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In Francia: Camera bassa (Assemblea Nazionale) = 5 anni, Senato = 6 anni.

In USA: Camera bassa (Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti)= 2 anni; Senato = 6

anni.

In GB: Camera dei Comuni = max 5 anni, Camera dei Lord= a vita.

3) Rinnovamento

In tutti i Paesi i seggi delle Camere basse sono rinnovati simultaneamente e integralmente,

così non accade invece – eccetto che per l’Italia – per il Senato.

In USA: 1/3 dei seggi ogni 2 anni

In FRA: metà dei seggi (dal 2007) ogni 3 anni

In GER: il rinnovo riflette quello dei governi dei Lander.

4) Poteri formali

Le camere alte hanno meno poteri e meno rilevanti, eccetto che in Ita e in USA, in cui il

Senato ha gli stessi poteri.

5) Modalità di elezione

In FRA i 577 membri dell’Assemblea Nazionale sono eletti sulla base del suffragio

universale, mentre i 321 senatori sono eletti da un collegio elettorale composto da deputati,

consiglieri dipartimentali e delegati dai consigli comunali.

In GB la Camera dei Lord non ha la legittimità del mandato elettorale perché nessuno dei

707 componenti è eletto dal voto popolare (590 sono Pari a vita 91 sono tali per diritto

ereditario e 26 sono vescovi o arcivescovi della Chiesa).

6) Criterio della rappresentanza

La composizione delle camere in 4 paesi è discordante e cioè ha una diversa base

rappresentativa.

In USA ciascuno stato ha diritto di eleggere un certo numero della Camera dei rappresentanti

in ragione della propria popolazione, e 2 senatori indipendentemente dal numero dei cittadini

residenti.

In GER i 16 Lander hanno diritto di nominare da 3 a 6 rappresentanti al Bundesrat a seconda

della popolazione dello stato. I lander più popolosi hanno diritto a 6 seggi, gli stati piccoli a 3

seggi, quelli medi a 4. Perciò, anche se gli stati più grandi hanno più seggi di quelli piccoli,

vale il principio che gli stati più piccoli tendono a essere sovra rappresentati.

In Ita i due rami sono eletti dalla stessa base rappresentativa, con differenza solo nell’età

degli elettori. 17

In sintesi, i Parlamenti sono detti simmetrici quando le camere hanno gli stessi poteri, asimmetrici

quando una camera (generalmente bassa) ha più potere dell’altra; la composizione può essere

concordante o discordante a seconda che le 2 camere abbiano o no la stessa base rappresentativa.

Dalla combinazione di questi criteri si distinguono 4 tipi di bicameralismo:

1) Forte, con poteri simmetrici e base rappresentativa diversa fra le 2 camere: Congresso degli

USA e parlamento tedesco

2) Debole, con poteri asimmetrici e base rappresentativa diversa: Francia nella V repubb. e

GB

3) Medio (o paritario), con poteri simmetrici e stessa base rappresentativa: ITA

4) A base funzionale, con poteri asimmetrici e stessa base rappresentativa.

RAPPORTI TRA PARLAMENTI E GOVERNI

È possibile distinguere tre modelli con riguardo alle modalità con cui i parlamenti intervengono nei

procedimenti relativi alla formazione dei governi:

1) Modello classico: il parlamento dà vita al governo, lo sostiene e, se necessario, lo sfiducia e lo

sostituisce. Il parlamento della Quarta repubblica Francese e il parlamento italiano fino al

1993 ne sono un esempio.

In realtà, più che di un ruolo cruciale del parlamento si può parlare di un ruolo centrale dei

partiti.

2) Inglese: il governo proviene da fuori del Parlamento. Il parlamento riconosce la vittoria del

governo alle elezioni e si mette al servizio del suo leader, divenuto primo ministro. Il segreto

efficiente di questo modello sta nel fatto che vi è una fusione tra potere dell’esecutivo e potere

del legislativo, con una preminenza del dell’esecutivo sul parlamento.

Il governo è quindi il capo della sua maggioranza parlamentare e la guida (il motivo è dato

dalla presenza di soli due partiti che hanno conquistato i seggi).

Nelle democrazie parlamentari il governo è espressione del parlamento: sia il capo del governo

che i ministri sono parlamentari.

La Camera dei comuni inglese è considerata la madre di tutti i parlamenti.

Il tipo di governo che caratterizza il sistema politico inglese è definito “modello Westminster”.

Il capo del partito di maggioranza non ha la necessità, politica o costituzionale, di ottenere un

18

esplicito voto di fiducia, o di investitura da parte del parlamento, né un incarico formale della

regina.

3) Il Parlamento dà vita al governo investendo di fiducia il suo leader e, quando necessario,

procede alla sostituzione del governo: è il modello tedesco, in cui vi è una centralità politica

del Bundestag ( importato anche in Spagna).

Una caratteristica della democrazia parlamentare tedesca è il voto di sfiducia costruttivo.

Il Bundestag ha il potere dovere d investire il capo del governo (=cancelliere) nominato dal

pres. Della repubblica che tiene conto dei risultati elettorali.

Se un partito o un gruppo parlamentare diventa insoddisfatto del governo ha la possibilità di

sottoporre al voto del Bundestag una mozione di sfiducia nei confronti del cancelliere. Se la

mozione viene approvata da una maggioranza assoluta dei componenti del Bundestag si passa

alla votazione a favore di un nuovo cancelliere. È la parte costruttiva del voto di sfiducia, che

si conclude positivamente solo se il nuovo cancelliere ottiene la maggioranza assoluta dei voti

del Bundestag. In caso contrario, il cancelliere sfiduciato ha facoltà di restare in carica, con il

consenso del pres. Rep., per non oltre un anno per accertare che si ricomponga una

maggioranza a suo sostegno; in alternativa, può chiedere al pres. Rep. lo scioglimento del

Bundestag e l’indizione di nuove elezioni.

Il voto di sfiducia costruttivo è stato utilizzato solo due volte ed in un solo caso ha portato al

cambio del governo. Tale meccanismo ha quindi funzionato come deterrente ai ribaltoni,

dando al sistema tedesco stabilità.

In Italia:

l’art. 94 afferma che il governo deve avere la fiducia delle due camere; ciascuna camera accorda o

revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello uninominale. Il pres. Della rep.

può sentiti i loro presidenti sciogliere le camere.

Il rapporto parlamento governo è cruciale: il governo esiste finchè esiste una maggioranza

parlamentare a suo sostegno.

La formazione dei governi è stata sempre operazione svolta dai partiti, mentre il parlamento non ha

mai avuto un ruolo nella fine di un governo.

In Francia:

Il semipresidenzialismo prevede l’esistenza di un primo ministro che, per quanto scelto e nominato

dal presidente, deve godere della fiducia implicita della maggioranza dei parlamentari. Il voto di

censura deve quindi ottenere la maggioranza assoluta dei voti parlamentari. 19

Il parlamento (i.e. l’assemblea nazionale) mantiene un compito reale di controllo ex post sul

governo formato. Se vi è coincidenza tra la maggioranza politica che ha eletto il presidente e la

maggioranza parlamentare intorno al primo ministro, la volontà del presidente francese prende il

sopravvento su qualsiasi preferenza della sua maggioranza parlamentare. È il presidente che sceglie

e nomina il suo primo ministro, lo dimissiona e lo sostituisce.

Se il pres. Della rep. è stato eletto da una maggioranza politica diversa dalla maggioranza

dell’assemblea nazionale, è il leader della maggioranza parlamentare che diventa in maniera quasi

automatica primo ministro.

In USA :

Il ruolo del Congresso nella formazione del governo è limitato.

Nelle repubbliche presidenziali sono i cittadini che eleggono direttamente il capo dell’esecutivo e,

separatamente, il congresso.

Vi è separazione tra potere esecutivo e potere legislativo: il presidente non ha mai il potere di

sciogliere il Congresso; il Congresso non ha mai il potere di sfiduciare e sostituire il presidente.

In caso di governo diviso, quando il presidente ha di fronte una maggioranza partitica che gli si

oppone al Congresso, le possibilità di far approvare il suo programma legislativo sono ridotte al

minimo.

Un presidente che non riesce a governare a causa della situazione di governo diviso si troverà in

difficoltà quando cercando la rielezione dovrà fare un bilancio del suo quadriennio; ma potrà anche

scaricare responsabilità sul Congresso.

Il Congresso degli Stati uniti, in particolare nel ramo del Senato, è stato considerato il più forte

parlamento al mondo: questa forza si manifesta nel potere legislativo e nel controllo, ma non nella

scelta del capo dell’esecutivo.

Il Senato ha comunque un ruolo cruciale, avendo il potere di confermare le nomine presidenziali

dei segretari (=ministri).

PRODUZIONE LEGISLATIVA

I fattori responsabili della quantità di legislazione prodotta sono:

a) Orientamento ideologico del governo e della maggioranza parlamentare:

La quantità di leggi prodotte cresce ovunque quando al governo ci sono partiti di

centrodestra: questo accade perché attraverso le leggi i governi di destra cercano di

conquistare il consenso elettorale.

L’unica eccezione è costituita dall’Italia, dove la strategia è stata quella di legiferare meno

per promuovere e proteggere gi interessi di pochi. 20

b) Relazione tra potere esecutivo e potere legislativo:

non vi è una chiara relazione.

La produzione di leggi negli Usa cresce quando il governo è diviso; in particolare, cresce la

produzione di leggine.

Nei regimi parlamentari, in cui il governo per entrare in carica deve godere dell’appoggio

della maggioranza parlamentare, la produzione legislativa cala quando vi è “coabitazione”

fra il presidente appartenente ad un partito e il governo di un altro partito.

c) Dimensioni della maggioranza parlamentare.

Il numero di leggi cresce al crescere delle dimensioni parlamentari del partito di

maggioranza 21

Reform act 2005

Il Constitutional Reform Act è un atto del parlamento britannico che ha disposto la creazione di

una Supreme Court of the United Kingdom alla quale, a partire dal 2009, sono state trasferite le

competenze giurisdizionali dell'Appellate Committee e del Judicial Committee in materia di

devolution. Tale riforma ha prodotto la separazione formale tra potere giudiziario e legislativo.

si stabilisce l'istituzione di una corte suprema e la nomina dei giudici affidata ad una commissione

indipendente, sopprimendo poteri in materia giudiziaria amministrativa del Lord cancelliere.

Parlamento tedesco:

• sistema bicamerale imperfetto

• bundesrat camera alta è nominata non dal popolo ma dai governi regionali

• rapporto di fiducia tra primo ministro (cancelliere) e parlamento

• spetta al bundestag dare/togliere la fiducia al cancelliere

• voto di sfiducia costruttivo

Parlamento francese

• bicameralismo imperfetto

• senatori eletti indirettamente da collegio elettorale

• solo l’assemblea nazionale può sfiduciare il governo

• in caso di disaccordo prevale la decisione dell’assemblea nazionale

• i progetti di legge finanziaria e di bilancio e di finanziamento della previdenza sociale

devono essere presentati prima all’assemblea nazionale

• semipresidenzialismo: il primo ministro deve godere della fiducia del parlamento

• il potere esecutivo è nelle mani di due teste: presidente della repubblica e primo ministro

• se la maggioranza politica che ha eletto il presidente è uguale a quella che ha eletto il

parlamento, il presidente sceglie il primo ministro

• se le maggioranze hanno colore politico diverso il primo ministro è il leader della

maggioranza parlamentare

• il presidente è eletto direttamente dal popolo (doppio turno)

• il presidente non può essere sfiduciato dal parlamento

• il primo ministro e il governo può essere revocato dal presidente e sfiduciato dal

parlamento

• il governo dipende dalla fiducia di presidente della repubblica e parlamento 22

Parlamento inglese

• padre di tutti i parlamenti

• bicameralismo imperfetto: la camera dei lord ha solo potere di sospendere o emendare

• la camera dei comuni può sfiduciare il governo

• il primo ministro è il leader del partito di maggioranza nella camera dei comuni

• non necessita della fiducia

• può sciogliere il parlamento

• il parlamento si mette al servizio del primo ministro: preminenza dell’esecutivo. Segreto

efficiente della forma inglese

• il governo proviene fuori dal parlamento

Parlamento USA (congresso)

• bicameralismo perfetto

• Senato ha però la funzione di dare il suo consenso al presidente per:

1. Nomina ambasciatori e ministri (segretari)

2. Stipulazione trattati

3. Nomina giudici

• I progetti di legge finanziaria vanno proposti dalla camera dei rappresentanti

• Separazione tra potere esecutivo e potere legislativo: il presidente non può sciogliere il

congresso, il congresso non può sfiduciare il presidente.

• Il congresso esercita l’iniziativa legislativa

• Il presidente è un esecutore della volontà del congresso, titolare del potere esecutivo: è

capo dello stato e capo del governo

• Non può introdurre leggi

• Può approvare o porre il veto ai ddl, ma l’assemblea può superarlo con una maggioranza di

2/3

• Il presidente è eletto dai cittadini e non ha bisogno del voto di fiducia

• Al posto del governo c’è un gabinetto composto dai ministri (segretari)

Parlamento Spagnolo

• Monarchia costituzionale

• 17 comunità autonome con proprio governo e parlamento

• Bicameralismo imperfetto

• Il congresso dei deputati ha potere legislativo dirimente in caso di conflitto con Senato

• Può revocare la fiducia al governo 23

• Nomina su proposta del re magistrati del tribunale costituzionale e i consiglieri del

consiglio generale del potere giudiziario

• Elegge il primo ministro

IL PARLAMENTO TEDESCO

È formato da due Camere: il Bundestag (Dieta federale), è la CAMERA BASSA, e il Bundesrat

(Consiglio Federale), è la Camera Alta.

È un bicameralismo imperfetto, perché le due camere hanno poteri diversi

Il Bundestag (corrisponde alla Camera dei deputati) è composto da 622 deputati (ma il numero può

variare da una elezione all'altra) eletti con un sistema misto: per metà in collegi uninominali con il

sistema maggioritario e per l'altra metà con il sistema proporzionale del quoziente.

Ogni elettore ha a disposizione due voti: con il primo voto sceglie un candidato della propria

circoscrizione (sistema maggioritario), con il secondo voto sceglie un partito e con ciò decide

sull'assegnazione dei seggi parlamentari ai singoli partiti (sistema proporzionale).

Entrano nel Bundestag solo i partiti che hanno ottenuto il 5% dei voti o che abbiano eletto almeno

tre deputati nei collegi maggioritari (Si potrebbe quindi dire che il sistema elettorale è

proporzionale con dei "correttivi maggioritari").

Il presidente del Bundestag è espressione della Fraktion (gruppo parlamentare) più numerosa. È

affiancato da un praesidium composto da un certo numero di vicepresidenti, in modo che tutti i

gruppi siano in esso rappresentati.

I membri sono eletti dal popolo ogni 4 anni.

Il Bundestag ha quattro funzioni principali:

1. È l'organo decisivo per la formazione del governo: qui viene eletto il cancelliere.

2. È il fulcro del procedimento legislativo: approva il testo definitivo delle leggi

3. È l'organo di controllo del governo e della politica governativa

4. È l'organo di rappresentanza di tutto il popolo: ha il compito di occuparsi dei problemi di

tutti i gruppi sociali. 24

Il Bundesrat (Consiglio federale) è l'organo attraverso il quale i Länder partecipano al potere

legislativo e all'amministrazione dello Stato federale (Bund) e si occupano di questioni relative

all'Unione Europea.

Il Bundesrat è un organo federale, le sue funzioni si esplicano esclusivamente in ambito federale,

pertanto i suoi provvedimenti producono la loro efficacia all'interno dell'ordinamento federale e

non direttamente negli ordinamenti dei vari Länder.

Il Bundesrat non può essere propriamente considerato il secondo ramo del parlamento.

Questa camera ha solo 68 deputati che non sono eletti dal popolo, ma dai governi regionali.

La composizione politica (basandosi sui governi regionali) può essere molto diversa da quella della

prima camera e cambia ogni volta che cambia il governo di una delle 16 regioni.

Ogni Land dispone di almeno tre voti, i Länder più popolosi hanno fino a sei voti.

I membri del Bundesrat sono vincolati al mandato ricevuto dai governi dei Länder di cui sono

parte, in violazione del generale principio del divieto di mandato imperativo per i parlamentari.

Questa Camera delle regioni deve essere coinvolta nella legislazione in tutti i casi in cui una legge

tocca gli interessi regionali.

La Legge fondamentale prevede due tipi di cooperazione: le leggi federali che causano ai Länder

nuove spese d’amministrazione o che subentrano al posto di precedenti leggi regionali sono

soggette all’obbligo di approvazione del Bundesrat.

Oltre a queste leggi soggette ad approvazione ci sono le «leggi soggette ad opposizione» che il

Bundesrat può respingere.

Il Bundestag può però respingere l’opposizione con la stessa maggioranza prevista per la

deliberazione nel Bundesrat, semplice o 2/3, nel secondo caso con la maggioranza assoluta.

PROCEDIMENTO LEGISLATIVO

I disegni di legge del governo federale devo essere presentati prima al Bundesrat e

corrispondentemente le proposte di legge del Bundesrat devono essere presentate al governo

federale.

Il ruolo del Bundesrat nel procedimento legislativo dipende però dal tipo di legge che deve essere

approvata. 25

La Legge fondamentale prevede infatti due tipi di leggi: leggi per le quali il consenso del Bundesrat

è fondamentale e leggi che richiedono una mera approvazione non idonea a far decadere un

progetto di legge.

La Legge fondamentale individua quali sono i settori per i quali è previsto che una legge non possa

essere approvata senza il necessario consenso del Bundesrat.

Si tratta di circa una quarantina di settori che riguardano in modo particolare gli interessi dei

Länder, soprattutto in materia finanziaria e amministrativa.

Generalmente il Bundesrat ha a disposizione sei settimane per esaminare un progetto di legge e

votarlo.

Il progetto viene approvato con la maggioranza assoluta dei voti.

Qualora non venga raggiunta la maggioranza il progetto di legge viene respinto e decade. In questo

caso il Bundesrat opera come un vero e proprio secondo ramo del parlamento, poiché può

esercitare un diritto di veto nei confronti dei progetti di legge che gli vengono sottoposti.

In tutti i casi in cui il consenso non è necessario, il Bundesrat può esprimere a maggioranza un

parere negativo.

Tale parere può sempre essere rovesciato dal Bundestag con una maggioranza analoga a quella con

cui il Bundesrat ha votato il parere.

Un progetto di legge potrà dunque essere respinto qualora un parere negativo votato con

maggioranza dei due terzi dal Bundesrat non riesca ad essere rovesciato con la stessa maggioranza

qualificata nel Bundestag.

Il Bundesrat può sempre richiedere che un progetto di legge venga esaminato da una commissione

di mediazione formata da membri del Bundestag e del Bundesrat.

In conseguenza della distinzione tra leggi che richiedono la necessaria approvazione del Bundesrat

e leggi che richiedono solo un parere non immediatamente vincolante e sulla base del principio

stabilito dalla Corte Costituzionale federale per il quale la presenza di una norma che richiede

l'approvazione necessaria del Bundesrat fa sì che tale approvazione si estenda all'intera proposta di

legge, è possibile che un progetto di legge venga diviso in due parti distinte, una richiedente

l'approvazione necessaria del Bundesrat e una che richiede solo il parere non immediatamente

vincolante.

In questo modo si originano due diversi progetti di legge, che seguono ciascuno il proprio iter

legislativo e daranno vita a due leggi distinte. 26

IL PARLAMENTO USA

Il Congresso degli Stati Uniti è il parlamento degli Stati Uniti d'America.

È un parlamento bicamerale composto dal Senato e dalla Camera dei Rappresentanti.

Il Congresso rappresenta il potere legislativo, mentre il Presidente degli Stati Uniti rappresenta il

potere esecutivo.

Il Congresso non può essere sciolto dal Presidente; allo stesso modo, il Presidente non è

politicamente responsabile di fronte al Congresso (non può essere sfiduciato e quindi obbligato alle

dimissioni), ma solo di fronte all'elettorato, che decide se rieleggerlo o meno.

La Camera dei Rappresentanti è attualmente formata da 435 membri ciascuno dei quali

rappresenta un distretto.

I seggi sono divisi tra gli stati in base alla popolazione. Lo Stato che elegge più rappresentanti è la

California che ne conta 53.

I membri della Camera dei Rappresentanti hanno un mandato di due anni, decorsi i quali la

Costituzione prevede uno scioglimento automatico dell'assemblea e nuove elezioni.

La tempistica delle elezioni di camera e presidente fa sì che esse coincidano alternativamente con

la metà del mandato del Presidente degli Stati Uniti (elezioni di mid term ): per tale ragione esse

assumono una dimensione di giudizio indiretto sul suo operato.

Per esservi eletti bisogna aver compiuto 25 anni.

Il Senato è formato da 100 membri, due per ogni Stato federato (ad ogni stato è garantito un

numero uguale di seggi)

Il Senato è presieduto dal Vicepresidente degli Stati Uniti, ma periodicamente elegge un Presidente

pro tempore che può durare in carica un numero variabile di anni, in quanto il mandato a tale carica

dura dal momento della sua elezione a Presidente pro tempore alla cessazione del mandato di

senatore.

I senatori hanno un mandato lungo sei anni, ed il Senato si rinnova di un terzo ogni due anni.

Non è previsto lo scioglimento automatico, ma è ciascun singolo senatore a restare in carica per

tale periodo, e ciò implica che nei vari stati le elezioni senatoriali si svolgono in momenti diversi.

Per diventare senatori bisogna aver compiuto 30 anni. 27

***

La principale funzione del Congresso consiste nel produrre le leggi federali, destinate cioè a

valere su tutto il territorio degli USA (sono statali invece le leggi che vengono varate da ciascun

stato membro e destinate a valere solo sul suo territorio).

Il Congresso ha il potere sia di approvare la legislazione che di introdurla (diversamente che in

Europa, eccezion fatta per l’Italia).

Il Congresso può legiferare sulle materie della difesa, della moneta e del commercio internazionale,

di fisco (relativamente alle imposte federali), di dazi doganali e di cittadinanza. Altre competenze

riguardano la gestione del servizio postale, dei tribunali federali, il bilancio dello stato e

l'impeachment.

Ogni progetto di legge deve essere approvato sia dalla Camera dei Rappresentanti che dal Senato,

dopodiché viene promulgato dal presidente ed entra in vigore: questa caratteristica rende il

Congresso americano un caso di bicameralismo perfetto.

Se il presidente non è d'accordo sui contenuti di una legge può, con messaggio motivato, rinviarla

alle camere; se queste la riapprovano a maggioranza dei 2/3 egli è tuttavia tenuto a promulgarla.

Nonostante la pari dignità assegnata a ciascuna delle sue camere, la Costituzione prevede alcune

differenze funzionali, prima di tutto in ambito di politica estera: infatti spetta al presidente

l'incarico di stipulare i trattati, di nominare gli ambasciatori e il personale diplomatico, con il

necessario consenso del Senato.

Il secondo ambito riguarda le procedure di nomina dei giudici (a cominciare da quelli della Corte

Suprema) e dei membri delle amministrazioni federali. La scelta spetta al presidente, ma è

vincolata all'approvazione del Senato.

I progetti di legge in materia finanziaria possono essere proposti solo dalla Camera dei

Rappresentanti, ma la Costituzione richiede l'esame e il voto anche del Senato e il Congresso

esercita la cosiddetta funzione ispettiva, attraverso le commissioni, promuovendo indagini e

inchieste. ***

I disegni di legge possono essere introdotti sia nella camera dei rappresentanti che in senato. Una

volta che un ddl è stato introdotto, viene designato con le lettere HR (house of representatives) o S

(senato). Il ddl riceve un numero e viene assegnato alla commissione o alle commissioni

competenti che danno il loro assenso, quindi il ddl è assegnato alla Commissione delle regole che

stabilisce secondo quali regole il ddl verrà dibattuto. A tale commissione spetta decidere se

28

permettere l’introduzione di emendamenti al ddl durante il dibattito oppure no. Una volta che il ddl

è stato approvato dalla Camera dei rappresentanti è necessario che sia approvato nella stessa forma

dal Senato.

Se vi sono differenze di dettaglio tra il testo originario e quello oggetto di votazione da parte della

seconda Camera, il progetto tornerà alla Assemblea proponente per una seconda approvazione. Se

vi sono differenze sostanziali, viene istituita una apposita commissione bicamerale con lo scopo di

aiutare nel superamento delle divergenze. Il testo va comunque successivamente presentato alle

Camere per l'approvazione finale.

La fase integrativa dell'efficacia coinvolge il Presidente che può firmare il testo di legge, esercitare

il diritto di veto, oppure non pronunciarsi sul testo votato dalle camere.

Con gli executive order il presidente emana regola che hanno status ed efficacia di leggi: legifera

impropriamente, sottraendosi ai controlli del Congresso.

PARLAMENTO FRANCESE

Il Parlamento della Repubblica francese è composto da due Camere: l'Assemblea Nazionale e il

Senato.

Il Senato francese ha 346 senatori eletti per 6 anni (dal 2006).

I Senatori sono eletti a suffragio indiretto da circa 150.000 grandi elettori (collegio elettorale):

sindaci, consiglieri comunali, delegati dei consigli comunali, consiglieri regionali e deputati.

L'Assemblea Nazionale è formata da 577 deputati, eletti a suffragio universale in un collegio

elettorale uninominale a doppio turno. Il passaggio al secondo turno non è obbligatorio ma previsto

solo nel caso in cui i candidati non ottengano la maggioranza assoluta al primo turno.

Durano in carica 5 anni.

In Italia questo sistema è utilizzato per elezioni regionali, provinciali e comunali.

Solo l’assemblea nazionale può sfiduciare il governo.

Il sistema prevede che ad un primo disaccordo si formi un consiglio paritetico con membri di

rappresentanza di ogni camera.

Se anche questo non arriva ad un accordo è la decisione dell’Assemblea nazionale a prevalere. 29

I progetti del governo possono essere esaminati indifferentemente prima dai senatori o dai

deputati, ma:

• i progetti di legge finanziaria e di bilancio

• di finanziamento della previdenza sociale

devono essere presentati PRIMA all’assemblea nazionale

Prima della definitiva promulgazione della legge è inserito il controllo di costituzionalità.

È prevista la possibilità di “voto bloccato”: il governo può chiedere il voto sul testo della legge

senza emendamenti.

LA RIFORMA FRANCESE DEL 2008

La legge francese di revisione costituzionale del 2008 incide in modo significativo sulla dinamica

dei poteri e dei contropoteri della V Repubblica.

La revisione opera, innanzitutto, sui poteri del Presidente e del Primo Ministro.

Da un lato, la riforma prende atto che nel corso della V Repubblica il Presidente è stato il vero capo

del Governo, ha goduto di una concentrazione di poteri senza eguali.

Dall’altro, essa costituisce la conseguenza logica dell’emendamento costituzionale approvato nel

2000 con la riduzione del mandato presidenziale a cinque anni e l’inversione dell’ordine delle

elezioni, con le elezioni presidenziali chiamate a precedere di poco quelle legislative e a

determinare su di esse un effetto di trascinamento.

Le novità principali della revisione costituzionale sono:

1. l’inquadramento dei poteri del Presidente,

2. l’accrescimento dei poteri riconosciuti al Parlamento,

3. il rafforzamento dei diritti dei cittadini e degli istituti di garanzia

1. Inquadramento dei poteri del Presidente

È stato introdotto il limite di due mandati consecutivi. tale introduzione non va vista come un

ridimensionamento del ruolo del Presidente; al contrario esso trae la propria giustificazione proprio

dal fatto che il Presidente viene ad assommare al ruolo di Capo dello Stato quello di vertice del

potere esecutivo. 30

il Presidente può prendere la parola davanti al Parlamento riunito in Congresso e la sua

dichiarazione può dare luogo ad un dibattito che non è oggetto di alcun voto.

2. Accrescimento dei poteri riconosciuti al Parlamento

Tra le funzioni del Parlamento vi è, oltre a quella legislativa, le funzioni di controllo dell’azione del

Governo e di valutazione delle politiche pubbliche.

Viene poi inserito il potere di votare risoluzioni, con esclusione di quelle che mettono in causa la

responsabilità del Governo o che contengono “ingiunzioni”.

si fa rinvio ad una legge organica per stabilire le condizioni da osservare nella presentazione dei

progetti di legge e si prevede che, in caso di disaccordo tra Conferenza dei presidenti

dell’assemblea interessata e Governo, il Presidente della Camera o il Primo ministro possano

ricorrere al Consiglio costituzionale che decide entro 8 giorni.

L’assemblea conquista il potere di stabilire il proprio ordine del giorno, che prima comportava,

secondo la priorità e nell’ordine fissati dal Governo, la discussione dei disegni di legge governativi

e delle proposte di legge da esso accettate.

Tuttavia a questi ultimi e ai dibattiti di cui il Governo chiede l’iscrizione all’ordine del giorno, sono

riservate due settimane di seduta su quattro.

Inoltre il Governo può inserire prioritariamente all’ordine del giorno l’esame dei disegni di legge

finanziari, di finanziamento della sicurezza sociale, di quelli relativi agli stati di crisi e delle

domande di autorizzazione sullo stato di guerra.

Il Governo inoltre può fare affidamento sulla maggioranza della Conferenza dei presidenti

Il Governo può far approvare senza alcun voto parlamentare un disegno di legge sul quale abbia

posto la fiducia, dando all’opposizione la possibilità teorica di far approvare una mozione di

sfiducia presentata entro 24 ore

3. Rafforzamento dei diritti dei cittadini e degli istituti di garanzia 31

Si attribuisce ad una commissione indipendente il compito di dare un parere pubblico sulle

proposte di legge che delimitano le circoscrizioni per l’elezione dei deputati o modificano la

ripartizione dei seggi dei deputati o dei senatori

È stato introdotto il “diritto di iniziativa popolare”, cioè la possibilità di indire referendum su

iniziativa di un quinto dei membri del Parlamento, sostenuta da un decimo degli elettori iscritti

nelle liste elettorali.

Spetta ad una minoranza qualificata del Parlamento prendere l’iniziativa e solo successivamente su

tale proposta vengono raccolte le sottoscrizioni degli elettori.

Per queste è previsto un altissimo quorum, pari a più di quattro milioni di elettori, che renderà assai

difficile e quindi improbabile il ricorso a tale procedura

La novità più positiva deriva dall’introduzione del diritto dei cittadini di sollevare nel corso di un

procedimento giurisdizionale una questione di legittimità costituzionale su una disposizione

legislativa che attenti ai diritti e alle libertà garantiti dalla Costituzione.

Ma la questione può essere sollevata solo dal Consiglio di Stato o dalla Corte di cassazione, ai quali

i giudici amministrativi o quelli ordinari dovranno indirizzare le loro richieste.

Procedimento legislativo dopo la riforma

L’innovazione più significativa riguarda il potere di fissare l’ordine del giorno dei lavori

parlamentari, il quale viene ricondotto fra le prerogative dell’assemblea, il che comporta

sicuramente il ridimensionamento di una fra le più significative opportunità riservate al governo

nell’attività parlamentare.

Elemento di particolare interesse è il nuovo ruolo esercitato dalle Commissioni permanenti.

La discussione in Assemblea dei progetti di legge (ad eccezione dei progetti di legge di revisione

costituzionale, del disegno di legge finanziaria e del disegno di legge annuale sulla sicurezza

sociale) non ha più come testo base, in prima lettura, la proposta avanzata o appoggiata dal

Governo, bensì il testo elaborato dalla Commissione, nel quale le modifiche da essa fatte proprie

sono incorporate nel testo.

La Commissione giunge così ad un ruolo assai più vicino a quello esercitato dall’omologo organo

del Parlamento italiano.

Le commissioni approvano una relazione scritta ed eventuali emendamenti o proposte di modifica

al testo.

Sistema della navetta: ogni progetto o proposta di legge è esaminato da ciascuna assemblea. 32

Il governo può interrompere la navette dopo 2 letture (quando è stato esaminato due volte).

Il primo ministro a questo punto chiede la convocazione di una Commissione mista paritetica (7

deputati + 7 senatori) incaricata di redigere un testo di compromesso. Se non riesce la conciliazione

il governo può chiedere all’assemblea nazionale di deliberare definitivamente (ha ultima parola in

caso di disaccordo permanente).

Il testo viene poi inviato alla Corte costituzionale e poi promulgata dal presidente.

IL PARLAMENTO INGLESE

Suo capo è il monarca britannico.

Tuttavia, la sovranità non risiede più nel monarca dal 1689, anno di approvazione del Bill of

Rights, che stabilì il principio di sovranità parlamentare.

Il Monarca resta Capo di Stato, simile nelle funzioni a un Presidente di una repubblica

parlamentare.

È un parlamento bicamerale, composto di una camera alta, la House of Lords e una camera bassa,

la House of Commons.

La House of Lords è formata da 826 membri, di cui:

- Lords Spiritual: 26 vescovi e arcivescovi della Chiesa anglicana (mantengono il seggio

fino alla pensione)

Lords temporal: di questi 92 sono i pari ereditari (membri per diritto ereditario), gli altri

sono i pari a vita che non trasmettono ai propri discendenti il diritto di sedere alla Camera

(tra questi ci sono anche i Law Lords, giudici)

Anche se un progetto di legge può essere presentato sia ai Comuni che alla Camera dei Lord,

quest'ultima ha un potere ridotto riguardo alle proposte già approvate dalla Camera bassa.

Può proporre emendamenti ed esercitare un veto sospensivo, ossia ritardare l'approvazione della

legge per due sessioni parlamentari (dodici mesi).

Peraltro, i Parliament Acts del 1911 e del 1949 hanno limitato ad un mese il potere di veto sulle

leggi riguardanti la tassazione e la finanza pubblica.

Per una convenzione costituzionale (Salisbury convention), inoltre i Lord non si possono opporre

alla legislazione promessa dal governo nel suo programma elettorale. 33

Infine, il veto dei Lord può anche essere aggirato con una risoluzione della Camera dei Comuni.

La House of Commons è eletta a suffragio universale con il sistema maggioritario.

I suoi membri durano in carica fino a che la Camera non viene sciolta per le nuove elezioni, entro

un massimo di cinque anni dall'ultima elezione. Ogni membro rappresenta un Collegio.

Nella storia moderna tutti i Primi Ministri e i Leader dell'Opposizione sono stati scelti fra i Comuni

e non fra i Lords.

Il potere vero è tenuto dalla Camera dei Comuni, che può esplicitare il suo dissenso dal governo

respingendo una mozione di fiducia o approvandone una di sfiducia.

***

Il Parlamento Inglese è spesso soprannominato "Padre di tutti i Parlamenti", in quanto i corpi

legislativi di molte nazioni sono costruiti sul suo modello.

Il sistema di governo noto come Sistema Westminster è stato adottato anche da altri paesi, come

Canada, India, Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Malaysia e Giamaica, che un tempo facevano

parte dell'Impero Britannico.

La Costituzione non è codificata e si ricava da convenzioni costituzionali, leggi ed altre fonti.

Il Primo Ministro è il leader del partito di maggioranza nella Camera dei Comuni e il Parlamento

può essere sciolto nel momento in cui lo ritiene opportuno.

Gli altri poteri regali, detti prerogative reali, sono esercitati dal Primo Ministro e dal Gabinetto, con

il consenso formale del monarca.

Oggi il Sovrano ha essenzialmente un ruolo cerimoniale limitato nell'uso del potere da convenzioni

e dall'opinione pubblica. Il monarca continua però ad esercitare tre diritti essenziali: il diritto ad

essere consultato, il diritto di consigliare e il diritto di mettere in guardia. Il Primo Ministro tiene

incontri settimanali confidenziali con il monarca.

Per convenzione, riceve la nomina a Primo Ministro il membro della Camera dei Comuni che ha

più probabilità di formare un governo col supporto della Camera stessa, cioè il leader del partito di

maggioranza.

Il Primo ministro sceglie quindi gli altri ministri che formeranno il Governo e saranno posti a capo

dei vari dipartimenti governativi.

Per convenzione costituzionale, i ministri sono scelti tra i membri della Camera dei Comuni o tra i

pari della Camera dei Lord. In totale, i membri del governo sono circa un centinaio. 34

Quelli preposti ai dipartimenti più importanti formano il Gabinetto ed attualmente sono circa una

trentina. Insieme tutti i ministri formano il "Consiglio dei ministri"

Come negli altri sistemi parlamentari, il potere esecutivo, impersonato dal governo, deriva dal

Parlamento ed è responsabile di fronte ad esso.

In pratica, i membri del parlamento aderenti ai partiti maggiori sono attentamente controllati dai

cosiddetti Whips, ossia i capigruppo, i quali si adoperano affinché i voti espressi seguano la

politica promossa dal partito.

Se il governo dispone di una larga maggioranza, quindi, è improbabile che non riesca a far

approvare i disegni di legge proposti.

Margaret Thatcher nel 1983 e Tony Blair nel 1997, ad esempio, furono portati al potere da

maggioranze così ampie da assicurare la vittoria praticamente in tutti i voti parlamentari, anche in

presenza di minoranze dissenzienti nei loro partiti. Questo permise loro di attuare radicali

programmi di riforma e innovazione.

REFORM ACT DEL 2005.

Prima di questa riforma la camera dei Lord era presieduta dal Lord Chancellor che era anche

ministro di giustizia e 1° giudice del Regno.

La riforma ha introdotto novità nel sistema di giustizia, separando competenze e poteri.

1) Il Lord Chancellor accentua le proprie competenze esecutive di Ministro della giustizia;

2) Non è più vertice del sistema giudiziario, essendo la funzione attribuita al Lord Chief

Justice;

3) Non è più auotmaticamente il presidente della Camera dei Lords, che può essere anche un

Membro dei Comuni;

4) Viene istituita una Corte Suprema, i cui giudici sono nominati non più dal Lord Cancelliere

ma da una commissione autonoma

5) È creata la carica del Lord Speaker.

IL PARLAMENTO SPAGNOLO 35

Il parlamento spagnolo (Le Cortes Generales) ha una forma bicamerale, composta dal Congresso

dei deputati la camera bassa, e dal Senato la camera alta.

Le Cortes hanno il potere di emanare leggi e di emendare la Costituzione. Inoltre, la camera bassa

può dare la fiducia o negarla al Presidente del Governo.

La forma di stato è Monarchia costituzionale con un Re, Juan Carlos I de Borbone, con poteri

limitati e enumerati nella Costituzione.

Il Presidente del Governo esercita il potere esecutivo con l'aiuto del suo consiglio dei ministri.

Il Senato del Regno di Spagna è composto da 264 membri, di cui 208 sono eletti direttamente dal

voto popolare, mentre 56 scelti dai consigli regionali.

Tutti i senatori rimangono in carica per quattro anni, anche se quelli scelti dai governi regionali

possono essere sostituiti in qualsiasi momento.

Il Congresso dei Deputati è la Camera Bassa delle Corti Generali, l'organo costituzionale che

rappresenta il popolo spagnolo.

È composto da 350 membri.

I Deputati vengono eletti in ogni circoscrizione elettorale, a cui viene attribuita una rappresentanza

minima iniziale ed un numero addizionale di seggi in base alla popolazione; la circoscrizione

elettorale ordinaria è la provincia.

Nonostante le elezioni si verifichino in base a criteri di rappresentanza proporzionale, la Legge

Organica del Regime Elettorale Generale prevede l'applicazione di sistemi correttivi al fine di

evitare frazionamenti .

Si tratta della barriera elettorale, che richiede una percentuale minima di voti ricevuti per poter

partecipare alla ripartizione dei seggi. L'elevato numero di circoscrizioni comporta un'indennità ai

partiti più votati rispetto a quelli che hanno ricevuto minor appoggio, in modo che i primi ricevano

un numero superiore di seggi alla Camera

Il Congresso dei Deputati ha alcune funzioni:

• Esercita una concorrenza con il Senato nella rappresentazione del popolo spagnolo, nella

podestà legislativa, nella funzione preventiva e nel controllo dell'azione del Governo.

• Esercita con carattere dirimente la podestà legislativa nei casi in cui il Senato introduca

emendamenti oppure opponga il veto a un progetto o proposta di Legge. In questi casi deve

riaffermare il progetto iniziale, che viene inviato al Re per l'approvazione, con la

36

maggioranza assoluta dopo il rinvio al Senato oppure con la maggioranza semplice due

mesi dopo detto rinvio (perciò può emanare le leggi anche se il senato esprime voto

contrario).

• Esercita con esclusività le funzioni di conferimento e revoca della fiducia al Governo, su

proposta del Re di nomina di 4 Magistrati del Tribunale Costituzionale e su proposta del

Re di nomina di 6 Consiglieri del Consiglio Generale del Potere Giudiziale.

Si ha bicameralismo imperfetto: la funzione di controllo sul governo (fiducia/sfiducia) e la

funzione legislativa sono sbilanciate a favore di una camera.

DIFFERENZA TRA GOVERNO PARLAMENTARE – PRESIDENZIALE -

SEMIPRESIDENZIALE

La forma di governo parlamentare si caratterizza per l’esistenza di un rapporto di fiducia tra

Governo e Parlamento

Si parla di parlamentarismo maggioritario nella situazione di sistema politico bipolare, perché le

elezioni consentono di dar luogo ad una maggioranza parlamentare politica il cui leader diviene

automaticamente Premier; egli gode più o meno indirettamente dell’investitura popolare e della

conseguente legittimazione politica, ed il Governo ha il sostegno di una maggioranza che lo

sostiene per l’intera legislatura (Governo di legislatura). In Parlamento, la minoranza (detta

opposizione) esercita un controllo politico sul Governo, per poterne prendere il posto alle

successive elezioni: si parla pertanto di alternanza ciclica.

Con parlamentarismo compromissorio si intende quel sistema caratterizzato da un modello

multipolare in cui, dopo le elezioni, i partiti devono concludere accordi fra di loro per dar vita ad

una maggioranza politica (Governo di coalizione), la cui stabilità sarà decisiva per la stabilità del

Governo.

Questo sistema incita alla ricerca del compromesso tra maggioranza e minoranza ed è la garanzia

del pluripartitismo e dell’accesa competizione elettorale ma è anche vero che in Parlamento manca

una vera e propria opposizione.

La forma di governo presidenziale è quella in cui il potere esecutivo si concentra nella figura del

Presidente che è sia il capo dello Stato sia il capo del governo.

Generalmente è eletto direttamente dai cittadini e forma il suo governo; essendo capo di stato non

ha bisogno di voto di fiducia parlamentare anche perché, avendo già ottenuto il voto della

maggioranza dei cittadini, non ha bisogno della fiducia dei loro rappresentanti.

Questa forma di governo è tipica degli Stati Uniti: il Presidente è eletto dai Grandi Elettori che

37

poi eleggeranno il Presidente e il Vicepresidente.

Non esiste un organo chiamato Governo, ma solamente un Gabinetto composto dai Segretari di

Stato che non ha alcun rapporto con il Congresso (Parlamento).

Il potere legislativo è affidato al Congresso: il presidente non può introdurre disegni di legge, se

non appoggiandosi in sua vece a deputati del suo partito.

Il parlamento può approvare disegni di legge che però possono essere bloccati dal presidente,

grazie al suo potere di veto, per superare il quale l'assemblea ha bisogno di una maggioranza

qualificata di due terzi.

E’ presente un sistema di controllo reciproco (check and balances, ossia pesi e contrappesi): il

parlamento ha il potere della borsa (approvazione del bilancio e degli interventi comportanti nuove

spese), mentre il presidente è titolare del potere di bloccare le leggi emanate dal parlamento.

La forma di governo semipresidenziale è caratterizzata dall’elezione diretta del Capo dello Stato,

dell’indipendenza di quest’ultimo dal Parlamento, anche se deve comunque nominare un Governo

che deve godere della fiducia del Parlamento.

Il governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi, il Presidente della Repubblica e il

Parlamento.

Il Primo Ministro viene nominato dal Presidente ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo,

della fiducia parlamentare.

Questa forma di governo è caratterizzata dai seguenti punti:

• l'elezione del Presidente della Repubblica avviene con voto popolare distinto ed autonomo

rispetto a quello del parlamento;

• il potere esecutivo è condiviso con il Primo Ministro che però può essere scelto e revocato

dal capo di Stato;

• Il primo ministro ed il governo possono essere sfiduciati dal parlamento e revocati dal

presidente; quest'ultimo non è ovviamente sfiduciabile

• lo scioglimento del parlamento da parte del Presidente della Repubblica avviene nei limiti

costituzionali.

Si possono avere due forme del sistema semipresidenziale: quella a presidente forte (Francia), in

cui il Capo dello Stato nomina il Primo Ministro e nomina e revoca i Ministri su proposta del PM,

sottopone a referendum ogni progetto di legge di riforma dei pubblici poteri, può sciogliere il

Parlamento e inviargli messaggi, può deferire al Consiglio costituzionale una legge prima della sua

promulgazione, nomina tre membri del Consiglio costituzionale, presiede le riunioni del CdM.

Il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dal popolo, legittimato in via diretta, quindi

impossibilitato a essere sfiduciato dal parlamento. 38

La figura del Presidente del Consiglio in questo sistema è fortemente depotenziata. Quest’ultimo è

nominato dal presidente della repubblica ma deve avere la fiducia dalle Camere, quindi può essere

delegittimato, o revocato dal presidente.

Qualora il parlamento presenti una maggioranza parlamentare di colore politico diverso da quello

del presidente, evento verificatosi nel 1986 e 1993 sotto la presidenza Mitterrand, e nel 1997 con

Chirac, si instaura una forzata coabitazione tra presidente e un premier a lui ostile. In caso di

coabitazione prevale la linea di legittimazione parlamentare.

Nella forma di governo a prevalenza del Governo, il ruolo del Capo dello Stato è marginale e

ridotto a funzioni di garanzia.

RAPPRESENTANZA LACHESTER

La maggior parte degli ordinamenti politici contemporanei viene inserita nelle democrazie

rappresentative.

La democrazia rappresentativa è una forma di governo caratterizzata dall’esistenza di organi

collegiali che sostituiscono il “demos” nell’attività politica.

Il concetto moderno di rappresentanza si collega alla nascita dello Stato (XVI-XVII sec) anche se

l’attività politica cioè la distribuzione autoritativa di valori è connessa all’esistenza dei gruppi

umani.

La rappresentanza in campo politico evidenzia uno specifico livello in cui si svolge l’attività

rappresentativa 39

PARLAMENTI NAZIONALI E UNIONE EUROPEA

FRANCIA

LA FASE ASCENDENTE

È il Governo a gestire quasi completamente la politica francese, tanto nella formazione degli atti

europei quanto nella relativa attuazione nell’ordinamento interno.

Due sono i principi che regolano la formulazione delle politiche europee per la Francia:

1) da un lato, ogni ministero è competente nelle materie che rientrano nell’ambito delle

proprie attribuzioni;

2) dall’altro, un forte coordinamento centralizzato è assicurato da una struttura posta sotto

l’autorità del Primo Ministro, il Segretariato Generale degli Affari europei (SGAE).

Il Segretariato Generale degli Affari europei (SGAE)

Garantisce l’unità della posizione francese in seno all’Unione europea.

Svolge il ruolo di segreteria del comitato interministeriale per l’Europa, incaricato di esaminare

le questioni relative alla partecipazione della Francia alle Comunità europee e all’Unione europea.

Il Comitato, presieduto dal Primo Ministro o in sua assenza dal Ministro degli Affari esteri, è

composto dallo stesso Ministro degli Affari esteri, dal Ministro dell’Economia e Finanze e dai

singoli ministri di volta in volta competenti per le questioni iscritte all’ordine del giorno.

Il SGAE ha il compito principale di avvicinare le posizioni delle amministrazioni francesi sui

dossier europei.

Il SGAE ha competenza su tutti i settori definiti dal Trattato sull’UE, ad eccezione della politica

estera e di sicurezza comune (PESC) che rimane nella competenza del solo Ministero degli Affari

esteri.

Le funzioni esercitate dal SGAE sono le seguenti:

- coordinamento tra i ministeri. ha il compito di coordinare a livello interministeriale le

posizioni che la Francia esprime nelle diverse sedi comunitarie e di dirimere gli eventuali

conflitti tra ministeri e di evitare che uno dei ministeri assuma una posizione dominante.

Nel caso di disaccordo persistente tra due o più membri del Governo, il SGAE avvia una

procedura di arbitrato e ha la facoltà di richiedere l’intervento diretto del Primo Ministro,

che è l’organo che trasmette le istruzioni del Governo al Rappresentante Permanente

francese a Bruxelles; 40

- diffusione dell’informazione. Il SGAE ha il compito di ricevere e distribuire tutte le

informazioni da e per la Rappresentanza permanente francese a Bruxelles. è incaricato di

informare le assemblee parlamentari delle proposte di atto comunitario o dell’Unione

europea aventi natura legislativa ai fini di un esame preventivo del Parlamento francese

prima dell’adozione da parte delle istituzioni dell’UE.

- garantisce il coordinamento dei contatti con i membri francesi del Parlamento

europeo, per i quali mette a disposizione note informative sui principali dossier iscritti

all’ordine del giorno delle commissioni specializzate o delle sessioni plenarie

- controllo sul recepimento della normativa comunitaria nel diritto interno.

L’organico del SGAE è composto da 200 funzionari che provengono per la maggior parte dalle

amministrazioni dello Stato.

Devono essere preparati in concertazione con il SGAE:

- gli incontri tra i membri del Governo e i membri della Commissione o la presidenza del

Consiglio;

- i contatti tra i rappresentanti dell’amministrazione e i servizi della Commissione;

- gli incontri bilaterali tra le amministrazioni francesi e i partners degli altri Stati su temi

europei;

- le missioni di informazione presso il Parlamento europeo e il Comitato delle regioni;

- le riunioni informali dei ministri.

Il Segretario di Stato per gli affari europei

Nell’attuale governo in carica è il Ministro degli Affari esteri ed europei ad essere responsabile

della politica europea della Francia .

il Segretario di Stato segue le questioni relative all’Unione europea, al Consiglio d’Europa e le

relazioni con l’EEA e con l’Europa centro-orientale e assicura, in collaborazione con il SGAE, il

coordinamento dei contatti con gli eletti del Parlamento europeo e del Comitato delle regioni.

La fase dei negoziati presso il Consiglio dell’Unione europea

La Francia deve essere rappresentata in Consiglio da un membro del Governo.

A partire dal 1999 è stata prevista una procedura di “riserva d’esame parlamentare” da opporre

in sede UE per differire la discussione di un testo da parte del Consiglio e consentire

all’Assemblea interessata di pronunciarsi sulla proposta di risoluzione di cui sia sta investita.

Il Governo francese può, a seconda dei casi, opporsi all’iscrizione d’urgenza della proposta

all'ordine del giorno del Consiglio dell’Unione oppure richiedere il rinvio dell’adozione di un atto

41

ad un ordine del giorno successivo del Consiglio, fino a quando la procedura dell’art. 88-4 della

Costituzione non sia terminata.

Pur non avendo un contenuto vincolante, le risoluzioni parlamentari sono oggetto di un esame

interministeriale ed il loro testo viene inserito nei dossier dei Ministri che partecipano alle sessioni

del Consiglio dell’Unione europea.

il meccanismo di esame parlamentare messo a punto con l’art. 88-4 Cost. costituisce un vero e

proprio “strumento diplomatico”.

Il ruolo del Parlamento

Il Trattato di Lisbona prevede un importante rafforzamento delle prerogative dei Parlamenti

nazionali

Il Trattato prevede che tutti i documenti della Commissione europea e tutte le proposte di atti

legislativi europei siano trasmesse direttamente dalle istituzioni titolari dell’iniziativa legislativa ai

Parlamenti, senza il tramite dei rispettivi governi.

I Parlamenti nazionali degli Stati membri possono attivare due procedure nel caso ritengano che un

atto legislativo dell’Unione europea leda il principio di sussidiarietà.

1) La prima procedura, attivabile nel corso dell’iter di formazione dell’atto normativo, è uno

strumento di controllo politico.

2) la seconda procedura è uno strumento di controllo di tipo giurisdizionale che può essere

rivolto contro gli atti europei già in vigore.

A seguito della riforma costituzionale del 2008 ciascuna Assemblea ha costituito una

Commissione per gli Affari europei .

Le proposte devono essere sottoposte dal Governo alle Assemblee “subito dopo la loro

trasmissione al Consiglio dell’Unione europea”.

La riforma costituzionale del 2008 ha introdotto la regola della “settimana del controllo”, in base

alla quale ciascuna Assemblea riserverà una settimana di sedute su quattro alle attività di controllo

dell’azione del Governo e alla valutazione delle politiche pubbliche.

Ciascuna Assemblea potrà esercitare il controllo del rispetto del principio di sussidiarietà, secondo

le due procedure previste dai Protocolli.

1) le Assemblee potranno, secondo le modalità fissate dal proprio regolamento, adottare,

anche fuori sessione, un parere motivato sulla conformità di un progetto di atto legislativo

europeo al principio di sussidiarietà. 42

Il parere dovrà essere indirizzato ai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e

della Commissione europea; dovrà essere informato del parere anche il Governo.

2) Per quanto riguarda la seconda procedura, ciascuna Assemblea può presentare ricorso

davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro un atto legislativo europeo

per violazione del principio di sussidiarietà. Il ricorso sarà trasmesso alla Corte dal

Governo. È prevista la presentazione “di diritto” del ricorso se richiesta da sessanta

deputati o da sessanta senatori.

Le risoluzioni

Il Governo ha l’obbligo di sottoporre all’esame delle due Camere tutti gli atti dell’Unione europea

aventi natura legislativa, fin dal momento della loro trasmissione al Consiglio dell’Unione europea.

L’esame parlamentare delle proposte di atto europeo è estremamente rapido (un mese di tempo

dalla trasmissione), perché collegato con la necessità per il parlamento di intervenire

tempestivamente nel processo decisionale comunitario.

Le risoluzioni adottate dalle due assemblee non sono vincolanti giuridicamente per il Governo

francese, esso deve tuttavia tenerne conto nei negoziati comunitari.

La Commissione Affari europei dell’Assemblea nazionale

La Commissione è composta da 48 deputati.

Oltre all’esame dei testi europei sottoposti dal Governo, la Commissione esercita una funzione di

informazione e controllo dell’Assemblea nazionale sugli affari europei attraverso audizioni regolari

e i Rapports d’information.

La Commissione procede all’istruzione di tutti gli atti dell’Unione europea sottoposti dal Governo

all’esame dell’Assemblea sui quali può trasmettere alle commissioni permanenti le relative analisi

con eventuali conclusioni.

La procedura di esame parlamentare delle proposte di atto europeo è caratterizzata da una

particolare flessibilità e avanza per “filtri” successivi.

Il seguito dell’esame dipende dall’importanza attribuita dai parlamentari al testo del progetto e può

concludersi con l’adozione di una risoluzione.

La Commissione può decidere :

– di approvare la proposta o il progetto di atto comunitario adottando, se del caso, conclusioni o

proposte di risoluzione per illustrare la sua posizione ; 43

– di opporsi all’approvazione della proposta o del progetto di atto comunitario. Può allora decidere

di motivare la sua opposizione approvando conclusioni o proposte di risoluzione che saranno

automaticamente trasmesse per esame alle commissioni di merito

La commissione di merito dopo l’esame della proposta si pronuncia sulla base del testo adottato

dalla Commissione Affari europei o, in mancanza, sul testo della proposta di risoluzione originaria.

Se la Commissione di merito non deposita una sua relazione entro un mese dal deposito della

proposta di risoluzione il testo adottato dalla Commissione “filtro” viene dato come approvato.

La Commissione Affari europei del Senato

La Commissione, composta da 36 senatori, ha un ruolo d’informazione e controllo sulle attività

europee. Essa viene nominata dopo ogni rinnovo parziale del Senato per assicurare una

rappresentanza proporzionale dei gruppi politici ed una rappresentanza equilibrata delle

commissioni permanenti.

La Commissione svolge i suoi compiti principalmente attraverso tre strumenti: le risoluzioni di

indirizzo “europee”, i dibattiti in seduta pubblica e il dialogo con i ministri.

La Commissione organizza sedute pubbliche sui temi europei; organizza una seduta pubblica prima

di ogni riunione del Consiglio europeo, dopo la quale il Ministro o il Segretario di Stato per gli

Affari europei dà conto dei risultati;prevede incontri periodici con i membri francesi del

Parlamento europeo e audizioni dei membri del Governo, dei commissari europei

La Commissione Affari europei del Senato applica una “procedura semplificata” nell’istruzione

degli atti europei all’esame e concentra la sua attenzione solo sulle proposte che presentano un

reale interesse.

La nuova procedura fa differenza tra i progetti o proposte di atto europeo sottoposte dal Governo e

gli altri documenti:

- per i progetti o proposte di atto sottoposti all’esame dal Governo: la commissione

competente nel merito può richiedere, entro quindici giorni dalla trasmissione, di

esaminare direttamente il testo e deve successivamente depositare o meno una proposta di

risoluzione entro un mese. Per tutti gli altri progetti trasmessi dal Governo di cui la

commissione di merito non sia stata investita, è la Commissione Affari europei a svolgere

l’esame preventivo, entro il termine di un mese dalla trasmissione della proposta europea, a

decidere se depositare o meno una proposta di risoluzione e ad esaminare le proposte di

risoluzione presentate da uno o più senatori. 44

- per gli altri documenti è sempre la Commissione Affari europei a svolgere l’esame

preliminare che si può concludere con il deposito di una proposta di risoluzione.

Le nuove disposizioni del regolamento hanno anche introdotto “l’adozione tacita”: le proposte di

risoluzione depositate dalla Commissione Affari europei dopo l’esame preliminare sono sottoposte

alla Commissione di merito, ma se quest’ultima non si pronuncia entro un mese, la proposta della

Commissione Affari europei si considera adottata.

Infine è stato ridotto il termine perché una proposta di risoluzione adottata da una Commissione

permanente divenga risoluzione del Senato (dieci giorni complessivi, decorsi i quali la risoluzione

diventa definitiva).

LA FASE DISCENDENTE

Le direttive europee e le decisioni-quadro possono essere recepite attraverso leggi formali,

ordinanze o testi regolamentari.

è il Governo ad avere un preminente ruolo nell’esercizio del diritto d’iniziativa legislativa e nella

fissazione dell’Ordine del giorno delle assemblee.

spesso il recepimento attraverso legge formale è avvenuto attraverso una delega al Governo. Anche

per le direttive concernenti materie coperte da “riserva di legge” il Parlamento può delegare il

proprio potere legislativo al Governo che è autorizzato con una legge d’habilitation ad adottare le

misure d’attuazione attraverso ordonnances.

Il controllo sull’attuazione

Ciascun ministero ha la responsabilità della preparazione dell’attuazione delle norme europee; nelle

materie di relativa competenza è stata prevista la figura del correspondant de la transposition

presso ciascun ministero.

è lo SGAE ad assicurare il “seguito” del recepimento nel diritto interno delle direttive e delle

decisioni-quadro

Lo SGAE esercita il compito di coordinamento tra i ministeri:

- in fase di preparazione del negoziato: una volta designato il ministero capofila incaricato

dell’attuazione nel diritto interno, ogni ministero deve fornire al SGAE e al Parlamento,

entro tre settimane dalla presentazione di ciascuna proposta di direttiva o di decisione-

quadro, una scheda semplificata di impatto della norma in preparazione, individuando i

testi normativi che dovranno essere redatti o modificati in seguito all’adozione dell’atto

europeo. 45

- dopo l’adozione della direttiva o della decisione-quadro: entro tre mesi dalla

trasmissione dell’atto adottato, ogni ministero capofila, o comunque coinvolto nel

recepimento, deve notificare al SGAE scadenzari precisi relativi all’elaborazione dei testi

di diritto interno; alla scadenza di tale termine il SGAE riunisce i ministeri interessati e il

Segretariato generale del Governo per decidere lo scadenzario definitivo e le modalità di

attuazione;

- nell’ambito delle procedure pre-contenziose (messa in mora, parere motivato): le risposte

delle autorità francesi alla Commissione europea vengono preparate a livello

interministeriale sotto l’egida del SGAE.

- nella fase del contenzioso davanti alle giurisdizioni comunitarie: lo SGAE coordina il

trattamento interministeriale delle cause in istanza

la riforma del 2004 ha previsto inoltre:

- una rete interministeriale dei correspondants de la transposition, denominato “Gruppo ad

alto livello”;

- comunicazioni regolari in Consiglio dei ministri da parte del Segretario di Stato per gli

Affari europei

- l’inserimento nell’ordine del giorno delle assemblee parlamentari di incontri regolari tra il

Governo e il Parlamento relativi al recepimento del diritto comunitario;

- una riunione semestrale del “Gruppo ad alto livello”, per verificare il rispetto del Tableau

generale di recepimento delle direttive e delle decisioni-quadro;

- “riunioni pacchetto” che permettono di procedere con la Commissione ad un esame delle

questioni suscettibili di arrivare alla fase del contenzioso. 46


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto parlamentare comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Piciacchia Paola.

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