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I REATI SESSUALI NELLA LEGISLAZIONE PENALE ITALIANA

I delitti sessuali sono attualmente previsti e disciplinati dal c.p. negli artt 609 bis-609 decies e

sono collocati nel XII titolo del II libro ( delitti contro la persona).

Nell’edizione originaria del codice del 1930, questa materia era disciplinata negli artt 519 ss

ed era collocata nel IX titolo del II libro (delitti contro la moralità pubblica ed il buon

costume).

Il trasferimento del titolo è avvenuto con la l.66/1996 che ha modificato profondamente la

disciplina dei delitti sessuali.

E’ importante, quindi, analizzare i delitti sessuali all’interno dei vari codici: sia nel codice

zanardelli che nel codice rocco.

I DELITTI SESSUALI NEL CODICE ZANARDELLI

Nel codice Zanardelli, i delitti sessuali erano collocati nel titolo VIII del II libro c.p.(dei delitti

contro il buon costume e l’ordine delle famiglie). In questo titolo erano state inserite

fattispecie che, oggi, per molti aspetti appaiono eterogenee; d’altro canto occorre rilevare che,

essendo stati assunti come punti di riferimento il buon costume e l’ordine delle famiglia, non

deve apparire strano che queste figure di reato venissero accolte in un unico titolo. Infatti sia il

buon costume che l’ordine della famiglia possono essere considerati sotto diversi punti di

vista. Tutto ciò trova riscontro nella relazione ministeriale al progetto del 1887, dove si

spiegavano le ragioni della classificazione e della riunione in un unico titolo di reati. Si

spiegava che il buon costume e l’ordine delle famiglie, erano beni giuridici essenziali della

società civile, che si integravano reciprocamente e che si trovavano accoppiati anche in

relazione alla tutela che la legge penale apprestava ad essi.

Secondo questa impostazione, le ragioni della tutela penale non riguardavano il

riconoscimento di un bene di cui era titolare la persona, ma riguardavano l’interesse sociale o

pubblico alla protezione di quel bene, individuato nell’inviolabilità carnale.

Il codice el 1889 divideva quelle che oggi chiamiamo violenze sessuali in due fattispecie:

1) violenza carnale (art. 331) di cui era responsabile chiunque che, con violenza o

minaccia, avesse costretto una persona dell’uno o dell’altro sesso a congiunzione

carnale.

2) Atti di libidine violenti (art 333 ) di cui era responsabile chi, con violenza o minaccia,

avesse commesso su una persona dell’uno o dell’altro sesso atti di libidine non diretti

a commettere il delitto di violenza carnale.

L’art 334 prevedeva inoltre un aumento di pena nel caso in cui questi atti fossero stati

commessi con il concorso di due o più persone.

Si deve osservare che, essendo configurabile per le due fattispecie anche il relativo tentativo,

non fu sempre agevole qualificare il fatto concreto sottoposto a giudizio secondo una delle

quattro possibili fattispecie. Ciò avveniva soprattutto per la difficoltà di ricostruire l’elemento

psicologico.

E’ opportuno anche ricordare riguardo questi delitti che il codice del 1889 richiedeva per la

sussistenza di tali illeciti che essi venissero imposti alla persona offesa e compiuti con

violenza e minaccia.

Quanto alla corruzione di minorenne il codice configurava un reato di danno; l’art 335

incriminava chiunque, mediante atti di libidine, corrompeva una persona minore di 16 anni.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto penale sulle lezioni del Professor Franco Coppi con analisi dei seguenti argomenti: i delitti sessuali nel Codice Zanardelli (la distinzione tra violenza carnale e gli atti di libidine violenti), i reati sessuali nella legislazione penale italiana, i reati sessuali nel Codice Rocco (l'introduzione del capo della "libertà sessuale", la configurazione del reato di pericolo al posto del reato di danno).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Coppi Franco.

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