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Diritto penale - i reati contro la vita e l'incolumità personale

Appunti per l'esame di Diritto penale del professor Trapani sulla parte relativa ai reati contro la vita e l'incolumità personale. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'omicidio in generale, l'oggetto materiale, l'uomo diverso dall'agente, il fatto materiale, la condotta umana.

Esame di Diritto Penale I docente Prof. M. Trapani

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lesione grave o gravissima.

Gli artt. successivi configurano le aggravanti della La prima importa una malattia o

un'incapacità di attendere alle normali occupazioni per un tempo superiore ai quarant giorni; la seconda una malattia

incurabile, la perdita di un senso, un arto, deformazione o sfregio permanente del viso, ecc.

Antolisei critica la comune dottrina, che considera queste forme circostanziate di reato, in virtù della rubrica sotto la

autonome figure di reato.

quale il legislatore le ha poste. Per l'Autore esse sono, infatti, Ciò ha conseguenze

importanti: la giurisprudenza, perdeverando nell'errore, arriva a punire ogni tentativo di lesione come tentativo di

lesione comune, anche se era diretto a cagionare una lesione gravissima.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

“reati contro la proprietà”.

Il codice Zanardelli denominava questo tipo di reati come La nuova rubrica, quella di

“reati contro il patrimonio”, apporta sicuramente un perfezionamento rispetto alla terminologia precedente, per la

ragione della sua capacità di ricomprendere non solo i diritti di proprietà, a anche il possesso di ogni diritto reale e di

obbligazione. interessi patrimoniali,

Tali reati, rubricati sotto il XIII libro del c.p., sono posti a tutela non solo di ma anche di

interessi della persona, quali sicurezza e libertà: basti pensare alla rapina, all'estorsione, al ricatto.

Nei reati patrimoniali sovente ricorrono termini provenienti dal diritto privato (si rilegga la definizione di elemento

patrimonio, cosa, possesso, detenzione.

normativo nella parte speciale), termii quali Riguardo al significato da dare a

questi termini, due correnti si sono scontrate:

Corrente privatistica: sostiene che il significato dei termini che hanno origine del diritto privato dovrebbe

● trarsi solo da questo; le altre branche del diritto dovrebbero solo occuparsi di recepirli così come elaborati dai

privatisti.

Corrente autonomista: riplasmare

sostiene che il diritto penale debba in modo indipendente gli istituti del

● diritto privato, in modo da renderli più adatti a soddisfare le esigenze del nostro ramo del diritto,

Secondo Antolisei il problema va risolto caso per caso, avendo sì come punto di partenza la nozione privatistica di una

determinata categoria, ma badando se si forma un contrasto rispetto ai fini dell'ordinamento penale. E se tale contrasto

c'è, compito del penalista è risolverlo.

Patrimonio delle attività e delle passività facenti capo ad una determinata persona.

Stricti iuris, patrimonio è il complesso Ai

nostri fini, interesserò solo il patrimonio netto, ovvero quello scremato dalle passività.

aventi valore economico.

Per i civilisti, tali attività debbono riferirsi a cose od entità Ecco qui un primo motivo di

scontro con i penalisti, per i quali – seppure molti beni economicamente irrilevanti quali il chicco d'uva o il chiodo

arrugginito non sono ricompresi nel patrimonio – pure esistono oggetti privi di valore economico ma carichi di valore

affettivo: una ciocca di capelli, un portafortuna, ecc. Siccome non si può ammettere che il proprietario sia spossessato

impunemente di tali beni, deve ammettersi che anche essi rientrano nella nozione di patrimonio rilevante ai fini del

valori posseduti in contrasto col diritto:

diritto penale. Di converso, fanno parte del patrimonio anche i

concordemente, anche il possesso del ladro è tutelato.

Se si adottasse una definizione ricalcata troppo sulla concezione economica di patrimonio, dovrebbe ammettersi che

non ci sarebbe offesa quando, a.e., il ladro lasciasse al posto della cosa rubata un valore economico almeno equivalente.

offesa al patrimonio violazione dell'obbligo di non ingerenza.

Ai nostri fini, tuttavia, c'è anche in caso di

Infine, dobbiamo chiarire se la tutela del diritto penale si rivolge al patrimonio complessivamente inteso ovvero ai

singoli rapporti di esso facenti parte. Per Antolisei se è pur vero che la maggioranza dei reati patrimoniali si rivolge a

tutela dei singoli rapporti (a.e. Furto, appropriazione indebita, rapina, ecc.), vi sono parecchi reatip preposti a tutela del

patrimonio nella sua totalità: truffa, estorsione, violenza fraudolenta, ecc.

La distinzione delle cose

tutti gli oggetti corporali ed entità naturali suscettibili di appropriazione e che hanno un

Sono cose per il diritto

valore economico, energie naturali aventi valore economico

cioè un valore di scambio. Fra di essi rientrano anche le

(elettricità, gas, ecc), come da artt. 624 c.p. ed 814 c.c.

mobili ed immobili.

I beni si distinguono fra La differenza è rilevante: per i beni mobili è infatti possibile solo il furto,

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per gli immobili l'usurpazione. Può essere accolta la distinzione dettata dal codice civile, anche se con alcuni ritocchi

(a.e. la ghiaia di un giardino, che è reputata immobile dal diritto civile).

L'altruità della cosa

In molte disposizioni compare l'aggettivo “altrui”. Quand'è che ai fini del diritto penale una cosa può dirsi altrui? Deve

essere accolta una concezione estensiva di altruità, tale da ricomprendervi anche i diritti di godimento (uso, usufrutto) e

di garanzia? Così sembrerebbe, al fine di assicurare maggiore tutela ai fini del diritto penale. Tuttavia il dato normativo

consiste esclusivamente nella proprietà altrui:

è incontrastabile, e l'altruità per il nostro legislatore il proprietario

il

che sottrae la cosa legittimamente posseduta da altri non commette furto, applicandosi l'art. 334 c.p. Ergo,

proprietario non può essere soggetto attivo di reati che esigono l'altruità della cosa.

Il danno requisito implicito di tutti i delitti contro il

Esso, pure se espressamente citato solo in alcune figure criminose, è deminutio patrimonii,

patrimonio. danno patrimoniale,

Esso consiste in un precisamente in una cioè alterazione

sfavorevole di detto partimonio. Alterazione la quale può muoversi o nel senso di una diminuzione delle attività, o in un

aumento delle passività. L'alterazione dovrò essere misurata in astratto, tenendo conto di criteri oggettivi, ma

valori di affezione,

concretizzata quanto basta al fine di ricomprendervi anche i che abbiamo già considerato quali

danno economico

rilevanti ai fini del diritto penale. Da ciò, se ne deduce che il concetto di non coincide con quello di

danno giuridico: quest'ultimo ricomprende il primo, prendendo in considerazione anche il valore affettivo.

Il profitto qualunque soddisfazione o

La sua presenza è richiesta in molti delitti contro il patrimonio. In cosa consiste? In una

piacere che l'agente si riprometta dalla sua attività criminosa. Non è indispensabile che si tratti di utilità

quini

pecuniaria. ingiusto.

Quando si parla di profitto, il legislatore aggiunge quasi sempre l'aggettivo di Quando ricorre il carattere della

ingiustizia? Per Antolisei, quando il profitto non è in alcun modo tutelato dall'ordinamento giuridico., cioè in suo

contrasto.

Il possesso nel diritto penale

È importante: basti pensare che in alcune fattispecie è richiesta la sua assenza, in altre la sua presenza. Ad esempio, esso

è presupposto negativo del furto e presupposto positivo della appropriazione indebita. La nozione è lungi dall'essere

“il potere sulla cosa che si

pacifica anche nel campo del diritto privato, dove l'art. 1140 definisce il possesso come

manifesta i un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale”.

scuola privatistica,

È stato questo il più aspro campo di battaglia fra i sostenitori della i quali sostengono che la

corrente

nozione sia coincidente con quella del codice civile, e quelli della autonomista, che dissentono rispetto a

questa posizione.

L'opinione di Antolisei è che sia sì necessario partire dalla nozione privaristica, per la quale occorrono due elementi:

Potere di fatto, consistente alla signoria sulla cosa estrinsecantesi in una attività corrispondente all'esercizio

● della proprietà o di altro diritto reale;

Animus correlativo, cioè l'animo di comportarsi come se si fosse il proprietario.

● ricomprendere tutti i casi nei quali è esercitata in

Tale nozione per l'autore deve, tuttavia, essere ampliata fino a

maniera indipendente una signoria sulla cosa, fuori della diretta sorveglianza di chi abbia su di essa un potere

giuridico superiore. Ai fini del diritto penale, saranno così possessori il locatario, il comodatario ed il mandatario: nel

diritto penale il termine possesso acquista, quindi, un significato analogo a quello che questo termine possiede nel

linguaggio corrente.

Il furto Art. 624. Furto. — Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di

trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da

centocinquantaquattro euro a cinquecentosedici euro. 4

Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che

abbia un valore economico [c.c. 814; c. nav. 1148].

Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli

articoli 61, n. 7 e 625.

Il furto è un dei delitti più frequenti, così come il ladro è il delinquente più comune, essendo il furto la manifestazione

del possesso delle cose mobili,

più naturale dell'istinto predatorio. Scopo dell'incriminazione è la tutela giacché i rimedi

civili del risarcimento del danno e dell'azione di reintegro sono reputati come insufficienti.

qualsiasi possessore, diritto

Protetto dalla legge penale è non soltanto il proprietario; è anzi al possessore che spetta il

di querela cosa mobile altrui.

laddove il reato non è perseguibile d'ufficio. Oggetto materiale dell'azione criminosa è la

Cosa la quale deve essere suscettibile di valutazione economica o essere un oggetto che riveste per il proprietario un

certo valore affettivo, essendo così idonea a rientrare nei valori patrimoniali, stante fissa la definizione giuridica di

energie,

patrimonio poco sopra esposta. Anche le stando a quanto detto sopra, possono essere oggetto di furto; è lo

stesso 624 a specificarlo. Ma lo sono soltanto quando sono suscettibili di appropriazione: e tali non sono le onde

radiotelevisive, sicché chi adopera un apparecchio ricevente senza pagare il relativo canone non commette furto. Altro

mobile.

requisito, è che la cosa altrui deve essere cosa La nozione è contigua ma non coincidente con quella del diritto

privato, perché anche gli immobili mobilizzati (a.e. La ghiaia, alberi, etc.) potranno essere oggetto di furto. Si richiede

della cosa; il proprietario non potrà

la nota dell'altruità stante la definizione restrittiva di altruità data poco sopra,

essere soggetto attivo del delitto di furto. non deve verificarsi tramite violenza o minaccia;

Nota negativa è invece quella che il delitto in esame il reato passa

impossessamento

altrimenti in quello maggiore di rapina. Deve quindi esserci un non violento.

Antolisei individua rispetto al perfezionamento del delitto in esame due momenti, come appare dalla stessa norma

sottrazione,

incriminatrice: uno della l'altro dell'impossessamento. Impossessamento significa che l'agente deve

acquistare lui stesso il possesso della cosa. Qualora ci sia sottrazione ma non impossessamento dell'agente il delitto

rimarrà allo stato di tentativo. La giurisprudenza e la dottrina dominanti la pensano diversamente: se per A. essere

fermati dal guardiano del supermercato con indosso la refurtiva è tentativo di furto, per la giurisprudenza si tratta di

furto consumato. Perché si abbia furto consumato, è necessario che la cosa esca dalla sfera di vigilanza del precedente

nuovo posseso.

possessore ed entri in quella del nuovo. Deve aversi un Il momento della sottrazione e

dell'impossessamento possono anche verificarsi in tempi diversi: basti pensare a chi getta dei sacchi di farina da un

amotio

camion per poi recuperarli in un secondo momento. La semplice della cosa configura solo il tentativo.

consumazione

A segnare il momento della del delitto di furto è proprio l'impossessamento.

dolo coscienza e volontà di impossessarsi della cosa altrui,

Il del delitto di furto deve consistere nella ma anche nel

fine di trarne profitto. Il profitto può essere anche soltanto un vantaggio morale, non dovendo consistere

necessariamente in un profitto pecuniario.

In quasi tutti i delitti patrimoniali il profitto è connesso alla qualificazione dell'ingiustizia; perché nel furto allora non

“ingiusto profitto”?

compare la locuzione di Per A. questo ha un significato, che precisamene consiste nella volontà

del legislatore di non permettere neanche a chi ha una pretesa legittima di soddisfarsi apprendendo le cose altrui.

L'ingiustizia del profitto è pertanto estranea al concetto di furto.

cause di giustificazione:

Non si pongono problemi particolari per le tutte possono trovare applicazione nel delitto in

esame. Passiamo ora a vedere le circostanze aggravanti speciali del furto:

Se il colpevole per commettere il fatto si introduce in un edificio od altro luogo destinato ad abitazione: dove

● per abitazione sono ricomprese anche alberghi, collegi, ospedali, etc.

Se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento: alcuni ritengono che

● mezzo fraudolento sia il superamento di un ostacolo di una certa consistenza.

Se il colpevole porta indosso armi o narcotici senza farne uso: altrimenti si configurerebbe il delitto di rapina,

● qualora ne facesse effettivamente uso.

Se il furto è commesso con destrezza [ovvero strappando la cosa di mano o di dosso alla persona];

● Se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola che sia travisata o simuli la qualità di

● pubblico ufficiale o di incaricato del pubblico servizio.

L'appropriazione indebita

Art. 646. Appropriazione indebita. — Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si

appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela 5

della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a milletrentadue euro.

Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario [c.c. 1783­1797], la pena è aumentata.

Si procede d’ufficio [c. nav. 1144­1146], se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna

delle circostanze indicate nel numero 11 dell’articolo 61 [649].

L'incriminazione mira ad impedire che chi è in possesso di cose mobili altrui possa commettere attentati patrimoniali:

punisce il possessore che si comporta da padrone.

affine a quella del furto; mancanza del possesso,

È una figura tuttavia, se quest'ultimo implica la nell'appropriazione

possesso è presupposto necessario

indebita il della incriminazione. violazione della

La dottrina non concorda riguardo l'essenza di questo delitto. Per alcuni essa risiederebbe nella

fiducia; Antolisei contesta questa visione, facendo osservare come la scelta – necessaria nel caso di detta violazione –

violazione del diritto di proprietà;

non è sempre presente. Per Antolisei, il delitto in esame meglio costituisce una

del possessore,

l'essenza vera del reato è quindi quella dell'abuso che si comporta uti dominus, e compie atti dispositivi

che danneggiano il patrimonio del prorietario.

Soggetto passivo proprietario Oggetto materiale denaro o

del reato è il della cosa. dell'azione criminosa è invece il

cosa mobile altrui. La precisazione “denaro”, che sembrerebbe pleonastica, risulta invece necessaria, in quanto

tradizionalmente i giuristi – essendo il denaro cosa fungibile – ritengono che esso, verificatasi la confusione, diventi di

proprietà del possessore e che di contro nasca una mera azione creditoria del creditore. Essendo requisito della

altruità,

fattispecie la nota della se ne deve concludere che il reato possa sussistere soltanto quando l'autore

non sia il proprietario

dell'appropriazione della cosa.

possessore non proprietario

Il soggetto agente deve essere il della cosa. L'appropriazione indebita è quindi

negozio idoneo a traslare il solo possesso:

ipotizzabile quando sussista un contratti quali usufrutto, locazione,

mandato, pegno, deposito, comodato, contratto di lavoro. Non deve trattarsi quindi di mera detenzione, ma di possesso

disponibilità autonoma

discendente da titolo legittimo, che implica la della cosa. Se non c'è possesso ma mera

detenzione, non si avrà appropriazione indebita, ma furto: come nel caso del facchino che s'allontani con le valigie del

viaggiatore, sussisterà furto; se è l'agenzia di trasporti ad appropriarsi del pacco, vi sarà appropriazione indebita. In

alcuni casi la linea di confine tra furto ed appropriazione indebita può essere sfumata; tuttavia adottando il criterio della

autonoma disponibilità il giudice accorto riuscirà senz'altro a discernere le due figure.

esecutiva, appropriazione.

L'azione si deduce dal 646, deve consistere in una Tale locuzione non può essere presa alla

lettera, in quanto affinché sussista appropriazione strictu sensu deve sussistere un negozio idoneo a traslare la proprietà.

comportarsi come se la cosa fosse propria,

Dobbiamo dunque concludere che il possessore dovrà compiendo atti di

disposizione che sarebbero altrimenti esclusivi del proprietario: a.e. consumazione, alienazione, etc., o più in generale

atti incompatibili con i diritti del proprietario. semplice uso

compia Anche il della cosa può arrivare a configurare

appropriazione indebita, nel caso che tale uso non sia conciliabile con il diritto del proprietario, a.e., perché l'uso della

deminutio patrimonii.

cosa implica consumo o logorio idonei a cagionare a quest'ultimo una

momento della consumazione dispositivo

Il del reato consiste, per Antolisei, nell'atto del possessore, o – meglio –

appropriazione. unisussistente,

nella Alcuna dottrina considera il delitto in esame come e che quindi non possa dar

tentativo.

luogo a Antolisei e Gallo, che criticano la stessa esistenza di questa categoria di reati, ritengono invece che

l'impossibilità di configurare un tentativo per questi reati derivi da un mero mancato sforzo di fantasia. Tantopiù che

con il criterio adottato dell'appropriazione, ben può configurarsi un tentativo di appropriazione indebita.

dolo possesso e della altruità

Il del delitto di appropriazione indebita presuppone la consapevolezza del della cosa,

volontà compiere l'atto di disposizione.

insieme alla di Il fine che deve muovere il soggetto è quello di procurare a sé

ingiusto profitto:

o ad altri un il dolo è dunque escluso quando il profitto non presenta detto carattere.

La truffa

Art. 640. Truffa. — Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un

ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da

cinquantuno euro a milletrentadue euro.

La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da trecentonove euro a

millecinquecentoquarantanove euro:

1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno

dal servizio militare [c.p.m.p. 162, 32quater];

2) se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo

convincimento di dovere eseguire un ordine dell’Autorità [649] . 6


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nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Trapani Mario.

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