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tempo sanzionati, si applica non solo ai rapporti pendenti ma anche posteriori.

alle sentenze passate in giudicato. La legge penale può agire retroattivamente in modo espresso

2.3 – conversione della pena detentiva in pecuniaria (clausole che dispongono per il passato) o in modo occulto (agendo

2.4 – in una successione di più leggi penali si privilegia quella più implicitamente).

favorevole al reo.

2.5 – Deroga ai comma II e IV in caso di leggi eccezionali o Capitolo IV – Principio di Colpevolezza

temporanee.

Se la ratio del principio è la salvaguardia della sicurezza giuridica dei - Con il termine colpevolezza, nell'ambito del diritto penale, si usa

– cittadini, onde permettere loro di fare scelte d'azione consapevoli indicare l'insieme dei criteri di attribuzione psicologica del fatto

della legge penale, sembra che anche laddove le norme processuali materiale conforme alla fattispecie astratta di reato al suo autore (si

possano contribuire a peggiorare sostanzialmente la posizione del fa riferimento ai criteri del dolo, della colpa e della preterintenzione).

reo, questi abbia diritto a fruire della retroattività delle norme - Il principio di colpevolezza trova il suo fondamento nell'art. 27

favorevoli. E' ammessa la retroattività anche per le 'misure di della Costituzione che, al primo comma, individua nella personalità il

sicurezza', che hanno natura diversa dalle pene, visto che vanno carattere essenziale della responsabilità penale. Con riferimento, poi,

calibrate in base alla pericolosità dei soggetti. all'interpretazione della portata del mentovato principio

costituzionale, secondo una tesi restrittiva, l'art. 27 comma 1

La Corte Costituzionale ha dato per scontato che una legge, anche

– stabilirebbe solo il divieto di prevedere ipotesi di responsabilità per

formalmente interpretativa, non potrebbe aggravare retroattivamente fatto altrui; secondo la prevalente dottrina, invece, la portata dell'art.

il trattamento penale (sent. 152\1982). 27, 1° comma sarebbe ben più ampia in quanto volta ad escludere la

Per quanto riguarda i decreti-legge non convertiti, si assiste ad un

– responsabilità penale in difetto della possibilità di muovere un

conflitto fra l'art. 25.2 cost. E l'art. 77 cost. : la dottrina prevalente rimprovero all'autore del fatto. L'art. 27, 1° comma cost. imporrebbe

tuttavia è propensa, sulla scia del garantismo, a privilegiare il la responsabilità personale colpevole ed esprimerebbe, quindi, il

principio di legalità-irretroattività, per cui se grazie ad un decreto, principio della colpevolezza come necessario presupposto della

poi decaduto, Caio venisse prosciolto, si applicherebbe comunque responsabilità penale con la conseguente tendenziale illegittimità

questa norma. Stesso principio viene applicato per le leggi dichiarate costituzionale delle fattispecie di c.d. responsabilità oggettiva.

incostituzionali successivamente ad una condanna, per -L'interpetazione del 1° comma dell'art. 27 Cost come riferentesi alla

determinatezza e irretroattività si applica la legge più favorevole. responsabilità per fatto proprio colpevole è stata fatta propria dalal

Per i reati di durata (es. sequestro di persona a scopo di estorsione) è

– stessa Corte Costituzionale con la nota sentenza n. 364 del 1988

difficile individuare il tempus commissi delicti, la dottrina è divisa: relativa all'efficacia scusante dell'errore inevitabile di diritto.

c'è chi dice che il momento del commesso delitto sarebbe il primo, -In ogni caso, tale interpretazione ben si concilia con il terzo comma

altri che sarebbe l'ultimo così da rendere applicabile una possibile dell'art. 27 che, nell'esplicitare la funzione rieducativa della pena,

legge più severa. sarebbe ben poco comprensibile ove si ammettesse una

Il principio di irretroattività entra in crisi qualora si parli di crimini

– responsabilità penale anche in ordine a fatti realtivamente ai quali

contro l'umanità o simili: i crimini efferati commessi in un regime non sia possibile muovere alcun rimprovero all'autore del fatto.

contrario allo Stato di Diritto, possono essere puniti con leggi - La colpevolezza, quale insieme di criteri di attribuzione psicologica

del fatto all'autore, deve distinguersi ma presuppone: implicherebbe, sia con riferimento alla colpa sia per ciò che riguarda

la c.d. suitas dell'azione penalmente rilevante e l'insussistenza di casi il dolo, la riferibilità in senso psicologico dell'azione o dell'omissione

fortuiti o di una forza magggiore che abbiano determinato il causative (o integranti il) del fatto di reato. Così, nell'ipotesi di

verificarsi del fatto; responsabilità per dolo, l'autore avrebbe la coscienza e la volontà

l'imputabilità anche se la giurisprudenza, e parte della dottrina, dell'azione e dell'omissione così come quella dell'evento di reato.

ritiene che la colpevolezza possa essere individuata anche con Nell'ipotesi di responsabilità per colpa, l'autore avrebbe coscienza e

riferimento a soggetti non imputabili; volontà dell'azione e dell'omissione mentre l'evento di reato sarebbe

l'assenza di cause di esclusione della colpevolezza medesima (tra le solo prevedibile. La tesi è stata criticata in quanto eccederebbe in

quali, in particolare, l'errore). generalizzazione attesa l'inconciliabilità dei criteri d'attribuzione

- La suitas è individuata, all'art. 42 del cp, come coscienza e volontà psicologica del dolo e della colpa ed in quanto la colpevolezza, in tal

dell'azione od omissione costituenti il fatto di reato; in tal senso essa modo, fonderebbe solo la responsabilità penale mentre non sarebbe

va distinta ma interferisce: idonea a determinare anche la graduazione della pena.

sia con la colpevolezza in quanto non può configurarsi la - E' stata così elaborata la teoria normativa della colpevolezza

rimproverabilità per il fatto di reato ove l'azione o l'omissione che secondo cui la colpevolezza stessa si configurerebbe come

l'abbiano determinato non siano riferibili al loro autore; divergenza, nel caso concreto, tra la coscienza e volontà che

sia con l'imputabilità in quanto è ben immaginabile un'azione l'ordinamento esige da un determinato soggetto, e la coscienza e la

cosciente e volontaria commessa ma con coscienza e volontà alterate volontà quali si manifestano nella condotta integrativa del fatto di

dalla situazione d'incapacità d'intendere e volere al momento del reato. Nel caso del dolo, dunque, la colpevolezza si configurerebbe

fatto. come un giudizio di rimprovero per aver voluto un fatto che non si

- La colpevolezza presuppone, poi, l'imputabilità (come già doveva volere mentre, nel caso della colpa, come un giudizio di

sottolineato, la giurisprudenza ritiene che anche nei confronti dei rimprovero per aver voluto l'azione o l'omissione determinanti un

soggetti non imputabili possa essere formulato un giudizio di fatto di reato non voluto ma evitabile. In particolare, la teoria

colpevolezza), nel senso che la rimproverabilità di un soggetto normativa, fondando la colpevolezza sulla divergenza tra la

dipende dalla possibilità, da parte del soggetto medesimo, di coscienza e volontà imposta dalla norma e la coscienza e volontà

scegliere condotte alternative, possibilità esclusa dall'incapacità effettivamente assunte dal soggetto, consentono di adottare la

d'intendere e volere che, tuttavia, può rendere necessaria colpevolezza anche come criterio di graduazione della pena in

l'applicazione di una misura di sicurezza in relazione alla pericolosità relazione al livello della divergenza medesima.

sociale dell'autore del fatto. - Art 27 cost :La responsabilità penale è personale.

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

- La colpevolezza, infine, presuppone l'insussistenza di cause atte ad Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e

escluderla e, in particolare, dunque, l'assenza di situazioni di errore devono tendere alla rieducazione del condannato.

concretantesi nell'errata percezione della situazione di fatto o Non è ammessa la pena di morte

nell'errato uso dei mezzi di esecuzione. Corte costituzionale 24 marzo 1988 n. 364 :Il principio della natura

- Sotto il profilo teorico, due sono le teorie elaborate intorno al personale della responsabilità penale (art. 27 cost.) equivale sia a

principio della colpevolezza: preclusione di responsabilità per fatto altrui sia a configurabilità del

- Secondo una prima impostazione c.d. psicologica, la colpevolezza

fatto proprio sul presupposto della colpa in senso stretto. La legittima Cost. L'extrema ratio per operare una restrizione della libertà

punibilità di un fatto imputato postula la colpa dell'agente in personale è infatti la sanzione penale, che può essere applicata solo

relazione agli elementi più significativi della fattispecie. in seguito alla violazione di un bene di entità pari o superiore alla

stessa libertà personale.

Capitolo V – Principi di Materialità e Offensività Nel nostro codice penale del 1930, il reato come offesa di beni

– giuridici ricomprende non solo quelle condotte che ledono in

Secondo il principio di materialità, quale recepito dalla Costituzione, concreto il bene tutelato, ma anche quelle che lo espongono a

– può essere reato soltanto il comportamento umano che si estrinseca pericolo. Si distinguono perciò reati di danno e reati di pericolo, nei

materialmente nel mondo esteriore: ovvero un fatto suscettibile di quali la ratio dell'incriminazione è la 'probabilità del danno' ( es. la

percezione, in quanto dotato di una propria oggettiva corporeità. messa in commercio di sostanze nocive). All'interno dei reati di

Esso costituisce il fondamento della concezione oggettivistica di pericolo, il legislatore opera poi distinzione tra reati di pericolo

reato, sottraendo ai comandi dell'ordinamento tutto ciò che concerne 'concreto' e 'astratto': nei primi il pericolo è assunto come elemento

la coscienza o giudizi morali. costitutivo espresso del reato, nei secondi si parla di presunzione di

pericolosità (es. associazione a delinquere).

La Costituzione, subordinando la punibilità alla 'commissione di un

– fatto' (art. 25 Cost.), individua nella 'materialità' uno dei caratteri Nelle sentenze della Corte Costituzionale viene evidenziato il ruolo

fondamentali dell'illecito penale. che il principio di offensività può giocare sia come 'canone di

legislazione', per vincolare il legislatore a costruire fattispecie

In molteplici categorie di reati previsti dall'ordinamento manca

– secondo modelli di offesa concreti, ma soprattutto come 'criterio di

spesso il requisito della materialità in senso stretto, ad esempio per: interpretazione penale' (offensività in concreto):

reati associativi, reati di possesso, reati di sospetto e reati omissivi Un primo filone di sentenze che si servono dell'offensività come

propri. A questi ultimi è stata riconosciuta un'essenza normativa e criterio di interpretazione è rinvenibile in tutte quelle pronunce in cui

non fisica, ovvero l'omissione non potrebbe essere ipotizzata se non la corte 'concretizza' e dà un valore concreto ad alcune fattispecie di

presupponendone la norma impositiva dell'agire: si punisce il reato di 'pericolo astratto' nelle istanze sollevate dal giudice a quo.

soggetto per non aver compiuto l'azione che aveva il dovere Un comportamento del genere non è possibile coi casi di pericolo

giuridico di compiere. presunto, descritti dalla legge penale in modo piuttosto puntuale.

Per il principio di offensività, il reato deve sostanziarsi nell'offesa di

– Un altro gruppo di sentenze della Corte guarda al momento

un bene giuridico (nullum crimen sine iniuria). applicativo della norma penale, dove si 'invita' il giudice ad escludere

L'idea fondante della visione “realistica” dell'illecito penale stava

– dall'area del penalmente rilevante quelle condotte che, tenuto conto

nella non-condivisione di una concezione puramente formalistica della 'particolarità della singola fattispecie', non presentino una

nell'applicazione della norma penale che fosse ancorata alla sola lesione in concreto di beni giuridici tutelati. E' il caso della sentenza

'verifica della corrispondenza del fatto concreto alla fattispecie tipica n.62\1986: nella quale il giudice a quo sollevò questione di

astratta'. E' necessaria una verifica in concreto dell'offesa all'interesse legittimità costituzionale sull'art.2 della legge 895\1967 sul divieto di

tutelato. detenzione illegale di esplosivo, che, non fissando una quantità

Il fondamento costituzionale più decisivo delle teoria del reato come

– minima legale di esplosivo fu ritenuta in contrasto col principio di

offesa di beni costituzionalmente rilevanti, è ricavato dall'art. 13 offensività. La Corte Costituzionale respinse l'eccezione di

incostituzionalità, affermando che il 'penalmente rilevante', ovvero il esperienze politiche totalitarie.

quantitativo minimo di esplosivo in grado di non mettere in pericolo In materia penale, il tema di discriminazioni ratione subiecti si è

beni girudici tutelati, doveva essere ricavato per via interpretativa dal posto in termini limitati. Tuttavia non si devono trascurare le nuove

giudice. realtà in grado di riproporre il problema, come le leggi

Vi è una categoria di reati detti 'senza offesa', accomunati da una sull'immigrazione, posto proprio dalla presenza di comunità

– sorta di incostituzionalità, per contrasto con il principio di diversissime per cultura e religione, dalla illiceità stessa dei loro

offensività. Ad esempio i reati ostativi (che espongono a pericolo costumi.

l'integrità del bene solo indirettamente), quelli a dolo specifico (fatto In ambito penalistico il tema della ragionevolezza spesso si intreccia

a scopo illecito), quelli di sospetto e i reati omissivi propri. con quello della determinatezza della norma penale: quanto più è

Nel nostro codice “è punito anche chi compie atti idonei, diretti in determinata la fattispecie, tanto più sarà garantita l'uniformità di

– modo non equivoco a commettere un delito se l'azione non si compie trattamento dei casi concreti. ! Il controllo di ragionevolezza ha

o l'evento non si verifica.”(art. 56 c.p). influito sulla 'teoria generale del reato', fondata sul riferimento

Il fondamento politico-criminale della punibilità del 'tentativo', è vincolante al sistema di beni costituzionali e al valore della libertà

stato individuato nell'esigenza di prevenire l'esposizione a pericolo di personale.

una serie di beni oggetto di incriminazione. La teoria oggettiva del Ad un iniziale rifiuto della Consulta a pronunciarsi in tema di

reato tentato dice che gli atti vengono puniti in quanto ragionevolezza, che avrebbe implicato valutazioni di tipo politico

'oggettivamente in grado di porre in pericolo il bene tutelato'. proprie dell'attività legislativa, seguì un'apertura in tempi recenti. Il

All'opposto le tesi soggettiviste individuano la ratio della punibilità sindacato di ragionevolezza per disparità di trattamento è vincolato

del 'tentato' nella manifestazione dell'intenzione delittuosa. ad un 'tertium comparationis' e all'analisi di una pluralità di elementi,

come la ratio legis.

Capitolo VI – Principio di Eguaglianza e Controllo di Ragionevolezza In materia penale è diffusa le convinzione di una minor penetrazione

sulle norme penali del sindacato di ragionevolezza, a causa della riserva di legge

assoluta imposta dal 25 Cost.

Nell'art. 3.1 Cost. Si è colto un nucleo forte, che esclude la

– legittimità di distinzioni ratione subiecti,correlate cioè a qualità La tradizionale cautela della Corte costituzionale nel vaglio di

meramente soggettive, anziché alla natura dell'atto, dell'attività, della ragionevolezza sulle fattispecie penali, ove possano discenderne

funzione e dell'oggetto giuridico. E' questa l'uguaglianza senza effetti in malam partem, registra una singolare eccezione nell’ipotesi

distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, in cui oggetto di sindacato siano norme penali di favore: in tali casi,

condizioni sociali. La Corte Costituzionale, secondo l'interpretazione infatti, le traiettorie della politica criminale – lungi dall’essere

dominante, opererà un 'controllo di ragionevolezza' per applicare in garantite dalla riserva stabilita dall’art. 28 l. n. 87/1953 -possono

concreto l'eguaglianza, trattando in maniera eguale situazioni eguali, essere intercettate e corrette, elidendo la norma irragionevolmente

ed in maniera razionalmente diversa situazioni diverse. discriminatoria in melius e facendo rivivere, dunque, l’eventuale

La prima conseguenza sul piano penalistico è quindi quella del disciplina generale, applicabile nel giudizio a quo ancorché più

– divieto di incriminazioni fondate in termini discriminatori. E' sfavorevole.

evidente la connessione tra questo divieto e il ripudio di recenti ragionevolezza e del parametro ex art.3 cost:

I Giudici Nazionali hanno ribadito che, la Corte Costituzionale, in

– 1) neutralizzazione delle incoerenze logiche del sistema

forza del principio di irretroattività sotto il principio di legalità, non 2) occupandosi del tema della “proporzionalità della pena” spesso in

può introdurre in via additiva nuovi reati, né ampliare con le sue relazione a principi costituzionali, come la finalità rieducativa ex art.

sentenze figure di reato già esistenti, essendo queste prerogative del 27 Cost. Il nesso fra proporzione e rieducazione si traduce nei

legislatore; mentre i Giudici Europei hanno precisato che, le direttive seguenti termini: il reo non deve vivere come ingiusto e

non possono aggravare\determinare la responsabilità penale degli sproporzionato il trattamento inflittogli, altrimenti non sarebbe

imputati. disposto a 'rendersi conto' del torto commesso.

dalla sentenza n. 108 del 1981 in poi la Corte scinde stabilmente tra

– questioni processuali e questioni sostanziali. Se in relazione al primo Capitolo VII - Lo Scopo della Pena

profilo il giudice delle leggi ha ormai illuminato le zone d’ombra

della giustizia costituzionale, sussiste ancora, per la seconda ipotesi,

un forte atteggiamento di self-restraint. Nella 'sociologia' del diritto penale, l'istituzione del sistema delle

In particolare, l’escamotage adottato con la sentenza n. 148 del 1983 pene legali viene considerato come strumento di controllo sociale.

ha consentito di risolvere definitivamente la questione Incidendo negativamente sugli status sociali degli individui, la

dell’irrilevanza “istituzionale” delle norme penali di favore, sanzione penale agisce in modo da contrastare la mobilità sociale,

conciliando due principi in realtà inconciliabili, quello della inoltre l'applicazione selettiva delle pene ha come risultato

irretroattività della legge penale e quello dell’assenza di zone franche collaterale la copertura di un'ampia illegalità criminale, di fatto

dell’ordinamento sottratte alla giustizia costituzionale. impunita. Sotto questo profilo la necessità delle pene si coniuga con

un ideale di 'conservazione' della realtà sociale esistente.

Diversamente, interpretando in maniera rigida il principio di legalità,

– la Consulta ha più volte limitato il proprio controllo di Il diritto penale moderno non esprime universali di giustizia, ma si

costituzionalità, da un lato precludendosi l’adozione di pronunce giustifica in quanto orientato a fini di utilità. La cosiddetta 'pena in

additive in malam partem, dall’altro, dalla sent. n. 394 del 2006 in astratto' persegue lo scopo di dissuadere i potenziali violatori della

poi, riconoscendo non sindacabili le norme penali più favorevoli che legge, con un fine di prevenzione generale.

abroghino una preesistente fattispecie, abolendo in tutto o in parte un Sotto un diverso orientamento, al reato deve corrispondere una pena

reato. equivalente al valore di quello: è il principio della retribuzione legale

Per quanto riguarda il controllo di ragionevolezza sulla misura delle nella commisurazione della pena. Pertanto uno scopo utilitaristico

– pene, la Corte Costituzionale è passata da un iniziale atteggiamento può soddisfarsi solo nella pena in astratto. Nella 'pena in concreto'

di chiusura basato sull'affermazione di incontrollabile discrezionalità non c'è bisogno di giustificazioni, la pena deve essere giusta perchè

delle scelte politico-criminali espresse dal legislatore attraverso le proporzionata al fatto.

comminatorie edittali, all'affermazione, quanto meno sul piano Nel corso della storia, l'egemonia culturale della special-prevenzione

teorico, della possibilità di un controllo, quindi alla declaratoria di accompagna l'affermazione del modello correzionale di giustizia

incostituzionalità delle norme 'macroscopicamente irragionevoli', penale. Con esso si intende il sistema delle pene legali

frutto di una scarsa ponderazione in sede legislativa. finalisticamente orientato alla rieducazione, nelle forme in cui viene

La giurisprudenza costituzionale degli ultimi decenni, attraverso le storicamente ad imporsi nelle democrazie occidentali di Welfare.

– sentenze di accoglimento, coniuga due finalità del controllo di L'imporsi di un modello correzionale rappresenta l'esito estremo


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in consulente del lavoro e delle relazioni aziendali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pavarini Massimo.

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