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IL RAPPORTO DI CAUSALITA’ MATERIALE

Gli artt. 40-41 c.p. richiedono la sussistenza di un nesso eziologico tra condotta (attiva od omissiva) ed

evento (in questo caso inteso in senso meramente naturalistico), senza però fornire né una definizione del

concetto di causalità né un criterio valido ai fini dell’accertamento di detta causalità.

Dottrina

1. Teoria della CONDITIO SINE QUA NON (o Teoria della EQUIVALENZA DELLE CONDIZIONI) e

correttivo della Teoria della CAUSALITA’ SCIENTIFICA (di Mantovani).

Le “Tesi naturalistiche” sono le teorie formulate, in Italia e all’estero, sul rapporto causale, verso la fine del

secolo scorso; nel pieno sviluppo cioè di una concezione positivistica della realtà naturale e giuridica. Si

parte dal presupposto che la realtà è un insieme di entità e fenomeni naturali retti e governati da leggi

Il reato è

fisiche ben precise e umanamente conoscibile in base ai criteri e ai metodi delle scienze naturali .

uno dei tanti fenomeni naturali e quindi, come tale, soggetto a precise leggi scientifiche che lo

regolano e permettono di risalire alla causa naturale (la condotta) che lo ha determinato. La

condotta materialmente intesa è, infatti, il mero movimento (o assenza di movimento) corporeo, che

determina un evento, altrettanto naturalisticamente inteso come modificazione del mondo esterno.

La più importante delle tesi giuridiche “naturalistiche” è la tesi c.d. della CONDITIO SINE QUA NON,

causa in senso giuridico deve considerarsi ogni

formulata dal criminalista tedesco Von Buri, nel 1873:

singola condizione dell’evento; ogni antecedente, cioè, senza il quale l’evento non si sarebbe

verificato.

Pro: pone un limite al di sotto del quale non si può parlare di apporto causale.

Contro:

estende eccessivamente il concetto di causa, a ritroso, al di là di quanto sarebbe ragionevole ai fini del

- diritto e della giustizia concreta.

Non risulta applicabile in alcune ipotesi dubbie: 1) causalità alternativa ipotetica (A fa esplodere una

- casa che sarebbe stata di lì a poco distrutta da un incendio contestualmente scoppiato nelle vicinanze);

2) causalità addizionale (A e B, all’insaputa l’uno dell’altro, versano nel bicchiere una dose sufficiente di

veleno idonea ad uccidere);

Presuppone che la scienza sia sempre in grado di fornire la spiegazione (in termini di certezza o

- probabilità) del processo causale, quindi non è applicabile quando tale presupposto non opera (caso

delle macchie blu per i fumi di alluminio o del talidomide).

La critica relativa alle ipotesi dubbie è superabile con riguardo all’”evento concreto”, cioè all’evento così

come si è verificato per le specifiche modalità di azione e per lo specifico contesto temporale che lo hanno

visto realizzarsi. Quindi A risponde dell’esplosione e A e B rispondo entrambi dell’omicidio. Le altre obiezioni

non sono superabili se non con correttivi che, richiamando concetti di prevedibilità e prevenibilità

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comportano una commistione tra il piano oggettivo e soggettivo del reato. Il che comporta l’insuccesso di

queste tesi, perché esse partono tutte dal presupposto che questi due piani debbano necessariamente

essere distinti. l’azione è causa

Il correttivo offerto da Mantovani è quello della Teoria della CAUSALITA’ SCIENTIFICA:

dell’evento quando, secondo la migliore scienza ed esperienza del momento storico (cioè, appunto,

secondo il “metodo scientifico causale”), l’evento è conseguenza certa (leggi scientifiche) o

altamente probabile (leggi statistiche) dell’azione, in quanto senza di essa l’evento non si sarebbe,

con certezza o alto grado di probabilità verificato, rimanendo escluso da detto rapporto di causalità

solo l’evento eccezionale . Va precisato che nella migliore scienza ed esperienza rientra anche il caso in

cui la migliore scienza ed esperienza sia raggiunta proprio dall’agente, che ad es. sia uno scienziato che

abbia fatto l’ultima scoperta che lui solo conosce e se ne sia avvalso per cagionare l’evento.

Le obiezioni anzidette non risultano superate: eccessivo andamento a ritroso nella ricerca della causa;

ricorso a leggi statistiche e cioè probabilistiche, che comportano la commistione tra piano oggettivo e

soggettivo, perché richiamano i concetti di prevedibilità e prevenibilità.

Il fallimento di queste teorie è dovuto ai presupposti da cui partono: l’intento di ricercare un metodo

assolutamente valido non è raggiunto, perché è necessario ricorrere a concetti probabilistici; l’intento di

ricercare un metodo oggettivamente valido non è raggiunto, perché c’è commistione tra piano oggettivo e

soggettivo. Teoria della CAUSALITA’ UMANA (Antolisei)

Questa teoria è stata elaborata successivamente alle tesi naturalistiche e rivendica all’uomo ed alla

condotta umana una configurazione specifica, unica e peculiare nell’ambito dei fenomeni della natura, che

rende impossibile la piena e completa assimilazione dell’azione dell’uomo ad ogni altra forza fisica.

L’elemento di peculiarità sta nelle capacità conoscitive, volitive e “direzionali” dell’uomo, il quale è in grado

è riconducibile all’uomo tutto ciò

di indirizzare le forze esterne facendole convergere ai suoi fini. Quindi,

che rientra nella sua sfera di dominio, cioè è da lui controllabile e viene prodotto in attuazione di

detti suoi poteri conoscitivi e volitivi. Al contrario, è a lui estraneo e non riferibile tutto ciò che non è

da parte sua conoscibile e dominabile tramite i suoi poteri di conoscenza, previsione e volontà.

Critica: in pratica il criterio per valutare la causalità è quello della prevedibilità ed evitabilità dell’evento , per

cui si attua una commistione tra piano oggettivo e soggettivo del reato che inficia i presupposti di

separazione da cui parte questa, come le altre teorie, con consequenziale fallimento dei suoi intenti. Il

correttivo apportato da Antolisei sta nel dire che la prevedibilità ed evitabilità vanno valutati in astratto,

secondo la figura dell’uomo medio, mentre tali concetti vanno valutati in concreto ai fini dell’accertamento

della colpa. Solo che in tal modo non sarebbe punibile il soggetto che si è avvalso di una sua conoscenza

peculiare cagionando dolosamente l’evento (morte di chi si sa essere emofiliaco tirandogli un sassolino). Né

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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto penale sulle lezioni tenute dal Professor David Brunelli, contenenti anche la sintesi di alcuni concetti del manuale necessario per l’esame. Nello specifico gli argomenti analizzati sono i seguenti: definizione del rapporto di causalità materiale, la teoria della Conditio Sine Qua Non (o teoria dell’equivalenza delle condizioni), la teoria della causalità scientifica di Mantovani, la teoria della causalità umana di Antolisei, il criterio della prevedibilità ed evitabilità dell’oggetto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2003-2004

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Brunelli David.

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