CAPITOLO l – IL REATO NEL SISTEMA DEGLI ILLECITI
concetto di reato
Il varia a seconda delle scienze che studiano la delinquenza.
scienze criminalisiche reato
A.e., le (antropologia, sociologia e psicologia criminali, medicina legale) si occupano del
quale fenomeno naturale. dogmatica penale, reato nei suoi elementi formali.
Nella invece, quello che interessa è il
Reato dal punto di vista formale
reato in astratto descrizione di un fatto
Da tale punto di vista formale, il è la umano, descrizione alla quale il
ricollega sanzioni penali.
legislatore – attraverso disposizioni, Disposizioni che non saranno solo quelle discendenti
dalla norma penale incriminatrice, ma da quelle che si ricavano ricongiungendosi a tutte le norme penali ed extrapenali
alla norma incriminatrice ricollegate.
Alcune di queste disposizioni concorrono ad ipotizzare un comportamento esterno; altre uno interno (dolo, colpa); altre
ancora elementi negativi (c.d. scriminanti) che debbono mancare affinché sussista il reato.
reato in concreto fatto umano
Sempre da un punto di vista formale, è invece il (n.b.: non la descrizione di un fatto)
che il giudice prende in considerazione per valutarne la conformità alla fattispecie astratta prevista dal
legislatore. fatti giuridici penalmente rilevanti,
Essi sono dei anche se non gli unici fatti: altri penalmente rilevanti
sono, a.e., la morte del reo, l'amnistia, la grazia e l'indulto.
Reato dal punto di vista sostanziale
La distinzione di cui poco sopra fra reato in astratto e reato in concreto deriva dall'illuminismo giuridico. Essa non
sempre è stata condivisa; molti hanno tentato di superarla giungendo ad una definizione sostanziale di reato, basata, a.e.,
sulla contrarietà a sentimenti di giustizia, di moralità, di spirito del popolo, ecc. Definizioni che sono state applicate
molto spesso in momenti di capovolgimenti sociali: a.e. Nella Germania Nazionalsocialista o nell'URRS, dove reato
non era quanto contrario alla legge, ma quanto contrario ai principi razziali, socialisti o comunisti
In base a questo pensiero, sì è tentato di definire le note sostanziali di un reato secondo due vie:
concreta del reato
Tramite l'analisi in sé considerato;
● confronto tra reato
Tramite il e gli altri illeciti giuridici non penali.
● analisi concreta del reato,
La prima via, quella della ha condotto soltanto a risultati approssimativi. Alcuni hanno detto
che il reato è quel fatto che offende gravemente un ordine etico; altri che viola i sentimenti altruistici della probità e
della pietà; altri ancora che è l'azione che mette in pericolo la conservazione della società.
Tali descrizioni sono per noi infruttuose, dal momento che operano da un punto di vista meramente sociologico.
Il secondo approccio sostanziale è quello che si muove confrontando il reato con gli altri illeciti giuridici. Si opererà
valutazione sui fattori di produzione normativa.
così una illeciti civili.
In primo luogo, si è tentato di confrontare il reato con gli altri illeciti giuridici, in particolare con gli C'è,
sul piano sostanziale, un quid che renda possibile distinguere tra illecito penale ed illecito civile? Alcuni hanno
maggiore allarme sociale.
sostenuto che l'illecito penale desterebbe un Ma non è vero: basti considerare che una
contravvenzione desta minor allarme di un dannegiamento di beni di elevato valore culturale; danneggiamento che è
illecito civile. interessi extrapatrimoniali,
Così non si può neanche sostenere che solo l'illecito penale vada ad offendere mentre
quello civile tutela solo interessi patrimoniali. Ma non è così: è infatti a tutti evidente che gli interessi tutelati dai idue
tipi di illeciti spesso si intrecciano; a.e, è il diritto civile a tutelare il diritto al nome (che è interesse extrapatrimoniale).
penale è di regola illecito colpevole,
Un primo criterio, forse, lo si può individuare notando come l'illecito dal
civile è di regola incolpevole,
momento che richiede l'elemento soggettivo del dolo o della colpa. Invece, l'illecito
oggettivo del verificarsi del fatto.
perché per il suo verificarsi è sufficiente l'elemento Gli illeciti previsti al 2043 c.c.
non sono, infatti, gli unici illeciti civili: sanzione civile non è solo il risarcimento, ma anche la restituzione,
l'impedibilità, la sentenza di annullamento. Però, dall'analisi dello stesso art. 2043, si vede che non è così: infatti anche
richiede l'esistenza della colpa,
esso pure se ben molte sanzioni civili discendono dalla colpa.
Per quanto riguarda gli illeciti amministrativi, invece, occorre dire che – dopo la l. 689/1981 – il fenomeno della
depenalizzazione ha fatto trasferire dalla categoria penale a quella amministrativa moltissimi illeciti, al fine di evitare
che subissero il torto del marchio dell'illecito penale per una serie di torti che meritavano di essere perseguiti in altro
la struttura dell'illecito amministrativo ricalca quella delle contravvenzioniillecito penale.
modo. Oggi, dunque, 1
Ancora, è necessario continuare a riflettere su un altro elemento che caratterizza l'illecito penale rispetto agli altri illeciti
penale è descritto con fattispecie dettagliate,
civili: l'illecito mentre l'illecito civile è configurato dal legislatore con
modelli estremamente sommari. In quest'ultimo l'elemento soggettivo di solito non rileva, ed anche in una delle più
complesse fra le sue fattispecie – quella del 2043 c.c. vi è una tipizzazione assai lontana da quella del diritto penale.
operare una fotografia la più
Nell'illecito penale, invece, le fattispecie sono dettagliatissime, particolareggiate, tali da
dettagliata possibile. fattispecie a forma libera
Questo succede anche nelle c.d. (a.e. omicidio), nelle quali una
condotta assume rilevanza penale per il solo fatto di essere collegata o collegabile ad un certo evento da un nesso di
causalità. elementi ecentuali o accessori,
Il legislatore penale, inoltre, ipotizza una serie di quali le scriminanti, che arricchiscono
ancor di più gli astratti penali.
criterio sostanziale che Gallo individua per distinguere l'illecito civile da quello penale:
In conclusione, è uno il
Illecito civile: lesione.
è un illecito di semplice
● Illecito penale: modalità di lesione. illecito personale,
è un illecito di È un perché la sua rilevanza è
● costituita dalle modalità che hanno accompagnato il suo verificarsi, così come delle caratteristiche personali
illecito personale.
del soggetto agente. È perciò un
Delitti e contravvenzioni
Oltre tutti questi criteri sostanziali, che per Trapani lasciano il tempo che trovano, la vera differenza è di carattere
formale e nominalistico. ratio di
Il nostro codice divide i reati in due gruppi: delitti e contravvenzioni. Qual'è la
questa distinzione? Essa ha un'origine storica: deriva dalla tripartizione del Codice Napoleonico fra delitti, crimini e
contravvenzioni.
Delitto: in genere, individua un reato più grave. Ma la differenza non esiste solo nei limiti edittali: il delitto
● dolo,
può essere punito solo se sussiste il salvo che il legislatore non preveda delitti colposi o
preterintenzionali.
Contravvenzione: individua un reato meno grave, con conseguenze sanzionatorie più miti rispetto a quelle
● fronte avanzato
previste per i delitti. In essa si è riconosciuta una duplice funzione: quella di porsi come di
tutela di un interesse che può essere più gravemente offeso da un delitto, e di sanzionare comportamenti
la presenza del dolo o della colpa è
rispetto ai quali sanzioni extrapenali non avrebbero efficacia. In esse
irrilevante ai fini della conformità della fattispecie; essa rileva, tuttavia, ai fini della determinazione della pena
in concreto da parte del giudice.
Questi caratteri appena descritti possono essere riscontrati confrontando reati delittuosi e contravvenzionali. A.e., l'art.
712 prevede una contravvenzione per chi acquista o riceve a qualsiasi titolo cose che per la loro qualità o per la
condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo si abbia motivo di sospettare provengano da reato. Esso è fronte
avanzato per il delitto di ricettazione, previsto all'art. 648, per chi acquista, riceve od occulta cose provenienti da un
qualsiasi delitto. criterio distintivo,
Detto ciò, esiste un tramite il quale discernere se ci troviamo di fronte ad un delitto o ad una
contravvenzione? Vediamo quali tentativi sono stati fatti:
Criterio della collocazione nel codice: cioè a seconda che il reato si trovi nel libro II “dei delitti” o nel III
● “delle contravvenzioni”. Ma è un criterio che non può essere accolto: grande parte dei reati è prevista in leggi
speciali extracodicistiche.
Criterio sostanziale: molti ne sono stati proposti. Ma, alla fine, si è arrivati alla conclusione che nessun
● elemento attinente alla sostanza del fatto in sé può portare ad un criterio univoco di distinzione. Ergo, nessun
criterio sostanziale ha mai dato risultati soddisfacenti.
Criterio formale e nominalistico: natura della pena principale ricollegata al fatto di reato.
si fonda sulla
● Esso è enunciato all'art. 39 c.p.: “I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni, secondo la diversa specie
criterio che può essere
delle pene per essi rispettivamente stabilite da questo codice”. È questo l'unico
validamente accolto.
È l'art. 17 a specificare le pene principali stabilite per i delitti e le contravvenzioni:
Art. 17. Pene principali: specie. delitti
— Le pene principali stabilite per i sono: 2
1) la morte;
2) l’ergastolo;
3) la reclusione;
4) la multa. contravvenzioni
Le pene principali stabilite per le sono:
1) l’arresto;
2) l’ammenda. delitto
Ergo, siamo di fronte ad un se il fatto è sanzionato con ergastolo, reclusione, multa; di fronte ad una
contravvenzione se con arresto e/o ammenda.
Equivalenza dolo/colpa ai fini dell'imputazione
Una delle caratteristiche del regime delle contravvenzioni è quello relativo all'elemento soggettivo:
Delitti: imputati di regola a titolo di dolo; solo nei casi espressamente stabiliti dalla legge sono imputabili
● anche a titolo di colpa.
Contravvenzioni: ex art. 42, “ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria,
● sia essa dolosa o colposa”. espressamente ipotizzata
Ciò significa che nei delitti la forma colposa deve essere per il singolo titolo di reato; nelle
ai fini dell'imputazione l'elemento soggettivo del dolo o della colpa è equivalente.
contravvenzioni, invece, Da ciò,
l'area di punibilità
ne risulta che delle contravvenzioni è molto più estesa di quella dei delitti.
funzione di prevenzione
Perché? Gallo ritiene che ciò sia spiegabile considerando la che hanno le contravvenzioni. Se
evitare che si crei uno stato di fatto oggettivamente pericoloso,
lo scopo è quello di sarà indifferente sapere se chi
rileverà, ai fini della
abbia agito intenzionalmente (per dolo) o per leggerezza (colpa). L'elemento soggettivo invece,
determinazione discrezionale della pena per il fatto concreto: della pena in concreto come sarà comminata dal
giudice. Ciò da quanto disposto nel combinato deglil artt. 132 e 133: “Nei limiti della legge, il giudice applica la pena
discrezionalmente”; “Nell'esercizio del potere discrezionale indicato nell'articolo precedente il giudice deve tenere
dalla intensità del dolo o dal grado della colpa”.
conto [...] della gravità del reato desunta [...]
La Dottrina e la Giurisprudenza maggioritarie ritengono, invece, che riguardo alla contravvenzione, trattandosi di reati
c.d. bagatellari, non sia necessaria un'indagine sull'elemento soggettivo, di modo da sgravare il lavoro del giudice.
presunzione di colpa.
Sarebbe da impiegare, perciò, una Ma ciò per Gallo non è ammissibile, dal momento che ciò
contrasterebbe con il dettato del codice. L'art. 43 dispone, nel suo ultimo comma, che “la distinzione tra reato doloso e
ogniqualvolta per queste la
reato colposo stabilita da questo articolo per i delitti si applica altresì alle contravvenzioni
legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi effetto giuridico”.
fattispecie delittuose ad elemento soggetivo equivalente
Ad ultimo, il Gallo sottolinea come le (a.e. art. 171 bis l.633
1941) si sostanzino in un modo di legiferare raro (e criticabile).
Ancora, nella l.689/1981 con la depenalizzazione di molti reati si sono impiegati criteri simili a quelli utilizzati per le
contravvenzioni (si veda art. 11).
Oggetto giuridico del reato
oggetto giuridico del reato che la norma penale mira a tutelare da possibili offese.
Per si intende l'interesse
La c.d. scuola tecnicogiuridica distingueva fra:
Oggetto giuridico formale: consiste nel diritto dello Stato all'obbedienza della norma da parte dei
● destinatari;
Oggetto giuridico sostanziale generico: l'interesse dello Stato a conservare le condizioni della
● propria esistenza;
Oggetto giuridico sostanziale specifico: l'interesse del soggetto passivo del reato (tutelato dalla
● singola norma o da una pluralità di norme).
Gallo trova argomentazioni sia contro l'oggetto giuridico formale che contro quello sostanziale generico. Egli invece
identifica l'oggetto giuridico sostanziale nell'interesse tutelato dalla singola norma penale. Il finalismo della norma
penale non può, infatti, che coincidere con la tutela di un interesse, ed ha funzione propulsiva: la norma mira ad evitare
che la violazione dell'interesse abbia a prodursi. Tuttavia, tale funzione propulsiva non deve intendersi un mero 3
appiattimento rispetto ad una moralità ufficiale o di Stato. Infatti, gli obblighi a contenuto negativo (non fare) tendono a
tutelare un dato già esistente; semmai il pericolo può essere ravvisato di più in quelli a contenuto positivo (fare), che
tendono ad ispirare tipi e modelli di comportamento.
In favore dell'argomentazione dell'interesse giuridico quale interesse tutelato dalla norma penale, una conferma positiva
può essere ritrovata nell'art. 50 c.p., che prevede la scriminante del consenso dell'avente diritto:
Art. 50 – Consenso dell'avente diritto: Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto col consenso della
persona che può validamente disporne.
Altro esempio è nell'art. 120 c.pp, che dispone che il diritto alla querela spetta alla persona offesa dal reato: quindi, non
solo il titolare dell'interesse
chiunque abbia riportato un'offesa, ma messo in pericolo:
Art. 120 – Diritto di querela: Ogni persona offesa da un reato per cui non debba procedersi d'ufficio o dietro
richiesta o istanza ha diritto a querela [...].
il tipo descrittivo corrisponde alla difesa all'interesse protetto.
Di solito, – la fattispecie astratta della disposizione –
divergono. irrilevanza penale di un comportamento
Tuttavia, in certi casi, essi Gallo, in altri termini, si schiera per la
quando esso non lede nessun interesse protetto.
o intacca in modo alcuno Dunque, affinché si tratti di reato, il fatto
concreto, oltre a corrispondere al tipo descrittivo, dovrà anche ledere un interesse protetto. Due esempi di scuola per
dimostrarlo: se uno stacca un acino d'uva, in base alla pura forma del furto si dovrebbero rinvenire nel fatto gli estremi
degli artt. 624 e 625 c.p.: furto aggravato da violenza sulle cose. Ancora, nel caso di acquisto di cose di provenienza
sospetta, la pura forma della fattispecie dell'art. 712 farebbe rinvenire il comportamento penalmente rilevante nella
mancanza di accertamento della legittimità della provenienza. Ma se poi, nel corso del procedimento, si accerta che le
irrilevante.
cose erano di lecita provenienza, il comportamento posto in essere sarà
Un dato normativo di conferma può essere rinvenuto nell'art. 49 c.p.:
Art. 49: [...] La punibilità è altresì esclusa quando, per la inidoneità dell’azione o per la inesistenza
dell’oggetto di essa, è impossibile l’evento dannoso o pericoloso. [...]
inidoneità dell'azione il
Tale riscontro sulla dovrà sempre essere fatto nel corso del processo: un'indagine che appuri se
tipo descrittivo implica l'offesa all'interesse protetto.
ed il fatto corrispondente ad esso Se non c'è offesa, come nel
caso del “chicco d'uva” il fatto, pure corrispondente alla fattispecie astratta del furto aggravato da violenza sulle cose,
sarà penalmente irrilevante.
Antigiuridicità formale e sostanziale
Siamo facilmente arrivati alle conclusioni poco sopra riguardo l'idoneità dell'azione alla lesione di un interesse protetto
quale requisito per la sua rilevanza quale reato.
La Dottrina ha discusso su questo tema con elaborazioni varie e spesso contrastanti, chiedendosi quali siano gli elementi
– nota distintiva, requisito o carattere del fatto criminoso – e se quali fra questi elementi determinino l'antigiuridicità
del fatto. Due sono le teorie che si sono contrapposte: quella dell'antigiuridicità formale del fatto costitutivo di reato e
della antigiuridicità sostanziale (materiale) dello stesso.
Teoria dell'antigiuridicità sostanziale (materiale): duplice giudizio di
deve essere effettuato sul fatto un
● disvalore: da un lato la sua corrispondenza alla fattispecie astratta individuata dal legislatore; dall'altra una
valutazione riguardo la lesione dell'interesse.
Teoria d
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Riassunto esame Diritto Penale, prof. Trapani, libro consigliato Diritto Penale, Gallo - seconda parte
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