Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

l’attività terapeutica sulla base di un programma da lui concordato con un’unità sanitaria

locale o con uno degli enti, associazioni, cooperative e privati.

La detenzione domiciliare: può essere concessa ad un condannato in presenza delle

o seguenti condizioni: che sia di età superiore a settanta anni; che non sia mai stato

dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza né sia stato mai condannato

con l’aggravante della recidiva; che non si tratti di delitto contro la personalità dello

Stato,ovvero di violenza sessuale, di atti sessuali con minorenni, di violenza sessuale di

gruppo. Ricorrendo questi requisiti la pena può essere espiata nella propria abitazione, o in

altro luogo pubblico di cura, di assistenza e di accoglienza. Il tetto della pena detentiva

inflitta è di tre anni.

La semilibertà: consiste in una parziale limitazione della libertà personale, alternata

o con un periodo di libertà, consiste nella concessione al condannato e all’internato di

trascorrere parte del giorno fuori dall’istituto per partecipare ad attività lavorative,

istruttive o comunque utili al reinserimento sociale. Può essere concessa ai detenuti cui sia

stata applicata la recidiva prevista dall’art. 99 comma 4° soltanto dopo l’espiazione dei

due terzi della pena ovvero, se si tratta di un condannato per taluno dei delitti indicato nel

comma 1° art. 4 bis ord. Penit. di almeno tre quarti di essa.

La liberazione anticipata: al condannato che ha dato prova di partecipazione

o all’opera di rieducazione è concessa, quale riconoscimento di tale partecipazione, e ai fini

del suo più efficace reinserimento nella società, una detrazione di quarantacinque giorni

per ogni singolo semestre di pena scontata. A tal fine è valutato anche il periodo trascorso

in stato di custodia cautelare o di detenzione domiciliare.

I permessi premio: ai condannati che hanno tenuto regolare condotta e non risultano

o socialmente pericolosi, il magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell’istituto, può

concedere permessi premio di durata non superiore ogni volta a quindici giorni per

consentire di coltivare interessi affettivi, culturali o di lavoro. La durata dei permessi

premio non può superare complessivamente quarantacinque giorni in ciascun anno di

espiazione. Per il condannato recidivo è necessaria: l’esecuzione di un terzo della pena per i

condannati all’arresto o alla reclusione non superiore a tre anni anche se congiunta

all’estero;l’aumento da un quarto alla metà della pena eseguita nel caso di condannati alla

reclusione superiore a tre anni; aumento del periodo minino di esecuzione della pena da

metà a due terzi nei confronti dei condannati alla reclusione per qualcuno dei delitti in cui

all’art. 4 bis comma 1° della legge sull’ordinamento penitenziario; innalzamento d dieci a

quindici anni della pena eseguita nei confronti dei condannati all’ergastolo.

L’art. 4 bis ord. Penit.: si rivolge ai condannati appartenenti alla criminalità

o organizzata od eversiva.

L’affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare e la semilibertà non possono

essere concessi più di una volta al condannato al quale sia stata applicata la recidiva prevista

dall’art. 99 comma 4° del codice penale.

L’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio, l’affidamento in prova al servizio sociale,

la detenzione domiciliare e la semilibertà non possono essere concessi al condannato che sia stato

riconosciuto colpevole di una condotta punibile a norma dell’art. 385 del codice penale. Il soggetto

deve essere stato condannato con sentenza passata in giudicato per il delitto di evasione.

“LA COMMISURAZIONE DELLA PENA”

CAP III

E’ la determinazione da parte del giudice della quantità di pena da infliggere in concreto al reo tra

il minimo ed il massimo edittali; come pure la scelta del tipo di sanzione da applicare per il reato

commesso. Il giudice esercita un potere discrezionale: l’art. 132 comma 1° afferma che “nei limiti

fissati dalla legge, il giudice applica la pena discrezionalmente” e l’organo giudicante “deve

indicare i motivi che giustificano l’uso di tale potere discrezionale”.

Si tratta di un discrezionalità vincolata: il giudice nell’irrogare la pena va incontro a limiti

legislativamente predeterminati.

La dottrina ha sviluppato una sistematica dei criteri di commisurazione della pena:

Criteri finalistici : il giudice deve individuare i fini da raggiungere mediante

o l’irrogazione della pena

Criteri fattuali: il giudice deve preoccuparsi di selezionare le circostanze di fatto che

o assumono rilevanza alla stregua dei criteri finalistici individuati

Criteri logici: il giudice valuta il rispettivo peso degli indici fattuali

o

Gli indici di commisurazione sono preveduti dall’art. 133 e vengono differenziati a seconda che

afferiscano alla gravità del reato ovvero alla capacità a delinquere.

L’art. 133 comma 1° stabilisce: “Nell’esercizio del potere discrezionale indicato nell’articolo

precedente, il giudice deve tener conto della gravità del reato, desunta:

1. Dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall’oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra

modalità d’azione

2. Della gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato

3. Dalla intensità del dolo o dal grado della colpa

L’art. 133 comma 2° afferma che nell’esercizio del potere discrezionale in sede di commisurazione

della pena “il giudice deve tener conto della capacità a delinquere del colpevole desunta:

1. Dai motivi a delinquere e dal carattere del reo

2. Dai precedenti penali e giudiziari e in genere dalla condotta e dalla vita del reo,

antecedenti al reato

3. Dalla condotta contemporanea e susseguente al reato

4. Dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo

I singoli indici fattuali di capacità a delinquere sono:

I motivi a delinquere : sono gli stimoli che inducono l’individuo a delinquere

1. Il carattere del reo: è il termine di transizione fra i fattori endogeni (temperamento) ed

2. esogeni (ambiente) che contribuiscono a integrare la personalità.

Vita e condotta del reo antecedente al reato : il giudice deve raccogliere tutti gli

3. antecedenti idonei a fungere da elementi indizianti rispetto alla sussistenza del dato da

accertare.

4. La condotta antecedente, contemporanea e susseguente al reato

Le condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo : servono a

5. calcolare l’incidenza dell’ambiente esterno all’interno del processo criminogeno.

L’art 133 bis comma 1° dispone che “nella determinazione dell’ammontare della multa o

dell’ammenda il giudice deve tener conto, oltre che dei criteri indicati nell’articolo precedente,

anche delle condizioni economiche del reo”. Il giudice deve in primo luogo riferirsi al reddito. “Il

giudice può aumentare l’ammenda e la multa stabilite dalla legge sino al triplo o diminuirle sino

ad un terzo quando, per le condizioni economiche del reo, ritenga che la misura massima sia

inefficace ovvero che la misura minima sia eccessivamente gravosa”.

L’art. 58 della legge 689/81 dispone che:”Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei

criteri indicati nell’art. 133 del codice penale, può sostituire la pena detentiva e tra le pene

sostitutive sceglie quella più idonea al reinserimento sociale del condannato”. Il secondo comma

preclude all’organo giudicante la possibilità di sostituire la pena detentiva breve”quando presume

che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato”.

L’art. 47 comma 2° ord. Penit. stabilisce che l’affidamento in prova può essere disposto nei casi in

cui possa presumersi che “il provvedimento stesso anche attraverso le prescrizioni…contribuisca

alla rieducazione del reo e assicuri la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati”.

L’art. 50 comma 4° ord. Penit. dispone che l’ammissione al regime di semilibertà è disposta in

“relazione ai progressi compiuti nel corso del trattamento quando vi sono le condizioni per un

graduale reinserimento del soggetto nella società”.

L’art. 54 comma 1° ord. Penit. subordina la concessione della liberazione anticipata alla

condizione che il condannato a pena detentiva “abbia dato prova di partecipazione all’opera di

rieducazione”.

L’art. 30 ter ord. Penit. per la concessione dei permessi premio, richiede che il magistrato di

sorveglianza accerti che i condannati abbiano tenuto “regolare condotta” e inoltre non risultino”

di particolare pericolosità sociale”.

“LE VICENDE DELLA PUNIBILITA’”

CAP IV

L’art. 44 dispone:”Quando, per la punibilità del reato, la legge richiede il verificarsi di una

condizione, il colpevole risponde del reato, anche se l’evento, da cui dipende il verificarsi della

condizione, non è da lui voluto”.

Nel titolo VI del codice penale, il legislatore disciplina il fenomeno “Della estinzione del reato e

della pena”; il codice distingue tra:

Cause di estinzione del reato : operano antecedentemente all’intervento di una

o sentenza definitiva di condanna. Esse sono:

Morte del reo: la morte del reo avvenuta prima della condanna estingue il

1. reato (art.150).

L’amnistia propria: è un provvedimento con il quale lo Stato rinuncia a

2. punire un determinato numero di reati. L’art. 151 dispone che:”l’amnistia

estingue il reato e se vi è stata condanna fa cessare l’esecuzione della condanna e

le pene accessorie”. L’amnistia non è applicabile, salva diversa volontà

legislativa, nel caso in cui il soggetto autore del reato astrattamente ricompresso

nel provvedimento sia stato dichiarato dal giudice recidivo aggravato e reiterato;

ovvero delinquente abituale, professionale o per tendenza. L’amnistia è

rinunciabile.

La prescrizione: è costituita dal decorso del tempo senza che alla commissione

3. del reato segua una sentenza di condanna irrevocabile.

L’oblazione nelle contravvenzioni: l’art. 162 dispone che “nelle

4. contravvenzioni, per le quali la legge stabilisce la sola pena dell’ammenda, il

contravventore è ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento, ovvero

prima del decreto di condanna, una somma corrispondente alla terza parte del

massimo della pena stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa, oltre le

spese del procedimento”. Il pagamento estingue il reato. L’art. 162 bis ha

introdotto l’oblazione speciale: è prevista per le contravvenzioni punite con la

pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda e, dall’altro, deve essere applicata

discrezionalmente dal giudice.

la sospensione condizionale della pena: i presupposti sono una sentenza

5. di condanna a pena detentiva, ovvero a pena pecuniaria che, sola o congiunta a

pena detentiva, non superi un determinato limite; una prognosi favorevole sulla

personalità del condannato.

Il perdono giudiziale: i presupposti sono che il colpevole non abbia compiuto

6. i diciotto ma i quattordici anni; che non sia stato già condannato a pena

detentiva per delitto, né che sia stato dichiarato delinquente o contravventore

abituale o professionale; che il tribunale dei minorenni ritenga di poter applicare

in concreto una pena detentiva non superiore a due anni ovvero una pena

pecuniaria non superiore a 1.549,37 euro; che il giudice avuto riguardo alle

circostanze indicate nell’art. 133 presuma che il colpevole si asterrà dal

commettere ulteriori reati.

Cause di estinzione della pena : presuppongono l’emanazione di una sentenza di

o condanna esse sono:


PAGINE

11

PESO

150.66 KB

AUTORE

nadia_87

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Spangher Giorgio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto penale

Riassunto esame Diritto Penale, prof. Fiorella, libro consigliato Delitti contro l'ordine pubblico, Antolisei
Appunto
Diritto penale - il giusto processo
Appunto
Diritto penale II - i reati contro l'ordine pubblico
Appunto
Riassunto esame Diritto Penale, prof. indefinito, libro consigliato Manuale di Diritto Penale, Marinucci, Dolcini
Appunto