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Omicidio preterintenzionale.

• Per l ‘ articolo 584 risponde di questo reato: " chiunque, con atti diretti a commettere uno

dei delitti previsti dall'articoli 581 e 582, cagiona la morte di un uomo ".

I delitti di cui parla in questa disposizione sono le percosse e le lesioni personali.

Pertanto l'ipotesi configurata dal legislatore consiste nel fatto che l'individuo che, ponendo in essere atti

diretti a percuotere una persona o procurarle una lesione personale, ne determina la morte senza

volerlo.

Poiché la legge parla di atti diretti a commettere uno dei delitti previsti dell'articolo 581 e 582, non si

richiede che questi reati (percosse e lesioni) abbiano raggiunto il momento consumativo: basta che

siano tentati.

Così risponderà di omicidio preterintenzionale colui che tenti di ferire una persona la quale per

sfuggire alla minaccia trovi la morte cadendo in un precipizio.

Il delitto si consuma nel luogo e nel momento in cui si verifica il decesso della vittima.

• Il tentativo di omicidio preterintenzionale è inconcepibile in quanto in esso manca la volontà

che lo perfeziona: la morte.

Elemento soggettivo consiste nel semplice dolo del cosiddetto reato-base (che cioè nel dolo proprio del

delitto di percosse o di lesioni personali). È logico che se nel fatto si riscontrasse dolo nell'omicidio non

si parlerebbe di delitto preterintenzionale.

Omicidio preterintenzionale.

risponde di questo reato: " chiunque, con atti diretti a

articolo 584 commettere uno dei delitti previsti dall'articoli 581 e 582,

cagiona la morte di un uomo ".

consiste nel fatto che l'individuo che, ponendo in essere atti diretti a

percuotere una persona o procurarle una lesione personale, ne

determina la morte e senza volerlo.

• è inconcepibile in quanto in esso manca la volontà che lo

Il tentativo di omicidio perfeziona: la morte.

preterintenzionale

Sanzioni: La reclusione da 10 a 18 anni 9

Omicidio colposo.

• È previsto nell'articolo 589, il quale lo descrive con una semplice formula: " chiunque

cagiona, per colpa, la morte di un uomo ".

Deve pertanto sussistere colpa e il rapporto di causalità che deve intercedere tra la condotta imprudente

negligente e l'evento.

Sanzioni: di regola la reclusione da sei mesi a cinque anni

Accanto alle norme relative all'omicidio preterintenzionale e all'omicidio colposo, deve essere ricordata

la disposizione contenuta nell'articolo 586, il quale sotto la rubrica " morte o lesioni come

conseguenza di altro delitto” recita che " quando un fatto preveduto come delitto doloso deriva, quale

conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione della persona, si applicano le disposizioni

dell'articolo 83, ma le pene stabilite negli articoli 589 e 590 sono aumentate.

Questa norma non delinea una figura particolare reato ma sembrerebbe una forma di aberratio delicti,

in quanto sancisce un aumento di pena per il caso che il delitto diverso da quello voluto dall ‘ agente

sia la morte o la lesione personale. Omicidio colposo.

• il quale lo descrive con una semplice formula: " chiunque cagiona,

È previsto nell'articolo per colpa, la morte di un uomo ".

589,

Sanzioni: di regola la reclusione da sei mesi a cinque anni 10

RIEPILOGO SULL’ OMICIDIO

DOLOSO SEMPLICE DOLOSO AGGRAVATO PRETERINTEZIONALE

ART. 575 584

natura delle aggravanti in " chiunque, con atti diretti

" chiunque cagiona la questione esse possono

morte di un uomo è a commettere uno dei

punito... ". essere raggruppate a seconda delitti previsti dall'articoli

che si riferiscano: 581 e 582, cagiona la morte

1) all'elemento soggettivo del di un uomo ".

reato;

2) alle modalità dell'azione

criminosa o ai mezzi usati;

3) alla connessione con altri

reati;

4) alla qualità del soggetto

attivo;

5) ai rapporti fra il colpevole

offeso.

TENTAT Il tentativo di omicidio

IVO preterintenzionale è

inconcepibile in quanto in

esso manca la volontà che lo

perfeziona: la morte.

SANZIO la reclusione non l'ergastolo, escluso il caso La reclusione da 10 a 18 anni

NI contemplato nell'ultimo

inferiore ad anni 21 (da

21 a 24) con pena comma dell'articolo 577

aumentata da un terzo alla (quasi parricidio o parricidio

metà, se il fatto è improprio) per il quale è

commesso da persona già sancita la reclusione da 24 a

sottoposta a misura di 30 anni.

prevenzione

COLPOSO DEL CONSENZIENTE ISTIGAZIONE AL

SUICIDIO

ART. 589 579 580

" chiunque cagiona, per " cagiona la morte di un " chiunque determina

chi

uomo, col consenso di lui ".

colpa, la morte di un altri al suicidio o rafforza

uomo ". l ‘ altrui proposito di

questione più suicidio, ovvero ne

importante è quella che agevola in qualsiasi modo

si presenta nella l'esecuzione ".

eutanasia.

La parola eutanasia vuole

indicare la morte dolce e

calma.

TENTAT

IVO

SANZIO reclusione da sei mesi a la reclusione da sei a 15 anni.

NI cinque anni 11

Lesioni personali e percosse

1) Lesione personale (comune).

• Per l'articolo 582 comma primo, questa figura delittuosa , che va sotto il nome di " lesione

personale lieve " consiste nel fatto di colui che " cagiona ad alcuno una lesione personale,

dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente ".

Se la malattia ha una durata non superiore a 20 giorni e non si verificano le conseguenze

indicate nell'articolo 583, ne concorrono circostanze aggravanti previste nell'articolo

585, il delitto è perseguibile a querela della persona offesa.

• La forma più tenue di lesione che si desume dalla norma ora richiamata viene comunemente

detta " lievissima ".

• Quando la malattia derivante dalla lesione si potrà e oltre 40 giorni, il fatto trapassa nella

lesione grave o gravissima di cui all'articolo 583.

• È lesione personale comune la lesione che provoca una malattia aventi una durata maggiore

dei 20 giorni non superiore ai 40.

La violenza fisica non è necessaria per l'esistenza del delitto di lesione personale. Questo può

commettersi anche con mezzi morali e anche con mezzi che per nessun verso possono considerarsi

violenti.

Dato che la violenza non è richiesta perché si abbia il reato l'espressione " cagionare una lesione da cui

derivi una malattia " equivale a " produrre in qualsiasi modo una malattia ". Il delitto pertanto non

ha 220, non uno soltanto: la malattia

• Per " malattia " deve intendersi " quel processo patologico, acuto o cronico, localizzato o

diffuso, che determina una apprezzabile menomazione funzionale dell'organismo".

Se il processo morboso investe l'organismo fisico si ha " malattia nel corpo ";

Se investe l ‘ organismo psichico si ha " malattia nella mente ".

Per l'esistenza del dolo occorre la volontà e previsione dell'evento e cioè della malattia nel significato

appena espresso.. Il dolo del delitto in parola sussiste tutte le volte che il reo ha previsto che il suo

comportamento avrebbe potuto determinare un pregiudizio all'integrità personale del paziente ed ha

agito al fine o a costo di cagionarlo.

Se il fatto è stato commesso col dolo che proprio del delitto di omicidio (con animo necandi) il

soggetto risponderà di omicidio tentato. Il reato di lesione personale in tal caso rimane assorbito nel

reato maggiore essendo necessariamente contenuto in esso.

• Il verificarsi della malattia è il vero evento naturalistico della lesione personale e segna il

momento consumativo del reato.

• È prevista la configurabilità del tentativo.

• Nella lesione con durata non superiore a 20 giorni la perseguibilità è a querela di parte.

Sanzioni: la reclusione da tre mesi a tre anni. Tale pena è aumentata da un terzo alla metà se concorre

alcuna delle circostanze dell'articolo 576 12

2) Lesione personale grave e gravissima

• L'articolo 583 recita che:

" la lesione personale è grave:

1) se dal fatto deriva una malattia che mette in pericolo la vita della persona offesa,

ovvero una malattia o una incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un

tempo superiore ai 40 giorni;

2) se il fatto produce indebolimento permanente di un senso o di un organo.

La lesione personale è gravissima se dal fatto deriva:

1) una malattia certamente o probabilmente insanabile;

2) la perdita di un senso;

3) la perdita di un arto, una mutilazione che renda l'arto inservibile, ovvero la perdita

dell'uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave

difficoltà della favella;

4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso.

• La lesione grave e la lesione gravissima non sono circostanze aggravanti della lesione comune,

ma autonome figure di reato.

Per quanto riguarda l'elemento soggettivo del reato: per l'esistenza del dolo in ognuno di essi è

necessaria la volontà del relativo evento e perciò come nella lesione personale comune il reo deve

prevedere che dal suo operato deriverà una malattia nel corpo con nella mente del soggetto passivo,

così nella lesione personale grave deve temere il verificarsi di uno degli eventi indicati nel primo

comma dell'articolo 583 e nella lesione personale gravissima verificarsi di uno degli eventi di cui al

secondo comma dell'articolo medesimo.

Da tutto ciò deriva che il giudice è apposto dinnanzi al non facile compito di accertare, caso per caso, il

risultato specifico a cui mirava l ‘ agente.

Il problema sorge quando il soggetto, nell'intento di cagionare una data lesione, ne determini, senza

volerlo, una di maggiore gravità: per esempio volendo graffiare una persona (lesione personale

comune), produca la perdita di un occhio (pensione personale grave) oppure lo sfregio permanente del

viso (lesione personale gravissima).

In questi casi il nostro codice contiene una disposizione che è una specie di valvola di sicurezza,

applicabili in tutti casi che non hanno una particolare regolamentazione.

Ci riferiamo all'articolo 586, il quale contempla l'ipotesi che da un fatto preveduto come delitto doloso,

derivi, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione personale di una persona.

Pertanto il reo risponderà di lesione comune dolosa in concorso di lesioni colpose (grave o gravissima)

con l'aumento di pena stabilita dall'articolo 586.

In ordine alle varie ipotesi di lesione grave si osserva che:

A) " malattia che mette in pericolo la vita della persona " non è qualsiasi malattia che presenti una

considerevole probabilità di esito letale. Affinché si ricorra l'ipotesi è necessario che in un dato

momento la vita del paziente sia stata effettivamente in pericolo e più in particolare che alterazioni

verificatisi nell'organismo abbiano creato un equilibrio così instabile da poter precipitare per la più

piccola causa.

B) " per incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni " si intende l'impossibilità di svolgere

l'attività consueta che non deve confondersi come " incapacità di lavoro " perché in tal caso

resterebbero esclusi il vecchio e il bambino.

C) per quanto riguarda " indebolimento permanente di un senso di un organo " si premette che "

senso " è il mezzo che destinato a porre l'individuo in contatto con il mondo esteriore, facendogli

percepire gli stimoli che ne provengono: vista, udito, gusto, olfatto, eccetera. 13

A costituire la lesione grave e basta l'indebolimento del senso, mentre se si verifica la perdita sia

lesione gravissima.

Rispetto all'ipotesi di lesione gravissima va notato:

A) " malattia certamente o probabilmente insanabile " è quello stato di alterazione funzionale che,

a giudizio della scienza, non può cessare, o solo in rari casi si risolve in guarigione; e quindi, la malattia

è presumibilmente destinata a durare tutta la vita.

B) la “perdita di un senso " si verifica allorché il senso è completamente distrutto

C) la " perdita di un arto " è la distruzione di una delle propaggini del tronco addette a compiere i

grandi movimenti

D) la " perdita dell'uso di un organo " implica che l'insieme delle parti del corpo che lo costituiscono,

siano così danneggiate da non poter più adempiere alla funzione cui sono destinate

E) " la perdita di capacità di procreare " comprende non solo l'impotenza coeundi e l'impotenza

generandi, ma anche nella donna, l'incapacità del parto come la deformazione del bacino che rende

impossibile l'espulsione spontanea del feto

F) per " permanente e grave difficoltà della favella " si intende un profondo disturbo funzionale che

ponga il leso in spiccata inferiorità nelle sue relazioni con gli altri

G) per " viso " si intende la parte del corpo che è visibile stando di fronte alla persona compreso il lato

anteriore del collo e si ha " sfregio permanente " quando la regolarità e l'armonia dei lineamenti del

viso è alterata in modo notevole (cicatrici appariscenti, perdita di una parte del padiglione dell'orecchio,

lacrimazione perenne eccetera); ricorre la “deformazione " allorché si verifica una vera sfigurazione

ciò è un'alterazione determina nell'osservatore ripugnanza e ribrezzo.

Sanzioni: per la lesione personale grave la reclusione da tre a sette anni;

Per la lesione gravissima la reclusione da sei a 12 anni.

3) Lesione personale colposa.

• È prevista dall'articolo 590: " se chiunque cagiona ad altri, per colpa, una lesione personale è

punito eccetera "

• È richiesta la querela della persona offesa eccezion fatta delle lesioni gravi o gravissime

relative a fatti commessi con violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni

sul lavoro o po' attinenti all'igiene del lavoro.

In caso di dolo, invece, come abbiamo visto, la perseguibilità a querela di parte è

limitata alla cosiddetta lesione lievissima (malattia non superiore a 20 giorni)

Sanzioni:

nella lesione colposa comune la reclusione fino a tre mesi oppure la multa fino al 600.000 lire;

nella lesione grave, la reclusione da uno a sei mesi oppure la multa da 240.000 al 1.200.000 lire;

nella lesione gravissima la reclusione da tre mesi a due anni o la multa da 600.000 2.400.000 lire

4)Percosse

• L'articolo 581 prevede, come reato a sé, la percossa. Di tale reato risponde colui che " percuote

taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente "

Poiché percuotere significa urtare violentemente, nella previsione della norma rientrano quelle che una

volta si dicevano le vie di fatto: cioè lo schiaffo, il pugno, il calcio, la bastonata e le altre simili

manifestazioni di violenza non produttive di malattia.

La percossa di regola determina una sensazione dolorosa, ma questa non è essenziale per esistenza del

reato. 14

Poiché la legge, per distinguere la percossa dalla lesione personale, fissa la condizione che dall'urto

violento non derivi una malattia nel corpo o nella mente, i limiti della figura della percossa dipendono

dalla nozione di malattia . Se l ‘ ecchimosi (livido, macchia di colore verdastro, prodotta da stravaso di

sangue) la si considera malattia, il suo verificarsi in porta il trasferimento del fatto sotto il titolo di

lesione personale.

Sembra ragionevole che la ecchimosi non possa qualificarsi malattia, poiché non produce alcuna

menomazione funzionale dell'organismo o ne produce una irrilevante.

Per la punibilità della percossa si richiede il dolo non essendo prevista la forma colposa

• Il delitto perseguibile a querela della persona offesa

Sanzione: la reclusione sino a sei mesi oppure la multa fino a 600.000 lire

L'aborto in generale.

Per il diritto penale è " aborto " e l'interruzione intenzionale del processo fisiologico della gravidanza

con la conseguente morte del prodotto del concepimento. 15

Lesione Lesione Lesione personale Lesione Percosse

personale personale grave gravissima personale

(comune). colposa.

ART. 583 583 590 581

582 comma I

colui che “ cagiona ad “ la lesione è grave: gravissima se dal “ se chiunque Ne risponde colui che “

La lesione è

1) se dal fatto deriva fatto deriva: cagiona ad altri, percuote taluno, se dal

alcuno una lesione una malattia che mette 1) una malattia certamente o per colpa, una fatto non deriva una

personale, dalla quale in pericolo la vita della probabilmente insanabile; lesione personale malattia nel corpo o nella

deriva una malattia persona offesa, ovvero 2) la perdita di un senso; è punito eccetera mente “

nel corpo o nella una malattia o una 3) la perdita di un arto, una “

mente incapacità di attendere mutilazione che renda l’arto

alle ordinarie inservibile, ovvero la perdita

occupazioni per un dell’uso di un organo o della

tempo superiore ai 40 capacità di procreare, ovvero

giorni; una permanente e grave

2) se il fatto produce difficoltà della favella;

4) la deformazione, ovvero lo

indebolimento sfregio permanente del viso.

permanente di un

senso o di un organo.

VARIE La forma più tenue di La lesione grave e la lesione gravissima non sono Norma rientrano quelle

FORME lesione è quella circostanze aggravanti della lesione comune, ma che una volta si dicevano

lievissima della durata autonome figure di reato. le vie di fatto: cioè lo

non superiore a 20 schiaffo, il pugno, il

giorni calcio, la bastonata e le

altre simili

Lesione personale

comune quella che manifestazioni di

provoca una malattia violenza non produttive

aventi una durata di malattia.

maggiore dei 20 giorni

non superiore ai 40.

È prevista la

configurabilità del

tentativo. 16

Lesione personale (comune) Lesione personale grave Lesione personale gravissima Lesione personale Percosse

colposa. Il delitto perseguibile a

QUEREL Il delitto è perseguibile È richiesta la querela della persona

A querela della

a querela della offesa

persona offesa è la persona offesa

lesione personale eccezion fatta per

comune “ lievissima “. le lesioni gravi o

gravissime

relative a fatti

commessi con

violazione delle

norme in materia

di prevenzione

degli infortuni

sul lavoro la reclusione sino a sei

SANZIO la reclusione da tre mesi per la lesione personale Per la lesione gravissima la Lesione colposa

NI: a tre anni. Tale pena è grave la reclusione da tre reclusione da sei a 12 anni. mesi oppure la multa fino

comune: a 600.000 lire

aumentata da un terzo a sette anni; reclusione fino a

alla metà se concorre tre mesi o multa

alcuna delle circostanze fino a 600.000

dell’articolo 576 lire;

lesione grave:

reclusione da uno

a sei mesi oppure

la multa da

240.000 a

1.200.000 lire;

lesione

gravissima:

reclusione da tre

mesi a due anni o

la multa da

600.000 a

2.400.000 lire 17

lesione grave si osserva che:

In ordine alla

A) " malattia che mette in pericolo la vita della persona " è necessario che in un dato momento la vita del paziente sia stata effettivamente

in pericolo o che alterazioni verificatisi nell'organismo abbiano creato un equilibrio così instabile da poter precipitare per la più piccola causa.

B) " per incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni " si intende l'impossibilità di svolgere l'attività consueta che non deve

confondersi come " incapacità di lavoro " perché in tal caso resterebbero esclusi il vecchio e il bambino.

C) per quanto riguarda " indebolimento permanente di un senso di un organo " si premette che " senso " è il mezzo che destinato a porre

l'individuo in contatto con il mondo esteriore, facendogli percepire gli stimoli che ne provengono: vista, udito, gusto, olfatto, eccetera.

A costituire la lesione grave e basta l'indebolimento del senso, mentre se si verifica la perdita sia lesione gravissima.

Rispetto all'ipotesi di lesione gravissima va notato:

A) " malattia certamente o probabilmente insanabile " è quello stato di alterazione funzionale che, a giudizio della scienza, non può

cessare, o solo in rari casi si risolve in guarigione; e quindi, la malattia è presumibilmente destinata a durare tutta la vita.

B) la “perdita di un senso " si verifica allorché il senso è completamente distrutto

C) la " perdita di un arto " è la distruzione di una delle propaggini del tronco addette a compiere i grandi movimenti

D) la " perdita dell'uso di un organo " implica che l'insieme delle parti del corpo che lo costituiscono, siano così danneggiate da non poter

più adempiere alla funzione cui sono destinate

E) " la perdita di capacità di procreare " comprende non solo l'impotenza coeundi e l'impotenza generandi, ma anche nella donna,

l'incapacità del parto come la deformazione del bacino che rende impossibile l'espulsione spontanea del feto

F) per " permanente e grave difficoltà della favella " si intende un profondo disturbo funzionale che ponga il leso in spiccata inferiorità

nelle sue relazioni con gli altri

G) per " viso " si intende la parte del corpo che è visibile stando di fronte alla persona compreso il lato anteriore del collo e si ha " sfregio

permanente " quando la regolarità e l'armonia dei lineamenti del viso è alterata in modo notevole (cicatrici appariscenti, perdita di una parte

del padiglione dell'orecchio, lacrimazione perenne eccetera); ricorre la “deformazione " allorché si verifica una vera sfigurazione ciò è

un'alterazione determina nell'osservatore ripugnanza e ribrezzo.

Per " deve intendersi " quel processo patologico, acuto o cronico, localizzato o diffuso, che determina una apprezzabile

malattia " menomazione funzionale dell'organismo". Se il processo morboso investe l'organismo fisico si ha " malattia nel corpo ";

Se investe l ‘ organismo psichico si ha " malattia nella mente ".

Il verificarsi della malattia è il vero evento naturalistico della lesione personale e segna il momento consumativo del reato.

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Il furto

• Il furto consiste nel togliere ad altri (illegittimamente) una cosa mobile e di impossessarsene.

• Il nostro codice nell'articolo 624 delinea la fattispecie del furto con seguente formula: "

Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne

profitto per sé o per altri è punito eccetera ".

Scopo della incriminazione è senza dubbio la tutela del possesso delle cose mobili.

Tale possesso è protetto anche dalle norme di diritto privato.

Tuttavia l'insufficienza dei rimedi civili induce il legislatore a fare ricorso alla più grave

delle sanzioni: alla pena.

Soggetto passivo del delitto (persona offesa dal reato) deve ritenersi il possessore della cosa mobile.

A costui quindi spetta il diritto di querela nei casi in cui il furto non è perseguibile

d'ufficio.

A) oggetto materiale dell'azione del furto è " una cosa mobile altrui ".

Poiché non costituiscono elementi del patrimonio le cose che, a giudizio della generalità degli

uomini, non hanno valore di scambio (un chicco d ‘ uva, uno spillo eccetera), tali cose di regola

non possono costituire materia di furto.

Se però, oggetti privi di valore pecuniario hanno per colui che li possiede un valore di affezione

o sentimentale, la sottrazione di essi può dar luogo a responsabilità per furto.

Comunque si considerano cose mobili le energie naturali che hanno un valore economico.

La cosa per essere oggetto di furto, oltre a far parte del patrimonio, deve essere mobile perché, come

abbiamo già notato gli attentati ai beni immobili danno luogo ad altre figure criminose.

Ma la cosa oltre che mobile deve essere anche " altrui ".

È altrui la cosa di proprietà di altri e non già la cosa su cui la gente non ha diritto di esercitare il

potere che di fatto esercita.

B) l'azione esecutiva del furto consiste nell'impossessamento della cosa ora descritta.

È essenziale che non deve verificarsi mediante violenza o minaccia, perché altrimenti il fatto

trapassa nel reato maggiore di rapina.

Sono stati delineati i vari criteri per stabilire in che cosa consista l'impossessamento:

1) il primo criterio è quello che ravvisa l'impossessamento nel semplice fatto di porre la mano sopra

la cosa per impadronirsi bene;

2) per un'altra teoria l'impossessamento consiste nella amotio della cosa, cioè nello spostamento della

medesima dal luogo in cui si trova;

3) una terza concezione esige la ablatio, vale a dire l'asportazione della costa e il suo trasferimento

fuori della sfera di custodia del possessore;

4) un'ultima teoria (la cosiddetta teoria della illazione) considera avvenuto l'impossessamento quando

la cosa sia stata trasportata dal ladro nel luogo prestabilito e se è stata così messa al sicuro.

Poiché nell'articolo 624 si parla sia di " impossessamento che di " sottrazione " è necessario esaminare

separatamente due concetti.

C) sottrazione significa eliminazione, privazione dell'altrui possesso, e cioè spossessamento.

La mancanza di possesso da parte dell'agente, perciò, è un presupposto del furto.

Possesso è la relazione tra la persona e la cosa che consente alla prima di disporre della

seconda in modo autonomo e che la disponibilità (o signoria) deve ritenersi autonoma

quando si svolge al di fuori della diretta vigilanza di una persona che abbia sulla cosa

medesima un potere giuridico maggiore.

Da questa nozione deriva che non sono possessori, ma semplici detentori di coloro che dispongono

della cosa entro la sfera di sorveglianza del possessore. 19

Queste persone non avendo possesso, se si appropriano della cosa, commettono il reato in esame.

Va tenuto presente che il concetto di sottrazione implica altresì il dissenso del possessore: non si può

dire sottratta la cosa che sia uscita dal possesso di una persona con l ‘ assentimento di colui che poteva

disporne.

D) quanto all' impossessamento è opinione assai diffusa che esso equivalga alla sottrazione

E) L 'impossessamento si verifica nell'istante in cui al derubato viene tolta la disponibilità

materiale della cosa.

In conclusione la nozione di possesso porta a ritenere che solo quando il ladro riesce a sfuggire dalla

cerchia di vigilanza del possessore, nel suo fatto è consentito ravvisare un furto consumato.

Prima di tale momento, la semplice sottrazione della cosa (amotio) non può essere punita a che titolo

di tentativo.

F) il dolo nel furto richiede anzitutto la coscienza e la volontà di impossessarsi della cosa

mobile altrui, sottraendola al detentore. Esige inoltre una particolare intenzione, e precisamente

il fine di trarre profitto dalla cosa per sé o per altri.

La volontà di imporsi della cosa mobile altrui implica la conoscenza della altruità della cosa, come pure

la conoscenza del dissenso del possessore, dissenso che è indispensabile perché si abbia la sottrazione.

Il dolo non sussiste se le gente erroneamente credeva che la cosa fosse propria o che il possessore

avesse assentito alla asportazione.

Quanto alla fine di trarre profitto dalla cosa, esso distingue il furto dal delitto di danneggiamento,

perché, se l ‘ agente non intendeva avvantaggiarsi della cosa, ma distruggerla, non ricorrerà il reato di

furto, bensì il reato di danneggiamento.

Non si esige che il profitto sia patrimoniale, esso può essere soltanto morale, come può riguardare il

una terza persona.

G) in relazione alle cause di giustificazione, valgono le regole generali.

L'esistenza del furto è esclusa dall'esercizio del diritto, dall'adempimento del dovere, dalla legittima

difesa, dallo stato di necessità eccetera.

Sanzioni: la reclusione fino a tre anni e la multa da 60.000 a 1.000.000 di lire.

Le aggravanti speciali.

• L'articolo 625 del codice prevede per il furto 8 aggravanti speciali.

Sono tutte circostanze oggettive ai sensi dell'art. 70 e si estendono ad ogni compartecipe del reato.

Naturalmente esse non escludono l'applicabilità delle aggravanti comuni contemplate negli articoli 61 e

112 del codice.

Il furto è aggravato:

1) se il colpevole per commettere il fatto, si introduce o si intrattiene in un edificio o in altro

luogo destinato ad abitazioni;

(non solo abitazioni, ma anche scale, atri, cantine, soffitte; non solo di carattere privato

ma anche scuole, ospedali, alberghi etc)

2) se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;

3) se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne un uso;

4) se il fatto è commesso con destrezza, o strappando la cosa di mano o di dosso alla persona;

(Furto con destrezza = borseggio. Cosa strappata di dosso = scippo)

5) se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o

simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio;

6) se il fatto è commesso sul bagagliaio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni,

negli scali o di banchine, negli alberghi o in altri esercizi cui si somministrano cibi o bevande;

20

7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, pur sottoposte a

sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla

pubblica fede, o destinate al pubblico servizio o pubblica utilità, difesa, o l'avere carenza.

Il furto

Articolo 624 delinea " Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene,

il furto : al fine di trarne profitto per sé o per altri è punito eccetera ".

della incriminazione è la tutela del possesso delle cose mobili.

Scopo

Soggetto passivo del (persona offesa ) deve ritenersi il possessore della cosa mobile. A costui spetta

delitto il diritto di querela nei casi in cui il furto non è perseguibile d'ufficio.

A) oggetto " una cosa mobile altrui ".

non costituiscono elementi del patrimonio le cose che, a giudizio della

materiale

dell'azione generalità degli uomini, non hanno valore di scambio (un chicco d ‘ uva, uno

del furto è spillo eccetera), tali cose di regola non possono costituire materia di furto.

oltre a far parte del patrimonio, deve essere mobile perché, come abbiamo già

notato gli attentati ai beni immobili danno luogo ad altre figure criminose.

Ma la cosa oltre che mobile deve essere anche " altrui ".

B) l'azione consiste nell'impossessamento della cosa ora descritta

essenziale che non deve verificarsi mediante violenza o minaccia, perché

esecutiva del altrimenti il fatto trapassa nel reato maggiore di rapina.

furto Vi sono vari criteri per stabilire in che cosa consista l'impossessamento:

1) il primo criterio è quello che ravvisa l'impossessamento nel semplice fatto di

porre la mano sopra la cosa per impadronirsi bene;

2) per un'altra teoria l'impossessamento consiste nella amotio della cosa, cioè

nello spostamento della medesima dal luogo in cui si trova;

3) una terza concezione esige la ablatio, vale a dire l'asportazione della costa e

il suo trasferimento fuori della sfera di custodia del possessore;

4) un'ultima teoria (la cosiddetta teoria della illazione) considera avvenuto

l'impossessamento quando la cosa sia stata trasportata dal ladro nel luogo

prestabilito e se è stata così messa al sicuro.

C) significa eliminazione, privazione dell'altrui possesso, e cioè spossessamento.

Va tenuto presente che il concetto di sottrazione implica altresì il dissenso del

sottrazione possessore: non si può dire sottratta la cosa che sia uscita dal possesso di una

persona con l ‘ assentimento di colui che poteva disporne.

D)impossess L 'impossessamento si verifica nell'istante in cui al derubato viene tolta la

disponibilità materiale della cosa.

amento In conclusione la nozione di possesso porta a ritenere che solo quando il ladro

riesce a sfuggire dalla cerchia di vigilanza del possessore, nel suo fatto è

consentito ravvisare un furto consumato. Prima di tale momento, la sola

sottrazione della cosa (amotio) non può essere punita che a titolo di tentativo.

F) il dolo nel richiede anzitutto la coscienza e la volontà di impossessarsi della cosa. Esige

furto inoltre il fine di trarre profitto dalla cosa per sé o per altri

G)cause di valgono le regole generali

giustificaz.

Sanzioni: la reclusione fino a tre anni e la multa da 60.000 a 1.000.000 di lire. 21

Le aggravanti speciali.

• L'articolo 625 del codice prevede per il furto 8 aggravanti speciali.

1) se il colpevole per commettere il fatto, si introduce o si intrattiene in un edificio o in altro

luogo destinato ad abitazioni;

(non solo abitazioni, ma anche scale, atri, cantine, soffitte; non solo di carattere privato

ma anche scuole, ospedali, alberghi etc)

2) se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;

3) se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne un uso;

4) se il fatto è commesso con destrezza, ovvero strappando la cosa di mano o di dosso alla

persona;

(Furto con destrezza = borseggio. Cosa strappata di dosso = scippo)

5) se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o

simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio;

6) se il fatto è commesso sul bagagliaio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle

stazioni, negli scali o di banchine, negli alberghi o in altri esercizi cui si somministrano cibi o

bevande;

7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, pur sottoposte a

sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla

pubblica fede, o destinate al pubblico servizio o pubblica utilità, difesa, o l'avere carenza.

Appropriazione indebita

• Con questa incriminazione l'ordine giuridico mira ad impedire gli attentati patrimoniali che

possono essere commessi da chi è in possesso di cose mobili altrui.

• Viene punito il possessore di cosa mobile non propria il quale si comporti da padrone, che

cioè compie sulla stessa atti di disposizioni che sono riservate proprietario (come nel caso della

persona che, avuto in consegna una collana di perle per custodirla, la vende e ne intaschi il

ricavato).

La figura giuridica della appropriazione indebita rappresenta una notevole affinità con quella del furto.

Entrambe, infatti, riguardano le cose mobili altrui;

ma mentre il furto implica nell'autore la mancanza del possesso, consistendo nel fatto di

procurarsi lo (impossessamento),

l'appropriazione indebita presuppone che l'agente già possiede le cose medesime.

Quando il reo non ha il possesso, egli non può commettere appropriazione indebita; quando possiede la

cosa, non può rendersi responsabile di furto.

• La fattispecie dell'appropriazione indebita è così descritta dall'articolo 646: " chiunque, per

procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro una cosa mobile altrui di cui

abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito eccetera ".

• Il delitto è perseguibile a querela dell'offeso.

A) Per quanto riguarda l'essenza del delitto la dottrina non è concorde:

Alcuni sostengono che la caratteristica del reato consiste nella violazione della fiducia che è insita nel

rapporto da cui trae origine il possesso, rapporto che implica l'obbligo di restituire la cosa o di farne un

uso determinato; l. 22

Tuttavia la violazione della fiducia, per quanto si riscontri nella maggior parte dei casi di

appropriazione indebita, non costituisce un carattere costante del reato. La fiducia infatti comporta per

sua natura una scelta, mentre l'appropriazione indebita può nascere anche da rapporti che ne

prescindano, come dal deposito necessario, dal rinvenimento di cose smarrite o di un tesoro e dal

possesso di cose avute per errore o a caso fortuito.

• In realtà il delitto di appropriazione indebita costituisce una violazione del diritto di proprietà.

La vera essenza del reato infatti consiste nell'abuso del possessore, il quale dispone della cosa

come se ne fosse proprietario (uti dominus).

• Il vero e unico soggetto passivo del reato è il proprietario della cosa.

A costui spetta la facoltà di presentare la querela, di regola richiesta per la perseguibilità del

delitto.

B) oggetto materiale dell'azione nel delitto di appropriazione indebita è il denaro o cosa mobile

altrui. Le cose prive di valore di scambio non possono essere oggetto di appropriazione indebita, il

reato può tuttavia sussistere quando le cose stesse abbiano valore di affezione.

È necessaria peraltro l' altruità della cosa.

C) abbiamo già detto che il delitto di appropriazione indebita presuppone che l'agente abbia il possesso

della cosa mobile. Deve però trattarsi di mero possesso, e cioè di possesso disgiunto dalla proprietà,

poiché oggetto delle azioni criminose è un bene mobile altrui e l'essenza del reato consiste nell'abuso

del possessore a danno del proprietario.

L'articolo fa riferimento esplicito al denaro perché il denaro è cosa fungibile e il principio civilistico

prevede che le cose fungibili diventano di proprietà della persona a cui vengono consegnate.

Il diritto penale invece considera altrui il denaro quando sia affidato per un uso determinato

nell'interesse del proprietario.

Pere evitare dubbi per quanto riguarda il possesso e la proprietà, ricordiamo che ci sono: alcuni

trasferimenti che implicano il passaggio della proprietà ed altri no.

Sono traslativi della proprietà il mutuo, la cessione di credito, il riporto, il conto corrente, il

vitalizio, il deposito irregolare e la commissione. Naturalmente trasferisce la proprietà il

contratto di vendita anche con un patto di riscatto: non così la vendita con riserva di dominio

che si suole praticare nelle vendite a rate.

L'appropriazione indebita, invece, è in generale ipotizzabile quando il titolo implica il

trasferimento del solo possesso: nell'usufrutto, nella locazione, nel mandato, nel pegno, nel

deposito, nel comodato, nel contratto di lavoro, eccetera. Tutte situazioni in cui non si ha

trasferimento della proprietà.

Il criterio della disponibilità autonoma, inteso nel senso di un potere della cosa che si esercita al di

fuori della diretta vigilanza di una persona che abbia sulla cosa medesima un potere giuridico

maggiore, è il criterio idoneo per inquadrare l'appropriazione indebita.

D) secondo l'articolo 646 l'azione esecutiva del delitto in esame consiste nel appropriarsi della cosa

mobile altrui.

Si può dire che l ‘ appropriazione si verifica ogni volta che il possessore compia sulla cosa atti che sono

del tutto incompatibili con i diritti del proprietario.

E) per quanto concerne la consumazione del reato deve escludersi che sia necessario che l'agente abbia

conseguito un profitto.

Il delitto è perfetto anche se non viene realizzato il profitto.

Nella appropriazione indebita non è configurabile il tentativo, e ciò per la ragione che si tratterebbe di

un reato unisussistente.

F) per la sussistenza del dolo occorre anzitutto la consapevolezza di ciò che la condotta presuppone, e

precisamente del possesso e della altruità della cosa. 23

G) il secondo comma dell'articolo 646 prevede una circostanza aggravante speciale, la quale ricorre

quando " il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario ".

Il deposito necessario è quello del codice civile abrogato contemplava e precisamente " quello a

cui uno è costretto da qualche accidente, come un incendio, una rovina, un saccheggio, un

naufragio o altro avvenimento non preveduto ", vale a dire il deposito che si costituisce sotto

l'impero della necessità, senza avere alcuna libertà di scelta.

Verificandosi l'aggravante in questione, l'appropriazione indebita è perseguibile d'ufficio.

Sanzioni: la reclusione fino quello a tre anni e la multa fino a 2.000.000 di lire.

L'aggravante speciale comporta un aumento di pena ordinario.

Appropriazione indebita

Viene punito il possessore di cosa mobile non propria il quale si comporti da padrone, che cioè

compie sulla stessa atti di disposizioni che sono riservate proprietario

La fattispecie della chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si

appropriazione indebita è così appropria il denaro una cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi

descritta dall'articolo 646: " titolo, il possesso, è punito eccetera ".

Il delitto è perseguibile a querela dell'offeso.

A) Per quanto riguarda appropriazione indebita è una violazione del diritto di proprietà. La

vera essenza infatti consiste nell'abuso del possessore, il quale

l'essenza del delitto dispone della cosa come se fosse proprietario (uti dominus).

è il denaro o cosa mobile altrui. Le cose prive di valore di scambio

B) oggetto materiale

dell'azione non possono essere oggetto di appropriazione indebita, il reato può

tuttavia sussistere quando le cose stesse abbiano valore di affezione.

C) il delitto di appropriazione possesso disgiunto dalla proprietà, poiché oggetto della azione è un

indebita presuppone che bene mobile altrui e l'essenza del reato consiste nell'abuso del

l'agente abbia il possesso possessore a danno del proprietario.

L'articolo fa riferimento esplicito al denaro perché è cosa fungibile e

della cosa mobile il principio civilistico prevede che le cose fungibili diventano di

proprietà della persona a cui vengono consegnate.

Il diritto penale invece considera altrui il denaro quando sia affidato

per un uso determinato nell'interesse del proprietario.

Il criterio della disponibilità autonoma, nel senso di un potere della

cosa che si esercita al di fuori della diretta vigilanza di una persona

che abbia sulla cosa medesima un potere giuridico maggiore, è il

criterio idoneo per inquadrare l'appropriazione indebita.

D) secondo l'articolo 646 consiste nel appropriarsi della cosa mobile altrui.

l'azione esecutiva del delitto

E) per quanto concerne la deve escludersi che sia necessario che l'agente abbia conseguito un

consumazione del reato profitto.

F) per la sussistenza del dolo occorre anzitutto la consapevolezza di ciò che la condotta

presuppone, e precisamente del possesso e della altruità della cosa.

G) II comma dell'articolo 646 la quale ricorre quando " il fatto è commesso su cose possedute a

prevede una circostanza titolo di deposito necessario ". vale a dire quello che si costituisce

aggravante speciale, sotto l'impero della necessità, senza avere libertà di scelta. Con

l'aggravante, l'appropriazione indebita è perseguibile d'ufficio.

Sanzioni: la reclusione fino quello a tre anni e la multa fino a 2.000.000 di lire.

L'aggravante speciale comporta un aumento di pena ordinario. 24

Truffa

• La truffa è il tipico delitto fraudolento contro il patrimonio; è la frode per eccellenza.

• L'articolo 640 recita che: " chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura

a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito eccetera ".

Nucleo essenziale del delitto di frode è l'inganno.

Il consenso della vittima, carpito fraudolentemente, caratterizza il reato e lo distingue

sia dal furto che dall'appropriazione indebita.

Ambedue questi reati infatti presuppongono il dissenso della vittima, perché il

primo esige l'impossessamento della cosa in contrasto col volere di colui che la

detiene, mentre il secondo postula da parte del possessore una arbitraria, e perciò

non consentita, assunzione di poteri che sono riservate al proprietario.

Nella truffa, invece, l ‘ agente mediante artifizi o raggiri, riesce ad ottenere che la vittima si

danneggi da sè: consegni una cosa, assuma un obbligazione, rinunzi ad un suo diritto, eccetera:

compie insomma un atto di disposizione pregiudizievole per il suo patrimonio e vantaggioso per

altri.

Il delitto di truffa presenta notevoli affinità con quello di estorsione.

Nell' estorsione, mediante violenza o minaccia, taluno viene costretto a fare uno ad omettere qualcosa,

procurando in tal modo a sé o da altri un ingiusto profitto con altrui danno.

La differenza consiste in questo:

nella truffa la vittima è indotta fraudolentemente all'atto di disposizione patrimoniale;

mentre nella estorsione viene coartata (costringimento fisico o psichico);

nell' una la volontà è viziata dall ‘ errore,

nell'altro è viziata da violenza o minaccia.

• Lo scopo della incriminazione non è soltanto la protezione del patrimonio, ma anche la tutela

della libertà del consenso nei negozi patrimoniali.

La truffa è una delle figure criminose più complesse e delicate perché comprende una norme numero di

fatti. La fantasia dei truffatori fa sì che le fogge in cui può presentarsi questo reato sono innumerevoli e

svariatissime.

Dalla definizione legislativa si desume che la truffa consta dei seguenti elementi:

1) un particolare comportamento del reo, che il codice designa con l ‘espressione " artifizi o

raggiri”;

2 ) La causazione di errore che deve a sua volta dare origine a una disposizione patrimoniale;

3) un danno patrimoniale derivato dall'inganno con conseguente ingiusto profitto per l'agente

o altra persona.

A) In passato si faceva distinzione tra frode civile e frode penale.

Per la frode civile bastava l'inganno della vittima, prodotto con qualsiasi mezzo e, perciò, anche

con la semplice menzogna.

Perla frode penale invece occorreva qualcosa di più, e precisamente un apparato esteriore, una

messa in scena destinata a convalidare i fatti falsamente affermati.

Da parecchi decenni la distinzione tra frode civile e frode penale ha perduto credito.

Nella disposizione normativa è rimasto requisito degli artifizi o raggiri.

Artifizio è letteralmente ogni studiata trasfigurazione del vero, ogni camuffamento della realtà

effettuato sia simulando ciò che non esiste (per esempio ricchezze, titoli, nome, qualità,

eccetera) sia dissimulando, vale a dire nascondendo ciò che esiste (per esempio il proprio stato

di insolvenza, di persona coniugata, o inabilitata, l'uso di una determinata cosa, eccetera). 25


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Fondaroli Desiree.

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