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Riassunto esame Diritto Penale, prof. Ligorio, libro consigliato Causalità e Responsabilità Penale, Sereni

Riassunto per l'esame di Diritto Penale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Causalità e Responsabilità Penale, Sereni.
Gli argomenti analizzati sono: il diritto penale classico (lo schema di base azione/omissione – nesso di casualità – evento), il rapporto tra evento... Vedi di più

Esame di Diritto penale docente Prof. M. Ligorio

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CENTRALITA’ DEL GIUDIZIO CONTROFATTUALE E CONDICIO SINE QUA NON

Reati commissivi: valutare nel caso in cui il soggetto non avesse tenuto quel comportamento se l’evento

si sarebbe verificato o meno.

Reati omissivi: valutare nel caso in cui il soggetto avesse tenuto il comportamento NON TENUTO se

l’evento si sarebbe verificato o meno.

Condizione INUS o test NESS variabili espressive della CONDICIO SINE QUA NON.

Le massime di esperienza possono essere utilizzate a patto che siano razionalmente motivate, venga

rispettato il principio del giudizio controfattuale e si avvalgono di metodi critico razionali come quelli delle

leggi scientifiche.

CAUSALITA’ NELLA FATTISPECIE ASTRATTA.

1) Kaufmann: la causalità astratta appartiene alla fattispecie;

2) Maiwald: causalità astratta non va considerate come elemento della fattispecie altrimenti non ci

sarebbe bisogno dei periti;

in realtà, per una corretta disquisizione della causalità, anche nella fattispecie astratta, bisogna partire

dalle garanzie e regole del cpp.

In primis, si dovrebbe sostenere che , dato il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio e l’importanza

della tutela dell’innocente, la causalità dovrebbe avvalersi solo delle leggi scientifico universali; invero, la

suddetta affermazione deve conciliarsi con il processo indiziario penale.

IL GIUDICE, QUINDI, EVITANDO LE ESTREMIZZAZIONI DEI DUE METODI, DEVE UTILIZZARE SIA IL

METODO SCIENTIFICO SIA QUELLO INDUTTIVO; riferimento alle leggi universali, probabilistiche e anche

massime di esperienza purchè motivate razionalmente e si avvalgono di metodi critico-razionali delle

scienze esatte.

GIURISPRUDENZA PRIMA DELLA SENTENZA FRANZESE

2 indirizzi in materia di responsabilità omissiva del medico:

1) mero aumento del rischio relativo al comportamento omesso; percentuali di salvezza che di volta in

volta permetterebbero o meno l’imputazione del fatto (ampia discrezionalità del giudice nella

indicizzazione delle percentuali);

2)”sentenze Battisti” riferimento a leggi universali o prossime a 100; ribadito ancora una volta

l’importanza del giudizio controfattuale e della clausola di equivalenza. I giudizi di mera probabilità,

comunque inferiori al 95 % sono incompatibili con il modello causale. La critica a tale concezione è di

allontanarsi troppo dalla realtà.

Infatti sentenza n. 2123/2000 corte di Cassazione:

concetto di grande probabilità della corte di merito vuol dire percentuale statistica vicino a 100; anche la

stessa corte, rileva la contraddittorietà dell’orientamento battisti e lo scontro netto con la realtà

fenomenica di un modello basato SOLO su leggi scientifiche universali o prossime a 100.

SENTENZA FRANZESE 2002

Tentativo di compromesso tra i due indirizzi preesistenti.

Ribadita la centralità del giudizio controfattuale anche nei reati omissivi e la doppia funzione di garanzia

del modello causale controfattuale (resp. personale e selezione delle condotte punibili).

RIGGETTATA FERMAMENTE LA SOSTITUZIONE DEL GIUDIZIO CONTROFATTUALE E CAUSALE CON

L’AUMENTO DEL RISCHIO; NON SI DEVE FARE USO DELLE LOCUZIONI “SERIE ED APPREZZABILI

PROBABILITA’ DI SUCCESSO”.

Le pretese difficoltà di prova all’interno di un processo NON possono mai legittimare l’applicazione del

paradigma dell’aumento del rischio; ciò comporterebbe un’ espansione illegittima del diritto penale.

Concetto di causalità estrapolato ANCHE dal processo penale; nel processo penale si fa riferimento, oltre

alla certezza assoluta, anche ad un ALTO GRADO DI CREDIBILITA’ RAZIONALE (più alto è il grado di

credibilità razionale quanto più tali leggi trovano applicazione in casi concreti).

In tale concetto fondamentale è il ruolo dell’evidenza disponibile (sicura esclusione di spiegazioni

antagoniste all’evento).

ANCHE COEFFICIENTI MEDIO BASSI POSSONO ESSERE RILEVANTI A PATTO CHE:

siano verificati attentamente la fondatezza scientifica e l’applicabilità al caso concreto.

L’impossibilità di ricostruire esattamente e per intero il decorso causale CONSENTE LA PUNIBILITA’ DEL

SOGGETTO.

GIURISPRUDENZA DOPO FRANZESE

Cassazione 2005; certezza allo stato della conoscenza scientifica in un momento storico; relatività

temporale del concetto.

Cassazione 2002; è legittima quella sentenza di merito in cui la mancata indicazione da parte del giudice

delle possibilità di salvezza viene bypassata dal perito che indica l’ALTO GRADO DI PROBABILITA’

DELL’EVENTO STESSO serie ed apprezzabili probabilità di successo.

Tribunale di cassino 2007: giudice di merito fa riferimento all’altissima affidabilità scientifica; concetto

privo di fondamento statistico .

Cassazione 2007… valorizzazione dell’imputazione di tipo statistico.

Cassazione 2005… mancanza della piena e esatta conoscenza del decorso NON RENDE PUNIBILE IL

SOGGETTO.

SENTENZA ANDREOTTI 2003

Problema causale affrontato nel concorso morale nell’associazione di tipo mafioso; si discute sulla valenza

giuridica del consenso tacito del Senatore riguardo alcuni delitti.

E’ NECESSARIO PER LA CASSAZIONE SPIEGARE SE ANDREOTTI AVESSE RAFFORZATO O DETERMINATO,

DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, L’ALTRUI PROPOSITO DI COMMETTERE IL DELITTO.

Non basta la mera disponibilità dell’uomo politico e non si distingue tra concorso forte o debole in base

all’ imputato. NON SI DEVE FLESSIBILIZZARE LA CAUSALITA’ ( anche qui il giudice deve avvalersi del

concetto di evidenza disponibile).

Per tutelare le garanzie costituzionali applicare il modello condizionale anche al concorso morale.

SENTENZA MANNINO 2005

Riguarda il concorso ESTERNO in associazione mafiosa; la Cassazione analizza una sentenza della Corte

di Appello che aveva condannato Mannino in applicazione degli art. 110 cp e 416 bis cp. La Corte di

Appello si avvale dell’analisi storico sociologica della criminalità organizzata; punibile il patto di scambio

politico-mafioso anche se non eseguito.

Sezioni unite:

- in primis, definiscono il concetto di partecipe nell’associazione mafiosa; partecipe è colui che fa parte

dell’associazione in senso FUNZIONALISTICO- ORGANIZZATORIO ( soggetto stabilmente inserito

nell’associazione con riferimento alla ritualità delle associazioni).

Viene così superato il concetto causalistico nella definizione del partecipe; effettiva messa a disposizione

del partecipe e inserimento nell’associazione criminosa.

- definito il concetto di CONCORRENTE; quel soggetto che NON fa parte della

associazione ma dà un CONTRIBUTO CONCRETO, SPECIFICO, VOLONATARIO E CONSAPEVOLE che, AI

FINI CAUSALI, RAFFORZA O CONSERVA L’ASSOCIAZIONE.

E’ necessario che il contributo specifico, volontario, concreto e consapevole sia necessario per la

conservazione o rafforzamento dell’associazione.

NON viene punito il tentativo per evitare una flessibilizzazione eccessiva della causalità.

Alto grado di credibilità razionale delle leggi.

Efficacia causale del contributo al fine di rafforzare o conservare l’associazione criminosa deve avere due

elementi:

1) credibilità e serietà del patto;

2)patto abbia inciso EFFETTIVAMENTE IN BASE AL GIUDIZIO CONTROFATTUALE EX POST SUL

RAFFORZAMENTO O CONSERVAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE CRIMINOSA.

CRITICA ALLA SENTENZA MANNINO:

1) sovrapposizione dimensione giuridica e naturale dell’evento;

2) punibilità dell’accordo, anche se non eseguito, comporta un’anticipazione di tutela inaccettabile anche

in relazione al fatto, che nella pratica, è molto difficile distinguere dove FINISCE IL LECITO ED INIZIA LA

COLLUSIONE (imprenditore vittima o colluso);

3) sapere sociologico ha bisogno di NUMEROSI CONTRAPPESI dal punto di vista della tipizzazione della

fattispecie.

Dopo MANNINO 2006:

non essendo necessaria l’esecuzione del patto criminoso, il pericolo è che vengano lesi beni anche

costituzionalmente tutelati.

CONLUSIONE:

la CAUSALITA’ svolge un ruolo importantissimo ai fini della configurazione del concorso esterno

(conservazione o rafforzamento dell’associazione) ma a differenza di quanto stabilito in “Mannino”

dovrebbe essere valutata NELLE RISULTANZE DI CONCRETE ATTUAZIONI DELL’ACCORDO CRIMINOSO.


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AUTORE

Moses

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Penale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Causalità e Responsabilità Penale, Sereni.
Gli argomenti analizzati sono: il diritto penale classico (lo schema di base azione/omissione – nesso di casualità – evento), il rapporto tra evento e rischio in alcuni reati contro la Pubblica Amministrazione (PA), l’imputazione oggettiva, la centralità del giudizio /b]controfattuale e condicio sine qua non, la casualità nella fattispecie astratta.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Ligorio Maria Beatrice.

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