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Diritto penale minorile

Introduzione

È importante andare a definire dei concetti generali che riguardano il diritto penale e il diritto penale minorile. Sono questioni che aiutano a guardare il diritto penale minorile con un occhio diverso rispetto a quello che solitamente si utilizza quando si approcciano temi giuridici. Infatti spesso si parla di insieme di norme e istituti, ma non si capisce da dove derivano, quali sono le dinamiche che li hanno portati a essere centrali nella gestione della criminalità e come si è evoluto il sistema.

Quello del prof è un approccio alla giustizia penale caratterizzato da uno sguardo criminologico, ovvero volto a quella che è definita dal prof Forti come “immane concretezza”, che deve sostenere lo sguardo giuridico. Uno studio della giustizia penale attraverso gli occhi di chi ne osserva le dinamiche culturali, sociali, politiche, istituzionali. Non solo il diritto per come è scritto, ma come si è costruito socialmente e culturalmente un determinato istituto giuridico. Andarne a capire il significato all’interno della società.

Questo è uno schema che aiuta a posizionare il diritto penale all’interno di alcuni temi fondamentali. Il primo tema è quello che affronta la questione di che cos’è la sfera penale. Ancora prima di entrare nel diritto penale minorile dobbiamo darci delle coordinate per comprendere lo sguardo con cui possiamo leggere il diritto penale minorile.

  • La prima parte riguarderà la sfera penale;
  • La seconda parte la politica criminale;
  • La terza parte l’ordine sociale;

Guarderemo il diritto penale in relazione al fatto che la sfera penale è di un certo tipo, in base al fatto che il diritto penale è sempre l’esito di una politica criminale e in base al fatto che il diritto penale è sempre in relazione all’ordine sociale. Questa tripartizione, che ci fa capire come sia possibile che il diritto penale minorile sia diventato qualcosa di diverso dal diritto penale in sé, aiuta anche a leggere la penalità nella sua dimensione storica (storicità), politica (politicità) e culturale (culturalità).

Sfera penale

Quando parliamo di diritto penale parliamo di una sfera penale, di una sfera della penalità che in una lettura formale è concepita come una semplice risposta al problema della criminalità. In una lettura formale, da cui noi prendiamo le distanze, la sfera penale sarebbe solamente un insieme di apparati burocratici, di istituzioni comprensibili solo per la funzione che esercitano rispetto allo scopo prefissato dalla legge.

Sono una visione delle istituzioni che si riduce alla funzione che hanno e non c’è possibilità applicativa, di discrezionalità applicativa o di un qualcosa che si frappone tra l’obiettivo prefissato dalla legge per cui viene istituito quell’apparato e dall’altra parte non c’è neanche una dimensione sociale che permette di capire come si formano e producono le pratiche penali.

Nella lettura formale della sfera penale le istituzioni non sono altro che l’applicazione di una normativa e si perde il fatto che le istituzioni sono composte da uomini, ciascuno con propria visione del mondo, che le istituzioni applicano le leggi in modo differente da luogo a luogo perché risentono della cultura del luogo in cui sono. Occorre quindi recuperare una lettura non formale, ma una lettura istituzionale che sia sensibile alle dinamiche sociali e culturali nell’ambito del diritto.

Arriviamo alla definizione di che cos’è la sfera penale. Può essere concepita come un’area composta da istituzioni, pratiche, relazioni, discorsi, rappresentazioni; è un’area in cui non vale solo quello che dice la legge, perché per esempio la legge istitutiva di un unico tribunale (es. tribunale dei minorenni), pone determinati obiettivi a quella istituzione ma nel contempo quella istituzione si crea e crea le proprie pratiche, produce atti amministrativi, decisioni giudiziarie.

Crea discorsi, un sapere, un modo di leggere la realtà sociale e crea delle relazioni (per es. relazioni in cui la famiglia può giocare ruolo importante). Si crea quindi questa rete complessa in cui si intrecciano istituzioni, pratiche, relazioni a partire dalla particolarità con cui quell’istituzione agisce in quel contesto. Possiamo vedere le istituzioni formalmente come le istituzioni che agiscono in relazione a determinati scopi fissati dalla legge. Questa è sicuramente una lettura importante ma non sufficiente.

Bisogna nel contempo vedere come quella istituzione è costruita e si costruisce non solo in relazione alla legge ma anche ad altri aspetti, per es. cultura di persone che agiscono in quella istituzione, o alla dinamiche culturali esterne a quella istituzione che agiscono attraverso questa nel definire per es. che cos’è l’infanzia, la devianza, la normalità ecc. Tutte queste cose non emergono solamente dalla legge ma se si è sensibili nel leggere come le istituzioni sono parte della società e ne condividono le dinamiche.

Il termine pensa nel titolo, collegato alla istituzione del tribunale per i minorenni segna e rappresenta quello che è stato un cambio di paradigma, ovvero pensare le istituzioni e guardare a esse come dei soggetti che hanno e producono un loro sapere rispetto alle persone e alla società. Non sono solo apparati burocratici ma sono forme complesse in cui si intrecciano istituti giuridici, istituzioni, pratiche, relazioni ecc. supportati da agenzie, ideologie, pratiche discorsive di diverso tipo legate a diversi saperi.

Per esempio, nel tribunale dei minorenni non è solo la legge che dice qualcosa. C’è per es. la psichiatria, circa il concetto di imputabilità che comporta una evoluzione dei criteri con cui leggere la malattia mentale, oppure il concetto di maturità cambia su come il tribunale poi agisce. Da punto di vista storico non avrebbe senso un tribunale dei minorenni senza l’invenzione dell’infanzia come qualcosa di diverso e autonomo dall’età adulta.

Questo è lo sguardo da utilizzare. Uno sguardo che cerca di relazionare ogni istituzione alla politica a livello politico ma soprattutto culturale che sta al di fuori e attraversa l’istituzione. Uno sguardo che non è diverso da quello che aveva Santi Romano che diceva che c’era una corrispondenza molto forte, una sovrapposizione tra un ordinamento giuridico e ordinamento istituzionale. Cosa significa corrispondenza, sovrapposizione? Che ogni istituzione, ordinamento istituzionale, è anche un ordinamento giuridico, ovvero che ogni istituzione ha una propria normatività, cioè ha delle regole di funzionamento scritte e non scritte che regolano i rapporti all’interno di quella istituzione.

Per es. istituzione delle polizie, sono istituzioni che producono norme di comportamento, non necessariamente scritte ma date dall’esperienza e dalla trasmissione di un sapere tipico di quella istituzione, un sapere che si proietta sul mondo e che cerca di istituirlo. L’istituzione va oltre la semplice macchina burocratica che crea regole. Le istituzioni spesso sono il motore dei cambiamenti sociali perché è attraverso le istituzioni che si stabilizzano nuovi modi di vedere le cose. Anche in questo senso istituiscono questi nuovi modi di vedere le cose. Anche in questo senso l’istituzione di un nuovo tribunale dei minorenni è la codificazione, la cristallizzazione di uno sguardo sull’infanzia che è necessariamente diverso rispetto a quello che si aveva prima.

L’istituzione ha un suo sapere che riproduce sull’esterno e da lì in poi ciò che si dirà sugli adolescenti, in particolare su adolescenti con più problematiche nella relazione con la società, è ciò che dirà anche il tribunale dei minorenni. Questa istituzione non è solo applicazione di leggi, ma è una istituzione che produce un sapere e che agisce nel definire e stabilire cos’è l’adolescenza, chi è un adolescente, cosa significa adolescente problematico, cosa significa immaturità, in che relazione si pone adolescente con la famiglia.

Sono tutte tematiche che vedono come voce protagonista oltre alla psicologia sociale, a istituti caritatevoli, alla scuola ecc. ci sarà anche la voce autorevole della giustizia penale minorile nel dire chi è l’adolescente e che cosa deve fare. Quindi conoscere il tribunale penale dei minorenni e conoscere la giustizia penale minorile non significa conoscere solo le norme che regolano e indicano finalità. Questa è una parte importante ma da cui si parte per analizzare quello che più in generale è il significato di quella istituzione nell’ambito della società.

Ciascuna istituzione ha un proprio sapere ma al tempo stesso è inserita in una rete, in una ragnatela istituzionale politica culturale ideologica in cui le proprie pratiche acquistano un senso. Cosa significa? Che ogni istituzione ha delle proprie regole e un proprio sapere, ma allo stesso tempo è anche all’interno di una rete di istituzioni, una ragnatela di discorsi politici, ideologie culturali in cui le pratiche che adottano acquistano un senso e sono comprensibili a tutti (es. il carcere, la penalità e la criminalità).

Molto spesso si guarda al carcere come il luogo, la risposta definita dall’ordinamento per reagire ai fenomeni della criminalità. Noi vediamo il carcere come l’istituzione che serve per reagire al fenomeno della criminalità. Corretta come visione ma parzialmente. Questo perché carcere, penalità e criminalità sono in una relazione molto meno lineare da come si pensa. Per es. non è vero che c’è una relazione diretta tra aumento della criminalità e degli ingressi in carcere. Quando vediamo che c’è un aumento delle incarcerazioni questo non è dovuto a un aumento della criminalità, in quanto queste sono legate a una serie di più fattori e dinamiche, per es. gestire una serie di fenomeni sociali oppure concentrarsi più su alcuni aspetti. Una serie di scelte istituzionali che non hanno necessariamente relazioni con la criminalità o una maggiore presenza di essa. Spesso hanno a che fare con il fenomeno dell’allarme sociale della criminalità.

Dagli inizi degli anni '90 il tasso di omicidi in Italia è calato drasticamente, con un minimo storico nel 2018 e negli stessi anni c’è stato un aumento delle incarcerazioni anche per reati violenti. Quindi le dinamiche della penalità, della incarcerazione da una parte e della criminalità dall’altra sono dinamiche che sono indipendenti a volte, non legate necessariamente. Allora bisognerebbe studiare il carcere non solo come la risposta della società alla criminalità, ma leggerlo e interpretarlo per le funzioni sue proprie. Ed è questa lettura del carcere che ha consentito come le finalità del carcere, per es. rieducativa, ex cost. nella realtà dei fatti abbia ben poco spazio per agire perché il carcere resta vincolato alla sua funzione di fondo che è quella di gestione del disagio. E il carcere è la principale istituzione che si occupa di disagio psichico.

Questo per dire che bisogna guardare le istituzioni non solo per quello che dovrebbero essere in base alla legge ma per quello che sono nella realtà in base a ciò che esprimono e vengono utilizzati. Quindi come sostenevano due tra i più grandi studiosi della giustizia penale, Garland e Young nel 1983: “Il significato della penalità non è limitato all’esito tecnico del controllo della criminalità, né, d’altra parte, può circoscriversi a un discorso che suggerisce che questa risposta deve avere (...). La natura, la forma e il contenuto di questa risposta non sono determinate sotto ogni punto di vista dal ‘problema della criminalità’”.

Cioè il significato della penalità non è limitato al fatto che sia più o meno efficace nel controllare la criminalità, né può essere circoscritto alla finalità rieducativa della pena e pensare che tutto il sistema penale si sia orientato alla rieducazione perché lo dice la costituzione. La natura, la forma, il contenuto di questa risposta non sono determinate sotto ogni punto di vista dal problema della criminalità ma rispondono a logiche diverse. La criminalità produce significati sul delinquente, sul crimine, sulla punizione. Ci sono istituzioni della sfera penale e ci sono saperi come quello psichiatrico, psicologico e criminologico che agiscono in sfera penale e definiscono loro stessi chi è il crimine, il delinquente, che cos’è una punizione giusta al di là di quello che la legge può prevedere.

Ma la penalità ha anche una relazione diretta con l’autorità, potere, normalità, moralità, personalità, identità personale, relazione sociale ecc. La penalità è un luogo dove si costruiscono significati, un modo di vedere e dare senso a parole come delinquente, crimine, punizione, autorità, potere, moralità, normalità, relazioni sociali ecc. Bisogna iniziare a concepire la penalità come una sfera in cui tanti saperi (psichiatrico, criminologico, psicologico, educativo, ecc.), tanti discorsi, riparazione educazione, e tante pratiche che agiscono nel costruire significato riguardo a cos’è devianza, la pena, adolescenza, giusta punizione.

Su questo tema leggeremo la storia del tribunale dei minorenni, perché è una storia che si lega e fa comprendere come la giustizia penale non sia solo un insieme di regole ma sia caratterizzato da storicità e culturalità.

Politica criminale

Questa lettura della sfera penale consente da un lato di interessarsi a come le istituzioni agiscono in concreto, questi tribunali cosa hanno fatto, chi li ha voluti, come si sono relazionati con altre istituzioni presenti sul territorio. Capire come queste istituzioni agiscono in concreto, sviluppando un proprio sapere sui temi che affrontano e contribuendo in tal modo a definirli. Dall’altro consente di capire come saperi e pratiche si relazionano con le politiche. Le politiche intendono sempre affermare una certa idea di come devono andare le cose e modalità per farle andare in quel modo.

Cosa si intende per campo delle politiche? Si può intendere semplicemente come la sommatoria delle misure messe in campo per affrontare un certo problema (e dunque osservabili solo in relazione alla capacità o meno di affrontarlo), per es. la politica sociale è la sommatoria delle legislazioni e interventi messi in atto per affrontare i problemi sociali. Dunque sono osservabili solo in base alla loro capacità di affrontarli.

Oppure c’è lo sguardo che propone il prof. Il campo delle politiche può essere osservato per i significati che produce rispetto a un certo problema e alla realtà sociale in senso più vasto (Es. una politica di riforma della giustizia penale che introduce le misure alternative alla detenzione). Questa politica di riforma introduce nuovi scopi e modalità per affrontare la questione criminale attraverso una finalità rieducativa. Non è solo questo. Una politica della giustizia penale afferma anche un nuovo modo di vedere la relazione tra autorità e libertà. Introdurre misure alternative vuol dire considerare il potere punitivo in modo diverso da prima. Di considerare la libertà degli individui in modo diverso di prima.

Un modo diverso di considerare lo stesso essere umano. Un essere umano non più come nella scuola classica tendenzialmente uguale, che non prevede distinzioni di classe sociale, ma una ideologia trattamentale che vede individuo come essere a sé specifico con proprie caratteristiche e biografia su cui agire. Non è solo introduzione di nuovi scopi alla pena ma anche un nuovo sguardo all’essere umano, un nuovo modo di concepire convivenza tra le persone. L’ideologia trattamentale che ha introdotto misure alternative alla detenzione e che ha dato un certo significato alla finalità rieducativa è anche un modo di affermare una certa forma di convivenza tra le persone basata sul rispetto.

Quando noi parliamo di campo politico dobbiamo considerare che non è un insieme di norme e politiche, ma è proprio un campo, un luogo in cui si affermano e prima si confrontano e scontrano diverse visioni dell’uomo, dell’autorità e della società. Quindi il campo politico è innanzitutto conflittuale, mai solo consensuale. In esso si confrontano, competono e si scontrano posizioni, visioni, punti di vista che sono espressione di diverse istanze e urgenze. Diverse idee per es. di politiche, di cosa deve essere bene comune. Queste idee e istanze si scontrano e poi si stabilizzano in quello che è l’ordine sociale.

La sfera penale quindi non è comprensibile se non è intesa nella sua dimensione politica. È un luogo attraversato dalla politica ma è essa stessa un luogo politico. Non è un luogo asettico, bensì è un luogo attraversato dalla politica e, attraverso cui la politica, come campo politico e insieme di istanze, che produce significati e modi di agire, schemi di azione, è cioè normativa, ha un suo livello di normatività.

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosandim di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale minorile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Cornelli Roberto.
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