Che materia stai cercando?

Diritto privato Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto privato basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Basini dell’università degli Studi Bocconi - Unibocconi, della facoltà di economia, Corso di laurea in economia e finanza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto privato docente Prof. G. Basini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

causa di nullità o annullabilità del contratto.

L'accordo

È la sostanza stessa del contratto, può essere scomposto in due aspetti

• i soggetti → devono essere dotati delle qualità che la legge richiede per essere titolari dei

rapporti che derivano dal contratto, quindi devono poter validamente manifestare la volontà

di contrarre

• la volontà contrattuale → La forma del contratto è qualsiasi mezzo con cui la volontà si

manifesta. La manifestazione può essere

• espressa (quando la volontà è dichiarata per iscritto oppure oralmente)

• tacita (non si impiegano segnali con lo scopo di comunicare la volontà ma ci si

comporta in un modo che la implica, es. faccio la spesa, salgo sul treno. Quello che

conta è che la condotta abbia oggettivamente quel significato, cioè sia un

comportamento concludente. Inoltre si può avere manifestazione tacita anche quando

ci si comporta come parti di un contratto si considera quel contratto esistente, es.

società di fatto)

La conclusione

Si distinguono due ruoli delle parti

• proponente

• accettante

l'accordo è lo scambio di due dichiarazioni di volontà. La proposta è la dichiarazione che offre

all'altra la possibilità di conclusione del contratto, espone quindi il proponente all'accettazione.

Perché sia valida deve contenere tutti gli elementi essenziali del contratto (si parla altrimenti di

invito a proporre), salvo che risulti diversamente dalle circostanze o dagli usi. L'accettazione dà il

suo consenso al contratto così come risulta dall'offerta. Deve corrispondere esattamente alla

proposta, altrimenti si ha una controproposta.

L'accordo spesso risulta da una dichiarazione congiunta e contestuale delle parti, oppure in modo

simultaneo. Mettere a fuoco i momenti di proposta e accettazione è fondamentale nel caso in cui il

contratto si formi in momenti successivi.

La conclusione si ha quando chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell'accettazione dell'altra

parte. Nel caso di comunicazione scritta la conoscenza si presume quando giunge all'indirizzo del

destinatario a meno che questo non dimostri l'impossibilità incolpevole.

Vale quindi il principio di cognizione secondo il quale un atto diretto ad una persona determinata

ha effetto nel momento in cui quest'ultima ne ha conoscenza (si estende anche agli atti

unilaterali ricettizi).

Dai contratti consensuali si distinguono quelli reali nei quali, oltre al consenso delle parti, è

necessario anche la consegna perché il contratto sia concluso.

L'accettazione deve essere manifesta: l'assenza di risposta non giustifica il consenso. Tuttavia in

alcuni casi la dichiarazione di accettazione può mancare

• Accettazione per fatti concludenti

Su richiesta del proponente o secondo gli usi la prestazione deve essere eseguita senz'altro, quindi

senza previa accettazione.

• Contratto con obbligazioni per il solo proponente

Contratto da cui derivano effetti pregiudizievoli solo per il proponente (es. fideiussione), che

generano una proposta irrevocabile appena giunta a conoscenza della controparte e che non

necessita della conferma.

Fino a che il contratto non è concluso entrambe la parti si riservano la possibilità di revocare

(anche alla revoca si applica il principio di cognizione quindi deve arrivare a conoscenza della

controparte prima dell'accettazione).

La proposta è irrevocabile per

• iniziativa del proponente che dichiari di voler tenere ferma la proposta per un certo tempo

(proposta ferma)

• per un patto di opzione (in cui la proposta resta vincolata, mentre l'altra parte è libera di

accettare o rifiutare)

anche la morte o la sopravvenuta incapacità non tolgono efficacia alla proposta (es. muore

imprenditore, la proposta riguardava l'esercizio dell'attività e rimane vincolata agli eredi).

L'offerta può quindi essere fatta sotto forma di

• offerta al pubblico

• offerta irrevocabile

• opzione

• prelazione

Le trattative e le responsabilità precontrattuale

Durante le trattative una delle due parti potrebbe lasciar perdere altre opportunità o prepararsi agli

affari. Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, hanno il dovere

di comportarsi secondo buona fede. La violazione di questo principio è fonte di responsabilità

precontrattuale.

Se una delle due parti era a conoscenza di un vizio nel contratto che ne determini l'annullabilità e

non lo comunica alla controparte, se questa dovesse ricevere danno dall'annullamento del contratto

in seguito all'accordo, allora avrà diritto ad un risarcimento del danno per aver confidato nella

validità del contratto.

Anche la rottura delle trattative se si ha un recesso tardivo ed ingiustificato (es. sono state

prolungate per distogliere l'altra parte da un affare) perchè contrario alla correttezza.

Il contratto preliminare

Nel mercato mobiliare si parla di compromesso (più propriamente contratto preliminare) e poi di

rogito (ovvero atto notarile).

Un contratto preliminare ha effetti obbligatori e determina l'obbligo di stipulare un successivo

contratto definitivo. Deve essere redatto con la stessa forma del contratto definitivo e nel caso in cui

una delle due parti non adempia è possibile richiedere l'esecuzione specifica dell'obbligo a contrarre

(una sentenza che produca gli effetti del contratto definitivo).

Nel caso dei contratti preliminari è obbligatoria la trascrizione nel caso di diritti reali limitati su

beni immobili. L'effetto della trascrizione è però limitato nel tempo.

Una pratica diffusa è quella della stipulazione del preliminare improprio (agenzia immobiliare per

ridurre i costi di scrittura degli atti) in cui una parte si impegna a riprodurre il consenso nel caso di

qualunque compratore si proponga.

La minuta è solo una fermo riguardo ad alcuni aspetti del contratto quando le parti vogliono

continuare le trattative concentrandosi su altri aspetti. Non comporta l'obbligo a contrarre.

Contratti di serie e contratti del consumatore

Nel caso di contratti di serie o standard il contenuto è interamente predisposto per ottenere

uniformità. Ci sono delle condizioni generali di contratto che caratterizzano i contratti standard e

che entrano a far parte del contratto se l'altra parte le ha conosciute o dovrebbe conoscere con la

normale diligenza. Chi predispone il contratto non ha l'onere di procurare l'effettiva conoscenza.

A favore dell'accettante le clausole vessatorie (cioè che determinano particolari oneri per una parte

e vantaggi per l'altra) non hanno effetto se non specificatamente approvate. Il predisponente ha

l'onere di assicurarsi in questo caso che la controparte le abbia comprese e approvate per iscritto,

devono inoltre essere formulate con chiarezza e in caso di ambiguità essere interpretate nella forma

più favorevole all'altra parte.

La disciplina della tutela del consumatore (nuovo codice del consumo in seguito a direttiva CEE)

prevede un regolamento particolare nel caso di contratti tra professionisti e consumatori. Si

definiscono vessatorie in questi contratti tutte le clausole che determinino un significativo squilibrio

di diritti e di obblighi derivanti dal contratto. Le clausole sono quindi nulle.

Tuttavia

• il rischio del cattivo affare rimane al consumatore, poiché le clausole vessatorie non deve

riguardare il corrispettivo o la scelta del bene. (principio di trasparenza)

• nessuna clausola può ritenersi vessatoria se è oggetto di una trattativa individuale,

quindi di vera e propria negoziazione. Fatta eccezione per un ristretto numero di norme che

sono inefficaci anche se oggetto di trattativa (es. limitazione di responsabilità del

professionista in caso di danno alla persona del consumatore)

La causa del contratto. I motivi

Il contratto deve essere diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela, deve quindi avere una

funzione economico-sociale apprezzabile.

La causa (= ratio latina, quindi ragione o razionalità intrinseca) del contratto è la logica interna, la

funzione economico-sociale che non può mancare e deve essere lecita.

Per la qualificazione del contratto si fa riferimento alla causa, che indica quale assetto di interessi

le parti volessero realizzare e quindi individua la fattispecie tipica con la quale bisogna confrontare

la fattispecie concreta.

Occorre inoltre considerare la causa in concreta, cioè la funzione individuale del singolo e

specifico contratto (es. abbonamento partite di calcio: viene pubblicizzato molto un giocatore e

tutti i tifosi comprano il biglietto per assistere alla partita ma in concreto per vedere il giocatore.

Questo viene venduto appena dopo la conclusione della campagna, la causa concreta non può più

essere eseguita e quindi i contratti possono essere sciolti).

Se la causa manca il contratto non può fin dall'origine produrre i suoi effetti essenziali e se questa è

illecita il contratto è nullo. Il contratto ha causa illecita anche quando si ha contratto in frode alla

legge, quando la funzione è in sé e per sé lecita ma che nasconde una causa concreta distorta per

servire a scopi illeciti.

Le cause non sono da confondersi con i motivi, che non sono giuridicamente rilevanti.

Classificazione dei contratti in base alla causa

I contratti di distinguono in

• Contratti a prestazioni corrispettive

La causa sta nella funzione di scambio tra due prestazione, si ha quindi un rapporto di reciprocità tra

le due detto sinallagma (contratti sinallagmatici). Quando manca il sinallagma fin dal momento

della costituzione di ha un difetto genetico del contratto, mentre se questo viene a mancare

successivamente di ha un difetto funzionale.

• Contratti aleatori (una parte è gravata da una prestazione mentre per l'altra rimane

incerta l'obbligazione, es. scommesse autorizzate)

• Contratti commutativi (allo scambio non si legano elementi di rischio)

• Contratti unilaterali

Le prestazioni sono a carico di una sola parte

e in • Contratti a titolo oneroso (a ciascuna parte è richiesto un sacrificio)

• Contratti a titolo gratuito (il sacrificio è di una sola parte)

L'oggetto

Art. 1325 → l'oggetto deve essere

• possibile → equivale alla possibilità delle prestazioni (è impossibile il trasferimento di

proprietà di una cosa inesistente), che possono anche essere diritti futuri

• lecito → la prestazione non è contraria alla legge

• determinato o determinabile → la determinazione può dipendere anche dal contesto o

ricavata per interpretazione. La cosa può anche essere determinata da un terzo nel caso in

cui le parti decidano di fare riferimento ad un arbitratore

La forma

Un requisito del contratto è la forma, “quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di

nullità”. Solo in alcuni casi è quindi necessaria una particolare forma, nel resto dei casi possibile la

forma è di regola libera (elemento fondamentale per la velocità del contratto). L'esistenza di

impegni contrattuali in alcuni casi può derivare al solo comportamento concludente.

L'esistenza del contratto però non garantisce una prova efficace.

La forma può essere

• ad substantiam (la mancanza della forma è causa di nullità, quindi una determinata forma

è necessaria per la validità dell'atto)

es. la forma scritta è richiesta per gli atti che hanno per oggetto diritti reali limitati o diritti di

godimento >9anni su beni immobili. La legge richiede inoltre l'atto pubblico (=forma solenne) per

la donazione, le convenzioni matrimoniali, la costituzione di società

• ad probationes (la forma scritta non è richiesta a pena di nullità ma per la prova in giudizio,

il contratto non può essere provato con testimoni né con semplici presunzioni. L'unica

possibilità è deferire all'altra il giuramento)

Una forma particolare può anche essere richiesta per un contratto a seguito di un precedente

accordo tra le parti, in questo caso la forma condizionale pattuita si presume voluta per la validità

del contratto.

Un altro caso è quello della forma per relationem quindi si fa rinvio alla forma richiesta per un

atto di cui il primo è strumento (es. contratto preliminare o procura).

Gli elementi accidentali

Gli elementi accidentali sono quelle clausole che fanno parte del contratto ma che sono legate ad

una espressa volontà delle parti, hanno la funzione di adeguare lo schema del contratto agli interessi

particolari. Sono

• Condizione

Le parti possono accordarsi per subordinare l'efficacia o la risoluzione del contratto ad un

avvenimento futuro e incerto. Ci può essere una condizione

• sospensiva (sospende gli effetti sino a che non si verifichi l'avvenimento)

• risolutiva (nel caso in cui si verifichi l'avvenimento si ha lo scioglimento del

contratto).

Gli effetti della condizione agiscono retroattivamente al momento della conclusione del

contratto, i contratti con condizioni si caratterizzano per un periodo di incertezza detto

pendenza della condizione. Le parti hanno il dovere di comportarsi secondo buona fede, se

l'evento non si verifica per causa imputabile ad una delle due parti la condizione si considera

avverata (fictio iuris). Le parti possono disporre del diritto subordinato a condizione, ma gli

effetti dell'atto di disposizione sono subordinati alla condizione.

La condizione impossibile rende nullo il contratto se sospensiva e si considera non apposta se

risolutiva. La condizione illecita invece rende nullo il contratto sia se sospensiva che risolutiva. Si

parla di condizione tacita quando le parti manifestano tacitamente la subordinazione del contratto

ad un evento futuro incerto.

In certi casi le circostanze nelle quali il contratto viene stipulato appaiono come il presupposto

oggettivo che giustifica l'operazione economica (presupposizione), se queste vengono meno il

contratto non ha più senso.

La condizione può essere inoltre

• causale (dipende dal caso o dalla volontà di terzi)

• potestativa (dipende soltanto dalla volontà delle parti, ma non è una condizione

meramente potestativa, cioè puro arbitrio di una delle due parti, nel tal caso il

contratto è nullo)

• Termine

Il termine può essere

• iniziale (dies a quo), principio degli effetti del contratto

• finale (dies ad quem), termine degli effetti del contratto

oppure anche

• termine di efficacia

• termine di adempimento (disegna il momento in cui l'obbligazione deve essere

adempiuta)

La scadenza del termine non ha efficacia retroattiva dal momento in cui scade. Si ha quindi

un periodo di pendenza dipendente da un evento certo. Il termine essenziale è la scadenza

che determina lo scioglimento del contratto per inadempimento.

• Modus o onere

L'onere è previsto per la donazione modale e si tratta di un obbligo imposto al beneficiario che è

tenuto ad adempierlo nel limiti del valore della cosa donata. L'onere non muta la causa del

contratto. EFFICACIA DEL CONTRATTO

La “forza di legge”, vincolo e recesso

I contraenti stabiliscono un regolamento di interessi fonte di legge privata.

Un diritto di recesso può essere attribuito dalla legge o dal contratto: consiste in un diritto

potestativo il cui esercizio provoca lo scioglimento del vincolo contrattuale.

La facoltà di recedere è talora limitata: si richiede l'esistenza di gravi motivi o di giusta casa.

Il recesso deve essere esercitato prima che il contratto abbia avuto un principio di esecuzione

(fatta eccezione per i contratti di durata il cui recesso fa cessare gli effetti del contratto a partire dal

momento del recesso; il mancato esercizio del recesso corrisponde ad una tacita rinnovazione).

Il recesso può essere legato ad un corrispettivo. Anche la caparra può avere funzione di

corrispettivo per il recesso, si parla di caparra penitenziale (se a recedere è la parte che ha ottenuto

la caparra deve restituire il doppio).

Nei contratti del consumatore negoziati fuori dai locali commerciali (contratti a distanza), la

facoltà di recesso è un diritto irrinunciabile del consumatore. Il professionista inoltre deve fornire

informazioni su come recedere per iscritto e consegnare il modulo per il recesso.

I diversi tipi di efficacia

L'accordo tra le parti può avere funzione traslativa o obbligatoria.

I contratti con funzione traslativa sono detti contratti con effetti reali (o a efficacia reale) →

contratti che “hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata, la

costituzione o il trasferimento di un diritto reale o il trasferimento di un altro diritto”.

Vale il principio consensualistico → il diritto di trasmette e si acquista per effetto del consenso

della parte legittimamente manifestato. (cioè espresso nella forma richiesta)

L'accordo quindi non basta per operare il trasferimento, che richiede un atto apposito

• consegna della cosa mobile

• atto di trasferimento dell'immobile o mobile registrato

Non si applica invece al trasferimento di cosa generica, la proprietà qui si trasmette solo con

l'individuazione.

Si possono distinguere contratti

• ad efficacia immediata (es. compravendita o donazione)

• di durata, la cui esecuzione è differita, continuata o periodica (es. vendita a termine,

contratto di lavoro, somministrazione periodica)

L'interpretazione del contratto

L'interpretazione ha lo scopo di attribuire un significato al contratto. I criteri sono in gran parte

extra – legali e fanno riferimento ai criteri di comprensione della lingua.

Art. 1362 → “Nell'interpretare il contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione

delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole”

• “comune intenzione” : non è la ricerca della volontà interna ma la determinazione della

volontà manifestata attraverso parole. La comune intenzione è la corrispondenza di

significato tra le manifestazione di volontà delle parti.

• “significato letterale” : è necessario tener conto della connessione tra le parole e del

comportamento della controparte durante tutte le fasi della conclusione del contratto. Le

varie clausole del contratto inoltre si interpretano le une per mezzo delle altre e in base al

senso complessivo dell'atto

La regola base dice che il contratto deve essere interpretato secondo “buona fede”, quindi

attribuendovi il significato che vi attribuirebbe una persona corretta e leale.

Nel caso in cui il contratto sia di dubbio significato allora non si può applicare l'interpretazione

soggettiva (vedi sopra) ma si può applicare una scelta tra diversi significati possibili

(interpretazione oggettiva). Si sceglie in base a

usi interpretativi

1. natura dell'oggetto

2. significato meno favorevole a chi ha predisposto la clausola

3. equo contemperamento degli interessi

4.

NB: come per la buona fede: usi, natura dell'affare, equità.

Se le manifestazioni non convergono in accordo, allora il consenso non si è formato.

L'integrazione del contratto

Integrazione → è quel procedimento che, sulla base dell'accordo, ne completa il contenuto o ne

determina compiutamente gli effetti.

Si può avere integrazione con l'inserimento di clausole come se le parti le avessero effettivamente

stipulate

• integrazione con carattere dispositivo (sono inserite nel contratto regole d'uso, se le parti

non hanno disposto diversamente)

• integrazione con carattere imperativo (le clausole vengono imposte di diritto nel contratto

con efficacia erga omnes anche in sostituzione a clausole difformi. Il contratto rimen valido

ma con contenuto modificato)

Inoltre si ha interpretazione anche quando gli effetti del contratto non si limitano a quanto le parti

abbiano espressamente pattuito, ma si estendono anche a tutte le conseguenze che ne derivano

secondo la legge, gli usi e l'equità.

Solo la legge ha la forza di correggere la volontà dei privati, non solo in caso di silenzio ma anche

contro una espressa determinazione (norme inderogabili).

Contratti innominati → la lite che nasce da un contratto innominato è “una controversia che non

può essere decisa con una precisa disposizione”, di conseguenza si applica per analogia le

disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe.

Se il contratto non presenta analogie si terrà conto degli usi.

L'efficacia del contratto rispetto a terzi

Il contratto ha effetti relativi, quindi ha forza di legge tra le parti ma non produce effetti diretti nella

sfera giuridica di terzi. Si possono avere però effetti riflessi verso terzi, nei confronti dei quali si

possono far valere gli effetti del contratto (opponibilità).

Il contratto per persona da nominare (contratto efficace verso un terzo che la parte si riserva di

nominare, la persona deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi entro 3 giorni dalla

stipulazione) non è un'eccezione al principio di opponibilità perché l'accordo è efficace nei

confronti di un terzo solo per sua dichiarazione di nomina.

Il contratto a favore di terzi è un contratto in cui una pare (=promittente) si obbliga nei confronti

di un'altra (=stipulante) ad eseguire una prestazione a favore di un terzo (es. contratto di

assicurazione sulla vita). Il terzo può sempre rifiutare ma in mancanza del rifiuto si ritiene accettato

il diritto. L'accettazione rende però irrevocabile la stipulazione a favore dell'accettante.

Cessione del contratto e subcontratto

La cessione riguarda di regola un rapporto a prestazioni corrispettive: la cessione di un contratto (a

differenza del debito) si produce solo con il consenso dell'altra parte. È però possibile che il

consenso alla cessione sia espresso fin dall'origine con una clausola che prevede la cedibilità del

contratto per volontà unilaterale.

Vi sono alcune eccezioni: nel caso di locazione di immobili urbani ad uso abitativo, il coniuge del

conduttore, dopo separazione consensuale, succede nel contratto se così i due coniugi hanno

convenuto.

Nel caso di vendita del bene locato il contratto di locazione non cessa, di conseguenza l'acquirente

succede all'alienante nel contratto. Anche riguardo alla cessione di un'azienda, l'acquirente subentra

in tutti i contratti stipulati dal titolare dell'azienda stessa.

Si ha successione legale anche per successione a titolo universale mortis causa e nell'ipotesi di

fusione di società.

Non si può mai avere cessione di tutti i contratti legati alla fiducia e all'identità della persona.

Il subcontratto non è una sostituzione ma la creazione di una situazione nuova tra una delle due

parti ed un terzo (es. sublocazione).

La rappresentanza. La procura

Il rappresentante manifesta una volontà e forma un accordo che produce gli effetti nella sfera

giuridica del rappresentato.

La procura è un atto unilaterale diretto a terzi, costitutivo del potere di rappresentanza. La

procura tacita può ricavarsi dal comportamento dei soggetti o dalla situazione di fatto.

Il requisito della forma dice che è richiesta la forma prescritta per l'atto che il rappresentante dovrà

compiere.

Parte sostanziale → rappresentato

parte formale → rappresentante

Se vi è un errore che determina la conclusione del contratto o di buona o di mala fede, il

rappresentante ne è colpevole perché è effetto della sua volontà viziata (non nel caso in cui sia

solo un messo che si limita a trasmettere volontà altrui).

Se il rappresentante eccede i limiti della procura o ne è sprovvisto (falso procuratore), manca la

legittimazione quindi solo la ratifica da parte del rappresentato può determinare l'efficacia del

contratto. La ratifica può essere espressa o tacita (mera esecuzione del contratto).

In mancanza di ratifica il contratto è inefficace. Il falso rappresentante deve risarcire i danni

risentiti dall'altra parte per aver confidato senza colpa nell'efficacia del contratto (responsabilità

precontrattuale).

Nel caso di abuso di potere è dato al rappresentato il potere di chiederne l'annullamento.

La procura è di regola revocabile ma la revoca va portata a conoscenza dei terzi con mezzi idonei.

La simulazione del contratto

Le parti possono concordare di inserire una clausola che escluda l'efficacia del contratto tra di

loro, per far sì che appaia concluso il contratto simulato.

La simulazione del contratto quindi richiede

• la stipulazione di un contratto

• un accordo simulatorio che fa si che il contratto sia solo apparente

La simulazione può essere

• assoluta

• relativa, se comprendere anche un altro accordo, un contratto vero che vuole essere tenuto

nascosto (contratto dissimulato)

Si può anche avere l'interposizione fittizia di persona, è richiesto l'accordo di una terza persona

(alienante, simulato acquirente e vero acquirente).

Il contratto simulatorio non ha effetti tra le parti mentre si producono eventualmente gli effetti del

contratto dissimulato (purché esistano i requisiti di forma e sostanza).

Se lo scopo non è lecito, si ha simulazione fraudolenta e il contratto è nullo. Anche quando lo

scopo è degno si ha una tutela dei terzi

• i terzi pregiudicati dalla simulazione, possono farla valere nei confronti delle parti

• nessuno può opporre la simulazione a terzi che in buona fede hanno acquistato il diritti dal

titolare apparente

• non può essere opposta la simulazione ai creditori del simulato alienante. I creditori del

simulato acquirente possono sempre far conto su quel bene se hanno costituito ipoteca o

pegno o iniziata l'esecuzione contando su quel bene. Tuttavia se sono creditori chirografari

soccombono di fronte agli interessi del simulato alienante il cui credito sia anteriore alla

simulata alienazione.

Uso indiretto e fiducia

Certi risultati, che le parti si propongano, vengono raggiunti non direttamente ma indirettamente (es.

vendita ad un prezzo simbolico o donazione indiretta). L'uso indiretto non è simulazione perché il

contratto è stipulato perchè questo produca i suoi effetti anche se in vista di un risultato

ulteriore.

Nel caso di contratto di fiducia si ha un contratto di trasferimento di proprietà che viene però

accompagnato da un patto con cui si impone all'acquirente di conservare il bene per restituito

all'alienante o altra persona.

Si hanno due ipotesi

Fiducia cum creditore

1.

vendo un bene ad una persona che è disposta a farmi un prestito, ma con il patto che, appena

restituirò il prestito, mi renderà il bene. (NB: filo dell'illiceità perché simile al patto commissorio)

Fiducia cum amico

2.

(es. divento sindaco e non voglio che certi beni siano a mio nome, passo la proprietà ad un amico

che amministra tutto e restituisce a richiesta i beni)

Il fiduciario nel nostro ordinamento ha la piena titolarità del diritto, con il solo limite di un

obbligo che lo lega personalmente al fiduciante. Se dispone della cosa violando la fiducia, gli atti

costituiscono un illecito contrattuale rispetto al fiduciante che ha diritto al risarcimento del danno

(NB. Sono atti efficaci).

La normativa si sta orientando verso una figura simile al trust, che rende opponibile a terzi il

vincolo di destinazione sui beni immobili.

VALIDITA' E INVALIDITA' DEL CONTRATTO

Le vicende del vincolo contrattuale

Il vincolo contrattuale può

non formarsi affatto perché manca uno dei requisiti essenziali

1. formarsi in modo fragile perché i requisiti sono presenti ma difettosi

2.

in queste due ipotesi si ha invalidità del contratto

formarsi bene ma rompersi successivamente per fatti sopravvenuti

3.

questa si ha nei casi di scioglimento del contratto

Quando un contratto è valido è

formato in modo conforme a quanto prescritto dalla legge

1. idoneo a produrre effetti

2.

quando è invalido invece

si è formato in modo difforme rispetto a quanto prescrive la legge

1. è del tutto inidoneo a produrre effetti (nullo) o non è idoneo a produrre effetti stabili

2. (annullabile)

Un contratto invalido può essere efficace e un contratto valido può essere inefficace (es. condizione

sospensiva, impossibilità...).

Lo scioglimento si ha quando un contratto valido cessa di produrre effetti

• per volontà delle parti che stipulano un nuovo accordo che scioglie il precedente

• per recesso di una delle parti nei casi stabiliti dalla legge

• per risoluzione del contratto

Nullità e annullabilità

Quando il contratto è valutato come assolutamente inidoneo a produrre effetti, il legislatore

dispone che non abbia effetti fin dall'origine e che non vi sia rimedio all'inidoneità. Questa strada si

sceglie quando i difetti del contratto mettono in gioco interessi superiori → nullità

Quando il contratto produce i suoi effetti ma è dato ad una delle due parti il potere di chiedere al

giudice di annullarlo, la situazione è quindi sanabile → annullabilità

“Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga

diversamente”. Il fondamento è quindi la violazione di una norma inderogabile, e consegue a

• mancanza di uno dei requisiti

• illiceità del contratto (per illiceità della causa, dell'oggetto, del motivo o della condizione)

• altri casi stabiliti dalla legge

La nullità non deve quindi essere stabilita volta per volta ma ha fondamento generale. La nullità è

virtuale (quindi sussiste anche dove non se ne riconoscano i presupposti).

Il Codice non dà una definizione generale del fondamento dell'annullabilità ma prevede singole e

tassative clausole di annullamento. L'annullabilità è quindi testuale (cioè richiede esplicita e

specifica visione).

I principali casi di nullità

Il primo elemento che non può mancare nel contratto è l'accordo, sotto due punti di vista

1. • Soggetti contraenti (se uno dei due contraenti difetta di capacità giuridica ), Nel caso

di incapacità di naturale o di fatto si ha l'annullabilità, tuttavia se manca ogni

possibilità di qualificare la condotta dell'incapace come manifestazione di volontà di

contrarre si deve ritenere nullo il contratto.

• mancanza della dichiarazione di volontà (contratto stipulato per scherzo, o sotto

violenza fisica o assoluta).

Si parla invece di inesistenza del contratto quando vi sia palese difformità tra proposta e

accettazione, il contratto non si può neanche ritenere concluso (dissenso palese).

mancanza della causa

2. • Con riguardo al motivo si ritiene illecito il contratto solo se queste sono determinate

a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito comune ad entrambe (la parte

che non è spinta dal motivo illecito è tutelata)

• L'illiceità della causa si ha quando il contratto costituisce il mezzo per eludere

l'applicazione di una norma imperativa (ottenere un risultato pratico equivalente a

quello vietato dalla norma imperativa). La frode alla legge è un vizio della causa

dell'atto (una funzione in astratto lecita e piegata per ottenere in concreto un fine

contrario alla legge).

NB: la frode al fisco produce solo le conseguenze disposte per la violazione delle norme

tributarie

mancanza dell'oggetto (oggetto impossibile, inesistente o indeterminabile)

3. produce nullità anche la mancanza della forma richiesta per la validità dell'atto, non invece

4. la mancanza della forma richiesta per la prova

Si ha invece illiceità del contratto quando

• è illecito uno dei suoi elementi essenziali

• sono illeciti il motivo comune ad entrambe le parti o la condizione

L'ordine pubblico è un limite generale all'efficacia: sono nulli tutti quei contratti che sono contrari a

principi inderogabili dell'ordinamento giuridico (es. lo status non è disponibile, non possono

scambiare la mia posizione di genitore).

Le cause di annullamento. L'incapacità

Il contratto è annullabile per incapacità delle parti (es. minore, interdetto o minore emancipato e

inabilitato per gli atti di straordinaria amministrazione). L'annullabilità deriva della mancanza di

capacità legale quindi la capacità di fatto non ha rilevanza.

L'atto giuridico è annullabile quando

• l'autore sia stato incapace di intendere o di volere al momento della conclusione del

contratto. Non è necessaria la prova di assoluta incapacità ma è sufficiente uno stato di

menomazione delle facoltà tale da impedire un serio controllo del proprio comportamento.

• dall'atto derivi un grave pregiudizio per l'incapace

Inoltre, specificatamente per i contratti è necessaria anche

• la malafede dell'altro contraente (che può però risultare dallo stesso pregiudizio). La

persona che, ignorando senza sua colpa la condizione dell'altra parte, conclude il contratto è

protetta per il suo affidamento. Fa eccezione il caso di incapacità legale, l'ignoranza in

questo caso è sempre ritenuta colpevole. Inoltre se un minore con raggiri si fa credere

maggiore il contratto non è annullabile.

I vizi del consenso

Si ha un vizio del consenso quando questo è stato dato per errore, estorto con violenza o carpito

con dolo; è quindi frutto di un processo viziato.

Il consenso dato per errore può essere frutto di un

• errore-vizio → errore che vizia la formazione della volontà

errore ostativo → quello in cui si inciampa nella manifestazione della volontà o nella sua

trasmissione. Si forma un accordo che non corrisponde alla reale volontà della parte. Il codice

equipara l'errore ostativo all'errore vizio e quindi causa di annullabilità del contratto.

• errore-motivo → errore che motiva e che determina a contrarre

Per produrre annullabilità tuttavia l'errore deve essere

• Essenziale, questo implica due elementi

• l'errore deve essere determinante per il consenso

• deve riguardare certe circostanze (art.1429, natura o identità dell'oggetto..),si

possono avere 4 casi di errore essenziale

Errore sulla natura (credo di comprare a rate invece ricevo in locazione) o

1. sull'oggetto del contratto (riguardo le prestazioni contenute nell'accordo nel loro

complesso).

Errore sull'identità dell'oggetto della prestazione (credo di comprare un

2. immobile invece ne compro un altro) o sulla qualità dell'oggetto. Per quanto

riguarda un errore sul valore se questa dipende da un errore sulla qualità il

contratto è annullabile, altrimenti il rischio dell'operazione economica è a carico

dei contraenti. L'errore di calcolo invece non rende il contratto annullabile ma è

soggetto a rettifica.

Errore sull'identità o sulle qualità dell'altro contraente che siano

3. determinanti per il consenso. Se stipulo un pagamento a lunga scadenza,

l'identità del compratore può essere rilevante (più o meno solvibile).

Errore di diritto che sia stato la ragione unica o principale del contratto.

4. L'ignoranza di una norma giuridica che è stata determinante per il consenso (es.

non so che una certa area è soggetta a servitù militare) mi consente di annullare il

contratto.

• riconoscibile da parte dall'altro contraente (si fa riferimento ad un errore che una persona di

normale diligenza avrebbe potuto rilevare)

Questi due criteri proteggono l'interesse di chi riceva una dichiarazione ed in buona fede confida

nell'attendibilità di questa (tutela dell'affidamento). Inoltre la parte in errore non può domandare

l'annullabilità del contratto se l'altra offre tempestivamente di eseguirlo in modo conforme al

contenuto e alle modalità del contratto che la prima intendeva concludere.

L'attenzione data all'errore essenziale spiega che i motivi erronei non sono rilevanti nel contratto

(errore sui motivi).

La regola non vale per gli atti di liberalità (es. donazione).

La violenza morale (cioè la minaccia per estorcere il consenso al contratto) deve avere alcune

caratteristiche per essere causa di annullabilità del contratto

dev'essere tale da fare impressione su una persona sensata

1. deve riguardare un male ingiusto e notevole alla persona e ai beni del minacciato.

2.

È ingiusto quel male che lede un interesse giuridicamente protetto (contra ius) e che non trova

giustificazione in una norma giuridica (non iure). Ingiusta può essere la minaccia in sé e per sé (es.

ti diffamerò se non concluderai questo affare) oppure lo scopo per cui si minaccia (es. chiederò

istanza di fallimento se non mi dai la tua casa, lo scopo è estorcere la proprietà della casa).

L'ingiustizia può sussistere anche quando si minaccia di far valere un proprio diritto (es. del

fallimento).

La fattispecie della violenza va distinta dal timore che non è causa di annullamento del contratto.

Il timore è quella situazione psicologica in cui si trova una persona che immagina o prevede un

male che potrebbe colpirla. Se il timore nasce per effetto della minaccia allora si ha violenza

morale, se invece è endogeno non è rilevante come vizio del volere.

Il timore reverenziale non è violenza. Tuttavia viene violato il principio di correttezza nelle

trattative se la controparte se ne accorge e ne approfitta.

Il dolo è il raggiro, usato da una delle due parti, per carpire il consenso. Il dolo deve essere

determinante (senza i raggiri la parte non avrebbe contratto). Se invece induce solo la parte a

contrarre a condizioni diverse si ha dolo incidentale: il contratto è valido ma la parte dolosa in mala

fede risponde dei danni.

Se l'autore dei raggiri è un terzo il contratto è annullabile solo se la controparte ne era a

conoscenza e ne ha tratto vantaggio.

La tutela dell'affidamento

Da una parte è interesse della parte il cui consenso è viziato non vedersi legato a vincoli contrattuali

che non corrispondono alla propria volontà (tutela della volontà); dall'altra deve essere tutelato

l'interesse dell'altro contraente, che ha regolato i suoi atti in conformità con una dichiarazione

(tutela dell'affidamento).

NB. vedi errore riconoscibile e dolo del terzo o raggiri usati dal minore. Nel caso di un contratto

concluso da un procuratore in contrasto con gli interessi del rappresentato, si ha annullabilità solo se

il conflitto sia conosciuto o conoscibile dal terzo.

Non c'è tutela dell'affidamento se l'annullabilità è conseguenza della violazione di un divieto, ma c'è

un elemento di illiceità.

Le azioni di nullità e annullamento

L'azione di nullità può essere fatta da chiunque vi abbia interesse e può essere rilevata d'ufficio.

La nullità infatti risponde ad esigenze di carattere generale, qui l'interesse della parte lesa coincide

con quello generale; tutte le parti interessate sono quindi legittimate a prendere iniziativa.

NB. la nullità è la conseguenza giuridica del fatto non della sentenza, questa infatti si limita alla

dichiarazione di nullità. (sentenza dichiarativa)

La nullità non si prescrive

Nel caso di nullità non è ammessa convalida (la decisione di una parte non può essere rilevante in

una situazione che supera il suo interesse).

L'azione di annullamento invee può essere fatta valere solo dalla parte nel cui interesse è stabilita

la legge (essendo l'annullabilità relativa). Il modo in cui il contratto è concluso in caso si

annullabilità infatti contrasta solo con l'interesse particolare di una delle parti, quindi è lasciato

arbitra di decidere se far cadere il contratto oppure no.

NB: la conseguenza giuridica dei fatti è solo l'annullabilità, l'annullamento però va domandato e

pronunciato ed è quindi effetto solo della sentenza (sentenza costitutiva) . L'annullamento poi ha

efficacia retroattiva.

L'annullabilità si prescrive in 5 anni dalla cessazione della violenza o dell'incapacità.

L'annullamento inoltre non pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede e a titolo oneroso

(non è quindi opponibile a terzi).

Nel caso di annullabilità la stessa parte che può richiedere l'annullamento può anche produrre la

convalida del contratto con atto unilaterale (deve contenere la menzione del contratto e la

dichiarazione che si intende convalidarlo). La convalida si ha anche tacitamente quando la

controparte, a conoscenza del vizio, esegue la prestazione.

La nullità relativa si ha solo a favore del cliente nel caso di contratti bancari conclusi da violazione

delle norme sulla trasparenza delle condizioni contrattuali.

È prevista invece la possibilità che il contratto nullo produca gli effetti di un contratto diverso di

cui abbia i requisiti di sostanza e di forma. Il contratto valido risultante dalla conversione è quello

che si possa ritenere che le parti avrebbero concluso, conoscendo la causa di nullità del primo.

Il principio di conservazione fa si che il legislatore tenda a fare efficacia alle decisioni assunte dai

privati e quindi a salvare gli atti di autonomia da essi compiuti: si può quindi avere nullità parziale.

In questo caso la nullità riguarda solo una parte del contratto o singole clausole, la regola è che

• il contratto è nullo se risulta che le parti non lo avrebbero contratto senza la clausola causa

della nullità

• ma se il contratto privo della clausola nulla realizza ugualmente gli interessi che

entrambe le parti si proponevano allora è valido senza questa clausola

NB. non si applica questa regola quando la clausola nulla può essere sostituita di diritto da

norme imperative, queste sono di diritto inserite nel contratto anche in sostituzione alle clausole

difformi apposte dalle parti.

Le nullità speciali o protettive

L'intento protettivo nei confronti del contraente debole si realizza con norme che tendono ad

assicurare il mantenimento del contratto nel rispetto dell'interesse della parte.

Il potere del giudice di rilevare la nullità può esercitarsi solo a favore del contraente debole e in

presenza di clausola nulle viene privilegiata la conservazione del contratto, con la sostituzione o

l'integrazione della clausola nulla.

Il contratto iniquo. La rescissione

Nei contratti al consumatore sono inefficaci quelle clausole che determinino a carico del

consumatore un significativo squilibrio.

Dal punto di vista dell'invalidità però l'iniquità del contratto non ha grande rilievo. Un errore sul

valore non è causa di annullabilità, lo sono invece gli errori sulla quantità o qualità.

Un rimedio all'iniquità è la rescissione, che però ha rilievo solo vi è l'approfittamento dello stato

di pericolo o bisogno in cui si trova una delle parti.

È rescindibile il contratto con cui una parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique, per la

necessità, nota alla controparte di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla

persona. Lo stato di pericolo deve quindi essere già esistente e oggettivo.

È iniquo anche il contratto concluso a condizioni inique per lo stato di bisogno di una parte, del

quale l'altra abbia approfittato, se la lesione supera la metà del valore della prestazione.

L'azione di rescissione si prescrive in un anno e il convenuto può evitare la rescissione offrendo

di riportare il contratto a equità.

LO SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO

Lo scioglimento del contratto

Art. 1372 → “[1] Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo

consenso o per cause ammesse dalla legge”.

Si parla di scioglimento o risoluzione del contratto quando vengono a cessare gli effetti del

contratto per le cause che non riguardano il titolo ma che ineriscono allo svolgimento del rapporto

contrattuale.

Il contratto può contenere clausole che ne prevedono lo scioglimento (es. condizione risolutiva o

la clausola risolutiva espressa).

Gli effetti della risoluzione sono retroattivi tra le parti, fatta eccezione per i contratti ad

esecuzione continua o periodica, in questo caso l'effetto della risoluzione non si estende alle

prestazioni già eseguite. La risoluzione però non è opponibile a terzi e quindi non pregiudica i

diritti da loro acquistati.

Nel contratto plurilaterale il venir meno del rapporto verso uno dei contraenti non determina la

risoluzione dell'intero contratto salvo che la partecipazione mancata debba, secondo le circostanze,

considerarsi essenziale.

Risoluzione → modo di scioglimento del contratto che riguarda i contratti a prestazioni

corrispettive, cioè i contratti di scambio in cui la prestazione di ciascun contraente ha causa nella

prestazione dell'altro. Si hanno quindi tre casi di risoluzione

Inadempimento

1.

L'inadempimento di una delle due parti attribuisce all'altra un diritto potestativo di risolvere il

contratto, infatti la parte può a sua scelta chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto,

salvo, in ogni caso il risarcimento del danno. Il contratto tuttavia non si può risolvere se

l'inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avendo a riguardo all'interesse dell'altra. Il

carattere essenziale dipende dalla natura della prestazione. La scelta della risoluzione è

irreversibile perché comporta la valutazione definitiva di disinteresse per l'adempimento.

Il diritto di determinare la risoluzione si può esercitare in due modi

• domanda giudiziale

• via extragiudiziale (atto scritto con cui si intima all'altra parte di adempiere entro un

termine adeguato con dichiarazione che, trascorso il termine, il contratto si intenderà

risoluto)

La parte dovrà comunque risarcire il danno.

I contraenti possono prevedere espressamente che l'inadempimento sia causa di risoluzione

(clausola risolutiva espressa), in questo caso la risoluzione opera di diritto senza necessità dei

procedimenti, e si verifica quando la parte dichiara all'altra di volersi avvalere della clausola.

Si parla di eccezione di inadempimento quando una parte si rifiuta di adempiere alla sua

obbligazione se 'altra parte non adempie o offre di adempiere. L'inadempimento in questo caso è

opposto come accezione alla pretesa dell'altra parte. (es. una parte potrebbe sospendere la sua

prestazione se le condizioni patrimoniale dell'altra parte sono divenute pericolose per il

conseguimento della controprestazione).

Impossibilità sopravvenuta

2.

L'impossibilità sopravvenuta libera il debitore, tuttavia nel contratto a prestazioni corrispettive la

parte liberata per effetto di impossibilità non può esigere la prestazione dell'altra, se l'ha ricevuta

allora dovrà restituirla (secondo le norme che regolano la ripetizione dell'indebito oggettivo)

perché costituisce una prestazione non dovuta.

Nel caso di impossibilità parziale la corrispettività economica dà all'altra parte il potere di scelta

tra chiedere una riduzione della prestazione dovuta (e quindi liberando la controparte con

l'esecuzione della parte rimasta possibile) oppure recedere dal contratto, quando non vi sia interesse

apprezzabile nell'adempimento parziale.

Il contratto si può recedere anche nel caso di impossibilità temporanea nel caso in cui la

controparte non abbia più interesse a ottenere la prestazione quando questa sia ridivenuta possibile.

Eccessiva onerosità

3.

La questione non si pone nei contratti ad esecuzione immediata ma solo nei contratti ad esecuzione

differita, continuata o periodica. L'eccessiva onerosità non ha in generale rilevanza se non nel caso

di eventi straordinari e imprevedibili, infatti l'onerosità deve superare la normale alea del

contratto (cioè il rischio che si assume normalmente). Nel caso di obbligazioni che nascono da un

contratto unilaterale, l'eccessiva onerosità non libera il debitore ma gli dà diritto di chiedere una

riduzione della prestazione per ridurla a equità.

Clausola penale e caparra

La clausola penale si ha quando il contratto prevede che, se una certa prestazione non sarà

adempiuta, la parte inadempiente debba senz'altro pagare una determinata somma. La parte

che subisce l'inadempimento non deve quindi provare il danno ma non può pretendere un danno

maggiore, a meno che non vi sia una specifica clausola pattuita.

La caparra confirmataoria è una somma che viene versata da una parte all'altra alla conclusione del

contratto a conferma della serietà dell'impegno. Se la parte adempie viene considerata come un

acconto sul pagamento, altrimenti l'altra parte ha diritto di recedere trattenendo la caparra. Se a

non adempire è chi riceve la caparra la controparte potrà esigere la restituzione del doppio della

somma versata.

La presupposizione

La presupposizione è stata elaborata dalla giurisprudenza ed è un principio che prevede che il

vincolo contrattuale sia legato ad una situazione di fatto che funge da base oggettiva. La

sopravvivenza di diverse circostanze fa venire meno quel presupposto. Il giudice può quindi

stabilire che un mutamento delle circostanze abbia prodotto una situazione incompatibile con

l'esecuzione del contratto.

NB: non deve essere confusa con la presupposizione in senso oggettivo cioè la volontà contrattuale

di una delle parti che è dovuta ad una convinzione che una certa situazione sia destinata a durare. In

questa caso si tratta di un errore sui motivi irrilevante.

I SINGOLI CONTRATTI

I CONTRATTI DI ALIENAZIONE

La vendita

Vendita → la vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una

cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo.

Ogni contratto con cui si trasferisce un diritto verso un corrispettivo è una vendita.

• Vendita con efficacia reale (il diritto si trasferisce al momento della conclusione del

contratto, quando ha per oggetto la proprietà di una cosa determinata o un diritto reale su

cosa altrui o un altro diritto)

• Vendita con effetti obbligatori (quando riguarda cose determinate solo nel genere, la

proprietà in questo caso si trasmette con l'individuazione, oppure quando riguarda la vendita

di cose future, cose altrui o con riserva di proprietà. L'effetto immediato è quindi solo

obbligatorio: genera un'obbligazione di procurare al compratore l'acquisto della

proprietà)

Vendita di cosa futura

1.

La proprietà passa solo nel momento in cui la cosa viene ad esistenza ed il venditore è obbligato

a fare quanto è necessario perché venga ad esistenza. Può configurarsi come un contratto

• commutativo (il compratore non intende correre il rischio della mancata

realizzazione, se la cosa non viene in esistenza il contratto è inefficace)

• aleatorio (il compratore corre il rischio e anche se la cosa non viene ad

esistenza il contratto rimane efficace e il compratore è obbligato a pagare il

prezzo)

Vendita di immobili da costruire

2.

Il costruttore è tenuto a procurare alla controparte una fideiussione di importo pari alle somme

versate o da versare prima del trasferimento della proprietà e una polizza assicurativa decennale a

copertura dei danni materiali e diretti all'immobile.

Vendita di cosa altrui

3.

La vendita di cosa altrui è valida e produce solo effetti obbligatori, tra cui l'obbligo di procurare

l'acquisto della proprietà. L'effetto traslativo si produce automaticamente quando il venditore

acquista la proprietà dal titolare della cosa venduta. Si distinguono due fattispecie

• se il compratore era a conoscenza dell'altruità della cosa, si ha un normale

contratto obbligatorio: se il venditore non riesce a procurarsi la cosa si ha

inadempimento

• se il compratore non ne era a conoscenza allora non deve attendere che si

verifichi l'inadempimento ma può chiedere subito la risoluzione del

contratto, salvo che nel frattempo il venditore non gli abbia fatto acquistare

la proprietà.

Le obbligazioni del venditore sono

consegnare la cosa al compratore (nella vendita ad effetti reali)

1.

L'obbligazione di consegna si adempie trasferendo il possesso della cosa, oppure tramite il costituto

possessorio (cioè trattenendo la cosa presso di se ma dichiarando di detenere la cosa in vece del

riconosciuto possessore).

altrimenti fargli acquistare la proprietà (vendita ad effetti obbligatori)

2. garantire in ogni caso il compratore dai vizi della cosa

3.

Il venditore ha l'obbligo di garantire il compratore dall'evizione e dai vizi della cosa venduta

• Si ha evizione quando un terzo fa valere un diritto di proprietà o un altro diritto reale

sulla cosa venduta e, vincendo, sottrae la cosa oppure ne limita il godimento. Il pericolo di

rivendica (in caso di azione rivendica diretta dal terzo al compratore) permette di sospendere

il pagamento del prezzo e se il compratore subisce l'evizione il venditore dovrà risarcire il

danno. Se la cosa è parzialmente evitta allora il contratto si risolve o il prezzo si riduce.

La garanzia per evizione è un effetto naturale del contratto e si applica anche se le parti non

la prevedono, tuttavia possono accordarsi per escluderla.

• La garanzia per i vizi della cosa fa riferimento ai vizi occulti materiali che la rendano

inidonea all'uso o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. La garanzia per i vizi è

un effetto naturale del contratto mentre cosa diversa è la garanzia di buon funzionamento,

che comprende quella per i vizi ma va oltre. La garanzia consente al compratore una scelta:

o chiede la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo. Inoltre rimane il diritto a

chiedere il risarcimento del danno, se il venditore non prova di aver ignorato senza colpa i

vizi della cosa. Il diritto di garanzia decade entro 8 giorni dalla scoperta, una volta fatta la

denuncia c'è un anno di tempo dalla consegna per esercitare il diritto.

In caso di mancanza di qualità promesse e essenziali per l'uso la tutela è affidata all'inadempimento,

quindi risoluzione e/o risarcimento del danno.

Per i contratti del consumatore (professionista-consumatore), si sancisce che il professionista sia

responsabile per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento di consegna del bene.

• Sono beni di consumo tutti i beni mobili

• la prestazione di conformità è quella che si può dedurre dalla natura del bene o dalle

dichiarazioni pubbliche (es .etichetta o pubblicità)

• la rilevanza del difetto di conformità è esclusa, se il consumatore ne era a conoscenza o

avrebbe dovuto esserne con la normale diligenza

• il consumatore può scegliere se esigere riparazione o sostituzione, a meno che il rimedio

prescelto sia troppo oneroso o impossibile (es. riparazione quando è da sostituire)

• neppure al consumatore è concesso il diritto di risoluzione quando il difetto sia di lieve

entità, se è troppo oneroso ripararlo o sostituirlo si dovrà accontentare della riduzione del

prezzo

• il venditore è responsabile solo se il difetto si manifesta al massimo a due anni dalla

consegna e il consumatore decade dal diritto della tutela se non denunzia il vizio entro due

mesi dalla scoperta

Per i contratti di vendita internazionale è stabilito un diritto uniforme tramite le convenzioni

internazionali.

La vendita con diritto di riscatto prevede che il venditore si riservi il potere di riacquistare la

proprietà della cosa mediante

• dichiarazione unilaterale

• restituzione del presso pagato, oltre ai rimborsi per le spese e la manutenzione

La vendita con patto di riscatto viene talvolta sfruttata come garanzia (ti presto una somma e tu mi

dai una cosa, te la restituisco quando restituisci la somma dovuta), tuttavia può essere considerato

un patto in frode alla legge perché è diretto ad eludere un patto commissorio.

Invece il patto di retrovendita prevede che le parti si assumono l'obbligo di contrarre una nuova

compravendita che faccia riacquistare al venditore la proprietà della cosa venduta.

La vendita a rate con riserva di proprietà ha alcuni caratteri essenziali

concluso il contratto la proprietà non passo immediatamente all'acquirente ma rimane al

1. venditore fino al pagamento dell'ultima rata

la cosa viene però consegnata al compratore

2. il rischio per il perimento fortuito della cosa rimane in capo al detentore

3. il mancato pagamento delle rate determina (se superiore ad una rata per un valore superiore

4. ad un ottavo del valore della cosa) la risoluzione del contratto, il venditore dovrà quindi

restituire le rate salvo l'equo compenso per l'uso della cosa

non tutte le vendite a rate sono con riserva di proprietà ma più spesso, con riferimento a mobili

registrati e immobili sono vendite a rate con ipoteca.

La somministrazione

Nel caso di prestazioni periodiche o continuative di cose si ha un contratto di somministrazione (es.

catering, energia o concessione di vendita).

Il contratto di subfornitura

Il contratto di subfornitura è il contratto in cui un imprenditore (il subfornitore) si impegna ad

effettuare per conto di un'impresa delle lavorazioni su materie prime o semilavorati forniti

dall'impresa oppure a fornire prodotti o servizi destinati ad essere incorporati nell'attività

economica del committente.

• Le parti devono essere imprenditori

• l'oggetto può essere sia una prestazione di fare che di dare

• si ha una situazione di dipendenza economica del subfornitore dal committente, le norme

sono volte al riequilibrio

Il contratto estimatorio

Ha lo scopo di attribuire al commerciante la disponibilità di materiale e il potere di vendere senza la

proprietà delle cose. Si usa nel commercio al dettaglio quando la durata delle cose è brevissima, e

per il commerciante sarebbe troppo rischioso acquistare la proprietà dei beni se poi questi

dovessero rimanere invenduti.

Il contratto si conclude con la consegna di una o più cose mobili e si obbliga il commerciante a

pagarne il prezzo salvo che restituisca quanto ha ricevuto al termine stabilito. Nel frattempo egli

solo può disporre delle cose.

L'affiliazione commerciale (franchising)

La funzione economica del franchising è quella di stabilire una rete di distribuzione con

caratteristiche organizzative e segni distintivi omogenei, ma gestita da imprenditori diversi dal

produttore. Il contratto è qualificato come contratto di affiliazione commerciale cioè quello che

intercorre tra due parti economicamente e giuridicamente indipendenti con cui l'una concede dietro

corrispettivo la disponibilità di un insieme di diritti.

Cessione dei crediti d'impresa (factoring)

Il cedente in questo caso deve essere un imprenditore e la controparte deve essere una società, o un

ente, avente personalità giuridica il cui atto costitutivo preveda come oggetto l'acquisto di crediti

d'impresa. I factor hanno un requisito minimo di capitale parti a 10 volte il capitale minimo per

l'impresa e sono sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia.

Possono essere ceduti solo i crediti che sorgono da contratti stipulati dal cedente nell'esercizio

dell'impresa o crediti futuri.

La cessione può avvenire

• pro soluto

• pro solvendo (in casi particolari come credito verso lo stato o enti pubblici)

I contratti di rendita

Sono di due tipi

• rendita perpetua (cessione di un immobile o di un capitale verso il diritto di esigere in

perpetua la prestazione periodica di una somma di denaro. L'acquirente-debitore ha diritto di

ricatto, pagando la somma che risulta dalla capitalizzazione della rendita annua su interesse

legale)

• rendita vitalizia (cedendo un bene l'alienante si assicura un reddito per il resto della sua

vita, non è ammesso diritto di riscatto).

I CONTRATTI DI UTILIZZAZIONE

La locazione

Locazione → “contratto con il quale una parte si obbliga a far godere all'altra una cosa mobile o

immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo”.

È necessario distinguere il noleggio in senso tecnico dalla locazione di cose mobili: nel noleggio il

noleggiante conserva la disponibilità della cosa e si impegna a farne uso secondo le indicazioni del

noleggiante.

Obblighi del locatore

Di consegna della cosa → non è adempiuto se la cosa è affetta da vizi che ne diminuiscono

1. in modo apprezzabile l'idoneità all'uso. Il conduttore può quindi chiedere la risoluzione o

una riduzione del prezzo. Il locatore risponde dei danni derivanti dai vizi se non prova di

averne senza colpa ignorato l'esistenza.

Di manutenzione → il locatore deve eseguire tutte le riparazioni necessarie, eccettuate

2. quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore, che però deve avvisare il

locatore della necessità di riparazioni o eseguirle direttamente, salvo il rimborso (purché ne

dia avviso al locatore).

Di garanzia → il locatore garantisce delle molestie di diritto (terzi che pretendono di aver

3. diritti sulla cosa e perciò limitano l'uso o il godimento del conduttore), cioè il locatore dee

assumere la lite se chiamato in causa nel processo, contemporaneamente il conduttore deve

essere estromesso dal processo con la semplice indicazione del nome del locatario.

Obblighi del conduttore

Di custodia → “prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di

1. famiglia nel servirsene per l'uso determinato nel contratto”. A locazione finita deve

restituire la cosa al locatore nello stato medesimo, salvo il deterioramento conseguente

all'uso. Il conduttore è quindi responsabile della perdita o del danneggiamento salvo che

provi che siano accaduti per causa a lui non imputabile. Il conduttore è inoltre responsabile

verso il locatore convenuto da un terzo per il risarcimento di un danno, ed è responsabile

direttamente verso terzi.

Pagamento del corrispettivo

2.

Salvo patto contrario il conduttore ha facoltà di sublocazione ma non può cedere il contratto senza

il consenso del locatore. Il rapporto tra conduttore e subconduttore è indipendente da quello

originario, tuttavia al locatore è data azione diretta contro il subconduttore per esigere il prezzo

della sublocazione e l'adempimento alle altre obbligazioni.

Esiste un limite massimo alla locazione di 30 anni → se si ha un contratto senza determinazione

convenzionale il contratto cessa solo se, prima della scadenza, viene comunicata la disdetta. La

mancata disdetta vale come rinnovazione tacita.

Nel contratto a tempo determinato invece la locazione cessa alla scadenza senza necessità di

disdetta.

La locazione di immobili urbani

1998 - “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili urbani ad uso abitativo”

Per la validità del contratto è richiesta la forma scritta, e vi sono due modi di stipulazione del

contratto

Modalità privatistica

1.

Il contratto è stipulato dalle parti senza interventi di controllo e il contenuto è rimesso all'autonomia

dei contraenti. Vi sono alcuni limiti legali

• durata >= 4 anni

• alla scadenza si ha il rinnovo automatico per altri 4 anni. Il locatore ha facoltà di

diniego del rinnovo solo se

• ha intenzione di adibire l'immobile ad uso proprio o altra attività sociale

• deve ripristinare l'immobile gravemente danneggiato

• ha intenzione di vendere a terzi

l'eventuale illegittimo esercizio del diniego obbliga al risarcimento del danno. Il

conduttore invece ha libera facoltà di diniego del rinnovo e può recedere il contratto

in qualsiasi momento per gravi motivi con un preavviso di 6 mesi.

Il conduttore gode di altre prerogative importanti

• diritto di prelazione nel caso di diniego ai fini di vendita

• diritto al ripristino del rapporto di locazione se il locatore, pur avendo esercitato

legittimamente il diniego, non adibisca l'immobile all'uso dichiarato entro 12 mesi

Modalità assistita

2.

I limiti della modalità privatistica possono essere evitati ricorrendo ad una diversa modalità di

stipulazione, che prevede

• condizioni contrattuali predeterminate in base ad accordi di tipo parasindacale

(stipulati su iniziativa dei Comuni dalle org. di proprietà edilizia e di inquilini)

• durata >= 3 anni con rinnovo per altri 3; anche in questo caso il locatore può negare

il rinnovo ma solo se intende vendere o eseguire opere di ripristino

Questa procedura si adotta per contratti di natura transitoria o per studenti.

È nullo qualsiasi patto diretto a stabilire un canone diverso da quello che risulta nel contratto

scritto e registrato, volto ad attribuire al locatore un canone superiore a quello previsto dai contratti

tipo o a derogare i limiti della durata. Se il conduttore ha accettato patti nulli può, entro 6 mesi dalla

consegna dell'immobile, chiedere la restituzione delle somme versate o che la locazione venga

ricondotta a condizioni conformi alla legge.

È nulla la clausola di risoluzione del contratto in caso di alienazione della cosa locata.

Il contratto in nero è nullo per mancanza di forma, tuttavia il conduttore può chiedere al giudica che

il rapporto sia costituito giudizialmente sulla base della relazione di fatto. In questo caso viene

applicato il canone di locazione equo.

In caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi e i parenti e affini

conviventi. In caso di divorzio succede il coniuge, come anche in caso di convivenza di fatto.

Nel caso di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione è tutelata la continuità

dell'attività produttiva. Il canone è lasciato alla libera contrattazione ma non può essere modificato

nei primi 3 anni di rapporto.

Il conduttore ha diritto a una indennità per la perdita dell'avviamento quando il rapporto

contrattuale cessa per cause diverse dal suo inadempimento o recesso.

La durata >= 6 anni, e il conduttore può recedere per gravi motivi. Il locatore può intimare prima

della scadenza solo se

• vuole esercitare attività industriale

• adibire l'immobile ad abitazione propria o del coniuge

Il conduttore infine può

• sublocare o cedere il contratto a terzi senza il consenso se insieme cede anche l'azienda

• ha diritto di prelazione in caso di alienazione tra vivi a titolo oneroso. Il locatore deve dare

comunicazione e il conduttore può esercitare il diritto entro 60 giorni. Se manca la

notificazione il conduttore può ricattare l'immobile dall'acquirente e da ogni altor successivo

avente causa entro 6 mesi.

Il leasing

È un contratto innominato e può essere strutturato in due forme

Leasing operativo

1.

Contratto con cui una parte concede all'altra, verso il corrispettivo di un canone periodico e per un

tempo determinato, l'utilizzazione di un bene. Si conviene inoltre che, al termine del contratto, il

conduttore potrà scegliere se restituire la cosa, rinnovare il contratto sostituendo la cosa o

acquistarne la proprietà

Leasing finanziario

2.

Vi sono tre parti: un concedente finanziatore, il conduttore e il fornitore del bene. Il concedente

finanziatore acquista dal fornitore il bene e ne diventa a tutti gli effetti proprietario, convenendo

l'istallazione dei beni presso il conduttore. Il conduttore stipula con il finanziatore un contratto di

leasing operativo.

Sale and lease back

3.

Una variante del leasing dove un proprietario vende un bene ad una società che glielo concede

nuovamente in leasing (NB: è al limite del patto commissorio)

L'affitto e i contratti agrari

L'affitto ha per oggetto il godimento di una cosa produttiva mobile o immobile e attribuisce

all'affittuario il diritto di fare propri i frutti e gli altri proventi della cosa. L'affittuario è sempre

un imprenditore e la sua gestione può comprendere tutte le iniziative volte ad ottenere un aumento

di reddito purché non arrechino oneri o pregiudizi al locatore.

Il locatore può in ogni caso controllare l'attività dell'affittuario e può chiedere la risoluzione del

contratto se non vengono osservate le regole della buona tecnica o viene mutata la destinazione

economica del bene.

NB: contratti agrari è plurale perché comprendeva in passato anche contratti di mezzadria e di

colonia, che ora non possono più essere stipulati (in caso di violazione del divieto opera la

conversione legale in affitto). Nel caso di contratti stipulati antecedentemente la conversione

avviene automaticamente quando il coltivatore comunica alla controparte l'interesse di avvalersene.

L'affitto di fondi rustici è soggetto a norme speciali, a favore del coltivatore diretto (piccolo

imprenditore agricolo).

• È fissato un equo canone da una commissione tecnica provinciale

• Durata >= 15 anni, prorogabile su richiesta dell'affittuario per altri 3 anni; se sono state

operati miglioramenti con impiego di capitale si ha diritto di proroga per altri 12 anni

• Diritto di prelazione

Il comodato o prestito d'uso

Comodato → è il contratto col quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile,

affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa

cosa ricevuta” .

È essenziale che non sia pattuito un compenso e che la cosa sia considerata dalle parti infungibile e

inconsumabile. È un contratto reale che si conclude con la consegna della cosa. Alla consegna

nasce l'obbligo del comodatario di custodire e conservare con la diligenza del buon padre di

famiglia.

In caso di inadempimento il comodante può richiedere l'immediata restituzione della cosa, oltre al

risarcimento del danno. Negli altri casi, tuttavia, può chiedere la restituzione solo se si presenta un

urgente e imprevedibile bisogno.

Il comodatario risponde della perdita o della distruzione. Tuttavia il comodante è tenuto a

risarcire i danni derivanti dai vizi della cosa, se, conoscendoli, non abbia informato il comodatario.

Il mutuo o prestito di consumo

È un contratto reale: prima della consegna vi è solo l'accordo che produce una promessa di mutuo.

Chi ha promesso però può rifiutare l'adempimento se le condizioni patrimoniali della controparte

sono diventate rischiose per la sua capacità di restituzione.

Le cose non vanno al mutuatario perché le conservi ma entrano a far parte del patrimonio del

mutuatario, che ha l'obbligo di restituire altrettanto alla scadenza (per questo è un prestito di

consumo).

Dal punto di vista formale il contratto di mutuo ha obbligazioni da una sola parte, tuttavia sul piano

economico è un contratto a prestazioni corrispettive.

Il mancato pagamento dà il diritto al mutuante di chiedere al risoluzione del contratto.

I CONTRATTI DI PRESTAZIONE D'OPERA E DI SERVIZI

L'appalto e il contratto d'opera

Si ha appalto solo quando il compimento dell'opera è assunto con organizzazione dei mezzi

necessari e con gestione a proprio rischio. È appaltatore un imprenditore che

• dispone di una organizzazione di mezzi

• assume a proprio rischio la gestione dell'attività

Si può ricondurre all'appalto il contratto di engeneering nel quale una parte assume l'incarico di

elaborare un progetto edilizio o industriale.

L'appaltatore non può dare in subappalto se non è a ciò autorizzato dal committente. Nel caso in

cui muoia l'appaltatore il contratto non si scioglie automaticamente ma la fiducia prevale sulla

continuità d'impresa, quindi il committente può recedere se gli eredi dell'appaltatore non danno

affidamento per la buona esecuzione dell'opera.

L'appaltatore è protetto dall'eventualità di circostanze sopravvenute che alterano i termini economici

dello scambio (es. per un evento imprevedibile variano i prezzi delle materie prime, l'appaltatore

può chiedere una revisione del prezzo).

Il committente ha diritto di verifica dell'opera nel corso dell'esecuzione e può intimare

all'appaltatore di conformarsi, entro congruo termine, alle condizioni contrattuali. Altrimenti il

contratto è risoluto di diritto.

Il collaudo ha rilievo contrattuale in quanto l'appaltatore ha diritto al pagamento del corrispettivo

quando l'opera è accettata dal committente, l'accettazione risulta da

• la ricevuto consegna senza che il committente sollevi riserve

• l'esecuzione del collaudo

• se l'appaltatore ha invitato il committente a fare verifica e questi l'abbia tralasciato o

eseguita senza comunicarne il risultato

L'appaltatore è tenuto a garanzia per difformità o vizi, ma se l'opera è stata accettata rimangono

solo i vizi o le difformità non riconoscibili dal committente o dolosamente taciuti dall'appaltatore.

La denunzia dei vizi deve avvenire entro due mesi dalla scoperta e di prescrive in due anni dalla

consegna. Per gli immobili invece la prescrizione della garanzia si ha in 10 anni.

I dipendenti dell'appaltatore hanno diritto ad azione diretta contro il committente per le somme

dovute loro a titolo di retribuzione fino all'ammontare del debito con l'appaltatore.

Nel caso in cui l'appaltante sia un consumatore e l'oggetto un bene mobile di consumo varranno le

leggi descritte per la vendita.

Se si ha un servizio a fare di un'altra verso un corrispettivo con assunzione di rischio ma senza

organizzazione di impresa si ha lavoro autonomo (scambio di facere verso denaro) che può essere

• contratto d'opera

• contratto dedicato alle professioni intellettuali

Il trasporto

Contratto di trasporto → contratto con il quale una parte (il vettore) si obbliga, verso un

corrispettivo, a trasferire persone o cosa da un luogo all'altro.

Il vettore assume la custodia delle cose e risponde quindi della perdita o avaria tra la ricezione e la

consegna.

Per i servizi pubblici di trasporto si ha l'obbligo a contrarre.

Nel trasporto di persone il vettore assume

• obbligazione di eseguire il trasporto

• obbligazione di evitare sinistri alla persona del viaggiatore o la perdita/avaria delle cose

che porta con sé. Uno di questi eventi determina una responsabilità per inadempimento, il

vettore deve quindi provare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Eventuali clausole di esonero dalla responsabilità per sinistri sono nulle.

Il mandato

Contratto di mandato → il mandato è il contratto con il quale una parte (il mandatario) si

obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra (il mandante). Si presume

oneroso.

Il mandato ha un importante elemento di fiducia, perciò è l'interesse del mandante a governare

l'esecuzione, il mandante ha sempre il potere di revocare il mandato, ma se non c'è giusta causa è

tenuto a risarcire il danno. Se invece esiste uno specifico interesse del mandatario ad eseguire il

mandato allora senza giusta causa non si estingue il mandato. Se invece si ha rinunzia del

mandatario il contratto si estingue ma è costretto a risarcire i danni se non vi è giusta causa.

NB: Il mandato è un contratto che nasce tra le parti, differente dalla procura (atto unilaterale rivolto

a terzi) perché

il mandato è il contratto con cui il mandante si obbliga al compimento degli atti giuridici

1. per conto del mandante (il procuratore non è obbligato)

dal solo mandato non nasce un potere verso terzi

2. il potere di agire in nome del mandatario e con effetti diretti nella sfera giuridica del

3. mandante si ha solo come conseguenza della procura che accompagna il mandato (in

questo caso mandato con rappresentanza)

Nel mandato senza rappresentanza quindi il mandatario acquista diritti e assume obblighi nei

confronti di terzi che dovrà poi ritrasferire al mandate. Questo principio però vale solo per i beni

immobili, per i beni mobili il mandante può agire tramite azione di rivendicazione mostrando di

considerarlo proprietario dei beni anche senza il trasferimento.

Il mandatario deve eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia, deve attenersi

alle istruzioni ricevute, ha il dover di informare il mandante di ogni novità rilevante per il mandato

ed il dovere di custodia delle cose ricevute per conto del mandante.

Il mandante invece deve fornire i mezzi necessari all'adempimento delle obbligazioni assunte in

proprio nome e deve rimborsare le spese e le anticipazioni ed eventualmente risarcire i danni che

derivino al mandatario.

La commissione e la spedizione

Commissione → mandato che ha per oggetto l'acquisto e la vendita di beni per conto del

committente e in nome del commissionario. Il committente inoltre assume la regola del star del

credere (risponde nei confronti del committente per l'esecuzione dell'affare).

Spedizione → mandato con cui una parte assume l'obbligo di concludere in nome proprio e per

conto dell'altra parte un contratto di trasporto e di compiere le operazioni accessorie. NB. Il

vettore non è lo spedizioniere ma è il soggetto con il quale lo spedizioniere conclude il contratto per

conto del mandante.

L'agenzia

Contratto di agenzia → contratto nel quale l'agente si impegna a fare, cioè ad assumere

stabilmente l'incarico di promuovere, per conto del preponente, la conclusione di contratti in

una zona determinata; il preponente si obbliga essenzialmente ad una retribuzione che si chiama

provvigione.

NB: il mediatore è un intermediario occasionale mentre con l'agente si ha un vincolo stabile. Le

agenzie comunemente dette sono in realtà imprese di mediazione.

Nel caso dei rappresentati di commercio di ha che il rappresentate svolte attività di agenzia se è

pienamente autonomo quindi

è senza subordinazione

1. assume il rischio della gestione organizzativa necessaria

2.

L'agente quindi è normalmente un imprenditore anche se la situazione di fatto lo rende

generalmente dipendente dall'agente, per questo (anche se formalmente indipendente) si parla di

lavoro parasubordinato.

L'agente deve promuovere la conclusione di contratti, se poi ha anche il compito di concluderlo

allora è un agente-mandatario, dove l'agenzia si combina con il mandato.

Il contratto di agenzia è caratterizzato dal diritto di esclusiva come effetto naturale, cioè il

preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e l'agente non può

assumere eguale incarico per altre imprese dello stesso ramo di affari.

I diritti dell'agente riguardano soprattutto la provvigione che va corrisposta per tutti gli affari

conclusi per effetto dell'intervento dell'agente stesso. Il preponente deve mettere a disposizione la

documentazione relativa ai beni/servizi trattati e fornire allo stesso le informazioni necessarie.

Deve inoltre avvertire l'agente se prevede che il volume delle operazioni sarà notevolmente

inferiore alla media. Nel caso di fine rapporto l'agente ha diritto ad un'indennità e può essere

eventualmente stipulato un patto di non concorrenza che prevede il diritto ad una specifica

indennità.

La mediazione

Mediatore → il mediatore è colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un

affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione di dipendenza o di

rappresentanza. Il suo diritto alla provvigione sussiste per effetto dell'intervento che ha come

conseguenza la conclusione dell'affare.

Non è necessario un accordo preventivo tra le parti e il mediatore ma è sufficiente il nesso di

causalità. Il mediatore deve essere una figura imparziale e pretenderà il compenso da entrambe le

parti.

Il mediatore si assume alcune responsabilità

dovere di informazioni riguardo alle circostanze che possono influire sulla convenienza

1. dell'affare

risponde dell'autenticità della sottoscrizione e dell'ultima girata dei titoli trasmessi

2. se non manifesta ad un contraente il nome dell'altro risponde dell'esecuzione del contratto

3. (interposizione reale di persona)

Il mediatore deve dare presentare la segnalazione certificata di inizio attività alla Camera di

commercio e deve essere iscritto nel registro delle imprese.

Il broker assicurativo è una mediatore particolare perché svolge una più complessa attività di

consulenza.

Il deposito

deposito → contratto con il quale una parte riceve dall'altra una cosa mobile con l'obbligo di

custodirla e di restituirla in natura.

Il contratto ha struttura reale quindi si conclude solo con la consegna. È naturalmente gratuito ed

occorre espressa pattuizione per il compenso. L'oggetto del deposito deve essere infungibile e il

depositario non può servirsene.

Nel caso di un immobile non si ha deposito perché questo implica che la cosa venga ricevuta presso

di sé, inoltre il custode di un immobile si impegna anche a una certa vigilanza e a certe cure che lo

rendono un contratto di lavoro.

Obbligo del depositario è custodire la cosa con la diligenza del b.p.di famiglia e di restituirla

appena il depositante ne faccia richiesta. Il depositario può chiedere in qualsiasi momento che il

depositante riprenda la cosa, salvo vi sia un termine convenuto.

Obbligo del depositante è rimborsare il depositario delle spese fatte per conservare la cosa e

tenerlo indenne dalle perdite causate dal deposito.

Si parla di deposito irregolare quando questo riguarda cose fungibili (es. banca) perché il

depositario ha la facoltà di servirsi delle cose depositate, ne acquista quindi la proprietà con obbligo

di restituire la somma ricevuta (come il mutuo). Si applicano le norme del mutuo nonostante la

diversa funzione.

I depositi in albergo costituisce un contratto di deposito anche per le cose portate in albergo, fino a

100 volte il prezzo della locazione.

I magazzini generali in quanto servizio pubblico hanno l'obbligo di contrarre.

Il sequestro convenzionale

Durante una lite riguardo ad una cose le parti possono accordarsi tra loro per affidare il bene ad un

terzo, che si impegna a custodire il bene o i beni a lui affidati finché la lite non sia risolta. Il

contratto è naturalmente oneroso e ha una funzione di tutela dei diritti simile al sequestro giudiziale.

La vendita di pacchetti turistici

Il tour operator conclude contratti con diversi prestatori mentre il turista compre un fascio di

prestazione collegate dal programma di viaggio. Il tour operator deve occuparsi della chiarezza

delle informazione, delle condizioni di recesso /rimborso e della stipulazione del contenuto del

contratto complessivo oltre che dei singoli contratti.

È diventa un contratto nominato con una direttiva CEE, e ha le principali regole

redatto in forma scritto in termini chiari e precisi

1. rilasciato al consumatore l'opuscolo informativo a cui resta vincolata la responsabilità

2. dell'organizzatore, eventuali modifiche devono essere comunicate

l'importo versato è una caparra confirmatoria

3. il turista può cedere il contratto a terzi

4. la revisione del prezzo a favore del venditore è ammessa solo se esplicitamente prevista,

5. l'acquirente può recedere de supera il 10% in più

nel caso di cancellazione prima della partenza il turista ha diritto a risarcimento del danno o

6. ad un pacchetto alternativo

vi è un fondo nazionale per consentire il rimborso del prezzo o il rimpatrio in caso di

7. fallimento della compagnia

I CONTRATTI PER LA SOLUZIONE DI CONTROVERSIE

La transazione

Transazione → particolare tipo di contratto che svolge la funzione di porre fine ad una lite già

incominciata tra le parti o prevenire una lite che può sorgere, tramite reciproche concessioni.

È fondamentale che vi siano reciproche concessioni, entrambe le parti devono sostenere un

sacrificio per appianare la controversia (una rinunzia da una parte senza concessioni dall'altra non è

una transazione).

La transazione può riguardare svariati rapporti tutti collegati, purché i soggetti possano disporre

dei diritti che formano oggetto della lite (es. non può transigere un minore).

È nulla la transizione che ha per oggetto diritti indisponibili o un contratto illecito.

Conclusa la transazione le parti non possono più riaprire la controversia di fronte ad un giudice,

ha quindi effetto preclusivo (non si può impugnare le transazione per errore di diritto o lesione ma

solo nel caso di errori di fatto: nullità del titolo oggetto, falsità dei documenti, documenti

posteriormente scoperti).

Convenzioni d'arbitrato

La convenzione d'arbitrato si compone di

il compromesso (contratto con cui le parti si obbligano a far decidere da arbitri la lite tra

1. loro già insorta)

la clausola compromissoria (deferibilità della decisione delle controversie che potranno

2. sorgere dal contratto)

convenzione d'arbitrato in materia non contrattuale (le parti stabiliscono che le

3. controversie future relative ad uno o più rapporti contrattuali siano decise da arbitri).

È richiesta la forma scritta a pena di nullità.

La cessione dei beni ai creditori

Il debitore può stipulare un contratto con il quale incarica i suoi creditori o alcuni di essi di liquidare

tutte o alcune sue attività e di ripartirne tra loro il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti.

Forma scritta a pena di nullità.

Il debitore perde la disponibilità delle cose cedute ma ha sempre diritto a recedere offrendo il

pagamento con interessi, conserva comunque potere sulla gestione e ha diritto al rendiconto.

FONTI NON CONTRATTUALI DI OBBLIGAZIONI

ATTI E FATTI DIVERSI DAL CONTRATTO

Le promesse unilaterali

Titolo IV, le promesse unilaterali sono fonti tipiche di obbligazione e sono divise in

Promessa di pagamento e ricognizione del debito

1.

Sono due dichiarazioni unilaterali con cui il dichiarante promette di pagare una determinata

somma, o si riconosce debitore di una certa somma. Il suo effetto non è quello di far nascere un

debito ma ha l'effetto di dispensare il creditore dall'onere di provare il titolo di credito, che si

presume esistente. Si ha inversione dell'onere di prova.

Promessa al pubblico.

2.

È una dichiarazione unilaterale rivolta al pubblico con cui una persona promette una prestazione

a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione (es.

ricompensa per notizie). La promessa è vincolante quando è resa pubblica e può essere revocata per

giusta causa fino a che la situazione o l'azione non si siano verificate.

Offerta al pubblico

3.

Assume il carattere di una proposta contrattuale, revocabile fino a che non ci sia accettazione,

oppure un invito ad offrire che non genera alcun vincolo.

La gestione di affari

Generalmente una persona non può ingerirsi di sua iniziativa negli affari di un'altra persona neppure

per provocare un vantaggio all'interessato. La gestione d'affari è l'unica ingerenza legittima ed

efficace nei confronti dell'interessato.

Una persona, senza esservi obbliga, che assume scientemente la gestione di un affare altrui, è

tenuta a continuare e a condurre a termine la gestione finché l'interessato non sia in grado di

provvedervi da se stesso. Il titolare degli interessi deve quindi trovarsi in una situazione che gli

impedisce di provvedere da sé (es. sono all'estero e mi si allaga la casa, interviene il vicino).

Nascono obblighi a carico dell'interessato solo se

• la gestione è stata utilmente iniziata anche se il risultato finale non fosse positivo

• non sia avvenuta contro il divieto dell'interessato.

È fonte di obbligazioni per entrambe le parti

gestore → obbligo di continuare la gestione ed è soggetto alle stesse obbligazioni di un mandato,

fatta eccezione la responsabilità per i danni

interessato → deve adempiere le obbligazioni assunte in nome di lui dal gestore e tenere indenne il

gestore, oltre a rimborsargli le spese.

Il pagamento dell'indebito

Ogni spostamento di ricchezza deve essere giustificato (giusta causa dell'attribuzione

patrimoniale).

Il pagamento dell'indebito è l'esecuzione di una prestazione non dovuta, e possono sussistere due

fattispecie

• Indebito oggettivo, che si verifica quando alla base del pagamento non vi è un rapporto

obbligatorio: il pagamento avviene a favore di un soggetto che non ha diritto di

riceverlo. Colui che riceve sarà tenuto a restituire secondo le regole dell'indebito oggettivo

• Indebito soggettivo, che si verifica quando si paga per errore un debito altrui. In questo

caso il debito c'è e la prestazione è oggettivamente dovuta, se l'errore è inescusabile (quindi

dovuto a scarsa diligenza) prevale la tutela dell'affidamento del creditore. Il creditore quindi

in questo caso non deve restituire se si è privato in buona fede del titolo, e chi ha pagato

subentra nei diritti del creditore.

Se l'oggetto è una prestazione di denaro di cose fungibili il percipiente deve restituire

l'equivalente, se ha restituito in mala fede deve frutti e interessi dal giorno del pagamento mentre

se è in buona fede solo gli interessi dal giorno della domanda.

Se l'oggetto è una cosa determinata il ricevente è obbligato a restituirla e risponde anche del

perimento fortuito se l'ha ricevuta in mala fede, altrimenti risponde solo nei limiti del suo

arricchimento.

Il ricevente in buona fede che abbia alienato la cosa deve restituirne il corrispettivo, se è in mala

fede deve restituire la cosa in natura o il suo valore (il soggetto che ha pagato può scegliere di

pretendere il corrispettivo se maggiore).

In caso di alienazione gratuita l'acquirente è tenuto nei limiti dell'arricchimento.

Non ci sono norme che regolano la prestazione non dovuta di fare.

Nel caso delle obbligazioni naturali, cioè quanto è stato spontaneamente prestato in esecuzione

di doveri morali e sociali (salvo che la prestazione sia stata eseguita da un incapace), non è

ammessa la ripetizione. Quei vincoli morali o sociali che non fanno nascere giuridicamente dei

doveri sono però considerati dal diritto come idonei a giustificare spostamenti patrimoniali. (es. il

debito prescritto spontaneamente pagato, spostamenti di denaro nella famiglia di fatto).

Per prestazione non dovuta perché contraria al buon costume si ha un contratto nullo, la

prestazione quindi non è dovuta (“rifiuto di ascoltare” ragioni fondate sulla turpitudine).

L'arricchimento ingiustificato

Nel caso in cui una persona si arricchisca, senza causa che lo giustifichi, a spese di un'altra, è tenuta

a indennizzare chi si è impoverito nei limiti dell'arricchimento.

NB: tra l'impoverimento di una parte e l'arricchimento dell'altra deve sussistere una derivazione

causale diretta.

L'obbligazione ha per oggetto un indennizzo e non il risarcimento perché non si tratta di un illecito,

l'indennizzo infatti è limitato al vantaggio economico conseguito dall'altra parte anche se il

pregiudizio subito dalla prima è peggiore.

I TITOLI DI CREDITO

L'incorporazione

Il problema dell'immaterialità del credito, che ne impediva la circolazione, è stato risolto con una

sostituzione: il documento rappresenta il credito stesso.

Credito e documento diventano una stessa cosa per incorporazione: il diritto di credito è

incorporato nel documento e non può essere separato. Il possesso vale il titolo: chi ne acquista il

possesso in buona fede e nel rispetto delle norme acquista la titolarità del diritto anche se il suo

dante causa non ne era il vero titolare.

Siccome il possessore ha diritto alla prestazione, il debitore che adempie nei confronti del

possessore che non è però titolare è liberato.

La letteralità

Il contenuto del diritto di credito è esattamente quello che risulta del tenore letterale del titolo

che lo incorpora. Non si può quindi eccepire ad un terzo acquirente del titolo che con l'originario

possessore erano state stabilite alcune condizioni che non sono contenute nel titolo di credito.

Si può avere

• letteralità completa → riporta l'intero contenuto del diritto di credito

• letteralità incompleta → sono riportati gli elementi più importanti ma per il resto si fa

riferimento direttamente o indirettamente ad altri documenti.

L'autonomia

Chi acquista un titolo di credito non succede nella posizione del suo dante causa ma acquista a

titolo originario, al riparo quindi da tutte le eccezioni personali che il debitore avrebbe potuto

opporre ai precedenti possessori.

Titoli causali e titoli astratti

• Titoli astratti

Non si fa alcun riferimento alla causa che ha generato l'obbligazione, il rapporto sottostante non

può esplicare alcuna influenza sul contenuto del diritto di credito incorporato nel titolo.

• Titoli causali

Fanno riferimento alla causa dell'emissione del titolo, le eccezioni relative al negozio che ha dato

origine al titoli di credito sono pertanto opponibili a tutti i successivi acquirenti del titolo stesso.

La circolazione dei titoli di credito

Si può distinguere tra

Titoli al portatore → circolano semplicemente con la consegna del titolo, il possessore è

1. legittimato ad esercitare il diritto contenuto nel titolo con la semplice presentazione

Titoli all'ordine → si trasferiscono con la consegna del titolo accompagnata dalla girata. Il

2. soggetto (girante) deve impartire al debitore un ordine con il quale gli indica di effettuare la

prestazione a favore del soggetto al quale il titolo viene trasferito (giratario).

È necessario che la serie di girate non presenti buchi (un possessore deve succedere all'altro senza

lacune), quindi deve essere una girata piena. Sono particolari tipi di girata

• Girata in bianco: viene apposta la firma del girante senza indicare il giratario e il

titolo può circolare come un titolo al portatore fino a quando non venga riempita con

il nome del giratario.

• Girata per l'incasso: si limita a legittimare il giratario ad incassare in nome e per

conto del girante

• Girata a titolo di pegno: attribuisce al giratario la legittimazione all'esercizio del

diritto del contenuto del titolo ma non consente di girare a sua volta

Titoli nominativi → il titolo è intestato ad un certo soggetto e l'intestazione, oltre ad

3. apparire sul titolo, appare anche in un registro nelle mani dell'emittente. Si trasferiscono

quindi con la consegna ed una doppia annotazione, oppure con il rilascio di un nuovo

titolo da parte dell'emittente. In alternativa si può avere una girata piena autenticata.

Classificazione dei titoli di credito

I titoli credito in senso ampio si possono dividere in

Titoli di credito in senso stretto → titoli nei quali il diritto incorporato consiste nella

1. prestazione di una somma di denaro

Titoli rappresentativi di merci → incorporano il diritto alla consegna delle merci

2. specificate nel titolo stesso, sono

• fede di deposito • lettera di vettura

• polizza di carico • ricevuta di carico

che rappresentano sia il diritto alla custodia che alla consegna.

Titoli di partecipazione → attribuiscono diritti e poteri di diversa natura, conferendo al

3. titolare uno status giuridico. Il titolare può partecipare alle assemblee, sottoscrivere aumenti

di capitale etc.

Bisogna inoltre distinguere i titoli pubblici dai titoli di privati e i titoli di massa (che vengono

emessi in serie ed hanno contenuto identico, es. azioni o obbligazioni).

Le eccezioni opponibili al possessore del titolo

Le eccezioni che il debitore può opporre al possessore del titolo sono di due tipi

reali → quelle che il debitore può opporre a qualunque possessore e sono relative a

1. • forma del titolo (es. manca un requisito formale perché il doc sia un titolo di credito)

• contesto letterale del titolo

• falsità di firma, difetto di capacità o di rappresentanza all'emissione

• mancanza delle condizioni necessarie per l'esercizio dell'azione (es. la prescrizione)

personali → sono opponibili sono ad un determinato possessore (es. un debitore al quale sia

2. chiesto di pagare può opporre in compensazione un credito che vanti nei confronti del

possessore, se il creditore cerca di evitare la situazione cedendo ad un terzo il titolo il

debitore ha un mezzo di tutela nell'excaption doli generalis e può opporre al terzo in mala

fede anche le eccezioni che avrebbe opposto al debitore originario)

L'ammortamento

Con l'ammortamento il titolo smarrito, sottratto o distrutto viene privato della sua efficacia ed in

capo all'ex possessore viene ricostituita la legittimazione ad esigere la prestazione dal debitore.

L'ex possessore deve presentare un ricorso al Presidente del Tribunale che può pronunciare un

decreto di ammortamento; viene pubblicato nella gazzetta ufficiale e notificato al debitore.

Trascorsi 30 giorni senza opposizione del detentore del titolo si compie la procedura di

ammortamento e l'ex possessore può chiedere un duplicato del titolo e pretendere il pagamento.

La smaterializzazione dei titoli di credito

Si è sviluppato un sistema che prevede la circolazione di titoli basata sulla registrazione elettronica

senza necessità del trasferimento del documento.

I titoli atipici

Sono titoli che non corrispondono a nessuna delle figure espressamente previste. I titoli al

portatore che prevedono il pagamento di una somma di denaro devono essere emessi nelle forme

previste (vincolo di legalità), per evitare la circolazione di una moneta alternativa a quella Statale.

Sono titoli atipici i certificati dei fondi comuni di investimento.

Documenti di legittimazione e titoli impropri

Documenti di legittimazione → servono ad identificare il soggetto che abbia diritto ad una

determinata prestazione (es. il biglietto del cinema).

Titoli impropri → non richiedono la formalità della cessione del credito, il trasferimento impone

la cessione del diritto (es. vaglia postale) La cambiale

Caratteri e funzione

Si distinguono due differenti tipi di cambiale

Cambiale tratta → un soggetto (traente) ordina ad un altro soggetto (trattario) di pagare

1. ad un terzo soggetto (prenditore) una determinata somma di denaro. Si può distinguere il

rapporto di valuta (quello che sussiste tra il traente e il prenditore) e il rapporto di

provvista (intercorre tra il traente e il trattario).

Vaglia cambiale (pagherò cambiario) → un soggetto (emittente) promette di pagare una

2. somma di denaro al prenditore o al soggetto al quale sia stato trasferito il titolo di credito.

La cambiale può anche essere emessa senza che il traente sia o voglia divenire debitore del primo

prenditore (es. un amico mi domanda di fargli credito, io emetto una cambiale che lui può girare ad

un terzo che mi chiederà il pagamento. Successivamente potrò rivalermi sull'amico) cioè una

cambiale di favore.

La cambiale ha alcune caratteristiche peculiari

• è dotata di letteralità completa

• è dotata del requisito dell'autonomia

• è dotata di astrattezza (non si fa menzione del rapporto sottostante, l'ordine di pagamento è

incondizionato). L'astrattezza non si ha nel caso in cui il pagamento sia domandato

direttamente da una delle parti del rapporto sottostante, alla quale possono essere opposte

tutte le eccezioni che traggono origine dal rapporto sottostante

• è un titolo all'ordine

• è un titolo esecutivo (in caso di inadempimento il creditore può passare direttamente alla

procedura esecutiva)

• è un titolo formale

I requisiti formali della cambiale

Generalmente viene utilizzato un apposito modulo messo in vendita dallo stato, tuttavia non è

obbligatorio e si può formare una cambiale anche con una scrittura semplice purché si assolva a tutti

gli obblighi formali, se questi non vengono assolti allora la cambiale rimane valida ma non ha

efficacia di titolo esecutivo.

La cambiale deve essere redatta per iscritto e contenere i seguenti requisiti, in mancanza dei quali il

documento non assume valore di cambiale

• denominazione di cambiale

• ordine o promessa incondizionata di pagare una somma determinata

• nome del trattario e nome del prenditore

• data di emissione

• sottoscrizione del traente o dell'emittente

Un altro elemento importante è la scadenza che può essere

a giorno fisso (è indicato il giorno della scadenza sul titolo)

1. a certo tempo durata (scade dopo un periodo dalla data di emissione)

2. a vista

3. a certo tempo vista (scade dopo un certo periodo dal momento in cui è stata presentata al

4. debitore)

La cambiale in bianco

Al momento dell'emissione è sufficiente che la cambiale contenga solo la denominazione e la

sottoscrizione, gli altri elementi possono essere aggiunti in un secondo tempo → cambiale in

bianco (le parti si accordano per lasciare in bianco somma o scadenza che il primo prenditore

riempirò secondo quanto convenuto).

Se un terzo acquista successivamente all'abusivo riempimento l'eccezione di abusivo riempimento

non può essere opposta al possessore a meno che non l'abbia acquistata in mala fede.

Capacità e rappresentanza

Perché l'assunzione di un'obbligazione cambiaria sia valida valgono le regole sulla capacità,

inoltre costituisce un evento di straordinaria amministrazione.

Chi sottoscrive una cambiale in veste di rappresentante essendo rivo del relativo potere è obbligato

cambiariamente come se avesse firmato in proprio.

L'accettazione della cambiale tratta

La cambiale tratta prevede che il traente ordini al trattario di pagare una certa somma ad un terzo,

questo ordine però non obbliga il trattario nei confronti dei prenditori. È necessario che il trattario

esprima la sua accettazione, riportata sul titolo.

La girata

Non può essere condizionata, l'eventuale apposizione si ha per non scritta.

Può essere piena o in bianco (è nulla la girata parziale).

La girata rende il girante responsabile nei confronti del giratario per il pagamento e per

l'accettazione; si ha quindi che più la cambiale circola più si rafforza il credito, in quanto la

responsabilità del debitore originario si somma a quella di altri soggetti.

Il girante può impedire la produzione di questo effetto imponendo una clausola che escluda la sua

responsabilità, oppure impedire una seconda girata (in tal caso la cambiale può essere girata ma

il girate non risponde verso coloro ai quali la cambiale sia stata ulteriormente girata).

Se il traente ha apposto la formula “non all'ordine” allora la cambiale non può circolare tramite

girata ma solo con cessione ordinaria.

La girata successiva al protesto o alla scadenza produce gli effetti di una cessione ordinaria.

L'avvallo

È un modo per garantire l'obbligazione cambiaria con una particolare garanzia personale.

L'avvallo è autonomo rispetto all'obbligazione garantita (se questa è nulla l'avvallo rimane valido).

L'avvallante risulta essere obbligato in solido con l'avvallato.

Il pagamento, il protesto e le azioni cambiarie

Sono obbligati principali

il trattario che abbia accettato

1. l'emittente del vaglia cambiario

2. gli avvallanti del trattario accettante o dell'emittente

3.

Sono obbliga in via di regresso

il traente

1. i giranti

2. gli avvallanti del traente o dei giranti

3.

Il pagamento deve essere richiesto in primo luogo a un obbligato principale (→ azione diretta). Nel

caso di mancato pagamento si può agire nei confronti di un obbligato in via di regresso (→ azione

cambiaria di regresso).

Per esercitare l'azione di regresso è necessario che si sia prima proceduto alla levata del protesto,

cioè di un atto pubblico che constata in forma solenne il rifiuto del pagamento o dell'accettazione

della cambiale. Successivamente il potatore della cambiale può agire verso uno qualunque degli

obbligati in via di regresso, l'obbligato che soddisfi il portatore della cambiale può agire a sua volta

contro gli obbligati a lui precedenti.

L'azione cambiaria si prescrive in 3 anni dalla data di scadenza.

Le azioni extracambiarie

Il portatore di una cambiale che non sia stato soddisfatto ha diritto di utilizzare, oltre all'azione

cambiaria diretta e di regresso, l'azione causale cioè basata sul rapporto sottostante all'emissione o

alla trasmissione della cambiale. L'azione causale può essere esercitata se

è stato elevato il protesto per mancato pagamento o mancata accettazione

1. il portatore ha offerto la restituzione del titolo e ha depositato la cambiale presso la

2. cancelleria del giudice

il potatore ha compiuto le formalità necessarie per conservare al debitore le azioni di

3. regresso che possono competergli.

Come ultimo rimedio, avendo perduto l'azione cambiaria contro tutti gli obbligati, il portatore può

ricorrere all'azione di ingiusto arricchimento contro il traente o l'accettante.

La cambiale finanziaria

Le cambiali finanziarie sono titoli emessi in serie da società che si trovano in possesso di

determinati requisiti. I titoli sono collocati sul mercato.

L'assegno

Caratteri e funzione

L'assegno è un titolo di credito che contente un ordine o una promessa di pagamento ma, a

differenza della cambiale (che è uno strumento di credito), è un mezzo di pagamento (perché

destinato ad un incasso pressoché immediato).

Esistono due tipi di assegno

Assegno bancario → si trova la stessa struttura della cambiale tratta: il sottoscrittore

1. ordina ad una banca di pagare una certa somma a favore di un determinato soggetto. In

questo caso il trattario è una banca che stipula con il proprio cliente una convenzione di

assegno. Tra la banca e il traente deve sussistere un rapporto di provvista, quindi il traente

deve avere fondi disponibili presso la banca, altrimenti l'assegno è “a vuoto”.

L'assegno può essere all'ordine o al portatore, se superiore a 1000euro deve contenere l'indicazione

del nome e della ragione sociale del beneficiario ed essere non trasferibile.

Per sua natura è pagabile a vista, nonostante la prassi dell'assegno postdatato che assume una

funzione più simile alla cambiale. Se viene presentato al pagamento un assegno postdatato prima

della data scritta viene ugualmente pagato nel giorno della presentazione, inoltre si potrebbe essere

chiamati a rispondere per non aver rispettato le norme sul bollo previste dalla cambiale.

La banca trattaria non può non accettare l'assegno, se rifiutasse ingiustificatamente il pagamento

(il prenditore quindi si rivolgerebbe al traente e ai giranti), dovrà rispondere delle responsabilità

contrattuali nei confronti del traente per i danni che costui abbia subito in seguito all'illegittimo

rifiuto del pagamento.

L'assegno bancario è destinato alla circolazione di breve durata e deve essere presentato al

pagamento entro 8 o 15 giorni. Sull'assegno possono eventualmente essere specificate le seguenti

clausole • assegno non trasferibile (pagato solo al prenditore)

• assegno sbarrato (pagato solo ad un banchiere o ad un cliente della banca trattaria)

• assegno da accreditare (non è pagabile in contanti ma solo con accredito a c/c)

Assegno circolare → è un titolo all'ordine (mai al portatore) che contiene la promessa

2. incondizionata di una banca di pagare a vista una somma determinata. Può essere emesso

unicamente per le somme che la banca abbia disponibili al momento dell'emissione e

normalmente viene rilasciato da una banca su richiesta di un cliente ad essa legato da un

rapporto di provvista. È più facilmente accettato come mezzo di pagamento rispetto

all'assegno bancario per il minor rischio.

FATTI ILLECITI E RESPONSABILITÀ

Il risarcimento del danno ha una funzione riparatoria e preventiva. Nel nostro sistema c'è stato uno

spostamento graduale verso una più ampia valutazione della responsabilità

responsabilità fondata su illiceità della condotta (e quindi illiceità della lesione provocata)

1. responsabilità fondata sulla colpa (responsabilità soggettiva) e sui diversi criteri di colpa

2. (responsabilità oggettiva)

Le fonti di responsabilità

La fonte primaria di responsabilità per i danni è l'illecito civile che consiste in un atto o fatto lesivo

di un interesse protetto da una norma giuridica, e dal quale derivi un pregiudizio per il soggetto

leso. Si distinguono due fattispecie di illecito

inadempimento dell'obbligazione, purché

1. • esista tra le parti un precedente rapporto obbligatorio

• si verifichi un adempimento imputabile al debitore

• dal quale derivi un danno al creditore

→ c.d. illecito contrattuale (anche se si fa riferimento a qualsiasi obbligazione e non

necessariamente un contratto)

fatto illecito, cioè qualunque fatto dolo o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto

2.

→ c.d. illecito extracontrattuale

l'illecito precontrattuale è una violazione dell'obbligo di comportarsi secondo buona fede

3. nelle trattative contrattuali, per la sua natura (non essendoci un'obbligazione vera e propria)

si applicano le regole dell'illecito extracontrattuale

Le regole dell'art 2043

Art. 2043 → Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga

colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

È quindi risarcibile il danno che sia

Elementi oggettivi

1. • ingiusto

• legato al fatto commesso da un nesso di causalità

Elementi soggettivi

2. • imputabile a chi lo ha commesso con dolo o colpa

• purché fosse in condizioni di capacità

Gli elementi oggettivi dell'illecito

Il danno ingiusto

1.

Il significato tradizionale di danno ingiusto era quello di atto contrario al diritto e non giustificato

dal diritto (contra ius, non iure), il fatto c.d. antigiuridico . Un primo ampliamento da rifermento

alla concezione di fatto antigiuridico come qualsiasi fatto che viola il dovere generale di non ledere

i legittimi interessi altrui, quindi la valutazione di ingiustizia verte direttamente sul danno sofferto

dal soggetto leso.

La tutela era quindi ristretta per l'illecito extracontrattuale (o aquiliano) ai diritti soggettivi assoluti,

che permettono una pretesa erga omnes, cioè diritti reali, diritti su beni immateriali e diritti della

persona. La concezione di illecito aquiliano è stata ampliata in due direzioni

• tutela aquiliana del credito → se un soggetto terzo esterno al rapporto debitore –

creditore lede la possibilità del creditore di esigere una prestazione infungibile, il

creditore può chiedere un risarcimento al danneggiante a titolo di responsabilità

extracontrattuale (in seguito alla prova del nesso di causalità)

• tutela aquiliana di situazioni diverse dal diritto soggettivo

con riferimento agli interessi legittimi, si ammette la risarcibilità nei rapporti

1. tra privati ed è stato affermato il principio secondo cui anche la Pubblica

Amministrazione risponde verso il privato per la lesione dell'interesse

legittimo

con riferimento agli interessi diffusi, è stata profilata una disciplina per la

2. tutela del danno ambientale quando il danno riguardi beni che non sono

oggetto né di proprietà pubblica né privata

nell'ambito delle aspettative legittime, è stata estesa la responsabilità della

3. lesione riguardo a prestazioni su cui il soggetto leso potesse legittimamente

confidare

anche la lesione del possesso costituisce un danno ingiusto (es. il possessore

4. può richiedere un risarcimento per danni derivanti da immissioni)

La tutela di qualsiasi interesse cede nel caso di giustificazione, per esempio nei casi di

legittima difesa (quando il comportamento lesivo è tenuto per difendere sé o altri da

un'aggressione obiettivamente ingiusta, il pericolo di offesa deve essere attuale e la reazione

proporzionata all'offesa) e di stato di necessità (quando il comportamento lesivo sia l'unico

modo di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona).

Il nesso causale

2.

Il danno deve essere stato cagionato dal fatto illecito. La “conseguenza immediata e diretta” non è

intesa in modo letterale dalla giurisprudenza in quando si usa un criterio di causalità adeguata: si

considerano provocati dall'illecito solo quei danni che possano considerarsi conseguenze

dell'illiceità secondo una valutazione dei rapporti tra cause ed effetti.

Il danno provocato da più soggette li rende responsabili in solido del debito.

Gli elementi soggettivi

Imputabilità

1.

Il comportamento è preso in considerazione solo quando esistano i requisiti minimi di coscienza e

volontà, tali per cui sia possibile imputare al soggetto le conseguenze delle sue azioni. Non

risponde delle conseguenze di un fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere o di volere a

meno che questa non derivi da una sua colpa. Si fa riferimento alla capacità di fatto, quindi la

responsabilità può essere imputabile ad un minore o ad un interdetto se capace di fatto nel momento

in cui ha compiuto l'azione.

È responsabile indirettamente chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace salva la prova di non

aver potuto impedire di fatto, se il danneggiato non può ottenere risarcimento per questa via il

giudice può condannare l'autore del danno ad un'equa indennità.

Colpevolezza

2.

Ci sono due modalità possibili di colpevolezza

• atto colposo → evento che si verifica a causa di negligenza o imprudenza o

imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline

• atto doloso → evento dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della

propria azione ed omissione (NB non è necessario che sia compiuto per provocare

danno ma è sufficiente che sia consapevole)

Nella responsabilità per illecito il criterio della diligenza media vale come minimo al di sotto

del quale sicuramente non c'è colpa o vi è una colpa lievissima.

La responsabilità oggettiva

Vi sono altri criteri di imputazione della responsabilità, per es. quando si collega la responsabilità

per i danni provocati dal minore al genitori o per i danni derivanti derivanti dalle cose al

proprietario di queste. Vi sono dei casi tipici in qui si può imputare la responsabilità ad un soggetto

solo per il suo rapporto con l'autore di un illecito o in base ad un'attività che svolge.

• Responsabilità del datore di lavoro → padroni e committenti sono responsabili per i danni

arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui

sono adibiti. Questo articolo si applica poi in generale al fatto illecito compiuto da qualsiasi

dipendente per responsabilità oggettiva fondata sul principio del rischio,

• Attività pericolose → chi svolge attività pericolose è tenuto a risarcire i danni che ne

derivano e può liberarsi solo provando di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il

danno. Si è quindi responsabili per i danni che di fatto derivano da un'attività, in paritolare

produttiva.

• Cose e animali → il sanno cagionato da cose in custodia e da animali è fonte di

responsabilità per chi abbia potere sulla cosa (quindi il titolo di governo e uso) e chi ne sia

proprietario.

• Rovina di edifici → il rischio è legato alla proprietà

• Circolazione di veicoli → la responsabilità del conducente è oggettiva ed è a suo carico la

prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno; è a suo carico anche il danno che

deriva da difetto di costruzione e manutenzione. È oggettiva anche la responsabilità solidale

del proprietario per i danni causati dal conducente, il proprietario non è responsabile solo se

il veicolo circola senza la sua volontà.

• Responsabilità del produttore → in seguito ad una direttiva CE il principio fondamentale

che viene applicato è quello della responsabilità del produttore per i danni cagionati da

difetti del prodotto, il danno è risarcibile se supera la somma di 387euro. La responsabilità

sussiste verso chiunque riceva il danno, il danneggiato infatti deve solo provare il danno

mentre il produttore può liberarsi solo provando

circostanze che escludono il nesso di causalità

1. che il difetto è dovuto all'osservanza di una norma imperativa

2. che lo stato delle conoscenza scientifiche e tecniche non permetteva di considerare il

3. prodotto difettoso

Quando il produttore non sia individuato è sottoposto alla stessa responsabilità il

distributore.

• La responsabilità per fatto altrui → una particolare forma di responsabilità oggettiva si

ha come responsabilità indiretta per un comportamento altrui. Rientra in questa categoria la

responsabilità dei genitori e dei tutori per fatto illecito del minore non emancipato o

dell'interdetto che abitino con essi. L'incapace si considera responsabile, ma alla sua

responsabilità si somma a quella dei genitori che non hanno sorvegliato o che non hanno

guidato propriamente la condotta. L'unico modo per liberarsi è la dimostrazione di aver dato

al minore un'educazione conveniente e di aver vigilato correttamente (impossibile se era

solo).

Il danno

La parola danno è usata sia per definire la fattispecie sia la conseguenza, quindi come

• lesione di un interesse

• o un pregiudizio (patrimoniale o morale) derivante dalla lesione

Il danno è considerato come la perdita o il mancato guadagno, dunque un pregiudizio economico.

carattere patrimoniale (cioè pregiudizio economico)

1. devono avere carattere patrimoniale le conseguenze negative, non l'interesse leso

2. il danno si misura come differenza tra lo stato patrimoniale di cui il soggetto avrebbe goduto

3. se l'illecito non si fosse verificato (perdita + mancato guadagno)

solo se il danno è fattispecie di reato si estende il risarcimento alle eventuali conseguenze

4. morali soggettive

Il danno non patrimoniale può essere risarcito solo nei casi stabiliti dalla legge: che prescrive che

possa essere risarcito un danno non patrimoniale se la condotta lesiva è una fattispecie di reato.

L'espressione “danno non patrimoniale” è sempre stata letta in modo restrittivo, cioè come solo

danno morale soggettivo. Recentemente però un pronunciamento della Cassazione a sezioni unite

ha definito che

il risarcimento del danno è possibile ogni volta che il danno sia conseguenza della lesione

1. di diritti inviolabili della persona umana: non sussiste in questa caso il limite della

fattispecie di reato. (es. onore, reputazione, identità, diritti inviolabili della famiglia)

Anche il danno biologico costituisce una lesione di un diritto inviolabile alla salute. Il danno

biologico è stato definito come la lesione dell'integrità fisica o psichica in sé e per sé considerata. In

particolare il danno biologico va distinto sia dalle conseguenze di ordine patrimoniale che da quelle

di ordine morale.

Inoltre è andata sviluppandosi l'identificazione di un danno esistenziale, cioè il pregiudizio che

ostacola le attività realizzatrici della persona umana

per danno non patrimoniale si intende non soltanto il danno morale ma ogni conseguenza

2. non patrimoniale, anche eventuali pregiudizi esistenziali

siccome sia il danno biologico, sia ogni danno non patrimoniale (da reato o da lesione di

3. diritti inviolabili) costituiscono danni-conseguenze e non danni-evento deve essere fornita

la prova in sede di giudizio

Anche nell'ambito della responsabilità contrattuale possono essere risarcite le conseguenze non

patrimoniali derivanti dall'inadempimento: quando l'inadempimento ad un'obbligazione abbia leso

un diritto inviolabile della persona del creditore.

Il danno ambientale (cioè qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di

una risorsa naturale o dell'utilità assicurata da quest'ultima) determina una responsabilità oggettiva

in capo a coloro che esercitano una serie di attività specificatamente elencate (es. raccolta rifiuti) e,

solo in caso di dolo o colpa, in capo a coloro che esercitano altre attività.

Il rimedio principale è quello del risarcimento in forma specifica, e in subordine quello per

equivalente.

Il risarcimento

È l'obbligo che grava sul danneggiante e comprende tutte le possibili forme di riparazione del danno

risarcimento per equivalente

1. risarcimento in forma specifica

2.

La valutazione dei danni conseguenti da fatto illecito è regolata facendo rinvio alle norme per il

risarcimento in caso di inadempimento

• risarcibilità sia delle perdite che del mancato guadagno

• al giudice è rimessa la valutazione equitativa del danno se non può essere determinato

l'ammontare

• ha rilevanza la condotta del danneggiato che abbia concorso con sua colpa a determinare il

danno o che non abbia usato l'ordinaria diligenza per evitarli

NB: nel caso di fatto illecito il risarcimento è dovuto per tutti i danni, prevedibili e non, mentre

nel caso di inadempimento (se manca il dolo) il risarcimento è limitato ai danni prevedibili.

Il danno patrimoniale deve essere allegato e provato mentre per l'ammontare del risarcimento del

danno biologico si usano criteri standard di tipo tabellare (un valore attribuito ad ogni punto di

invalidità), tuttavia questo non esclude la personalizzazione del danno in ragione della peculiarità

del caso concreto.

La liquidazione trasforma il debito nascente da fatto illecito, cioè un debito di valore, in un debito

di valuta. Può essere liquidazione convenzionale (per accordo tra le parti) o giudiziale.

Per il risarcimento in forma specifica si hanno due varianti

la reintegrazione in forma specifica, cioè il materiale ripristino dello stato di cose alterato

1. dall'illecito

il risarcimento pecuniario in forma specifica, consiste nel pagamento di una somma di

2. denaro corrispondente a quella necessario a ripristinare la situazione materiale alterata

dall'illecito. La facoltà di chiedere il risarcimento in forma specifica anziché il risarcimento

per equivalente è sempre garantita al danneggiato, tuttavia se questa risulta esser troppo

onerosa per il danneggiante il giudice può disporre che il risarcimento sia determinato solo

per equivalente.

Una forma particolare di riparazione pecuniaria è quella prevista nel caso di diffamazione del

danneggiato: in questo caso, oltre al risarcimento dei danni patrimoniali e morali, si ha anche una

somma di denaro a titolo di riparazione, commisurata alla gravità dell'offesa e alla diffusione dello

stampato. In questo caso di parla di “danni esemplari” cioè che non hanno la funzione di

risarcimento del danno ma di sanzione per il danneggiante.

Nel caso di un danno provocato da un incapace di intendere e di volere si ha l'indennità.

L'indennità non corrisponde al risarcimento ma ha lo scopo di compensare il pregiudizio

patrimoniale, viene determinata secondo criteri di equità che tengono conto anche delle condizioni

delle parti.

Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale

Differenze nella disciplina delle due forme di responsabilità

Illecito c.d. contrattuale fare

• l'onere della prova è a carico dell'attore

che deve provare di avere un credito Responsabilità extracontrattuale

esigibile (deve provare il titolo); il • il fatto costitutivo dell'obbligazione è

debitore invece deve provare di avere l'illecito e spetta al danneggiato provare il

adempiuto diligentemente o eventuali danno, dolo o colpa del danneggiante.

cause a lui non imputabili Fanno eccezione tutti i casi di

• la prescrizione è ordinaria 10ennale responsabilità oggettiva, nei quali il

(tranne alcune eccezioni) danneggiato dovrà provare solo il fatto

• si ha l'esecuzione forzata in forma dannoso e il nesso di causalità mentre il

specifica nel caso di obblighi di dare, danneggiante ha l'onere di prova

fare, concludere un contratto o di non liberatoria

• nel fatto illecito la prescrizione è 5 anni, • la reintegrazione in forma specifica è

per la circolazione di veicoli solo 2 scritta solo in tema di fatti illeciti

Esempio: prendo un taxi e l'autista fa un incidente,

devo provare il danno subito (e non la colpa dell'autista)

1. ho prescrizione 10ennale

2. non ho possibilità di azione contro il proprietario della vettura

3. (siccome però concorre alla responsabilità contrattuale anche quella extracontrattuale, quindi

4. potrei seguire questa strada per agire contro il proprietario dell'auto, se diverso dall'autista)

Esempio: un amico mi dà un passaggio e facciamo un incidente, l'amico risponde a titolo

extracontrattuale quindi

devo provare danno e colpa

1. prescrizione in 2 anni

2. posso agire contro il proprietario della vettura

3. IL GRUPPO FAMILIARE

La nozione giuridica di famiglia

La famiglia viene intesa con due significati: quello di famiglia nucleare (= piccolo gruppo

essenziale, formato dai coniugi e dai figli) oppure quello di famiglia allargata, come in riferimento

alle norme riguardo all'impresa familiare o alle successioni (rapporti di parentela fino al 6 grado).

I principi costituzionali

Parte prima, ci sono tre fondamentali articoli

art. 29 → riconosce la famiglia legittima come società naturale fondata sul matrimonio, che

1. deve essere ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi

art. 30 → principi che riguardano i doveri e diritti dei genitori e dei figli: diritto e dovere

2. dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli. Questo potere è vincolato allo scopo,

cioè l'interesse della prole, tuttavia è anche una prerogativa che il genitore può rivendicare.

Vi è anche autonomia educativa, cioè il principio secondo il quale lo Stato ha limitate

possibilità di indirizzare l'educazione.

La Repubblica può supplire solo nei casi di incapacità, inoltre ai figli nati fuori dal matrimonio è

assicurata ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia

legittima

art. 31 → fissa i compiti della Repubblica in ordine alla protezione della famiglia come

3. gruppo sociale, della maternità e dell'infanzia.

La famiglia è riconosciuta come società naturale, quindi non è un gruppo creato dallo stato ma una

forma di vivere sociale radicata nelle strutture reali della società degli uomini, le cui leggi sono

anzitutto quelle del costume.

Vale quindi il principio dell'autonomia della famiglia, per cui, una volta determinati i principi

fondamentali, lo stato debba astenersi dall'intervenire nella famiglia.

La Costituzione riserva alla famiglia fondata sul matrimonio il solenne riconoscimento ma la tutela

dei rapporti di ordine familiare non è limitata all'ambito della famiglia legittima, quindi si può

comprendere tra le formazioni sociali anche la famiglia di fatto.

Art. 29 comma 2° → afferma la regola dell'uguaglianza morale e giuridica tra i coniugi

Le relazioni familiari:coniugio, parentela, affinità

Coniugio → rapporto che si stabilisce con il matrimonio tra marito e moglie e che cessa soltanto

con lo scioglimento del matrimonio

Parentela → vincolo che unisce tra loro le persone che discendono da uno stesso stipite, e si

distingue in

• parentela in linea retta (persone che discendono l'una dall'altra)

• parentela in linea collaterale (persona che hanno un ascendente comune ma non discendono

l'una dall'altra)

Secondo la legge di riforma della filiazione è stata chiarita l'unità e l'estensione della nozione

giuridica di parentela, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel

caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, si nel caso in cui il figlio è adottivo (è esclusa solo

l'adozione del maggiorenne).

È importante valutare il grado della parentela, si deve risalire da un parente fino allo stipite comune

per poi discendere fino all'altro parente, contando il numero di gradi (es. fratello è di 2° grado,

cugino di 4°).

Parentela e coniugio danno luogo a relazioni di affinità, cioè il rapporto tra un coniuge e i parenti

dell'altro. L'affinità non dà alcun titolo alla successione ereditaria.

Il sistema matrimoniale italiano

Libro I, Titolo IV

Con matrimonio si indica sia l'atto con cui si costituisce il vincolo sia il rapporto che lega tra loro i

coniugi.

• Matrimonio-atto → disciplina delle condizioni necessarie per contrarre il matrimonio, della

celebrazione, delle cause di invalidità e delle impugnazioni

• Matrimonio-rapporto → disciplina dei diritti e dei doveri dei coniugi, della separazione

personale, dello scioglimento del vincolo, dei rapporti patrimoniali tra coniugi.

Con il Concordato al matrimonio civile si affianca il matrimonio religioso con effetti civili: il

matrimonio canonico davanti al ministro del culto cattolico acquista efficacia civile con la

trascrizione nei registri dello Stato civile. Lo Stato riconosce la giurisdizione alla Chiesa per le

decisione sulla validità o invalidità dell'atto così celebrato che acquista efficacia civile con una

sentenza di deliberazione della Corte d'Appello che deve controllare la regolarità dei principi

formali.

È diverso il matrimonio per i culti acattolici: la celebrazione infatti può avvenire ad opera di un

ministro di culto che potrà arricchire gli atti formali necessari per il matrimonio civile con quelli

propri del rito religioso. Tuttavia l'atto deve corrispondere ai requisiti di forma e sostanza previsti

dalla legge,anche se il ministro del culto può celebrare in qualità di delegato del Sindaco.

Il matrimonio del codice civile. La disciplina dell'atto

L'istituto del matrimonio è caratterizzato da rigida tipicità: eventuali patti aggiunti al matrimonio

sono nulli se diretti a derogare ad uno qualsiasi degli effetti giuridici che l legge collega al

matrimonio (si ha simulazione).

Il matrimonio è un atto puro, che non sopporta condizione o termine, ed è inoltre atto libero, è

quindi priva di effetti obbligatori la promessa di matrimonio.

Il matrimonio è un atto personalissimo, che quindi non può essere celebrato per procura (nel caso

in cui uno degli sposi sia militante in tempo di guerra può comunque sposarsi tramite un nuncius

che sostituisce lo sposo assente solo nell'espressione formale del consenso).

È un atto solenne per il quale sono previsti requisiti inderogabili di forma, la mancanza di una

celebrazione davanti ad un pubblico ufficiale determina l'inesistenza.

Nel caso in cui sia discussa la legittimità di un figlio nato da due persone che abbiano vissuto

pubblicamente come marito e moglie e siano morti entrambi, allora il matrimonio è ritenuto

esistente per possesso di stato.

La funzione delle pubblicazioni è quella di dare modo a chi fosse a conoscenza di impedimenti, di

farli valere prima che il matrimonio sia celebrato. La pubblicazione non è però requisito di

validità.

La capacità si acquista con la maggiore età ma per gravi motivi un minore che abbia compiuto i 16

anni può chiedere al Tribunale di essere ammesso a contrarre il matrimonio.

Non si ha la differenza tra nullo e annullabile ma solo la fattispecie di matrimonio dichiarato nullo.

• Nullità assoluta → il matrimonio nullo può essere impugnato da tutti coloro che abbiano

un interesse legittimo e attuale

se il matrimonio è concluso da persona già coniugata, soggetti legati da parentela

1. in linea retta o collaterale fino al terzo grado, o affinità in linea retta o collaterale di

secondo grado (o da legami connessi all'adozione). Oppure uno dei due coniugi sia

stato condannato per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell'altra

se vi è un difetto di età (in questo caso la nullità non è assoluta ma la legittimazione

2. è comunque estesa)

• Nullità relativa → l'azione spetta solo a uno dei coniugi. Per esempio nei casi di incapacità

naturale, violenza, errore essenziale, simulazione (in questo caso devono agire in particolare

entrambi i coniugi).

In alcuni casi l'invalidità è insanabile (vincoli di parentela, matrimonio già contratto), mentre in

altri casi è sanabile, attraverso la coabitazione dei coniugi che perduri per un certo tempo dopo la

cessazione del vizio.

L'impugnazione per incapacità naturale richiede soltanto la prova dell'incapacità naturale di

intendere e di volere, anche transitoria.

I vizi del volere causa di annullamento sono la violenza morale, il timore e l'errore purché questo

verta sull'identità della persona dell'altro coniuge o abbia natura di errore essenziale sulle qualità

personali dell'altro. L'errore sull'identità dev'essere un vero e proprio scambio di persona, mentre

l'errore sulla qualità deve fare riferimento ad alcune qualità espressamente elencate (malattia fisica

o psichica, anomalia o deviazione sessuale che impediscono lo svolgimento della vita coniugale,

condanna per delitto non colposo a pena >5 anni, stato di gravidanza causato da persona diversa da

quella dello sposo).

Si ha simulazione quando gli sposi convengono di non adempiere agli obblighi e di non

esercitare i diritti che nascono dal matrimonio,è necessario che sia tutti gli obblighi. Se anche una

delle due parti avesse escluso di assumere i doveri coniugali senza manifestare questa volontà

all'altra ci troveremmo nel caso di riserva mentale che è irrilevante.

L'annullamento del matrimonio ha efficacia retroattiva, fanno eccezione

• i casi di matrimonio putativo (cioè celebrato in buona fede in quanto i coniugi avessero

consentito al matrimonio ignorandone le cause di invalidità oppure per violenza o timore

causato da elementi esterni agli sposi)

• le norme riguardanti i figli nati o concepiti durate il matrimonio, questi conservano lo stato

di figli nati nel matrimonio anche in caso di malafede di entrambi i coniugi

• anche le norme riguardanti i figli nati prima del matrimonio ma riconosciuti dai coniugi, se

almeno uno di loro era in buona fede

Nel caso in cui uno dei due coniugi sia in mala fede allora può essere ritenuto responsabile è

obbligato a pagare un'indennità che corrisponda almeno al mantenimento per 3 anni.

Gli effetti del matrimonio

Diritti e doveri hanno caratteri di eguaglianza e reciprocità. Unico limite all'uguaglianza è il

cognome della donna che aggiunge al proprio quello del marito.

I doveri personali sono

• dovere di fedeltà

• dovere di assistenza morale e materiale

• dovere di collaborazione

• dovere di coabitazione

Dal punto di vista economico entrambi i coniugi devono contribuire ai bisogni della famiglia in

proporzione alle loro capacità di lavoro professionale e casalingo.

Si ha l'obbligo dei genitori di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto

delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. Con la riforma della filiazione lo stato di

figlio nato nel matrimonio o fuori è regolato da una normativa generale.

I doveri dei coniugi in quanto genitori però si riflettono anche nel rapporto coniugale come doveri

di uno verso l'altro. Il concorso al mantenimento dei figli deve avvenire in proporzione alle

rispettive sostanza e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo.

L'indirizzo della vita familiare e la fissazione della residenza sono lasciati all'accordo dei

coniugi, inoltre tutte le decisioni che riguardano i figli devono essere prese di comune accorso.

Ciascun coniuge può ricorrere al giudice per solvere il contrasto, tuttavia questi può soltanto

suggerire una decisione o decidere, ma solo nel caso in cui entrambi rimettano concordemente a lui

la decisione.

La violazione dei doveri personali tra coniugi è il presupposto per ottenere l'addebitamento della

pronuncia al coniuge colpevole. I doveri patrimoniali invece sono coercibili, e il coniuge leso può

chiedere al giudice la condanna al pagamento delle somme dovute.

Il regime patrimoniale della famiglia

La comunione dei beni è il regime patrimoniale legale della famiglia, questa disciplina si applica

quindi come norma suppletiva, quando le parti non decidono altrimenti. In alternativa sono stati

predisposti degli schemi di convenzioni matrimoniali.

La comunione dei beni è una comunione degli acquisti in quanto sono oggetto della comunione

legale soltanto i beni che i coniugi si trovano ad acquistare durante il matrimonio, gli altri

rimangono di proprietà individuale. Anche se acquistati durante il matrimonio rimangono esclusi

dalla comunione i beni acquistati per donazione, successione, beni di uso strettamente personale,

beni che servono all'esercizio della professione, beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno.

I redditi sono oggetto di comunione se non risultano consumati al tempo in cui la domanda si

scioglie, si parla quindi di comunione del residuo (risparmio).

L'amministrazione ordinaria dei beni comuni spetta a ciascun coniuge disgiuntamente, mentre

l'amministrazione straordinaria necessita della decisione comune. Un atto compiuto da uno solo dei

coniugi, senza il consenso dell'altro, ha un difetto di legittimazione → se riguarda beni immobili o

mobili registrati è annullabile, se riguarda beni mobili è valido ed efficace (il coniuge in difetto

dovrà pagare l'equivalente all'altro).

I beni sono riuniti in un complesso unitario caratterizzato da autonomia patrimoniale, quindi per

ogni debito assunto dai coniugi insieme o assunto da uno di essi nell'interesse della famiglia,

rispondono i beni della comunione. Per i debiti assunti da ciascuno dei coniugi separatamente e non

giustificati nell'interesse della famiglia risponde il coniuge debitore con i suoi beni personali e

possono essere aggrediti i beni della comunione in via sussidiaria solo fino alla quota dell'obbligato.

La comunione si scioglie in caso di separazione, scioglimento, annullamento, accordo dei coniugi

che vogliono cambiare regime patrimoniale, provvedimento del giudice, fallimento di uno dei due.

Lo scioglimento trasforma la comunione legale in comunione ordinaria, la fase successiva è la

divisione.

Il regime patrimoniale può essere sostituito o modificato attraverso convenzioni matrimoniali:

accordo di separazione dei beni o comunione convenzionale, alternativamente si può costituire un

fondo patrimoniale per la soddisfazione dei bisogni della famiglia.

Le convenzioni matrimoniali devono essere stipulate nella forma dell'atto pubblico, che può

avvenire in ogni tempo. Sia la stipulazione che la modifica della convenzione matrimoniale non può

essere opposta a terzi se non è annotata a margine dell'atto di matrimonio. La mancanza di

annotazione consente al terzo di ritenere che i coniugi siano in regime di comunione legale quindi si

parla di pubblicità negativa della comunione dei beni.

Tutte le convenzioni patrimoniali non possono derogare ai diritti ed obblighi patrimoniali dei

coniugi, cioè il regime patrimoniale primario della famiglia.

Il minore emancipato può sposarsi ma rimane comunque incapace per la stipulazione di contratti, e

quindi della convenzione matrimoniale. Si prevede che possa stipulare la convenzione con

l'assistenza di genitori o tutori.

La convenzione più praticata è quella della separazione dei beni (ciascun coniuge rimarrà titolare

esclusivo dei beni da lui acquistati), tuttavia il modello può essere modificato ma non è possibile

una comunione totale e indiscriminata perché è inderogabile l'esclusione dei beni d'uso strettamente

personale.

La crisi della famiglia. La separazione personale

Prima della rottura del vincolo si passa per una fase intermedia di separazione personale in cui i

coniugi tornano a vivere ognuno per conto proprio, tuttavia il loro status giuridico non cambia e la

separazione è solo una situazione di fatto. Si hanno conseguenze giuridiche

• se uno dei due coniugi se ne va di casa e si rifiuta di tornarci (→ allontanamento

ingiustificato) si sospendono i doveri di assistenza morale e materiale

• per quanto riguardo il contratto di locazione (separazione di fatto equiparata a quella legale)

vale come causa di divorzio se iniziata due anni prima del 1970

Per la separazione personale in senso proprio è necessario un provvedimento del giudice che

pronunciando la separazione costituisce un nuovo status dei coniugi, di separazione legale.

Può essere

• separazione consensuale se si ha accordo dei coniugi riguardo alla separazione, ai rapporti

patrimoniali e all'affidamento dei figli. Il giudice ha il dovere di tentare la riconciliazione e

di controllare che i contenuti dell'accordo siano redatti nell'interesse dei figli e della parte

debole. Il decreto di omologazione rende efficace l'accordo e instauro lo stato di separazione

• separazione giudiziale se si verificano fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione

della convivenza o da recare grave pregiudizio all'educazione della prole.

Con la separazione legale il vincolo matrimoniale non si scioglie ma il rapporto viene modificato

in quanto

cessa l'obbligo di convivenza

1. si attenua il dovere di fedeltà

2. la moglie conserva il cognome

3. si scioglie la comunione legale

4. il coniuge che non ha mezzi o capacità concrete ha diritto ad un assegno di mantenimento

5. i coniugi conservano i diritti successori

6.

queste regole possono essere modificate a sfavore di una delle due parti in ragione del suo

comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio. In questo caso il coniuge a cui è

addebitata la separazione

non può chiedere il mantenimento (solo un assegno alimentare ove dimostri lo stato di

1. bisogno)

perde i diritti successori.

2.

Nel caso in cui la violazione dei doveri coniugali sia di intrinseca gravità tale da comportare la

violazione dei diritti fondamentali della persona (es. la dignità) allora possono esserci gli estremi

per l'illecito civile e quindi per un'autonoma azione di risarcimento.

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso

dei figli si ha il diritto primario del minore di mantenere un rapporto equilibrato e

continuativo con ciascuno dei genitori e riceverne cura, educazione e istruzione da entrambi.

Tutti i provvedimenti relativi ai figli devono essere assunti con esclusivo riferimento al loro

interesse morale e materiale. Il giudice dispone l'ascolto del minore che abbia compiuto i 12 anni ed

anche di età inferiore ove capace di discernimento.

La norma si orienta per preferire l'affidamento condiviso, tuttavia è possibile disporre

l'affidamento esclusivo in qualsiasi momento a richiesta di uno dei genitori nel caso in cui

l'affidamento condiviso sia contrario all'interesse del minore.

Al genitore non affidatario spetta comunque un potere di vigilanza.

Ad entrambi i genitori affidatari spetta la responsabilità genitoriale, le decisioni di maggior interesse

vanno assunte dai genitori di comune accordo.

Per il mantenimento il dovere grava su entrambi i coniugi, l'affidamento esclusivo non sembra

escludere che il giudice possa disporre a carico del non affidatario la corresponsione di un assegno

per il mantenimento.

Persiste il diritto dei genitori di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizione concernenti

l'affidamento dei figli.

Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli,

l'assegnazione può però influire sugli assegni di mantenimento. Il diritto della casa familiare viene

meno quando

• l'assegnatario non vi abiti o cessi di abitarvi stabilmente

• conviva more uxorio

• contragga nuovo matrimonio

Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi.

Il mutamento della residenza o del domicilio da parte di uno dei due coniugi, se interferisce con le

modalità dell'affidamento, permette all'altro coniuge di chiedere la ridefinizione.

Lo scioglimento del matrimonio. Il divorzio

Il matrimonio può sciogliersi per effetto di una sentenza di scioglimento del matrimonio o di

cessazione degli effetti civili, c.d. divorzio. Il vincolo coniugale viene meno e libera i coniugi dal

loro legame.

Il giudice può pronunciare il divorzio quando accerta che la comunione spirituale e materiale tra

i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita per l'esistenza di una delle cause previste

dall'articolo 3. Deve quindi sussistere una rottura irreversibile tra i coniugi e può essere accordato

in alcuni casi tassativi previsti dalla legge, i più rilevanti sono

• separazione legale durata per 3 anni

• diverse cause penali

sentenze di condanna penale anche per fatti commessi prima del matrimonio, se la

1. condanna è all'ergastolo o a pene >15 anni o per delitti particolari contro l'assistenza

familiare, connessi alla prostituzione o contro la persona del coniuge o del figlio

assoluzione per infermità di mente

2. estinzione del reato

3.

• cause civili

annullamento o scioglimento del matrimonio ottenuto all'estero da un coniuge o

1. nuovo matrimonio contratto all'estero

non consumazione del matrimonio

2. sentenza di rettificazione di sesso passata in giudicato

3.

Non è ammesso in Italia un divorzio consensuale, i coniugi possono proporre una domanda

congiunta di divorzio, indicando anche condizioni inerente alla prole e ai rapporti economici.

Il venir meno del vincolo fa cessare gli ultimi residui di rapporti personali tra coniugi: la donna

perde il cognome del marito e il coniuge divorziato perde i diritti successori. I diritti patrimoniali

del coniuge sono

• eventuale assegno periodico

• dopo la more il diritto all'assegno può essere confermato dal giudice a carico dell'eredità

• il coniuge divorziato ha anche diritto in caso di morte dell'altro, alla pensione di riversibilità

se il rapporto di lavoro fosse in tutto o in parte anteriore al divorzio, ed ad una quota del

TFR

La filiazione. Lo stato di figlio

Le Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali ha concesso un'ampia delega al

Governo per adottare decreti legislativi che eliminino ogni discriminazione tra i figli, anche

adottivi, nel rispetto dell'art. 30 Cost. Nel Codice civile ove ricorrano i termini di figli illegittimo o

figlio naturale devono essere sostituiti con figlio nato nel matrimonio e figlio nato fuori dal

matrimonio.

Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico, inoltre

il figlio ha diritto ad essere mantenuto, educato, istruito ed assistito moralmente dai

1. genitori, nel rispetto delle sue capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni

il figlio ha diritto a crescere in famiglia e mantenere rapporti significativi con i parenti

2. se il figlio ha computo i 12 anni deve essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che

3. lo riguardano

deve rispettare i genitori e deve contribuire al mantenimento della famiglia finchè convive

4.

Il riconoscimento del figlio produce effetti riguardo al genitore da cui fu fatto e riguardo ai parenti

di esso. Lo stato di figlio non può essere fatto valere se non con l'allegazione di un atto dello stato

civile, cioè l'atto di nascita.

L'identità della madre è accertata nella attestazione di avvenuta nascita a meno che la donna

partorente non dichiari espressamente di non voler essere nominata. Il fatto accertato della

maternità investe la madre di doveri primarie.

Per la paternità se la madre è coniugata si ha la presunzione legale della paternità del marito,

altrimenti l'identificazione della paternità è successiva all'atto di dichiarazione del padre o di

accertamento giudiziale.

Il solo fatto della procreazione non è fattispecie in sé e per sé sufficiente a determinare la

costituzione di un rapporto giuridico di filiazione, ma ha gli effetti di

creare una parentela di sangue in linea retta o collaterale (con conseguenti impedimenti

1. al matrimonio o incesti)

obbligo a non lasciare il figlio in stato di materiale abbandono

2.

Per provare lo stato di figlio si può anche provare il continuo possesso dello stato, cioè una

situazione di fatto che fa ritenere l'esistenza di un rapporto di filiazione. Il genitore deve aver

trattato la persona come un figlio (tractatus), deve essere stata considerata socialmente come tale

(nomen) e deve essere stata riconosciuta come figlio dalla famiglia (fama).

Il figlio che risulta da atto di nascita può essere oggetto di contestazione solo nel caso di azioni di

stato che possono essere esercitate nei casi di supposizione di parto o di sostituzione del neonato

• Contestazione dello stato di figlio

• Reclamo → può essere inoltre esperita anche nel caso in cui

si voglia reclamare uno stato di figli nato nel matrimonio nel caso in cui risulti figlio

1. di ignoti (preclusa se è intervenuta sentenza di adozione)

per reclamare uno stato di figlio nato nel matrimonio secondo le regole che

2. governano la presunzione di paternità

per reclamare un diverso stato di figlio quando il precedente è stato comunque

3. rimosso

La prova della filiazione è libera e l'interessato può agire e provare i presupposti dello stato con

ogni mezzo.

La procreazione assistita

• omologa →gameti della coppia richiedente

• eterologa → gamete di un soggetto esterno

• in utero

• in vitro

La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali i limiti al numero di embrioni e alla

crioconservazione di embrioni formati, perché il trasferimento sia effettuato senza pregiudizio per la

donna. Ha affermato il diritto della coppia di ottenere una diagnosi pre - impianto e il diritto

alla fecondazione assistita anche per la coppia fertile.

La procreazione assistita è concessa anche se eterologa e si applica una parte della legge abrogata

che riguardava l'ipotesi in cui il divieto fosse stato violato

il figlio nato da p.m.a. non può essere disconosciuto dal marito o partner che abbia

1. consentito alla procedura

la madre non può rifiutare di essere nominata nella attestazione di parto

2. il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato

3. per le norme riguardo al diritto di conoscere la propria identità generica si applicano

4. quelle per adozione legittimante

La filiazione nel matrimonio

Specifico modo di attribuzione dello stato di figlio nato nel matrimonio attraverso due presunzioni

legali

• presunzione di concepimento durante il matrimonio

• presunzione di paternità (una donna può comunque riconoscere un figlio come nato fuori

dal matrimonio anche se concepito durante il matrimonio)

Il legislatore ha disposto che

il marito è padre del figlio concepito o nato durante il matrimonio, non è quindi necessario

1. che dichiari di essere padre

si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando non sono ancora trascorsi

2. 300 giorni dalla data dell'annullamento, dello scioglimento, cessazione degli effetti civili

La presunzione di paternità è suscettibile a prova contraria attraverso l'azione di

disconoscimento della paternità.

Il coniuge o il convivente che ha dato il suo consenso non può esercitare l'azione di

disconoscimento della paternità. È legittimato ad agire il marito, la moglie o il figlio entro un anno

dalla nascita o dal momento in cui sia venuto a conoscenza.

La filiazione fuori dal matrimonio

Nel caso di filiazione fuori dal matrimonio, un pieno rapporto giuridico di filiazione di costituisce

solo per effetto di un atto volontario del genitore (atto di riconoscimento) o di un accertamento ad

opera del giudice (dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità).

Il riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio è una dichiarazione di scienza, un atto

unilaterale (che non è tuttavia sufficiente a produrre gli effetti ma è necessario il consenso del

figlio, maggiore di 14 anni), è un atto personalissimo, è un atto puro, è irrevocabile.

È vietato il riconoscimento di figli nati da genitori che siano tra loro parenti o affini in linea retta,

salvo la buona fede del genitore, tuttavia è sempre subordinato al consenso del giudice che valuta

l'interesse del figlio e la necessità di evitare per lui qualunque pregiudizio.

Per riconoscere un figlio è necessario aver compiuto i 16 anni, cioè una capacità d'agire e giuridica

speciale; altrimenti sarà affidato temporaneamente ad altre persone.

È possibile riconoscere solo al concepimento, cioè è possibile riconoscere un nascituro ma gli effetti

si hanno solo subordinatamente alla nascita. È inoltre possibile riconoscere il figlio premorto.

Il riconoscimento può avvenire, in quanto alla forma

nell'atto di nascita

1. con dichiarazione apposita

2. con un testamento nelle forme prescritte

3.

L'impugnazione è concessa nel caso di

difetto di veridicità

1. violenza morale

2. interdizione giudiziale

3.

Si può stabilire un rapporto di filiazione anche contro la volontà del genitore, tramite la

dichiarazione giudiziale di paternità o maternità.

La disciplina delle responsabilità genitoriali per i figli nati fuori dal matrimonio dispone che

• il genitore che ha riconosciuto il figlio è investito delle responsabilità genitoriali

• se a riconoscere il figlio sono entrambi i genitori allora ad entrambi spetta l'esercizio di

queste responsabilità

• se uno dei genitori è escluso dalla responsabilità conserva comunque un potere di vigilanza

sull'educazione, istruzione e condizioni di vita del figlio

In caso di riconoscimento congiunto del figlio questo assume il cognome del padre, se il

riconoscimento è separato assume il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo.

L'adozione

L'adozione è un provvedimento di giurisdizione volontaria che genera uno status di filiazione

civile.

L'adozione dei minorenni riguarda i minori dichiarati in stato di adottabilità dal Tribunale perché si

trovano in una situazione di abbandono in quanto privi di assistenza morale e materiale.

Adottanti sono di regola due coniugi, il cui vincolo abbia caratteri di stabilità (3 anni di

matrimonio o di convivenza prima del matrimonio), il singolo può adottare solo nei casi particolari.

Gli adottanti devono essere effettivamente idonei e capaci, la differenza di età minima è di 18

anni, massima di 45 (non sono limiti assoluti, possono essere derogati).

Il minore che ha compiuto i 14 anni deve dare il suo consenso e deve essere sentito il minore di

anni 12 (o più piccolo se ha capacità di discernimento).

L'adozione rescinde completamente i legami con la famiglia di origine e costituisce lo status di

figlio legittimo degli adottanti ed è inserito nella famiglia anche relativamente ai parenti →

adozione legittimante.

L'affidamento si ha nel caso in cui il minore sia temporaneamente privo di un ambiente familiare

idoneo, l'affidamento preadottivo si ha come fase del procedimento di adozione.

L'adozione dei maggiori di età ha lo scopo di dare una discendenza all'adottante: l'adottato

conserva i suoi diritti nei confronti della famiglia di origine ai quali si sommano i diritti e

obblighi di figlio legittimo nei confronti dell'adottante. Non si instaura nessun rapporto con i

parenti dell'adottante, il cognome viene anteposto.

È vietata l'adozione dei propri figli nati fuori dal matrimonio.

Si hanno forme di adozione in casi particolari, nel caso in cui esistano condizioni familiari che la

legge ritiene adatte a giustificare l'adozione (es. parente che vuole adottare il minore affetto da

handicap) che fanno si che l'adozione sia consentita anche a chi non è coniugato.

I genitori e i parenti fino al 4 grado che hanno rapporti significativi con il minore hanno diritto ad

essere avvertiti fin dall'inizio e invitati a nominare un difensore.

Il minore deve essere informato della sua condizione adottiva da parte dei genitori ma potrà

conoscere l'identità dei genitori biologici solo dopo aver compiuto i 25 anni oppure per gravi

ragioni riguardanti la sua salute fisica.

Per l'adozione internazionale il capo è stato rettificato in base alla Convenzione dell'Aja. La legge

italiana replica i requisiti previsti per i genitori ai fini dell'adozione interna ed è fondamentale la

dichiarazione di idoneità della coppia, tuttavia deve risultare documentata dallo Stato estero la

situazione di abbandono del minore.

La famiglia di fatto

Per quanto riguarda la disciplina della responsabilità genitoriale la protezione dell'autonomia

familiare in campo educativo è riconosciuta anche alla coppia di genitori non coniugati. Le regole

relative all'affidamento della prole sono le stesse.

Per quanto riguarda i doveri morali e sociali di ciascun convivente nei confronti dell'altro si

parla di obblighi naturali: le prestazioni compiute spontaneamente sono giustificate e non vanno

restituite. I conviventi si impegnano a prestazioni reciproche a carattere patrimoniale (patti di

convivenza).

La convivenza è ritenuta un fatto sufficiente a suscitare legittime aspettative (es. diritto del

convivente al risarcimento del danno per la morte del compagno provocata da un terzo).

Inoltre per la circolazione di autoveicoli i componenti della famiglia di fatto non sono terzi rispetto

all'assicurato ma sono equiparati ai membri della famiglia legittima.

Gli alimenti

Il primo obbligato agli alimenti è il donatario, nei limiti di quanto a ricevuto (fanno eccezioni la

donazione obnuziale e la donazione remuneratoria). Dopo il donatario sono obbligati, oltre al

coniuge, i più stretti parenti ed affini secondo un ordine

il coniuge

1. i figli

2. i genitori

3. generi e nuore

4. suoceri

5. fratelli e sorelle germani e poi unilaterali

6.

Presupposto per l'obbligo è lo stato di bisogno, la misura degli alimenti dipende dalla gravità dello

stato. Sia per gli alimenti che per il mantenimento si ha la somministrazione di quanto è necessario

per i bisogni della vita ma negli alimenti si soddisfano i bisogni essenziali mentre per il

mantenimento si fa riferimento a tutti i bisogni che normalmente si soddisfano in rapporto alle

condizioni economiche e sociali delle parti.

L'intervento del giudice nella famiglia

Fuori dall'ipotesi della rottura dell'unità familiare nei casi di

• disaccordo dei coniugi

• condotta pregiudizievole di uno dei coniugi

• minore temporaneamente privo di un adeguato ambiente familiare.

Sono stati integrati con un'ampia possibilità di intervento nei casi di ordini di protezione contro

abusi familiari. LE SUCCESSIONI A CAUSA DI MORTE

Gli effetti della morte. La successione.

Tutto il diritto delle successioni è regolato da due principi fondamentali

• libertà testamentaria → ogni persona ha il potere di stabilire la sorte dei propri beni per il

tempo in cui avrà cessato di vivere

• trasmissione familiare della ricchezza → in mancanza di un testamento di attua un sistema

di successione legittima, dove vengono chiamati a succedere i parenti fino al 6° grado. In

secondo luogo, anche contro la volontà testamentaria, una quota dei beni è riservata dalla

legge ad alcuni stretti coniugi detti legittimari.

Vi sono cespiti patrimoniali per cui il legislatore ha stabilito regole speciali di attribuzione e di

distribuzione in caso di morte (es. le indennità sono dovute ai superstiti, oppure la successione nei

contratti di locazione).

La successione è materia di ordine pubblico quindi indisponibile da parte dei privati, che

possiedono solo gli strumenti del testamento, dell'accettazione o della rinunzia all'eredità. I patti

successori sono vietati e quindi nulli. Si considerano patti successori

convenzione con cui una persona dispone della propria successione

1. qualsiasi patto con cui un soggetto dispone dei diritti che gli potranno spettare in una futura

2. successione altrui.

Una deroga al divieto dei patti successori si ha nel caso di trasferimento dell'azienda relativa ad

una impresa familiare.

L'oggetto della successione: l'eredità e il legato

L'oggetto della successione è la totalità dei rapporti trasmissibili attivi e passivi, detto asse

ereditario.

La successione è a titolo universale se l'erede succede al defunto nella totalità dei rapporti che a lui

facevano capo, o in una quota matematica del tutto. In questo caso si ha confusione tra il patrimonio

personale dell'erede e l'eredità.

È possibile che i singoli beni siano assoggettati a successione a titolo particolare, ciò avviene nel

legato che è l'attribuzione, fatta per testamento, di un bene determinato o di una quantità di beni

fungibile.

Apertura della successione. Delazione. Vocazione

Prima dell'apertura della successione non si può parlare di diritto dei possibili successori e neanche

di aspettativa. Quando si apre la successione prendono vigore tutte le norme che regolano la

materia.

Il titolo a succedere è la vocazione all'eredità che può essere legittima o testamentaria.

Gli eredi vengono chiamati all'eredità e si costituisce il loro diritto ad accettare.

I titoli di successione

La successione legittima è regolata dalla legge. Tuttavia vi è un rapporto di subordinazione alla

successione testamentaria: le norme riguardo la successione legittima sono suppletive.

La successione testamentaria è regolata dal testamento, cioè quell'atto revocabile con il qual

taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte

di esse. La successione testamentaria può combinarsi con quella legittima se il testamento non

risolve tutti i problemi della successione.

La diseredazione si ha quando il testamento ha come solo contenuto l'esclusione di un successore

legittimo.

I legittimari sono stretti congiunti ai quali la legge riserva una quota della ricchezza del defunto, si

parla di successione nella legittima o necessaria.

Capacità di succedere e indegnità

Capacità giuridica → capacità a succedere e capacità di ricevere per testamento

Capacità di agire → capacità di accettare l'eredità

Il nascituro, colui che è concepito al momento dell'apertura della successione, è capace di

succedere ed opera la presunzione di concepimento. La successione è regolata come se quel

chiamato fosse già nato. È possibile includere nella vocazione testamentaria anche il beneficiario

non ancora concepito purché figlio di una persona determinata, vivente al tempo della morte del

testatore.

Non possono succedere per incompatibilità il tutore, il notaio, il redattore del testamento

segreto, a pena di nullità della disposizione.

L'indegnità colpisce un erede o il legatario che abbia compiuto azioni particolarmente gravi

contro il defunto, è inoltre escluso dalla successione del figlio il genitore che sia decaduto dalla

responsabilità genitoriale perché indegno.

L'indegnità non paralizza la chiamata ma è causa di rimozione dalla successione, l'indegno tuttavia

può essere rimesso alla successione se la persona lo riabilita pubblicamente o tacitamente (se

redige il testamentaria a suo favore consapevole delle azioni che compromettono la sua capacità a

succedere).

La vocazione legittima

I successibili per vocazione legittima sono: coniuge, discendenti, ascendenti, collaterali e altri

parenti, infine lo Stato.


PAGINE

111

PESO

829.78 KB

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chelafi306 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Basini Giovanni Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia e finanza

Riassunto esame Diritto, prof. Annunziata, libro consigliato Manuale di diritto commerciale, Campobasso
Appunto
Diritto Commerciale - Appunti
Appunto