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Diritto penale minorile 02/12/2010

La scorsa volta abbiamo sottolineato che i riti alternativi hanno una finalità di semplificazione. Abbiamo detto che nel procedimento minorile, proprio per i principi fondamentali che ispirano tale rito, alcuni procedimenti speciali sono ammessi, altri no, perché quelli non ammessi evidentemente mal si concilierebbero o pregiudicherebbero la funzione del procedimento penale minorile, ovvero l'attenzione alla persona.

Classificazione dei riti nel procedimento minorile

È possibile effettuare una classificazione, nel senso che, osservando l'art 25 del DPR 448/88, possiamo già evidenziare che vi sono dei riti esclusi a priori: cioè l'applicazione della pena su richiesta delle parti, il c.d. patteggiamento non è ammesso nel rito minorile. Il secondo procedimento che non è ammesso è il procedimento per decreto. Quindi questi sono i riti esclusi.

Poi vi sono i riti ammessi e sono il giudizio abbreviato, il giudizio immediato - che fanno parte della categoria dei riti ammessi, in generale, perché si possa sostanzialmente mutuare con le stesse regole nell'ambito del rito minorile, con la differenza che il giudizio abbreviato si innesta all'interno dell'udienza preliminare sulla base di una richiesta formulata da parte dell'imputato, il quale chiede sostanzialmente che il giudizio si celebri allo stato degli atti [si dice "rebus sic stantibus"].

Differenze nell'udienza preliminare

Qual è la differenza tra udienza preliminare che si celebra in maniera ordinaria e udienza preliminare che si conclude con le forme del rito abbreviato? Quando vi è l'opzione per il rito abbreviato, la decisione è assunta nel merito contrariamente invece alla fase ordinaria, nel senso che potrà essere emanata una sentenza di assoluzione, una sentenza di condanna, anche altra pena detentiva, cosa che invece non sarebbe ammissibile qualora l'udienza preliminare fosse celebrata nei termini ordinari, cioè non nelle forme del rito abbreviato. Quanto poi alla condanna, l'eventuale pena detentiva per la scelta del rito comporta la riduzione della pena di un terzo.

Giudizio immediato

Un altro procedimento speciale ammesso nel rito minorile è il giudizio immediato. Come dice la parola stessa è un giudizio che si può applicare sulla base di una evidenza probatoria: significa che se entro 90 giorni dall'iscrizione nel registro generale delle notizie di reato è evidente o appare evidente la responsabilità del soggetto in ordine al fatto che gli viene ascritto, sembra quasi che nell'economia processuale sia inutile celebrare l'udienza preliminare, perché l'esito dell'udienza preliminare al cospetto di una evidenza probatoria non potrebbe che essere un rinvio a giudizio. Questa è la ratio.

Funzione dei riti nel procedimento

Allora il legislatore cos'ha pensato? Accanto a quei due riti (patteggiamento ed abbreviato) che si incardinano nell'udienza preliminare e che si dicono deflattivi del dibattimento, cioè tagliano fuori dall'iter procedurale il dibattimento, per quanto concerne il giudizio immediato è esattamente il contrario cioè si anticipa il dibattimento, saltando l'udienza preliminare.

RIPETO: mentre per il giudizio abbreviato e il patteggiamento che si dicono riti deflattivi del dibattimento, nell'ipotesi del giudizio immediato e del giudizio direttissimo (che vedremo a breve) viene sostanzialmente anticipata la fase dibattimentale sulla scorta della evidenza probatoria. In altre parole, poiché sarebbe scontato l'esito dell'udienza preliminare, per ragioni di economia processuale, il legislatore ha pensato bene di saltare l'udienza preliminare. Quindi dice dopo 90 giorni di indagini, se risulta l'evidenza probatoria è inutile che si vada all'udienza preliminare; si va direttamente al dibattimento.

Richiesta di giudizio immediato

Il Pubblico Ministero entro 90 giorni se ravvisa l'evidenza della prova nonché garantisce il diritto di difesa (sottoponendo l'imputato ad interrogatorio) chiede il giudizio immediato. L'istanza qui è promossa dal P.M., nell'abbreviato invece la richiesta è dell'imputato che rinuncia al dibattimento ovvero al contraddittorio pieno.

Questo è il giudizio immediato tipico, che si innesta sulla scorta di una richiesta proveniente dal P.M. per accelerare i tempi. Ma è possibile che anche l'imputato possa promuovere la richiesta di giudizio immediato. Che convenienza ha? L'imputato che ha in mano una prova evidenza della sua innocenza ha tutto l'interesse processuale a richiedere il giudizio immediato. Se quell'imputato subisse un'udienza preliminare il risultato sarebbe una sentenza di non luogo a procedere, che sarebbe una sentenza di rito e non di merito. Se l'imputato ha in mano una prova schiacciante della sua innocenza ha tutto l'interesse nell'avere un'assoluzione nel merito, che si cristallizza e che farà stato di giudicato: cioè assolto perché il fatto non sussiste, perché l'imputato non lo ha commesso significa una formula assolutoria piena.

Facoltà dell'imputato

Eccezionalmente se l'imputato ritiene di poter provare la sua innocenza potrà avere quell'interesse processuale a saltare l'udienza preliminare, formulando una richiesta di giudizio immediato. Siccome questa è una facoltà che l'imputato ha, perché è un suo diritto veder celebrata l'udienza preliminare, è una garanzia; pensate, se vengono rispettati i termini processuali prescritti dalla legge e l'imputato chiede il giudizio immediato, il giudice è giurisdizionalmente vincolato: nel senso che al cospetto di una richiesta di giudizio immediato deve necessariamente celebrare il dibattimento. Mentre il P.M. per poter chiedere il giudizio immediato deve dimostrare che la prova sia evidente, deve dimostrare di aver interrogato l'imputato, deve dimostrare i 90 giorni delle indagini, nel caso dell'imputato, lui ha diritto all'udienza preliminare.

Giudizio immediato tipico e atipico

Ancora: se la richiesta del P.M. può essere rigettata perché il giudice può non ritener evidente la prova, viceversa la richiesta di giudizio immediato - e vale anche per l'iter ordinario - formulata dall'imputato permette al giudice di stabilire direttamente la data del dibattimento. Quando il giudizio immediato è richiesto dal Pubblico Ministero si dice tipico, mentre se la richiesta è promossa dall'imputato di definisce atipico.

Vi è una terza categoria di riti ammessi sotto condizione.

Ricapitolazione dei procedimenti speciali

RICAPITOLANDO, nell'ambito del procedimento minorile, per quanto concerne i procedimenti speciali, possiamo operare una tripartizione tra:

  • Riti esclusi (patteggiamento e procedimento per decreto)
  • Riti ammessi (giudizio abbreviato e giudizio immediato)
  • Riti ammessi sotto condizione

Giudizio direttissimo

L'unico rito ammesso sotto condizione è il giudizio direttissimo. Dice il II comma dell'art 25, a proposito del giudizio direttissimo: le disposizioni del titolo III del libro VI del codice di procedura penale si applicano solo se è possibile compiere gli accertamenti previsti dall'art 9 e assicurare al minorenne l'assistenza prevista dall'art 12.

Duplice condizione quindi: cioè a condizione che, intanto sarà possibile celebrare il rito minorile nelle forme del giudizio direttissimo, in quanto possano essere espletati gli accertamenti sulla personalità del minore (perizia criminologica), proprio per garantire l'individualizzazione dell'intervento e a condizione che possa essere salvaguardato il diritto all'assistenza affettiva e psicologica da parte dei genitori dell'imputato.

Attenzione: che cos'è questo giudizio direttissimo? Mentre nel giudizio immediato si svolgono 3 mesi di indagini e si va direttamente al dibattimento, nel giudizio direttissimo si saltano anche le indagini preliminari e si va direttamente al dibattimento, perché presupposto è l'arresto in flagranza. C'è un'evidenza probatoria tale che è inutile fare 6 mesi di indagini, poi l'udienza preliminare e perder altro tempo, ma si può celebrare direttamente il dibattimento.

RICORDIAMO: nel procedimento per decreto, tutto si celebra nella fase delle indagini preliminari al termine delle quali il P.M. formula il decreto di condanna e non c'è contraddittorio. Nel giudizio abbreviato e nel patteggiamento - il primo ammesso, il secondo non consentito - il tutto si incardina in seno all'udienza preliminare. Giudizio immediato e giudizio direttissimo sono invece acceleratori e anticipatori del dibattimento: nel giudizio immediato, dopo 3 mesi dalle indagini, l'evidenza probatoria porta il P.M. a concludere di saltare l'udienza preliminare e ad andare direttamente alla fase del giudizio. Questa può essere una richiesta proveniente anche dall'imputato, il quale ha convenienza, se è certo della sua innocenza, poiché anziché avere una sentenza di rito in seno all'udienza preliminare, chiede di passare direttamente al giudizio immediato che si svolge in seno al dibattimento. Ancora più accelerato è il giudizio direttissimo perché se il minorenne viene arrestato in flagranza, subito dopo che interviene la convalida, è possibile che il P.M. - titolare dell'azione penale e che ha l'onere della prova - chieda tale giudizio. È possibile che, anche in assenza di convalida, sia lo stesso imputato ad avere tutto l'interesse a celebrare rapidamente il processo.

È bene che ricordiate che il giudizio direttissimo è un rito ammesso nel procedimento minorile sub condicione ex art 9 ed ex art 12 DPR 448/88. Solo in presenza di questa duplice condizione è possibile che si celebri il giudizio direttissimo. Il giudizio direttissimo non si applica automaticamente; è il P.M. che decide se applicarlo.

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto penale minorile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Colamussi Marilena.
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