Diritto privato
Ognuno di noi sente l'esigenza di soddisfazione da parte del diritto dei propri bisogni. L'articolo 2 della costituzione riconosce diritti e doveri del cittadino, doveri affinché si possano esercitare i diritti.
«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.»
Esempio: nel mercato sono presenti una serie di società che offrono un certo servizio, ad un certo punto ne arriva una che è talmente grande che si “mangia” tutte le altre fino a creare una situazione di monopolio. Non è una situazione ottimale né per le persone, né per i consumatori. La concorrenza nel mercato è un esempio di diritti e doveri (non posso mangiare tutto il mercato, vietato dall'ordinamento) e lo stesso vale per i diritti. Il mondo del diritto si basa su un equilibrio tra diritti e doveri (i diritti sono un’esigenza e i doveri non sono dei limiti in senso negativo ma sono la precondizione affinché ciascuno di noi possa esercitare quegli stessi diritti).
Ordinamento giuridico
L'ordinamento giuridico indica l'ordine di natura giuridica che uno stato si dà, migliorando progressivamente, in modo che i cittadini possano vivere insieme in maniera ordinamentaria (sistema con un criterio di esigenza di giustizia).
Fonti del diritto
Le fonti del diritto indicano l'insieme di norme attraverso le quali si può accedere e conoscere il diritto. USI, REGOLAMENTI, LEGGI E REGOLAMENTI UE, COSTITUZIONE 1948 - TRATTATI sono principi indicati. Nelle slide è raffigurata come una piramide perché vige il principio gerarchico. Le fonti superiori non possono contraddire le fonti in ordine inferiore. Se una legge va contro la costituzione, essa verrà sottoposta al controllo della corte costituzionale e in tal caso verrà dichiarata illegittima.
Nella piramide sono presenti i trattati dell'unione europea, i quali sono degli accordi tra gli stati che cedono parte della loro sovranità all'Europa (l'Italia principalmente ha ceduto la sua sovranità in ambito economico). I regolamenti possono anche avere forza di legge. Tra privati, la fonte più importante (in ordine di uso) è la legge, in senso tecnico è il codice civile che è un'unica legge composta da più articoli.
I decreti ministeriali, per esempio, sono regolamenti e sono sotto la legge. Se andasse contro essa non sarebbe valido ma il regolamento specifica normalmente ciò che è definito astrattamente e generalmente nella legge. Oltre ai regolamenti del governo, abbiamo i regolamenti delle autorità amministrative (Consob). Al di sotto di tutti ci sono gli usi, comportamenti tenuti da un gruppo di persone per un certo tempo e per un determinato luogo e devono essere percepiti come obbligatori nonostante formalmente non lo siano (due elementi di fatto). L’elemento formale è che la legge lo richiami, esempio: Articolo 1181 cc (numero, rubrica, testo articolo), il creditore (soggetto avente diritto a ricevere una prestazione), può rifiutare un adempimento parziale anche se la prestazione è divisibile, salvo che la legge o gli usi dispongano diversamente.
Le Pre leggi attuano disposizioni sulla legge in generale, sono una serie di regole che valgono per tutte le leggi civili. Esempio: articolo 1 delle preleggi (del '42) il quale indica le fonti del diritto ma mancano i trattati (non erano ancora presenti) e nemmeno la costituzione (del '48). La regola degli usi si trova nell’articolo 8 delle preleggi (hanno efficacia solo se richiamati).
Fra diritto e tempo c'è un nesso
La legge è vincolante quando? Nel momento in cui entra in vigore (secondo quanto prevede l'articolo 10 delle preleggi). Una legge deve essere approvata dal parlamento (senato e camera dei deputati), deve essere approvato l'identico testo e successivamente il presidente della repubblica deve promulgarla cioè firmarla e deve disporne la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale della repubblica. Il periodo di tempo che intercorre dalla pubblicazione all'entrata in vigore (normalmente di 15 giorni, a meno che non si stabilisca un termine diverso) è definito vacatio legis.
La vacatio legis è affinché i cittadini riescano a conoscere la legge, a venirne a conoscenza e anche per chi non ne sia a conoscenza risulta comunque vincolante.
All'opposto una legge può perdere efficacia (abrogazione), ovvero l’atto legislativo attraverso cui il legislatore dichiara che quella legge non è più valida, vincolante e a questa se ne sostituisce una nuova. L’abrogazione avviene secondo due modalità (articolo 15 preleggi):
- Non sono abrogate se non da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore.
- O per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti, la più nuova prevale sulla più vecchia, se sono sullo stesso piano temporale.
- La nuova legge regola l'intera materia già regolata dalla legge anteriore.
Ad abrogare la legge può anche essere un cittadino (500.000 firme valutate dalla corte di cassazione), si fa il referendum abrogativo e devono essere presenti almeno il 50% aventi diritto di voto.
Il potere legislativo è attribuito al parlamento (camera e senato); la corte costituzionale valuta per conflitti di attribuzione/competenza tra leggi regionale e statale. Normalmente la legge non ha effetto retroattivo, efficacia della legge solo per il futuro, esempio: se venisse introdotta una nuova procedura per la registrazione nel registro delle imprese di una nuova impresa, con requisiti diversi, non è che le precedenti iscrizioni con la vecchia procedura vengono eliminate, rimangono iscritte. Esiste una deroga a questo principio di irretroattività, solo per le leggi civili e solo se specificato espressamente dal legislatore, le leggi penali no, non possono essere retroattive a meno che non abbiano un effetto favorevole.
Successioni di legge nel tempo
Successioni di legge nel tempo, siccome non sempre il legislatore stabilisce quale sia la legge applicabile in un certo periodo di tempo bisogna decidere l’applicazione. Il criterio generale è che la legge più recente prevalga sulla legge anteriore. Teoria del diritto quesito: se ho iniziato la procedura prima dell’entrata in vigore della legge ho diritto a seguire la procedura che era in vigore al tempo in cui l’ho iniziata. Teoria del fatto compiuto: si guarda quando la fattispecie si è completata, se non la finisco prima le regole sono quelle della nuova fattispecie. Il giudice deve valutare caso per caso quale delle due applicare, attraverso le norme transitorie ovvero norme che risolvono i problemi di successione di legge nel tempo.
Diritti soggettivi e il tempo
Diritti soggettivi e il tempo, ovvero la possibilità che il passare del tempo incida su un determinato diritto soggettivo. Il diritto soggettivo è il potere di agire per il soddisfacimento del proprio interesse individuale protetto dall’ordinamento (esempio: proprietà-diritti soggettivi non relazionali, credito-diritti soggettivi relazionali).
Relazionali e non relazionali: credito, per soddisfare il mio interesse ho bisogno della collaborazione del debitore mentre proprietà per soddisfare il mio interesse basta me stesso, gli altri non devono “disturbarmi”. Il passare del tempo può incidere sul diritto soggettivo:
- Prescrizione estintiva: è la perdita del diritto per inerzia del suo titolare protrattasi per un certo tempo.
- Prescrizione acquisitiva o usucapione: (passare del tempo + inerzia) acquisto di un diritto reale in virtù del possesso protrattosi ininterrottamente per un certo lasso di tempo, il possesso è l’usare il bene come se fossimo proprietari anche non essendolo.
La prescrizione inizia nel momento in cui io potrei esercitare il mio diritto. Se faccio delle richieste di adempimento della prestazione la prescrizione si interrompe per poi iniziare di nuovo da zero, l’interruzione o avviene perché il soggetto passivo effettua riconoscimento dell’altrui diritto oppure perché il titolare compie atto che comporta esercizio del suo diritto. Se, per esempio, due società reciprocamente debitore e creditore si fondono, la prescrizione si sospende ma se dopo un certo tempo le due società si scindono nuovamente la prescrizione riparte ma non da zero, da quando è stata sospesa. Essa vale per tutti i diritti ma ci sono delle eccezioni: i diritti personali (al nome, allo status di figlio...), proprietà è imprescrittibile (posso non utilizzare il bene del quale sono proprietario) ma solo se c’è qualcuno che non lo utilizza altrimenti usucapibile.
- Decadenza: perdita del diritto per il semplice trascorrere del tempo (inerzia o esercizio sono irrilevanti) ovvero non è possibile né sospendere né interrompere. Esempio: 8 giorni trascorsi per la restituzione di un capo in un negozio.
Domande possibili all’appello
- Differenza prescrizione e decadenza
- Come una legge entra in vigore
- Quando un uso è fonte del diritto, quali sono le condizioni
La corrispondenza tra ciò che accade realmente e ciò che la norma ha previsto come soluzione non si realizza quasi mai, c’è sempre bisogno di un lavoro di interpretazione attuato da persone. Interpretare un testo non vuol dire accertarne un significato univoco, bensì attribuire un senso, decidere che cosa si ritiene, cosa il testo effettivamente significhi.
Articolo 12 preleggi
Basilare per l’interpretazione delle norme, il primo comma sintetizza le possibilità alternative di interpretazione:
- Storica: ciò che la norma originariamente attuava, ciò per cui è stata emanata dal parlamento.
- Diritto vivente: l’interpretazione che si attribuirebbe oggi a quella parola, guardandone l’evoluzione nel tempo di essa.
- Settoriale: si guarda solo quella norma, non l’intero capo della fattispecie.
- Sistematica: tiene conto del sistema, dell’interezza dell’apparato normativo.
- Letterale: interpretare ciò che c’è scritto in modo letterale.
- Teleologica: tiene conto dello scopo che il legislatore aveva nell’introdurre quella norma, della funzione e di conseguenza valuta ciò che c’è scritto.
Per determinare quale criterio utilizzare basta valutare il quesito ma ciò dipende anche dalla fase storica presente essendosi protratti momenti in cui si preferivano alcuni criteri e altre volte altri. Colui a cui serve la decisione del criterio di interpretazione è l’avvocato, il giurista, ma anche noi mentre la dobbiamo interpretare, la parola finale deve darla in ultimo la corte di cassazione (dando dei criteri più specifici). Le interpretazioni della dottrina, ovvero gli interpreti scientifici, aiutano il diritto a risolvere le domande che mano a mano si pongono.
Fattispecie concreta e astratta
Non sempre una fattispecie concreta riesce a rientrare in una fattispecie astratta, un esempio è il caso del contratto di leasing (leasing traslativo):
- Il soggetto utilizzatore
- Il soggetto produttore del bene
- Il soggetto finanziatore
L’utilizzatore in tal caso si vincola con il finanziatore che si impegna a comprare il bene dal produttore per farlo usare all’utilizzatore dietro il pagamento di un canone periodico. Il finanziatore comprando il bene dal produttore ne diventa proprietario e si impegna affinché l’utilizzatore ne usufruisca dietro al pagamento di un corrispettivo per poi nel caso pagare il prezzo di riscatto e divenirne proprietario. È una tecnica anglosassone importata in Italia ma precedentemente non era presente una normativa che lo regolasse, in questi casi interviene l’analogia (articolo 12 preleggi comma 2). In questi casi nel risolvere questo problema bisogna guardare alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe, nel nostro esempio si sono applicate le regole della vendita a rate anche al contratto di leasing e ciò è stato possibile farlo perché ciò che assomigliava di più a quest’ultimo era proprio la vendita a rate (analogia dal punto di vista della fattispecie).
Per applicare l’analogia bisogna verificare l’arazio ovvero la fattispecie concreta che la legge vuole regolare, in tal caso possiamo applicare la legge al nostro caso concreto non disciplinato.
Analogia legis e analogia juris
L’analogia si distingue in:
- Analogia legis: prendendo in esempio l’articolo 2558 cc, quando compro un’azienda e ho dei contratti di affitto, di leasing o di lavoro, questi contratti non cadono, passano semplicemente da un vecchio proprietario a un nuovo, vale anche per i contratti di lavoro. Applicando la stessa norma si ha un rapporto verticale, paritario.
- Analogia juris: riferita ai principi generali dell’ordinamento, prendendo in esame l’articolo 2392 cc per la responsabilità degli amministratori delle società per azioni, oggi esistono anche le società di persone, le quali sono sempre esistite ma hanno introdotto un amministratore che prima non era presente. Una norma che ne disciplini il lavoro è stata attuata ma per analogia legis non si può applicare questo articolo (la fattispecie è diversa si parla di società per azioni con proprie regole e dinamiche).
La via dell’analogia legis non può essere applicata perché non è presente la stessa fattispecie, ma la regola del comportamento diligente da parte dei componenti è descritta nell’articolo 2392 cc il quale è un principio per tutte le società presenti nel nostro ordinamento, che va al di là del singolo tipo di società. Per risolvere il problema dell’amministratore per le società di persone non è una singola legge ma un principio dell’ordinamento, stiamo utilizzando un’analogia juris (da una serie di regole deduco un principio generale applicabile anche alla mia fattispecie).
Fattispecie
La fattispecie è una situazione apparentemente concreta alla quale la legge ricollega effetti giuridici. Secondo l’articolo 1218 cc il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno. Alla fattispecie concreta (mancata esecuzione prestazione) si affianca la fattispecie astratta (situazione in astratto presa in considerazione dalla norma a cui fanno effetto degli effetti giuridici); il risarcimento del danno è riferito ad una serie innumerevole di casi possibili. È qua che si inserisce l’interpretazione, di fatto spesso la fattispecie concreta non è così semplice come quella astratta.
Domande possibili all’appello
- Descrivere quali sono i modi di interpretare una norma
- In che cosa consiste l’analogia
- Differenza tra analogia legis e analogia juris
Il diritto in sé possiede varie dinamiche riferite al rapporto tra persone nell’ordinamento, perché le varie norme non bisogna contestualizzare solo in base ad altre ma anche in relazione agli individui.
Rapporto giuridico
Il rapporto giuridico è la relazione tra due o più soggetti regolata dall'ordinamento, la modalità di relazione in cui noi siamo immersi, in cui sono immerse le persone nell’ordinamento. Il rapporto giuridico può avere per oggetto una prestazione patrimoniale e non, il contratto, ad esempio (l’accordo tra due o più parti per costituire regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale, sul mondo degli affari) ha una dimensione patrimoniale; il matrimonio invece è un rapporto giuridico (al di là del divorzio) non patrimoniale. Di regola il rapporto giuridico produce effetti solo tra le parti, non produce effetti su terzi in modo diretto ma bensì in modo indiretto (esempio azioni di una società, se uno le compra tutte non ce ne sono più per nessun altro; acquisto della macchina da parte di mio padre ma usandola io avrà degli effetti positivi su di me, un terzo rispetto alle due parti del contratto).
Mentre anche la fideiussione, contratto con cui una parte si obbliga a garantire l’adempimento di un'altra parte (può anche esserci una fideiussione gratuita magari perché si è parenti), ha sempre effetti nei confronti di terzi. Nel rapporto giuridico le due parti vengono dette attivo e passivo:
- Situazioni soggettive attive (diritto soggettivo, potestà o ufficio, facoltà e aspettativa)
- Situazioni soggettive passive (dovere, obbligo, onere)
Diritto soggettivo: il potere di agire per il soddisfacimento del proprio interesse individuale che è protetto dall’ordinamento, proprietà non è un diritto soggettivo relazionale. Essi si dividono in:
- Relazionali o relativi: hanno bisogno della collaborazione di un soggetto per soddisfare l’interesse. Esempio diritto di credito ha bisogno dell’adempimento da parte di un altro soggetto, l’ottenimento dell’interesse è mediato dall’adempimento di una parte diversa.
- Non relazionali o assoluti: per raggiungere il soddisfacimento dell’interesse non ho bisogno della collaborazione altrui, ottenimento interesse immediato.
Interesse legittimo: Diverso dal diritto soggettivo è il potere del singolo di sollecitare un controllo giudiziario in ordine del comportamento attuato dalla pubblica amministrazione; esempio dell’appalto: non ho diritto a vincere ma ho diritto affinché il concorso sia svolto in maniera corretta rispetto al comportamento della pubblica amministrazione.
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