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cooptando il PCI nell'area di governo. Totalmente coerente con la filosofia dei nuovi regolamenti

parlamentari. Quadro complessivo e unitario. All'interno della DC trova in Moro un interlocutore.

Risulterà molto importante e decisivo per capire le vicende successive al '76. Alla vigilia delle

elezioni del '76, nel '75 il PCI aveva avuto un'avanzata alle regionali. Il paese torna a schierarsi in

due tra comunisti e anti-comunisti. Il risultato fu che il PCI ebbe il 34% e la DC interruppe il suo

trend discendente e ottenne il 38%. Dentro la DC c'è quel dibattito per gli articoli di Berlinguer su

rinascita. Berlinguer ripropone il tema del compromesso storico. La DC sono condizionati dalla

campagna elettorale anti-comunista. Sembrava difficilmente praticabile la mera logica dei numeri.

Moro capisce di non poter fare un governo con i comunisti ma nemmeno un governo contro. Il

compromesso viene trovato tramite una valvola di sfogo consentita dalla costituzione:

maggioranza semplice è necessaria per la fiducia del governo. Questa flessibilità-elasticità della

costituzione italiana ha portato a scelte politiche. Governo monocolore democristiano con

l'astensione di tutti gli altri partiti dell'arco costituzionale.

Strategia parte di un processo del PCI al governo del paese.

Moro per rendere tutto ciò digeribile si inventa che il presidente del Consiglio sia

Andreotti(vaticanista romano), monocolore fondato sulla non sfiducia degli altri partiti.

Dopo aver fatto nascer il governo bisogna governare e ogni volta deve trovare degli appoggi o dei

non dissensi. Leggi che necessitano la maggioranza semplice. Quel governo è condizionato con i

lavori parlamentari. È coerente col clima politico dell'epoca e con le norme regolamentari.

Legislatura '76-79 è consociativa per eccellenza. Leggi importanti vennero fatte.

16/3/78 strage di via Fani della scorta e il rapimento di Moro. Giorno simbolo per il quale Moro

riteneva che i comunisti e gli altri partiti passassero da una non-sfiducia a una di espressa fiducia.

Farli entrare nella maggioranza di governo. Operazione che va in porto tra Moro e Berlinguer, e il

PdC era sempre Andreotti. Il governo ottiene celermente la fiducia per dare l'idea della rinsaldatura

delle istituzioni. Quella stagione dopo un anno finisce. Negli anni '80 inizierà tutta un'altra storia

catalizzata dalla figura di Craxi. Il primo non democristiano fu Giovanni Spadolini Repubblicano,

storico, direttore CdS, fonda ministero beni culturali. Prima esperienza del penta-partito. Centro-

sinistra allargato ai liberali.

I regolamenti parlamentari subiscono una modificazione perché cambiano le condizioni politiche.

Si affianca al principio dell'unanimità qualche norma di temperamento della necessità

dell'unanimità. Contingentamento dei tempi per limitare l'ostruzionismo parlamentare.

14/03/17

I regolamenti parlamentari sono una fonte del diritto? Le caratteristiche perché un determinato atto

normativo è considerato in termine di fonte: la norma deve essere generale, astratta e con

contenuto di innovatività. Contesto di riferimento in cui si applica non definisce aprioristicamente

cosa si applica, astrattezza prevede una fattispecie astratta nella sua definizione, essa produrrà

effetti nel caso concreto e l'innovatività è che aggiunge, modifica, abroga, inserisce un qualcosa di

nuovo nell'ordinamento. Tesi di Santi Romano: no in quanto atti di diritto oggettivo la cui

applicazione tuttavia difettava della generalità perché si applicano solo nel contesto parlamentare

e differenti tra una camera e l'altra. Secondo altre teorie non lo sono perché mancherebbe di fatto,

non tanto una sanzione, quanto la derogabilità di molte disposizioni contenute nei regolamenti.

I regolamenti sono comunque riconosciuti come fonte del diritto. Regolamenti parlamentari

generali ex art. 64 Costituzione, votati a maggioranza assoluta dei componenti da ogni singola

camera. Scelta della maggioranza assoluta ricondotta all'entrata in vigore della costituzione,

sistema prettamente proporzionale e quindi c'era bisogno di un accordo molto ampio. Nel

momento in cui si passa a una logica maggioritaria cambia la logica.

Giunta per il regolamento, presieduta dal presidente dell'assemblea e composta da membri che

rispecchiano i gruppi parlamentari: interpretazione del regolamento, le decisioni assumono valore

di precedente molto spesso, predisposizione di quello che è il regolamento. I regolamenti

parlamentari attuali giocano un ruolo fondamentale nella giunta in quanto hanno iniziativa sulla

modifica del regolamento stesso. Al senato basta un passaggio in giunta, alla camera è più

complesso il procedimento in quanto vi è un diritto esclusivo della giunta di iniziativa e discussione.

Alla giunta possono essere inviati degli indirizzi su eventuali emendamenti. C'è la possibilità che

un quantitativo cospicuo di parlamentari possano predisporre una sorta di bozza alternativa a

quella discussa in giunta che eventualmente potrà essere votata come un emendamento in giunta

stessa. In costituzione non si specifica l'ampiezza di materie che possono essere ricoperte dal

regolamento: definizione senza limite di materie o ambiti lasciate a fonti differenti. L'ambito

applicativo concerne tutto ciò che riguarda l'attività parlamentare. Aspetto procedurale legislativo,

funzionamento giunte e commissioni, status parlamentare.

In questo ambito si tende a definire i regolamenti ex art. 64 di carattere generale. Tuttavia esistono

anche altre forme di carattere regolamentare che vanno a specificare alcuni contenuti che per la

loro portata e specificità non è opportuno che vengano inseriti nell'ambito dei regolamenti generali.

Regolamenti speciali: modalità approvativa è la medesima di quelli generali, una differenza sta

sulla pubblicazione che non vengono pubblicati in GU, è una regolamentazione specifica di alcuni

organi come l'inquadramento in termini di funzionamento di quelli che sono per esempio le giunte

parlamentari.

Regolamenti minori o amministrativi: adottati dallo stesso ufficio di presidenza e che solitamente

hanno a che fare con il funzionamenti di organi amministrativi o che comunque hanno come

oggetto soggetti di natura amministrativa. Es. biblioteca di camera e senato, organo parlamentare,

non politico, che regola lo status lavorativo-economico dei dipendenti.

Regolamenti con portata più limitata: approvazione rimessa a un collegio più limitato, es.

commissioni bicamerali, vigilanza RAI, regolamenti che nello stesso provvedimento di

approvazione vengono previsti, oppure rimessi a un'intesa tra presidenti di Camera e Senato.

Tematiche che hanno posto problemi è stata la possibilità di sindacare costituzionalmente o meno i

regolamenti parlamentari e la possibilità di utilizzare una disposizione regolamentare come norma

interposta ai fini di un giudizio di costituzionalità. Questo perché sono comunque da considerarsi

come fonte primaria di diritto.

Utilizzare un norma come parametro interposto ai fini di giudizio di legittimità significa rispettare

l'art.117.1 Costituzione, 1^ sentenza 3/1957 Corte Costituzionale dove la corte parla prima della

natura straordinaria ed eccezionale del procedimento legislativo dato dal governo e afferma che la

legge del parlamento di delega al governo rimane una norma di carattere primario ma comunque

nell'ambito legislativo. Il procedimento di delega è unico con l'atto governativo. Non soltanto può

sindacarsi la conformità alla costituzione di una norma dal punto di vista sostanziale, ma bisogna

ritenersi che una norma non debba contrapporsi nemmeno sul carattere procedimentale ovvero sul

processo di formazione delle stesse. => anche i regolamenti parlamentari sembrano poter essere

considerati come norma interposta.

La corte esclude ciò nella 9/1959 ex art. 72 che sta alla base del procedimento legislativo sia

ordinario sia in commissione, all'ultimo comma prevede che in caso di legge elettorale, legge

costituzionale, legge di ratifica trattati costituzionali, leggi che riguardano il bilancio dello stato e

leggi in materia legislativa doveva esserci voto assembleare e discussione finale. Alla camera il

regolamento prevedeva che oltre a questi casi l'art. 72 doveva essere applicato anche ai progetti di

legge in materia tributaria => un ampliamento dell'applicazione della riserva di procedimento

ordinario. In un giudizio di costituzionalità la corte è chiamata ad interpretare le norme

costituzionali e quindi a verificare se una norma primaria, della quale si dubita la costituzionalità, in

quanto non rispetti i casi dell'art. 72 , visto che in materia tributaria la norma interposta era il

regolamento parlamentare la corte non era soggetta a interpretare la norma. L'unico soggetto

tenuto a interpretare quella norma è l'aula stessa.

La sent. 348/2007 possibilità di utilizzare la CEDU come norma interposta, si tende a escludere il

regolamento parlamentare come norma interposta in quanto la Corte dice che se il parametro non

è di carattere costituzionale l'elemento fondamentale deve essere che esso sia conforme alla

costituzione. Su questa base non si può utilizzare il regolamento come norma interposta in quanto

la corte non può sindacare la costituzionalità dei regolamenti.

Sent. 1150/1988 sui conflitti di attribuzione giudice ultimo tra politica e magistratura è la corte

costituzionale. (Cattivo uso del potere parlamentare).

Sent. 154/1985 norme regolamentari sulla cosiddetta autodichia: circostanza per la quale i

procedimenti di natura disciplinare concernenti i dipendenti di camera e senato venissero definiti

internamente dall'ufficio di presidenza senza la possibilità di un ricorso di carattere giurisdizionale.

La corte si trova a decidere da un lato un interesse del giusto processo e dall'altro il principio di

separazione dei poteri. Incidenza della magistratura in una prerogativa parlamentare. La corte

riconosce di non essere competente a sindacare qualunque provvedimento interno parlamentare

che non siano i regolamenti. Per quanto riguarda i regolamenti c'era discordia tra Cassazione e

Avvocatura dello stato. Il costituente, secondo una ricostruzione della corte sulla logica della

separazione dei poteri, non li ha messi come norme sindacabili (134 Costituzione)dalla corte a

meno che non ci sia un'interpretazione estensiva e di carattere analogico equiparabili a leggi

ordinarie. Essendo un ordinamento parlamentare si lascia una sovranità alle camere di carattere

guarentigio nelle attività amministrative proprie. (Regolamento norma oggetto).

Esistono altre sentenze dove la corte ribadisce l'interna corporis 246/2010 in riferimento a una

norma parlamentare sulla modalità di pubblicazione degli atti parlamentari.

15/03/17

Esame del procedimento di formazione della legge. Dobbiamo cominciare dall'analisi delle norme

costituzionali per vedere come si relazionano alcune norme regolamentari.

Esiste una sezione II del titolo I della seconda parte della costituzione che si occupa della

formazione delle leggi. Art. 70 Costituzione principio bicameralismo paritario sulla formazione della

legge. La caratteristica che accomuna il procedimento della legge con l'acquisizione del rapporto

fiduciario (momenti della vita costituzionale/dinamiche dei corpi costituzionali) è la necessità della

sola maggioranza semplice.

La scelta delle maggioranze non dipende dall'importanza di un argomento ma solo in base a

dinamiche politiche o dinamiche di garanzia costituzionale. Gli atti che esprimono un indirizzo

politico delle camere normalmente vengono prodotti a maggioranza semplice, quelli di figura di

garanzia costituzionale vengono prodotte a maggioranza assoluta o qualificata.

Esercizio collettivo di entrambe le camere, che ovviamente lavorano in maniera autonoma.

Art. 71, in due commi in un numero definito di soggetti:

Governo

• Ciascun membro delle camere

• Organi e Enti a cui è conferita da legge costituzionale

• Una frazione di 50.000 elettori di corpo elettorale che gode di elettorato attivo presso la camera.

Coerente che il primo soggetto non sia un'articolazione del parlamento in quanto c'è una forma di

governo parlamentare perché è espressione diretta del rapporto fiduciario. Il governo in alcuni casi

è unico titolare, per es. legge di bilancio manovra economica più importante dell'anno in corso per

l'anno successivo, si determinano le poste di entrate e di uscite del bilancio per l'anno successivo.

Essa deve essere approvata entro il 31-12. E entrare in vigore l'1-1. Se non viene approvato si

procede all'esercizio provvisorio: si prende il bilancio dell'anno precedente e lo si divide in

dodicesimi, applicandolo ai mesi di esercizio provvisorio, fino a quando il parlamento non approvi

quello successivo. In questo quadro il dominus della situazione è il governo nel suo rapporto

fiduciario col parlamento a proporre la manovra.

Il secondo comma non è quasi mai stata usato e quasi mai discusso in parlamento.

Tendenza di tutti i parlamentarismi. In Italia c'è un largissimo uso da parte dei governi, spia di

qualche cosa che non funziona, di tre istituti che vanno a potenziare la capacità del governo per far

produrre le sue leggi:

- Decreto legge(carattere costituzionale art.77)

- Decreto legislativo(carattere costituzionale art.76)

- Questione di fiducia(carattere parlamentare)

Decreto legge e legislativo sono atti aventi forza di legge(nel criterio della gerarchia delle forme

sono equiparate alla legge ordinaria nonostante prodotti dal potere esecutivo, interviene il

parlamento posteriormente o anteriormente con legge delega).

Regolamento governativo è prodotto dal consiglio dei ministri e quindi non ha l'intervento

parlamentare. => fonte secondaria.

Decreti legislativi: legge delega, caso eccesso di delega se non rispettano i principi e i caratteri

direttivi.

Decreto legge: casi straordinari di necessità ed urgenza, viene scritto e approvato dal consiglio dei

ministri e devono essere emanati (avviene con una firma e con una controfirma ministeriale

disciplinata in costituzione nell'art. 89 Costituzione, atto formalmente presidenziale ma

sostanzialmente governativo) dal PdR i cui margini siano molto più ristretti, pochissime volte un

PdR ha respinto un decreto. Dopo essere emanati deve essere pubblicato in GU che comporta il

raggiungimento di quel limite temporale dell'entrata in vigore (mezzanotte del giorno di

pubblicazione). Il decreto legge è in vigore, ma scatta la temporaneità di 60 giorni che servono

all'esame parlamentare, dove il governo deve presentare alle camere un disegno di legge di

conversione in legge del decreto-legge. Le camere possono convertirlo e quindi approvano quel

disegno di legge di conversione, anche con modifiche, e quindi non ci sarà soluzione di continuità.

Potrebbe accadere che quel termine costituzionale di 60 giorni spiri senza un voto parlamentare, il

decreto legge decade con effetto retroattivo al giorno zero ex tunc. Sorge quindi il problema dei

rapporti giuridici verificatesi in quei 60 giorni, dove le camere possono fare una legge di sanatoria

degli effetti nel tempo in cui il decreto-legge ha operato.

Le leggi le approva il parlamento, le promulga il presidente della repubblica, il presidente della

repubblica emana un decreto.

16/03/17

Mercoledì 22/03 c'è una lezione comune con due giornalisti sul mestiere del giornalista ai tempi

della rete. In aula U6-41 10,45-12,15.

Roma: seconda metà di settembre, bisogna aver già dato l'esame.

Nell'art.89 c'è un'evidente aporia giuridica: problema della controfirma ministeriale. Per gli atti

sostanzialmente e formalmente presidenziali come la nomina dei giudici della corte costituzionale,

la nomina dei senatori a vita, la promulgazione di una legge ordinaria e il messaggio di rinvio del

presidente della legge alle camere, messaggi liberi ex 87.2, dimissioni.

Ci sono poi degli atti che pongono dei dubbi perché sono determinati da una concomitante volontà

di presidente e altri soggetti atti complessi: scioglimento delle camere in assenza di rapporto

fiduciario atto duumvirali; decreto di grazia art 87.11 controfirma ministeriale dove la corte

costituzionale ha collocato questo atto in quelli propriamente presidenziali.

Il ministro proponente deve essere interpretato come competente in quanto il costituente ha

sbagliato. Es. sistema radiotelevisivo scritto come messaggio libero di Ciampi ha occuparsi del

problema, il governo presenta un disegno di legge, le camere lo discutono e lo approvano, arriva al

PdR per la promulgazione ed esso trova 5 criticità di natura costituzionale/dubbio sulla

compatibilità sulle norme costituzionali, rinviò la legge alle camere con il messaggio di rinvio che

deve essere controfirmato. Legge Gasparri perché era ministro delle telecomunicazioni, quell'atto

di rinvio è stato firmato da lui stesso.

Il costituente ha sbagliato perché in quell'epoca il costituente era un giano bifronte in cui scriveva

per il futuro italiano ed era condizionato dal passato(fascismo e esperienze costituzionali

precedenti anche di altri stati), espressione che in epoca statutaria il capo dello stato è il re e in

tutte le monarchie parlamentari si verifica il fenomeno che lui non può essere responsabile e

sbagliare e la colpa si dava sempre a un ministro, si fingeva che esso fosse sempre un

proponente. Il costituente non si accorge che non è affatto detto che non ci sia un ministro

proponente. Finzione trasportata sulla controfirma.

Il governo diventa forse anche eccessivamente il dominus dell'iniziativa legislativa, anche su legge

delega. Sul decreto-legge anche i presupposti sono controllati dalla commissione affari

costituzionali. La corte costituzionale infatti intervenne sulla reiterazione dei decreti-legge (22-24

volte, 48 mesi ovvero una legislatura), con sent. 360/1996 altera la forma di governo e la forma di

stato in quanto trasferisce la potestà legislativa in capo all'esecutivo, non di diritto ma di fatto.

L'unica pratica di reiterazione si possa effettuare solo attraverso nuovi e sopravvenuti elementi di

necessità e urgenza.

Art. 72 Costituzione: procedimento normale o ordinario di produzione di una legge del parlamento,

fa continui rimandi ai regolamenti parlamentari.

Il 4° comma fa un elenco dove il procedimento normale è tassativo. Se il disegno di legge

provenga dal governo è approvato dal Consiglio dei Ministri. I disegni di legge devono per prima

cosa passare all'esame autorizzativo del PdR, anche se è un passaggio previsto dalla costituzione

solo formale, rarissimamente si permette di impedirne al governo la presentazione, al massimo

viene esercitata una moral suasion di una norma che potrebbe creare problemi. Dopo si applica il

72.1 costituzione. Il progetto si avvia alla Camera dei Deputati: il governo consegna il progetto al

presidente della Camera, il quale a sua volta lo destina alle commissioni permanenti. C'è

comunque un primo esame della commissione affari costituzionali. Il disegno arriva alla

commissione permanente competente per materia, disegno di legge su docenza universitaria, e

quindi alla commissione istruzione e alla commissione cultura. La struttura della commissione

parlamentare è proporzionale alla composizione dell'aula. In commissione ci sarà una discussione

generale sulle linee politiche di fondo che emergono dalla lettura delle linee politiche presentate

dal governo.

21/03/17 Davide

Martedì 4-4 Lasorella

Giovedì 6-4 vice presidente della camera.

29 e 30 relazioni leggi elettorali

Il ruolo delle commissioni permanenti.

Le commissioni rispecchiano la composizione dell’aula. Ci sono anche le proiezioni dei gruppi

parlamentari nelle commissioni. Il senso è quindi quello di mantenere il rapporto di

rappresentanza. In commissione accade ciò che accade nell’aula. Procedere ad iniziativa

legislativa significa scrivere un articolato che è sia una sommatoria di norme che ha una sua

fisionomia generale. (138=> se nessuno chiede referendum la legge verrà promulgata dal PdR)

La commissione permanente lavora in sede referente, potrebbe sembrare una commissione

servente dell’aula ma non è cosi perché ha due compiti:

Esaminare il progetto prima nelle sue linee generali. Sono più partecipate rispetto all’aula.

• Durante la discussione generale è possibile proporre degli emendamenti. Emendamento=

• modifica, correzione minima o totale del testo. Possono riguardare anche la forma non solo la

sostanza. Gli emendamenti, una volta conclusa la discussione generale, devono essere discussi

e votati.

Oggi principio del contingentamento dei tempi=> cioè vengono attributi dei tempi ai diversi gruppi

in relazione alla dimensione dei gruppi. (principio anti ostruzionistico) si decide prima quanto

tempo discutere su quella legge e poi si divide la quantità di tempo in maniera proporzionale tra i

gruppi.(maggioranza semplice=> maggioranza dei presenti, con una diversità per gli astenuti alla

camera sono una cifra neutra si escludono quindi dal conto dei votanti. Al senato non sono cifra

neutra per astenerti devi uscire dall’aula. La corte costituzionale ha avallato queste scelte.) numero

legale è presupposto per la legalità di una votazione(art 64.3), va letta in relazione ai regolamenti

per esempio: la missione dei parlamentari non sono calcolati nel numero legale, i ministri non

vengono calcolati,… ci sono anche norme relative al controllo diverse da camera e senato ma

solitamente viene dato per presunto. La verifica del numero legale è usato come ostruzione. Al

senato la verifica del numero deve essere appoggiata da un tot di parlamentari. Se non sussiste il

numero la votazione è illegittima

22/03/17 Lezione sul giornalismo

Francesca Milano giornalista Sole 24 ore

Paolo Avanti giornalista La gazzetta dello sport

Il giornale non fa più il notiziario ma si è sviluppato come approfondimento.

Oggi c'è un rapporto col lettore molto più diretto grazie a internet.

L'ultimo cambiamento è sui social network, il giornale cartaceo si paga, internet è gratis. Internet

non doveva cannibalizzare la carta, per un po' si faceva arrivare il sito dopo la carta. Si capisce

che non si poteva mettere su internet le notizie del giorno prima, il sito diventa un notiziario non

approfondita, e sulla carta ci sono gli approfondimenti, i retroscena, i particolari, spiegare il perché,

mi deve convincere a spendere per avere quel prodotto di carta.

Il sito è gratis ma c'è la pubblicità che riesce a pagare un qualcosa. Pubblicità in base alla

dimensione e dalla posizione. I social network sono tanti usati come megafoni in passato dove

c'era il link in modo che si veicolasse nel sito in modo da fare più visualizzazioni. Ma è riduttivo in

quanto sono dei mezzi di comunicazione a se stanti. Bisogna cambiare il titolo in modo da

incuriosire sempre il lettore.

Ci sono le regole social, che cambiano in continuazione. Come le breaking news. Come gli instant

articles.

La fretta di mettere le notizie prima degli altri crea una grossa pressione e di fare errori. Bisogna

sempre verificare le notizie.

I social network e i siti stranieri sono una grande fonte di informazione.

Giro di nera: si faceva a piedi dalle forze dell'ordine per chiedere cosa fosse successo la notte,

oppure si faceva al telefono. Oggi si fa con internet, ci sono una serie di siti o social che si tengono

monitorati per vedere cosa succede nel mondo. Quali sono le fonti affidabili? Come si verificano?

La verifica presuppone approfondimento che però ti fa arrivare dopo. L'approfondimento

comunque genera un impiego del tempo.

Il controllo attuale sui media da parte dei cittadini fa in modo di essere ancora più accurati e

coincidenti alla realtà.

23/03/17

Discorso sul procedimento legislativo.

In commissione si procedeva all'esame e alla votazione dei singoli emendamenti. Es. un progetto

di legge ha 10 articoli e ognuno è stato corredato da una serie di emendamenti, schema di Jeremy

Bentham, votazione emendamenti e poi voto finale. Prerogativa del presidente di decidere

l'inammissibilità dell'emendamento. Quindi i 10 articoli anche solo in commissione non sono più

quelli iniziali e il senso della legge cambia o essere oppure opposto. L'articolato finale può essere

diverso anche con più o meno articoli. La sommatoria comunque è un articolato. Il fatto di votare

sul testo finale non è pleonastico ma giustificato perché il singolo parlamentare ha il diritto di

soppesare, a bocce ferme alla fine del road show, degli emendanti la coerenza politica del risultato

finale. Se il quadro finale è tutto sommato apprezzabile oppure no, vedere anche quali sarebbero

le conseguenze del mio voto sui rapporti di forza e gli equilibri tra legislativo e esecutivo.

Il fatto che la maggior parte faccia sempre capo al gruppo, il singolo perde la libertà.

(La multipreferenza dal '48 all'87, al nord l'utilizzo della preferenza era pochissimo utilizzata mentre

al sud era straordinariamente alta.)

In aula accade quello che è accaduto prima in commissione, estesa al plenum dei componenti

dell'aula. La commissione lavora in sede referente perché il relatore nominato ha il compito di

riferire all'aula con una relazione che sarà materia di discussione generale(ƒ servente).

Tra la commissione e la camera c'è il comitato dei 9, al senato dei 7, hanno la ƒ di trade union.

L'aula lavora grosso modo con la logica della commissione e con le stesse ragione sulla votazione

finale. Le modalità di votazione sono di due grandi gruppi palese e segreto. Non tutte hanno la

stessa registrabilità. (Per alzata di mano è palese ma non si registra, diverso è la registrazione del

voto elettronico, anche in modo segreto, verde bianco rosso, la registrazione fondamentale è per

appello nominale, come succede in base al rapporto di fiducia al governo). La regola tradizionale

delle votazioni parlamentari è il voto segreto, ed è rimasto come principio nei regolamenti

parlamentari per lunghissimo tempo. Fino al 1988 lo schema era voto segreto, compreso il voto

finale di una legge. Quando il centro diventa il partito-gruppo e non più il singolo parlamentare era

un retaggio storico che ha cessato definitivamente nella riforma dell'88, c'era il fenomeno dei

franchi tiratori. Nell'88 si invertono proprio i rapporti concettuali, la regola diventa il voto palese, il

voto segreto è rimasto sulle persone. Quella riforma trasformò in voto palese il voto finale sulle

leggi. Alla camera le leggi elettorali sono a voto segreto.

La legge è passata alla camera e al senato ha gli stessi diritti della camera di occuparsene. Se

cambia qualcosa torna alla camera e ha un solo limite: rivedere la legge solo nelle parti modificate

dal senato. Se la camera modifica le modifiche del senato ritorna al senato. Le navette continuano

fino al termine delle legislature.

28-3-2017

Roma martedì e mercoledì ultima sett di settembre.

Quando le camere hanno adottato lo stesso testo si va dal pdr per la promulgazione in 30 giorni.

Nel caso in cui non si arrivi alla promulgazione nei 30 giorni, il pdr rinvia alle camere il testo della

legge con messaggio motivato.( è ATTO FORMALMENTE E SOSTANZIALMENTE

PRESIDENZIALE). Deve essere controfirmato ai sensi dell’art 89 cost. Il parlamento può

accogliere e meno le indicazioni oppure può anche abbandonare quella legge. La fase si conclude

con la pubblicazione in GU è inserito nella raccolta( in caso di discrasia fa fede quanto presente in

raccolta).

È presente una vacatio legis di 15 giorni, si fa per garantire che la legge sia conoscibile da tutti.

Oggi il significato si è perso per mondo informatico e mancanza di interesse. La legge stessa può

prevedere la cancellazione della vacatio legis o aumentare il periodo di vacatio legis.

PROCEDIMENTI SPECIALI

Art 72 cost-> consente ai regolamenti parlamentari di fare precisazioni. Procedimento per urgenza

viene inteso come ordinario con altri tempi( divisi per due). Comma con maggiore significato prima

del contingentamento dei tempi.

C3-> il regolamento può prevedere casi e forme in cui deferire esame a commissioni permanenti.

La commissione può fare di più rispetto alla sede referente, è possibile la remissione alla camera

in determinate condizioni:…

Il costituente dice implicitamente alcune cose cioè accanto al proc ordinario ci sono 2 modi di

approvazione di una legge: PROCEDIMENTI SPECIALI O DECENTRATO.

Procedimento con commissione in SEDE DELIBERANTE O LEGISLATIVA: L’aula ha deciso

• prima di lasciare alla commissione anche l’approvazione. L’aula resta sovrana è possibile in

qualsiasi momento prima della approvazione passare dall’aula e quindi passare al procedimento

ordinario. Per sapere quando leggi articolo.

PROCEDIMENTO CON COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE: È una via di mezzo tra

• ordinario e speciale. L’aula non sparisce ma ha solo il voto finale.

Ci sono diverse differenze procedurali tra camera e senato.

Se è stato deciso il primo procedimento i soggetti possono sempre chiedere il ritorno all’aula per il

passaggio sia al procedimento in sede redigente sia al procedimento ordinario.

ART 72.4 IMPONE LA RISERVA D’ASSEMBLEA

Per determinate materie si deve usare il procedimento ordinario. Il costituente mette in evidenza le

leggi più delicate:

Leggi di revisione costituzionale

• Leggi elettorali che è legge ordinaria ma atipica perché da la composizione del

• parlamento.Disegni di Legge di delegazione legislativa, è una legge in senso formale. Non ha

come interlocutori i cittadini ma il governo nella attività di produzione del decreto legislativo. Il

costituente aveva il mente la divisione dei poteri per cui vuole che il disegno passi dall’aula non

solo per il voto finale.

Autorizzazione ratificazione trattati internazionali

• Bilanci e consultivi

Queste ultime categorie comportano che la figura centrale sia il governo in modo più forte del solito

perché è l’unico titolare della funzione legislativa o della trattativa in caso dei trattati internazionali.

Elenco simile a 75 c2 cost sulla inammissibilità del referendum. Per Leggi di amnistia e indulto è

prevista una rigidità superiore alla costituzione all’interno della costituzione stessa. Le leggi di

revisione costituzionale sono previste dal 138. Per la delegazione legislativa l'interlocutore è il

governo.

Mancano le leggi elettorali in omaggio alla sovranità popolare,… ma il motivo è casuale si trattò di

un refuso. Il progetto uscito dalla commissione lo prevedeva, il testo votato in aula no.

IMMUNITÀ PARLAMENTARI

Art 68 cost. Collocato dopo l’articolo su rappresentanza e divieto di mandato imperativo. È articolo

che sancisce la modernità del parlamento. La rappresentanza viene così esercitata nella maniera

più ampia possibile.

Il c1-> risale all’ articolo 9 del bill of rights inglese.

Norma presente anche nello statuto albertino.

C1-> qual è il limite delle funzioni? Norma da punto di vista penalistico è scriminante. Non risponde

penalmente, civilmente, amministrativamente e a livello di regolamento. Ci sono delle situazioni

che lo sono indiscutibilmente. Es durante la discussione generale dai del mafioso a uno non si può

fare Niente perché protetti dal 68.

29/03/17

Porcellum 270/2005.

Camera 26 circoscrizioni, 4%=> 10% coalizione (2%)

Senato ambito regionale 8%=> 20% coalizione

Multicandidabilità senza limiti

Problema della sindacabilità costituzionale della legge elettorale causata dall'inerzia del legislatore.

In precedenti pronunce la Corte (2008,2012) ventila al parlamento che ci sono delle criticità su

alcune norme.

Sent. 1/2014 Corte Costituzionale. Per giustificare la sentenza la Corte parte dall'art. 66

Costituzione. Non si può decidere in un processo a quo e quindi la corte ha una ƒ di mero

accertamento. Requisito della concretezza è rispettato in quanto sono rispettati sia il petitum del

giudizio a quo e il petitum del giudizio incidentale, due petita diversi.

Leggi costituzionali 1/1948 e 87/1953.

Nell'ordinanza di rimessione (144/2013) la Corte di Cassazione argomenta la diversificazione dei

due petita. Motivazione di non implausibilità. La Cassazione i ricorrenti stanno lamentando una

lesione dei loro diritti politici ex art 48 Cost in combinato disposto dal 2 e 3 Costituzione in base

alla legge elettorale.

Criticità sui due petita se sono davvero differenti. Ammissibilità delicata in quanto la legge

elettorale è difficile vedere il rapporto della legge con la violazione del diritto. La corte dice che la

legge elettorale è un po' speciale rispetto alle altre leggi ordinarie, specialità diversa perché per

arrivare davanti alla corte c'è solo l'azione di mero accertamento. Questo è l'unico modo e per

evitare la zona grigia la corte dichiara l'ammissibilità in quanto la Cassazione avalla la differenza

dei due oggetti.

Bisogna analizzare i mezzi-fini. Si riflette sul tema della concretezza. La successiva statuizione

della cassazione è sostanzialmente un copia e incolla della corte costituzionale.

Sull'ammissibilità dell'italicum non era nemmeno stato accertato la violazione dei diritti in quanto

mai applicati, giudizio ancora più astratto in quanto non è necessaria una lesione del diritto di voto.

Sent. 35/2017 sull'italicum riprende il principio espresso nella sentenza sul porcellum.

Assenza di soglia minima per quanto riguarda il premio di maggioranza.

Previsione di liste bloccate(lunghe) con elevato numero di candidati.

Secondo la Cassazione vengono violati l'art.1.2; art.3; art.48.2; art. 67, costituzione.

La corte dice che non c'è un sistema di voto deciso in costituzione. Ma serve una governabilità-

stabilità e una proporzionalità bilanciate insieme senza prevaricare l'una sull'altra.

Premio di maggioranza era un correttivo di una legge a sistema proporzionale.

Uguaglianza del voto in entrata ex art. 48.2, anche se in uscita può avere peso diverso.

Oltre al calcolo su base regionale la composizione è imprevedibile ex ante per quanto riguarda il

senato.

Le norme censurate riguardano l'espressione del voto. La lunga lista di candidati non è

conoscibile. Multicandidabilità che aggrava la lista lunga ma non incostituzionali. Riferimenti al

modello spagnolo e al modello tedesco.

Consultellum è ciò che resiste della legge porcellum.

30/04/17

Italicum, sistema maggioritario a doppio turno, 100 collegi plurinominali, premio di maggioranza,

soglia di sbarramento. L. 2015

Premio di maggioranza 340 seggi alla lista al 40% dei voti-doppio turno- Sbarramento al 3%-

Capilista bloccati-2 preferenze di genere

Legge elettorale approvata ma si prevede l'entrata in vigore a luglio 2016

25/1/17 sentenza italicum.

Problema sul premio di maggioranza, non sulla soglia del 40% per accedervi ma in quanto creava

troppa distorsione del voto in uscita, in base al calcolo del voto sui voti validi e non sugli aventi

diritto. Quindi la base di calcolo del 40% è molto ristretta. Soglia di sbarramento al 3% restringono

l'offerta sul panorama politico combinata alla base di calcolo già ristretta. Due liste potrebbero

raggiungere il 40%, ma solo a una potrebbe avere il premio.

La corte non ritiene manifestamente irragionevole il premio di maggioranza in quanto c'è l'accesso

al 40%. Soglia su cui la corte non può dire quanto perché è discrezionalità del legislatore.

Potrebbe solo valutare se la soglia fosse troppo bassa ma non dice quando è bassa. La corte dice

che in caso di abbassamento della soglia minima di accesso al premio valuterà l'effettivo

abbassamento.

Rigetta la questione sui voti validi rispetto al corpo elettorale. Lo stesso fa per le soglie di

sbarramento in modo da creare un'opposizione non troppo frammentaria. Se due liste ottengono il

40% o più è ovvio che prende il premio di maggioranza chi prende più voti, perché è logico in base

al premio di maggioranza in quanto anche in un sistema proporzionale avrebbe meno seggi

rispetto al primo.

Ballottaggio dichiarato incostituzionale. Se nessuna lista ottiene il 40% le due liste più votate si

sfidano in un secondo turno per ottenere il premio di maggioranza. È in ordinanza incostituzionale

per il fatto di assenza di una soglia minima per accedere al secondo turno; il fatto del calcolo sui

voti validi; la mancanza di possibilità di apparentamenti tra liste.

La corte non lo considera un secondo turno di votazioni, ma una prosecuzione del primo turno

perché serve solo ad attribuire il premio di maggioranza e non c'è una frattura tra primo e secondo

turno tale da giustificare il secondo turno. Le liste che restano fuori hanno i loro seggi già in

relazione al primo turno + il fatto che non ci sono apparentamenti e quindi non ci sarebbe

giustificazione in quanto questo premio è come a darlo al primo turno in ragione del fatto che per

l'accesso al secondo turno non c'è soglia minima.

La corte dice che il ballottaggio in sé non è anticostituzionale ma lo è come è stato scritto, la corte

suggerisce le modalità per renderlo costituzionale: soglia minima + possibilità di coalizzarsi.

La corte si preoccupa di rintuzzare preventivamente queste ipotetiche critiche mostrando le

differenze di natura tra il ballottaggio dell'italicum, quello in Francia(c'è soglia minima e tende a

escludere delle liste/dei candidati) e quello nei comuni(elezione diretta del sindaco, non è

trasportabile a livello nazionale rispetto al locale + c'è una forma di governo diversa nel comune in

quanto il sindaco trascina il consiglio).

Capilista bloccati e gli altri eletti dalle preferenze e multicandidabilità, è stato dichiarato illegittimo il

fatto che il capolista possa scegliere in quale collegio essere eletto. Questo perché il capolista è

bloccato. Non sanziona la pluricandidabilità in quanto avviene solo per i capilista e dice che per

scegliere c'è il criterio del sorteggio, criterio residuale dalla legge del '57, la corte dice che ci sono

degli interventi che deve fare il legislatore ma siccome non è suo compito lascia in piedi il

sorteggio. Salva la pluricandidabilità riguarda il fatto che ci sono meno nominati. L'eliminazione del

capolista bloccato non è stato accolto in quanto il petitum non era sufficientemente motivato.

L'omogeneità viene trattata alla fine della sentenza. Questione sulle soglie di sbarramento al

senato e quindi la possibilità di avere due maggioranze diverse. La corte dice che sono state

sollevate in modo sommario e con scarsi parametri e motivazioni.

Per quanto riguarda l'entrata in vigore non vincolata all'approvazione referendum costituzionale e

quindi ci sarebbe una formazione disomogenea. Anche qui è stato sollevata male in quanto troppo

generica.

La corte aggiunge che i sistemi elettorale non devono essere per forza identici ma che non

ostacolino un risultato pressoché omogeneo.

Cosa vuol dire omogeneità delle leggi elettorali? Omogeneità in entrata o in uscita? Due leggi

elettorali diverse possono dare esito molto più omogeneo. Come succedeva dagli anni '50 agli anni

'90. La corte non vuole che si applichino le sue leggi elettorali in quanto scritte in negativo e non in

positivo.

04/04/17

Lasorella lo incontreremo a Roma. Lezione sui gruppi parlamentari.

Immunità parlamentari: sul piano letterale questo articolo consta di tre commi diversi tra loro.

Art. 68.1: insindacabilità parlamentare protezione del diritto di opinione del parlamentare

nell'esercizio delle sue funzioni. Protezione del singolo volta al bene collettivo. Le camere devono

svolgere le loro funzioni con ampia libertà, ampiezza maggiore dell'art. 21 che è espressa ai

cittadini. Lo status di parlamentare. Protezione rispetto a comportamenti che in capo a ogni singolo

cittadino non sarebbe tutelato anche con ampia interpretazione del 21. Invece il parlamentare

nell'esercizio delle sue funzioni non è chiamato a risponderne. Non è protetta la persona che

incidentalmente per 5 anni svolgere la mansione di parlamentare ma è una copertura delle opinioni

espresse e voti dati nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare.

Questo problema è esploso da un certo punto in poi. Fino al 1988 il problema non si era mai posto

di fronte alla corte costituzionale, soprattutto sui cosa voglia dire esercizio delle funzioni

parlamentari. Non era mai stata chiamata ad occuparsene per una sovrapposizione tra primo e

secondo comma dell'art. 68. 2° comma cambiato radicalmente nel '93, prima prevedeva l'istituto

dell'autorizzazione a procedere, per qualsiasi sottoposizione ad indagine. Il secondo comma si

mangiava il primo. Il deputato veniva accusato di un comportamento illecito sul piano penale. Per

avviare le indagini nei suoi confronti il magistrato doveva chiedere l'autorizzazione alla camera. Il

costituente voleva dividere tra categorie di reato es. diffamazione e corruzione. Quando c'era la

denuncia per diffamazione il magistrato invece di chiedere una delibera di insindacabilità chiedeva

un'autorizzazione a procedere. Questo perché la delibera di insindacabilità, più delicata in quanto

la camera doveva stabilire se era nelle funzioni e il magistrato poteva ripresentarlo per la

legislatura successiva o se non eletto poteva indagarlo, è una copertura giuridica assoluta e totale.

Questa prassi era un'insindacabilità impropria. Va avanti per 40 anni. Negli anni '80 determinati

magistrati romani si sentono diffamati da alcune dichiarazioni di un parlamentare, Marchi MSI.

Invece di fare querela penale di diffamazione battono la strada del diritto civile. Di fronte a una

richiesta danni non c'è una necessità di autorizzazione a procedere. Non essendoci la

schermatura dell'insindacabilità indiretta, la camera di appartenenza è costretta a pronunciarsi

sull'insindacabilità e si crea un conflitto tra la camera di appartenenza e il giudice civile davanti al

quale si svolgeva il processo. Viene sollevato un conflitto di attribuzione davanti alla corte

costituzionale e scrive la sentenza pilota 1150/1988 dove la corte dice alcune cose di particolare

rilievo:

1. Sul tema dell'insindacabilità parlamentare ex art. 68.1 sono le camere a stabilire se siamo

dentro o fuori dai confini della copertura. Se il comportamento è ricompresi oppure no

dall'espressione esercizio delle sue funzioni.

2. Tuttavia questa decisione non può essere arbitraria ma deve essere circostanziata, motivata e

convincente

3. Convincente per il giudice davanti al quale si sta svolgendo il processo. Se esso non è

convinto deve bloccare il processo e sollevare conflitto di attribuzioni di fronte la corte

costituzionale.

Quel conflitto di attribuzioni sono conflitti interorganici tra poteri diversi dello stato, intersoggettivi

tra stato e regioni. Conflitti di competenza all'interno dello stesso potere + il fatto che la disciplina è

all'interno di norme di rango primario, no corte costituzionale. Attribuzione regole di rango

costituzionale.

Conflitti per vindicatio potestatis: un potere rivendica nei confronti dell'altro potere che l'atto

commesso non poteva farlo e lo rivendica a sé.

Conflitti per menomazione: un'arbitraria menomazione della mia attività giurisdizionale come nella

sent. 1150/1988 perché la camera di appartenenza ha coperto un comportamento che non ha

copertura e mi impedisce di giudicare.

La portata applicativa di questa sentenza sarà molto più importante successivamente. Ottobre

1993 succede una cosa non alla norma sull'insindacabilità che impatta in maniera importante sul

primo. Il parlamento offre in pasto al popolo adirato abroga l'istituto dell'autorizzazione a procedere

e disegna l'immunità penale nei termini che conosciamo oggi. Prima la camera di appartenenza

usava come parametro il fumus persecutionis e se ne è abusato in quanto molto aleatorio.

Ora si può sottoporlo ad indagine ma non si possono usare determinati atti istruttori sulla libertà

personale. E non c'è più lo schermo improprio:

- Bisogna tornare sulla strada maestra, no autorizzazione a procedere

- La camera di appartenenza deve pronunciarsi sui limiti dell'insindacabilità sia in giunta sia in

aula.

=> dal '93 si applica lo schema della sentenza dell'88 => esplosione di questo problema. Reati

diffamatori in capo al parlamentare entrano nel circuito dell'insindacabilità e quasi sempre le

camere applicano sempre insindacabilità. La corte dice che ci sia un nesso funzionale tra ciò che

ha detto il parlamentare e la funzione in una sent. 289/1998 su Calderoli. Per la prima volta la corte

annulla una delibera di insindacabilità della camera di appartenenza in quanto arbitraria. La corte

deve quindi entrare nel merito della questione: dibattito politico in una TV privata con accuse al

PdR e al procuratore generale di Bergamo.

Le camere con le sent. 10 e 11 del 2000 on. Sgarbi che aveva diffamato Di Pietro e Caselli, la

corte pone il macigno che regola queste cose: purché ci sia un nesso funzionale ci deve essere

una pedissequa riproduzione o una riproposizione simile che si ricollega a delle espressioni che


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2017-2018

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