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Diritto privato: prima lezione - 19.02.2018

Il diritto non è una serie di regole che qualcuno ci impone questo accordo viene rispettato perché si è partecipi dell’accordo.

Ordinamento giuridico

Parliamo di:

  • Modello organizzativo che si dà uno stato (che a sua volta è un modello organizzativo che potrebbe basarsi su una monarchia rappresentativa o su una democrazia). Il nostro stato si basa su una democrazia repubblicana e nel 1947 si è creata un’assemblea costituente in cui il risultato è la Costituzione della Repubblica che è uno dei cardini delle fonti del diritto privato per regolare e disciplinare la convivenza di una determinata comunità.

Nel nostro modello organizzativo noi abbiamo un sistema di potere:

  • Legislativo: I padri della repubblica credevano che non poteva esserci un singolo membro che potesse controllare il potere legislativo ecco perché possiamo vedere un bicameralismo, infatti il parlamento (organo del potere legislativo) si divide a sua volta in:
    • Camera dei deputati
    • Senato
  • Esecutivo: potere del governo, che gli deriva da noi stessi, dal popolo. Esempio il fascismo e il nazismo furono poteri che derivano dal popolo, sono stati votati dal popolo.
  • Giudiziario: nel modello italiano e anche in altri paesi europei (non in Inghilterra) è un potere indipendente dal potere esecutivo e legislativo. I giudici sono sottoposti alle leggi del popolo. Potere totalmente indipendente. Il giudice invece applica la legge.

Com'è organizzato il potere giudiziario

Noi abbiamo 3 tipi di giurisdizione:

  • Civile: si occupa di tutte le controversie tra privati. Possono per esempio essere il momento nel quale i diritti di quale noi parleremo potrebbero essere contestati. Esempio il diritto di proprietà che ha diverse caratteristiche, io potrei trovarmi con un vicino che solamente per darmi fastidio tutti i giorni manda il cane a fare bisogni davanti casa mia, questo comportamento può essere portato davanti a un giudice per far sì che il giudice lo riconosca (quindi io dovrò provare che quella cosa che lui fa non va bene), ti assumi le responsabilità di risarcire i danni che io ho ricevuto.
  • Penale: ha la responsabilità di gestire il contenzioso che nasce dall’omissione di un reato. Cioè dal momento che io faccio un reato vengo portato davanti ad un giudice penale, è un modello che si basa su due finalità:
    • Tutela dei cittadini
    • Remuneratoria cioè l’obiettivo è che deve essere reinserito nella società
  • Amministrativo: contenzioso tra stato e cittadini.

La giustizia civile e quella penale hanno tre gradi di giudizio. Il primo e il secondo grado vengono detti di merito: cioè entrano nel merito di una questione. Emettono una sentenza e questa sentenza può essere impugnata certificando che il giudice di primo grado può essere fallace assoluzione.

  • 1. Grado tribunale: primo organo giudicante ci sarà una sentenza che verrà impugnata e va in corte d’appello
  • 2. Grado corte d’appello: se viene impugnata corte di cassazione.
  • 3. Corte di cassazione.

Mentre i primi due gradi sono di merito il terzo sono di legittimità cioè la corte di cassazione deve solo vedere se le regole/le norme sono state correttamente applicate dalla norma. Per evitare che ci siano elementi di bizzarria che poi possono creare disuguaglianze sostanziali. Queste garanzie si devono alla Costituzione della Repubblica.

Il diritto privato è l’insieme delle regole che vengono usate per disciplinare fenomeni giuridici. Si occupa di regolare il sistema dei soggetti come centro di imputazione giuridica. Il sistema delle fonti del diritto (fondamentale per capire chi deve fare le leggi e quale sia il sistema gerarchico delle leggi). Nel 1957 ha cominciato ad operare un organo ovvero la corte costituzionale che verifica la costituzionalità di una legge.

Seconda lezione - 20.02.2018

Fonti del diritto

È molto importante sapere quali sono le fonti del diritto e le possiamo classificare:

  • 1. Costituzione e leggi costituzionali
  • 2. Trattati europei
  • 3. Trattati internazionali
  • 4. Normativa comunitaria: la normativa comunitaria si sviluppa in due tipi di normative: regolamenti o direttive. Il diritto dei consumatori è così importante perché il 90% dei contratti sono disciplinati dalla normativa comunitaria, il contratto di compra-vendita è il più utilizzato. Il regolamento è immediatamente efficace dell’ordinamento italiano ovvero non ha bisogno di essere recepito, il potere dei regolamenti è quello di essere una norma primaria. Mentre le direttive possono essere: self executive (sono applicate da se stesse, sono dettagliate e non possono essere modificate) o semplici dove il legislatore può modificarla e devono essere recepite da una legge italiana perché la normativa di norma monetaria deve rispondere a lingue e culture diverse e per questo la direttiva è fatta con una tecnica legislativa in cui il legislatore monetario per arrivare a dire ciò che si deve fare, deve fare delle premesse (considerando, premesso che, whereas) modo attraverso il quale il legislatore spiega le ragioni di una scelta amministrativa. La normativa monetaria appunto si declina in due forme: regolamenti e direttive. In caso di contrasto tra una normativa comunitaria e quella ordinaria prevale quella comunitaria quando si tratta di uno stesso tema.
  • 5. Legge ordinaria: il codice civile è una legge ordinaria quindi una raccolta di leggi ordinarie
  • 6. Decreti legge-decreti delegati: rappresentano uno strumento di politica legislativa, legge che però non comporta tutto il tempo che ci vuole normalmente per fare una legge, deve essere accettata dalla camera dei deputati e poi dalla camera del senato, il governo potrebbe avere la necessità di definire immediatamente una regola allora emana un decreto-legge e se non viene recepito entro 60 giorni dal parlamento quel provvedimento decade ovvero perde d’efficacia.
  • 7. Leggi regionali: l’Italia ha una costituzione dove le regioni possono emettere delle leggi a patto che non siano in contrasto con la costituzione, vengono emanate su determinate tematiche sulla quale la costituzione dice che la decisione spetta a loro.
  • 8. Consuetudini (usi e consumi)

Soggetti di diritto

Chiunque è o può essere titolare di diritti e doveri (altra definizione: centri di imputazione di effetti giuridici). Il termine persona giuridica è un controsenso di per sé perché la persona è una persona fisica. La persona giuridica è un modo per identificare un soggetto che risponde dalle obbligazioni che nascono dalla pluralità di persone unite poste al raggiungimento dello stesso obbiettivo. Il diritto di associarsi liberamente è importante per il legislatore perché nel fascismo questo diritto era limitato. Le persone giuridiche possono essere pubbliche o private.

Chiunque è o può essere titolare di diritti e doveri

  • Persone fisiche
  • Persone giuridiche
    • Pubbliche
      • Territoriali
      • Giuridica
    • Private
      • Associazioni non riconosciute
      • Fondazioni
      • Comitati
      • Società

In alcuni casi è soggetto di diritto uomini e donne nati vivi anche colui che non è ancora nato con personalità con soggettività.

  • Nascituro
  • Concepito
  • Non concepito

Le associazioni possono essere riconosciute o non riconosciute. Si ha il diritto di associarsi ma si hanno dei limiti, non ci si può associare per seguire qualcosa che vada contro la legge o per creare un gruppo che appoggi le idee fasciste.

L’associazione può essere riconosciuta o non riconosciuta:

L’associazione non riconosciuta: le più importanti sono i partiti politici e i sindacati. Il riconoscimento da parte dello stato comporta l’autonomia patrimoniale perfetta dell’associazione ovvero non rispondono mai gli associati. L’ordinamento sviluppa un altro modello. Lo Stato chiede che si dichiari lo scopo di tale associazione e si dimostri il patrimonio stesso dell’associazione. Le associazioni non fanno il riconoscimento per la burocrazia principalmente. Con l’associazione non riconosciuta si ottiene che ci siamo messi d’accordo su cosa vogliamo fare e come. L’associazione non riconosciuta ha un problema ovvero chi ha fatto parte del contratto sa chi sono i partecipanti, chi ha fatto il contratto e il tesoriere, gli unici a non saperlo sono i terzi.

L’associazione riconosciuta: Se le associazioni sono libere e richiediamo il riconoscimento, i terzi possono andare in un pubblico registro e vedere se è vero quello che abbiamo dichiarato. Possiamo vedere: chi è lei, quanti soldi ha e...? Le associazioni non riconosciute non hanno un regime di pubblicità, non posso sapere chi partecipa, chi è il tesoriere e chi ha creato l’associazione. Se io aderisco ad un partito politico non rispondo delle obbligazioni del partito. Chi risponde per le obbligazioni? Chi ha firmato anche se non è il presidente o il tesoriere. La legge è in grado di fornire una tutela (articolo 38) che risponde in primo luogo il fondo comune ma se non basta risponde chi ha assunto l’obbligazione perché io non so se quella persona aveva il potere di farlo. Il soggetto deve essere responsabile di ciò che fa. La persona giuridica non può essere elusa dalla sua responsabilità.

Le fondazioni sono delle persone giuridiche caratterizzate dall’esistenza di un patrimonio. Chi mette il patrimonio stabilisce le regole d’ingaggio ovvero come voglio che venga gestito il patrimonio. I comitati si caratterizzano dalle associazioni perché nasce per realizzare uno scopo specifico e immediato che una volta raggiunto cessa di esistere (il sindaco decide di creare un’area per lo smaltimento dei rifiuti e i cittadini si riuniscono in un comitato che può fare iniziative).

Le persone fisiche

La persona fisica per essere un centro di imputazione d’effetto giuridico deve essere una persona che è nata. Quando si parla di persone fisiche è importante capire quando un soggetto inizia ad avere diritti. La legge ha due accezioni apparenti: anche il concepito o non ancora concepito possono avere due concezioni ovvero: testamento o donazione. La donazione è un contratto secondo cui una persona per uno spirito di liberalità dà ad una persona qualcosa. La legge consente al donante o testatore il diritto di concedere il bene ad una persona non nata o concepita. (qualora Luisa e Paolo avessero un figlio voglio dargli questo dono) potrebbe essere stato concepito ma non è ancora nato o potrebbe non essere concepito, non si tratta del diritto del bambino ma si tratta dei miei diritti di donare a chi non è ancora nato. I neonati acquisiscono i diritti solo con la nascita. Esistono due categorie di capacità: una giuridica (art 1) e quella di agire (è la capacità di porre in essere atti ed avviene ai 18 anni). Fino al 1975 questa età non era fino ai 18 anni ma con questa legge il legislatore stabilisce che i diciottenni possono guidare, comprare le sigarette…

Infine ci sono 3 tipi di incapacità:

  • Capacità giuridica
  • Capacità di agire
  • Incapacità legale
  • Incapacità giudiziale
  • Incapacità naturale (norma di chiusura del sistema di incapacità)

Terza lezione - 21.02.2018

Tutte le volte in cui noi parliamo di capacità lo facciamo per assumere due concetti base: il potere di porre in essere determinati atti giuridicamente rilevanti che producono effetti giuridici validi. Al potere è collegato il concetto di responsabilità. Il minorenne finché non ha la capacità di agire non possiede la responsabilità per questo per loro rispondono i genitori. Le scelte di politica legislativa che stanno alla base dei sistemi dei valori della disciplina delle incapacità sono ricavabili dallo studio della disciplina (insieme delle regole che il legislatore ha scelto per detenere un risultato) delle norme. Questa normativa rappresenta le misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia.

Tipi di incapacità

Quando parliamo di incapacità la posizione del legislatore è una posizione di protezione dell’incapace. Perché? Da chi e come lo protegge l’incapace? Ci sono 4 tipi di incapacità: incapacità legale, giudiziale o naturale. Il minore di età non ha la capacità di agire.

La capacità giuridica e la capacità di agire

La capacità giuridica si acquista al momento della nascita e la capacità di agire si acquista al compimento dei diciotto anni. Qual è la ragione di questo tipo di disciplina? Io nasco e divento titolare di diritti, posso ricevere l’eredità ma fino a quando non avrò la capacità di agire quei soldi li deve gestire chi si prende cura di me (genitori, tutore). Nel momento in cui compio 18 anni sono capace di assumermi la responsabilità e capire quello che può essere giusto o sbagliato per me. Il legislatore ha scelto di ritenere congrua l’età dei diciotto anni. Quando si dovesse verificare un caso in cui dovessimo trovarci in condizioni di incapacità (di intendere o volere) interviene l’ordinamento. Nell’incapacità legale la tutela prevista è per gli invalidi e tutti gli atti posti in essere. La nullità e l’annullabilità sono due strumenti attraverso la quale l’ordinamento priva di effetti giuridici (rende inefficaci atti) che non ritiene meritevoli di protezione giuridica.

Delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia

I. Amministrazione di sostegno (art 404)
II. Della interdizione (art 414) giudiziale
III. Della inabilitazione (art 415)
IV. Della incapacità naturale (art 428) naturale

La persona che, per effetto di una infermità (art 404: amministrazione di sostegno): ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.

La tutela dei patrimoni ha fatto sì che nascesse l’amministrazione di sostegno. In quale modo il legislatore ha scelto di tutelare questo problema?

Per poter nominare un tutore si deve fare un ricorso ad un tribunale. (art 417: istanza d’interdizione): l’interdizione e l’inabilitazione possono essere promosse dalle persone indicate negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal tutore o curatore ovvero dal pubblico ministero. Se l’interdicendo o l’inabilitando si trova sotto la responsabilità genitoriale o ha per curatore uno dei genitori, l’interdizione o l’inabilitazione non può essere promossa che su istanza del genitore medesimo o del pubblico ministero.

Quando c’è la necessità di tutela del beneficiario la legge consente di poter ricorrere al tribunale. Gli effetti sono nell’ art 409, effetti dell’amministrazione di sostegno.

(art 409: effetti dell’amministrazione di sostegno): il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno. Il beneficiario dell’amministratore di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.

Nessuno gli toglie la capacità di agire ma è solo qualcuno che lo sostiene e gli dà una mano. Non riuscirà mai a fare l’interdetto.

(art 410: doveri dell’amministratore di sostegno): Nello svolgimento dei suoi compiti l'amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario. L'amministratore di sostegno deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere nonché il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso. In caso di contrasto, di scelte o di atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l'interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o gli altri soggetti di cui all'articolo 406 possono ricorrere al giudice tutelare, che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti. L'amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre dieci anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.

(art 411: norme applicabili dall’amministrazione di sostegno): Si applicano all'amministratore di sostegno, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli da 349 a 353 e da 374 a 388. I provvedimenti di cui agli articoli 375 e 376 sono emessi dal giudice tutelare. All'amministratore di sostegno si applicano altresì, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 596, 599 e 779. Sono in ogni caso valide le disposizioni testamentarie e le convenzioni in favore dell'amministratore di sostegno che sia parente entro il quarto grado del beneficiario, ovvero che sia coniuge o persona che sia stata chiamata alla funzione in quanto con lui stabilmente convivente. Il giudice tutelare, nel provvedimento con il quale nomina l'amministratore di sostegno, o successivamente, può disporre che determinati effetti, limitazioni o decadenze, previsti da disposizioni di legge per l'interdetto o l'inabilitato, si estendano al beneficiario dell'amministrazione di sostegno.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kellyserafini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Putti Pietro Maria.
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