, scambio dei consensi) allora il matrimonio è valido anche in Italia. Se però la legge è diversa o incompleta rispetto a quella italiana, sorge un problema. Ad esempio, se i due coniugi si sposano in Marocco in cui manca il passaggio fondamentale dello scambio dei consensi, i due dovranno presentare insieme la trascrizione del matrimonio in Italia. Il presentarsi insieme implicitamente esprime il consenso dei due soggetti e quindi il matrimonio sarà valido anche qui.

Interpretazione delle norme giuridiche

Chi sono i soggetti tenuti a interpretare le norme giuridiche?

  • La dottrina: professori, professionisti, saggi che scrivono di diritto
  • La giurisprudenza: si ispira a dottrina, l'interpretazione dei giudici in Italia è anche importante!

Le norme giuridiche non sempre sono perfette: possono essere mal scritte, mal locate o introdotte male. Le norme non devono essere troppo precise, ma più a "maglie ampie" per chi le dovrà poi interpretare. Allo stesso tempo non devono essere troppo ampie, altrimenti vi sarà dibattito.

Usi normativi

25/09/2013

Le preleggi precedono le norme del codice civile e regolano le fonti del diritto. L'articolo 1 delle preleggi prevede che: "sono fonti del diritto: 1) le leggi 2) i regolamenti 3) le norme corporative 4) gli usi normativi".

Un uso normativo è un comportamento ripetuto da soggetti in convinzione di rispettare una norma.

Esempio: esiste una legge che vincola la banca a mantenere il segreto bancario dei conti. La banca da sempre mantiene segreti anche i conti della pubblica amministrazione, anche se la legge non specifica come comportarsi con essa. La banca lo fa lo stesso perché è convinta che debba essere tenuta a comportarsi così, secondo una fonte non scritta di diritto.

Gli usi normativi sono raccolti in "raccolte" o "registri" tenuti nelle camere di commercio, ma non hanno forza di legge. Vengono raccolti solo a scopo probativo. Gli usi si possono evolvere e cambiare, soppiantando i più vecchi. Se avviene un conflitto e non c'è una legge o un regolamento che può risolverlo, si consultano gli usi normativi, che hanno piena efficacia. Se ancora non esiste un uso, ci si richiama alle leggi più generali. Il codice civile può anche richiamare gli usi normativi.

Esempio: articolo 1454 "Il termine non può essere inferiore a quindici giorni, salvo diversa pattuizione delle parti o salvo che, per la natura del contratto o secondo gli usi, risulti congruo un termine minore."

Gli usi negoziali sono diversi dagli usi normativi, essi integrano il contratto quando la pattuizione di una certa sua parte non è esplicita. Esempio: il trasporto di acquisti pesanti spetta al negoziante senza supplemento di denaro, se non è pattuito. È un uso negoziale.

I contratti privati hanno forza di legge tra le parti. Sono fonti del diritto vere e proprie, e i privati possono pattuire qualsiasi cosa in base alle loro esigenze, però non possono cassare leggi o regolamenti.

Interpretazione e applicazione della legge

Il legislatore si è accorto che alcuni tipi di contratti più diffusi creavano più problemi e quindi ha deciso di disciplinarli in dettaglio, chiamandoli contratti tipici e risolvendo i loro conflitti più comuni.

Per capire che tipo di contratto bisogna applicare si utilizza la sussunzione. Si parte da un caso particolare e si arriva alla fattispecie generale, in questo modo QUALIFICO il tipo di contratto e posso quindi cercare la norma corrispondente.

L'articolo 12 delle preleggi: "Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato."

L'interpretazione delle leggi avviene quindi in questo modo:

  • Si guarda per prima il significato tecnico delle parole, nel loro campo specifico
  • Poi si cerca il contesto della legge
  • Se ancora vi è un dubbio, si può guardare all'intenzione del legislatore
  • Se non esiste una norma precisa si guardano casi simili o materie analoghe (a meno che non siano casi penali o casi inestensibili ad altri)
  • In ultimo, se ancora non si è risolta la controversia, si utilizzano i principi generali dell'ordinamento dello stato.

Esempio: le norme del matrimonio prevedono che ogni bene comprato è in comunione 50 e 50 se riguarda la famiglia. Ma se una famiglia di fatto compra dei beni, di chi sono? Non esiste una norma che li disciplina. In questo caso non si può applicare per analogia la norma che prevede la comunione dei beni perché essa disciplina il caso specifico del matrimonio.

Esempio 2: un convivente stipula un contratto di locazione e poi muore. Il contratto si estingue o il convivente more uxorio ha il diritto di mantenere l'immobile? In questo caso si guarda l'intenzione del legislatore, che non voleva tutelare dei soggetti precisi, ma l'ambiente familiare! Quindi si può applicare anche al convivente.

Non si può applicare per analogia una norma penale, perché per esserci un reato servono TUTTE le caratteristiche. Se un fatto ci assomiglia solo ma non ha tutti i requisiti non è reato.

Alcuni esempi di soluzioni con i principi generali

Articolo 1 del codice civile: "La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita." Alla nascita quindi si diventa soggetto di diritti, obblighi e doveri. Nasci per lo stato.

Articolo 2043: "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno."

Esempio: se una madre partorisce un bambino con dei problemi può chiedere il risarcimento all'ospedale? La donna aveva stipulato un contratto con l'ospedale che secondo lei non viene rispettato e chiede il risarcimento del danno IN NOME E PER CONTO del figlio. L'ospedale si difende sostenendo che la donna è uscita in ottime condizioni e che il concepito, non avendo capacità giuridica, non può chiedere il risarcimento del danno. Poiché non vi è una norma precisa, il giudice consulta i principi generali. Altre norme rivelano che il concepito non è irrilevante, viene protetto in modi diversi (come quando la madre sta a casa dal lavoro prima e dopo il parto) e quindi si decide che il nascituro è protetto anche se non ha capacità giuridica.

Esempio 2: se una diagnosi errata impedisce a una donna di prendere in considerazione l'idea di un aborto si può denunciare il medico? Si, perché si subisce un danno patrimoniale e morale. Il figlio può chiedere un risarcimento? Ovviamente no, perché non c'è un diritto a ottenere una nascita SOLO nel caso di essere in perfetto stato di salute.

Esempio 3: si possono lasciare nel testamento beni a un concepito che non è ancora nato? SI. E se il soggetto non è stato ancora concepito? SI, si possono lasciare i beni a un soggetto non ancora concepito purché sia figlio di una persona vivente nel momento della morte del testatore. Se il testatore muore e il bambino non è ancora nato i beni vanno all'amministratore dell'eredità, che è il parente più prossimo del testatore, colui al quale andrebbe l'eredità nel caso il figlio non venga mai alla luce. Egli amministra i soldi per conservarli, ma se il bambino non nasce o nasce morto può appropriarsene, questo perché i diritti sono subordinati all'atto nascita. Se il neonato fa anche solo il primo atto di respirazione polmonare acquisisce diritti e eredità (non è necessario che sopravviva anche solo 10 secondi in più, basta il primo respiro!) e se poi muore l'eredità va ai suoi parenti e non al parente amministratore del testatore.

Esempio 4: se due persone muoiono nello stesso momento (ad esempio moglie e marito) in un incidente si parla di commorienza. Per la legge muoiono nello stesso istante e i beni non vanno solo alla famiglia di uno dei due coniugi ma al 50% a una e al 50% all'altra (se comunione dei beni).

I diritti della personalità

I diritti della personalità sono quei diritti soggettivi che tutti i soggetti hanno. Servono a proteggere i fondamentali attributi e valori della persona umana. Ne sono titolari tutte le persone fisiche.

Articolo 1 codice civile: "La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita".

Ci sono varie fonti che trattano i diritti fondamentali della persona: la costituzione, il codice penale, il codice civile, le convenzioni europee...

Il diritto all'integrità fisica e alla vita

L'integrità fisica di una persona può essere minacciata da decisioni prese dalla persona stessa: ad esempio se qualcuno vende una propria cornea al mercato nero degli organi.

Articolo 5 cc: "Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume".

Ci sono deroghe particolari all'articolo 5: si tratta di casi in cui le conseguenze sono meno gravi, e comunque il gesto di donazione deve essere gratuito. Per questi motivi si può donare un rene, senza di esso si vive comunque e il beneficio supera di gran lunga il sacrificio, quindi è stata emessa una legge speciale per permetterlo. Non si può donare ad esempio una cornea perché le conseguenze sono molto più serie.

Il diritto al nome

Articolo 6 cc: "Ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito. Nel nome si comprendono il prenome e il cognome. Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati."

Articolo 7 cc: "La persona, alla quale si contesti il diritto all'uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall'uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni." Un estraneo non potrà mai contestare il tuo diritto al nome o usurparlo.

Esempio: una madre può mettere a un bambino un nome qualsiasi? Posso chiamare mio figlio "Venerdì"? L'unico limite per i genitori è quello di non imporre un nome ridicolo o vergognoso che può causare difficoltà al bambino a inserirsi nella società.

Diritto alla riservatezza

Servono contro le intromissioni di estranei nella sfera intima della persona e dei suoi luoghi privati: ad esempio la violazione della privacy delle mura di casa, la pubblicazione di dati sensibili, la corrispondenza deve rimanere segreta, le pubblicazioni di immagini senza consenso ecc.

Diritto all'immagine

Una persona può essere danneggiata dagli usi che un estraneo fa della sua immagine. È sempre vietata quindi la pubblicazione dell'immagine altrui quando questa ne rovina l'onore, la reputazione o il decoro della persona ripresa. Ci sono però casi particolari in cui un'immagine può essere pubblicata: quando la persona è famosa e nota, per motivi di sicurezza pubblica, in occasioni di avvenimenti pubblici e se ovviamente vi è il consenso della persona stessa.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesca.Botta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Salvadori Maria Giulia.
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