Ordine di analisi del reato
L'analisi di un reato è strutturata in quattro gradini per verificare se un fatto concreto costituisca un reato:
- Fatto, corrispondente alla figura legale di un reato. Taluni autori parlano di fatto tipico.
- Antigiuridico
- Colpevole
- Punibile
Fatto
Il fatto è l'insieme di elementi oggettivi che individuano ogni singolo reato come una specifica forma di offesa al bene giuridico. Esempio: quale fatto connota l'omicidio? Il causare la morte di un uomo, l'azione che comporta la morte di un uomo. Altro può dirsi rispetto all'offesa al patrimonio; solo specifiche forme di offesa vengono in rilievo, solo determinati fatti costituiscono il fatto di reato. Esempio: nel furto la sottrazione della cosa, non lo scopo.
Antigiuridico
Un fatto è antigiuridico se è contrario a norme dell'ordinamento. Dobbiamo verificare se nell'ordinamento vi è un'altra norma che autorizza o impone la commissione del fatto previsto come reato. Se così è, il fatto è coperto da cause di giustificazione, quindi non contrario a norme dell'ordinamento, quindi è lecito. La circostanza che un certo fatto concreto corrisponda a una fattispecie di reato non è sufficiente a configurare il fatto come illecito! La verifica dell'antigiuridicità è in negativo: dobbiamo escludere che il fatto illecito commesso sia previsto come facoltà o dovere da una norma dell'ordinamento.
Colpevolezza
Un fatto antigiuridico è colpevole se la commissione può essere rimproverata per dolo o per colpa. Non solo mancanza di dolo e colpa escludono la rimproverabilità. La verifica sulla colpevolezza comprende anche assenza di cause scusanti, ossia quelle che rendono inesigibile una condotta non contraria al diritto. Si tratta di situazioni anormali, ad esempio situazione di emergenza esistenziale, capacità di intendere e di volere = imputabilità, perlomeno possibilità di comprendere l'illecita della propria condotta.
Punibilità
La punibilità è una categoria residuale. Occorre che non sussistano situazioni che paralizzano la pretesa punitiva dello stato. È il caso ad esempio della prescrizione.
Questa sistematica quadripartita corrisponderebbe a un ordine logico di accertamento che il giudice deve seguire nel pronunciare la sentenza. La verifica sulla antigiuridicità della condotta precede quella sulla colpevolezza, ad esempio. E non si tratta di un ordine formale! Non si può assolvere l'imputato motivando che opera la prescrizione se non si opera sulla previa commissione di un fatto antigiuridico e colpevole.
In realtà la prassi giudiziaria italiana segue uno schema diverso da quello della quadripartizione di Marinucci e Dolcini. Il primo problema che si presenterà alla prassi nasce dalla logica processuale ed è quello di formulare il capo di incolpazione provvisorio che poi diverrà capo d'imputazione.
Come prima cosa bisogna individuare il titolo di reato per cui si procede, ossia individuare la norma del codice penale nella cui fattispecie sussumere il fatto concreto. Dobbiamo individuare un fatto che corrisponda alla fattispecie legale in tutti i suoi elementi, sia oggettivi che soggettivi.
Per poter affermare che la signora Capoverdiana ha commesso omicidio ai sensi del 575, noi dovremo descrivere gli elementi del fatto concreto corrispondenti all'omicidio doloso descritto dal 575. Omicidio doloso = causazione volontaria della morte di un uomo. La determinazione della figura legale per cui si procede è fondamentale fin dall'inizio, ad esempio per determinare l'applicabilità di una misura cautelare.
Individuazione del titolo di reato per cui si procede
Nell'individuare la figura legale per cui si procede dobbiamo tener conto di fattispecie estensive della punibilità. Nel caso della signora Capoverdiana ci si riferisce al 56/ combinato disposto del 56 e del 575: tentativo di omicidio, "la morte non si verifica per circostanze indipendenti dalla volontà del soggetto". Altre norme che estendono la punibilità: articolo 40 comma 2: responsabilità per omissione. Combinato disposto 40.2 e 575 = ad esempio la madre che non nutre suo figlio. Nasce anche qui una nuova fattispecie astratta = chiunque, pur avendo l'obbligo giuridico di salvare la vita di una persona, non ottempera a questo obbligo volontariamente.
È possibile che una signora sia ritenuta responsabile dell'abuso del convivente a danno della figlia? Si può esserlo se, sapendo che il convivente abusa della figlia, non impedisce questo fatto in quanto la madre ha obbligo giuridico di tutelare l'integrità fisica e sessuale dei figli. Combinato disposto 40.2 e 609 quater.
Altro caso di combinato disposto: 40.2 - 110: "chiunque concorre nel cagionare la morte di un uomo è punito...". Nella prassi poi si impone verifica fin da subito della presenza o meno di circostanze aggravanti. Ad esempio, caso della premeditazione. Nel capo di incolpazione il PM deve indicare le norme che si assumono violate e circostanze che si assumono esistenti, di norma quelle aggravanti. La polizia giudiziaria deve verificare fin dall'inizio che non sussistano cause che escludano la punibilità. Il giudice deve accettare che non sussistano estremi di cause di giustificazione, poi il PM deve fin da subito verificare che non sussistano cause di esclusione della colpevolezza e cause di esclusione della punibilità.
Marinucci e Dolcini avevano inserito nel concetto di colpevolezza anche il dolo e la colpa. Arrivati a questo punto, il giudice deve valutare la sussistenza del dolo o colpa? No, perché il PM ha già sin da subito valutato il fatto come penalmente rilevante, nel momento in cui si è verificato che è stato commesso un fatto storico che corrisponde a una fattispecie legale costituente reato. Differenze con schema di Marinucci e Dolcini: c'è un'inversione nell'ordine; l'ordine logico della prassi impone di vagliare subito la sussistenza di dolo e colpa, prima di vagliare la sussistenza dell'antigiuridicità. La prassi secondo il prof segue il giusto schema in quanto il PM ha esigenza fin da subito di qualificare il fatto in un certo modo, perché la trattazione del reato nel processo è differente a seconda dei casi (diverso omicidio volontario da quello preterintenzionale).
Capo di imputazione
Proviamo a formulare capo di imputazione rispetto al caso della signoria Capoverdiana: il capo di imputazione ha funzione garantistica - diritto all'equo processo, diritto a conoscere l'accusa. Allora nel capo di imputazione devono essere inseriti tutti gli elementi storici che il PM ritiene sussumibili nella fattispecie normativa. 56,575 c.p., per avere la signora G. compiuto atti idonei e diretto in modo non equivoco a cagionare la morte del signor X, in particolare accoltellandolo alla schiena causandogli così una grave lesione. Fatto commesso in Milano il giorno x.
Perché scriviamo anche "cagionandogli lesioni lacerocontuse"? Perché se non venisse riconosciuto il fatto di omicidio, sarà possibile condannare la signora per lesioni personali. Il giudice non violerebbe il principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, in quanto il capo di imputazione comprende anche il riferimento a lesioni. Indicazione della data > prescrizione. Indicazione del luogo > giudice competente.
Se il signore muore va modificato il capo di imputazione: 575, per avere G. cagionato la morte di X... fatto commesso il giorno 24.09, morte avvenuta il giorno 30.09.
Immaginiamo che vi siano circostanze aggravanti. Risulterebbe: 575 aggravato ex articolo 577 comma 1 numero 3 c.p., per avere G... con l'aggravante della premeditazione. L'articolo 575 non specifica in merito all'elemento soggettivo del dolo e della colpa. Lo stesso il 635 in tema di danneggiamento. Anche se la norma incriminatrice non dice nulla in merito all'elemento soggettivo, si guarda la pena comminata. Secondo il 42 codice penale: nessuno può essere punito per un'azione od omissione prevista dalla legge come reato, se non l'ha commessa con coscienza e volontà. Nessuno può essere punito per un fatto previsto dalla legge come delitto, se non l'ha commesso con dolo, salvo i casi di delitto preterintenzionale o colposo espressamente previsti dalla legge. La legge determina i casi nei quali l'evento è posto altrimenti a carico dell'agente, come conseguenza della sua azione od omissione. Nelle contravvenzioni ciascuno risponde della propria azione od omissione cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. Poiché 575 e 635 parlano di delitto, allora il soggetto è punibile solo se ha commesso il fatto per dolo. Articolo 589: il legislatore esplicita che è necessaria la colpa.
Elementi del reato
In ogni fattispecie legale di reato possiamo trovare elementi soggettivi e oggettivi del reato. Elementi soggettivi: chi può commettere un determinato reato; in merito si distingue tra reati propri e reati comuni. Propri = chi possiede determinate caratteristiche e chi si trova in una determinata circostanza. Prendiamo il 591: reato proprio > chi ne ha la cura o la custodia. Può una persona giuridica essere dichiarata colpevole di un reato? Dal 2001 abbiamo il dlgs 231 il quale prevede il principio secondo cui anche le persone giuridiche possono essere dichiarate colpevoli di un reato. Si tratta di una forma di responsabilità definita amministrativa per evitare che si applichino in questi casi le garanzie del processo penale e garanzie convenzionali. È un caso di reato commissibile da soggetto che si trova in posizione apicale. Il reato deve essere commesso dalla persona fisica nell'interesse o a vantaggio della persona giuridica. Per qualsiasi reato può rispondere la società? Solo reati previsti negli articoli 24 e ss del decreto legislativo. Infine, ulteriore requisito perché l'ente possa rispondere è che via sia la colpevolezza dell'ente dovuta a deficiente organizzazione. Se si tratta di fatto commesso da soggetto apicale essa è presunta. Altrimenti, è la pubblica accusa a doverla provare. Si tratta di un modello di responsabilità costruito nel nostro ordinamento come accessorio a quello della persona fisica con un'unica eccezione: l'ente non risponde quando non si riesce a identificare il soggetto che ha commesso il fatto. Essenziale condizione è che la persona abbia commesso un fatto rientrante nella fattispecie del 24 e ss.
Elementi oggettivi
- Condotta
Reati commissivi: caratterizzati da un movimento corporeo, consistono in un'azione. Reati omissivi: non fare che corrisponde a una mancanza di obbligo di agire. Bisogna distinguere tra reato omissivo proprio = esiste una norma che lo configura, e reato omissivo improprio = reato che si costruisce attraverso due norme, una di parte speciale e quella di cui al 40.2 c.p.
Reato omissivo improprio
È necessariamente un evento. Esso è imperniato sulla verificazione di un evento che si verifica e che il soggetto attivo avrebbe avuto il dovere giuridico e il potere fisico di impedire. Il reato omissivo improprio è un reato di evento che il soggetto aveva il dovere giuridico di impedire. Esempio: omissione di soccorso ex 593 c.p.
Caso: vedo sul marciapiede l'amante di mia moglie che rantola e non lo soccorro, anzi gli auguro di "crepare". Io me ne vado e un'ora dopo l'uomo muore. Di quale reato si tratta? La pena applicabile all'omicidio doloso omissivo è la stessa prevista per l'omicidio doloso commissivi. Se si applica il 575 c.p. la pena è tra 21 e 24 anni, se si applica il 593 comma 2 e 3 la pena è tra 15 giorni e 2 anni. Gli estremi del 40 comma 2 non sono integrati perché il soggetto che commette l'omissione non ha l'obbligo di garantire l'incolumità dell'amante della moglie. Il 40 comma 2 come clausola di equivalenza non opera perché manca l'obbligo di garanzia dell'incolumità. Se Viganò fosse il medico del pronto soccorso cui viene portato l'amante in fin di vita e decidesse di non soccorrerlo allora ci sarebbe reato omissivo improprio. Titolari di disposizioni di garanzia del bene sono una categoria ristretta di soggetti, solo quelli titolari di una specifica posizione di garanzia. Da ciò deriva che il reato omissivo improprio è solo un reato proprio, perché solo determinati soggetti, che si trovano in un particolare rapporto con il soggetto, possono commetterlo. Il dolo non basta a fondare responsabilità ex articolo 40 comma 2. La domanda è: il soggetto aveva davvero il dovere di impedire l'evento rispetto al suo rapporto con il bene e il suo dovere di controllo sulla fonte!
- Reati a forma libera = norma protegge il bene a prescindere dal modo in cui viene commesso il reato. Ad esempio, favoreggiamento e omicidio.
- Reati a forma vincolata = la legge richiede una certa modalità di azione. Ad esempio, non qualsiasi causazione di un danno patrimoniale ingiusto è punito, ma solo una causazione corrispondente a certe modalità previste dalla legge. Caso ad esempio della truffa articolo 640. Nei casi di reati contro la libertà di agire, la legge offre una tutela solo a condizione che la modalità commissiva sia quella della violenza o della minaccia! La libertà sessuale è tutelata solo rispetto a una serie di condotte più ampie rispetto a quelle previste per la libertà di agire > articolo 609 bis: violenza, minaccia, abuso di autorità, abuso di situazioni di inferiorità fisica o psichica, quando il soggetto attivo si sia sostituito fraudolentemente a un'altra persona (ipotesi surreale).
- Reato istantaneo: la condotta si esaurisce al momento del suo compimento. Non va confuso il reato permanente con il reato istantaneo a effetto permanente = omicidio con una coltellata.
- Reato permanente: reato in cui la commissione non è puntuale nel momento t, ma è un reato in cui è possibile distinguere tra momento t1 in cui comincia la consumazione e momento t2 in cui finisce la consumazione. Nel momento t1 gli elementi del reato sono già venuti tutti in esistenza. Esempio di reato permanente è il sequestro di persona. La competenza territoriale è determinata dal momento in cui inizia la permanenza. Locus commissi delicti è quello in cui inizia la consumazione. Nei sequestri di persona io so dove il soggetto viene prelevato, non dove viene portato. Il t2 è rilevante ai fini della prescrizione che comincia a decorrere quando il reato cessa > articolo 158 comma 1 c.p. Reato permanente è caratterizzato da creazione e mantenimento comuni status antigiuridico! Il mantenimento deve essere volontario. Prostituzione e maltrattamenti in famiglia come si configurano?
- Reato abituale: necessaria reiterazione delle condotte affinché il reato sia consumato. Non basta una sola condotta, sono necessarie più condotte reiterate nel tempo. È richiesto un numero minimo di condotte reiterate. Non esiste un numero predefinito, esso è liberamente apprezzabile dalla giurisprudenza. La reiterazione di più condotte è necessaria per la consumazione, ma non determina la configurazione di più reati, ma di uno solo!
Articolo 81 disciplina sia concorso formale: esempio, violento mio fratello, integrati due reati con una sola azione; pena prevista è quella per il reato più grave aumentata fino al triplo; sia concorso materiale: se unico disegno criminoso verdiano nell'ipotesi di reato continuità in cui ci sono più azioni che violano la stessa o diverse norme, la pena prevista per il reato più grave è aumentata fino al triplo salvo il limite massimo del cumulo materiale. Per il reato abituale le condotte plurime costituiscono un unico reato senza che si debba applicare il regime del cumulo giuridico di cui all'articolo 81 c.p. Nel momento t1 abbiamo già delle condotte che configurano il reato, le condotte compiute successivamente fanno parte dell'unico reato e vengono considerate nell'ambito di una sola sanzione. Solo nel caso di interruzione significativa di condotte fa sì che si tratti di due reati per i quali si applicherà cumulo materiale di pena. Il reato abituale necessita di più condotte senza il quale non si configura il reato. La consumazione cessa con l'ultima delle condotte. Non c'è disciplina specifica in merito al reato abituale.
Problema: si applicano norme previste per il reato permanente ad esempio in caso di prescrizione oppure norme in merito a reato continuato? Non c'è risposta univoca. Reati classificabili nella categoria dei reati abituali: sfruttamento della prostituzione. Il mantenimento in schiavitù invece è un reato permanente. Nel reato permanente abbiamo un segmento continuo, uno status che non si interrompe, continuità nello status di compressione del bene giuridico tutelato. Nel reato abituale invece abbiamo condotte reiterate. Condotte reiterate appaiono nel reato di stalking: articolo 612 bis, più condotte reiterate configurano il reato. Tornando al reato permanente: partecipazione a un'associazione per delinquere. Anche qui posso distinguere tra il tempo t1 in cui aderisco all'associazione e il momento t2 in cui mi sciolgo dal vincolo associativo (quando collaboro con autorità giudiziaria). Qui è l'essere membro che viene qualificato come rilevante, le singole condotte realizzate sono solo elementi di prova rispetto allo status di membro. Ciò che la legge sanziona è lo stato di membro dell'associazione. Anche i reati di possesso costituiscono esempio di reato permanente.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto penale, prima parte del corso
-
Procedura penale - Intero corso parte seconda
-
Appunti del corso Diritto penale d'impresa
-
Procedura penale - Intero corso parte prima