Diritto privato
Le norme giuridiche
Per diritto si intende la disciplina del complesso di regole e principi che vengono dettati dall'ordinamento. Il diritto serve a garantire le pretese di un soggetto e a risolvere i conflitti di interesse. Il diritto in senso oggettivo è la norma giuridica, cioè l'eterna e socialmente garantita nella vita di relazione; il diritto in senso soggettivo è una posizione di vantaggio tutelata dalla norma giuridica.
L'ordinamento giuridico: norme e istituzioni
L'ordinamento giuridico è il diritto di una società, cioè l'insieme delle norme giuridiche che governano una società. Gli associati del gruppo devono organizzarsi; le singole organizzazioni formano le istituzioni. L'istituzione è un gruppo sociale stabilmente organizzato.
Caratteri della norma giuridica
Sanzionabilità, trattata dalla norma giuridica, ovvero la garanzia sociale. Le sanzioni sono di diverso tipo, penali (con punizione personale o patrimoniale); esecutorie (attuano l'interesse leso dalla violazione della norma); risarcitorie (che tendono a reintegrare il danno provocato dalla violazione della norma); invalidatorie (che tendono a privare di efficacia l'atto compiuto in violazione della norma).
L'imperatività della norma giuridica quando essa non è giudicabile da nessuno. Accanto alle norme imperative vi sono le norme derogabili, cioè le norme che gli interessati possono sostituire nella loro applicazione con altre disposizioni legali o negoziali.
La generalità; la norma è generale quando è rivolta ad una generalità di destinatari.
L'astrattezza; la norma è astratta in quanto deve essere elaborata sulla base di un'ipotesi.
Diritto e morale
La norma giuridica deve esser tenuta distinta rispetto alla norma morale. La norma morale esprime un dovere assoluto che l'uomo avverte come necessario a prescindere dalla propria convenienza e dall'altrui giudizio. L'insieme di doveri morali riconosciuti nei rapporti di convivenza si definiscono morale sociale. La morale sociale si distingue in buon costume e correttezza. La prima indica i canoni fondamentali di onestà pubblica e privata; la seconda detta anche buona fede in senso oggettivo è l'impegno morale di solidarietà sociale (art. 1375 c.c. esecuzione di buona fede).
Il diritto privato e pubblico
Il diritto privato (ius privatorum), è il diritto tra i privati, gli enti privati e tutela gli interessi individuali delle persone. Il diritto pubblico regola i rapporti tra il cittadino e lo Stato e tra le istituzioni dello Stato e tutela gli interessi della generalità dei consociati.
Diritto dell'Unione Europea
Ha avuto origine nel Trattato di Roma del 1957, firmato inizialmente da alcuni stati, che avevano come finalità l'unità economica in vista di una più stretta relazione politica e di un costante progresso economico e sociale. Il processo di unificazione europea doveva andare oltre l'ambito del mercato portando alla progressiva formazione di un ordinamento politico europeo sovranazionale. Con il trattato di Maastricht (art. 1 c.c.) si è dato vita all'Unione Europea, organizzazione politica sovranazionale fondata sulle comunità europee.
Organi principali dell'Unione europea sono il Parlamento Europeo, avente funzioni promozionali e consultive, il Consiglio, avente potere regolamentare, la Commissione, avente funzioni organizzative, la Corte di Giustizia e la Corte dei Conti. La Comunità europea è un ente sovrannazionale la cui autorità è indipendente rispetto allo Stato. Il diritto comunitario è il vigente all'interno dell'ordinamento statale, ed esso è un sistema normativo di un'autorità sovrannazionale concorrente con quella dello Stato.
Principio: norme giuridiche di carattere generale
Norme giuridiche di carattere generale che si esprimono in termini di principi generali, contenuti nella costituzione (es. dignità umana). Il rispetto per la dignità umana è il preambolo della Costituzione, il rispetto è il principio etico e la dignità umana è il nucleo essenziale e rappresenta un limite anche alla dignità umana.
Lancio dei nani e giustizia amministrativa
Disumanizzazione della persona, trattata come cosa (res). Giustizia Amministrativa: interessi legittimità - giudice amministrativo al tribunale amministrativo regionale, Consiglio di Stato. Rapporto tra cittadini e amministrazione.
Giustizia penale
Commissione o meno di reati. Corte di Assise, secondo grado - Corte di Assise d'appello dove si giudica come è avvenuto il reato. Cassazione - suprema corte di cassazione esatta interpretazione della norma con la quale si è arrivati alla soluzione del caso. Nelle prime due corti il giudice è di merito nella cassazione il giudice è di legittimità o diritto, giudica sulla norma. Le norme sono soggette ad interpretazioni, ma più il legislatore è preciso, più la norma è precisa.
Ambito civilistico
Tribunale con giudice di merito che esamina i fatti. Corte d'appello con giudice di merito. Cassazione, giudice di legittimità (si divide in penale e civile). Corte d'appello in media dura 9 anni e non c'è la pubblica amministrazione, ma si divide in attore e convenuto. Colui che interpreta le leggi è il giudice perché le emana.
Le fonti del diritto
Nozione e principio di gerarchia delle fonti. Fonti del diritto sono gli atti o i fatti da cui scaturiscono le norme giuridiche. Le fonti del diritto si distinguono in diverse categorie che hanno differente efficacia normativa in quanto le une prevalgono sulle altre. L'ordine delle categorie normative secondo la loro prevalenza costituisce la gerarchia delle fonti del diritto.
Fonti formali del diritto
- Le leggi costituzionali, i regolamenti e le direttive comunitarie
- Le leggi ordinarie
- I regolamenti
- Gli usi normativi
La costituzione prevale su tutte le norme giuridiche, è entrata in vigore nel 1947. Per cambiare un atto della Costituzione vi deve essere un consenso molto alto (Art 138). La costituzione è la legge che enuncia le basilari scelte politiche del nostro ordinamento e stabilisce la fondamentale organizzazione e funzione dei pubblici poteri.
I regolamenti comunitari sono le norme i cui destinatari sono i privati, cioè i cittadini degli stati membri della UE. Essi sono diritto vigente nell'ordinamento statale e si pongono quindi al vertice della gerarchia delle fonti in posizione paritaria rispetto alla Costituzione. Essi vengono attivati automaticamente.
Le Direttive stabiliscono il fine che deve essere attuato dallo Stato, viene quindi destinata allo stato membro e non al cittadino. Esse non sono applicabili immediatamente, ma devono avere una veste formale, quindi necessitano di una legge per essere attuate.
Le leggi ordinarie sono in generale le leggi dello Stato, escluse quelle aventi carattere costituzionale. Le leggi ordinarie si distinguono tra codici e leggi speciali. Il codice è l'insieme di norme che regolano in modo compiuto una materia. Le leggi speciali regolano tutte quelle materie che non sono comprese nel codice.
Il Codice Civile è stato emanato nel 1942. Era un codice fascista che risultava essere di matrice liberale che sanciva la discriminazione razziale. La Costituzione è entrata in vigore nel 1948, infatti vennero eliminate delle norme razziali ma la struttura fondamentale del codice rimase quella. Il codice civile si compone di 2969 articoli ed è formato da 6 libri ed ognuno di questi tratta una materia: persone e famiglia, successione mortis causa, proprietà e possesso, obbligazioni, lavoro, tutela dei diritti.
Il Regolamento è un precetto normativo di grado inferiore alla legge emanato dallo Stato o da altri enti pubblici nell'esercizio della loro potestà regolamentare. Si distingue tra regolamenti indipendenti e regolamenti esecutivi. Il regolamento indipendente è quello che contiene una disciplina autonoma del suo oggetto; mentre il regolamento esecutivo detta norme di attuazione e di specificazione di una disciplina principale. Il regolamento è sempre di grado inferiore alla legge.
I contratti collettivi con efficacia generale. Questo contratto è un contratto normativo stipulato dalle associazioni sindacali per disciplinare uniformemente i rapporti di lavoro della categoria. Esso è ad efficacia generale. I contratti collettivi di diritto comune sono quei contratti collettivi che hanno efficacia per gli iscritti ai sindacati in virtù del principio privatistico della rappresentanza volontaria.
Gli usi normativi o consuetudini e usi negoziali
Gli usi normativi sono quelle norme non scritte che un ambiente sociale osserva costantemente nel tempo come norme giuridicamente vincolanti. Questi usi si riferiscono alla consuetudine, che deve essere richiamata alla legge e costituisce una fonte del diritto. Esse sono come norme sanzionabili che disciplinano i rapporti tra consociati. Elementi costitutivi della consuetudine sono un elemento obiettivo o materiale, cioè la costante e uniforme ripetizione nel tempo di un determinato comportamento, e un elemento soggettivo, cioè il convincimento della vincolatività giuridica di quel comportamento.
Gli usi negoziali sono clausole che vengono usualmente inserite in un certo tipo di contratto. Sono quindi pratiche negoziali che si presumono volute dalle parti si pure senza un'espressione dichiarazione, e hanno quindi l'efficacia propria delle clausole contrattuali. (Art. 1340 c.c.)
La giurisprudenza può essere intesa in senso oggettivo, che è l'insieme delle sentenze che vengono emesse dagli organi giudiziari, e in senso soggettivo per indicare il compromesso delle autorità giudicanti (magistratura). Essa non è menzionata tra le fonti del diritto nei paesi di Civil Law, con l'Italia, mentre nei paesi di Common Law sì.
Il diritto effettivoIl riconoscimento che la giurisprudenza concorre alla formazione del diritto va spiegato in base al principio di effettività. Questo principio coglie il momento essenziale della giuridicità nell'effettività, in quanto la norma è regolatrice dei rapporti sociali solo se la società l'accetta e la applica come tale.
L'Equità è la giustizia del caso concreto. Il giudice deve quindi seguire le norme di legge. Secondo dei principi può poi applicare la giustizia in un determinato caso ed emettere una sentenza. A decidere è il giudice di pace.
Gerarchia
Gerarchia: Costituzione, Diritto Europeo, Legislazione Statale, Regolamenti dell'Esecutivo, Regolamenti Ministeriali e la Consuetudine.
Le fonti di produzione sono i fonti fatto e fonti atto. Fonte fatto è un diritto non scritto determinato da un fatto sociale o naturale, considerato produttivo di norma giuridica; il fonti atto sono atti normativi costituiti da organi o enti pubblici a cui l'ordinamento attribuisce il potere normativo.
Le fonti del diritto europeo
- Trattati - CE e CECA (1957) - sull'UE = trattato di Maastricht 1992 - Amsterdam 1997 - Nizza 2001 - Lisbona 2007 - da vita a due soli trattati. La T.U.E e T.F.U.E - riconosce valore di trattato alla Carta di Nizza - prevede l'adesione alla CEDU
- Regolamenti
- Direttive
- Decisione della Corte di Giustizia UE (giurisprudenza comunitaria)
L'interpretazione della legge
L'interpretazione della norma giuridica è l'atto di comprensione che deve determinare il significato della norma giuridica.
I criteri legali di interpretazione
- Interpretazione letteraria: impone di attribuire il significato proprio delle parole secondo la loro connessione - Art. 12
- Interpretazione funzionale: se non basta l'interpretazione letteraria, e quindi il significato rimane oscuro, bisogna utilizzare l'interpretazione funzionale che si basa sull'intenzione del legislatore. - intenzione oggettiva
- Interpretazione sistematica: se il significato della norma non è ancora stato colto dopo le prime due interpretazioni, bisogna utilizzare l'interpretazione sistematica. La norma deve essere connessa a tutte le altre norme vicine. Bisogna quindi dare un'interpretazione coerente con il sistema della legge.
- Interpretazione evolutiva: è l'interpretazione che si adegua al l'evolversi dei valori sociali nel tempo.
Analogia Legis: è detta analogia di legge e avviene quando un caso non è regolato da una norma giuridica e quindi può essere attuato attraverso casi analoghi. Nell'analogia non c'è norma perché si attua una norma diversa, simile, che è regolata dalla norma.
Analogia Iuris: è detta analogia di diritto e avviene quando al caso non si può applicare un caso simile e quindi vengono applicati i principi generali dell'ordinamento.
Interpretazione estensiva: rimaniamo nell'ambito di una stessa norma però diamo un significato più ampio della norma stessa.
Norma interpretativa: dà il significato giusto e autentico alla norma interpretata. Ha efficacia retroattiva cioè alla norma interpretata va dato il significato della norma interpretativa.
Interpretazione conforme al diritto dell'Unione Europea: per interpretazione conforme al diritto dell'Unione Europea si intende l'obbligo gravante su tutti i giudici di attribuire alle leggi interne il significato più aderente non solo alla lettera, ma anche allo spirito delle fonti del diritto dell'Unione Europea.
Istituzione dell'UE
- Parlamento Europeo
- Consiglio dell'UE (diverso dal Consiglio europeo)
- Commissione Europea
- Corte di Giustizia dell'UE (con sede a Lussemburgo)
- Corte europea dei diritti dell'uomo corte EDU (con sede a Strasburgo)
Il parlamento europeo e la commissione europea sono composte dagli Stati membri e hanno potere legislativo.
L'applicazione della legge nel tempo e nello spazio
Art. 10 preleggi
L'entrata in vigore della leggeLe leggi e i regolamenti entrano in vigore, il 15° giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L'intervallo tra la pubblicazione della legge e la sua entrata in vigore è chiamato vacanza della legge (vacatio legis). L'efficacia della norma nel tempo può venire meno quando: dopo 60 giorni se non viene riemanata. Per fatti estintivi. L'abrogazione di una norma quando questa norma si pone in contrasto con la Costituzione.
Abrogazione per norma successiva: tacita, quando la norma successiva è incompatibile con la norma precedente, nonostante hanno lo stesso oggetto ed esplicita, quando l'abroga perché di fatto è diversa. Abrogazione parziale quando investe una parte della norma o per intero quando investe l'intera norma.
La cessazione di efficacia della legge
La durata di efficacia della legge può essere predeterminata dalla legge stessa mediante un termine finale. L'abrogazione è la cessazione di efficacia della legge a seguito di un fatto estintivo. La principale forma di estinzione della norma giuridica è l'abrogazione per norma successiva. Il conflitto intertemporale delle leggi: Il diritto transitorio o intertemporale è l'insieme delle norme che regolano il conflitto delle leggi nel tempo.
Il Principio di irretroattività
Art. 11 preleggi
Definisce la legge valevole per il tempo successivo alla sua entrata in vigore facendo salvi gli effetti giuridici derivanti da fattispecie anteriormente perfezionate. La legge può disporre solo per l'avvenire e non può avere funzione retroattiva. Si hanno però delle eccezioni di efficacia retroattiva.
Le disposizioni transitorie
Ciascuna legge emanata può contenere disposizioni transitorie per regolare il conflitto tra la nuova e la vecchia disciplina normativa.
Le norme di diritto internazionale privato
Queste norme regolano i rapporti relativi agli stranieri presenti nel territorio italiano e agli italiani che si trovano al di fuori dello Stato Italiano.
Le Leggi uniformi -> disciplina comune a più Stati
Criteri di collegamento
Sono i criteri di individuazione della legge applicabile e sono:
- La nazionalità del soggetto (legge della persona)
- La volontà delle parti
- Criterio del Luogo, dove si trova il bene e dove è compito l'atto
- Criterio del luogo di collocamento più stretto
- Legge del Foro -> luogo del processo
Norme italiane di necessaria applicazione: sono le leggi che non possono essere eluse dal legislatore straniero - sono necessarie perché rientrano nell'ambito dell'ordine pubblico. Sono le norme dell'ordinamento italiano che devono essere applicate al rapporto pur quando secondo i criteri di collegamento di diritto internazionale privato esso sia assoggettato alla legge straniera.
Fatti e atti giuridici
I fatti si suddividono in fatti naturali (terremoto, inondazione) e atti che sono fatti riconducibili all'uomo. I fatti diventano giuridici quando quel fatto determina un danno e qualcuno deve risarcire. I fatti giuridici sono in generale gli eventi ai quali l'ordinamento ricollega determinati effetti giuridici. Gli atti sono sempre giuridici perché sono riconducibili al comportamento dell'uomo. Possono essere incanalati in due grandi categorie:
- Atto giuridico che si divide in lecito o illecito: atto lecito è un atto voluto nel rispetto delle norme.
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