Estratto del documento

: reati propri realizzabili solo da parte di

DELITTI DEI PUBBLICI UFFICIALI CONTRO LA P.A.

soggetti titolari di una specifica qualifica (p.u., inc. di p.s. ecc.).

Nel caso in cui alla commissione del fatto partecipino sia soggetti qualificati (intranei) sia

soggetti privi della qualifica (estranei):

se l’estraneo non è a conoscenza della qualifica soggettiva dell’intraneo e il fatto costituisce

- anche per il soggetto non qualificato un illecito penale è applicale l’art. 117 c.p., mutando il

titolo del reato anche l’estraneo risponderà dello stesso reato;

se l’estraneo è a conoscenza della qualifica soggettiva dell’intraneo si ha un concorso di

- persone ex art. 110.

Errore sulla qualifica soggettiva dell'agente, il soggetto agente:

ignora di essere p.u. perché erra sulla situazione di fatto in cui si trova: errore sul fatto ex art.

- 47, 1° co., c.p., esclude il dolo;

male interpreta una norma amministrativa che regola la sua posizione: errore su norma

- extrapenale ex art. 47, 3° co., c.p., esclude il dolo quando ha cagionato un errore sul fatto che

costituisce il reato;

Dottrina errore è scusante nei casi in cui la norma extrapenale su cui cade l'errore descrive un

elemento della fattispecie che non va a costituire il precetto penale; la giurisprudenza, invece,

nega in modo assoluto efficacia scusante.

erra sulla disciplina penalistica delle qualifiche soggettive di p.u. o inc. di p.s.: errore su

- norma penale ex. art. 5 c.p., non esclude il dolo.

: reati comuni configurabili a carico di chiunque abusi in

DELITTI DEI PRIVATI CONTRO LA P.A.

diverso modo ed a diverso titolo della posizione e dei poteri di cui è investito per perseguire

finalità e scopi illeciti;

CONCETTO DI P.A.

diritto pubblico: P.A. organizzazione pubblica preposta alla esplicazione della funzione

- amministrativa tipica del potere esecutivo. Realizza con atti e provvedimenti capaci di incidere

nelle sfere giuridiche dei privati l'interesse pubblico in concreto. ≠ legislativo e giudiziario;

diritto penale: disciplina uniforme per l'intera organizzazione dello Stato, soggetti appartenenti

- alla P.A., ordine giudiziario e legislativo vengono sottoposti allo stesso statuto penale. Soggetti

qualificati rispetto ai delitti contro la P.A. sia gli appartenenti alla P.A. in senso stretto, sia gli

appartenenti al giudiziario ed al legislativo.

– art. 97 Cost. –pubblici uffici sono organizzati in modo che siano

BENE GIURIDICO PROTETTO

assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.

buon andamento: svolgimento corretto e regolare dell’attività amministrativa;

- imparzialità: P.A. non deve né avvantaggiare se stessa nei confronti dei consociati né alterare

- l’eguale diritto di questi. Agire senza discriminazioni ma avendo di mira il buon andamento

dell’amministrazione.

Legale esplicazione dei pubblici poteri costituisce il centro della protezione penale, protezione

giuridica vuole garantire: 1

che gli appartenenti alla P.A. agiscano secondo le norme che regolano il loro potere (delitti p.u.);

- che i soggetti qualificati e l'attività pubblica non siano aggrediti o turbati (delitti privati).

-

Giudice dovrà accertare se si è avuta lesione o di messa in concreto pericolo della legale

esplicazione del potere ed a questa verifica condizionare la punibilità dell’autore.

QUALIFICHE SOGGETTIVE E LORO RILEVANZA

Sussistono solo se il soggetto agisce nell'ambito della specifica posizione giuridica che dà luogo alla

qualifica medesima esercitandone i corrispondenti poteri e facoltà.

: esercita pubblica funzione legislativa (parlamentari), giurisdizionale

PUBBLICO UFFICIALE

(magistrati) o amministrativa (funzionari dello Stato-amministrazione).

limite esterno: ciò che conta è unicamente l'esplicazione oggettiva di una pubblica funzione

- amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi.

P.u. tutti i soggetti operanti per un ente pubblico titolare del potere di modificare le situazioni

giuridiche altrui indipendentemente dal loro consenso.

limite interno per la sussistenza della qualifica occorre che il soggetto partecipi alla formazione

- ed alla emanazione di atti amministrativi tipici, atti cioè che siano esplicazione del potere

amministrativo con riferimento alla capacità di essi di incidere nelle sfere giuridiche dei terzi.

Qualifica compete anche al funzionario di fatto che svolga una pubblica funzione senza regola

investitura o con nomina invalida. : presta un pubblico servizio.

INCARICATO DI UN PUBBLICO SERVIZIO

limite esterno: pubblico servizio deve consistere in un'attività disciplinata nelle stesse forme

- della pubblica funzione, ciò conta è unicamente l'esplicazione oggettiva di una pubblica funzione

amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi.

limite interno: trattarsi di attività caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici della pubblica

- funzione. Sono inc. p.s. coloro che non sono p.u. ossia quei soggetti che fanno parte della

struttura dell'ente che svolge una pubblica funzione ma che non hanno il potere di formare e

manifestare la volontà della P.A. La qualifica viene meno rispetto a coloro che svolgono semplici

mansioni di ordine o prestano opera meramente materiale (es. gli addetti alle pulizie in un ente

pubblico). : privati che svolgono la loro attività di natura

ESERCENTE UN SERVIZIO DI PUBBLICA NECESSITÀ

privatistica senza alcun rapporto con la P.A.:

pubblico servizio (es. professione forense) è esercitato dal privato in forza di un provvedimento

- di concessione il quale fa nascere nel destinatario il potere altrimenti inesistente di svolgere

un'attività;

servizio di pubblica necessità trova la sua fonte in una autorizzazione la quale si limita a

- rimuovere un ostacolo rispetto ad una attività che spetta al privato di esercitare.

– art. 360 c.p. –

CESSAZIONE DELLA QUALITÀ DI PUBBLICO UFFICIALE

Quando la legge considera la qualità necessità, come elemento costitutivo o come circostanza

aggravante di un reato, la cessazione di tale qualità nel momento in cui il reato è commesso non

esclude la esistenza di questo né la circostanza aggravante se il fatto si riferisce all'ufficio o al

servizio esercitato.

No nel caso qualifica risulti non ancora acquisita al momento del fatto. 2

3

FATTISPECIE CRIMINOSE

Riforma del 1990:

unificazione reato di peculato e malversazione ai danni del privato: elemento differenziatore

a) delle due figure criminose era l'appartenenza del danaro o dell'altra cosa mobile alla P.A. nella

prima ed al privato nella seconda. Sostituita l'“altruità” come unico dato caratterizzante il bene su

cui cade l'azione del soggetto agente.

– art. 314 c.p. –

PECULATO

Punito reclusione p.u. o inc. p.s., che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio, il

possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne

appropria. : rientrano tutti i comportamenti tipici del proprietario, non la sola apprensione della

CONDOTTA

cosa, ma qualsiasi atto di disposizione o di utilizzazione incompatibile con il possesso del

soggetto agente ed accompagnato dalla volontà di servirsi di essa uti dominus.

Vuoto di cassa, caso in cui il p.u. si appropri di danaro che ha in ragione del suo ufficio e

copra l'ammanco con altro danaro della stessa P.A. o di privati, reato può ritenersi configurato

già nel momento in cui il danaro è prelevato.

: reato proprio, di danno, di mera condotta, a forma libera.

NATURA GIURIDICA

Qualifica soggettiva sussiste fino a che c'è il possesso per ragioni di ufficio o servizio, venuto

meno questo il fatto non è più realizzabile, pertanto non è applicabile l’art. 360 riguardo alla

cessazione della qualifica.

: dolo generico

ELEMENTO SOGGETTIVO

: danaro o altra cosa mobile (compresa ogni energia che abbia valore

OGGETTO MATERIALE

economico purché sia autonomamente posseduta rispetto alla cosa che la produce).

Non v'è reato quando trattasi di valore così esiguo da apparire del tutto irrilevante.

Bene oggetto di peculato deve essere, rispetto al soggetto agente, altrui e, al tempo stesso, nel

suo possesso o nella sua disponibilità in ragione dell'ufficio o del servizio da lui ricoperti.

Dovrà ritenersi altrui non solo il bene di proprietà di un altro soggetto, ma altresì quello su cui

questi abbia un diritto che inibisca al possessore o al detentore di disporne (es. p.u. appropri

bene dato in pegno alla P.A. e di cui si trovi ad avere la custodia).

: buon andamento e imparzialità della P.A. lesi quando all'oggetto

OGGETTO GIURIDICO

materiale è data una destinazione diversa da quella stabilità dall'ordinamento e ciò è fatto per

avvantaggiare l'agente o un terzo.

Abuso della situazione giuridica di cui il soggetto è titolare alla quale si può accompagnare un

danno patrimoniale (delitto che "comunque offende il patrimonio").

: pena diminuita se il fatto è di particolare tenuità.

CIRCOSTANZA ATTENUANTE SPECIALE

soppressione della condotta di distrazione alternativamente prevista con quella di

b) appropriazione, la quale ultima resta ora la sola punita:

integra il reato di peculato la distrazione del bene a scopi diversi da quelli cui lo stesso è

- destinato, ma senza che l'agente disponga materialmente del bene per sé medesimo, tutte le

volte che la destinazione sia privata;

integra l’abuso d’ufficio la distrazione del bene da una ad altra finalità pubblica.

-

introduzione del peculato d'uso sanzionato con pene più miti: si concretizza quando il colpevole

c) agisce al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa e, dopo tale uso, la restituisce

immediatamente. Elemento soggettivo dolo specifico, oggetto della condotta solo cose mobili

infungibili di specie. 4

– art. 316 c.p. –

PECULATO MEDIANTE PROFITTO DELL'ERRORE ALTRUI

Punito reclusione p.u. o inc. p.s., il quale, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi

dell'errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sé o per un terzo, danaro od altra utilità.

Figura di reato autonoma:

rispetto al peculato l'oggetto materiale del reato non è nel possesso del p.u.;

- rispetto alla concussione l'errore della vittima deve essere indipendente dalla condotta del reo.

-

P.u. o inc. p.s.

nell'esercizio delle funzioni o del servizio: P.u. o l'inc, di p.s. deve ricevere o ritenere la cosa

- mobile nella sua veste giuridica e, corrispondentemente, il privato deve offrire e consegnare

l'oggetto al p.u. in quanto tale.

Basta che l'esercizio delle funzioni o del servizio abbia, offerto al soggetto la possibilità di

ricevere (accettare quanto da altri viene offerto e consegnato) o ritenere la cosa (mantenere la

detenzione), compreso il caso in cui il soggetto abbia ricevuto il bene in buona fede e poi si

sia avveduto che esso non gli era dovuto ed era stato dato per errore.

giovandosi dell'errore altrui: errore del privato deve preesistere ed essere indipendente

- dall'azione del p.u.. o dell'inc. di p.s. il quale si limita ad approfittarne. Compresa l'ipotesi in

cui il p.u. abbia inconsapevolmente dato luogo all'errore dal quale, di poi, coscientemente

tragga vantaggio (concussione per induzione se la causazione dell'errore fosse stata

deliberata).

Nel caso in cui il p.u. riceva o ritenga senza avere coscienza dell'errore in cui versa il privato:

ritenzione: possesso dell'oggetto materiale rende configurabile il peculato o

a) l'appropriazione indebita aggravata a seconda che sussista o meno la ragione dell'ufficio o

del servizio;

ricezione: nei confronti del p.u. che riceve l'indebito ritenendo che il privato

b) consapevolmente glielo offra potrà configurarsi il reato di abuso di ufficio o quello di

corruzione.

riceve o ritiene indebitamente: condotta deve essere indebita, reato non sussiste tutte le volte

- in cui l'agente riceve o trattiene il dovuto o anche il dovuto privatamente.

per sé o per un terzo (no P.A. salvo l'eventuale ricorrere del reato d'abuso d'ufficio)

- danaro od altra utilità (cose mobili)

-

Si presuppone la contestualità fra realizzazione della condotta tipica e esercizio delle funzioni o

del servizio da parte del pubblico agente che ne è l'autore, pertanto non è applicabile l’art. 360

riguardo alla cessazione della qualifica.

: dolo generico, volontà di ricevere o trattenere la cosa e

ELEMENTO SOGGETTIVO

consapevolezza di fare ciò nell’esercizio del proprio ufficio.

: plurioffensività del reato, bene giuridico consiste nel buon andamento e

OGGETTO GIURIDICO

nell'imparzialità della P.A. ai quali si associa un’offesa all’interesse patrimoniale del privato.

5

– art. 317 c.p. –

CONCUSSIONE

Punito reclusione p.u. o inc. p.s. che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o

induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, danaro o altra utilità.

Autonomamente sussistere per la realizzazione del reato:

dati naturalistici:

 costrizione: determinare, con violenza o minaccia, la altrui volontà nel tener un certo

- comportamento attivo od omissivo. Costrizione psichica relativa della volontà del soggetto

passivo attuata con abuso della qualità o dei poteri del p.u.

Agente prospetta alla vittima un male ingiusto conseguente all'esercizio abusivo delle proprie

prerogative o al mancato esercizio delle medesime (es. p.u. ritarda il compimento di atti del

suo ufficio per piegare la volontà del privato), si può limitare anche a creare la situazione

costrittiva attendendo che sia il privato ad offrire danaro per rimuoverla.

Ammesso concorso del privato solo quando questi contribuisca a creare lo stato di costrizione

e soggezione.

induzione in errore: creazione di una falsa rappresentazione della realtà, l’agente

- avvalendosi della sua autorità riesce a convincere il soggetto passivo.

dati normativi: condotta deve attuarsi attraverso un abuso della qualità o dei poteri del p.u. o

 dell'inc. di p.s.:

abuso dei poteri: impiego distorto e viziato dei poteri che competono al soggetto qualificato

- autore del reato:

p.u.: emanazione di atti pubblici oggettivamente viziati affetti da incompetenza, violazione

a) di legge o eccesso di potere;

inc. di p.s.: attività dell'inc. di p.s. che abbiano rilevanza pubblicista, possano incidere sul

b) soggetto costretto o indotto, siano in oggettivo contrasto con le disposizioni normative che

regolano quell'attività.

abuso della qualità: p.u. o inc. p.s. prospettano un uso abusivo dei propri poteri.

-

Timore che si origina è effetto della minaccia del p.u. o dell’induzione, la vittima si determina a

dare o promettere solo per la pressione morale esercitata dall’abuso delle qualità o delle funzioni.

La fattispecie non si integra laddove si accerti che l'azione del p.u. non ha, in alcun modo, influito

sulla decisione del privato di compiere l'elargizione. Male prospettato deve essere ingiusto.

Risultato della condotta è un atto dispositivo da parte della vittima che può sostanziarsi nel dare o

nel promettere danaro o altra utilità oggettivamente apprezzabile (non solo cose mobili ma

anche beni immateriali).

Alla dazione è equiparata la promessa, una volta intervenuta il reato si deve ritenere consumato e la

dazione che vi faccia seguito risulterà un postfatto non punibile.

Destinatario della dazione e della promessa può essere sia lo stesso p.u. che un'altra persona.

: reato proprio, plurisoggettivo improprio, di mera condotta, a forma libera.

NATURA GIURIDICA : dolo generico.

ELEMENTO SOGGETTIVO

: plurioffensività del reato:

OGGETTO GIURIDICO

imparzialità lesa perché l'azione del reo è volta ad avvantaggiare indebitamente un soggetto;

- buon andamento leso come conseguenza della deviazione delle prerogative pubbliche per

- abuso;

lesione del privato soggetto passivo della condotta (anche ente).

- : pena è diminuita se il fatto è di particolare tenuità.

CIRCOSTANZA ATTENUANTE SPECIALE 6

– artt. 318-322 c.p. –

CORRUZIONE

Accordo criminoso tra soggetto qualificato (p.u. o inc. di p.s.) ed un privato, in forza del quale

il primo accetta dal secondo, per un atto relativo all’esercizio delle sue funzioni o dei suoi

servizi un compenso che non gli è dovuto (dazione o promessa di danaro o di altra utilità) cosi

concludendo il pactum sceleris.

Accordo si può riferisce ad un atto che il funzionario deve ancora compiere (antecedente) o che ha

già compiuto (susseguente).

L'elargizione (effettuata o promessa) dall'extraneus deve essere fatta in funzione dell'atto

dell'intraneus:

atto (o attività) pubblicistico deve essere determinato o determinabile;

- dazione (o promessa) del privato deve avere il carattere della controprestazione e deve quindi,

- per entità e modalità, apparire come tale. Non si integra il reato in presenza di doni in natura che

rientrano nella prassi, purché il loro valore sia così modesto da apparire ictu oculi sproporzionato

alle funzioni e agli atti del soggetto qualificato (ciò vale anche per il danaro es. mance).

Non è necessario un rapporto di proporzione, basta che il valore della dazione e il vantaggio che

il privato trae dall'atto dell'intraneo siano superiori alla soglia minima.

Retribuzione del privato deve essere indebita e non dovuta.

Promessa deve essere acce

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Stortoni Luigi.
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