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Diritto penale I Appunti scolastici Premium

Appunti lezioni primo semestre di diritto penale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Scoletta dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto Penale docente Prof. M. Scoletta

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ESTRATTO DOCUMENTO

La materia penale come definita dai criteri Engel che si porta dietro l’art 7 della CEDU.

La legge penale deve essere sempre prevedibile ex ante.

2012 legge Severino prevede per i condannati in via definitiva la decadenza dall’incarico

parlamentare e l’incandidabilità. Quando Berlusconi aveva commesso dei reati non c’era la parte

del decadimento parlamentare ed interdizione ai pubblici uffici. Quindi ha fatto il ricorso a

Strasburgo.

L’incandidabilità è una sanzione penale che rientra perfettamente nei requisiti Engel. Poiché

l’hanno chiamata pena accessoria non può retroagire, non è tra le sanzioni penali in più e quindi

non soggetta alle garanzie costituzionali. C’è un dibattito in corso.

L’art 7 non prevede altri grandi principi come ad esempio la riserva di legge.

Le materie che rientrano nei criteri Engel sono sotto l’ombrello dev’art 7 della CEDU, ma non

godono di tutti i diritti e le garanzie previste dalla nostra costituzione.

retroattività della norma in bonam partem, lo si fa rientrare nel concetto di legalità

Il principio di (e

che si trova nell’art 7) e lo dice la CEDU, e in Italia è un concetto che ha fatto fatica ad applicarsi.

Se nel tempio cambia una norma e diventa più favorevole al reo si applica quella norma al reo,

Bonam partem solo per il

mentre per la sanzione amministrativa no (lo ha detto la Cassazione).

diritto penale.

Alla Corte costituzionale di recente ha ricevuto una questione di una sanzione amministrativa che

essendo diminuita ci si chiedeva se poteva essere applicata sulla più favorevole in quanto molto

simile come struttura e rispettante i criteri Engel poteva essere considerata materia penale.

La Corte però non si è sentita di estendere questa regola al diritto amministrativo in quanto va

bene in cali singoli, ma non in tutti.

26 ottobre 2017

PRINCIPIO DI LEGALITA’

Nel diritto penale la legalità assume un ruolo ancora più centrale. E’ il fondamento garantistico del

diritto penale liberale.

Può essere inteso o in maniera ampia o in maniera ristretta. Il manuale come principio di legalità lo

identifica con il principio di riserva di legge, ma molto più spesso si abbracciano tutti i principi

garantistici legali anche all’applicazione e all’interpretazione, non solo legato alle fonti.

Quindi da questo ci sono dei sotto principi:

- riserva di legge

- Irretroattività

- Tassatività, precisione e determinatezza (sono la stessa cosa)

Qualcuno parla anche di principio di legalità formale e sostanziale (sul contenuto e rispetto di tutti

i principi di giustizia e laicità dello stato).

Normalmente però si fa riferimento alla legalità formale. Il formalismo però non è un minus: la

forma nel diritto penale ha valore sostanziale.

Le garanzie servono per legittimare l’utilizzo del diritto penale (parte “brutale” dello stato).

Il diritto penale è una tecnica di controllo sociale iperformalizzata.

7 della CEDU

L’art parla del principio “nullum crime sine lege”. Quindi non parla del principio di

riserva di legge, ma di un’altra cosa. Questo ci fa capire che il principio di legalità è molto più

ampio.

Ad esempio questo principio si applica anche ai paesi di Common Law dove il diritto penale ha

anche origine giurisprudenziale.

Il principio di legalità normalmente quindi non si ferma alla riserva di legge, questo è solo un suo

corollario.

Nell’art 25 comma 2: Nessuno può essere punito se non in forza di una legge

entrata in vigore prima del fatto commesso.

E’ il principio di legalità della legge penale dal quale poi discendono dei corollari importanti:

Principio di irretroattività (anima più universale)

• storicizzata,

Riserva di legge (anima organo rappresentativo è il Parlamento)

• omissione

Art 7 CEDU: Nessuno può essere condannato per una azione o una che, al momento

diritto interno

in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il o internazionale.

Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il

reato è stato commesso.

Quali differenze con l’art 25? altre materie

La CEDU si estende anche alle non si limita solo a quella penale, in modo da evitare

che uno stato possa mascherare sanzioni sotto mentite spoglie per evitare le garanzie penali.

La CEDU non è la carta fondamentale dell’UE perché è stata firmata anche da paesi che non

fanno parte dell’Unione, esempio la Turchia e alcuni paesi dell’ex blocco sovietico.

Carta di Nizza,

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (ex doveva essere la

49

costituzione europea), riprende questo principio nell’art (legalità).

ITA: riserva di legge, irretroattività

CEDU: quando si parla di fatti omissivi o irretroattvità in malam partem, non sono cose in più della

Costituzione italiana, ma sono solo meglio espresse, nessuno ha mai messo in dubbio che dall’art

Paradossalmente l’art 25 dice cose in più della CEDU,

25 derivassero anche queste garanzie.

parla di riserva di legge, mentre la CEDU parla generalmente di diritto.

In generale quindi si punisce solo quando tu potevi comportarti in maniera differente.

L’art 7 della CEDU non specificando la fonte può giudicare su tutto.

Molte volte si parla non di riserva di legge, ma di riserva di organo: deve essere il Parlamento ha

legiferare sul diritto penale perché è l’organo più rappresentativo.

Per altri è fattibile anche lasciare al governo che tanto è espressione della maggioranza

parlamentare (quella che comunque approverebbe le stesse leggi anche se fatte dal parlamento e

non dal governo).

Ciò che veramente cambia però è che nel Parlamento il dibattito è pubblico.

Il manuale attribuisce alla riserva di legge un ruolo molto forte.

Più diamo importanza al parlamento meno ruolo avranno gli altri organi, quindi si tende a vedere

la riserva di legge come assoluta: tutto deve essere fatto dal parlamento. Dipende quindi dalla

visione istituzionale che si ha.

Nella prassi ci sono dei diversi gradi di relatività della riserva di legge, molte volte delle

particolarità tecniche sono lasciate ai decreti/regolamenti ministeriali.

Diverse sono le cosiddette “norme penali in bianco”.

E le leggi regionali?

Non possono prevedere le leggi penali, nemmeno a margine delle loro prerogative (fauna,

uguaglianza:

turismo…). C’è un esigenza di in tutto lo stato il diritto penale è uguale.

Il diritto penale non può essere frammentato a livello regionale). Non tanto quindi un problema di

democraticità. atti avente forza di legge

C’è poi anche la questione degli (decreti legge o decreti legislativi).

Il decreto legge come questione rispetto al passato è stata risolta perché ormai è stabilito

che i decreti legge non possano essere reiterati (Corte costituzionale).

Il problema con i decreti legge è anche la mancata conversione. Comunque oggi ha un utilizzo in

questo ambito molto più limitato.

decreto legislativo problema è la vaghezza della legge

Il invece è ciò che è più utilizzato. Il

delega.

Il manuale critica le deleghe politico criminali molto ampie date al governo.

Infatti il problema della legge delega in bianco non è molto diverso da quando una stessa legge

del parlamento rimanda a fonti sublegislative. In entrambi i casi la scelta politico criminale è data

al governo.

8 novembre 2017

Principio di legalità ha una duplice ratio.

irretroattività,

Quella liberale della che è collegato con il principio di colpevolezza (art 27) sancito

dalla stessa Corte costituzionale, l’ignoranza della legge non scusa, ma se non si capisce nulla

dalla legge non si può essere condannati per questo.

L’altra faccia del principio di legalità e irretroattività è proprio il principio di colpevolezza.

Questo è il DNA liberale del diritto penale classico.

L’art 25 ha una ratio più storica con una riserva di legge. tassatività

Oltre a questi ci sono anche altri principi, da una parte l’esigenza di con quindi divieto

di analogia, cioè rivolto essenzialmente al giudice: non andare oltre ai confini della legge, perché

se no diverrebbe egli stesso legislatore e andando contro la stessa ratio liberale, perché i

consociati non possono prevedere fino a dove si spingerà il giudice.

La teoria dice che accenta l’interpretazione estensiva, ma quando si travalica e si finisce

nell’analogia no.

Nella pratica questa distinzione non è molto comprensibile.

Quindi la CEDU dà una definizione più sostanziale su questo limite, cioè quando

un’interpretazione è prevedibile o meno.

precisione,

Altro principio è quello della sempre strumentale per la legalità ed è rivolto al

legislatore, cioè deve utilizzare termini che abbiano una forte chiarezza nel loro significato.

L’utilizzo di un termine vago consente al giudice di dare qualsiasi significato, ma questa non è la

colpa del giudice che esagera l’interpretazione, ma è proprio il legislatore che non si è spiegato

bene.

Adesso si pone la qlc sulle misure di prevenzione, es. è punito con la pena l’inosservanza degli

obblighi inerenti alla sorveglianza speciale (soprattutto in ambito mafioso).

Sulla base della giurisprudenza della CEDU sono materia penale, quindi devono essere

comunque qualcosa di prevedibile.

Quando un soggetto è colpito dalla misura di prevenzione ha delle limitazioni (es. non può andare

in certi posti) e la legge prevede che chi non li osserva è punito da 3 mesi ad un anno e per

un’altra da 1 a 5 anni. La legge è 158 del 2011, art 75. p.698

Successivamente enuncia dei parametri sulla vita disonesta e il non rispettare le leggi per mettere

Cosa vuol dire vivere

in carcere fino a 5 anni, questi parametri sono troppo vaghi.

disonestamente? concetto giuridico uno naturalistico

Non c’è una scala di maggior precisone tra un ed (che fa

riferimento alla realtà empirica).

Ci possono essere anche elementi e definizioni normative del tutto elastiche, quindi è difficile

anche rispettare le leggi.

Il libro parla anche il principio di determinatezza (che però per molti è unito a quello della

precisone) art 603 (plagio) del codice penale, ora abrogato.

In questo articolo si parla di stato di soggezione, ma non si specifica che cosa è questo stato di

manca un sostrato empirico certificatile. Bisogna definire lo stato di soggezione

soggezione,

se no l’accusato non sa nemmeno come difendersi (quindi il tema non è solo teorico, ma

anche processuale).

Nell’art 612-bis (stalking) si parla di stato di ansia e fondato timore: questa fattispecie per come

è scritta può comprendere tutto. O anche il requisito di cambiare abitudini di vita, che concetto è

quello di abitudini di vita?

Come si fa a dimostrare il fondato timore?

Si ha un problema di determinatezza, cosa dobbiamo andare in concreto ad accertare.

Nonostante alcuni interventi siamo sulle sabbie mobili.

Fondato timore non è qualcosa di patologico, quindi non serve una perizia medica per stabilirlo e

può essere tutto.

Sulle abitudini di vita giurisprudenza e dottrina parlano di un cambiamento sostanziale, non solo

cambiare strada, ma comunque un giudice volendo può più avanti considerare anche quello

perché sta nel dettato della legge.

Determinatezza proprio come possibilità di provare certe cose in giudizio, solitamente

quando si tratta di problemi e disturbi psichici.

Il manuale chiama principio di legalità solo la riserva di legge, mentre il realtà il principio è un po’

più ampio.

FONTI LEGGE PENALE E RISERVA DI LEGGE

Qualsiasi atto normativo che non sia la legge parlamentare non può essere legge panale, per il

Manuale dunque è una riserva di organo.

Il decreto legge e legislativo devono solo integrare, come se fosse un regolamento.

La Corte costituzionale non sposa questa visione però se c’è un reitero di una legge delega non lo

accetta, ma è un principio che va oltre il penale.

I problemi più frequenti ci sono quando abbiamo fonti normative subordinate alla legge:

solitamente atti del governo, ministeriali o provvedimenti delle autorità es. ordinanze.

Entro che limiti una norma penale può rinviare e ed essere quindi integrata facendo riferimento ad

atti normativi subordinati alla legge.

In passato non c’era sensibilità per questo tema. La definizione della pena comunque è sempre

stata rigorosa, cioè solo il Parlamento, con un margine di discrezionalità per il giudice.

Le pene fisse sono incostituzionali, proprio in base ai principi rieducativi di colpevolezza e sia

rispetto al soggetto e al fatto: c’è furto e furto.

L’art 133 del codice panale chiede la commisurazione della pena in base alle qualità del reo

e del fatto.

Illegittima è anche una forbice edittale troppo estesa.

La giurisprudenza costituzionale ha fatto una grande evoluzione, all’inizio c’era un’ampia

tolleranza per le finti sublegislative di integrare il precetto legislativo.

Ad esempio in tema di sostanze stupefacenti la Corte fino agli anni 60 ha dichiarato il metodo di

delegare al governo l’indicazione delle sostanze fosse legittimo.

Il precetto penale doveva essere obbedito in quanto tale secondo la giurisprudenza, anche con

qualsiasi contenuto anche se non di origine parlamentare.

Il problema è che così si svilisce il contenuto della riserva di legge, le scelte politico criminali

devono essere appannaggio del parlamento.

Così si è andata creando una definitiva diversa a quella dell’obbedienza in quanto tale, cioè

sufficiente specificazione,

quella della il parlamento deve indicare i limiti del potere e delle scelte

che può fare il potere legislativo con quel documento.

Le scelte criminale sono sempre prese dal parlamento e gli atti secondari servono solo per dare

maggior concretezza alle scelte del parlamento.

Questo è il principio che vige ancora oggi, le linee di polizza criminale devono essere imposte dal

legislatore.

Vedere fattispecie (ci sono problemi su riserva di legge?)

Art 262, 348, 388, 650, 723

9 novembre 2017

Norme penali in bianco.

E’ un concetto molto discusso e dibattuto.

Tutte queste norme evitano all’esterno ad altre fonti extralegislative altre fonti del precetto.

Non rispettano il precetto di riserva di legge, a meno che il rinvio sia fatto ad altre fonti di pari

grado.

Se una norma viene integrata da un altra legge la fonte del precetto è sempre legislativa.

Conflitto di interesse della gestione societaria: la norma penale aveva solo una finzione

sanzionatoria rispetto ad un precetto civilistico. Si tratta quindi di due fonti legislative, quindi non

sussiste il problema di riserva di legge.

Norma primaria: esprime il precetto

Norma secondaria: definisce la sanzione

Se A allora B. A è norma primaria e B è norma secondaria.

Il problema nasce quando si fa il rinvio ad una fonte secondaria che non è la legge.

La Corte costituzionale dice che il concetto di norma penale in bianco è neutro cioè vale anche se

non viola la riserva di legge.

L’utilizzo di rinvii normativi è piuttosto frequente.

Questo meccanismo di riferirsi a norme sublesiglative è possibile è illegittimo?

Art 348: abuso dell’esercizio di una professione a cui serve un’abilitazione.

La conformità al diritto dell’esercizio della professione è fissata per ogni categoria da fonti non

legislative previste es dagli ordini professionali. Quindi per vedere se c’è abuso devo per forza

guardare una fonte sub legislativa.

Art 388 e art 650: si parla di Autorità quindi il prefetto, la polizia,…

Art 723

Questi rinvii sono legittimi o non sono legittimi?

C’è un forte dibattito, in passato questo tipo di richieste fu molto numeroso. Si voleva tacciare di

illegittimità moltissime norme.

Sentenza 333 del 1991

Spiegazione della sentenza: basta leggere

ministero a definire la dose media giornaliera

Quando si è delegato il non lo si è fatto in

discrezionalità

maniera arbitraria. Non ci sono ovviamente parametri puramente oggettivi, ma la

del ministero rimane comunque puramente tecnica.

L’importante è che il legislatore compia tutte le scelte di tipo politico criminale, che possiamo

saranno vagliate ad un controllo di legittimità costituzionale.

Il giudice può comunque disapplicare le fonti secondarie: i parametri di definizione di dose media

giornaliera hanno un ambito di controllabilità. nei limiti di

L’integrazione attraverso un atto generale ed astratto dell’esecutivo più essere svolta

tipo tecnico-scientifico.

Non intacca i principi di scelta politico criminale esclusiva del legislatore.

I fini sono già sui binari che ha fatto il legislatore, non sono così a caso, se non sarebbe una

valutazione tecnica. Bisogna quindi guardare la ratio.

Il legislatore quando ha bisogno di normativa di dettaglio o dà il potere al giudice (modica

quantità di stupefacenti) o al governo (dose minima giornaliera) che migliora una definizione

di contenuto magari lasciata al solo giudice.

Se delego al governo almeno c’è la certezza.

La legge è costituzionalmente legittima quando specifica sufficientemente: la riserva

“tendenzialmente assoluta”, cioè quando l’integrazione è di mero tipo tecnico così non invade la

scelta politico criminale.

Questa però non deve essere un’integrazione puramente scientifica che prescinde da ogni

valutazione. Quelle che abbiamo visto fino ad ora non sono tecniche in senso stretto.

Si chiama tecnica quell’aggiunta che è vincolata entro parametri. Queste aggiunte possono

comunque essere sottoposte ad un sindacato di illegittimità.

282 del 1990: l’unica in cui la Corte ha dichiarato una norma

Una sentenza importante è la

costituzionalmente illegittima.

sistemi di sicurezza ed estintori, soggetti

Si parla di i (le aziende) che dovevano predisporre

erano definiti dall’autorità amministrativa.

questo

In questa legge non era definito il soggetto attivo del reato e nemmeno nella scelta di questi

soggetti non c’erano criteri: c’era pura discrezionalità dell’autorità amministrativa.

L’art 650 prevede la mancata osservanza del decreto dell’autorità in materia di giustizia, sicurezza

pubblica ed igiene.

Si viola la riserva di legge?

Il presupposto del provvedimento giudiziario in questo caso non è arbitrario perché lui sta

seguendo una legge.

Il provvedimento del giudice qui è individuale è concreto, quindi non generale ed astratto per ciò

secondo il libro non integra la norma penale ed è legittimo. Così come abbiamo visto nel 388 (non

segue ordine del giudice).

La scelta è già fatta tutta sul piano generale ed astratto e quindi non viola la riserva di legge.

Il problema magari ci può essere quando il precetto non è molto determinato dalla legge.

650 provvedimenti

Il problema dell’art è troppo vago nel definire gli elementi che caratterizzano i

dell’autorità giudiziaria.

In ogni caso che siano astratti o concreti ciò che è necessario è che la norma penale individui dei

limiti ben definiti.

15 novembre 2017

Principio di irretroattività come principio fondamentale della materia penale.

Non solo fonti interne, ma anche internazionali, come la Carta europea dei diritti che prevede che

il fatto punito come reato penale debba essere prevedibile.

Oggi il diritto è meno regole e letterali, ma più sui principi.

Il diritto penale lavora sempre più attraverso principi, prima questi erano solo “filtrati” dal

legislatore, oggi in un’ottica sempre più garantista i principi non parlano solo alle corti

costituzionali o al legislatore, ma direttamente ai giudici e agli avvocati.

Principi:

1. parlano al legislatore sulle scelte di politica criminale (funzione politico-criminale)

2. Corte costituzionale (funzione parametrica)

3. Interpretazione costituzionalmente orientata

I principi sono norme come tutte le altre. Le norme possono essere principi o regole,

tendenzialmente le regole hanno un’ambito di efficacia limitato e precettivo, mantre i principi sono

molti più ampi, rappresentano lo sfondo valoriale, un serbatoio di regole indefinito.

Arricchire i contenuti del principio di responsabilità penale personale.

I principi strutturalmente vivono e si evolvono.

Mentre un principio è dinamico, la regola è strutturalmente statica, ma si possono interpretare

conformandole al principio che è sovraordinato rispetto ad una regola legislativa.

Soprattutto attraverso la giurisprudenza europea quei principi assumono una nuova dimensione: il

giudice deve leggere la norma sulla responsabilità attraverso i principi (es. omicidio

preterintenzionale, tiro una sberla ad un bambino che cade e muore. Non è doloso perché non

volevo ucciderlo, non è colposo perché il pugno non era così forte).

Responsabilità per fatto proprio significa che ci

Comunque la persona muore quindi si è incolpati.

debba essere un coefficiente oggettivo di responsabilità, l’omicidio preterintenzionale

costituzionalmente interpretato non accetta la responsabilità oggettiva, cioè non lega solo

basandosi su fatti oggettivi fatto e morte della persona. minimo di colpa

Ora non c’è più questo nesso materialmente oggettivo, solo se c’è alla base un

ex art 27 si può essere processati per omicidio preterintenzionale.

Cambiando il principio cambia l’interpretazione che si fa della regola, ma che nella struttura

rimane uguale.

Se tiro ad un pugno ad un peso massimo che poi muore secondo l’art 584 rischio da 4 a 10 anni,

allora sollevo qlc alla Corte costituzionale.

La Corte dice che la norma non è illegittima in quanto può essere interpretata in maniera

costituzionalmente conforme.

Le fonti europee internazionali sono subcostituzionali.

Art 586: morte come conseguenza di un altro reato. Ha gli stessi requisisti di consapevolezza del

584. Es. vendo la droga ad un soggetto che poi muore (si parla di droghe che ragionevolmente

non possono portare alla morte, tipo un po’ di cannabis). Si richiede la colpevolezza.

I principi hanno una finzione ermeneutica perché vincolato il giudice ad un’interpretazione

costituzionalmente conforme. Si dichiarerà illegittima una norma quando non è possibile trovare

un’interpretazione costituzionalmente conforme.

Prima questo modus operandi era poco usato, mentre oggi è diventato un fenomeno epidemico,

in primo luogo perché non ci sono solo i quattro articoli della Costituzione, ma anche la serie delle

norme europee ed internazionali.

Se non avessimo avuto la Corte costituzionale il 27 sarebbe rimasto un articolo muto, che non

avrebbe inciso sull’applicazione del diritto penale.

Da una parte c’è una pluralità di vincoli di interpretazione conforme e dall’altra è stato dato al

giudice di interpretare in maniera costituzionalmente conforme.

Il giudice è diventato diretto applicatole dei quei principi.

Si dice che il giudice interno è il primo giudice europeo, scavalca le norme interne per adempiere

ai principi europei. Si parla infatti di crisi del principio di legalità.

Il fatto che il giudice possa direttamente disapplicare le norme interne se contrarie alle

norme UE direttamente applicabili ha portato una rivoluzione, decentrando il sistema, e

creando appunto questa crisi.

Da giudici applicato delle norme sono diventati giudici manipolatori delle norme.

Il superamento dell’approccio tecnicistico ha portato a questa crisi, la lettera della legge come

vincolo si è molto ridotta come garanzia.

Il giudice si sente legittimato a rimodellare le norme interne. Tendenzialmente ora lo fa soltanto in

bonam partem.

Mentre la riserva di legge serve per tutelare il reo, con i principi i giudici sono più liberi.

L’interpretazione conforme talora esorbita dal significato letterale, storico e sistematico della

norma.

Oggi il giudice penale si trova in un labirinto di fonti: non c’è più o non basta il modello piramidale

kelseniano, a questo si è sostituito un sistema a rete.

SUCCESSIONI DI LEGGI PENALI NEL TEMPO

Il principio generale è l’irretroattività, una regola di diritto intertemporale.

La sua traduzione in regola dice che la norma penale è irretroattiva.

art 2

Si parla di questo argomento nell’ (dopo che l’art 1 esprime la riserva di legge).

Il comma 1 è il caso della nuova incriminazione, es. nel 2010/2011 è stato introdotto il reato di

stalking e non può ovviamente retroagire.

Nuova incriminazione significa un fatto che prima non era rilevante penalmente, ma poi lo diviene.

Negli ultimi anni il reato di corruzione ha subito diversi inasprimenti: il fatto non cambia, ma

cambiano le pene.

La nuova pena più alta può essere applicata ai casi avvenuti in precedenza?

16 novembre 2017

nuova incriminazione

Per i casi di vale il principio dell’irretroattività, come stabilito dall’art 25 e l’art

7 CEDU.

O anche il caso in cui la stessa sanzione aumentasse non può certo andare ad aggravare la

situazione del reo.

L’art 7 della CEDU prevede che anche altre sanzioni punitive non qualificati come penali sono

E’ infatti successo con le misure di sicurezza per cui

sottoposte come principi di irretroattività.

vale la regola, tempus regis actum, sono state sottoposte al vaglio costituzionale.

Quando le misure di sicurezza assumono un carattere punitivo sono sottoposte alle regole del

diritto penale.

La sentenza 196 del 2010 in materia di confisca di un autoveicolo ha dichiarato illegittima la norma

che prevedeva questa misura.

La CEDU non ha applicabilità diretta nel nostro sistema a differenza del diritto dell’UE, quando c’è

una norma direttamente applicabile che permette di disapplicare la norma interna sempre che non

sia a sfavore del reo.

Attraverso l’art 117 entrano come parametro anche le norme della CEDU. E’ per questo che nella

sentenza del 2010 si parla di questo articolo che permette di andare davanti alla Corte

costituzionale. criminis.

Il secondo comma dell’art 2 prevede il caso dell’abolitio

Decriminalizzazione si passa dal penalmente rilevante a giuridicamente lecito, mentre la

depenalizzazione quando si passo da una illiceità penale ad una illiceità amministrativa.

Legge 689 del 1981: è la legge che disciplina gli illeciti amministrativi, sempre più vicini anche

riguardo ai principi agli illeciti penali.

In teoria questi dovrebbero avere più elasticità rispetto al penale, tuttavia man mano si

aggiungono delle garanzie facendo quasi un’osmosi con il penale.

Quando le misure amministrative sono punitive rientrano anche loro nell’art 7 della CEDU

(guardando i criteri Engel).

Ad esempio l’adulterio viene criminalizzato o invece la bestemmia in luogo pubblico viene

depenalizzata.

L’abolitio crimis è retroattiva. il giudicato viene revocato.

Se sto scontando una pena,

Il codice di procedura penale dà al reo la possibilità di chiedere la revoca del giudicato e quindi

tutti gli effetti penali della condanna, cioè tutte quelle conseguenza derivate automaticamente

come effetto della condanna penale.

Ad esempio non può più essere tenuto conto di quella condanna ai fini della recidiva.

Ciò che rimangono però sono gli effetti civili, ad esempio il risarcimento del danno alle vittime.

Un’altra cosa che posso chiedere è la disiscrizione dal casellario giudiziario.

Se si tratta di una pena pecuniaria che non ho ancora pagato?

Se ho già pagato non posso richiedere in dietro (così come non posso chiedere indietro la libertà).

A questa domanda c’è una certa incertezza, non posso trarre beneficio dal mio ritardo.

In teoria devo ancora pagare perché l’obbligazione di pagamento all’amministrazione è

ormai indipendente dallo scontare la pena.

L’abolitio criminis grazie al non avere il limite del giudicato si dice che ha la caratteristica

dell’iper retroattività o irretroattività illimitata, proprio perché non travolge il giudicato.

Se cambia la pena in bonam partem?

retroattività favorevole.

Vale il principio della

Il 4 comma ne parla e fa due ipotesi. Se interviene dopo si applica quella favorevole.

Se invece si mette quella più favorevole e poi torna quella sfavorevole allora devo guardare

l’ambito temporale in cui è stato compito il fatto.

Nel nostro ordinamento la pena più grave è sempre quella privativa della libertà.

problema

Il nasce sulle sanzioni accessorie, queste hanno il principio di irretroattività, mantre su la

pena principale c’è effettivamente il principio della retroattività favorevole, avendo così una

“nuova norma”. Quindi si deve adottare la retroattività per entrambe.

trova il limite del giudicato.

Il cambiamento della pena comunque

L’unica eccezione inserita nel 2006, è quando la pena cambia in senso qualitativo, cioè

quando si passa da pena detentiva a pena pecuniaria (possono chiedere la conversione in

sede esecutiva della pena).

Se una fattispecie viene rimodellata e riscritta in maniera diversa?

C’è una riformulazione del reato. C’è modifica della pena o abolitio?

L’art 323 parla di abuso d’ufficio (vedere la nota per capire come è stata cambiata).

Prima bastava abusare delle proprie funzioni, oggi invece bisogna dimostrare che c’è una

violazione di regolamento e deve creare un danno e quindi un corrispondente vantaggio per sé o

per altri.

Per esserci abolitio deve esserci discontinuità del tipo di illecito, ci deve essere una

fortissima differenza tra prima e dopo. contenuta strutturalmente

Quello che bisogna fare è andare a vedere se la norma successiva è

nella norma precedente.

E’ un criterio di specialità, che va fatto in maniera astratta non in concreto.

Il giudice quando deve riesaminare deve basarsi sul fascicolo precedete non può chiedere ulteriori

indagini.

22 novembre 2017

Non fare il capitolo sulle cause di giustificazione o antigiuridicità.

Esercitazioni sull’art 2.

Il primo comma prevede una nuova incriminazione e il comma due prevede l’irretroattività.

Nei commi 3 e 4 abbiamo disciplinate la successione modificativa della legge penale: retroagisce

la norma più favorevole. E’ una irretroattività limitata, cioè salvo ciò che è passato in giudicato

(però in casi in cui la pena da sentiva diventa pecuniaria non ci sono limiti per la richiesta della

conversione).

Principio supremo dell’ordinamento: irretroattività della legge sfavorevole (recentemente stabilito

dalla corte costituzionale). L’altro è quello che se la legge è in bonam partem deve essere

retroattiva.

Anche questo secondo è un principio costituzionale?

No perché non c’è nessun riferimento in costituzione (art 25), e nemmeno l’art 7 della CEDU.

rei)

La ratio della retroattività favorevole (favor è quasi una benevolenza del legislatore,

naturalmente è bilanciato con l’interesse della certezza del diritto (limite del giudicato, art 2).

Quando c’è una legge di depenalizzazione, oggi ad esempio è stato depenalizzato il

danneggiamento, non si prevede più il danneggiamento della mera cosa altrui, ma si aggiunge il

requisito di violenza o minaccia, però aumenta la pena.

abolitio criminis

Prima si considerava quando si aboliva tutto il reato in toto, o c’è per tutto o non

c’è, non esisteva un’ipotesi parziale.

Giordano del 2003

Poi dopo la sentenza si è affermata la teoria strutturale, quindi considerare le

fattispecie nella loro struttura.

Quando una norma da una generale si passa ad una norma speciale (cioè tutti i fatti che sono

punti nella norma speciale erano già puniti nella norma generale), quindi quando si passa da

abolitio criminis

generale a speciale c’è un parziale, quindi i fatti commessi prima se ricadono

nella nuova norma si applicherà la regola più favorevole.

Se invece la nuova norma seleziona alcuni fatti e li punisce di più si applica la vecchia norma cioè

quella più favorevole, quindi c’è il principio di irretroattività.

23 novembre 2017

Nel caso di riformulazione della norma incriminatrice per capire gli effetti occorre fare un raffronto

strutture: verificare che tipo di rapporto esiste. criminis parziale.

Se c’è un rapporto di specialità allora siamo nel caso dell’abolitio

Questo approdo è stato frutto di un’evoluzione giurisprudenziale, il legislatore non ha mai pensato

a questo tipo di figura.

Soprattutto il problema era l’accertamento, si doveva guardare il giudicato.

Nel caso invece del passaggio da norma speciale a norma generale si applicano i commi 3 e 4,

non c’è nessuna abolitio criminis.

abrogazione di una norma speciale.

Altro caso può essere quello di

Pensiamo all’ingiuria (privato) e l’oltraggio a pubblico ufficiale (art 342, non sto offendendo non

solo la persona, ma anche l’istituzione di cui è parte).

Ad un certo punto l’oltraggio è stato depenalizzato (era addirittura stato abolito).

Tizio sta scontando una pena per il vecchio oltraggio, quali sono gli effetti?

La sentenza viene revocata. Se sono in processo questo viene sospeso secondo l’art 2 perché

siamo nel caso dell’abolitio criminis.

Il caso invece dell’infanticidio d’onore (norma speciale dell’omicidio) che era punito meno e viene

poi abrogato, significa che passa dalla speciale alla generale.

In questo caso si riespande la norma generale.

abrogatio sine abolitio, cioè si abroga una norma senza però

In questi casi si parla di

eliminare il reato.

Nel caso dell’oltraggio si rientra nell’ingiuria.

Tutti i reati commessi in precedenza rimangono sotto quella norma, non si travolge il giudicato.

In caso di processo in corso posso invece chiedere la nuova norma.

Se invece è in malam partem, si applica la pena favorevole nel caso del processo.

Nel 1999 l’oltraggio è stato abrogato, in seguito dopo 10 anni è stato reintrodotto.

Se io commetto l’oltraggio un mese prima dell’abrogazione?

Io sono sotto processo durante il cambiamento. Il processo dura fino al 2009 con una pena a

metà tra oltraggio (3 anni) e ingiuria (1 anno), 2 anni.

Io la garanzia di irretroattività l’ho rispetto ai 3 anni. Applico il nuovo oltraggio o l’ingiuria?

L’ingiuria non è la fattispecie né al momento del fatto né al momento del giudizio, ma si applica

comunque perché è quella più favorevole.

Secondo l’art 2 comma 3 dice che si applica la legge più favorevole.

La ratio non è proprio identica a quella della retroattività favorevole, perché non è proprio sotto il

profilo dell’uguaglianza.

Questa è l’ultrattività della legge intermedia.

Nel caso invece di abrogazione della norma generale?

E’ come l’abolitio criminis parziale. speciale ad

Ci possono essere dei casi in cui il passaggio è da una norma una norma parimenti

speciale.

Non si può dire che c’è un’esatta continenza di una nell’altra.

Si parla in questo caso di specialità bilaterale.

es. morte di un uomo bianco e poi morte di un uomo di età maggiore a 20 anni

totale abolitio criminis,

Qui c’è un mero rapporto di intersezione. Qui si dice che c’è una perché se

no violeremmo il principio di irretroattività.

elemento

Prima era incriminato in base ad un certo che poi è cambiato, quindi non può rimanere

in vigore.

Essendo 2 speciali l’elemento peculiare è fondamentale.

Art 317 cp concussione (il pubblico ufficiale in servizio che con violenza o minaccia induceva

qualcuno ad azione indebita) costringere

Prima della riforma del 2012 il pubblico ufficiale doveva (cioè non si hanno

alternativa) o anche l’induzione (facevo capire che davo un occhio di riguardo). In entrambi questi

casi il provato era sempre considerato una vittima.

Con la riforma questo cambia: se non c’è costrizione non sei vittima e quindi non c’è

concussione.

Quindi oggi è solo la costrizione ad essere punita, quindi è una norma speciale rispetto a quella

precedente. se io ho indotto non sono più

Siamo quindi ancora nel caso dell’abolitio criminis parziale:

colpevole e quindi travolge il giudicato.

319 quater

L’art prevede ora l’induzione come corruzione, dopo si puniscono sia il pubblico

Quindi è una fattispecie che cambia norma di riferimento.

ufficiale che il privato.

Quindi la vecchia norma è stata spezzata in due altre norme penali.

Per il nuovo art 317 (costrizione) si applicherà quella più favorevole per chi ha commesso il reato

prima. quella più favorevole.

Per l’induttore (da generale a speciale) anche lui

Quando in astratto non c’è una norma più favorevole dell’altra bisogna procedere in concreto.

Mentre al privato che ha partecipato prima dell’introduzione non è penalmente perseguibile (art 2

cp comma 1).

Se togliessero il 317 il reato di concussione rientrerebbe in quello del 319 quater perché nel

concetto di indurre è compreso quello di costringere.

29 novembre 2017

Al centro del diritto penale c’è il reato che è l’illecito penale.

Quando una norma è sanzionata con una pena principale, quella fattispecie allora identifica un

reato (cioè illecito penale). sostanziale

Che cosa è il reato da un punto di vista è quello che abbiamo visto delle prime

è una forma di offesa di un bene giuridico che il giudice ha ritenuto di primaria importanza

lezioni:

e quindi meritevole di essere sanzionati dal punto di vista penale.

La teoria generale del reato, la sistematica del reato, la struttura analitica del reato.

Andiamo ad individuare l’illecito penale in tutte le sue componenti strutturali e generali.

Una cosa è andare a studiare le diverse fattispecie incriminatrici, un’altra è vedere la struttura

generale del reato.

Studiare il singolo reato è andare a studiare le componenti del fatto criminoso, mentre la

concettuale

sistematica del reato ci dà l’impalcatura che ci serve per studiare tutti i vari singoli

reati. teoria bipartita

Fino agli anni ’70 in Italia, la teoria prevalente è la del reato.

componente oggettiva

Per analizzare una struttura del reato bisogna vedere la sua e la sua

componente soggettiva.

Oggettiva si parla di ambito materiale, cioè se cagiona la morte di un uomo bisogna vedere se

questo abbia effettivamente ucciso.

Serve poi anche la parte soggettiva per vedere il tipo di reato, se c’è dolo o solo colpa.

La teoria bipartita però è stata superata (proprio partendo dalla nostra università con una

tripartita

monografia, Giacomo de Vitala) dalla teoria del reato.

Le componenti del reato sono 3: fatto (o fatto tipico, alcuni mettono il fattore di tipicità, non il

nostro libro però), antigiuridicità e colpevolezza.

A ciascuno di questi 3 momenti e componenti, corrisponde un particolare giudizio, anche dal

punto di vista normativo. Il fatto illecito per diventare reato deve corrispondere ai 3 criteri.

FATTO TIPICO più importante

La dottrina prevalente parla di tipicità. Questa è l’elemento dell’illecito penale,

legalità frammentarietà

perché così viene data attuazione ai principi di e del diritto penale.

Il fatto concreto deve corrispondere a quei elementi oggettivi che il legislatore ha messo nel reato.

Il fatto quanto tipico e quindi ben individuato dal legislatore è la principale garanzia della legalità

del diritto penale.

Tanto più il fatto è ben prescritto, tanto è più conforme alla legalità. Attraverso il fatto tipico

(opposto all’illecito civile aquilano che è un fatto atipico, art 2043) si parla appunto di

frammentarietà: non è una rete piglia tutto, ma singole fattispecie separate.

La norma primaria descrive il fatto in quanto particolare tipologia di offesa meritevole di sanzione,

che il legislatore ha voluto sanzionare penalmente.

E’ l’insieme degli elementi che descrivono un bene giuridico meritevole di tutela.

La tipicità ha quindi lo scopo di sanzionare le offese meritevoli di tutela.

Per questi motivi la tipicità è il primo elemento del reato. Se è tipico, allora sicuramente si è

realizzata un’offesa al bene giuridico meritevole di tutela.

ANTIGIURIDICITA’ tutto

E’ un concetto che rimanda all’idea di una contrarietà di quel fatto (già tipico) a

l’ordinamento giuridico. Non ci deve essere all’interno dell’ordinamento giuridico una norma che

lo imponga. Non può essere previsto come tipico dal diritto penale e allo stesso tempo previsto

da un’altra norma: o lo accetta o non lo accetta l’ordinamento.

Se rinchiudo qualcuno se sono una persona normale è sequestro di persona, ma se sono un

poliziotto allora la cosa è diversa.

Se uccido una persona sparandogli, non necessariamente commetto un omicidio.

cause di giustificazione.

Ci sono delle

Le cause anche se sono contenute nel codice penale, non sono norme penali in senso stresso,

infatti non vale la riserva di legge o anche la tassatività e altre.

Alcune sono nel codice penale perché sono quelle normalmente utilizzabile proprio per escludere

il penale. Le troviamo anche in fonti sublegislative.

Nella prospettiva della teoria bipartita le cause di giustificazione erano contenute nella parte

oggettiva del fatto, ma come elemento negativo, cioè quelli che non dovevano esserci far sì che

sia reato.

Questa autonomia concettuale delle cause di giustificazione, cioè l’antigiuridicità ha cambiato

questa impostazione teorica.

COLPEVOLEZZA

In passato si parlava di elemento psicologico del reato, ma si è emancipato dal concetto

psicologico e ora è diventato concetto normativo.

Bisogna vedere se esistono quei criteri che rendono quel fatto rimproverabile dalla gente.

Da questo punto di vista se io ho commesso un fatto antigiuridico non è detto che sia colpevole,

ad esempio sono incapace di intendere e di volere.

Nel nostro ordinamento un soggetto minore di 14 anni è incapace di intendere e di volere e quindi

anche se uccide una persona non è reato (anche se si rende perfettamente conto che sta

andando ad uccidere una persona).

O alcuni parlano come scusante anche il caso fortuito e la forza maggiore.

Questo porta al venir meno del rimprovero.

Il dolo e la colpa come elementi possibili soggettivi della colpevolezza si collocano secondo 2

teorie. nella colpevolezza,

La prima (quella del libro) dice che si collocano soltanto il primo elemento

quello del fatto è l’insieme solo degli elementi oggettivi che descrivono il reato.

Prima vedo se c’è un’offesa, senza pensare al soggettivo, poi vedo le cause di giustificazione e

poi guardo l’elemento soggettivo, cioè dolo e colpa (elementi costitutivi della colpevolezza).

sono elementi soggettivi del fatto

Secondo un’altra teoria e quindi trovano una collocazione già

prima cioè nel concetto di tipicità (per questo che il libro non accoglie questa teoria, visto che

esclude la tipicità).

Per la teoria prima quando manca la colpevolezza (quindi il dolo), manca il reato.

Per l’altra teoria dolo e colpa si trovano già nell’elemento della tipicità del fatto, questi servono già

per definire l’offensività e la tipicità del fatto.

Il manuale non sposa né la teoria bipartita né l’altra. Per lui ci sono 4 elementi del reato. Ci sono

dei casi in cui l’ordinamento per ragioni di opportunità dice che il fatto non è punibile. La

prescrizione del reato è una di queste.

Il libro intende il reato come un fatto punibile.

Questa è una teoria che sposa quasi solo il libro perché ci sono anche casi che la smentiscono.

30 novembre 2017

Il fatto tipico è strettamente legato alla legalità del diritto penale.

L’illecito penale in quanto illecito tipico è diverso dagli altri e conforme alle sue garanzie.

Tipizzando i diversi illeciti il legislatore attua quel principio di frammentarietà richiesto.

Illecito aquilano ad esempio è atipico.

Non tutte le offese alla proprietà sono rilevanti per il diritto penale, e anche queste sono graduate

in base alla fattispecie. è fondamentale la realizzazione modale.

E’ tipico proprio perché

Quindi si parla di fatto tipico perché il legislatore descrive quel fatto ed ad esso il legislatore

collega la sanzione penale.

Se A allora B. A è norma primaria, mentre B è norma secondaria.

Dal punto di vista analitico le modalità verbali e descrittive che può utilizzare il legislatore possono

essere le più varie. Può usare a livello lessicale una serie di costrutti verbali.

classificazione di reato in base agli elementi che descrivono di

Da come viene descritto c’è una

volta in volta il fatto.

Chiunque cagiona la morte di un uomo: è la parte che descrive il fatto.

capirne gli elementi costitutivi,

Il mestiere principale del penalista è quello di analizzare il fatto e

da questi poi deriveranno una serie di conseguenze.

Ogni fatto ha una propria struttura e dipende dagli elementi costitutivi che lo compongono che

sono tutti essenziali per quel fatto tipico.

Se ne manca uno il fatto non è più tipico.

completamente sussumibile il fatto concreto in quello astratto,

Solo se è allora c’è il reato.

Il processo non è altro che la sussumibilità del fatto concreto rispetto a quello astratto.

Se manca l’elemento di tassatività, per quanto possa essere ingiusto e immorale, non può essere

punito penalmente.

Se il legislatore sapendo o non sapendo incrimina certe o non le incrimina non possiamo farci

niente (leggi ad personam).

Se il fatto è atipico allora non è rilevante. Corte costituzionale

Se è molto ingiusto lo stesso posso chiedere alla l’illegittimità della norma

nella parte in cui non prevede un certo fatto, si chiede dunque una sentenza additiva.

Solo in casi rari però la Corte interviene perché deve rispettare il principio di discrezionalità del

legislatore, sarebbe una sentenza “in malam partem” perché estende la penalità.

La Corte però a volte con uno stratagemma dice che non può fare sentenze additive, ma con la

sentenza di accoglimento parziale toglie delle parti. (sentenza sulla bestemmia negli anni ’90, non

solo contro il culto cattolico, ma contro tutte le religioni).

norme penali di favore

Nel caso delle che prendono un trattamento migliore per determinate

categorie, con una sentenza toglie il favore con il risultato di non aver tolto niente direttamente,

ma c’è un ritorno al regime generale (394/2006, rapporto tra corte costituzionale tra riserva di

legge in materia penale, mostra i limiti del sindacato costituzionale).

Il giudizio di sussunzione mi dice di vedere se il fatto concreto corrisponde in quello astratto in

ogni suo punto. condotta libera

Nel caso dell’omicidio si parla di perché è l’unico elemento insieme all’evento

indefettibile del reato.

Sempre nell’omicidio non c’è nessuna caratterizzazione del soggetto “chiunque”.

Qui l’unico elemento caratterizzante qui è causare la morte.

Più è elevato il rango del bene giuridico, minore sarà la frammentazione della tutela e quindi il

carattere modale delle condotte. Ad esempio la vita è tutelata con una sola fattispecie principe,

l’omicidio, mentre il bene patrimonio no, cioè che conta qui sono le modalità perché sono più

frammentarie, la differenza tra furto e rapina è abissale dal punto di vista della pena.

Quando c’è il delitto l’elemento soggettivo unico è il dolo, mentre per le contravvenzioni c’è anche

la colpa. I delitti sono puniti anche a titolo di colpa solo quando è previsto espressamente

(omicidio colposo).

Il reato d’evento a forma libera è la massima ampiezza che il diritto penale può permettersi, è il

massimo di atipicità che possiamo trovare nel diritto penale.

Conoscere gli elementi costitutivi ci permette di circoscrivere il perimetro del fatto.

reati di evento a forma vincolata, truffa:

Ci sono anche i come la servono artifizi e raggiri, si

mettono in evidenza le modalità (il bene giuridico è il patrimonio). Si deve indurre qualcuno.

In molti casi le fattispecie non sono così chiare per dire se è di evento o di condotta, pensiamo al

furto: impossessa della cosa altrui, sottraendola a chi la detiene. Sottrazione e impossessamento

sono 2 cose diverse o la stessa? In base a come si vede è un reato di evento o di condotta.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilalilli02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Scoletta Marco.

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