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DIRITTO PENALE

Il diritto penale è l’insieme di regole che tutelano diritti che lo stato salvaguarda

tramite la minaccia di sanzioni penali.

LA PENA

Risponde a tre criteri:

Teoria retributiva

I. (la più arcaica) la pena si legittima come un male che lo

stato infligge per compensare il male che un uomo ha fatto ad un suo simile o

alla società. Trova la sua massima espressione nella legge del taglione, senza

una funzione educativa/correttiva.

Teoria general-preventiva

II. la pena è uno strumento per orientare i

comportamenti dei cittadini, facendo leva su effetti intimidatori della pena.

Quindi la pena è un’intimidazione, ha funzione di guidare il comportamento dei

cittadini.

Teoria special-preventiva

III. la pena è uno strumento per prevenire, evitare che

l’autore di un reato non commetta altri reati. Viene utilizzata tramite il metodo

della 1) risocializzazione, 2) intimidazione, 3) neutralizzazione.

Teocratico

In uno stato ogni comportamento blasfemo o peccaminoso viene inteso

reato e quindi punito.

Dittatoriale

In uno stato la pena è uno strumento di oppressione delle minoranze.

Democratico liberale

In uno stato la pena tende alla terza categoria.

La costituzione è lo strumento sul quale si basa il diritto. Essa è l’insieme dei principi

formativi di un paese. Tutto ciò che viene dopo deve essere conforme ai principi

corte costituzionale

costituzionali (e la regola la legittimità delle leggi).

La funzione della pena è gestita dall’art 27 della costituzione: “la responsabilità

penale è personale; l’imputato non è considerato colpevole fino alla condanna

definitiva; le pene non possono essere contrarie al senso di umanità, devono rieducare

il condannato (teoria special-preventiva) e non è ammessa la pena di morte”.

Nel caso in cui un soggetto non è rieducabile, c’è bisogno della neutralizzazione

(ergastolo); in quest’ottica l’intervento penale deve avere il carattere della

sussidiarietà, cioè lo stato deve intervenire solo se si rende conto che non ci sono altri

metodi possibili, quindi l’intervento penale è visto come “estrema ratio”.

Solo la legge può prevedere reati e quindi le relative sanzioni; si può essere puniti a

titolo di reato solo se c’è una legge che lo prevede.

PRINCIPIO DI LEGALITA’

(RISERVA DI LEGGE) 1

Inoltre, si può essere puniti solo in forza di una sentenza di un giudice dello stato.

RISERVA DI GIURISDIZIONE

ART 13 – la libertà “non è ammessa forma alcuna di restrizione di libertà

personale se non per via di una decisione motivata dell’autorità giudiziaria e nei casi

previsti dalla legge”. tassatività determinatezza

La legge che prevede un reato deve avere principi di e di 

cioè la legge deve descrivere questo reato nel modo più preciso e dettagliato possibile

così che il cittadino sa quello che è vietato. Infatti, in uno stato liberale (o stato di

diritto) come il nostro, il cittadino deve sapere quale condotta è sanzionabile (principio

di tassatività) prima che questo comportamento possa essere messo in atto. Per

principio di irretroattività

questo il diritto penale sposa il della norma penale (art 2

cp). Questo principio divenne poi anche principio costituzionale (art 25

principio di retroattività

costituzione). Al principio di irretroattività controbatte il delle

norme favorevoli (art 25 costituzione): nel caso di depenalizzazione, la nuova legge

ha effetto retroattivo; nel caso di sola modifica della legge e un reato è stato già

condannato, la condanna resterà e quindi non ci sarà retroattività della legge di

modifica. condizioni di immunità

Ci sono due particolari della legge: il presidente della

repubblica (art 90) perché non è responsabile agli atti compiuti durante il suo

mandato tranne per atti di alta infedeltà; per i ministri invece è prevista

l’autorizzazione a procedere.

Le pene si dividono in PRINCIPALI ed ACCESSORIE:

Principali ergastolo, reclusione, multa, arresto, ammenda.

o Accessorie misure interdittive.

o normativa

i reati si dividono in DELITTI e CONTRAVVENZIONI: è una distinzione perché i

delitti sono quelli puniti con l’ergastolo, la reclusione o la multa, e sono puniti solo a

titolo di dolo, salvo il caso in cui sia prevista anche la responsabilità della colpa; le

contravvenzioni sono invece punite con l’arresto o l’ammenda e sono punite

indifferentemente a titolo di dolo o colpa.

Obbligatorietà dell’azione penale se l’autorità giudiziaria, nella figura della procura

della repubblica, viene a sapere che è stato commesso un reato, ha l’obbligo di aprire 2

l’indagine. In alcuni casi però è prevista l’iniziativa di azione penale alla persona offesa

(perseguibilità a querela di parte, art 120 cp), per restituire alla persona offesa la

decisione di querelare o meno. La querela è rimettibile, ciò si può ritirare salvo casi di

abusi sessuali. IL REATO

Il reato si compone di diversi elementi disposti nel seguente ordine logico, formando

una struttura quadripartita:

Un fatto umano

 Anti giuridico antigiuridico può esserlo solo un fatto umano;

 

Colpevole colpevole può esserlo solo un fatto umano antigiuridico;

 

Punibile punibile può esserlo solo un fatto umano antigiuridico colpevole.

  IL FATTO UMANO

(Fatto & Evento)

FATTO

Un fatto umano è l’insieme degli elementi soggettivi che indicano il comportamento

contro una legge regolata dallo stato. Sono beni giuridici tutelati da questi

comportamenti offensivi. Si concretizza in un’azione umana che può essere un

comportamento attivo ma anche imissivo. Non si può essere puniti per un’idea, per un

pensiero; deve concretizzarsi per essere considerato reato.

I reati possono essere:

vincolata,

A forma cioè quelli nei quali la norma descrive specificatamente la

 condotta che recrimina (art 624 cp esempio).

libera,

A forma quelli nei quali si punisce la realizzazione di un determinato

 risultato che può essere ottenuto con qualsiasi comportamento non descritto

specificatamente dalla norma giuridica (art 575 cp esempio).

È importante fare la differenza nel tipo di offesa tra:

evento,

Reato di che rappresentano la maggior parte dei reati e riguardano

 condotte che hanno portato ad un effettivo risultato.

mera condotta,

Reato di ovvero quelli indipendenti dal risultato (es. omissione di

 soccorso).

Ci sono inoltre: 3

di danno,

Reati che sussistono quando si è provocato un danno.

 di pericolo,

Reati nei quali la legge sanziona la condotta indipendentemente

 dalla realizzazione di un danno (es. pericolo di incendio).

L’EVENTO

L’evento è l’accadimento temporalmente e spazialmente separato dall’azione e che da

questa deve essere causato; quindi è una modificazione della realtà fisica causata

nesso di causalità,

dalla condotta. L’evento dipende dal cioè il rapporto che deve

esistere tra condotta ed evento, cioè che l’evento sia la conseguenza della condotta.

Teoria condizionalistica (art 41 cp) ogni evento è frutto di più fattori causali che

spesso sono tutti necessari perché un evento si verifichi. Si ritiene come causa

dell’evento ogni azione che non si può eliminare mentalmente senza che l’evento

concreto venga meno. Un comportamento non è causale quando senza di esso

l’evento non si sarebbe verificato e l’evento stesso al momento della condotta era

prevedibile come conseguenza verosimile di esso secondo la minor scienza ed

esperienza del momento. Quindi quando sopravvengono fattori caratterizzati da

assoluta eccezionalità.

Reato omissivo (art 40 cp) In alcuni casi la legge sanziona il comportamento

omissivo; esso si differenzia in 2 categorie:

propri

Reati omissivi sono quelli nei quali è sanzionata una specifica

 

omissione descritta dalla norma incriminante.

impropri

Reati omissivi sono quelli dove l’omissione è una delle modalità che

 

determinano il reato con forma libera.

Il comma 2 consacra il principio secondo cui il mancato adempimento per impedire

qualcosa di negativo ad una persona equivale a cagionarlo. Questo è ravvisabile solo

se questo obbligo è imposto dalla legge, da un contratto, o da un comportamento

pericoloso posto in essere dal soggetto. L’obbligo deve essere giuridicamente rilevante

(cioè deve derivare da una di queste fonti sopra citate) e può essere di due tipi:

protezione

Di si ha quando il soggetto ha l’obbligo di proteggere determinati

 

beni tutelati dall’ordinamento.

controllo

Di hanno ad oggetto la neutralizzazione di determinati pericoli.

 

Un’altra differenziazione dei reati è quella tra:

istantanei

Reati si perfezionano al compimento dell’azione e per i quali sono

 

irrilevanti che le conseguenze dannose si protrattino nel tempo.

permanenti

Reati il reato non si perfeziona in un solo momento ma dura nel

 

tempo fino a quando perdura l’azione criminosa.

abituali

Reati il reato si perfeziona nella ripetizione di comportamenti illeciti

 

(es stalking) ANTI GIURIDICITA’ 4

L’antigiuridicità è il rapporto di contraddizione tra il fatto e l’ordinamento giuridico. Le

cause di giustificazione sono: diritti disponibili.

Il consenso dell’avente diritto (art 50), che deve riguardare

 L’adempimento di un dovere.

 L’esercizio di un diritto (art 51), quando all’adempimento di un ordine ne

 risponde il superiore che ne ha dato un altro. pericolo attuale,

La legittima difesa (art 52). C’è bisogno di un mentre nei casi in

 cui il pericolo si è dissolto, non c’è più legittima difesa; l’attualità del pericolo

necessità

deve determinare la di difendere il proprio diritto, dove questo

pericolo non può essere neutralizzato con una condotta lecita. La difesa deve

proporzionata

inoltre essere all’offesa, imponendo una valutazione comparativa

tra il bene aggredito e il bene sacrificato dall’aggressore. Sul secondo comma

dell’art 52 è intervenuta una modifica legislativa collegata alla violazione di

domicilio (art 614) per l’utilizzo di un’arma al fine di difesa, in quanto l’uso

legittimo delle armi è riservato alle forze dell’ordine.

Stato di necessità (art 54). In questo caso il diritto salvaguardato è solo quello

 della propria incolumità personale; anche qui il pericolo deve essere attuale e

deve esserci proporzionalità (a meno che il pericolo non sia volontariamente

causato).

N.B.: nel concetto di anti giuridicità queste previsioni non rientrano perché giustificano

un comportamento illecito. COLPEVOLEZZA

La colpevolezza è l’insieme dei criteri dai quali dipende la possibilità di muovere alla

gente un rimprovero per aver posto in essere quel fatto anti giuridico. I criteri su cui si

fonda il rimprovero sono: 1) il dolo o la colpa; 2) l’assenza di scusanti o cause di

giustificazione che possano escludere la colpevolezza (es. l’auto difesa); 3) la capacità

di intendere e di volere.

La colpevolezza è consacrata dall

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Scienze giuridiche IUS/12 Diritto tributario

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fricassè di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e Reati Societari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Bontempelli Manfredi.
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