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Diritto penitenziario - le misure alternative alla detenzione e la remissione del debito Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto penitenziario sulle misure alternative alla detenzione e la remissione del debito con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: misure alternative alla detenzione e la remissione del debito, affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, regime di semilibertà, licenze, liberazione... Vedi di più

Esame di Diritto penitenziario docente Prof. P. Scienze giuridiche

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ESTRATTO DOCUMENTO

E’ prevista la possibilità che sia imposto il divieto di soggiorno in uno o più comuni o l’obbligo di

soggiornare in un determinato comune.

E’ obbligatoria la statuizione di prescrizioni che impediscono al soggetto di svolgere attività o di

avere rapporti personali che possono portare al compimento di altri reati.

Funzione del centro di servizio sociale.

L’assistente sociale avrà cura di:

Controllare la condotta del soggetto;

Aiutarlo a superare le difficoltà di adattamento alla vita sociale.

Il servizio sociale riferisce periodicamente al magistrato di sorveglianza fornendo notizie sul

comportamento del soggetto e proponendo la modifica delle prescrizioni.

E’ esclusa la possibilità di applicare l’affidamento in prova ai residenti all’estero.

Sospensione e revoca.

E' sospeso dal magistrato di sorveglianza qualora:

Sopravvenga un titolo di esecuzione di altra pena detentiva che faccia venir meno le condizioni

richieste dall’art 47.

L’affidato ponga in essere comportamenti tali da determinare la revoca della misura alternativa.

La competenza è del magistrato che invia subito gli atti al tribunale per la decisione definitiva.

Se la decisione nn diventa definitiva entro 30 giorni il provvedimento di sospensione cessa di avere

efficacia.

Accertamento dell’esito positivo dell’affidamento.

L’esito positivo del periodo di prova estingue la pena ed ogni altro effetto penale. Non elimina

pero’ la sentenza di condanna dal novero degli antecedenti giuridici facendone permanere gli effetti

pregiudizievoli negli eventuali procedimenti successivi.

La detenzione domiciliare.

È una misura alternativa che consiste nella possibilità per il condannato alla pena della reclusione

nn superiore ai quattro anni o che deve scontare una pena residua di uguale durata o alla pena

dell’arresto, di scontare la pena presso la propria abitazione o in altro luogo di privata dimora o in

luogo pubblico di cura e di assistenza.

Differenze con gli arresti domiciliari:

Gli arresti domiciliari vengono applicati dal giudice di cognizione nel corso del

• procedimento penale.

La detenzione domiciliare viene applicata nella fase dell’esecuzione penale dal tribunale di

• sorveglianza.

Requisiti di applicabilità e limitazioni

Possono essere ammessi al beneficio della detenzione domiciliare ( pena detentiva inflitta o anche

residuo di pena nn superiore a 4 anni):

Donne incinte o madre di prole di età inferiore a 10 anni con esse conviventi;

• I padri esercenti la potestà di prole di età inferiore ad anni 10 con essi conviventi quando la

• madre sia deceduta o altrimenti impossibilitata a dare assistenza alla prole;

Le persone in condizioni di salute particolarmente gravi che richiedano costanti contatti con

• i presidi sanitari territoriali;

Persone di età superiore a 60 anni

• Persone di età inferiore a 21 anni per provate esigenze di salute, di studio, di lavoro e di

• famiglia.

La misura può esere richiesta da un soggetto libero successivamente alla notifica dell’ordine di

esecuzione e del decreto di sospensione da parte della procura competente. In tale ipotesi il soggetto

rimane in stato di liberta fino alla decisione del tribunale di sorveglianza cui il p.m., al quale

l’istanza è presentata, ha tempestivamente trasmesso gli atti.

Se l’istanza giunge da un soggetto in espiazione è il magistrato di sorveglianza a disporre

l’applicazione provvisorio della misura.

Se un condannato a pena inferiore a 4 anni si trova ad eseguire la pena stessa agli arresti domiciliari

il p.m. dovrà sospendere l’ordine di carcerazione e trasmettere gli atti immediatamente al tribunale

di sorveglianza perché provveda all’eventuale applicazione della detenzione domiciliare.

Fino alla decisione il condannato rimane agli arresti domiciliari.

I detenuti e gli internati per particolari delitti possono ottenere la detenzione domiciliare solo se

collaborano con la giustizia. Ciò nn opera per i soggetti affetti da a.i.d.s.

Competenza e procedimento

L’istanza deve essere inviata:

Al p.m. della procura che ha disposto la sospensione dell’esecuzione della pena, se il

• soggetto è in liberta. Il p.m. trasmette l’istanza al tribunale di sorveglianza che fissa

l’udienza.

Al magistrato di sorveglianza che può disporre l’applicazione provvisoria della misura

• quando sono presenti i requisiti di cui all’art 47 ter commi 1 e 1 bis se il soggetto è detenuto.

Il magistrato di sorveglianza trasmette immediatamente gli atti al tribunale di sorveglianza

che fissa l’udienza. Se l’istanza nn è accolta si da inizio o si riprende l’esecuzione della

pena.

La detenzione domiciliare viene concessa con provvedimento di ordinanza.

Competente ad applicare il beneficio è:

Il tribunale di sorveglianza del luogo in cui ha sede il p.m. se il soggetto è in liberta.

• Tribunale di sorveglianza che ha giurisdizione sull’istituto penitenziario in cui è ristretto

• l’interessato al momento della presentazione della domanda se il soggetto è detenuto.

Il magistrato di sorveglianza può modificare le prescrizioni e le disposizione stabilite dal tribunale

di sorveglianza al momento dell’emanazione dell’ordinanza.

Le prescrizioni riguardano le modalità di esecuzione della detenzione.

Le disposizioni riguardano gli interventi che il servizio sociale è chiamato a svolgere.

Il tribunale di sorveglianza può prevedere strumenti di verifica delle prescrizioni imposte anche

mediante strumenti elettronici o altri strumenti tecnici.

Tale forma di controllo può essere utilizzata se il soggetto è pericoloso. E’ necessario il consenso

del condannato.

Sospensione e revoca

Il magistrato di sorveglianza sospende la detenzione domiciliare e trasmette gli atti al tribunale di

sorveglianza nei seguenti casi:

Quando cessano i requisiti indispensabili per beneficiare della misura.

• Quando il soggetto attua comportamenti contrari alla legge o alle prescrizioni ritenuti

• incompatibili con la prosecuzione della misura.

Quando il soggetto viene denunciato per violazione dell’art 385 c.p. ( evasione)

• Quando il centro di servizi sociale informa il magistrato di sorveglianza di un nuovo titolo di

• esecuzione di altra pena detentiva che fa venir meno le condizioni per una prosecuzione

della misura.

Tribunale di sorveglianza fissa l’udienza per il procedimento di revoca e decide sull’accoglimento o

sul rigetto della proposta fatta dal magistrato di sorveglianza.

Per i malati di A.I.D.S. la guarigione o la remissione della malattia nn comporta la revoca della

misura. Si dovrà attendere la scadenza del periodo in corso e non disporre la proroga.

La semiliberta

Consiste nella concessione al condannato o all’internato di trascorrere parte del giorno fuori

dell’istituto per partecipare ad attività lavorativa istruttive o utili al reinserimento sociale.

L’applicazione di tale misura è disposta da parte del tribunale di sorveglianza in relazione ai

progressi compiuti dal soggetto nel corso del trattamento ed al fine di favorire il suo graduale

reinserimento nella società.

Il provvedimento è subordinato ad una duplice indagine:

Una di natura soggettiva volta a stabilire attraverso una valutazione globale del

• comportamento e della personalità del condannato o dell’internato se l’opera di rieducazione

abbia conseguito risultati positivi.

Lo strumento è l’osservazione scientifica

L’altra di natura oggettiva perché inerente al tipo di attività da svolgere all’esterno

• dell’istituto attività che deve avere il requisito della concretezza.

Differenze con l’affidamento al servizio sociale:

L’affidamento al servizio sociale semiliberta

Solo per i condannati Per condannati e internati

La responsabilità rimane del direttore

dell’istituto. Ha l’obbligo di trascorrere parte della giornata

in casa mandamentale.

I termini e i presupposti sono diversi I termini e i presupposti sono diversi

Differenze con l’ammissione al lavoro

L’ammissione al lavoro semiliberta

È una modalità della detenzione È una misura alternativa alla detenzione

È prevista la scorta in determinati casi Nn prevede la scorta

Termini di accesso ai benefici Termini di accesso ai benefici

Differenze con la semidetenzione

semidetenzione semiliberta

Presuppone lo stato di liberta Presuppone lo stato di detenzione

Il periodo di prova non è necessariamente Il periodo di prova è soggetto a

soggetto a regolamentazione. regolamentazione.

È di competenza del giudice di cognizione e È applicabile solo in sede esecutiva della

viene applicata in sostituzione della pena condanna ed è concessa dal tribunale di

detentiva che il giudice nel pronunciare sorveglianza.

sentenza di condanna avrebbe in concreto

inflitta.

Procedimento

L’istanza deve essere inviata con la documentazione necessaria:

Per i soggetti che devono scontare una pena o un residuo nn superiore a 3 anni:

1. Al p.m. della procura che ha disposto la sospensione dell’esecuzione della pena se il

soggetto è in liberta. Il p.m. trasmette l’istanza al tribunale di sorveglianza che fissa

l’udienza.

2. Al magistrato di sorveglianza competente in relazione al luogo dell’esecuzione il quale può

sospendere l’esecuzione ordinare la liberazione del condannato e trasmettere

immediatamente gli atti al tribunale di sorveglianza.

La sospensione opera sino alla decisione del tribunale di sorveglianza.

Per altri soggetti l’istanza va presentata al tribunale di sorveglianza.

La semiliberta viene concessa con ordinanza:

Dal tribunale di sorveglianza del luogo in cui ha sede il p.m. competente dell’esecuzione se

il soggetto è in liberta.

Dal tribunale di sorveglianza che ha giurisdizione sull’istituto di pena in cui è ristretto

l’interessato al momento della presentazione della domanda se il soggetto è detenuto.

TERMINI

Possono essere ammessi a godere della misura alternativa:

Il condannato alla pena dell’arresto o della reclusione nn superiore a 6 mesi nel caso in cui

• nn sia affidato in prova al servizio sociale.

Il condannato che ha espiato almeno meta della pena.

• L’internato in ogni tempo


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto penitenziario sulle misure alternative alla detenzione e la remissione del debito con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: misure alternative alla detenzione e la remissione del debito, affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, regime di semilibertà, licenze, liberazione anticipata.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penitenziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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