Giulia Barattini V anno - Diritto Penale Minorile
DIRITTO PENALE MINORILE
Lezione 1 / 5-10-20; Lunedì
INTRODUZIONE - DIRITTO PENALE MINORILE, SFERA PENALE E ORDINE
SOCIALE
Una lezione sincrona a settimana, sempre registrata nei 3 slot a disposizione. Quelle asincrone invece le carica durante quella settimana. Libri: E.
Zappalà “La giurisdizione specializzata nella giustizia penale minorile”, Giappichelli, ultima edizione. Tutte le lezioni caricate entro il 20 novembre.
Lunedì prossimo lezione sincrona.
Sfera penale
Il primo tema utile alla comprensione del mondo della giustizia minorile è quello che affronta la questione di
cosa sia la sfera penale, la politica criminale, per poi passare all’ordine sociale; questa tripartizione, che ci
aiuta a capire come il diritto penale minorile sia diventato qualcosa di diverso rispetto al diritto penale di per
sè, aiuta a leggere la penalità nella sua dimensione storica, politica, e culturale.
Quando parliamo di diritto penale parliamo della sfera della penalità che, in una lettura formale, è concepita
come una semplice risposta al problema della criminalità: secondo detta lettura, infatti, sarebbe un insieme di
apparati burocratici comprensibili solo per la funzione che esercitano rispetto allo scopo fissato della legge,
senza possibilità né di avere discrezionalità applicativa, o di qualcosa che si frappone tra l’obiettivo posto
dalla legge, né di una dimensione sociale che permetta di capire come si formano e producono le pratiche
penali. Si perde, così, il fatto che le istituzioni sono composte da uomini e da donne, ciascuno con una
propria visione del mondo che risente della cultura del luogo.
Occorre, quindi, recuperare una lettura non formale, ma istituzionale, sensibile alle dinamiche sociali e
culturali nell’ambito del diritto; allora, la sfera penale può esser concepita come un’area composta da
relazioni, discorsi, rappresentazioni, un’area in cui non vale solo ciò che dice la legge -dato che una
determinata istituzione produce atti amministrativi e crea un modo di leggere la realtà sociale-, ma in cui
contano anche le relazioni in cui, ad esempio, la famiglia può giocare un ruolo importante. Noi possiamo
quindi vedere le istituzioni formalmente come agenti in relazione a uno scopo fissato dalla legge, e questa è
una lettura importante, ma allo stesso tempo occorre vedere come l’istituzione si è costruita e si costruisce in
relazione, per esempio, alle dinamiche culturali esterne e interne alla stessa. Nel tribunale per i minorenni, ad
esempio, vi è la psichiatria che entra all’interno della valutazione dell’imputabilità, per cui occorre
relazionare ogni istituzione al livello politico e culturale che sta al di fuori e, al contempo, la attraversa; Santi
Romano diceva che c’è sovrapposizione molto forte tra ordinamento istituzionale ordinamento giuridico, dal
momento che ogni istituzione ha una propria normatività, cioè regole che disciplinano i rapporto all’interno
della stessa.
La produzione di sapere, infatti, agisce nel definire chi è un adolescente, cosa significa adolescente
problematico, in che relazione si pone l’adolescente con la famiglia, vedendo quindi come voce protagonista,
oltre alla psicologia sociale, quella autorevole della giustizia penale minorile. Pertanto, conoscere il tribunale
per i minorenni non significa conoscere solo le norme che indicano le finalità o che regolano il
funzionamento dello stesso, ma anche comprendere quella parte imprescindibile da cui si prendono le mosse
per analizzare il significato dell’istituzione nell’ambito della società. Ciascuna istituzione, quindi, ha un
proprio sapere e una propria normatività ma, al tempo stesso, è inserita in una ragnatela istituzionale,
politica, culturale e ideologica in cui le proprie pratiche acquistano un senso.
Spesso si guarda al carcere come alla risposta che è stata definita dall’ordinamento per reagire ai fenomeni
della criminalità: quando vi è un aumento delle incarcerazioni, non sempre vi è corrispondenza con aumento
della criminalità in quella zona, essendo il primo legato alla gestione di determinati fenomeni sociali e a
scelte istituzionali che, spesso, hanno a che fare con il fenomeno dell’allarme sociale (dagli inizi degli anni
90 il tasso di omicidi è calato drasticamente, con il minimo storico del 2018, ma, negli stessi anni, vi è stato
un aumento delle incarcerazione anche per reati violenti).
Il significato della penalità non è limitato all’esito tecnico del controllo della criminalità, né può
circoscriversi ad alcune finalità, come quella rieducativa, per pensare che tutto il sistema si sia orientato a
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ciò; in realtà, queste questioni rispondono a fini diversi. Ci sono infatti saperi, come quello psicologico e
quello criminologico, che agiscono nella sfera penale e definiscono cosa sia il crimine, cosa la giustizia,
prescindendo da ciò che la legge può prevedere; allora, la penalità è un luogo in cui si costruiscono
significati, un modo di vedere e dare senso a parole come delinquente, crimine, normalità, identità personale,
relazioni sociali… ed è quindi una sfera in cui tanti saperi (psichiatrico, psicologico, sociale, formativo,
educativo, criminologico), tanti discorsi, come quello sulla rieducazione o sulla riparazione, e tante pratiche
si relazionano, agiscono nell’attribuire significato a cosa sia la devianza, cosa l’adolescenza, cosa la pena e la
giusta punizione.
Diritto penale e politiche criminali
La storia del Tribunale per i minorenni si lega e fa comprendere come la giustizia penale non sia un insieme
di regole, ma invece fortemente connotato da culturalità e storicità. Questa lettura consente di interessarsi a
come le istituzioni agiscano in concreto, e di capire come le pratiche delle istituzioni si relazionino con le
politiche, le quali intendono affermare una direzione in cui devono andare le cose; in quest’ottica, il campo
delle politiche può essere inteso come la sommatoria delle misure messe in atto per affrontare un certo
problema (la politica sociale è sommatoria delle legislazioni e interventi messi in atto per affrontare i
problemi sociale), oppure può essere osservato per i significati che produce rispetto a un certo problema e
alla realtà sociale in senso più vasto.
Si pensi alla politica di riforma che introduce nuove modalità per affrontare la questione criminale attraverso
la finalità rieducativa e risocializzativa, ma non è solo questo, perchè una politica della giustizia penale che
introduce, ad esempio, misure alternative, introduce altresì un nuovo modo di considerare il potere punitivo e
la libertà degli individui in modo diverso da prima: non c’è più l’essere umano tendenzialmente uguale,
formalmente non distinto per quanto riguarda la classe sociale, e l’accesso alle opportunità, ma si concepisce
l’essere umano come individuo a sè, con una propria biografia sui cui agire affinché non vi sia più recidiva.
Allora, non si hanno introduzione di nuovi scopi della pena, ma un nuovo modo di dare forma alla
convivenza tra le persone. Quando parliamo di campo politico occorre considerare che è un luogo in cui si
affermano, ma prima di affermarsi si scontrano, diverse visioni dell’uomo, dell’autorità, e della società, per
cui il campo politico è sempre conflittuale (solo in una visione molto edulcorata la politica ha come unico
obiettivo il bene comune da tutti condiviso), in quanto le diverse istanze competono per dare significato al
termine stesso di bene comune, a creare un equilibrio poi definito ordine sociale.
La sfera penale non è pertanto un luogo asettico, bensì attraversato dalla politica, e attraverso il quale la
stessa agisce e ha un suo livello di normatività; la dimensione politica implica, quindi, che ogni sfera penale
sia storicamente determinata: la penalità ha dei confini sempre mobili che si possono leggere sia dal punto di
vista storico, sia dal punto di vista sociale, con la giustizia penale non come una questione solo di finalità, ma
anche di adattamenti continui a cambiamenti che avvengono all’interno all’esterno.
Nel diritto penale minorile è come se si sia voluto sperimentare di più in relazione a pratiche di deflazione
carceraria e di responsabilizzazione ma, nonostante le innovazioni, rimane comunque un luogo in cui la
funzione della pena è quella di punire e isolare come extrema ratio.
Lezione 2 / 6-10-20; Martedì
Il diritto penale minorile è un settore, un ambito della sfera penale, la quale è in stretta reazione alla politica
criminale, che è quell’ambito in cui non solo c’è una sommatoria di misure per affrontare la criminalità, ma
anche un insieme di significati che si producono rispetto a quel problema: non è semplicemente una legge
che istituisce un tribunale per affrontare un problema, ma è anche un ambito che attribuisce determinati
significati a cosa sia l’infanzia, la delinquenza, la devianza minorile e che, più in generale, attribuisce
significati alla realtà più vasta. Ad esempio, la giustizia penale inizia a concepire la possibilità di relazionarsi
con la famiglia, che diventa un soggetto fondamentale intorno al quale si costruiscono anche le politiche
criminali in a abito minorile, così come lo divengono gli enti di beneficienza, o quelli assistenziali: si inizia a
costruire un campo di giustizia penale che non è solo quello che prevede una relazione tra giustizia e carcere,
ma che inizia a prendere in considerazione una più vasta realtà sociale, fatto che diventa, nell’ideologia che
sostiene la costituzione del tribunale per i minorenni, un aspetto molto importante. Quindi, il diritto penale
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minorile fa parte di una sfera penale, e ha a che fare con una politica criminale che, appunto, è un campo di
significati che vengono attribuiti alle pratiche e alle istituzioni, e la stessa giustizia penale è un’istituzione
con una sua normatività, culturalità, e storicità.
Ordine sociale
La stessa idea di politicità è strettamente connessa a quella di ordine sociale, in quanto il capo delle politiche
è quello in cui competono, si confrontano, e si scontrano visioni e punti di vista culturali diversi rispetto a
questioni, e rispetto anche all’aspetto fondamentale circa come debba essere organizzata e a cosa debba
tendere una comunità. Questo è un aspetto importante da riconoscere, perchè occorre essere consapevoli del
fatto che la giustizia penale non è semplicemente un apparato burocratico che amministra una serie di
procedure in funzione di un obiettivo, ma è un luogo importante in cui si costruisce un’idea di società e
un’idea di ordine sociale: queste ultime, poi, riguardano sia la società, sia i suoi confini, i quali riguardano
ciò che è comprensibile, e ciò che non lo è, all’interno della stessa, cosa è consentito o meno, e quindi cosa è,
o non è, legittimo. Ad esempio, fino agli anni 60, in Inghilterra esisteva il reato di omosessualità, perche in
quel tipo di società esistevano ancora dei confini rispetto alla sessualità e alla morale stabilita in età
vittoriana, le quali avevano una sorta connotazione da stato penale etico, mentre oggi si sono ridefiniti i
confini di cioè che è definito comprensibile e, quindi, legittimo. Tuttavia, questo non significa che non
esistano dei confini, e il diritto penale è quella parte dell’ordinamento giuridico che è posta a tutela di questi
per mantenere, preservare e, in un qualche modo, ridefinire gli stessi. Questa concezione ha a che fare con
una visione dell’ordine sociale non consensuale e armonica, bensì conflittuale; tuttavia, con questo termine
non si intende, ma nemmeno per questo si esclude (ad esempio, dalla Rivoluzione Francese in poi si parla di
età delle rivoluzioni) una concezione necessariamente bellica per cui si crea necessariamente uno scontro
violento, ma significa che, per definire l’ordine sociale, ci sono diverse istanze, e non è più una visione
armonica e consensuale, qualcosa di fisso immutabile, o che deve essere raggiunto ed è uguale per tutti.
Filosofi utili per intendere il concetto di ordine sociale
- Le Forc (?) È un filosofo politico che ha parlato della perdita dell’origine del fondamento del potere, a
significare che, con la rivoluzione francese, si è scardinata definitivamente l’idea per cui l’ordine sociale
può essere concepito come un’unità, un bene comune da raggiungere perchè è stato fissato altrove, e
questo altrove è un luogo mitico da ricostruire nella realtà. Non esiste più, invece, un fondamento
eteronomo e divino dell’ordine sociale, ma si assume il fatto che l’ordine sociale è l’esito di una
conflittualità, di una serie di forze che agiscono ciascuna per i propri interessi, ideali ed esigenze, creando
sempre tensioni, per cui l’ordine stesso è sempre mutabile in relazione alle tensioni stesse.
- Lindhal, filosofo del diritto olandese, propone di passare da un’idea di order -significante un’idea di
fissità-, a un’idea di ordering, cioè qualcosa che ordina, dal sostantivo al verbo per proporre una visione
estremamente dinamica e sempre in evoluzione dell’ordine sociale, non esistendo questo, bensì solo i
processi di ordinamento sociale che non si fermano mai. Questi ragionamenti sono importanti perche la
sfera penale è parte di questo processo di ordinamento sociale, ne è uno degli elementi fondamentali.
- La penalità moderna si colloca, da quando fu concepita, cioè da Hobbes, nell’intersezione tra potere e
ordine: la penalità moderna viene concepita per la prima volta dal filosofo dello Stato, Hobbes, che, a
cavallo tra 1500 e 1600, parla del Leviatano, e asserisce che vi sia uno stato di guerra, di homo homini
lupus, in cui ciascuno si sente in diritto di poter prendere tutto ciò che è degli altri, persino il corpo altrui,
per il proprio interesse, e questa situazione provoca una situazione di scontro, di guerra continua,
caratterizzata dalla paura reciproca, non potendosi fidare di nessuno. Hobbes sostiene, però, che la paura
stimoli le persone vulnerabili a stabilire delle clausole di pace che consentano loro di tutelarsi rispetto ad
altri, le quali sono l’inizio di un nuovo sistema in cui non si è tutti contro tutti. Tuttavia, il problema di
dette clausole, è che non reggono, essendo affidate semplicemente alla buona volontà degli individui, per
cui per rendere più forti e cogenti le stesse occorre che vi sia un’autorità, qualcuno a cui trasferire la
funzione di garantire la pace, e questo qualcuno è l’autorità statuale, perdendo gli individui un pezzo della
propria libertà, per poter garantire la sicurezza affidando allo stato il potere di agire, l’autorevolezza. Così
nasce il Leviatano. In questo modo Hobbes sta dando una legittimazione forte al potere di punire dello
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Stato, dal momento che la giustizia penale, il potere punitivo, sta al cuore della nascita dello Stato
moderno, è il luogo che gestisce il trasferimento di potere dall’individuo allo stato, e che fa si che lo Stato
sia legittimato a utilizzare la forza contro chi non rispetta le regole.Quindi, la penalità moderna è al cuore
dello Stato moderno, e si trova nel punto di intersezione tra il potere statuale di punire per garantire la
pace e l’ordine in una società. Questo discorso ha avuto delle evoluzioni nel corso dei secoli, però pur lo
stesso Beccaria, pur definendosi contrario a Hobbes, quando parla di potere punitivo lo cita quasi alla
lettera, cosi come Montesquieu, definito in qualche modo l’anti-Hobbes, avendo come intento quello di
affermare le libertà degli individui per evitare che il potere sia dispotico, parte dalle stesse premesse per
quanto riguarda la legittimazione di fondo del sistema della giustizia penale.
La sfera penale, nelle sue linee di fondo, e nelle sue evoluzioni più recenti, non è più comprensibile se non è
intesa in questa relazione stretta con il progetto di società moderna, e quindi si pensa alla giustizia penale non
si deve pensare a delle regole interne, ma sempre al fatto che essa ha una proiezione rispetto al tema di quale
società vogliamo costruire, di quale ordine sociale si sta parlando, leggendo la stretta connessione tra sfera
penale, politicità, storicità, culturalità, e ordine sociale.
Peculiarità del diritto penale minorile
Questa premessa ci porta a concepire il diritto penale minorile come un caso di studio per comprendere più
in generale la dinamicità e la politicità del diritto penale: infatti, il diritto penale minorile è un ambito della
sfera penale che è peculiare per come è andato strutturandosi nel corso dell’ultimo secolo. Lo è dal momento
che si è sviluppato in maniera autonoma, anche se in continua relazione con la sfera penale più in generale,
per cui si può concepire come un luogo i cui i saperi e i diversi punti di vista sull’infanzia, adolescenza, sulle
diverse funzioni della pena, e sull’esigenza di difesa sociale, trovano un equilibrio nella produzione
legislativa e nelle pratiche istituzionali. C’è un sapere che si sviluppa sulla funzione della pena, essendo
possibile concepire l’infanzia all’interno del sistema penale in modo diverso dal momento che c’è
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