DIRITTO PENALE
17/09 – Lezione 1
1° parte Diritto penale
2° parte Dedicata a diritto penale dell’economia
White collar crime fenomeno molto particolare. Criminologia = discorso sul reato. Protagonisti:
- Chi commette il reato (Autore del reato)
- Chi lo subisce (vittima)
- Chi persegue l’autore del reato (agenzie di controllo: magistratura, forza dell’ordine, autorità indipendenti
come la Consob).
Molecola criminale: Regola, chi la viola, chi subisce la violazione e chi persegue l’autore del reato.
La molecola del diritto penale commerciale presenta delle peculiarità, per esempio la vittima è quasi sempre
opaca, difficilmente percepibile, non si riconosce come tale essa stessa. Nei reati economici non è come
rubare un portafoglio. Se vengono falsificati i bilanci non viene scoperto istintivamente, però non si riesce a
capire chi è la vittima. In realtà fatti di questi genere anche se non ce ne accorgiamo incidono nelle nostre
vite. Ci saranno comunque creditori che non vengono pagati e che dovranno fare ricorso per soddisfare le
proprie obbligazioni, conseguenza tassi di mercato più alti rispetto a quelli che si avrebbero avuti se nessuno
avesse violato le regole, se quei reati non fossero stati scommessi. Le agenzie di controllo hanno difficoltà
nell’individuare una vittima. La scoperta del bilancio falso di una società si scopre solo molto tempo dopo,
mentre nel caso del furto di un portafoglio lo si scopre immediatamente.
Caso Parmalat, i bilanci erano falsi e si è scoperto solo molto anni dopo ciò. Parmalat era una società
florida, quotata in borsa, partecipazioni in giro per il mondo, la famiglia che aveva dato il via all’attività di
questa società ha portato la conoscenza di questo marchio in tutto il mondo. Parmalat aveva dei bilanci che
raccontavano la storia della società e gli analisti a un certo punto si domandarono come una società che
dichiarava una significativissima liquidità continuasse ad indebitarsi attraverso l’emissione di obbligazioni,
Parmalat a chi sottoscriveva le obbligazioni remunerava il pagamento di un interesse. Ma perché se aveva
liquidità emetteva obbligazioni? La risposta data che funzionò per diversi anni fu: che Parmalat con questi
soldi rinvestiva e otteneva delle remunerazioni migliori rispetto agli interessi che pagava sui denari acquisiti
attraverso l’indebitamento. Prima che si capisse che questa storia era una fake news sono passati degli anni,
la realtà era che Parmalat quella liquidità non ce l’aveva. Infatti, i bilanci falsi di Parmalat furono scoperti
solo molto tempo dopo. Il reato economico ha questa caratteristica: è un reato difficilmente intercettabile
dalle agenzie di controllo, quasi mai in tempi brevi. Il Legislatore dovrebbe tenere conto anche di queste
caratteristiche.
Diritto penale studieremo:
- Limiti
- Principi
- Caratteristiche
Questa materia si occupa principalmente di REATI.
Il diritto penale non è una vicenda privata. L’organo dell’accusa, infatti, si chiama pubblico ministero
(pubblico ministero) che si occupa di rappresentare la collettività.
Se mi impegno con un soggetto per realizzare entro un certo tempo un certo lavoro, costruire un capannone,
e non lo faccio, anche se ho firmato un contratto, ho dei tempi per consegnare l’opera ma non tengo fede agli
impegni, è un reato? No. Se non intenzionalmente investo qualcuno mentre sono alla guida della macchina e
ne causo la morte è un danno? Si. Il reato non deve per forza essere intenzionale.
Il nostro ordinamento identifica i reati attraverso un’etichetta (sanzione). Bisogna capire quelle sanzioni
quando possono essere accoppiate ad un certo fatto. Il reato è l’illecito penale. Reato penale non si può
sentire, dire ciò è un’evidente non conoscenza della materia, tutti i reati sono penali, non ne esiste uno che
non lo è. I confini di ciò che è reato non incontrano necessariamente ad esempio che si tratti di un fatto
grave. È stata introdotta una normativa sui delitti contro il sentimento per gli animali. La vittima del 1
maltrattamento dell’animale non è il crostaceo in sé, il legislatore non ha riconosciuto dei diritti all’animale,
la vittima, l’offesa è legata a colui che non vuole vedere soffrire gli animali. Perché se no nasce il problema
distinguere animali da compagnia e non e ciò per il legislatore è difficile.
Il reato è quel fatto che in un certo momento storico viene reputato da un legislatore storico, nel nostro caso
il parlamento italiano, meritevole di una sanzione penale. Il legislatore decide i fatti che costituiscono reato,
cioè gli illeciti penali e dobbiamo capire come fa il legislatore e quali limiti incontra se ne incontra. Intanto
possiamo dire con sicurezza che quando il legislatore individua un certo fatto come reato lo fa introducendo
come risposta alla realizzazione di quel comportamento una di queste 5 sanzioni (pene principali del nostro
regolamento):
1. Ergastolo: l’ergastolo è a vita. Art. 22, pena dell’ergastolo è (tendenzialmente) perpetua e scontata in
uno dei stabilimenti a ciò destinati con l’obbligo del lavoro e di isolamento notturno. Oggi la
perpetuità dell’ergastolo è superata. L’ergastolo però può anche essere perpetua e durare fino a vita.
Le altre pene non sono perpetue ma temporanee. L’ergastolo si applica a fronte della realizzazioni di
taluni estremamente gravi delitti.
2. Reclusione: è la pena detentiva temporanea prevista per il delitto.
3. Arresto: sanzione penale decisa dal giudice in sede di condanna, pena da scontare. Diverso
dall’arresto domiciliare misura cautelare in corso di investigazione, non ancora giudicato da una
sentenza definitiva, presso il proprio domicilio. Chi è agli arresti domiciliari vive in casa propria
come se fosse in carcere. È differente dall’arresto anche l’arresto in fragranza che sia quando un
soggetto viene individuato e preso dall’autorità di polizia nel mentre sta realizzando il reato. Una
serie di reati nel nostro ordinamento giustificano la privazione immediata della libertà da parte di chi
procede all’arresto in fragranza e questa attività dovrà poi essere decisa dal giudice. Arresto pena
detentiva che viene minacciata dal legislatore ed erogata dal giudice all’esito del suo processo di
condanna. Pena detentiva temporanea prevista per le contravvenzioni
4. Multa: in realtà dal punto di vista tecnico le multe che vengono prese per infrazioni del codice
stradale non sono multe, perché sono sanzioni che non si riferiscono ad un reato, è soltanto un mero
illecito amministrativo. La multa, nel linguaggio tecnico, è la risposta sanzionatoria pecuniaria che
l’ordinamento pone come reazione alla realizzazione di un delitto. Pena pecuniaria prevista per i
delitti
5. Ammenda: pena pecuniaria prevista per le contravvenzioni.
Ergastolo, reclusione e arresto sono pene detentive, privano il soggetto della libertà. Le altre due, multa e
ammenda, invece sono pene di tipo pecuniario, non colpiscono la libertà personale del reo, ma lo colpiscono
nel suo patrimonio, paga una certa cifra per aver commesso il reato. Esistono due categorie di reato per
questo esistono sia arresto che reclusione e sia multa che ammenda che sono tra loro simili. Le due categorie
sono: Delitto e contravvenzione.
Quando ci troviamo di fronte ad una di queste siamo di fronte ad un reato.
Ai sensi dell’art. 559 del codice penale è punita con la reclusione fino ad un anno (Reclusione quindi
reato) la moglie adultera. Il secondo comma afferma che con la stessa pena è punito l’amante. E il terzo
comma prevede il raddoppio della pena se c’è presente una relazione adulterina. Questa norma non esiste
più, è stata abrogata nel 1968, è stato dichiarato dalla corte costituzionale. Sono stati necessari vent’anni
dall’entrata in vigore della carta costituzionale affinché questa norma fosse dichiarata incostituzionale. Nel
codice quest’articolo si trova, ma con una X che indica incostituzionale. Il codice attuale è ancora quello che
porta il nome del guardasigilli Rocco, del 1930.
Il legislatore nella sua attività di scelta dei comportamenti criminosi che costituiscono reato è libero di fare
quello che vuole? Potrebbe oggi reintrodurre una norma di questo tipo? O introdurre una norma contro le
donne con il velo? 2
No, il legislatore non può incriminare quello che vuole, perché incontra dei limiti. È negativa in senso
generale questa domanda, ma di per sé certamente il legislatore seleziona /discrimina un comportamento da
altri comportamenti che sono ritenuti non meritevoli di sanzione penale.
Il legislatore incontra due limiti:
Sostanziali
Formali
Il codice penale è coerente dal punto di vista sistematico, è diviso in 3 libri:
1° libro: Dall’art. 1 al 240 dedicato al Reato in generale
2° libro: Dall’art. 241 al 649 è dedicato ai delitti, s’intitola dei Delitti in particolare
3° libro: Dall’art. 650 al 734 - bis è dedicato alle contravvenzioni, s’intitola Delle contravvenzioni in
particolare.
Il 1° libro ci fornisce tutte le regole che governano in generale il reato, costituisce la parte generale del diritto
penale. Il libro 2° e 3° ci presentano la parte speciale del diritto penale, cioè le singole contravvenzioni e i
singoli delitti che si applicano in base alle regole in generale previste dal libro primo. Anche se il legislatore
ha recentemente modificato alcune norme generali introducendo una riserva di codice per il futuro, nuove
norme penali devono necessariamente introdotte nel codice. Ad il codice penale oggi non esaurisce l’insieme
delle norme penali, molte norme penali sono disciplinate all’interno di altri testi normativi. Dei reati che
riguardano i fenomeni economici il 95% si colloca al di fuori del codice penale, i reati societari sono
disciplinati dal libro quinto del codice civile, i reati fallimentari si trovano nella legge fallimentare, i reati
tributari sono nel decreto legislativo n 74 del 2000, i reati dei revisori legali si trovano nel decreto legislativo
39 del 2010. Queste norme penali al di fuori del codice danno vita alla legislazione complementare.
DELITTI E CONTRAVVENZIONI
Tendenzialmente il delitto è più grave della contravvenzione almeno perché i reati più gravi che conosciamo
sono i delitti. Come ad esempio: omicidio – delitto se volontario e anche se è colposo, furto – delitto,
sequestro di persona – delitto, evasione fiscale (dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture ecc…)
– Delitto, la rapina -delitto, violenza sessuale – delitto e così via.
Se è vero che i reati più gravi sono dei delitti non è vero che i delitti sono sempre più gravi delle
contravvenzioni. Essere condannati a 1000€ di multa rispetto che a un’ammenda di 10000€, è meglio essere
condannati a 1000€ di multa.
Se la distinzione non è sulla gravità allora su che cos’è? Sulla base di cosa il legislatore decide di collocare
un reato nella categoria dei delitti o delle contravvenzioni?
La differenza è una differenza di disciplina, delitto e contravvenzione non si differenziano perché uno è più
grave dell’altro, ma si differenziano perché se il legislatore sceglie la strada del delitto allora a quel fatto si
applicheranno certe regole, mentre se imbocca le contravvenzioni a quel fatto si applicheranno regole
diverse, si tratta dunque di differenze disciplinari. Ci sono regole che governano il delitto che sono diverse da
regole che regolano le contravvenzioni.
Caso dello studente che tenta di uccidere l’insegnante, tentato omicidio. Ipotesi di tentato omicidio. È meno
grave dell’omicidio consumato ma è punito e anche in maniera abbastanza severa la pena non può andare
sotto i 7 anni di reclusione come pena base, questo perché nel nostro ordinamento l’art.56 del Codice Penale,
libro 1° che detta in generale le regole per il delitto tentato, mentre non dice nulla a proposito delle
contravvenzioni tentate che nel nostro ordinamento non esistono.
La pena per omicidio colposo non può essere inferiore ai 21 anni.
Il nostro ordinamento riconosce varie funzioni alla pena: perché si punisce? Sulla base di quale obiettivo?
Quest’ordinamento prevede che se il soggetto che ha commesso il reato non è alla prima esperienza di reato 3
ma ne ha già commessi in passato allora la sanzione che può essere applicata può essere incrementata, perché
il soggetto è recidivo. La recidiva è un istituto disciplinato all’art. 99 del 1° libro e riguarda solo e soltanto il
soggetto che ha commesso delitti. Chi dopo essere stato condannato per un delitto non colposo e ne
commette un altro può essere sottoposto ad un aumento di un terzo della pena da infliggere nel nuovo delitto
non colposo. Anche sotto l’aspetto del non colposo delitto e contravvenzione si distinguono. Art. 42 del
codice penale dice al comma secondo che nessuno può essere punito dalla legge per un fatto come delitto se
non l’ha commesso con dolo, salvi i casi di diritto preterintenzionale o colposo espressamente previsti dalla
legge. Comma 4 nelle contravvenzioni ciascuno risponde delle proprio azioni o omissione cosciente e
volontaria sia essa dolosa o colposa.
Cosa ci dicono i due comma dell’articolo 42?
Che fra delitti e contravvenzioni è diverso anche il criterio soggettivo d’imputazione quando parliamo di
questo criterio, parliamo di elementi costitutivi del reato e in particolare di elementi che rispondono alla
domanda perché stiamo rimproverando il soggetto? Nei delitti si può essere puniti secondo l’art. 42 solo a
titolo di dolo, solo con questo criterio di imputazione soggettiva. Cioè di rimprovera il soggetto perché ha
voluto qualcosa che non doveva volere ha realizzato un reato con dolo. Nel delitto la regola è il dolo, se il
legislatore non dice nulla allora in base alla situazione psicologica del soggetto per esempio, secondo
all’art.42 bisogna considerare il delitto esclusivamente doloso.
Art.575 chiunque cagiona la morte di un uomo è punito per reclusione non inferiore a 21 anni, sappiamo
che nel silenzio legislativo che verrà punito chi cagiona la morte di un uomo con dolo, perché questo è un
delitto e se nessuno dice nulla vale la regola dell’art. 47: verrà punito con dolo, salvi i casi di delitto colposo
e preterintenzionali che rappresentano delle eccezioni alla regola. E come tutte le eccezioni devono essere
espressamente indicate dal legislatore.
Art.589 chiunque cagiona per colpa la vita di un uomo è punito con reclusione dai 6 mesi a 5 anni. Se
non esistessero quest’articolo le uccisioni cagionate per colpa non sarebbero punibili secondo l’art.575,
perché questo disciplina un delitto. Nelle contravvenzioni ciascuno risponde delle contravvenzioni sia esse
dolosa che colposo. La regola nelle contravvenzioni è che il fatto può essere indifferentemente punito tanto
se realizzato con dolo quanto sia realizzato con colpa. Diversa dai delitti, dolo regola, colpa eccezioni
La distinzione tra delitti e contravvenzioni è una distinzione operativa, disciplinare, non ontologica.
Quando il legislatore decide un reato decide se la vuole come delitto o contravvenzione e in base alla scelta
cambiano le regole.
20/09 – Lezione 2
Che cos’è il reato? Ciò di cui il diritto penale si occupa. Reato definizione formalequalsiasi fatto
che il nostro ordinamento sanzione con una delle 5 pene principali (come su). Il nostro sistema
conosce 2 principali categorie di reato: Delitto e Contravvenzione
Regole che il nostro ordinamento detta per questo settore
La distinzione tra delitto e contravvenzione non si basa sulla gravità del reato, perché se è vero che
tutti i reati + gravi sono delitti non è vero che ogni delitto è + grave della contravvenzione. La
distinzione è soltanto disciplinare. Se il legislatore opta per assegnare ad un certo fatto lo status di
delitto ne derivano certe conseguenze applicative, disciplinari. Conseguenze in materia di tentativo,
recidiva, non che in materia di coefficiente psicologico del soggetto. Per i delitti dolo la regola, altre
forme eccezione. Mentre le contravvenzioni sono entrambe colpa e dolo.
Se il legislatore scegli quali fatti colpire con la sanzione penale. E se non riconosce il reato come entità
preesistenze ma crea il reato attraverso la sua attività di etichettamento, di quel fatto come illecito penale,
vuol dire che il legislatore è libero di fare quello che vuole? No, perché il legislatore ha dei limiti, non è
libero: 4
Limiti Formali
Limiti Sostanziali
Una volta che il legislatore stabilisce che il fatto è penale quali sono gli elementi che costituiscono la
descrizione normativa dell’illecito?
Cosa? Come? E perché può essere punito?
La risposta si trova nella costituzione che dedica alcune norme alla disciplina penale, fissa le linee del
rettangolo di gioco della materia penale, stabilisce quando e perché si può ricorrere a questo strumento
sanzionatorio.
Art.25 (norma importante!!) comma 2 della costituzione, nessuno può essere punito se non in forza di una
legge che sia entrata in vigore prima che il fatto sia commesso. Questa norma ha un’enunciazione
generalizzante. Nessuno tra noi può essere punito prima di una legge che sia entrata in vigore. Ci sono 3
termini cruciali: Legge – Prima – Fatto, ciascuno di questi termini fonda una serie di sotto principi (dei
corollariquelli che derivano come
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto Penale Commerciale
-
Lezioni, Diritto penale commerciale
-
Diritto Penale Commerciale
-
Appunti Diritto penale commerciale