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BENE GIURIDICO E POLITICA CRIMINALE NELLA RIFORMA DEI REATI

SESSUALI

CONTENUTO E MESSAGGIO NELLE NORME CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE

ITRODOTTE NEL 1996

Nel 1996 anche in Italia il legislatore ha posto mano alla materia dei reati sessuali, nonostante il

corale consenso politico però questa riforma ha riscosso scarse approvazioni in dottrina.

Occorre subito ricordare che il bisogno di una riforma era stato collegato a due premesse: da un lato

si rilevava l’obsolescenza delle norme penali incriminatrici di fatti di violenza sessuale e l’assenza

di una specifica disciplina processuale, dall’altro emergeva un incremento del fenomeno di violenza

sessuale.

L’esigenza della riforma era segnalato anche da rilievi giuridici e da rilievi criminologici.

Quanto ai rilievi giuridici, si denunciava l’anacronistica collocazione dei reati sessuali nel titolo IX,

ritenuta rivelatrice di una concezione della libertà sessualecome bene piegato alla tutela dei valori

della collettività e quindi protetto solo se coincidente con questi. Inoltre si rilevava come la

distinzione tra congiunzione carnale e atti di libidine violenti teneva conto non tanto

dell’umiliazione del soggetto passivo, ma dei contrassegnidella condotta posta in essere dal

soggetto attivo.

Quanto ai rilievi criminologici, le statistiche segnalano un crescendo dell’andamento del fenomeno

a partire dagli anni 70. Sarebbe tuttavia riduttivo ricondurre le motivazioni politiche poste alla base

dell’approvazione della legge n. 66 del 1996 esclusivamente a questi rilievi. C’era infatti, la

necessità di trasmettere alla società un messaggio di promozione della libertà e della dignità della

persona umana.

Di qui l’enorme significato di cui si è caricata la nuova collocazione sistematica dei reati sessuali

all’interno del codice Rocco e la ferma convinzione che l’unificazione legislativa delle due figure

di congiunzione carnale violenta e atti di libidine violenti nella fattispecie unica del delitto di

violenza sessuale rappresentasse lo scenario per invogliare le vittime a denunciare di volta in volta

torti subiti.

Il fatto che alla fine il legislatore si sia accontentato di un livello minimo di intervento è dovuto alla

necessità di procedere oltre e di arrivare comunque ad una legge in materia, quale che fosse.

LA CLASSIFICAZIONE DEI REATI A SFONDO SESSUALE NEL CODICE ROCCO

La novità della legge del 1996 è costituita senza dubbio dalla nuova collocazione dei reati a sfondo

sessuale all’interno del codice penale. Si deve subito rilevare che la collocazione dei cosiddetti reati

sessuali nella sistematica del codice rocco era stata criticata non solo per il suo anacronismo ma

anche per l’incoerenza in cui si era risolta. I reati in questione, erano compresi all’interno del titolo

IX, dedicato ai delitti contro la moralità pubblica e il buon costume.

Questa catalogazione imponeva di ravvisare una dimensione pubblicistica dei reati sessuali; così i

giuristi dell’epoca quando si trattava di spiegare come mai in un titolo predisposto per la tutela di un

bene collettivo trovasse spazio un capo in cui erano inseriti reati offensivi di un diritto di libertà

dell’individuo tendevanoa rifugiarsi in imbarazzanti giochi di parole.

Così, sulla stessa linea di pensiero, si sosteneva che i delitti contro la libertà sessuale oltre a

costituire una lesione della libertà individuale costituiscono anche la lesione di un altro specifico

interesse che ha natura pubblica , consistente nella moralità pubblica e buoncostume.

Neppure nei lavori preparatori del codice si rinvengono elementi capaci di risolvere l’ambiguità

della classificazione prescelta.

Se si considera che anche nei codici dell’Italia liberale, come il codice Zanardelli, i reati sessuali

vengono sempre inquadrati all’interno di intitolati pubblicistici si può senz’altro pensare che

l’ambigua impostazione classificatoria del codice Rocco, non rappresenta che la sublimazione


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto penale sulla riforma relativa ai reati sessuali, con particolare riferimento al bene giuridico e alla politica criminale che comprende la descrizione del contenuto delle norme contro la violenza sessuale introdotte nel 1996, la classificazione dei reati a sfondo sessuale previsti dal Codice Rocco confrontata con la classificazione prevista dal Codice Zanardelli.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Stile Alfonso.

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