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ESTRATTO DOCUMENTO

Autore : Davide Tutino

Capitolo 2 : (successioni di leggi penali , favor

rei)

caso 1 : in una giornata molto calda, un uomo per ricevere refrigerio, si immerge nudo

in una fontana di Hyde Park.Denunciato, è chia mato a rispondere pena lmente delle

norme che proibisco no di indo ssare abbigliamenti contra ri ai buoni costumi

Principio di legalità :

contratto sociale

- Trae origine dal vincolare

- si giustifica con l’esigenza di l’esercizio di ogni potere alla

legge . Feuerbach

- Traduzione in termini giuridico-penali, avviene nell’800, da ,

nulla poena , sine lege

il quale lo canonizza nella frase “ “, e lo raccorda

concettualmente al problema del fondamento della pena, visto come

prevenzione generale attuata mediante coazione psicologica

- Ma se la minaccia della pene deve servire come deterrente psicologico

conoscano i fatti

ALLORA è necessario che i cittadini prima quali sono ,

la cui realizzazione comporta l’inflizione della sanzione.

Risoluzione caso1: il comportamento dell’uo mo rientra ad una considerazione basata

sulla ratio della tutela, ma l’essere nudi no n è in nessun modo assimilabile all’essere

vestiti.

Destinatari del principio di legalalità : legislatore , giudice.

4

Si articola in sotto-principi :

• Riserva di legge

• Tassatività (sufficiente determinatezza della fattispecie penale)

• Irretroattività della legge penale

• Divieto di analogia in materia penale

La riserva di legge : divieto di punire

- Esprime il un determinato fatto in assenza di una

legge preesistente che lo configuri come reato.

sottrarre la competenza

- Ratio : in materia penale al potere esecutivo

relativa

- La Riserva di legge , non può essere accolta perché finisce con

l’eludere le esigenze di garanzia cui il principio di legalità deve soddisfare.

assoluta

- la riserva esclude che il legislatore possa attribuire il potere

normativo ad una fonte di grado inferiore.

- Infatti le scelte di fondo relative all’incriminazione rimangono

monopolio del legislatore , mentre rimane affidata alla fonte normativa

secondaria , la possibilità di specificare dal punto di vista tecnico il

contenuto di elementi di fattispecie già delineati in sede legislativa.

Fonti : decreto legislativo

- Dottrina dominante annovera senza difficoltà sia il

decreto legge

che il tra le fonti legittime di produzione di norme penali.

- Dottrina e giurisprudenza, escludono dal novero delle fonti in materia

la legge regionale

penale , . 487/89

IMPORTANTE SENTENZA SULLE REGIONI : :

La criminalizzazione comporta una scelta tra tutti i beni e valori emergenti

nell’intera società: e tale scelta non può essere realizzata dai consigli

regionali per la mancanza di una visione generale dei bisogni ed esigenze

dell’intera società.

legge regionale scriminante

- può avere come effetti di “giustificare”. ( )

Rapporto legge-fonte subordinata:

• La legge affida alla fonte secondaria la determinazione delle

condotte concretamente punibili (norme penali in bianco)

• La fonte secondaria disciplina uno o più elementi che concorrono

alla descrizione dell’illecito penale

• L’atto normativo subordinato assolve alla funzione di specificare,

in via tecnica, elementi di fattispecie legislativamente

predeterminati

Consuetudine : ripetizione generale, uniforme e costante di un

comportamento, accompagnata dalla convinzione della sua

corrispondenza ad un precetto giuridico.

In forza del principio di riserva di legge , l’inattitudine della consuetudine

a svolgere funzione incriminatrice o aggravatrice del trattamento punitivo.

Ammissibile invece , il ricorso alla consuetudine c.d. scriminante (es.

esercizio di un diritto ,(51cp)

Normativa comunitaria : può contribuire alla descrizione della

fattispecie mediante una specificazione in chiave tecnica di elementi già

posti dalla legge nazionale.

Il principio di tassatività :

tende a salvaguardare i cittadini contro eventuali abusi del potere

giudiziario.

La tutela penale è apprestata soltanto contro determinate forme di

aggressione a beni giuridici, è necessario che il legislatore specifichi con

sufficiente precisione i comportamenti che integrano siffatte modalità

aggressive.

La determinatezza risulta essere una condizione indispensabile perché

la norma penale possa fungere da guida del comportamento del cittadino.

Una norma penale persegue lo scopo di essere obbedita, ma obbedita non

può essere se il destinatario non ha la possibilità di conoscerne con

sufficiente chiarezza il contenuto

Il principio di tassatività vincola :

• legislatore

Il : obbligandolo ad una descrizione il più possibile

precisa del fatto di reato

• giudice

Il : obbligandolo ad una interpretazione che rifletta il

tipo descrittivo così come legalmente configurato.

Tecniche di legiferazioni :

• Normazione descrittiva : descrive il fatto criminoso mediante

l’impiego di termini che alludono a dati della realtà empirica

• Normazione sintetica : adotta una qualificazione di sintesi

mediante l’impiego di elementi normativi (ad esempio atti

osceni), rinviando ad una fonte esterna rispetto alla fattispecie

incriminatrice come parametro per la regola di giudizio da

applicare nel caso concreto

Il principio di irretroattività :

divieto di applicare

fa la legge penale a fatti commessi prima della sua

entrata in vigore.

11 preleggi

- art. : La legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha

effetto retroattivo. Ma esso ha rango costituzionale soltanto rispetto alla

materia penalistica

25 cost

art. 2° comma : principio ispirato alla garanzia della libertà

personale del cittadino nei confronti dei detentori del potere legislativo.

2 c.p.

Art. : il primo comma ribadisce l’irretroattività della norma

incriminatrice, i commi secondo e terzo appaiono ispirati al diverso

principio della retroattività di una eventuale norma più favorevole,

successivamente emanata.

- Non è consentito applicare retroattivamente una disciplina processuale

che peggiori la posizione dell’imputato.

ART. 2: • 1 comma : Nuova incriminazione , che ricorre quando una

legge introduce una figura di reato prima inesistente. Il divieto di

punire comportamenti considerati illeciti da un legge emanata

successivamente, soddisfa sia ad un’esigenza di giustizia sia

perché i cittadini sarebbero continuamente esposti al rischio di

arbitri dei detentori del potere politico. Il principio di

irretroattività si salda con quello di legalità, fondendosi con la

formula “ nullum crimen , nulla poena sine lege penali “ .

• 2 comma : dell’abolizione di incriminazioni

fenomeno prima

esistenti. Gli autori del reato oggetto di abrogazione non solo non

possono essere puniti ma, se hanno subito una sentenza di

condanna , anche definitiva, ne cessa l’esecuzione e si RATIO

estinguono tutti i connessi effetti penali. : sarebbe

contraddittorio e irragionevole continuare a punire l’autore di un

fatto ormai tollerato dall’ordinamento giuridico.

Rapporto di continenza : si verifica quando la fattispecie successiva sia

pienamente contenuta nella precedente: il che tipicamente avviene

quando la norma posteriore sia speciale rispetto ad una precedente di

contenuto più generico

• 3 comma : retroattività

principio di della norma più favorevole

al reo: fondamento del principio è il favor libertatis, che assicura

al cittadino il trattamento penale più mite tra quello previsto

dalla legge penale vigente al momento della realizzazione del

fatto e quello previsto dalle leggi successive, purchè precedenti

alla sentenza definiva di condanna : questo principio è

ricollegabile al principio costituzionale di uguaglianza, che

impone di evitare ingiustificate o irragionevoli disparità di

Quando

trattamento. ci si trovi di fronte ad una disposizione più

favorevole, occorre operare un raffronto tra la disciplina prevista

dalla vecchia norma e quella introdotta dalla nuova. Tale

raffronto va fatto in concreto, cioè mettendo a confronto i

rispettivi risultati dell’applicazione di ciascuna di esse alla

situazione concreta oggetto di giudizio (es. vecchia legge , 1-5

anni di reclusione , nuova 2-4, il giudice applicherà 1 anno se

intende accostarsi alla pena minima. Diversamente 4)

4 comma :

• il principio di retroattività in senso più favorevole al

reo è inoperante rispetto alle leggi temporanee ed alle leggi

eccezionali. Ove il principio del favor rei dovesse trovare

riconoscimento, si offrirebbe una comoda scappatoia per

commettere violazioni con la certezza di una futura impunità. I

commi 2 e 3 dell’art. 2 c.p. si applicano nel caso di successione

di leggi penali finanziarie (d. lgs. 99)

5 comma :

• la successione di leggi penali si applica anche nei

casi di decadenza e di mancata ratifica di un decreto legge e nel

caso di un decreto legge convertito in legge con emendamento

Tempo del commesso reato : in assenza di una presa di posizione

legislativa, la dottrina ha prospettato tre criteri :

condotta

• Teoria della : la quale considera il reato commesso nel

momento in cui si è realizzata l’azione o l’omissione (prevalente

in dottrina perché essendo questo il momento nel quale il

soggetto mette in atto il proposito criminoso, si tratta di un

frangente temporale decisivo)

dell’evento

• Teoria : secondo cui il reato è commesso allorché si

verifica il risultato lesivo casualmente riconducibile alla condotta

e necessario ai fini della compiuta configurazione dell’illecito

mista

• Teoria : che guarda sia all’azione che all’evento, nel senso

che il reato si considera indifferentemente commesso quando si

verifichi l’uno o l’altro estremo

Reato permanente e reato abituale : dottrina e giurisprudenza fissano il

tempo del commesso reato, nell’ultimo momento di mantenimento della

condotta antigiuridica

Reato continuato : esso non rappresenta un fatto unitario, ma piuttosto

un concorso materiale di reati, ciascuno dei quali presenta un proprio

tempus commissi delicti.

Reati omissivi : occorre fare riferimento al momento in cui scade il

termine (esplicito o implicito) utile per realizzare la condotta doverosa.

DIVIETO DI analogia :

l’analogia consiste in un processo di integrazione dell’ordinamento

attuato tramite una regola di giudizio ricavata dall’applicazione all’ipotesi

di specie, non regolata espressamente da alcuna norma, di disposizioni

regolanti casi o materie simili: il presupposto di tale procedimento

integrativo è costituito dal ricorrere dell’identità di ratio.

Il ricorso all’analogia non è sempre ammissibile. ART. 14 preleggi,

esclude il procedimento analogico in due casi, uno dei quali è costituito

dalle leggi penali.

Il divieto avrebbe carattere assoluto, se riguarderebbe sia le norme

incriminatrici , sia le norme di favore.

Invece si è riconosciuto che il divieto di analogia ha carattere relativo

perché concerne soltanto all’interpretazione delle norme penali

sfavorevoli.

Il ricorso al procedimento analogico è precluso rispetto a quelle cause di

non punibilità che fanno riferimento a situazioni particolari o riflettono

motivazioni politico-criminali specifiche. In particolare l’analogia è

inammissibile : a) alle immunità

• b) alle cause di estinzione del reato e della pena

• c) alle cause speciali di non punibilità

• d) rispetto alle circostanze attenuanti, a seguito

• dell’introduzione dell’art. 62bis(attenuanti generiche) Autore : Davide Tutino

Capitolo 4 : (limiti spaziali e temporali)

i limiti spaziali 4

Per determinare di applicabilità della legge penale

principi: territorialità

• Principio di : la legge nazionale si applica :

o Cittadino

o Straniero

o Apolide

Che delinquono nel territorio dello stato

difesa

• Principio di : rende applicabile la legge dello Stato cui

appartengono i beni offesi o cui appartiene il soggetto passivo

del reato universalità

• Principio di : la legge nazionale si applica a tutti i

delitti dovunque e da chiunque commessi

personalità

• Principio di : si applica sempre la legge dello Stato

di appartenenza del reo

Art. 6 c.p. : (principio di territorialità) è punito secondo la legge italiana

territorio

chiunque commette un reato nel dello Stato

“ ”.

agli effetti della legge

Nozione di territorio è fornita dall’art. 4 c.p. : “

penale è territorio dello Stato, il territorio della Repubblica e ogni altro

luogo soggetto alla sovranità dello Stato, ovunque si trovino, salvo che

siano soggetti , secondo il diritto internazionale, ad una legge territoriale

straniera .”

Navi ed aeromobili si considerano territorio dello Stato ovunque si bandiera

trovino; L’applicabilità di questo principio (detto , della ) è

incondizionata per le navi e gli aeromobili di Stato, mentre per quelli

privati (civili e mercantili) è limitata all’ipotesi in cui essi si trovino in alto

mare o in zona non soggetta a sovranità straniera.

Locus commissi delicti : art. 6 c.p. 2° comma : il legislatore ha accolto

il reato si considera commesso

dell’ubiquità

il principio , stabilendo che

l’azione

nel territorio italiano quando od che lo costituisce è

omissione

avvenuta l’evento

ivi in tutto o in parte, ovvero si è ivi verificato che è

la conseguenza dell’azione od omissione.

Si discute se la parte di azione od omissione compiuta nel territorio dello

Stato debba o no, per assumere rilevanza penale , integrare gli estremi negativa

del tentativo punibile. Sembra prevalere la tesi in base all’art.

56 che presuppone pur sempre che “l’azione non si compia o l’evento non

=> quindi

si verifichi. , è sufficiente accertare che la parte o frazione di

azione compiuta rappresenti un anello essenziale della condotta

conforme al modello criminoso;

Al fine di stabilire se la parte di azione realizzata in Italia costituisca parte

integrante del fatto complessivo, ci si dovrà avvalere di un giudizio a

posteriori e in concreto riferito ad un delitto interamente consumatosi.

continuato

NEL REATO : si applica l’art. 6 tutte le volte in cui ne derivi

un vantaggio all’imputato.

Reati comuni commessi all’ estero :

Reati commessi all’estero punibili incondizionatamente

• cittadino straniero

(sia da un che da uno )

ART. 7 c.p. , dei seguenti delitti :

personalità Stato

o Contro la dello (p. di difesa)

Contraffazione sigillo Stato

o di dello e l’uso di tale sigillo

contraffatto (p. di difesa)

falsità monete

o Di in aventi corso legale nel territorio dello

Stato (p. di difesa) pubblici ufficiali

o Commessi da a servizio dello Stato,

abusando poteri

dei loro (p. di difesa)

reato

o Nonché di altro per il quale speciali disposizioni di

legge o convenzioni internazionali stabiliscono

l’applicabilità penale italiana

della legge (p. di

universalità)

Reati commessi all’estero punibili condizionatamente

• (solo

cittadino ) per i delitti commessi all’estero rispetto ai quali la

punibilità è subordinata alla presenza di alcune condizioni (art.

9): o Che si tratti di delitto per il quale la legge italiana stabilisce

l’ergastolo o la reclusione non inferiore nel minimo a tre

anni

o Che il cittadino si trovi nel territorio dello Stato pena

(art. 9 secondo comma) ove si tratti di delitti punibili con una

inferiore a tre anni occorre pure la richiesta del Ministro della

o

Giustizia o dell’istanza querela della persona offesa

di delitto

(art. 9 terzo comma) ove si tratti comune commesso

all’estero o straniero

a danno di uno Stato estero di uno , il

a richiesta

colpevole è punito del Ministro della giustizia,

semprechè l’estrazione non sia stata concessa o accettata

Art. 10, straniero commette all’estero delitti comuni

• a

danno dello Stato o di un cittadino italiano o a danno di uno

Stato estero o di uno straniero.

Se commesso a danno dello Stato o cittadino italiano

Occorre che :

o si tratti di delitto punito con la reclusione non inferiore nel

minimo ad un anno

o il reo si trovi nel territorio dello Stato

o ci sia richiesta del MINISTro della giustizia o istanza della

persona offesa

Se commesso a danno di uno Stato estero o di un cittadino

straniero occorre che :

o il reo si trovi nel territorio dello Stato

o si tratti di delitto punito con l’ergastolo o con la reclusione

nel minimo a tre anni

o Richiesta del ministro

o L’estradizione non sia stata accettata o concessa

Delitto politico : è delitto politico ogni delitto che offende un interesse

politico dello Stato o un diritto politico del cittadino. E’ altresì considerato

delitto politico, il delitto comune determinato in tutto o in parte da motivi

politici.

Distinguiamo : Delitto politico in senso oggettivo,

• definibile tale in

considerazione della natura del bene o interesse leso (proprio

dello Stato, non vi rientrano i delitti che offendono il potere

amministrativo o giudiziario)

Delitto politico in senso soggettivo, caratterizzato dalla

motivazione psicologica che spinge l’autore a commettere il fatto

Autore : Davide Tutino

Capitolo 5 : ( il fatto )

, summa divisio

Codice rocco tra gli illeciti penali

• Delitti : forme + gravi di illecito penale

• Contravvenzioni : forme meno gravi

dottrina ha elaborato che La differenza tra le due specie di reato si fa

poggiare su di un criterio quantitativo, vengono cioè distinte soltanto in

ragione di maggiore o minore gravità

art. 39 , distinzione tra delitti e contravvenzioni

art. 17 , le pene stabilite per delitti e contravvenzioni

i delitti richiedono di regola il dolo come elemento soggettivo , e la

punibilità a titolo di colpa rappresenta l’eccezione.

contravvenzion

Nelle i si risponde sia per dolo che per colpa

Tentativo configurabile solo nei delitti

Distinzione tra delitti e contravvenzioni assume rilievo in rapporto alla

professionalità del reato , abitualità misure di sicurezza, cause di

estinzione reato e pena….

Soggetto attivo del reato (reo , agente, colpevole) colui il quale realizza

un fatto conforme ad una fattispecie astratta di reato.

Può rendersi autore di un reato ogni essere umano a prescindere dall’età

sesso o da altri requisiti CAPACITà PENALE

Dottrina parla di : attitudine di tutte le persone a

porre in essere un fatto rilevante per il diritto penale.

Reato comune : quando il reato può essere commesso da chiunque.

Reato proprio : quando il reato può essere commesso solo da soggetti in

possesso di determinati requisiti , naturalistici (come la madre nel delitto

di infantidicidio ) o giuridici (peculato)

Il nostro delitto penale , sconosce forme di responsabilità penale a carico

societas delinquere non potest

delle persone giuridiche,

La mancata punizione dell’impresa si traduce in un ingiustificato accollo di

responsabilità ad un altro soggetto, il quale sembra assumere un ruolo di

capro espiatorio.

Problematica l’individuazione dei meccanismi sanzionatori da adottare.

Parte dottrina , ritiene che il principio societas delinquere non potest ,

riceverebbe un avallo costituzionale :

• L’irresponsabilità delle persone giuridiche discenderebbe dal

principio di carattere personale della responsabilità penale e

quindi la società non potrebbe rispondere penalmente per la

condotta di un suo organo.

• Secondo il principio di colpevolezza : la società non potrebbe

rispondere personalmente perché incapace di atteggiamento

volitivo e colpevole

• A queste obiezioni si è replicato facendo leva sulla teoria

“organicistica” della persona giuridica :

o Teoria che riconosce soggettività reale in virtù di un

rapporto di rappresentanza organica tra l’ente stesso e le

persone fisiche che ne determinano la volontà e l’azione.

=> CONSEGUENZA che l’attività degli organi diventa

automaticamente imputabile alla persona collettiva.

• MA VI SONO DIFFICOLTà PER MISURE DI

SICUREZZA….ATTRIBUZIONE DI PERICOLOSITà ECC… QUINDI…

Si spiega come mai parte della dottrina più recente propenda per modelli

sanzionatori alternativi, di tipo amministrativo o civilstico.

ENTI E IMPRESE : SOGGETTI RESPONSABILI

Titolare non sempre è in grado di adempiere a determinate mansioni

pertanto delega l’adempimento di tali obblighi.

Problema : in presenza di quali condizioni , la delega può assumere

rilevanza penale? il titolare debba avere obblighi

Giurisprudenza prevalente ritiene che

di vigilanza , onde evitare che la responsabilità sia troppo verso i lbasso

Questa tesi potrebbe andare in contro alla natura opposta , alias verso

l’alto, chiamando a rispondere i titolari originari in base alla posizione o al

ruolo rivestito , pur in assenza della concreta responsabilità di

adempimento, con conseguente violazione della responsabilità personale.

SAREBBE AUSPICABILE UNA PRESA DI POSIZIONE D EL FUTURO

LEGISLATORE SU QUESTO CASO.

Soggetto passivo del reato :

• Soggetto passivo : titolare del bene protetto dalla singola

fattispecie incriminatrice di parte speciale

• Distinzione tra soggetto passivo e oggetto materiale, soggetto

passivo e danneggiato

• Reati a soggetto passivo indeterminato : es. reati contro

l’incolumità pubblica

• Caratteristiche soggetto passivo del reato :

o Minore , essenziale per i delitti di corruzione di minorenne

o Possono addirittura cambiare il titolo del reato : es., delitto

di violenza privata che si trasforma in minaccia o violenza

ad un pubblico ufficiale

o Qualità di figlio , elemento costitutivo del delitto di

violazione degli obblighi di assistenza familiare

o Individuazione del soggetto passivo assume rilevanza

soprattutto ai fini di presentazione di querela, infatti è

sufficiente che la presenti uno solo dei soggetti passivi

Analisi della struttura del reato :

Fatto umano , corrispondente alla fattispecie obiettiva di una figura

criminosa. Il giudizio di corrispondenza tra il fatto e lo schema legale di

una specifica figura di reato si traduce nel concetto di tipicità.

Illecito penale realizzato conta ius

deve essere . IL contrasto tra fatto

tipico ed ordinamento si riassume nel giudizio di “antigiuridicità”.

Occorre che si possa muovere un rimprovero a questo soggetto..quindi

che sia colpevole.

Il reato è un fatto umano tipico antigiuridico colpevole

dunque , e .

(concezione tripartita) bipartizione

In dottrina , detta dottrina convive con la teoria della , la

soggettivo

quale si limita solo a scomporre il reato in elemento e

oggettivo , manca l’antigiuridicità come elemento costitutivo del concetto

di illecito penale

Concezione tripartita , riesce meglio a soddisfare le esigenze di indagine

del peculiare fenomeno giuridico che va sotto il nome di “reato”

Es. accertamento giudiziale di un omicidio presuppone:

• Prova del fatto tipico

• Verifica dell’illiceità del fatto medesimo , sotto il profilo

dell’assenza di cause di giustificazione

• La prova della colpevolezza dell’agente

Fatto tipico :

nel diritto penale : il fatto tipico è , il complesso degli elementi che

delineano il volto di uno specifico reato (nell’omicidio , il fatto è l’aver

cagionato la morte ad un uomo) . Nullum crimen sine lege..

Compito del fatto tipico è quello di ritagliare e circoscrivere specifiche

forme di aggressione ai beni penalmente tutelati.

Il giudice sarà tenuto a verificare se l’offesa è stata realizzata proprio con

quelle particolari modalità legislativamente tipizzate: in CASO

CONTRARIO, in omaggio ai principi di legalità, tassatività e

frammentarietà , il fatto (pur sostanzialmente offensivo) deve ritenersi

privo di rilevanza penale.

Inoltre il fatto tipico deve essere idoneo a rispettare le esigenze poste dal

principio di materialità ovvero che il reato si manifesti in un contegno

esteriore accertabile nella realtà.

Antigiuridicità :

SI fonda sul principio di non contraddizione dell’ordinamento, nel senso

che l’esistenza di una qualsiasi norma, atta a facoltizzare o rendere

doveroso un determinato comportamento , basta a renderlo lecito in tutto

l’ordinamento giuridico.

Il giudizio di antigiuridicità si risolve dunque, nella verifica che il fatto

tipico non è coperto da alcuna causa di giustificazione o esimente.

All’interno della concezione tripartita del reato , la categoria

dell’antigiuridicità ha carattere oggettivo: cioè costituisce una qualità

oggettiva del fatto tipico…es. le circostanze che escludono la punibilità

operano anche se non conosciute dall’agente.

Per spiegare sul piano dogmatico l’operatività delle cause di

giustificazione, taluni autori fanno ricorso agli “elementi negativi del

fatto”, cioè a degli elementi che devono mancare perché l’illecito penale si

configuri. Es. “è vietato cagionare la morte di un uomo , a meno che

l’aggressione non sia giustificata dalla necessità di difendersi”

La funzione della categoria del fatto è quella di selezionare le forme di

offesa meritevoli di sanzione penale , ragion per cui la categoria stessa

assume una connotazione prettamente penalistica.

Le scriminanti servono ad integrare il diritto penale.

Cause di giustificazione , non subordinate al principio di riserva di legge, e

quindi possibile estensione analogica

Antigiuridicità in senso materiale : parte della dottrina , tiene conto delle

ragioni che stanno alla base dell’incriminazione nelle forme

dell’antisocialità e nella lesione del bene penalmente protetto

Antigiuridicità o illiceità speciale : si parla nei casi nei quali la stessa

condotta tipica è contraddistinta da una nota di illiceità desunta da una

norma diversa da quella incriminatrice : es. espressioni come

illegittimamente , abusivamente…abusando dei poteri o qualità!

La rilevanza pratica della categoria si proietta sul terreno del dolo , e

dell’errore, posto che il contrasto tra la condotta tipica e la norma

extrapenale deve riflettersi nel momento conoscitivo della volontà

colpevole

Colpevolezza :

riassume le condizione psicologiche che consentono l’imputazione

personale del fatto di reato all’autore

teorie delle pene , retributiva (storia..) predominante (preventiva)

La legge penale garantisce la libertà di scelta individuale nella misura in

cui rifiuta la responsabilità oggettiva, e subordina la punibilità in presenza

di coefficienti soggettivi , dolo e colpa.

Spiegazione liberal garantistica è stata avallata dalla Corte costituzionale

nella sentenza n. 364/88, relativamente all’efficacia dell’errore in qualità

di scustante, nella quale sarà chiamato a rispondere penalmente solo per

azioni da lui controllabili e mai per comportamenti che solo fortuitamente

producono conseguenze penalmente vietate.

CLASSIFICAZIONE DEI TIPI DI REATO :

evento

Reati di : la fattispecie incriminatrice tipicizza un evento esteriore

come risultato separabile dall’azione e a questa legato in base ad un

nesso di causalità.

• Si opera un’ulteriore distinzione : forma vincolata o forma libera

azione

Reati d’ : consistono nel semplice compimento dell’azione vietata ,

verificarsi di un evento

senza che sia necessario attendere il

casualmente connesso alla condotta medesima.

In funzione delle due forme tipiche della condotta umana , i reati si

distinguono in commissivi ed omissivi

impropri

Reati omissivi , o commissivi mediante omissione, quando

l’evento lesivo dipende dalla mancata realizzazione di un’azione doverosa

:es. omicidio colposo dovuto alla mancata sorveglianza di un bambino

• La loro previsione è il risultato del combinarsi di una disposizione

di parte generale (art. 40 co.2 c.p.) e di norme incriminatrici di

parte speciale che vietano la causazione di un evento. Es. :

Chiunque non impedisce la morte di un uomo, avendo l’obbligo

giuridico di impedirla, è punito….

• Occorre una notevole precisione per individuare il fatto nei reati

omissivi impropri , e in particolare il giudice dovrà attenersi a

DUE criteri per stabilire SE e QUANDO l’omesso impedimento di

un evento sia penalmente rilevante :

o RILEVA SOLTANTO il mancato compimento di un’azione

che poteva impedire l’evento IMPOSTA da una NORMA

GIURIDICA (e non derivato da norme di natura etico-

sociali) e cioè da qualsiasi NORMA ubicata in qualsiasi ramo

dell’ordinamento.

o È il contenuto delle stesse norme giuridiche che decide

quali siano i presupposti in presenza dei quali sorge

l’obbligo di impedire l’evento e quali siano gli eventi il cui

verificarsi deve essere impedito.

OBBLIGHI DI PROTEZIONE E OBBLIGHI DI CONTROLLO :

Il contenuti e i presupposti degli obblighi giuridici richiamati nell’art. 40

possono essere desunti solo dalle singole norme giuridiche che fondano

l’obbligo di impedire questo o quell’evento.

• Obblighi di protezione derivanti da qualsiasi fonte

dell’ordinamento

• Obblighi di controllo sono quelli aventi per oggetto la

neutralizzazione dei pericoli derivanti da una determinata fonte ,

in funzione di tutela di tutti i beni che possono essere messi a

repentaglio da quella fonte di pericolo. VENGONO in evidenza sia

i pericoli creati da forze della natura, sia pericoli connessi allo

svolgimento di attività umane.

propri

Reati omissivi : consiste nel semplice mancato compimento di

un’azione imposta da una norma di penale a prescindere dalla

verificazione di un evento come conseguenza della condotta omissiva.

• L’obbligo giuridico di agire presuppone il potere di compiere

l’azione doverosa (es. handicappato non imputabile per non aver

soccorso un minore di anni 10)

Reati istantanei : la realizzazione del fatto tipico integra ed esaurisce

l’offesa, perché è impossibile che la lesione del bene persista nel tempo.

Reati permanenti : quando il protrarsi dell’ofesa dipende dalla volontà

dell’autore. Il reato permanente cessa nel momento in cui si mette fine

alla condotta volontaria di mantenimento dello stato antigiuridico. Reato

permanente è un reato unico in quanto lesivo di un medesimo bene

giuridico.

Reato abituale : illeciti penali , per la cui realizzazione è necessaria la

reiterazione nel tempo di più condotte della stessa specie.

Reato abituale proprio , le singole condotte sono penalmente irrilevanti

(es. sfruttamento della prostituzione)

Reato abituale improprio , ogni atto penalmente rilevante , come

relazione incestuosa.

Reati comuni : realizzabili da chiunque

Reati propri : realizzabili solo da soggetti qualificati.

Distinzione tra reati propri e comune assume rilevanza soprattutto ai fini

della determinazione del dolo (per es. è controverso se la volontà

criminosa presupponga la conoscenza della qualifica) o nel concorso (se

se quali condizioni un soggetto estraneo possa concorrere nel reato

proprio)

Reati di danno :lesione effettiva del bene

Reati di pericolo : semplice messa in pericolo del bene giuridico

Reati di pericolo hanno subito una rilevante espansione in tempi recenti

per l’evoluzione tecnologica.

• Distinti in due categorie :

o Reati di pericolo concreto : il pericolo rappresenta un

elemento costitutivo della fattispecie incriminatrice, spetta

al giudice in base alle circostanze concrete del singolo caso

, accertarne l’esistenza

o Reati di pericolo presunto : il pericolo si presume in base

ad una regola di esperienza che al compimento di certe

azioni si accompagni l’insorgere di un pericolo. IL GIUDICE

è DISPENSATO DALLO SVOLGERE ULTERIORI INDAGINI

perché IL LEGISLATORE TIPICIZZA IL FATTO “ES. chi

cagiona un incendio”

Reati aggravati dall’evento : è previsto un aumento di pena se dalla

realizzazione del delitto-base deriva come conseguenza non voluta un

evento ulteriore “es. omissione di soccorso aggravata dalla morte del

soggetto che si aveva l’obbligo giuridico di soccorrere”

Delitti di attentato : caratteristica che la legge considera consumato il

delitto pur in presenza di atti tipico ad una fattispecie di delitto tentato.

MARINUCCI e DOLCINI :

quadripartita

Teoria del reato :

• Fatto umano

• Antigiuridico

• Colpevole

• Punibile

Fatto : insieme degli elementi oggettivi che individuano e caratterizzano

ogni singolo reato come specifica forma di offesa a uno o più beni giuridici

Composto da :

• Presupposti condotta

• Evento

• Rapporto di causalità

• Oggetto materiale

• NEI REATI PROPRI , QUALITà O RELAZIONI DEL SOGGETTO

• Offesa al bene giuridico Autore : Davide Tutino

Capitolo 6 : (il rapporto di causalità)

l’azione punibile deve essere accompagnata dal requisito della

coscienza e volontà.

Legislatore ha tipicizzato due situazione, dove per certo manca un giudizio

di colpevolezza:

Forza maggiore

• : art. 45 non è punibile chi ha commesso il

fatto per forza maggiore. RATIO = Manca il requisito della

coscienza e volontà. ESSA è qualsiasi energia esterna contro la

quale il soggetto non è in grado di resistere e che perciò lo

costringe necessariamente ad agire

Costringimento fisico

• : non è punibile chi ha commesso il fatto

per esservi stato costretto , mediante violenza fisica, alla quale

non poteva resistere o comunque sottrarsi. In tal caso del fatto

commesso risponde l’autore della violenza. OCCORRE PERò che

la volontà dell’agente sia coartata in maniera assoluta; se

sussistono margini di scelta, si ricade nella diversa ipotesi della

coazione morale.

Caso fortuito

• : non è punibile chi ha commesso il fatto per caso

fortuito. Esso è l’incrocio tra l’accadimento naturale e una la

condotta umana, da cui deriva l’imprevedibile verificarsi di un

evento lesivo.

NESSO CAUSALE : L’Accertamento di un nesso causale è finalizzato ad

emettere un giudizio di responsabilità: la causalità quindi funge da criterio

di imputazione del fatto del soggetto. Perché il nesso causale tra condotta

ed evento, prova che il fatto lesivo è opera dell’agente, per cui

sussistendo gli altri presupposti di natura psicologica , quest’ultimo può

essere chiamato a rispondere penalmente.

Si dibatte circa la scelta della teoria più idonea. ART. 40 e 41 c.p. si

prestano a letture diverse perché non rirescono a indicare un modello ben

definito e univoco di causalità.

TEORIA CONDIZIONALISTICA :

Esigenza legame causale , indicato nell’art. 40 : l’evento dannoso o , deve essere

pericoloso, dal quale dipende l’esistenza del reato

conseguenza dell’azione del reo

ma a quali condizioni l’evento lesivo può essere considerato conseguenza

dell’azione?

Il codice non da risposta, dottrina => teoria condizionalistica .

è causa ogni condizione dell’evento, ogni antecedente senza il

quale l’evento non si sarebbe verificato .

In questo senso, perché l’azione umana sia riconducibile alla causa, è

sufficiente che essa rappresenti una delle condizioni che concorrono a

produrre il risultato lesivo

per accertare il nesso condizionalistico, la dottrina ricorre al procedimento

“dell’eliminazione mentale”; Alla stregua di esso, un’azione è condicio

sine qua non di un evento, se non può essere mentalmente eliminata

senza che l’evento stesso venga meno.

Problemi condicio sine qua non:

regresso all’infinito

“ ” :T. CONDIZIONALISTICA considera equivalenti

tutte le condizioni che concorrono alla produzione dell’evento lesivo, la

teoria in esame condurrebbe a considerare causali anche i remoti

antecedenti dell’evento delittuoso: es. si potrebbe sostenere che un

omicidio sia da far risalire anche ai genitori dell’omicida i quali ,

procreandolo, avrebbero così creato una condizione indispensabile

dell’evento.

Causalità alternativa ipotetica : supponiamo che in mancanza

dell’azione del reo, l’evento sarebbe stato prodotto da un’altra causa

intervenuto nello stesso momento: (es. bomba in casa , che sarebbe cmq

stata distrutta da un incendio subito dopo). Appunto perché eliminando

materialmente LA BOMBA, l’incendio non sarebbe venuto meno , potrebbe

doversi dedurre che la condotta del reo sia impunibile.

Causalità addizionale : supponiamo che l’evento sia prodotto dal

concorso di più condizioni , ciascuna però capace da sola di produrre il

risultato. ANCHE in questo caso il procedimento di eliminazione mentale

porta a risultati aberranti : entrambi i soggetti potrebbero scagionarsi a

vicenda (A e B mettono del veleno , ignari l’uno dell’altro, ad un C, C

muore)

CORRETTIVI ALLA CONDICIO SINE QUA NON :

• Si selezionano come antecedenti causali le sole condotte che

assumono rilevanza rispetto alla fattispecie incriminatrice, e non

tutte le condotte (regresso all’infinito)

• Considerare l’evento concreto ,e non come genere di evento

(morte ecc), pertanto è irrilevante la circostanza che potrebbero

verificarsi eventi analoghi per effetto di altre operanti (prob della

causalità alternativa)

• Nella causalità addizionale , hanno efficacia causale quelle

condizioni dell’evento che cumulativamente considerate , ne

costituiscono un presupposto necessario e che lo sarebbero

alternativamente se l’altra condizione mancasse

CONDICIO SINE QUA NON , CRITERIO GENERALIZZANTE

Il metodo dell’eliminazione mentale non funziona ove non si sappia in

anticipo se in generale sussistono rapporti di derivazione tra determinati

antecedenti e determinati conseguenti. Proprio per risolvere questi tipi di

casi si prospettano modelli alternativi di ricostruzione del rapporto di

causalità: Metodo individualizzante

• : l’accertamento del rapporto di

causalità si svolge tra accadimenti singoli e concreti. QUINDI il

giudice si dovrebbe comportare come uno storico, il quale nel

ricostruire le vicende si limita a individuare connessioni tra eventi

ben determinati e circoscritti, senza preoccuparsi di rinvenire

leggi universali in cui sussumere il rapporto tra i singoli

accadimenti

• Ma.. per esigenze di garanzia, essendo il nesso causale uno dei

più importanti requisiti dei reati d’evento, la sua determinazione

non può essere affidata alla determinazione del giudice , ma

deve essere effettuata alla stregua di criteri tendenzialmente

certi ed il più possibile controllabili. Anzi , in omaggio al principio

di tassatività, che il criterio della condicio sine qua non , va

senso generalizzante

inteso in e NON Individualizzante, e cioè

il giudizio causale deve fornire una spiegazione adeguata

dell’evento concreto e la spiegazione del nesso causale può

effettuarsi soltanto alla stregua del modello della “sussunzione

sotto leggi scientifiche”:

o Suss. Sotto leggi scientifiche : un antecedente può essere

considerato come condizione necessaria solo a patto che

esso rientri nel novero di quegli antecedenti che , sulla

base di una successione regolare conforme ad una legge

dotata di validità scientifica (legge generale di copertura),

portano ad eventi del tipo di quello verificatosi in concreto.

OCCORRE CHE L’ACCADIMENTO PARTICOLARE POSSA

ESSERE SPIEGATO SULLA BASE DI UNA LEGGE GENERALE DI

COPERTURA , LA QUALE PERMETTA DI SUSSUMERE IN SE

STESSA IL RAPPORTO AZIONE-EVENTO CONCEPITI NON

COME FENOMENI SINGOLARI E IRRIPETIBILI , BENSì COME

ACCADIMENTI RIPRODUCIBILI IN PRESENZA DI

DETERMINATE CONDIZIONI.

Le leggi scientifiche si distinguono in :

• Leggi universali : quelle in grado di affermare che la verificazione

di un evento è invariabilmente accompagnata dalla verificazione

di un altro evento. Questo tipo di leggi asseriscono un rapporto

di regolarità tra fenomeni non smentito da eccezioni , soddisfano

al massimo livello le esigenze di rigore scientifico e di certezza.

• Leggi statistiche : si limitano ad affermare che il verificarsi di un

evento è accompagnato dal verificarsi di un altro evento soltanto

in una certa percentuale di casi.

Il giudice non dispone della stessa competenza dello scienziato, pertanto probabile

egli sarà soltanto in grado di asserire che è che la condotta

dell’agente costituisca una condizione necessaria all’evento : la parola

probabile, sta ad indicare la probabilità logica o credibilità razionale,

dell’enunciato che viene formulato.

Spesso le relazione causali sottese ai fatti criminosi sono ricostruibili

soltanto alla stregua di leggi statistiche.

Perché l’evento risulti attribuibile all’agente sulla base di una legge

statistica , è necessario dimostrare in modo razionalmente controllabile

che , senza il comportamento dell’agente, con alto grado di probabilità

l’evento non si sarebbe verificato.

TEORIA DELLA CAUSALITà ADEGUATA :

Si prospetta come correttivo alla teoria condizionalistica nella sfera dei

delitti c.d. aggravati dall’evento.

Essa non rinnega la teoria condizionalistica ma , fra i molteplici

antecedenti causali equivalenti, tende a selezionare quelli veramente

rilevanti in sede giuridico penale.

La teoria dell’adeguatezza tende a selezionaore come causali soltanto

alcuni antecedenti, cioè è considerata causa , quella condizione che è

tipicamente idonea o adeguata a produrre l’evento in base ad un criterio

di prevedibilità basato sull’id quod plerumque accidit .

Infatti l’azione è causa soltanto quando è tipicamente idonea a cagionare

l’evento , e cioè richiedere una generale attitudine dell’azione a cagionare

eventi “atipici” .

I criteri di accertamento della generale attitudine causale dell’azione sono

costituiti dai giudizi di probabilità che si emettono nella vita pratica.

Il diritto penale avendo lo scopo di prevenire azioni dannose , vieta e

punisce solo quelle azioni che non solamente siano condizioni di un

evento dannoso , ma appaiono ex ante come idonee a produrlo , nel

senso che aumentano in misura non irrilevante le probabilità del suo

verificarsi.

FORMULAZIONE + RECENTE :

I SOSTENITORI DELLA TEORIA DELLA CAUSALITà adeguata hanno finito

col proporla come teoria generale della causalità penalmente rilevante. ED

è STATA COSì FORMULATA :

IL RAPPORTO di causalità sussiste tutte le volte in cui non

sia improbabile che l’azione produca l’evento.

Il giudizio di probabilità va effettuato sulla base delle circostanze presenti

al momento dell’azione e conoscibili ex ante da un osservatore avveduto,

con aggiunga di quelle superiori eventualmente possedute dall’agente

concreto (criterio prognosi postuma o ex ante in concreto).

CRITICHE ALLA TEORIA CAUSALITà ADEGUATA :

la teoria dell’adeguatezza non sempre riesce a delimitare la

responsabilità. (es. tizio provoca grave ferita a caio, il quale quasi del

tutto guaritone, muore invece in ospedale a causa di un incendio). La

ferita è grave, e se considerata ex ante, risulta adeguata a produrre

l’evento morte, ma sembra sproporzionato accollare al feritore la morte

dovuta all’incendio.

CRITICHE : Non è age vole considerare il requisito di prevedibilità ex

• ante

La teoria dell’adeguadezza finisce per includere

• nell’ambito della causalità considerazioni che

appartengono alla colpevolezza

LA CAUSALITà UMANA :

POSSONO considerarsi causati dall’uomo soltanto i risultati che egli può

dominare in virtù dei suoi poteri conoscitivi e volitivi, che rientrano cioè

nella sua sfera di signoria.

Esulano dal rapporto causale, i fattori eccezionali

Occorrono dunque due elementi :

• 1 positivo , che l’uomo con la sua azione abbia posto in essere

una condizione dell’evento, e cioè un antecedente senza il quale

l’evento stesso non si sarebbe verificato

• 1 negativo : è che il risultato non sia dovuto al concorso di fattori

eccezionali.

Criteri perché il giudizio di eccezionalità è comq relativo e non basabile su

leggi..

Poi… concetto di signoria o dominabilità del fatto attraverso i poteri

conoscitivi dell’uomo, richiama i criteri di imputazione che coinvolgono il

problema della colpevolezza

Teoria dell’imputazione obiettiva dell’evento :

L’imputazione del obiettiva dell’evento presuppone :

• Il nesso condizionalistico

• L’azione abbia aumentanto la probabilità di verificare l’evento

dannoso

Questa teoria non si è ancora tradotta in formulazioni rigorose e

convincenti.

Concause :

concause = fenomeno del concorso di più condizioni nella produzione di

uno stesso evento: condizioni che possono essere :

• antecedenti

• concomitanti

• successive

RISPETTO ALLA CONDOTTA DEL REO.

Art. 41 c.p. primo comma , il concorso di cause preesistenti o simultanee

o sopravvenute, anche se indipendenti dall’azione od omissione del

colpevole , non esclude il rapporto di causalità fra l’azione e l’evento. (es.

la responsabilità penale del feritore non viene meno se il soggetto passivo

del ferimento decede, a c ausa di altri fattori). Richiama la teoria

condizionalistica dell’art 40

art. 41 c.p. 2° comma : laddove si afferma che la cause sopravvenute

sono da sole sufficienti a produrre l’evento , allora si esclude il rapporto di

causalità.

Reati OMISSIVI :

Sono caratterizzati dall’omissione delle azioni imposte da quei comandi

per proteggere i beni giuridici

omissivi propri

• Reati : quelli nei quali il legislatore reprime il

mancato compimento di una azione giuridicamente doverosa ,

indipendentemente dal verificarsi o meno di un evento come

conseguenza dell’omissione. Questi reati sono CONFIGURATI da

singole norme incriminatrici che descrivono l’azione doverosa la

cui omissione è penalmente rilevante , SIA I PRESUPPOSTI in

presenza dei quali sorge l’obbligo giuridico di agire. L’OBBLIGO

giuridico d’agire presuppone il POTERE di compiere l’azione

doverosa (es. se chi trova un fanciullo minore di anni 10 smarrito

, è un portatore di grave handicap fisico, il mancato avviso

all’autorità non comporterà un’omissione penalmente rilevante)

omissivi impropri

• Reati : quei reati nei quali la legge incrimina

il mancato compimento di un’azione giuridicamente doverosa

imposta per impedire il verificarsi di un evento: in questi casi

l’evento è elemento costitutivo del fatto. Il dovere Giuridico di

agire include anche L’IMPEDIMENTO DELL’EVENTO. (es. bambino

che affoga , il bagnino avrà la responsabilità). L’obbligo di

compiere l’azione doverosa presuppone il relativo potere (es. il

padre che non sa nuotare non risponderà di omicidio se il figlio

affoga). I reati omissivi impropri non sono configurati da norme

di parte speciale ma la loro previsione è il risultato del

combinarsi di una disposizione di parte generale (40c.p.

2°comma) e di norme incriminatrici di parte speciale che vietano

la causazione di un evento.

Individuazione del fatto nei reati omissivi impropri :

• Rileva il mancato compimento di un’azione impeditivi dell’evento

imposta da una norma giuridica

• È il contenuto delle singole norme giuridiche che decide quali

siano i presupposti in presenza dei quali sorge l’obbligo di

impedire l’evento e quali siano gli eventi il cui verificarsi deve

essere impedito

Quindi non basta la mera possibilità di impedire l’evento , né un obbligo

di attivarsi che abbia la sua fonte in norme di natura etico-sociale.

NESSO TRA OMISSIONE ED EVENTO :

esso consiste nel suo mancato impedimento.

Nei reati omissivi il rapporto di causalità tra omissione ed evento sussiste

quando l’azione doverosa che è stata omessa, se FOSSE STATA

COMPIUTA, avrebbe impedito il verificarsi dell’evento, nel senso che

aggiungendola mentalmente, l’evento non si sarebbe verificato.

ACCERTAMENTO : Duplice indagine :

• Accertare un rapporto di causalità tra un dato antecedente

(un’azione umana o un fattore naturale) e un dato evento

concreto condicio sine

• In secondo luogo , si deve usare lo schema della

qua non , adattandolo alla peculiare struttura del reato omissivo

improprio : bisogna chiedersi cioè se , aggiungendo mentalmente

l’azione doverosa che è stata omessa , ne sarebbe seguita una

serie di modificazioni della realtà che avrebbero bloccato il

processo causale sfociato nell’evento.

QUANDO L’EVENTO è il risultato di un processo causale innescato da

fattori meccanici o naturali (es. collisione fra un treno e autocarro)

per stabilire se l’azione doverosa che è stata omessa avrebbe o leggi scientifiche

meno impedito l’evento, si dovrà fare ricorso a :

L’effetto impeditivi dell’evento va infatti accertato sulla base di una

legge scientifica dalla quale risulti che una data azione nel contesto

delle circostanze del caso concreto, avrebbe certamente (legge

universale) o con un alto grado di probabilità (legge statistica)

interrotto il processo causale e quindi impedito il verificarsi

dell’evento. Autore : Davide Tutino

Capitolo 7 : (Antigiuridicità e cause di

giustificazione)

Antigiuridicità viene meno, se una norma facoltizza o impone quel

medesimo fatto che costituirebbe reato.

Cause di giustificazione , cause di esclusione dell’antigiuridicità,

scriminante, giustificanti , esimenti : quelle situazioni normativamente

previste in presenza delle quali viene meno il contrasto ra un fatto

conforme ad una fattispecie incriminatrice e l’intero ordinamento

giuridico..

Efficacia non limitata al diritto penale , SI ESTENDE A TUTTI I RAMI

DELL’ORDINAMENTO … inapplicabili anche le sanzioni civili o

amministrative (tranne per stato di necessità).

Vari tipi di cause di esclusione della punibilità :

• Cause di giustificazione : rendono inapplicabile qualsiasi

sanzione. Esse si estendono a tutti coloro che prendono parte

dalla commissione del fatto. ESSE operano in forza della loro

obiettiva esistenza

• Cause di esclusione della colpevolezza (o scusanti) : lasciano

integra l’antigiuridicità del fatto, e fanno venir meno solo la

possibilità di muovere un rimprovero al suo autore. Circostanze

operano SOLO se conosciute dall’agente, e non sono estensibili

ad eventuali concorrenti (es. coazione morale)

• Cause di esenzione della pena : rimane colpevolezza e

antigiuridicità, ma l’ordinamento non punisce per salvaguardare

altri interessi.

Art. 50,51,52,53,54 : esimenti di portata generalissimo , come tali

applicabili e quasi tutti i reati (cause di giustificazione comuni).

REGOLE COMUNI A TUTTE LE CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE :

Rilevanza obiettiva :

59, 1 COMMA : le circostanze che escludono la pena sono valutate a

favore dell’agente, anche se da lui non conosciute o da lui per errore

ritenute inesistenti.

Cause di giustificazione operano su un piano oggettivo : esse vengono

valutate a favore dell’agente in virtù DELLA LORO sola esistenza, a

prescindere dalla consapevolezza che quest’ultimo ne abbia

Rilevanza del putativo :

59 , ult comma : se l’agente ritiene per errore che esistano circostanze di

esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui.

L’errore , però , per essere scusante deve investire :

• Presupposto di fatto che integrano la causa di giustificazione

stessa (es. tizio a causa un errore di percezione, crede di essere

aggredito da Caio che reagisce difendendosi)

• Norma extrapenale integratrice di un elemento normativo della

fattispecie giustificante

• Occorre che l’errore appaia ragionevole , abbia logica

giustificazione , possa apparire scusabile sulla base dei dati di

fatto.

Non avrebbe alcuna rilevanza l’erronea convinzione che la

provocazione escluda il reato.

Chi commette un reato nell’erronea convinzione che sussistano

circostanze , agisce senza DOLO.

Se l’errore sula presenza di una scriminante è dovuto a colpa dell’agente,

la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come

delitto colposo.

Eccesso colposo :

Quando nel commettere alcuno dei fatti agli art. 50e ss, si eccedono

colposamente i limiti dalla legge imposti , si applicano le disposizioni

concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come

delitto colposo. Due forme di eccesso colposo

• Si ha quando si cagiona un determinato risultato volutamente ,

perché si valuta erroneamente la situazione di fatto

• Si verifica quando la situazione di fatto è valutata esattamente,

ma per un errore esecutivo si produce un evento + grave di

quello che sarebbe stato necessario cagionare

Si è fuori dai limiti dell’eccesso colposo se l’agente supera

volontariamente i limiti dell’agire scriminato.

Nonostante l’art. 55 in esame non richiami l’art. 50, la sfera di operatività

dell’eccesso colposo deve ritenersi estendibile anche nella scriminante del

consenso dell’avente diritto.

CONSENSO DELL’ AVENTE DIRITTO (50 C.P.)

Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto , col consenso della

persona che può validamente disporne.

RATIO : non vi è ragione che lo Stato appresti la tutela penale di un

interesse , alla cui salvaguardia il titolare mostra di rinunciare

consentendone la LESIONE

Consenso è revocabile , a meno che l’attività consentita non può essere

interrotta se non ad avvenuto esaurimento.

Requisiti di validità:

Perché sia considerata scriminante , il consenso deve essere libero o

spontaneo, cioè immune da VIOLENZA , ERRORE o DOLO.

Natura non negoziale, quindi può essere prestato in qualsiasi forma

(orale, scritta). Consenso può essere :

• Tacito

• Espresso

• Putativo : se il soggetto agisce nella erronea supposizione della

sua esistenza, ma la sua efficacia scriminante viene meno o si

esclude , in base alle circostanze del caso concreto, la

ragionevole persuasione di operare con l’assenso della persona

che può validamente disporre del diritto

• Presunto : quando si può ritenere che il titolare del bene lo

avrebbe concesso se fosse stato a conoscenza della situazione di

fatto.

Legittimazione a prestare il consenso :

Spetta al titolare del bene, nel caso di più titolari spetta a tutti i

cointeressati.

Oppure al rappresentante legale o volontario, a meno che la

rappresentanza non risulti incompatibile con la natura del diritto e

dell’atto da consentire.

Il soggetto legittimato deve possedere una capacità di intendere e di

volere, il giudice deve accertare che il consenziente possegga una

maturità sufficiente a comprendere il significato del consenso prestato.

In altri casi il legislatore fissa l’età minima : 14, corruzione , 13 atti

sessuali ecc.

Consenso deve avere ad oggetto diritti disponibili.

Si considerano indisponibili tutti gli interessi che fanno capo allo Stato,agli

enti pubblici e alla famiglia.

ESERCIZIO DI UN DIRITTO (51 C.P.):

L’esercizio di un diritto , esclude la punibilità.

RATIO : rispettare il principio di non contraddizione all’interno di uno

stesso ordinamento giuridico.

Concetto di “diritto” va inteso nell’accezione più ampia : cioè come potere

giuridico di agire .

Non rientrano nel novero, gli interessi legittimi e gli interessi semplici.

Fonti :

legge in senso stretto, regolamento , atto amministrativo, sentenza ,

consuetudine...

Problema:

vi sono dei casi nei quali la norma penale ha la prevalenza rispetto alla

norma che prevede il diritto : es. risponde penalmente chi incendia la

propria casa..

Criteri invocabili:

• Criterio gerarchico

• Cronologico

• Di specialità

ADEMPIMENTO D I UN DOVERE (51 C.P.):

L’art. 51 stabilisce altresì l’adempimento di un dovere imposto da una

norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità, esclude la

punibilità.

Ratio : esigenza di rispettare il principio di non contraddizione all’interno

dello stesso ordinamento giuridico.

IL dovere può scaturire o da una norma giuridica o da un ordine legittimo:

• Norma giuridica : ogni norma giuridica, anche in virtù dell’art.

10 cost , il dovere scriminante potrà trovare la sua fonte anche

in un ordinamento straniero.

• Dovere imposto da un ordine dell’Autorità : l’ordine consiste nella

manifestazione di volontà che un superiore rivolge ad un

subordinato, in vista del compimento di una data condotta.

Perché L’ESECUZIONE DELL’ORDINE possa assumere efficacia

esimente , è necessario che tra il superiore e l’inferiore intercorra

un rapporto di subordinazione di diritto pubblico.

Ai fini della non punibilità non basta l’esistenza di un ordine, ma occorre

che questo sia legittimo :

• Presupposti formali :

o Competenza del superiore ad emanare l’ordine

o Competenza dell’inferiore ad eseguirlo

o Forma prescritta

• Presupposti sostanziali : esistenza dei presupposti stabiliti dalla

legge per l’emanazione dell’ordine (es. l’emanazione di

un’ordinanza di custodia cautelare presuppone che suscitano

sufficienti indizi di colpevolezza a carico del destinatario del

provvedimento.

Il legislatore esclude la punibilità quando la legge non consente

all’inferiore alcun sindacato sulla legittimità dell’ordine.

Se il controllo di legittimità non viene effettuato dai subordinati legittimati

a farlo, anche loro rispondono penalmente dell’eventuale reato commesso

in esecuzione dell’ordine illegittimo.

Non risponde l’inferiore se :

Per errore di fatto ha ritenuto di obbedire ad un ordine

• legittimo

Se la legge non gli da alcun sindacato sulla legittimità

• dell’ordine.

Dottrina e giurisprudenza però dicono che vi è un limite all’impossibilità di

sindacare la legittimità sostanziale dell’ordine da parte dello stesso

inferiore vincolato alla pronta obbedienza : manifesta criminosità

tale limite viene individuato nella dell’ordine

medesimo.

LEGITTIMA DIFESA (52 C.P.):

Art.52 : non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato

costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il

pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia

proporzionata all’offesa.

RATIO : Autotutela.

Struttura della legittima difesa ruota attorno a due comportamenti che si

contrappongono :

• condotta aggressiva

• condotta difensiva

Caratteristiche aggressione :

- minaccia deve provenire da condotta umana, o da altro (animali ecc.)

basta che sia individuabile il soggetto che ha l’obbligo di vigilanza.

- può provenire anche da una condotta omissiva : (es. tizio impugna un

arma per far intimare a caio di ritirare l’animale feroce)

- l’aggressione giustifica la reazione anche se l’aggressore è un soggetto

minore o non imputabile

Oggetto dell’aggressione :

l’attacco deve avere ad oggetto un diritto altrui.

ATTUALITà del pericolo , perché se non fosse attuale si potrebbe chiamare

l’autorità.

Giurisprudenza e dottrina dicono che la scriminante non sia invocabile sel

a situazione di pericolo è volontariamente cagionata dal soggetto che

reagisce, poiché concorrono entrambi a creare la situazione di pericolo..

OFFESA INGIUSTA , è cioè provocata contra ius. Non può invocare la

legittima difesa chi reagisce contro una persona che a sua volta esercita

la facoltà della legittima difesa.

LA REAZIONE è GIUSTIFICATA SOLO IN PRESENZA DI DUE REQUISITI :

• La difesa deve apparire necessaria per salvaguardare il bene

posto in pericolo; il giudizio necessaria-inevitabilità non è

assoluto ma relativo , bisogna tener conto di tutte le circostanze

del caso concreto, es. forza fisica delle persone coinvolte ,

condizioni del tempo , ecc…

Si discute se la legittima difesa sia applicabile ove l’aggredito possa

mettersi in fuga

• Proporzione difesa e offesa : occorre operare un bilanciamento

tra il bene minacciato e il bene leso, con la conseguenze che

all’aggredito che si difende non è consentito di ledere un bene

dell’aggressore marcatamente superiore a quello posto in

pericolo dall’iniziale aggressione illecita

USO LEGITTIMO D I ARMI (53 C.P.):

Non è punibile il pubblico ufficiale che , al fine di adempiere ad un proprio

dovere d’ufficio , fa uso o ordina di far uso delle armi o di un altro emzzo

di coazione fisica , quando vi è costretto dalla necessità di respingere una

violenza o di vincere una resistenza all’Autorità e comunque di impedire la

consumazione dei delitti di strage , naufragio , sommersione , disastro

aviatorio, omicidio volontario , rapina a mano armata, sequestro di

persona..

Carattere sussidiario scriminante, il requisito della necessità va

interpretato nel senso che il pubblico ufficiale deve impiegare, tra i mezzi

idonei a disposizione , quello meno lesivo

STATO DI NECESSITà (54 C.P.):

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla

necessità di salvare se od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla

persona, pericolo da lui non volontariamente causato , né altrimenti

evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

LEGITTIMA difesa : si reagisce contro un aggressore

Stato di necessità : si agisce per sottrarsi al pericolo di un danno grave

alla persona, e l’azione difensiva ricade su un terzo estraneo

Forti analogie con la legittima difesa, ma si differenzia per due elementi

fondamentali :

• Azione necessitata si dirige contro un individuo innocente

• L’azione giustificata deve tendere a salvaguardare soltanto “il

pericolo attuale di un danno GRAVE alla persona

Valutazione del “pericolo non altrimenti evitabile”, va effettuata in

concreto con criteri + rigorosi rispetto alla legittima difesa.

Il pericolo deve avere ad oggetto un danno grave alla persona : cioè

qualsiasi lesione minacciata ad un bene personale giuridicamente

rilevante, si tratti di un bene tutelato nell’ambito penale o extrapenale.

Gravità del danno può essere determinata mediante un duplice indice :

• Criterio qualitativo : considerando l’eventuale rango del bene

minacciato

• Criterio quantitativo : tenendo conto del grado di pericolo che

incombe sul bene

Proporzione tra fatto e pericolo. Attraverso un accertamento ex ante,

bisogna valutare il grado dei rispettivi pericoli (es. bene della vita con

integrità fisica).

Coazione morale : se lo stato di necessità è determinato da altrui

minaccia, del fatto risponderà la persona che ha costretto il soggetto a

commettere il fatto.

NELLO STATO DI NECESSITà , ai sensi dell’art. 2045 cc, al danneggiato è

dovuta un’indennità e la misura è rimessa all’equo apprezzamento del

giudice. RATIO : L’azione necessitata arreca pregiudizio ad un soggetto

non responsabile dalla situazione di pericolo. Autore : Davide Tutino

Capitolo 8 : (Colpevolezza)

Per la sussistenza della colpevolezza occorre che la commissione del

personalmente

fatto antigiuridico possa essere rimproverabile.

I criteri sui quali si fonda quel rimprovero personale possono annoverarsi

sotto la formula della colpevolezza.

Colpevolezza : insieme dei criteri dai quali dipende la possibilità di

muovere un rimprovero all’agente per aver commesso il fatto antigiuridico

Criteri :

• Dolo , colpa

• Assenza di scusanti

• Conoscenza o conoscibilità della norma penale violata

• Capacità di intendere e di volere

Sentenza 364/88 :

La corte costituzionale ha riconosciuto che la responsabilità personale (27

, 1 comma) è sinonimo di responsabilità per un fatto proprio colpevole.

Ragionamento della corte :

• Interpretare l’espressione responsabilità personale alla funzione

rieducativi assegnata alla pena , collegando il primo al terzo

comma.

• E QUINDI, che se si intende la funzione rieducativi della pena ,

essa postula almeno la colpa dell’agente. Non avrebbe senso la

rieducazione di chi , non essendo almeno in colpa rispetto al

fatto , di certo non ha bisogno di essere rieducato

Inoltre la corte costituzionale ha tratto due corollari :

• Illegittimo l’art. 5 c.p. nella parte in cui non esclude l’ignoranza

inevitabile

• Il principio della responsabilità oggettiva contrasta con il principio

costituzionale di personalità della responsabilità penale: perché

l’art. 27 sia rispettato è indispensabile che tutti e ciascuno degli

elementi siano collegati all’agente ,e cioè investiti dal dolo o dalla

colpa alla responsabilità oggettiva

Responsabilità personale si contrappone ,

e cioè responsabilità per un fatto proprio ma realizzato senza dolo e senza

colpa

RESPONSABILITà PERSONALE = RESPONSABILITà PER IL FATTO

COMMESSO.

Tutti i criteri sui quali si fonda la colpevolezza dell’agente vanno riferiti al

singolo fatto antigiuridico da lui commesso (e non colpevolezza per la

condotta di vita).

DOLO E COLPA

Criterio di attribuzione responsabilità richiesto dal legislatore per i delitti è

il dolo, mentre la colpa rileva solo come eccezione ESPRESSA (nessuno

può essere punito per un delitto se non l’ha commesso con dolo…salvo i

casi di colpa…

Contravvenzioni , sia per dolo che per colpa.

DOL O

Forma più grave di responsabilità penale.

Per LA sua esistenza 2 elementi :

• rappresentazione

• volizione

DEL FATTO ANTIGIURIDICO.

ART. 43 c.p. : il delitto è doloso, o secondo l’intenzione,quando l’evento

dannoso o pericoloso , è dall’agente preveduto e voluto come

conseguenza della propria azione od omissione.

Art. 47 , esclude il dolo per difetto di rappresentazione del fatto.

Art. 59 , 4 comma, esclude il dolo dell’agente se non si rende conto del

suo carattere antigiuridico

MOMENTO RAPPRESENTATIVO DEL DOLO :

conoscenza

esige la di tutti gli elementi del fatto concreto che integra

una figura di reato, e tale conoscenza deve sussistere al momento in cui il

soggetto inizia l’esecuzione dell’azione tipica.

conoscenza EFFETTIVA

La deve essere , e non potenziale. Una

conoscenza potenziale può rilevare solo per la sussistenza della colpa ,

quando l’agente non si rende conto di quello che fa, ma potrebbe

rendersene conto usando criteri di diligenza.

INVECE è SUFFICIENTE che la conoscenza effettiva sia presente nel

momento in cui l’agente inizia l’esecuzione anche se non la mantiene per

tutto il tempo dell’azione integrato nei casi di dubbio

Momento rappresentativo è anche , perché

chi agisce in stato di dubbio ha un’esatta rappresentazione di quel dato

della realtà.

Il dubbio incompatibile quando la legge richiede una conoscenza piena e

certa dell’esistenza di un elemento del fatto. (es. calunnia)

momento rappresentativo

Struttura del :

descrittivi

• Elementi : nei quali la conoscenza può essere

acquisita attraverso i sensi (es. morte , uomo , sessuale)

normativi

• Elementi : sono concetti che esprimono qualità

giuridiche sociali di un dato della realtà (cosa altrui , matrimonio

avente effetti civili). La conoscenza di questi concetti richiede la

mediazione di una norma giuridica. Non occorre la conoscenza

del giurista , ma quella del profano ,ossia del comune cittadino

Non c’è dolo se difetta la rappresentazione del fatto , cioè quando non si

rappresenti la presenza di almeno uno degli elementi del fatto come

conseguenza di un’errata percezione sensoriale (errore di fatto) o di

un’errata interpretazione di norme giuridiche (errore di diritto), in questo

caso solo se si tratta di errore scusabile.

MOMENTO VOLITIVO DEL DOLO :

perché ci sia dolo il soggetto deve aver VOLUTO la realizzazione del fatto

antigiuridico che si era preventivamente rappresentato, cioè DEVE AVER

deciso di REALIZZARLO.

Momento volitivo , consiste nella risoluzione di realizzare l’azione , e tale

risoluzione deve essere presente nel momento in cui il soggetto agisce,

rappresentandosi tutti gli estremi del fatto descritto dalla norma

incriminatrice.

LA RISOLUZIONE può essere :

• la conseguenza immediata di un improvviso impulso ad agire

(dolo d’impeto)

• presa e tenuta ferma fino al compimento dell’azione per un

apprezzabile lasso di tempo senza soluzione di continuità

3 forme di dolo :

Dolo intenzionale

• : si configura quando il soggetto agisce allo

scopo di realizzare il fatto. La presenza di questa forma di dolo

rileverà soltanto ai fini della commisurazione della pena, sotto il

profilo “intensità di dolo”

o Reati a dolo specifico : il legislatore richiede che l’agente

commetta il fatto avendo di mira un risultato ulteriore.

o Reati a dolo generico : le finalità perseguite dall’agente

sono irrilevanti per l’esistenza del dolo.

Dolo diretto

• : si verifica quando l’agente non persegue la

realizzazione del fatto, ma si rappresenta come certa o come

probabile al limte della certezza l’esistenza di presupposti della

condotta o il verificarsi dell’evento come conseguenza dell’azione

eventuale

• Dolo : si verifica quando il soggetto si rappresenta

come seriamente possibile (non come certa).

Il dolo eventuale rappresenta la linea di confine che separa l’area

di responsabilità per dolo da quella della responsabilità per colpa

DOLO EVENTUALE E COLPA COSCIENTE : i due criteri di imputazione di

responsabilità hanno in comune l’elemento della previsione dell’evento,

ma presentano differenze :

• Nella colpa cosciente l’agente si rappresenta il possibile

verificarsi di un evento, ma ritiene per colpa che non si realizzerà

nel caso concreto , e cioè quando per leggerezza, sottovaluta la

probabilità del suo verificarsi o sopravvaluta le proprie capacità

di evitarlo

• Nel dolo eventuale agisce chi ritiene seriamente possibile la

realizzazione del fatto e agisce accettando tale eventualità.

OGGETTO DEL DOLO :

Ciò che è necessario e sufficiente per l’esistenza di dolo è che l’agente

voglia consapevolmente realizzare un fatto concreto che corrisponde alla

previsione di quella norma..

Nei reati a dolo generico : oggetto della rappresentazione e della volizione

è SOLO IL FATTO CONCRETO CHE INTEGRA gli estremi del fatto descritto

dalla norma incriminatrice

Nei reati a dolo specifico : l’oggetto del dolo abbraccia sia il fatto concreto

, sia l’evento che l’agente deve perseguire come scopo e la cui

realizzazione è irrilevante per la consumazione del reato.

DOLO E CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE :

l’erronea supposizione di trovarsi in una situazione che se esistesse

realmente , integrerebbe gli estremi di una causa di giustificazione

riconosciuta dall’ordinamento ESCLUDE IL DOLO.

Se però l’erronea supposizione della presenza di una causa di

giustificazione è stata determinata da colpa, perché NESSUNA PERSONA

RAGIONEVOLE sarebbe caduta nell’errore, il fatto antigiuridico viene

addebitato all’agente a titolo di colpa, a condizione che quel fatto sia

previsto dalla legge come delitto colposo.

DOLO NEI REATI OMISSIVI:

Momento rappresentativo :

• il soggetto che ha l’obbligo di agire deve essere a conoscenza ,

anche in forma dubitativa dei presupposti di fatto dai quali

scaturisce il dovere di agire (es. omissione di soccorso, esige che

il soggetto si renda conto di trovarsi di fronte ad un fanciullo

minore di anni 10)

• Il soggetto deve sapere qual è l’azione da compiere

• Nei reati omissivi impropri, il garante deve inoltre rendersi conto

che il compimento dell’azione per lui doverosa potrebbe impedire

l’evento, neutralizzando così il decorso causale che potrebbe

produrlo.

Momento volitivo :

• Il soggetto deve decidere di NON compiere l’azione doverosa

• Nei reati omissivi impropri , il momento volitivo esige che il

soggetto abbia posto a base di quella decisione l’intenzione di

NON IMPEDIRE l’evento o la certezza del verificarsi di un evento

che sarebbe stato impedito dal compimento dell’azione doverosa

ACCERTAMENTO DEL DOLO :

ATTraverso massime d’esperienza, che vanno utilizzate tenendo conto di

tutte le circostanze del caso concreto relative a :

• Condotta post delictum (es. fuga dal luogo del delitto ,

cancellazione tracce , falsi alibi , occultamento dell’arma)

• Personalità dell’agente e interessi che lo animavano

• Movente : risulta essere un mero indizio .

ERRORE ESCLUDE SEMPRE IL DOLO , ANCHE SE INESCUSABILE , ma cmq

deve emergere da circostanze emerse nel processo ( testimonianze ,

documenti )

LA COLPA si ha colpa condotta

Nel nostro ordinamento italiano , quando la

concreta è difforme dal modello di condotta prescritto da una regola di

diligenza, prudenza o perizia, codificata o non codificata.

La realizzazione di un fatto antigiuridico colposo comporta una

responsabilità assai meno grave rispetto alla realizzazione dolosa dello

stesso fatto.

IL delitto è colposo , o contro l’intenzione, quando l’evento , anche se

preveduto , non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza

imprudenza o imperizia o per inosservanza di leggi , regolamenti , ordini o

discipline”. assenza di dolo

HA UN REQUISITO NEGATIVO : , il fatto deve essere

stato realizzato involontariamente, e l’eventuale previsione dell’evento

compare nella definizione legislativa di colpa cosciente.


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AUTORE

Moses

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tutino Davide.

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