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società semplice può esercitare solo attività NON commerciale, quindi può essere legittimamente

impiegata solo per le imprese agricole. È il prototipo (modello) normativo delle società di persone ma la sua

diffusione è scarsa.  utilizzata per l’esercizio di attività commerciale sia non

Società in nome collettivo può essere

commerciale. È sempre soggetta all’iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicità legale. Tutti

i soci rispondono solidamente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. È necessaria una scelta specifica

di questo tipo di attività solo se l’attività da esercitare non è commerciale.

Società in accomandita semplice caratterizzata da due categorie di soci:

1. Soci accomandatari che rispondono solidamente e illimitatamente per le obbligazioni sociali;

2. Soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita. Deve sempre essere

specificatamente scelta dalle parti.

IL CONTRATTO.

Il contratto di società semplice non è soggetto a forme speciali, salvo quelle richieste dalla natura dei beni

conferiti. Anche per le società semplici oggi è prevista l’iscrizione nel registro delle imprese avente efficacia

di pubblicità legale. La costituzione della società semplice resta però improntata alla massima semplicità

formale e sostanziale. Il contratto può essere concluso anche verbalmente o risultare da comportamenti

concludenti (società di fatto) ed è modificabile soltanto con il consenso di tutti i soci (unanimità), salvo patto

contrario. l’atto costitutivo

Per le società in nome collettivo ai fini della registrazione e della regolarità della società,

della società deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Per questo tipo di

società è previsto un contenuto minimo (art. 2295): generalità dei soci, ragione sociale, sede società, soci che

hanno amministrazione e rappresentanza, conferimenti di ciascun socio, norme ripartizioni utili e durata.

LA MANCANZA DELL’ATTO SCRITTO

Società di fatto l’atto scritto. Il contratto di società si può

Per la determinazione di una società di persone non è necessario

perfezionare anche per fatti concludenti e si parla in tal caso di società di fatto.

Se l’attività esercitata non è commerciale, la società di fatto è regolata dalle norme della società semplice.

Se l’attività è commerciale, è regolata dalle norme della società in nome collettivo irregolare (cioè costituita

senza le formali regolarità) con la conseguenza che tutti i soci risponderanno personalmente delle

obbligazioni sociali.

N.B. è irregolare la società in nome collettivo non iscritta nel registro delle imprese, perché le pari non

hanno provveduto a redigere l’atto costitutivo (società di fatto) o perché, avendolo redatto, non hanno

provveduto alla sua registrazione (società irregolare in senso proprio).

una società di fatto che esercita attività commerciale è esposta al fallimento al pari di ogni imprenditore

commerciale.

Il fallimento della società determina automaticamente il fallimento di tutti i soci, sia di quelli noti al

momento della dichiarazione del fallimento, sia di quelli occulti, cioè coloro la cui esistenza viene scoperta

successivamente.

Società occulta

È società occulta la società costituita con l’espressa e concorde volontà dei soci di non rivelarne l’esistenza

all’esterno, così per comune accordo l’attività di impresa è svolta per conto della società, ma senza

spenderne il nome. La società quindi non viene esteriorizzata; nei rapporti esterni l’impresa si presenta come

impresa individuale di uno dei soci o di un terzo, che operano spendendo il proprio nome al fine di limitare la

responsabilità nei confronti dei terzi al patrimonio del solo gestore, cioè di evitare che la società e gli altri

soci rispondano delle obbligazioni di impresa e siano esposti al fallimento.

Se l’esistenza della società occulta viene scoperta i terzi possono invocare la responsabilità della stessa

purchè provino l’esistenza del contratto di società non esteriorizzata.

I CONFERIMENTI

Con la costituzione della società il socio assume l’obbligo di effettuare i conferimenti determinati nel

contratto sociale.

La determinazione del conferimento dovuto da ciascun socio non è condizione essenziale per la valida

costituzione della società di persone quindi nel caso in cui esso non sia determinato si presume che i soci

siano obbligati a conferire, in parti uguali tra loro, quanto è necessario per il conseguimento dell’oggetto

sociale, salvo patto contrario.

Nelle società di persone può essere conferita ogni entità (bene o servizio) suscettibile di valutazione

ed utile per il conseguimento dell’oggetto sociale.

economica

Vi è una specifica disciplina per alcuni tipi di conferimenti diversi dal danaro:

 Conferimento di beni in natura tra cui i beni in proprietà dei quali la garanzia dovuta al socie e il

passaggio dei rischi sono regolati dalle norme sulla vendita. Il socio si impegna a trasferire questo

bene con la determinata forma; fino a che non è trascritto che la proprietà è passata, il socio è ancora

proprietario; se il conferimento è per godimento e il bene perisce, allora il socio deve rimediare.

 Conferimento di crediti: il socio che conferisce crediti risponde nei confronti della società

dell’insolvenza del debitore ceduto nei limiti del valore assegnato al suo conferimento; sarà inoltre

tenuto al rimborso delle spese ed a corrispondere gli interessi. Se non versa tale valore può essere

escluso dalla società.

 Conferimento di servizi: nelle società di persone il conferimento può essere costituito anche

dall’obbligo del socio di prestare la propria attività lavorativa (manuale o intellettuale) a favore della

socio d’opera

società. È il cosiddetto che non va confuso col socio che ha stipulato un contratto di

lavoro subordinato con la società. Il socio d’opera non è un lavoratore subordinato e non ha diritto al

trattamento salariale e previdenziale proprio dei lavoratori subordinati. Il compenso per il suo lavoro

è rappresentato dalla partecipazione ai guadagni della società. Il socio d’opera rischia di lavorare

non ricevere alcun corrispettivo per l’uso

invano, come il socio che ha apportato capitale rischia di

sociale del proprio danaro. Sul socio d’opera grava ance il rischio dell’impossibilità di svolgimento

E’ un socio un po’ penalizzato. Il valore della

della prestazione anche per causa a lui non imputabile.

d’opera non è imputato al capitale sociale, perché è un valore troppo mutevole

prestazione

PATRIMONIO E CAPITALE SOCIALE

I conferimenti dei soci formano il patrimonio iniziale (attivo patrimoniale iniziale) della società che diventa

proprietaria dei beni conferiti a tal titolo dai soci. I soci non possono servirsi delle cose appartenenti al

patrimonio sociale per fini estranei a quelli della società.

- Nelle società semplici è del tutto assente la disciplina del capitale sociale, né è richiesta la

valutazione iniziale dei conferimenti; ciò si spiega col fatto che essendo una società destinata

esclusivamente all’esercizio di attività non commerciale, non è obbligata alla tenuta delle scritture

contabili e alla redazione annuale del bilancio.

- Nelle società in nome collettivo vi è invece una disciplina del capitale sociale (seppur frammentaria).

È prescritto che l’atto costitutivo indichi non solo i conferimenti dei soci, ma anche il valore ad esso

attribuito e il modo di valutazione, consentendo di determinare l’ammontare del capitale sociale

nominale. Non è dettata alcuna disciplina per la determinazione del valore dei conferimenti diversi

dal danaro che è rimessa alla volontà delle parti. Tale lacuna si riflette nell’applicazione di due norme

a tutela dell’integrità del capitale sociale:

1) Divieto di ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti (fittizi) e, in caso si verifichi

una perdita, divieto di ripartizione di utili fino a che il capitale sociale non sia reintegrato o

ridotto nella misura corrispondente. (art. 2203)

Divieto di rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o di liberarli dall’obbligo di ulteriori

2) versamenti in assenza di una specifica deliberazione di riduzione del capitale sociale. (art. 2306)

PARTECIPAZIONE A UTILI E PERDITE

Tutti i soci hanno il diritto di partecipare agli utili e alle perdite della società. Essi godono della massima

libertà nella determinazione della parte spettante a ciascuno e non è particolarmente necessario che la

l’atto costitutivo

partecipazione sia proporzionale ai conferimenti. Solitamente è stabilito dal contratto ma se

non dispone nulla a riguardo vengono applicati i seguenti criteri legali di ripartizione:

a) Se il contratto non dispone nulla, le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono

proporzionali ai conferimenti

b) Se non è stato determinato neppure il valore dei conferimenti, le parti si presumono uguali

c) Se è determinata solo la parte spettante a ciascuno nei guadagni, si presume che la partecipazione sia

di egual misure nelle perdite (e viceversa)

Il solo limite posto all’autonomia privata (valido per tutte le società lucrative) è rappresentato dal divieto di

patto leonino: è nullo il patto con il quale uno o piu soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle

Però è possibile nell’atto costitutivo escludere in parte un socio da utili e/o perdite, ma

perdite (art 2265).

non totalmente.

DETERMINAZIONE DI UTILI E PERDITE

il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con l’approvazione

Nella società semplice di un

rendiconto predisposto annualmente dai soci amministratori, salvo che il contratto stabilisca un termine

diverso. Solo nelle s.s. è possibile escludere i soci dalle obbligazioni sociali, non nelle s.n.c.

il documento destinato all’accertamento degli utili e delle perdite è

Nella società in nome collettivo invece

un vero e proprio bilancio di esercizio, predisposto dai soci amministratori e approvato a maggioranza.

Gli utili sono percepiti dopo l’approvazione del bilancio

1.

2. Le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione sociale riducendola

proporzionalmente, con la conseguenza che in sede di liquidazione della società il socio si vedrà

rimborsare una somma inferiore rispetto al valore originario del capitale conferito

3. Divieto di distribuzione degli utili fino alla reintegrazione del capitale sociale.

LA RESPONSABILITà DEI SOCI PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI

Nella società semplice e nella società in nome collettivo delle obbligazioni sociali risponde innanzitutto la

società con il proprio patrimonio che costituisce perciò la garanzia primaria di quanti concedono credito alla

società.

N.B.: Garanzia primaria, ma non esclusiva, dato che per le obbligazioni sociali rispondono personalmente e

illimitatamente anche i singoli soci.

Nella società semplice, la responsabilità personale di tutti i soci non è principio inderogabile: la

responsabilità dei soci non investiti del potere di rappresentanza della società può essere esclusa o limitata da

un apposito patto sociale, il quale è opponibile ai terzi se portato a loro conoscenza con mezzi idonei.

Nella società in nome collettivo, la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci è inderogabile, quindi la

L’eventuale patto

responsabilità personale non può essere esclusa o limitata con effetti verso i terzi.

contrario è valido ed efficace tra i soci, ma non ha effetto nei confronti dei terzi (non è opponibile).

In entrambi i tipi di società la responsabilità per le obbligazioni sociali precedentemente contratte è estesa

anche ai nuovi soci: che entra a far parte di una società già costituita risponde con gli altri soci per le

obbligazioni sociali anteriori rispetto all’acquisto della qualità di socio.

Inoltre lo scioglimento del rapporto sociale per morte, recesso o reclusione, non fa venir meno le

obbligazioni sociali anteriori al verificarsi di tale eventi, che devono essere però portati a conoscenza di terzi

con mezzi idonei, altrimenti lo scioglimento non è opponibile a terzi che lo hanno senza colpa ignorato.

In entrambi i tipi di società i creditori hanno piu patrimoni su cui soddisfarsi: il patrimonio della società ed il

patrimonio dei singoli soci illimitatamente responsabili. 

Responsabilità della società e responsabilità dei soci non sono sullo stesso piano autonomia patrimoniale

delle società di persone.

I soci sono responsabili in solido tra loro, ma non sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla società in

quanto godono del beneficio di escussione del patrimonio sociale: i creditori sociali sono tenuti a soddisfarsi

sul patrimonio della società prima di poter aggredire il patrimonio personale dei soci. Tale beneficio opera

diversamente:

 Nella s.s. e nella s.n.c irregolare: il creditore può rivolgersi direttamente al singolo socio

illimitatamente responsabile il quale deve chiedere la preventiva escussione del patrimonio sociale

indicando i beni su cui il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Il beneficio di escussione opera

quindi in via di eccezione ed il socio sarà tenuto a pagare dove non provi che nel patrimonio sociale

esistono beni non solo sufficienti, ma prontamente e agevolmente aggredibili dal creditore.

 Nella s.n.c.: il beneficio di escussione opera automaticamente, è quindi piu intenso; i creditori sociali

dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio

non possono pretendere il pagamento

sociale con azione esecutiva.

Riassumendo la responsabilità dei soci è:

1. Personale

2. Illimitata

3. Solidale, con azione di regresso in proporzione alla partecipazione alle perdite

4. Sussidiaria: beneficio di preventiva escussione (nelle snc)

5. Estesa ai nuovi soci

6. Permanente per gli ex soci per le obbligazioni anteriori al verificarsi della causa di scioglimento.

deve essere portata a conoscenza dei terzi con mezzi idonei.

_Quest’ultima

_ In mancanza è inopponibile ai terzi che hanno senza colpa ignorato lo scioglimento.

CREDITORI PERSONALI DEI SOCI

Il patrimonio della società è insensibile alle obbligazioni personali dei soci ed è intangibile da parte

dei creditori di questi ultimi autonomia patrimoniale delle società di persone. Il creditore

personale del socio non può in alcun caso aggredire il patrimonio sociale per soddisfarsi, né può

compensare il suo credito verso il socio con il debito che quest’ultimo eventualmente ha verso la

società, perché in tal modo il creditore finirebbe col soddisfarsi sul patrimonio della stessa.

Il creditore personale può, in entrambe le società:

a) Soddisfare il suo credito sugli utili spettanti al socio suo debitore (art. 2270)

b) Compiere atti conservativi sulla quota spettante al debitore nella liquidazione della società

Nella s.s. e nella s.n.c. irregolare: il creditore personale del socio può chiedere la liquidazione della

quota del suo debitore se prova che gli altri beni dello stesso sono insufficienti a soddisfare i suoi

crediti. La richiesta opera come causa di esclusione di diritto del socio, cioè il creditore non può

soddisfarsi direttamente sul patrimonio sociale.

La società sarà solo tenuta a versargli, entro 3 mesi, una somma di danaro corrispondente al valore

della quota al momento della domanda.

Nella s.n.c. regolare: il creditore personale del socio NON può chiedere la liquidazione della quota

personale del socio debitore finchè dura la società, neppure se prova che gli altri beni dello stesso

siano insufficienti a soddisfarlo.

AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETA’

L’amministrazione della società è l’attività di gestione dell’impresa sociale; il potere di

amministrazione è il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale.

Per legge ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società.

Il rapporto che lega amministratore e società è contrattuale.

L’atto costitutivo può però prevedere che l’amministrazione sia riservata solo ad alcuni soci, dando

così luogo alla contrapposizione tra soci amministratori e non.

I “modelli” di amministrazione:

 Amministrazione disgiuntiva (art. 2257):

se il contratto sociale nulla dispone in merito alle modalità di amministrazione, trova applicazione il

modello legale dell’amministrazione disgiuntiva. Ciascun socio amministratore può intraprendere da

solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto sociale, senza essere tenuto a richiedere il

consenso o parere degli altri amministratori, né informarli preventivamente. L’ampio potere

individuale è temperato dal diritto di opposizione riconosciuto a ciascuno degli altri soci

che l’operazione sia stata compiuta.

amministratori che paralizza il potere del singolo prima

Sul conflitto decidono tutti i soci (amministratori e non) a maggioranza determinata secondo la parte

attribuita a ciascun socio degli utili (dipende da quanto uno partecipa agli utili, non tutti i soci in

questo caso sono uguali) maggioranza per quote di interesse, non per teste.

 Amministrazione congiuntiva (art.2258):

espressamente convenuta (prevista) nell’atto costitutivo: essa prevede il consenso di tutti

deve essere

i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali, o in alcuni casi basta la

maggioranza di essi, sempre calcolata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Tale

amministrazione può rivolgersi sia all’unanimità sia a maggioranza a seconda degli atti. La maggior

rigidità di questo tipo di amministrazione è però temperata dal riconoscimento ai singoli

amministratori del potere di agire individualmente quando vi sia urgenza di evitare un danno alla

società.

LA RAPPRESENTANZA

Fra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti vi è anche quella di rappresentanza della

società. Il potere di rappresentanza è il potere di agire nei confronti dei terzi in nome della società dando

luogo all’acquisto di diritti e all’assunzione di obbligazioni da parte della stessa.

N.B.: il potere di gestione riguarda l’attività amministrativa interna, la fase decisoria delle operazioni sociali;

il potere di rappresentanza riguarda l’attività esterna, la fase di attuazione con i terzi delle operazioni sociali.

La rappresentanza è sia sostanziale sia processuale, cioè la società può agire o può essere convenuta in

giudizio in persona dai soci amministratori che ne hanno rappresentanza.

LIMITI DEL POTERE DI RAPPRESENTANZA

Nelle snc: le limitazioni al potere di rappresentanza sono opponibili ai terzi solo se:

 Sono iscritte nel registro delle imprese (dove gli amministratori sono tenuti a depositare una firma

autografa) oppure

 Si prova che i terzi ne abbiano avuto effettiva conoscenza.

Nelle ss: solo di recente è stato introdotto un regime di pubblicità legale quindi: le limitazioni si possono

opporre ai terzi se sono originarie, altrimenti devono essere portate a conoscenza con mezzi idonei; in

mancanza sono loro opponibili solo se la società prova che le conoscevano.

N.B: nella società semplice agricola vi è pubblicità legale e si applica l’art. 2193.

MODIFICAZIONI DELL ATTO COSTITUTIVO

Sia nella s.s. sia nella s.n.c. il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci,

se non è convenuto diversamente. Fra le modificazioni del contratto sociale rientrano anche i mutamenti

nella composizione della compagine sociale. Per il rapporto fiduciario che normalmente intercorre tra i soci,

il consenso di tutti gli altri soci è perciò necessario per il trasferimento della quota sia fra i vivi che a causa di

morte. costitutivo sono soggette a pubblicità legale e

Nella s.n.c. (e ora anche nella s.s.) le modificazioni dell’atto

finchè non sono state iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili a terzi, a meno che si provi che

questi ne erano a conoscenza.

NOMINA E REVOCA DEGLI AMMINISTRATORI

 Nel caso si deroga alla regola socio-amministratore:

Direttamente nell’atto costitutivo la revoca in quanto modifica dell’atto costitutivo, va presa

- all’unanimità (art.2252) e inoltre non ha effetto se non ricorre giusta causa.

- Con atto separato la revoca opera secondo le regole del mandato , cioè sempre, salvo il

risarcimento del danno se non ricorre giusta causa.

 Revoca dell’amministratore da parte dell’attività giudiziaria:

- Revoca per giusta causa

- La revoca per giusta causa può essere sempre richiesta da ciascun socio al tribunale (art. 2259)

I POTERI DEGLI AMMINISTRATORI

 Gli amministratori possono compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, non solo quelli di

ordinaria amministrazione .

 SOLO gli atti che comportano modificazioni all’atto

Sono esclusi costitutivo (es: un nuovo socio)

I DOVERI DEGLI AMMINISTRATORI

 Obbligo generale di agire secondo la diligenza richiesta dalle regole sul mandato

 Nelle snc in particolare:

Dovere di tenere le scritture contabili e redigere il bilancio d’esercizio

- relativi all’iscrizione nel registro delle imprese

- Adempimenti

- Sanzioni penali (es: in caso di fallimento)

I SOCI NON AMMINISTRATORI

 Poteri di informazione e controllo

 Diritto di “avere notizie sullo svolgimento degli affari sociali” (possono monitorare e chiedere

informazioni ai soci amministratori che non possono opporsi. Non è opponibile il segreto aziendale e vi

deve essere completa trasparenza tra i due).

 Diritto di consultare qualsiasi documento e scritture contabili.

 una volta all’anno.

Diritto di avere un rendiconto almeno

POTERI DI CONTROLLO DEI SOCI NON AMMINISTRATORI

 Singolo socio

Non può impartire direttive perché ciò è di competenza solo dei soci amministratori

 Gruppo di soci

Possono revocare l’amministratore nominato con atto separato.

C’è il problema delle direttive vincolanti, cioè possono imporre direttive, che però non sono vincolanti

per l’amministratore, il quale conserva una sua autonomia.

SCIOGLIMENTO DEL SINGOLO RAPPORTO SOCIALE

Principio di conservazione della società:

il singolo socio può cessare di far parte della società per morte, recesso o esclusione. Il venire meno di uno o

più soci non determina in alcun caso lo scioglimento della società; comporta solo definire i rapporti

patrimoniali tra i soci superstiti ed il socio uscente o gli eredi del socio defunto attraverso la liquidazione

della quota sociale. È invece rimesso ai soci superstiti il decidere se porre fine alla società o continuarla. Tale

principio opera anche quando resta un solo socio (c.d. unico socio). Infatti, il venir meno della pluralità dei

soci opera come causa di scioglimento della società solo se la pluralità non è ricostituita nel termine di 6

mesi. Il socio superstite ha quindi tempo 6 mesi per decidere se associare a sé altre persone e continuare la

società, o se porvi fine.

Morte del socio

Se muore un socio, i soci superstiti sono per legge obbligati a liquidare la quota del socio defunto ai suoi

eredi entro 6 mesi. I soci superstiti non sono quindi tenuti a subire il sub ingresso in società degli eredi del

defunto. In alternativa i soci superstiti possono decidere:

a) lo scioglimento anticipato della società, in tal caso gli eredi del socio defunto non hanno più diritto

alla liquidazione della quota entro 6 mesi. Essi devono attendere la conclusione delle operazioni di

liquidazione della società, per partecipare con i soci superstiti alla divisione dell’attivo che residua

dopo l’estinzione dei debiti sociali

b) la continuazione della società con gli eredi del socio defunto, ma in tal caso è necessario sia il

consenso di tutti i soci supestiti, sia il consenso degli eredi. Il consenso di entrambi non è però

necessario quando l’atto costitutivo prevede una clausola di continuazione della società con gli eredi

del socio defunto.

Recesso del socio

Il recesso è lo scioglimento del rapporto sociale per volontà del socio.

se la società è a tempo indeterminato o è contratta per tutta la vita di uno dei soci, ogni socio può recedere

liberamente. Il recesso deve essere comunicato a tutti gli altri soci con un preavviso di almeno 3 mesi e

diventa produttivo di effetti solo dopo che sia decorso tale termine

se la società è a tempo determinato, il recesso è ammesso per legge dolo se sussiste una giusta causa.

Anche la volontà di recedere per giusta causa deve essere portata a conoscenza degli altri soci, ma in tal caso

il recesso ha effetto immediato.

N.B.: il contratto sociale può prevedere altre ipotesi di recesso oltre quelle stabilite per legge, specificandone

la modalità di esercizio. Non può invece privare il socio della facoltà di recedere nelle ipotesi previste per

legge.

Esclusione del socio

L’esclusione è di diritto quando:

a) il socio è dichiarato fallito, salvo che non si tratti di fallimento conseguente al fallimento della

società

b) il socio il cui creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota

l’esclusione è facoltativa (cioè rimessa alla decisione degli altri soci) nel caso di:

a) gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale. Ad esempio, mancata

esecuzione dei conferimenti promessi; o sistematico comportamento ostruzionistico, ad esempio

sistematica ed ingiustificata opposizione ad ogni operazione sociale con conseguente paralisi della

società pena che comporti l’interdizione anche

b) interdizione o inabilitazione del socio o la sua condanna ad una

temporanea dai pubblici uffici

c) sopravvenuta impossibilità di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio, ad esempio

sopravvenuta inidoneità del socio d’opera a svolgere l’opera conferita.

PROCEDIMENTO

L’esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste, non computandosi nel numero il

socio da escludere. La deliberazione deve essere motivata e comunicata al socio escluso ed ha effetto decorsi

30 giorni dalla data di comunicazione. Entro tale termine il socio può fare opposizione davanti al tribunale, il

quale può anche sospendere l’esecuzione della delibera.

N.B.: questo procedimento non è possibile quando la società è composta da due soli soci. In questo caso

l’esclusione di uno di essi è pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dell’altro.

CAUSE DI SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’ (art.2272)

Le cause di scioglimento della s.s., valide anche per la s.n.c., sono:

 decorso del termine fissato nell’atto costitutivo, è tuttavia possibile la proroga della durata della

società, sia espressa sia tacita. La società si intende tacitamente prorogata a tempo indeterminato

quando, decorso il termine per cui fu contratta, i soci ne continuano l’attività.

 Conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo

 Venir meno alla pluralità dei soci, se nel termine di 6 mesi la società non è ricostituita

 Altre cause previste nel contratto sociale. –attraverso

N.B.: la società non si estingue immediatamente. Si deve infatti provvedere il procedimento di

al soddisfacimento dei creditori sociali ed alla distribuzione fra i soci dell’eventuale residuo

liquidazione-

attivo.

 NON SI ESTINGUE IMMEDIATAMENTE, E’ NECESSARIA UNA FASE FINALE:

- nomina liquidatori

- inventario

- liquidazione

- pagamento plusvalenze

- bilancio finale

- riparto

I creditori devono essere pagati prima della distribuzione ai soci; se i soldi della liquidazione non bastano i

liquidatori chiedono i soldi mancanti ai soci. Cancellazione dal registro delle imprese. Cosa succede se dopo

la cancellazione emergono debiti non estinti? I creditori non soddisfatti possono chiedere ai soci, la

responsabilità rimane anche dopo la cancellazione.

Società in accomandita semplice

La s.a.s. è una società di persone che si differenzia dalla s.n.c. per la presenza di due categorie di soci:

1) Soci accomandatari che, al pari dei soci della collettiva, rispondono solidamente e llimitatamente

per le obbligazioni sociali;

2) Soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita, cioè essi sono obbligati nei

confronti della società solo ad eseguire i conferimenti promessi.

AMMINISTRAZIONE

Spetta esclusivamente ai soci accomandatari. I soci accomandanti sono esclusi dalla direzione della società

(c.d. divieto di immistione)

COSTITUZIONE DELLA SOCIETA’

Regole della s.n.c. La ragione sociale deve essere formata da almeno uno dei nomi dei soci accomandatari.

Se riporta il nome di un accomandante questo perde, solo nei confronti dei terzi, il beneficio della

responsabilità limitata.

SOCI ACCOMANDANTI

 possono concludere affari con una procura speciale per ogni singolo affare;

 posso prestare la loro opera;

 se previsto dallo statuto possono dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni;

se violano il divieto di immistione, sono responsabili illimitatamente e solidamente per tutte le

obbligazioni sociale presenti, passate e future ( e può essere escluso)

 in caso di fallimento sarà dichiarato fallito

possono compiere atti di ispezione e controllo

diritto ad una comunicazione annuale di bilancio, di controllarlo e concorrere ala sua approvazione;

 quota liberamente trasferibile per mortis causa e a maggioranza di tutti i soci per atto tra vivi.

SOCI ACCOMANDATARI

Vedi regole snc.

SCIOGLIMENTO

Devo coesistere tutte e 2 le categorie di soci.

 Regole generali già viste

 Venir meno di una categoria di soci:

- se vengono meno gli accomandanti è possibile proseguire sottoforma di s.n.c.

- se vengono meno gli accomandatari si istituisce un amministratore provvisorio e si

hanno 6 mesi per trovare un nuovo socio accomandante ed amministratore

SOCIETA’ PER AZIONI

LE

8_

La S.p.A. è una società di capitali nella quale:

a) Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società col suo patrimonio;

b) La partecipazione sociale è rappresentata da azioni.

La S.p.A. è dotata di personalità giuridica e quindi è per legge trattata come soggetto di diritto distinto dalle

persone dei soci, e gode di una perfetta autonomia patrimoniale. Solo la società in quanto tale è qualificabile

come imprenditore; i soci non assumono alcuna responsabilità personale, né sussidiaria per le obbligazioni

sociali, a cui risponde soltanto la società col suo patrimonio.

[ ECCEZIONE PER LA RESPONSABILITA’ LIMITATA: in caso di fallimento di una s.p.a uni personale,

il beneficio della responsabilità limitata è attenuato, cioè il socio unico è responsabile con tutto il suo

patrimonio (o anche per le obbligazioni sorte nel periodo in cui era socio unico) se non rispetta le norme di

conferimento e se non iscrive nel registro delle imprese che era socio unico.

LE AZIONI

Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da partecipazioni omogenee e standardizzate. Le

azioni sono infatti partecipazioni sociali di ugual valore che conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Ad

esempio: se 1000 è il capitale sottoscritto dai soci, questo può essere diviso in 100 azioni del calore

nominale di 10, ognuna delle quali costituisce una partecipazione sociale omogenea rispetto alle altre. Ciò

non solo rende le azioni liberamente trasferibili, ma consente la loro circolazione attraverso documenti

assoggettati alla disciplina dei titoli di credito.

Costituzione delle S.p.A.

Il procedimento

La costituzione della S.p.A. si articola in 2 fasi essenziali:

Stipulazione dell’atto costitutivo:

1) l’atto è stipulato immediatamente da coloro che

a) Stipulazione (costituzione) simultanea,

assumono l’iniziativa per la costituzione della società (soci fondatori). Tali soggetti provvedono

all’integrale sottoscrizione del capitale sociale iniziale. la stipulazione dell’atto costitutivo

b) Stipulazione (costituzione) per pubblica sottoscrizione,

avviene al termine di un complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del

capitale iniziale sulla base di un programma predisposto da coloro che assumono l’iniziativa

(promotori). Si tratta di un procedimento complesso e per questo raramente utilizzato.

Iscrizione dell’atto costitutivo

2) nel registro delle imprese, solo a seguito di ciò la S.p.A. acquista

personalità giuridica (cioè con responsabilità limitata: i creditori della società non possono aggredire

i beni del socio) e viene ad esistenza. (nelle società di persone poteva nascere di fatto).

L’atto costitutivo: forma e contenuto

La S.p.A. può essere costituita per contratto o per atto unilaterale, nel caso in cui si abbia un solo socio

fondatore. L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullità della società.

L’atto costitutivo deve indicare:

a) Le generalità dei soci e degli eventuali promotori, il numero di azioni assegnate a ognuno di essi;

b) La denominazione, il comune in cui vi è la sede della società e le eventuali sedi secondarie, la sede

luogo dove risiedono l’organo amministrativo e gli uffici direttivi della società. Essa

sociale è il

inoltre individua l’ufficio del registro delle imprese presso il quale deve avvenire l’iscrizione della

società.

L’oggetto sociale, cioè il tipo di attività economica

c) che la società si propone di svolgere;

L’ammontare del capitale sottoscritto e versato;

d)

e) Il numero e il valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche e modalità di emissione;

f) Le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti

g) Il sistema di amministrazione adottato (la spa può scegliere fra 3 sistemi di ammin. e controllo)

h) La durata della società, si può anche stabilire che la società sia a tempo indeterminato, in tal caso i

soci possono recedere dalla società, decorso un periodo di tempo non superiore ad un anno dalla

costituzione.

Altre indicazioni […] es: nomina dei primi amministratori.

i)

L’omissione di una o piu indicazioni essenziali legittima il rifiuto del notaio a stipulare l’atto costitutivo.

Non tutti i requisiti di contenuto dell’atto sono richiesti a pena di nullità.

Lo statuto della S.p.A. contiene invece le regole di funzionamento della società e viene considerato parte

integrante dell’atto costitutivo. Ne consegue che anche lo statuto deve essere redatto per atto pubblico a pena

di nullità.

Le condizioni per la costituzione delle S.p.A. (art. 2329)

La S.p.A. deve costituirsi con un capitale non inferiore a 120.000 euro, salvo casi in cui le leggi speciali

impongono un capitale minimo più elevato. Altre condizioni necessarie per la costituzione della S.p.A:

a) Che sia sottoscritto per intero il capitale sociale

b) Che siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti e che sia versato presso una banca il 25%

dei conferimenti in danaro o, nel caso di costituzione per atto unilaterale, il loro intero ammontare;

c) Che sussistano le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione

della società in relazione al suo particolare oggetto). stipula dell’atto costitutivo e restano

N.B. i conferimenti in danaro devono essere versati prima della

vincolati presso la banca fino al completamento del procedimento di costituzione. Essi possono essere

consegnati solo agli amministratori e a condizione che questi provino l’avvenuta iscrizione della società nel

registro delle imprese, in caso contrario i sottoscrittori hanno diritto a rientrare in possesso delle somme

versate entro 90 giorni dalla stipulazione dell’atto costitutivo. Decorso tale termine l’atto costitutivo perde

efficacia.

L’iscrizione nel registro delle imprese

il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo, entro 20 giorni, presso l’ufficio del registro

-

delle imprese, allegando ad esso i documenti che provano l’osservanza delle condizioni richieste per la

costituzione. Il notaio deve inoltre svolgere un controllo di legalità (formale e sostanziale), volto ad accertare

la conformità della legge della costituenda società. Perciò può rifiutare di chieder e l’iscrizione nel registro

delle imprese se l’atto costitutivo e lo statuto contenfono clausole contrastanti con l’ordine pubblico o col

buon costume, nonché con norme imperative nella disciplina delle S.p.A.

Se tale controllo ha esito positivo, il notaio riceve l’atto costitutivo e ne richiede l’iscrizione nel registro delle

imprese, in seguito del quale la S.p.A. acquista la personalità giuridica e viene ad esistenza.

Può verificarsi che fra la stipulazione dell’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese vengano

-

compiute operazioni in nome della costituenda società, perché rese necessarie dallo stesso procedimento di

costituzione o per dare sollecito avvio all’attività di impresa. Per tali operazioni sono illimitatamente e

solidamente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito (gli amministratori e i soci che hanno dato

mandato agli amministratori a fare tali operazioni). È invece da escludersi ogni responsabilità della società

non ancora venuta ad esistenza.

Prima dell’iscrizione nel registro delle imprese è vietata l’emissione delle azioni ed esse non

- possono

formare oggetto di sollecitazione all’investimento, eccezione fatta per il caso in cui la costituzione della

società avviene per pubblica costituzione. Dopo che è venuta ad esistenza, la società si accolla le

obbligazioni assunte dagli amministratori preesistenti la sua nascita, ma questo non avviene

automaticamente: la società deve approvare con una delibera dell’assemblea (uniche eccezioni sono le spese

d’apertura d’impresa, accollate automaticamente).

La nullità delle S.p.A.

“Alfa S.p.A.” viene iscritta il 3 maggio 2001; il 5 gennaio 2007 un creditore denuncia un

Esempio: la società

vizio nell’atto costitutivo che, secondo la disciplina del contratto, ne determinerebbe la nullità.

Se si applicasse la disciplina generale sulla nullità dei contratti:

a) Nullità imprescrittibile;

Effetti ex tunc (dall’origine travolge tutto)

b)

c) Azione da parte di chiunque vi abbia interesse;

d) Cause di nullità: qualsiasi violazione di norme imperative, nonché illiceità e impossibilità di causa e

oggetto;

e) Insanabile.

 dell’iscrizione

prima nel registro delle imprese vi è solo un contratto di società, un atto di autonomia

privata che per il momento è destinato a produrre effetti solo fra le parti contraenti. Quindi tale contratto può

essere dichiarato nullo o annullato nei casi e con gli effetti previsti dalla disciplina generale dei contratti.

 dopo l’iscrizione nel registro delle imprese le cause e gli effetti della nullità sono limitati. Se prima

esisteva solo un contratto invalido o un procedimento viziato, dopo esiste invece una società, sia pure

invalidamente costituita. È cioè nata un’organizzazione di persone e di mezzi che, anche se invalidamente

costituita, è entrata nel traffico giuridico. L’ordinamento non può ignorare che la legalità è stata violata, ma

nata dal contratto o dall’atto unilaterale invalido.

la sanzione deve ormai colpire la società-organizzazione,

La sanzione consiste nello scioglimento della società.

Intervenuta l’iscrizione nel registro delle imprese, la S.p.A. può essere dichiarata nulla solo

- nei seguenti

casi:

a) mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico;

b) illiceità dell’oggetto sociale;

c) mancanza nell’atto costitutivo (o nello statuto) di elementi essenziali:

- denominazione sociale

- conferimenti

- capitale sociale

- oggetto sociale.

Tutti gli altri vizi dell’atto costitutivo non rappresentano MAI una causa di invalidità della società.

La possibilità di dichiarare invalida la S.p.A. dopo l’iscrizione nel registro delle imprese resta quindi

circoscritta a pochi casi.

La dichiarazione di nullità di un contratto (e dello stesso contratto di S.p.A. prima dell’iscrizione) ha effetto

retroattivo e travolge tutti gli effetti prodotti. Invece la dichiarazione di nullità delle S.p.A. non pregiudica

l’efficacia degli atti compiuti in nome della stessa dopo l’iscrizione nel registro delle imprese, cioè essi

restano validi ed efficaci anche dopo la sentenza di nullità (EX-NUNC).

N.B. si intende di tutti gli atti compiuti; nei confronti dei terzi e nei confronti dei soci, sia nel caso che

questi siano in buona fede sia che essi conoscessero le cause di nullità.

Quindi la dichiarazione di nullità non tocca minimamente l’attività svolta. Opera solo per il futuro e come

semplice causa di scioglimento della società, che si differenzia dalle cause di scioglimento di una società

valida solo perché i liquidatori sono nominati direttamente dal tribunale con la sentenza che dichiara la

nullità.

Infine mentre la nullità di un contratto è insanabile, la nullità della società iscritta non può essere dichiarata

quando la causa di essa è stata eliminata (sanabilità) e di tale eliminazione è stata data pubblicità con

iscrizione nel registro delle imprese, prima che sia intervenuta la sentenza dichiarativa di nullità. Possiamo

perciò concludere che della comune disciplina della nullità dei contratti rimane molto poco:

La regola che l’azione di nullità è imprescrittibile;

-

- La regola che la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e può essere rilevata di

ufficio dal giudice.

Conferimenti

Conferimenti e capitale sociale

I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della società; la loro

per lo svolgimento dell’attività

funzione essenziale è quella di dotare la società del capitale di rischio iniziale

di impresa. Il valore in danaro del complesso dei conferimenti promessi dai soci, quale risulta dalla

valutazione ad essi data nell’atto costitutivo, costituisce il capitale sociale nominale della società.

La S.p.A. prevede una specifica disciplina dei conferimenti (assente nelle società di persone) avente la

finalità di:

a) Garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla società;

b) Garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero. Cioè per evitare che il valore

complessivo dei conferimenti sia inferiore all’ammontare globale del capitale sociale con evidente

inganno per i creditori in merito all’effettiva formazione del capitale sociale.

Effettiva acquisizione dei conferimenti ed effettività del loro valore sono problemi che si pongono in modo

diverso per i conferimenti in denaro e per gli altri tipi.

Se affermo di avere 200.000 euro di capitale, questo deve esistere davvero.

Conferimento in danaro: non c’è problema,

- deve essere semplicemente versato;

- Conferimento in natura: il valore attribuito deve essere reale, non posso imputare a capitale 10euro se

il valore reale è 2euro.

- Sovrapprezzo: conferisco un bene che vale 20euro, in cambio ottengo azioni per 15euro. 15euro viene

imputato a capitale e 5 euro a sovrapprezzo: viene accantonato in una riserva speciale (ma non

contribuisce a formare capitale sociale).

Conferimenti in danaro

Nelle S.p.A. i conferimenti devono essere effettuati in danaro se nell’atto costitutivo non è stabilito

diversamente. Per garantire fin dalla costituzione della società l’effettività almeno parziale del capitale, è

disposto l’obbligo di versamento immediato presso una banca di almeno 25% dei conferimenti in danaro o

dell’intero ammontare se si tratta di una società uni personale.

Costituita la società, gli amministratori sono liberi di chiedere in ogni momento ai soci versamenti ancora

dovuti.

Per agevolare l’acquisizione dei conferimenti in danaro è dettata una particolare disciplina nel caso in cui il

socio non esegue il pagamento delle quote dovute. Gli amministratori fanno una diffida al socio sulla

Gazzetta Ufficiale ed il socio ha 15gg per pagare le quote dovute, altrimenti:

1) Innanzitutto il socio in mora nei versamenti non può esercitare il diritto di voto. Inoltre, la società può

delle azioni del socio “moroso” (inadempiente). A tal fine

avvalersi di una procedura di vendita coattiva

la società è tenuta ad offrire le azioni agli altri soci, in proporzione alla loro partecipazione e per un

corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti.

2) In mancanza di offerte, la società può far vendere le azioni tramite una banca o intermediario autorizzato.

3) Se la vendita coattiva non ha esito, gli amministratori possono escludere il socio dalla società,

trattenendo i conferimenti già versati. Le azioni del soci escluso entrano a far parte del patrimonio della

società e questa può ancora tentare di rimetterle in circolazione entro l’esercizio.

Svanita anche quest’ultima possibilità per l’acquisizione

4) dei conferimenti, la società deve annullare le

azioni rimaste invendute riducendo per ammontare corrispondente il capitale sociale.

5) Si caccia il socio.

Conferimenti diversi dal danaro

Diversamente da quanto visto per le società di persone, non ogni entità economica diversa dal danaro non

può essere conferita in S.p.A. e cioè formare oggetto di conferimento imputabile al capitale sociale. Non

possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi in quanto vi è difficoltà di

valutazione oggettiva. Limitazioni sono stata introdotte anche per quanto riguarda i conferimenti dei beni in

natura e dei crediti: le azioni corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al

momento della sottoscrizione, cioè il socio deve porre in essere tutti gli atti necessari affinché la società

acquisti la titolarità e la piena disposizione del bene conferito, una volta che sia venuto ad esistenza con il

completamento del processo di costituzione.

La valutazione

I conferimenti diversi dal denaro(conferimento in natura e di crediti) devono formare oggetto di uno

specifico procedimento di valutazione al fine di assicurare una valutazione oggettiva e veritiera di tali

conferimenti e soprattutto evitare che agli stessi venga attribuito un valore nominale superiori a quello reale.

Procedimento di valutazione:

1) relazione di stima, chi conferisce beni in natura o crediti deve prestare una relazione giurata di stima di un

esperto designato da tribunale. La stima deve contenere una serie di indicazioni e in particolare deve attestare

che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e

dell’eventuale sovrapprezzo.

2)verifica della stima, il valore assegnato in base alla relazione di stima ha carattere provvisorio. Entro 6

mesi dalla costituzione della società, gli amministratori devono controllare le valutazioni contenute nelle

relazioni di stima e se sussistono fondati motivi, devono procedere alla revisione della stessa.

3) MECCANISMI DI VALUTAZIONE SEMPLIFICATI, in alcune situazioni in cui la valutazione di un

perito è superflua, sono possibili altri meccanismi, purché ci sia un’attestazione degli amministratori i quali

si assumono la responsabilità:

se di un’altra società

presenti in bilancio

 valutazione di un esperto esterno

quando il valore risulta da una valutazione di stima non superiore i 6mesi.

Nel frattempo le azioni corrispondenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la sede della

società. Se dalla revizione risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti è inferiore di oltre 1/5 rispetto a

quello per cui avviene il conferimento, la società deve ridurre proporzionalmente il capitale sociale e

annullare le azioni che risultano scoperte.

Il socio, per evitare di vedersi ridotta la propria partecipazione è consentito:

a) Versare la differenza in danaro, mantenendo così il numero di azioni sottoscritte

b) Recedere dalla società, con conseguente diritto alla liquidazione, di regola in danaro, del valore

attuale delle azioni sottoscritte.

Elusioni della disciplina sui conferimenti

L’obbligo di assoggettare a stima i conferimenti in natura poteva essere in passato evitato attraverso un

nell’atto costitutivo come un socio

semplice espediente: chi intendeva conferire un bene in natura figurava

che si era obbligato a conferire danaro, appena costituita la società egli vedeva alla stessa il bene, per

importo corrispondente alla somma da lui dovuta a titolo di conferimento, la conseguenza che il suo debito

di apporto si estingueva per compensazione.

“Esempio:

un socio conferisce danaro(100euro), versa solo il 25%(25euro) la società compra dal socio un bene per un

prezzo di 75euro (anche se in realtà il bene ne vale meno, esempio 10euro). Il debito del socio e il suo credito

si compensano. In pratica si tratta di un conferimento in natura senza stima(in questo caso il capitale non è

coperto per 65euro).”

Questo pericolo è oggi neutralizzato in quanto sono necessarie la preventiva autorizzazione dell’assemblea

ordinaria e la presentazione da parte dell’alienante della relazione giurata di stima di un esperto designato dal

tribunale per l’acquisto da parte della società di beni o crediti dai promotori, fondatori, soci attuali e

amministratori quando:

a) Il corrispettivo pattuito( anche non in danaro)è pari o superiore al decimo del capitale sociale

L’acquisto è compiuto nei 2 anni dall’iscrizione della società nel registro delle imprese.

b) nell’ambito delle operazioni

Sono esentati da tale disciplina gli acquisti effettuati a condizioni normali

correnti della società. In caso di violazione di tale disciplina l’acquisto resta valido, ma gli amministratori e

l’alienante sono solidamente responsabili per i danni causati alla società, ai soci e ai terzi.

PAGINA 38 PEZZO?

AZIONI

9(a)_

Le azioni sono quote di partecipazione dei soci nella S.p.A

1. Omogenee

2. Standardizzate

3. Liberamente trasferibili

4. Rappresentate da documenti (titoli azionari) che circolano secondo la disciplina dei titoli di credito

5. Indivisibile

Nella S.p.A il capitale sociale sottoscritto è diviso in un numero predeterminato di parti di identico

ammontare, ciascuna delle quali costituisce un’azione ed attribuisce identici diritti nella società a verso la

società. La singola azione rappresenta l’unità minima di partecipazione al capitale sociale e l’unità di misura

dei diritti sociali, è quindi indivisibile. Se più soggetti diventano titolari di un’unica azione devono nominare

un rappresentante comune per l’esercizio dei diritti verso la società. In relazione all’ammontare del capitale

sottoscritto, ciascun socio diventa titolare di una o più azioni, di una o più partecipazioni sociale, che restano

tendenzialmente distinte e autonome anche quando fanno capo alla stessa persona.

Azioni e capitale sociale

essere tutte di uguale valore, devono cioè rappresentare un’identica frazione del capitale

Le azioni devono

sociale nominale. Si definisce valore nominale delle azioni la parte del capitale sociale da ciascuna

rappresentata espressione in cifra monetaria:

valore nominale di un azione * Numero di azioni = capitale sociale nominale

 Azioni con valore nominale espresso. In questo tipo di azioni lo statuto deve specificare non solo il

capitale sottoscritto, ma anche il valore nominale di ciascuna azione e il loro numero complessivo.

Esempio: il capitale sottoscritto di un milione di euro potrà essere diviso in centomila azioni da 10euro.

Il valore delle azioni, al pari del capitale sociale è insensibile alle vicende patrimoniale della società.

essere modificato solo con modifica dell’atto costitutivo, dando luogo

Rimane invariato nel tempo e può

al frazionamento o al raggruppamento delle azioni. Poiché il valore nominale deve essere indicato anche

sui titoli azionari, si deve procedere alla sostituzione di tutti i titoli in circolazione. Ciò può essere

superato con le azioni senza valore nominale.

 Azioni senza valore nominale espresso. In esse lo statuto deve indicare solo il capitale sociale sottoscritto

ed il numero di azioni emesse, fermo restando che le azioni senza valore nominale sono frazioni uguali

del capitale sociale. Esempio: il capitale sottoscritto di un milione di euro è divido in centomila azioni. In

tal caso la partecipazione al capitale del singolo azionista sarà espressa non in una cifra monetaria, ma in

del numero complessivo delle azioni emesse. Esempio: l’azionista che ha sottoscritto

una percentuale

mille azioni sarà titolare dell’ ‘1% del capitale sociale e quindi dell’1% dei diritti di voto e dei diritti agli

utili.

 Valore di emissione. Vale la regola che in nessun caso il valore complessivo delle azioni può essere

inferiore all’ammontare globale del capitale sociale; ciò comporta che le azioni non possono essere

complessivamente emesse per somma inferiore al loro valore nominale, al fine di evitare che il capitale

realmente conferito dai soci sia inferiore a quello dichiarato.

Partecipazione azionaria

Ogni azione costituisce una partecipazione al capitale sociale ed attribuisce al suo titolare un complesso

unitario di diritti e poteri di natura amministrativa (diritto di intervento e di voto nelle assemblee, diritto di

impugnare le delibere assembleari invalide, diritto di esaminare determinati libri sociali) e di natura

patrimoniale(diritto agli utili, alla quota di liquidazione).

Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti, il principio di uguaglianza va inteso come

uguaglianza relativa e non assoluta, oggettiva e non soggettiva.

 Uguaglianza relativa: è possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi; da qui la

distinzione tra azioni ordinarie e speciali.

 Uguaglianza oggettiva: uguali sono i diritti che ogni azione attribuisce non i diritti di cui ciascun

azionista globalmente disporre dovendosi al riguardo tener conto anche del numero di azioni di cui

ciascuno è titolare. Alcuni diritti sono indipendenti dal numero di azioni possedute(diritto di

intervento in assemblea),ma i diritti più significativi spettano in proporzione al numero di azioni

possedute (diritto di voto, diritto agli utili e alla quota di liquidazione).

 Disuguaglianza soggettiva: è diversa al posizione di potere nella società di chi è titolare di una sola

azione e di un voto rispetto a chi è titolare di mille azioni di mille voti. Diversa è anche la misura in

cui ciascuno parteciperà alla distribuzione degli utili. Esse sono però perfettamente legittime e

giuste, coerenti col principio cardine della società di capitali: chi ha più conferito e più rischia, ha più

potere e può imporre nel rispetto della legalità la propria volontà alla minoranza.

Rapporto tra azioni attribuite ad un socio e conferimento:

- Il valore dei conferimenti non può essere complessivamente inferiore al capitale sociale;

- A ciascun socio è assegnato un numero di azioni:

i. proporzionale alla parte di capitale sottoscritta(sottoscrivo 15% di capitale, ottengo 15 % di

azioni).

ii. il valore massimo deve essere pari al valore del suo conferimento

L’atto costitutivo può prevedere distribuzioni diverse, esempio: distribuzione non proporzionale al

- capitale sottoscritto, sottoscrivo 15% di capitale, ottengo il 10% di azioni.

Categorie speciali di azioni

Principio generale: tutte le azioni hanno stessi diritti e uguale valore.

Lo statuto può creare categorie speciali di azioni dotate di diritti diversi, rispetto alle c.d. azioni ordinarie,

ossia azioni a voto pieno che attribuiscono tutti e solo i diritti e le pretese della legge. la presenza di categorie

speciali di azioni comporta una modifica nell’organizzazione interna della società, per la contemporanea

presenza di diversi gruppi di azionisti con interessi parzialmente non coincidenti. È stabilito che se esistono

diverse categorie di azioni, le deliberazioni dell’assemblea generale, che pregiudicano i diritti di una di esse,

devono essere approvate anche dall’assemblea speciale della categoria interessata. Le delibere assembleari

senza approvazione dell’assemblea speciale risultano inefficaci.

Alle assemblee speciali si applica la disciplina delle assemblee straordinarie, se le azioni speciali non sono

quotate: si applica la disciplina dell’organizzazione degli azionisti di risparmio se invece sono quotate. La

valutazione dell’interesse di tutti gli azionisti(espressa dall’assemblea straordinaria)e quella degli interessi di

categoria (espressa dall’assemblea speciale) prevalgono perciò sulla volontà individuale e rendono legittimo,

nell’interesse comune, il sacrificio dei diritti speciali originariamente attribuiti ad una determinata categoria

di soci. I diritti speciali di categoria sono quindi diritti di gruppo e non diritti individuali.

TUTELA DEI DIRITTI DI CATEGORIA DI UN TIPO DI AZIONE: i soci che hanno azioni diverse da

quelle ordinarie, formano un’assemblea speciale (diversa dall’assemblea straordinaria); qualora l’assemblea

generale adotti una delibera che pregiudichi un certo privilegio, questa può essere messa in atto solo se

l’assemblea speciale, formata dai soci il cui diritto viene pregiudicato, approvano.

La società gode di ampia autonomia nel modellare il contenuto della partecipazione azionaria, sia pure con

l’osservanza dei limiti espressamente posti dalla legge, tra cui il divieto di emettere azioni a voto plurimo;

azioni cioè che attribuiscono ciascuna più di un voto.

Diritto di voto

◦ Principio generale: un’azione, un voto

◦ Possibili alternative(queste categorie di azioni non possono superare la metà del capitale sociale, in

modo da evitare una eccessiva concentrazione di potere nelle mani di azionisti a voto pieno):

i. Voto completamente esclusa

Voto limitato ad alcune materie( approvazione del bilancio, delibere modificative dell’atto

ii. costitutivo)

iii. Voto subordinato ad alcune circostanze(azioni senza voto che riacquistano tale diritto se la

società non consegue e/o distribuisce utili per un certo periodo)

iv. Per la società chiuse(non quotate)è consentito di prevedere che, in relazione alle azioni

posseduta da un soggetto:

 Il diritto di voto sia limitato ad una misura massima, esempio: sino a 10% del

capitale posseduto ogni azione attribuisce un voto, mentre per l’eccedenza non è

riconosciuto alcun voto;

 Sia introdotto il c.d. voto scalare, esempio: fino al 10% del capitale spetta un voto,

dal 10 al 20% spetta un voto ogni due azioni e così via.

Azioni privilegiate:

sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e /o nel

rimborso del capitale al momento dello scioglimento della società(liquidazione). Esempio: si può prevedere

che in sede di distribuzione degli utili gli azionisti privilegiati avranno diritto ad una maggiorazione del 2%

rispetto agli azionisti ordinari. Nessuna disciplina specifica è dettata per quanto riguarda natura e misura del

privilegio, col solo limite del patto leonino in base al quale è nullo il patto col quale uno o più soci sono

esclusi dalla distribuzione degli utili e delle perdite.

Azioni di risparmio:

tra le categorie speciali di azioni espressamente regolate vi sono le azioni di risparmio che, insieme alle

azioni privilegiate a voto limitato, costituiscono la risposta a un’esigenza unitaria: quella di incentivare

l’investimento in azioni offrendo ai risparmiatori titoli meglio rispondenti ai loro specifici interessi. Titoli

cioè che tengano conto del disinteresse degli stessi per l’esercizio dei diritti amministrativi e del preminente

rilievi attribuito invece al contenuto patrimoniale ed alla redditività dei titoli azionari.

Le azioni di risparmio:

◦ Possono essere emesse solo da società le cui azioni ordinarie sono quotate in mercati regolamentati

italiani o di altri stati dell’UE.

◦ Non possono superare, in concorso con le azioni privilegiate a voto limitato, la metà del capitale

sociale

◦ Sono del tutto prive di diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie, però si differenziano

dalle azioni senza voto emesse dalle società non quotate per il fatto che devono essere

necessariamente dotate di privilegi di natura patrimoniale

◦ Possono essere emesse al portatore (a differenza delle altre azioni) assicurano quindi l’anonimato e

ciò costituisce un forte incentivo alla loro sottoscrizione

◦ Sono privilegiate sotto il profilo patrimoniale, l’atto costituivo ne determina il contenuto del

privilegio, le condizioni, i limiti, le modalità e termini per il suo esercizio.

Azioni e strumenti finanziari partecipativi

Gli strumenti finanziari partecipativi, vanno tenuti distinti dalle azioni, anche di categoria speciale, sono

emessi anche al fine di consentire l’acquisizione da parte di soci o di terzi di apporti patrimoniali che non

possono formare oggetto di conferimento e che perciò non sono imputabili al capitale sociale, quali le

prestazioni di opera o di servizi, nonché come alternativa alle azioni a favore dei prestatori di lavoro.

A differenza delle azioni, gli strumenti finanziari partecipativi non sono parte del capitale sociale.

Gli apporti con cui essi sono liberati non sono assoggettati alla disciplina propria dei conferimenti in quanto

non sono imputati a capitale sociale, pur contribuendo ad incrementare il patrimonio sociale. Gli strumenti

partecipativi possono essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, con esclusione

del diritto di voto nell’assemblea generale degli azionisti.

però

Possono essere dotati di diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare può essere ad

essi riservata la nomina di un componente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o

di un sindaco.

È riconosciuto ampio spazio all’autonomia statuaria: lo statuto disciplina:

a) Modalità e condizioni di emissione

b) I diritti che conferiscono

c) Le sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni

d) La legge di circolazione(se ammessa)

Circolazione delle azioni

I titoli azionari sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nella S.p.A. e ne consentono il

trasferimento secondo le regole proprie dei titoli di credito. La loro emissione non è essenziale nelle S.p.A.

con azioni non quotate in borsa. Lo statuto può infatti escludere l’emissione di titoli azionari.

Nelle società quotate, la circolazione delle azioni si basa su un sistema fondato su semplice registri contabili

con soppressione materiale dei titoli(gestione accentrata dematerializzata).

Le azioni rientrano nella categoria dei titoli di credito casuali, cioè titoli di credito che possono essere emessi

in base ad un determinato rapporto causale e che si caratterizzano per la parziale sensibilità del rapporto

documentato dal titolo(rapporto cartolare)alle eccezioni desumibili dalla disciplina legale del rapporto

societario.

La nominatività dei titoli azionari è obbligatoria(eccezioni per le azioni di risparmio)

Limiti alla circolazione delle azioni

Principio generale: le azioni sono liberamente trasferibili, al libera trasferibilità è tuttavia esclusa o limitata

per legge in determinate ipotesi:

1. Le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro non possono essere alienate prima del

controllo della valutazione

2. Le azioni con prestazioni accessorie(esempio: obbligo del socio di prestare la propria attività

lavorativa nella società, obbligo di effettuare forniture periodiche di materie prime) non sono

trasferibili senza il consenso del consiglio di amministrazione.

dai limiti legali alla circolazione delle azioni vanno tenuti distinti i limiti convenzionali, determinati cioè da

accordi intercorsi tra i soci nello stesso atto costitutivo. In questo caso le clausole imitatrici acquistano

efficacia reale: vincolano tutti i soci anche futuri, possono e devono essere fatte valere dalla società nei

confronti del terzo acquirente delle azioni.

Lo statuto può sottoporre a particolari condizioni il trasferimento, anche a causa di morte, delle azioni

nominative. Esso può inoltre vietare del tutto la circolazione delle azioni sia pure per un periodo non

superiore a 5 anni dalla costituzione della società o dal momento in cui il divieto viene introdotto.

Clausole statuarie finalizzate a limitare la circolazione delle azioni:

 Clausola di prelazione: impone al socio che intende vendere le azioni di offrirle preventivamente agli

altri soci e di preferirli ai terzi a parità di condizioni, impedendo così l’ingresso in società di soci non

di preferenza comporta l’inefficacia del trasferimento non solo nei

graditi. La violazione del patto

confronti della società(che potrà rifiutare l’iscrizione dell’acquirente nel libro dei soci), ma anche nei

confronti dei soci beneficiari del diritto di prelazione.

 Clausola di gradimento: clausole che richiedono il processo di determinati requisii da parte

dell’acquirente(esempio : cittadinanza italiana, appartenenza a determinate categorie professionali).

 Clausole di mero gradimento: clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al consenso

(placet) di un organo sociale, quasi sempre costituito dal consiglio di amministrazione. Queste

clausole hanno suscitato un’apatia crescente per il timore che esse possano costituire uno strumento

di abuso a danno dai soci estranei al gruppo di comando rendedoli prigionieri della società. Perciò

esse sono efficaci se prevedono in caso di rifiuto del gradimento, un obbligo di acquisto a carico

della società o degli altri soci, oppure il diritto di recesso dell’alienante.

Operazioni di acquisto della società sulle proprie azioni

Le operazioni della S.p.A. sulle proprie azioni ed in particolare la loro sottoscrizione e compravendita sono

particolarmente pericolose:

Per l’integrità del capitale sociale, potendo dar luogo all’elusione dell’obbligo

- di conferimento o del

divieto di restituzione anticipata dei conferimenti eseguiti

Per il corretto funzionamento dell’organizzazione societaria

-

- Per la massa dei diritti di voto di cui gli amministratore verrebbero così a disporre a spese del

patrimonio sociale

- Per il mercato dei titoli, potendo dar luogo a manovre speculative volte ad alterare le quotazioni delle

azioni

Le situazioni attualmente regolate sono:

1. Sottoscrizione: in nessun caso, la società può sottoscrivere proprie azioni(divieto assoluto). Tale

divieto opera sia in sede di costituzione della società, sia in sede di aumento del capitale sociale.

L’auto sottoscrizione darebbe infatti luogo ad un incremento del capitale sociale nominale, senza

alcun incremento del capitale reale, dato che la società diventerebbe creditrice di se stessa per il

conferimenti dovuti.

2. Acquisto delle proprie azioni. Tale operazione può dar luogo a una riduzione del capitale sociale

reale senza l’osservanza della relativa disciplina e per di più attua senza ridurre il capitale sociale

nominale. Se una società con capitale sociale nominale di 1000 ed un capitale reale(patrimonio

netto) di 1000, impiega somme per 1000 nell’acquisto di azioni proprie, non fa altro che rimborsare

ai soci il valore delle azioni. Il capitale sociale nominale resta invariato(1000), ma il capitale reale è

nullo in quanto rappresentato ormai da pezzi di carta: le azioni proprie in portafoglio, il cui valore

reale è appunto zero in quanto integralmente rimborsato. È evidente il pericolo per i creditori

sociali:quando essi agiranno sul patrimonio della società, troveranno come eccedenza delle attività

rispetto alle passività solo pezzi di carta privi di qualsiasi valore.

Queste conseguenze riduzione del capitale reale senza riduzione di quello nominale non si verificano

quando nell’acquisto vengono impiegate somme corrispondenti agli utili o ad altre eccedenze di bilancio

disponibili. Queste somme possono essere liberamente distribuite ai soci e perciò possono essere impiegate

di azioni proprie.

dalla società anche nell’acquisto

Tale operazione è consentita, ma vanno rispettate le seguenti condizioni:

Le somme impiegate nell’acquisto non possono eccedere l’ammontare degli utili distribuibili e delle

1. riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato

2. Le azioni da acquistare devono essere interamente liberate

L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea ordinaria. La delibera non può essere generica, ma

3. deve fissare.

L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea ordinaria. La delibera

a) non può essere

generica, ma deve fissare: Le modalità di acquisto

L’ammontare massimo delle azioni da acquistare

b)

c) La durata non superiore a 18 mesi

4. Il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere la decima parte del capitale sociale.

Sanzioni: le azioni acquistate violando queste condizioni devono essere vendute entro un anno dal loro

acquisto. In mancanza, si dovrà procedere al loro annullamento ed alla corrispondente riduzione del capitale

sociale.

Il regime delle azioni proprie in possesso dalla società è disciplinato con soluzioni ispirate dalla finalità di

evitare indebite posizioni di vantaggio degli amministratori e del gruppo di comando.

I diritti sociali relativi alle azioni proprie sono infatti sterilizzati:

 Il diritto di voto è sospeso

 Le azioni proprie sono computate nel capitale sociale ai fini del calcolo del quorum costitutivo e

deliberativo dell’assemblea

 Il diritto agli utili e il diritto di opzione spettano proporzionalmente alle altre azioni, salvo

autorizzazione dell’assemblea

 Gli amministratori non possono disporre delle azioni senza la preventiva autorizzazione

dell’assemblea

 Possono essere vendute(trading di azioni proprie) solo se l’autorizzazione lo consente

3. Operazioni sulle proprie azioni. Alla società è vietato di concedere prestiti o fornire garanzie di

qualsiasi tipo a favore di soci o di terzi per la sottoscrizione o l’acquisto di azioni proprie. La società non

può inoltre accettare azioni proprie in garanzia. Ad esempio concedere finanziamenti ai soci garantiti dal

pegno delle proprie azioni. I relativi contratti di finanziamento e garanzia sono nulli.

OBBLIGAZIONI

9(b)_

Nozione e tipologia

La S.p.A. a differenza delle società di persone può emettere obbligazioni, tipico e tradizionale strumento per

la raccolta di capitale di prestito tra il pubblico.

Le obbligazioni sono titoli di credito(nominativo o al portatore)che rappresentano frazioni di uguale valore

nominale e con uguale diritti di un’unitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo.

I titoli obbligazionari documentano quindi un credito verso la società.

Azioni vs Obbligazioni

L’azione attribuisce la qualità di soci e quindi di compartecipe ai risultati(positivi e negativi)

i. dell’attività di impresa; l’obbligazione attribuisce invece la qualità di creditore della società

L’obbligazionista diversamente dall’azionista ha diritto ad una remunerazione periodica

ii. fissa(interessi) svincolata dai risultati economici della società finanziaria

L’obbligazionista ha diritto al rimborso del valore nominale del capitale

iii. prestato alla

scadenza pattuita, l’azionista invece ha diritto al rimborso del suo apporto solo in sede di

liquidazione della società e sempre che residui un attivo netto dopo che sono stati soddisfatti

Inoltre la quota dell’azionista può essere

tutti i creditori, compresi gli obbligazionisti.

uguale, superiore o inferiore al valore nominale del conferimento eseguito.

Tipi speciali di obbligazioni

Questi caratteri distintivi restano fermi anche nei tipi speciali di obbligazioni che la pratica societaria ha

creato e continua a creare per incentivare la propensione dei risparmiatori verso tale forma di investimento.

Tra i tipi speciali di obbligazioni vanno ricordati:

- Obbligazioni partecipanti, in cui la remunerazione periodica del capitale è commisurata, in tutto o in

parte, agli utili di bilancio della società emittente

- Obbligazioni indicizzate, mirano a neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria e ad

adeguare il rendimento dei titoli all’andamento del mercato finanziario, ancorando il tempo ed il

tasso di interesse e/o i tempi ed il valore di rimborso ad indici di varia natura che, precisa l’attuale

disciplina, possono essere relativi all’andamento economico della società.

- Obbligazioni convertibili

- Obbligazioni con warrant

- Obbligazioni subordinate, nelle quali il diritto degli obbligazionisti al pagamento degli interessi ed al

rimborso del capitale è subordinato all’integrale soddisfacimento degli altri creditori in caso di

liquidazione volontaria o assoggettamento a procedure concorsuale della società emittente.

Limiti all’emissione di obbligazioni

La S.p.A. può emettere obbligazioni, nominative o al portatore, per una somma complessivamente non

dall’utilmo

eccedente il doppio del capitale sociale sottoscritto, della riserva legale e delle riserve disponibili

bilancio approvato. Esempio: se il capitale sottoscritto è di 100(di cui 50 versato), la riserva legale 20 e le

altre riserve disponibili 30, la società potrà emettere obbligazioni per ammontare non superiore a

300(150*2).

 La società può emettere obbligazioni per ammontare superiore al limite fissato quando: le

obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionali

soggetti a vigilanza prudenziale(banche, società finanziare, imprese di assicurazione), i quali a loro

volta se trasferiscono le obbligazioni sottoscritte, rispondo della solvenza della società nei confronti

degli acquirenti che non siano investitori professionali.

 Le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società sino a

2/3 del valore di questi

 Ricorrono particolari ragioni che interessano l’economia nazionale e la società è autorizzata con

provvedimento dell’autorità governativa a superare il limite

Per le società quotate con obbligazioni quotate non esiste alcun limite.

Procedimento di emissione delle obbligazioni

Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, l’emissione delle obbligazioni è deliberata dagli

amministratori. La delibera di emissione deve risultare da verbale redatto da notaio, è soggetta a controllo di

legalità da parte dello stesso e ad iscrizione nel registro delle imprese. Essa produce effetti e può essere

eseguita solo dopo l’immissione.

L’emissione di obbligazioni convertibili in azioni rimane invece materia di competenza dell’assemblea

straordinaria.

L’ammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro delle obbligazioni, in cui vengono

inoltre annotati l’ammontare delle obbligazioni via via estinte.

Obbligazioni convertibili in azioni

Le obbligazioni convertibili in azioni della stessa società di futura emissione(procedimento diretto)

attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della società stessa, in base ad un prefissato rapporto di cambio,

già versate al momento dell’acquisto delle obbligazioni. Chi

utilizzando come conferimento le somme

esercita il diritto di conversione cessa perciò di esistere obbligazionista e diventa azionista della società.

Condizioni per l’emissione:

le obbligazioni convertibili devono essere offerte in opzione agli azionisti ed ai possessori di obbligazioni

convertibili precedentemente emesse.

 La delibera di emissione delle obbligazioni non può essere adottata se il capitale sociale

precedentemente sottoscritto non è stato integralmente versato

 Le obbligazioni convertibili non possono essere emesse per somma complessivamente inferiore al

loro valore nominale

Per assicurare ai sottoscrittori di obbligazioni convertibili l’effettiva possibilità di conversione, l’assemblea

straordinaria deve determinare il rapporto di cambio, nonché il periodo e le modalità di conversione. Deve

inoltre deliberare l’aumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente al valore nominale delle

azioni da attribuire in conversione. L’aumento di capitale così deliberato sarà sottoscritto via via che gli

obbligazionisti eserciteranno il diritto di conversione.

Regole finalizzate a conciliare, durante il periodo di conversione, la libertà di decisione della società con

l’esigenza di tutelare i possessori di tali obbligazioni di fronte ad operazioni societarie che possono alterare il

valore del diritto di conversione e la loro eventuale futura posizione di azionisti:

1) In caso di aumenti del capitale sociale a pagamento e di nuove emissioni di obbligazioni convertibili,

il diritto di opzione sugli stessi spetta anche ai possessori di obbligazioni convertibili. Si permette

così agli obbligazionisti di mantenere inalterata la proporzione della loro futura partecipazione

azionaria

2) In caso di aumento gratuito del capitale o di riduzione dello stesso per perdite, il rapporto di cambio

è automaticamente modificato in proporzione alla misura dell’aumento(la società dovrà aumentare

proporzionalmente il numero delle azioni offerte in conversazione)o della riduzione del capitale

sociale(il valore nominale o il numero delle azioni offerte sarà quindi ridotto). Ciò per evitare che chi

converte acquisti una quota di partecipazione percentualmente maggiore di quella offertagli al

momento dell’emissione del rpestito convertibile

3) La società non può deliberare la riduzione volontaria dal capitale sociale, la fusione con altra società,

la scissione o la modificazione delle disposizioni dello statuto concernenti la ripartizione degli utili,

fin quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione. Tale divieto può essere però

superato con la conversione anticipata.

L’ASSEMBLEA

10_

Gli organi della S.p.A.

La S.p.A. si caratterizza per la necessaria presenza di tre organi, ciascuno investito per legge di proprie

specifiche funzioni e di proprie competenze:

 Assemblea dei soci, organo con funzioni esclusivamente deliberative le cui competenze sono per

legge circoscritte alle decisioni sociali di maggior rilievo. Non è di sua competenza l’attività

deliberativa in merito alla gestione dell’impresa sociale.

 Organo amministrativo, cui è devoluta la gestione dell’impresa sociale e che nello svolgimento di

tale funzione ha per legge ampi poteri decisionali. Gli amministratori hanno per legge la

rappresentanza legale della società, e ad essi spetta il compito di dare attuazione sotto la propria

responsabilità, alle deliberazioni dell’assemblea.

 Organo di controllo interno con funzioni di controllo sull’amministrazione della società

L’assemblea: nozioni e distinzioni

L’assemblea è l’organo composto dall’insieme

- dei soci avente la funzione di formare la volontà della

società nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dall’atto costitutivo.

- È un organo collegiale che decide secondo il principio maggioritario, e le sue decisioni vincolano

tutti i soci, anche se assenti o dissenzienti, purchè siano state rispettate le norme che regalano il

procedimento assembleare.

A seconda dell’oggetto delle deliberazioni, ovvero delle competenze, l’assemblea si distingue in

- alla riforma del 2003 le competenze dell’assemblea ordinaria

ordinaria e straordinaria. In seguito

variano a seconda del sistema di amministrazione e di controllo adottato.

Assemblea ordinaria:

 nelle società prive del consiglio di sorveglianza(sistema tradizionale e monistico), l’assemblea in sede

ordinaria:

1) Approva il bilancio

2) Nomina e revoca gli amministratori, i sindaci e il presidente del collegio sindacale

Determina il compenso degli amministratori e dei sindaci se non è stabilito nell’atto-costitutivo

3)

4) Delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci

nella società con consiglio di rappresentanza (sistema dualistico)=,l’assemblea in sede ordinaria

1) Nomina e revoca i consiglieri di sorveglianza

2) Determina il compenso ad essi spettante, se non è stabilito nello statuto

3) Delibera sulla responsabilità dei consiglieri di sorveglianza

4) Delibera sulla distribuzione degli utili

5) Nomina il revisore

Rientrano nella competenza dell’assemblea ordinaria tutte le deliberazioni che non sono di competenza

del’assemblea straordinaria.

Assemblea straordinaria delibera:

i. Sulle modificazioni dello statuto

ii. Sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori

iii. Su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza

Trasferimento di competenze agli amministratori

L’attuale disciplina amplia la possibilità che lo statuto attribuisca alla competenza dell’rogano

amministrativo(o del consiglio di sorveglianza o del consiglio di gestione)specifiche materiale per legge

riservate alla competenza dell’assemblea straordinaria. Infatti oltre ai casi già previsti dalla disciplina

previdente(aumento del capitale sociale a pagamento ed emissione di obbligazioni convertibili)il

trasferimento statuario di competenza è possibile anche nei seguenti casi:

a) Fusione tra società controllante e controllata se la seconda è interamente posseduta o posseduta al

90%.

b) Indicazione degli amministratori che hanno la rappresentanza della società

c) Istituzione e soppressione di sede secondarie

d) Trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale

e) Riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio

Assemblea generale e assemblea speciale

L’assemblea è unica e generale se la società ha emesso solo azioni ordinarie. Quando invece sono state

emesse diverse categorie di azioni o di strumenti finanziari che conferiscono diritti amministrativi,

all’assemblea generale si affiancano le assemblee speciali di categoria.

In mancanza di diversa disciplina all’assemblea speciale si applicano le norme dettate per l’assemblea

straordinaria, se le azioni non sono quotate; se le azioni sono quotate si applica la disciplina degli azionisti di

risparmio.

Il procedimento assembleare

La convocazione dell’assemblea è di regola decisa dall’rogano amministrativo(o dal consiglio di gestione)

che possono disporre la stessa ogni volta che lo ritengono opportuno.

La convocazione dell’assemblea da parte degli amministratori è tuttavia obbligatoria in una serie di casi:

Almeno una volta all’anno per consentire l’approvazione del bilancio

a)

b) Su richieste dei soci che rappresentano almeno il 10% del capitale sociale e nella domanda devono

essere indicati gli argomenti da trattare per le società aperte. 10% per quelle chiuse.

Se gli amministratori (o il consiglio di gestione)oppure in loro vece i sindaci non provvedono, la

dell’assemblea è ordinata con decreto dal tribunale, il quale designa anche la persona che

convocazione

dovrà presiederla. Il tribunale deve però preventivamente sentire l’organo amministrativo e di controllo della

società e potrà convocare l’assemblea solo se il rifiuto degli stessi risulti ingiustificato.

Nelle società quotate la convocazione dell’assemblea deve essere disposta dal collegio sindacale ogni

qualvolta la convocazione sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano provveduto. Inoltre il collegio

sindacale può convocare l’assemblea quando ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia necessità di

urgenza.

Procedura di convocazione

◦ L’assemblea è convocata nel comune dove ha sede la società se lo statuto non dispone diversamente.

◦ La convocazione mediante avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica può essere

sostituto dalla pubblicazione in almeno un quotidiano indicato dallo statuto. Il tutto almeno 15 gg

prima.

◦ L’avviso deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza, nonché

l’elenco delle materie da trattare(ordine del giorno)

◦ l’obbligo di

Solo per le società che non fanno ricorso al mercato di capitale di rischio è eliminato

pubblicazione; per le società chiuse ci possono essere altri modi ( es. email)

L’ordine del giorno:

a) Ha funzione di informazione dei soci sugli argomenti discussi in società

b) Ha funzione di tutela della buona fede degli assenti

c) Non necessariamente è analitico e particolareggiato, ma deve essere specificato e chiaro

d) Delimita le materie da trattare, oltre le quali non si può andare

Assemblea totalitaria

Pur in assenza di convocazione,l’assemblea è regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale

sociale e partecipa all’assemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo.

Agli assenti deve tuttavia essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte. È questa la c.d.

assemblea totalitaria, essa può deliberare su qualsiasi argomento, ma la sua competenza è instabile e

precaria. Infatti ciascuno dei partecipanti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si

ritenga sufficientemente informato, impedendo così che si arrivi a deliberare su quel punto.

Presidenza

Una volta costituita l’assemblea è presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella

eletta con il voto della maggioranza dei presenti. Il presidente:

◦ Assicura che l’assemblea si svolge in modo ordinato e nel rispetto delle norme che ne regolano

l’attività

◦ Accerta l’identità e la legittimazione dei presenti

◦ Regola lo svolgimento dell’assemblea

◦ Accerta i risultati delle votazioni

Rinvio dell’assemblea

Ai soci intervenuti , che raggiungono il terzo del capitale sociale rappresentato in assemblea è riconosciuto il

chiedere(e ottenere) il rinvio dell’adunanza di non oltre 5 giorni, dichiarando di non essere

diritto di

sufficientemente informati sugli argomenti oggetto dell’assemblea. per evitare comportamenti ostruzionistici

da parte della maggioranza il diritto di rinvio può essere esercitato una sola volta per lo stesso oggetto.

Verbalizzazione

Le delibere assembleari devono constare da verbale, sottoscritto dal presidente, dal segretario o dal notaio. I

verbali devono essere poi trascritti nell’apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea,

tenuto a cura degli amministratori. Inoltre il verbale deve indicare:

 La data dell’assemblea

 L’identità dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno

 Le modalità e il risultato delle votazioni

 L’identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti

 Le dichiarazioni dei soci, su loro richiesta, purché pertinenti con l’ordine del giorno

Costituzione dell’assemblea e validità delle deliberazioni

- Quorum costitutivo: parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea perché

questa sia regolarmente costituita e possa iniziare i lavori. Non si tiene conto delle azioni prive di

diritto di voto nell’assemblea(es: azioni di risparmio), mentre si tiene conto delle azioni per le quali

il voto sia occasionalmente sospeso(es:azioni del socio moroso).

- Quorum deliberativo: parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata

deliberazione perché questa sia approvata.

Assemblea ordinaria

in prima convocazione:

- Quorum costitutivo: almeno metà del capitale sociale con diritto di voto

- Quorum deliberativo: maggioranza assoluta dei presenti, ovvero la metà più una delle azioni che

hanno preso parte alla votazione per quella determinata delibera. Sono ammessi quorum diversi per

nomina a cariche sociali.

seconda convocazione:

- Quorum costitutivo: qualsiasi percentuale del capitale sociale presente

- Quorum deliberativo: maggioranza delle azioni che hanno preso parte alla votazione

Assemblea straordinaria

 in prima convocazione:

- Quorum costitutivo:

 Società chiuse: non è espressamente previsto, ma è desumibile indirettamente dal fatto che il

quorum deliberativo è rappresentato da aliquote dell’intero capitale sociale con diritto di voto e

come invece stabilito per l’assemblea ordinaria

non del solo capitale intervenuto in assemblea,

 Società aperte: almeno la metà del capitale sociale o la maggiore percentuale prevista

- Quorum deliberativo

 Società chiuse: più della metà del capitale sociale o maggiore percentuale prevista

 Società aperte: voto favorevole di almeno 2/3 del capitale rappresentato in assemblea

 seconda convocazione: (richiesta per delibere di particolare importanza)

- Quorum costituivo: oltre 1/3 del capitale sociale in assemblea per l’apporvazione della

- Quorum deliberativo: almeno 2/3 del capitale rappresentato

delibera.

Lo statuto può modificare solo in aumento le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria di prima

convocazione e quelle dell’assemblea straordinaria, nonché stabilire norme speciali per la nomina alle

cariche sociali. Inoltre lo statuto prevede maggioranze più elevate anche per l’assemblea ordinaria di seconda

convocazione, tranne che per l’approvazione del bilancio e per la nomina e la revoca delle cariche sociali.

ulteriori sia dell’assemblea ordinaria che di quella

È consentito che lo statuto prevede convocazioni

straordinaria, alle quali si applicano le disposizioni della seconda convocazione.

Le deliberazioni assembleari invalide

L’invalidità delle delibere assembleari può essere determinata dalla violazione delle norme che regolano il

procedimento assembleare o da vizi che riguardano il contenuto della delibera. Anche per le delibere

assembleari opera la tradizionale distinzione tra nullità e annullabilità propria della disciplina dei contratti

secondo però il c.d. principio di tassatività delle cause di invalidità.

Deliberazioni annullabili

Sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto. Possono

dar vita solo ad annullabilità della delibera:

partecipazione dell’assemblea di persone non legittimate(ad esempio azionisti senza voto), ma

a. La

solo se tale partecipazione sia stata determinata per la regola costituzione dell’assemblea.

L’invalidità dei singoli voti o il loro errato conteggio, ma solo se

b. determinati per il raggiungimento

della maggioranza

L’incompletezza o inesattezza del verbale, ma solo quando impediscono l’accertamento del

c. contenuto, degli effetti e della validità della delibera.

d. Conflitto interesse del socio

e. abuso

Soggetti legittimati

L’impugnativa può essere proposta solo dai soggetti espressamente previsti dalla legge:

- Soci assenti, dissenzienti o astenuti

- Amministratori

- Consiglio di sorveglianza

- Collegio sindacale

La legittimazione all’impugnativa non compete quindi ai soci che abbiano votato a favore della delibera, né

ai terzi qualificati come creditori sociali. In alcuni casi, tassativamente previsti, l’impugnativa può essere

invece proposta dalle autorità di vigilanza.

Sono legittimati SOLO gli azionisti con diritto di voto che rappresentano anche un congiuntamente :

- Il 1%₀ del capitale sociale nelle società aperte

- Il 5% del capitale sociale nelle altre società

Come correttivo della limitazione del diritto di impugnativa, è riconosciuto ai soci non legittimati a proporla,

il diritto di chiedere il risarcimento dei danni loro cagionati dalla non conformità della delibera alla legge o

all’atto costitutivo.

Termini per l’impugnazione

L’impugnativa o l’azione di risarcimento danni devono essere proposte:

 Entro 90 giorni dalla data della deliberazione

 Se la deliberazione è soggetta ad iscrizione o solo a deposito nel registro delle imprese entro 3 mesi

dall’iscrizione o dal deposito

Procedimento

L’azione di annullamento è proposta davanti al tribunale del luogo dove ha sede la società e i soci

essere possessori al tempo dell’impugnaione del prescitto numero di azioni

impugnanti devono dimostrare di

altrimenti il giudice non può pronunciare l’annullamento, ma solo l’eventuale risarcimento del danno.

Effetti

L’annullamento ha effetto per tutti i soci ed obbliga gli amministratori(consiglio di sorveglianza e il

consiglio di gestione) a prendere i provvedimenti conseguiti sotto la propria responsabilità. Fanno eccezione

i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della delibera.

Sostituzione della delibera (SANATORIA)

L’annullamento non può aver luogo se la delibera è sostituita con un’altra presa in conformità della legge o

dell’atto costitutivo o è stata revocata dall’assemblea(azione sanatoria). Fanno eccezione i diritti acquistati

dai terzi sulla base della deliberazione sostitutiva.

Deliberazioni nulle

La delibera è nulla nei 3 casi tassativamente indicati

Mancata convocazione dell’assemblea

1)

2) Mancanza del verbale

Impossibilità o illiceità dell’oggetto della delibera, cioè contrario a , all’ordine

3) norme imperative

pubblico o al buon costume(es: si delibera di non redigere il bilancio di esercizi). Nullità si ha anche

quando si ha oggetto lecito ma contenuto illecito(es: l’assemblea approva un bilancio falso o

e precisione; in questo caso l’oggetto della delibera, ossia

violando i principi di chiarezza

l’approvazione del bilancio, è lecito, ma il suo contenuto è illecito).

Soggetti legittimati

La nullità delle delibere può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e può essere rilevata anche

d’ufficio dal giudice.

Termine per l’impugnazione

A differenza dell’azione di nullità di diritto comune, non soggetta a prescrizione o a limiti di decadenza,

l’oggetto sociale,

possono invece essere impugnate senza limiti di tempo solo le delibere che modificano

prevedendo attività illecite o impossibili. in tutti gli altri casi è introdotto un termine di decadenza:

◦ Di 3 anni, che decorre dall’iscrizione o dal deposito nel registro delle imprese se la deliberazione vi è

soggetta

◦ Di 3 anni della trascrizione nel libro delle adunanze se non vi è soggetta

Inoltre, così come previsto per le delibere annullabili:

1) Anche la dichiarazione di nullità non pregiudicata i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad

atti compiuti in esecuzione della delibera

La nullità non può essere dichiarata se la delibera invalida è stata sostituita con un’altra presa in

2) conformità della legge

Casi speciali di nullità

Una specifica disciplina è prevista per alcune delibere di particolare rilievo

 Aumento del capitale sociale

 Riduzione reale del capitale

 Emissione delle obbligazioni

 Tali delibere possono essere impugnate:

a) Entro 180giorni dall’iscrizione della delibera nel registro delle imprese

Entro 90giorni dall’approvazione del bilancio di esercizio se la

b) nullità dipende da

mancanza di convocazione

 Nelle società aperte:

a) La nullità della delibera di aumento del capitale sociale non può essere più

pronunciata dopo che è stata iscritta nel registro delle imprese l’attestazione che

l’aumento del capitale è stato parzialmente eseguito

La nullità della delibera di riduzione reale del capitale e dell’emissione di

b) obbligazioni non può essere fatta valere dopo la loro esecuzione anche parziale

c) Resta comunque salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai

soci o ai terzi

 L’invalidità della delibera di approvazione del bilancio non può più essere impugnabile dopo

l’approvazione del bilancio successivo.

AMMINISTRAZIONE E CONTROLLI

11_

I sistemi di amministrazione e controllo

Con la riforma del 2003 ha previsto tre sistemi di amministrazione e controllo:

1) Sistema tradizionale basato sulla presenza di 2 organi entrambi di nomina assembleare:

a) Organo amministrativo: amministratore unico o consiglio di amministrazione, cda

b) Organo di controlli: collegio sindacale, con funzioni circoscritte al controllo

sull’amministrazione

c) Assemblea

2) Sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede:

a) Consiglio di sorveglianza di nomina assembleare, investito di competenze che nel sistema

tradizionale sono proprie dell’assemblea(es:approvazione del bilancio)

b) Consiglio di gestione nominato dal consiglio di rappresentanza

c) Assemblea

3) Sistema monistico, di ispirazione anglosassone, in cui amministrazione e controllo sono esercitati

rispettivamente da: nominato dall’assemblea

a) Consiglio di amministrazione:

Comitato per il controllo sulla gestione:costituito all’interno del consiglio di

b) amministrazione, i cui componenti devono essere dotati di particolari requisiti di

indipendenza e professionalità

c) Assemblea

In tutte e tre i sistemi il controllo contabile è esercitato da un organo di controllo esterno alla società: revisore

contabile o società di revisione.

Il sistema tradizionale di amministrazione trova applicazione in mancanza di diversa previsione statuaria. Il

sistema dualistico e quello monistico devono essere espressamente adottati in sede di costituzione della

società o con successiva modifica statuaria.

1.SISTEMA TRADIZIONALE

A. Gli amministratori

Struttura e funzioni dell’rogano amministrativo

Nel sistema tradizionale, la S.p.A. può avere sia un amministratore unico, sia una pluralità di amministratori,

che formano in tal caso il consiglio di amministrazione (cda).a sua volta il cda può essere articolato con la

creazione di uno o più organi delegati.

sono l’organo cui è affidata in via esclusiva la gestione dell’impresa sociale e ad esi spetta

Gli amministratori

compiere tutte le operazioni necessarie per lì attuazione dell’oggetto sociale.

Funzioni degli amministratori:

a) Potere gestorio: gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione della

società che non siano riservati dalla legge all’assemblea

b) Potere di rappresentanza: gli amministratori (tutti o alcuni) hanno la rappresentanza generale e

potere di manifestare all’esterno al volontà

potenzialmente illimitati della società; hanno cioè

sociale, determinata dall’assemblea o dallo stesso organo amministrativo, ponendo in essere i

singoli atti giuridici in cui si concretizza l’attività sociale

l’assemblea e ne fissano l’ordine del

c) Convocano giorno: danno attuazione alle delibere della stessa

di impugnare quelle che violino la legge o l’atto costitutivo

ed hanno il potere-dovere

d) Devono curare la tenuta dei libri e delle scritture contabili della società e redigere annualmente il

da sottoporre all’approvazione dell’assemblea.

progetto di bilancio

Di tutte queste funzioni gli amministratori sono investiti per legge e non per mandato dei soci, si tratta di

funzioni che essi esercitano in posizione di formale autonomia rispetto all’assemblea. questo perché essi

devono vigilare sul rispetto della legge anche da parte dell’assemblea e inoltre perché dell’adempimento dei

loro doveri sono responsabili civilmente e penalmente.

Nomina e cessazione della carica

I primi amministratori sono nominati nell’atto

- costitutivo, successivamente la loro nomina compete a

all’assemblea ordinaria e la nomina viene fatta, generalmente, dall’assemblea a maggioranza

La legge o l’atto costitutivo possono tuttavia riservare la nomina di uno o più amministratori allo

- Stato o ad enti pubblici, anche in mancanza di partecipazione azionaria di questi ultimi.

- Gli stessi amministratori nominano i membri venuti a meno

- Il numero degli amministratori è fissato nello statuto(che però può limitarsi ad indicare il numero

e in tal caso sarà l’assemblea che procede alla nomina a fissare di volta in volta il

minimo e massimo

numero egli amministratori).

- Gli amministratori possono essere soci o non soci; specifici requisiti di onorabilità, professionalità ed

indipendenza sono poi richiesti da leggi speciali per gli amministratori di società che svolgono

determinate attività(assicurativa, bancaria..)o possono essere previsti dallo statuto.

Non possono essere nominati amministratori l’interdetto, l’inabilitato, il fallito o chi è stato

- ad una pena che comporta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici.

condannato

- Numerose cause di incompatibilità sono previste da leggi speciali, ad esempio impiegati civili dello

stato, membri del parlamento, avvocati. Le cause di incompatibilità, diversamente da quelle di

ineleggibilità, comportano solo che l’interessato è tenuto ad optare tra l’uno e l’atro ufficio, non

rendono invalida la delibera di nomina.

- Lo statuto può riservare la nomina di un componente indipendente del c.d.a. ai titolari di strumenti

finanziari

Durata

La nomina degli amministratori non può essere fatta per un periodo superiore a 3 esercizi, i quali scadono

alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro

sono però rieleggibili se l’atto

carica. Essi costitutivo non dispone diversamente.

Cessazione dall’ufficio

Sono causa di cessazione dall’ufficio prima della scadenza del termine:

 La revoca da parte dell’assemblea, che può essere deliberata liberamente in ogni tempo, salvo il

diritto degli amministratori al risarcimento dei danni se non sussiste una giusta causa

 La rinuncia(dimissioni)da parte degli amministratori

 La decadenza dall’ufficio, dove sopravvenga una delle cause di ineleggibilità

 La morte

 L’iscrizione nel registro della nomina dei liquidatori

 La fusione della società

Decorrenza (cessazione in caso di rinuncia/scadenza)

Per evitare che il verificarsi di una causa di cessazione dall’ufficio paralizzi l’attività di un organo

amministratori per del termine ha effetto solo al momento in cui l’rogano

amministrativo, la cessazione degli

amministrativo è stato ricostituito. Gli amministratori scaduti rimangono perciò in carica con pienezza dei

poteri, fino all’accettazione della nomina da parte dei nuovi amministratori(prorogatio). Le dimissioni degli

amministratori hanno effetto immediato se rimane in carica la maggioranza degli stessi, in caso contrario

hanno effetto solo dal momento in cui la maggioranza del consiglio si è ricostituita in seguito

all’accettazione dei nuovi amministratori

Sostituzioni degli amministratori

Nei casi in cui gli effetti della cessazione non sono differiti o differibili(morte, decadenza, dimissioni della

minoranza degli amministratori) è dettata una particolare disciplina per la sostituzione degli amministratori

mancanti. Salve le tre ipotesi seguenti:

Se rimane in carica più della metà degli amministratori nominati dall’asssemblea, i superstiti

a) provvedono a sostituire provvisoriamente quelli venuti a meno. Gli amministratori cos’ nominati

restano in carica fino alla successiva assemblea che potrà confermarli nell’ufficio o sostituiti.

Se viene a mancare più della metà degli amministratori nominati dal’assemblea, i siperstiti devono

b) convocare quest’ultima perché provveda alla sostituzione dei mancanti ed i nuovi amministratori

così nominati scadano con quelli in carica all’atto della nomina, se non è diversamente previsto dallo

statuto o dall’assemblea.

Se vengono a cessare tutti gli amministratori o l’amministratore unico, il collegio di

c) sindacale deve

convocare con urgenza l’assemblea per la ricostituzione dell’rogano amministrativo. Nel frattempo

per evitare un totale vuoto di poteri, il collegio sindacale può compiere gli atti di ordinaria

amministrazione.

Pubblicità: la nomina e la cessazione della carica degli amministratori è soggetta ad iscrizione nel registro

delle imprese.

Doveri degli amministratori

Dovere di corretta amministrazione:

a) Negli atti di organizzazione della società

Nella gestione dell’impresa in corso di esercizio

b)

c) Nella conservazione del patrimonio sociale quando vi sia causa di scioglimento

La responsabilità degli amministratori

Caratteristiche:

 Responsabilità per colpa: contrattuale o extracontrattuale, non oggettiva e il danno risarcibile è solo

il pregiudizio economico

 Responsabilità che consegue alla violazione di diligenza professionale: parametro oggettivo relativo

alla particolare natura dell’incarico

 Responsabilità solidale: rimane responsabilità per fatto proprio e non si estende all’amministratore

esente da colpa(che risulti tale da annotazione).

Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato in tre direzioni:

a) Verso la società, per violazione dei doveri imposti dalla legge o dallo statuto

b) Verso i creditori sociali

c) Versi i singoli soci o terzi(principio del neminem leadere).

A. Responsabilità degli amministratori verso la società ( contrattuale)

Il danno risarcibile è il solo pregiudizio economico

Criterio di diligenza

Gli amministratori incorrono in responsabilità verso la società e sono tenuti al risarcimento dei dnni dalla

stessa subiti quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza

richiesta dalla natura all’incarico e dalle loro specifiche competenze.

Gli amministratori non sono invece responsabili per i risultati negativi dalla gestione che non siano

imputabili a difetto di normale diligenza nella condotta degli affari sociali o nell’adempimento degli specifici

obblighi posti a loro carico.

Responsabilità solidale

Se gli amministratori sono più di uno, sono responsabili solidamente. Ciascuno può essere quindi costretto

l’intero danno subito.

dalla società a risarcirle

In ogni caso gli amministratori sono solidalmente responsabili se essendo a conoscenza di atti

pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne, o attenuarne le

conseguenze dannose. Perciò se il comportamento dannoso è direttamente e imputabile solo ad alcuni degli

amministratori, con essi risponderanno in solido anche gli altri, qualora non abbiano prevenuto o impedito

l’attività dannosa dei primi. Ne risponderanno però solo per culpa in vigilando, con la conseguenza che se

costretti a risarcire il danno, avranno diritto di regresso per l’intero nei confronti dei primi.

Esonero da responsabilità

La responsabilità degli amministratori è comunque responsabilità per colpa e non responsabilità oggettiva.

Infatti la responsabilità per gli atti e le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che sia

immune da colpa, purché:

a) Abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e della deliberazioni del

consiglio di amministrazione

b) Del suo dissenso dia immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale

Esercizio dell’azione sociale di responsabilità _LEGITTIMAZIONE ATTIVA_

L’esercizio dell’azione di responsabilità contro gli amministratori deve essere deliberato:

Dall’assemblea ordinaria, anche se la società è in liquidazione. Ciò tutela poco le minoranze

I. azionarie: la relativa decisione è in sostanza nelle mani nel gruppo di comando che ha nominato

II. Dal consiglio di sorveglianza nei confronti del consiglio di gestione (MODELLO DUALISTICO)

III. Dai soci che rappresentano almeno 1/5 del capitale; nelle soc. aperte almeno ¼.

IV. Dal curatore fallimentare, al commissario liquidatore e al commissario straordinario

La deliberazione dell’azione di responsabilità comporta:

Revoca automatica dall’ufficio degli amministratori contro cui è proposta solo se la delibera è

i. approvata col voto favorevole di almeno 1/5 del capitale sociale. Se non si raggiunge tale

percentuale del capitale, sarà invece necessaria una distinta ed espressa delibera di revoca.

Prescrizione l’azione può essere esercitata entro 5 anni dalla cessazione dell’amministratore dalla

ii. carica

iii. Rinuncia e transazione, una tutela limitata ed indiretta delle minoranze è prevista anche quando la

società è in bonis: la società infatti può rinunciare all’esercizio dell’azione di responsabilità o

Sia l’una che l’atra devono però essere

pervenire ad una transazione con gli amministratori,.

espressamente deliberate dall’assemblea. inoltre è necessario che non vi sia il voto contrario di una

minoranza qualificata: 1/5 del capitale sociale, ridotto a 1/20 nelle società aperte, altrimenti la

rinuncia e la transazione sono senza effetto.

B. Responsabilità verso i creditori

Oltre che nei confronti della società gli amministratori sono responsabili anche verso i creditori sociali.

Diversi sono i presupposti di questa azione, infatti:

responsabili versi i creditori sociali solo per l’inosservanza degli obblighi

i. Gli amministratori sono

inerenti alla conservazione dell’integrità del capitale sociale

L’azione può essere proposta dai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al

ii. soddisfacimento dei loro crediti. Un danno per i creditori infatti non sussiste fin quando il patrimonio

sociale è capiente.

Quindi può verificarsi che gli amministratori siano responsabili verso la società e non verso i creditori

sociali.

Legittimazione: l’azione può essere proposta:

i. Dai singoli creditori sociali

ii. Dal curatore fallimentare, dal commissario liquidatore o dal commissario straordinario in caso di

fallimento della società

Azione diretta

L’azione dei creditori sociali esercitata fuori del fallimento è azione diretta ed autonoma e non azione

surrogatorio di quella spettante alla società. Gli amministratori non potranno perciò opporre ai creditori

agenti le eccezioni opponibili alla società. Inoltre, quanto corrisposto dagli amministratori a titolo di

risarcimento danno non spetterà alla società, ma direttamente ai creditori fino alla concorrenza del loro

credito.

Rapporti con l’azione sociale

Il danno subito dai creditori non è che un effetto riflesso del danno che gli amministratori hanno recato al

sociale rendendolo insufficiente a soddisfare i primi. Ne consegue che se l’azione risarcitoria è

patrimonio

già stata esperita dalla società ed il relativo patrimonio è già stato reintegrato, i creditori non potranno più

esercitare l’azione di loro spettanza dato che gli amministratori sono ovviamente tenuti a risarcire una sola

volta il danno.

Anche la transazione intervenuta con la società paralizza l’azione dei creditori sociali, salva la possibilità

degli stessi di impugnare la transazione con l’azione revocatoria qualora ne ricorrano gli estremi. Invece la

rinuncia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali.

Prescrizione in 5 anni da quando i creditori sono venuti a sapere dell’insufficienza patrimoniale

Responsabilità verso soci o terzi

Le azioni di responsabilità della società e dei creditori sociali non pregiudicano il diritto al risarcimento del

danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi

degli amministratori.

Presupposti

Perché il singolo socio o il terzo(anche diverso dai creditori)possano chiedere agli amministratori il

risarcimento dei danno devono ricorrere due presupposti: illecito nell’esercizio del loro ufficio

i. Il compimento da parte degli amministratori di un atto

ii. La produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo; di un danno

cioè che non sia semplice riflesso del danno eventualmente subito dal patrimonio sociale.

Danno diretto

Caso classico del danno diretto è quello degli amministratori che con un falso bilancio inducono i socdi o i

terzi a sottoscrivere un aumento di capitale a prezzo eccessivo.

Prescrizione: in 5 anni dal compimento dell’atto che ha pregiudicato il socio o il terzo.

INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI

OBIETTIVO

Evitare che gli amm.ri perseguino interessi propri.

 CONFLITTO D’INTERESSI DI UN AMM.RE:

1. Comunicarlo al c.d.a. e ai sindaci

Definire la natura, i termini, l’origine e la portata

2. Se l’interesse è dell’amm.re unico

3. o di quello delegato, ci deve essere da parte sua obbligo di

astensione

E’ il c.d.a che delibera ed il contenuto deve avere una motivazione adeguata di ragioni e convenienza della

società. La delibera però può venire viziata e quindi impugnata dal c.d.a. se vi è un danno potenziale. I vizi

possono essere:

l’amministratore interessato non comunica il conflitto d’interessi

- l’amm.re unico o delegato non si astiene

- la delibera viene assunta col voto determinante dell’ amm.re interessato

-  TERMINE: 90gg

 LEGITTIMATI: amm.ri non assenzienti/dissenzienti, collegio sindacale, soci di minoranza se lesiva

nei confronti dei soci

(salvo i diritti di acquisto in buona fede da terzi)

IMPUGNAZIONE PER

 Conflitto d’interessi

 Mancanza del quorum costitutivo

 Deliberazioni non conformi alla legge o allo statuto

Gli ammi.ri se non adempiono al loro dovere di diligenza causano un danno alla società e rispondono dei

danni commessi

RISARCIMENTO DEL DANNO

Per aver utilizzato a vantaggio proprio o di terzi:

- dati

- notizie

opportunità di affari appresi nell’esercizio del suo incarico ( “CORPORATE OPPORTUNITES”)

-

B. Collegio sindacale

Il collegio sindacale è l’organo di controllo interno della società per azioni, con funzioni di vigilanza

sull’amministrazione della società.

Composizione

- il collegio sindacale delle società con azioni non quotate si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o

non soci, secondo quanto stabilito nello statuto. Devono essere inoltre nominati due membri supplenti.

esercizi e sono rieleggibili e l’assemblea può revocarli se sussiste una giusta causa,

Restano in carica per tre

con delibera approvata dal tribunale. Il collegio sindacale delle società non quotate ha quindi struttura

all’efficiente svolgimento delle sue

semirigida (tre o cinque membri)e ciò costituisce un primo ostacolo

Nominati dall’atto costitutivo e successivamente dall’assemblea ordinaria.

funzioni.

-questo ostacolo è rimosso per le società quotate con la riforma del 1998, f. fermo restando il numero

en di due supplenti, l’atto

minimo di tre sindaci effettivi costitutivo delle società quotate può oggi

il numero dei sindaci e, sempre in quelle quotate, l’atto costitutivo deve prevedere

determinare liberamente

che almeno un membro effettivo sia eletto dalla minoranza

Requisiti

◦ Almeno un sindaco è scelto tra i revisori contabili(iscritti nel registro). Gli altri sindaci, se non

iscritti in tale registro, devono essere scelti tra gli iscritti negli albi professionali individuati dal

Ministro della Giustizia, o fra i professori universitari di ruolo in materie economiche o giuridiche.

◦ Per assicurare l’indipendenza dei sindaci sono previste cause di ineleggibilità ulteriore rispetto a

quelle dettate per gli amministratori. In base al testo attuale dell’art.2399 non possono essere

nominati sindaci:

a) Il coniuge e i parenti

Coloro che sono legati alla società o a società facenti parte dello stesso gruppo “ da un

b) rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza, ovvero da altri rapporti di

l’indipendenza”.

natura patrimoniale che ne compromettano

Doveri(art.2403) [controllo di legalità e di merito, non di opportunità]

La funzione primaria, anche se non esclusiva, del collegio sindacale è quella di controllo su:

L’inosservanza della legge e dello statuto

i.

ii. Il rispetto dei principi di corretta amministrazione

L’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società,

iii. e il suo

concreto funzionamento.

La vigilanza del collegio sindacale è esercitata innanzitutto nei confronti degli amministratori in quanto

ma riguarda anche l’attività dell’assemblea e comunque può

organo investito della gestione della società,

estendersi in ogni direzione.

I poteri

I sindaci hanno il potere dovere di:

◦ Procedere ad atti di ispezione e di controllo. Il collegio può promuovere il controllo giudiziario sulla

gestione se ha fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarità nella

gestione. Anche i singoli sindaci possono farlo, quando vogliono o ritengono opporutno.

◦ sull’andamento delle operazioni sociali e su determinati affari,

Chiedere agli amministratori notizie

anche con riferimento alle società controllate

◦ Procedere a scambi di informazioni con corrispondenti organi di società controllate in merito ai

e all’andamento generale dell’attività.

sistemi di amministrazione e controllo

◦ Convocare l’assemblea in caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte degli amministratori e

nel caso si ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere

◦ Impugnazione di delibere invalide del c.d.a.

◦ Azione di responsabilità contro gli amministratori

◦ Denuncia di irregolarità presentata da una minoranza significativa (soc. chiuse 1/20 del capitale, soc.

aperte 1/50 del capitale, soc. quotate 2% del capitale). Il collegio deve indagare senza ritardo,

altrimenti ne risponde.

Compiti straordinari

Ogni socio può denunziare al collegio al collegio sindacale fatti che ritiene censurabili. Il collegio sindacale è

doveri specifici sono invece posti

però obbligato solo a tenerne conto nella relazione annuale dell’assemblea.

a carico del collegio sindacale quando la denuncia provenga da tanto soci che rappresentano il 5% del

capitale sociale(2% per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio). In tal caso del collegio

sindacale “deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali

proposte dell’assemblea”, convocando immediatamente la medesima qualora ravvisi fatti censurabili di

rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

Il funzionamento del collegio sindacale

Nelle società non quotate il presidente del collegio sindacale è nominato dall’assemblea(art.2398).

a) nelle società quotate è invece l’atto costitutivo a fissare i criteri di nomina dello stesso.

riunirsi almeno ogni 90 giorni e l’attuale disciplina prevede che le riunioni possono svolgersi

b) Deve

anche con mezzi telematici, se lo statuto lo consente.

c) Il collegio sindacale + regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci e

delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Dalle riunioni deve essere redatto processo verbale,

sottoscritto da tutti gli intervenuti, che viene trascritto nel libro delle adunanze.

La responsabilità dei sindaci

Responsabilità per colpa: al pari degli amministratori, i sindaci devono adempiere i loro doveri con la

professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell’incarico(art.2407). i sindaci sono responsabili anche

penalmente della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e documenti di cui

hanno conoscenza per ragione del loro ufficio.

l’obbligo di risarcimento grava esclusivamente sui sindaci, di regola, solidamente

Responsabilità esclusiva:

tra loro, qualora il danno sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei loro doveri. Ad

esempio, uno o più sindaci hanno violato il segreto d’ufficio.

Responsabilità concorrente: i sindaci sono responsabili in solido con gli amministratori per i fatti o le

omissioni di questi ultimi, qualora il danno non si sarebbe prodotto se i sindaci avessero vigilato in

conformità degli obblighi della loro carica.

L’azione di responsabilità contro i sindaci è disciplinata dalle stesse norme dettate per l’azione di

responsabilità contro gli amministratori.

Denuncia di gravi irregolarità

E’ possibile denunciare al tribunale il fondato sospetto che gli amministratori abbiano violato:

- i loro poteri

- compiuto gravi irregolarità

- causato un danno potenziale

I soggetti legittimati sono:

 soci di minoranza significativa ( soc. chiuse 1/10 capitale, soc. aperte 1/20 capitale)

 collegio sindacale, consiglio di sorveglianza o comitato di controllo

 pubblico ministero per le soc. aperte un’ispezione

PROCEDIMENTO: il tribunale invita in camera di consiglio amm.ri e sindaci; può ordinare

fatta a spese della società; tutto viene sospeso se l’assemblea decide di sostituire gli amm.ri ed i nuovi

amm.ri devono riferire al giudice. Se le violazioni sussistono e l’ispezione/revoca degli amm.ri non bastano,

provvisori e viene convocata l’assemblea. Nei casi più gravi gli amm.ri

allora vengono presi provvedimenti

vengono revocati dal tribunale e nominato un amministratore giudiziario, il quale può: proporre un’azione di

responsabilità e al termine rende al tribunale il conto dell’attività e revocare l’assemblea per la nomina dei

nuovi amm.ri o la liquidazione della società.

C) IL CONTROLLO CONTABILE

Con la riforma 2003 si è completato il processo di separazione del controllo sull’amministrazione dal

controllo contabile, originariamente entrambi affidati al collegio sindacale. Più esattamente oggi coesistono

tre discipline parzialmente diverse.

A) SPA CHIUSE

Nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il controllo contabile è esercitato da un

revisore contabile persona fisica o da una società di revisione iscritti in un apposito registro istituito presso il

Ministero della Giustizia. Tuttavia nelle società che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato

lo statuto può affidare il controllo contabile allo stesso collegio sindacale.

B) SPA APERTE

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio diverse dalle società quotate, il controllo

contabile invece può essere esercitato solo da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori

contabili, la quale limitatamente a tali incarichi è assoggettata a parte della disciplina della revisione

contabile prevista per le società quotate ed alla vigilaza della Consob.

C) SPA QUOTATE (e di interesse pubblico

quotate l’attività di revisione contabile è riservata alle società di revisione iscritte in

Nelle società con azioni

un apposito albo speciale tenuto a cura della Consob ed è integralmente assoggettata alla disciplina dettata

dal Tuf.

Funzioni

Funzione principale, anche se non esclusiva, del revisore è quella di controllare la regolare tenuta della

contabilità e di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato.

Il revisore contabile infatti:

 Verifica, con periodicità almeno trimestrale, della regolare tenuta della contabilità

 Verifica della corretta rilevazione, nelle scritture contabili, dei fatti di gestione

 Verifica della corrispondenza del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, ove

redatto, alle risultanze delle scritture

 Verifica della conformità dei conti alle norme che li disciplinano

 Nelle società quotate, la società di revisione deve esprimere, oltre a pareri contabili nel caso

di operazioni straordinarie, un particolare giudizio sui bilanci.

Primo revisore scritto nell’atto costitutivo, gli altri vengono nominati dall’assemblea su proposta del collegio

sindacale. Durata 3 esercizi e per le soc. di interesse pubblico rinnovabile solo 2 volte. Revocabile

dall’assemblea per giusta causa e sentito il collegio sindacale.

N.B. in caso di giudizio positivo e senza rilievi, il bilancio può essere impugnato anche per nullità solo da

tanti soci che rappresentano il 5% del capitale.

Responsabilità

Il revisore contabile documenta l’attività svolta in un apposito libro, tenuto presso la sede della società o in

un luogo diverso stabilito dello statuto. Il soggetto incaricato del controllo contabile:

a) Deve adempiere ai propri doveri con diligenza professionale

b) È responsabile della verità delle sue attestazioni

c) Deve conservare il segreto su fatti e documenti di cui è a conoscenza in ragione del suo ufficio

Si applicano le regole dell’azione di responsabilità dettata per i sindaci

d)

e) Responsabilità della società di revisione o il revisore solidale con amm.ri verso società, singoli soci e

terzi.

f) Responsabilità solidale del soggetto responsabile della revisione

2. SISTEMA DUALISTICO

Il sistema dualistico di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un consiglio di gestione e di un consgilio

di sorveglianza. Il controllo contabile è poi affidato, senza eccezioni, ad un revisore contabile o ad una

società di revisione.

1) IL CONSIGLIO DI GESTIONE

Funzioni

Il consiglio di gestione svolge le funzioni proprie del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale:

 Esclusiva nella gestione dell’impresa

 Convocazione assemblea, impugnazioni delibere ecc

 Statuarie: lo statuto può delegare funzioni che spetterebbero all’assemblea

Composizone e durata

 Il consiglio di gestione è costituito da un numero di componenti non inferiore a due. I primi

nominati nell’atto costitutivo. Successivamente la loro nomina compete al

componenti sono

consiglio di sorveglianza, che ne determina anche il numero nei limiti stabiliti dallo statuto

 Dura per il tempo stabilito nell’atto di nomina e comunque non più di tre esercizi

 I consiglieri sono rieleggibili senza limiti

Nomina e revoca

 I primi sono nominati nell’atto costitutivo, gli altri dal consiglio di sorveglianza

 Revoca e sostituzione, in ogni tempo, competono al consiglio di sorveglianza

 Se la revoca è senza giusta causa si ha il risarcimento danni

Responsabilità

L’azione di responsabilità contro gli amministratori come nel sistema tradizionale può essere anche esercitata

dal consiglio di sorveglianza. La relativa deliberazione è assunto a maggioranza dei componenti e comporta

la revoca di ufficio dei consiglieri di gestione. Valgono le stesse regole del sistema tradizionale, inoltre:

Anche il c.d.s. ha competenza a deliberare ed esercitare l’azione sociale di responsabilità

- di 2/3 del c.d.s. comporta la revoca d’ufficio dei

- La delibera è assunta a maggioranza, mentre il voto

consiglieri di gestione contro cui è proposta

- Il c.d.s. può anche rinunciare a transigere, a maggioranza, se non si oppone 1/5 o 1/20 del consiglio

di sorveglianza

2.CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA

Composizione

a) I componenti del consiglio di sorveglianza possono essere soci o non soci. Il loro numero, non

inferiore a tre, è fissato dallo statuto.

I primi componenti sono nominati nell’atto costitutivo. Successivamente la loro nomina compete

b) all’assemblea ordinaria, che ne determina anche il numero nei limiti stabiliti dallo statuto.

c) Almeno un componente effettivo del consiglio di sorveglianza deve essere scelto tra gli iscritti nel

registro dei revisori contabili

Lo statuto può subordinare l’assunzione della

d) carica al possesso di particolari requisiti di:

 Indipendenza

 Onorabilità

 Professionalità

Il presidente del consiglio di sorveglianza è nominato direttamente dall’assemblea

e)

In ogni caso, non possono essere nominati:

 Gli interdetti, gli incapaci, i falliti e coloro che sono stati interdetti, anche temporaneamente dai

pubblici uffici o dalla direzione delle persone giuridiche

 I componenti del consiglio di gestione

 Coloro che sono legati alla società o alle società controllate, collegate o sottoposte a comune

controllo,da un rapporto di lavoro, ovvero da un rapporto continuativo di collaborazione che ne

comprometta l’indipendenza

Revoca

- Può essere disposta in qualunque tempo, ma è salvo il diritto di risarcimento del danno se non ricorre

giusta causa

all’assemblea,

- Compete che provvede con il voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale

Competenze

- Presenta la denunzia al tribunale(art.2049)

Riferisce per iscritto almeno una volta all’anno all’assemblea sull’attività di vigilanza svolta sulle

- omissioni e sui fatti censurabili rilevati

- È destinatario delle denunzie dei soci

- I suoi componenti devono assistere alle assemblee e possono assistere alle adunanze del consiglio di

gestione

- Nomina/revoca i componenti del c.d.g.

- Approva il bilancio di esercizio e, se redatto, il bilancio consolidato

- Esercita le funzioni di vigilanza proprie del collegio sindacale

Promuove l’azione di responsabilità verso i membri del c.d.g. (lo statuto può tuttavia attribuire

- all’assemblea nomina/revoca dei componenti del c.d.g. e l’approvazione del bilancio)

Responsabilità

I componenti devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta della natura dell’incarico.

I.

II. Sono solidamente responsabili con i componenti del consiglio di gestione per i fatti e le omissioni di

questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità dei doveri della

loro carica

L’azione di responsabilità è regolata dalle norme applicabili al sistema tradizionale

III.

3.SISTEMA MONISTICO

Il sistema monastico, di ispirazione anglosassone, si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale.

L’amministrazione ed il controllo sono infatti esercitati dal consiglio di amministrazione e da un comitato

per il controllo sulla gestione costituito al suo interno, che svolge le funzioni proprie del collegio sindacale.

Anche nel sistema monastico il controllo contabile è poi affidato ad un revisore contabile o ad una società di

revisione.

Il consiglio di amministrazione

Al consiglio di amministrazione spetta l’amministrazione della società ed è eletto dall’assemblea:

All’interno di questa categoria di amministratori è possibile distinguere amministratori privi di

- incarichi di gestione, diretta o anche di mero fatto(c.d. amministrazione non esecutivi)

È previsto che almeno un terzo dei componenti del consiglio di amministrazione deve essere in possesso dei

requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci e , se lo statuto lo prevede, di quelli previsti da codici di

comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati regolamentati.

Il comitato di controllo sulla gestione

Composizione solo amministratori indipendenti non esecutivi:

1) I componenti del comitato per il controllo sulla gestione sono nominati dallo stesso consiglio di

amministrazione tra i consiglieri in possesso di requisitid i indipendenza

2) Almeno uno dei componenti deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili

3) Salvo diversa previsione statuaria, il numero dei membri è stabilito dal consiglio di amministrazione

4) Nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio devono essere almeno 3

5) Il comitato funzione secondo le regole stabilite per il collegio sindacale

Competenze

 Vigila sull’adeguatezza della struttura organizzativa, del sistema di controllo interno e del sistema

amministrativo contabile

 Nonostante le analogie, differisce dal collegio sindacale per la mancata, espressa estensione del

dovere di controllo sull’osservanza di legge e statuto e sul rispetto dei principi di corretta

amministrazione da parte degli amministratori

Responsabilità

 di attivarsi ed eventualmente di convocare l’assemblea nel

Doveri: il comitato ha il potere-dovere

caso riscontri fatti censurabili

 Non viene richiamata la denuncia di gravi irregolarità ex. Art. 2409, ma l’ultimo comma dell’articolo

legittima l’applicabilità del procedimento anche nel modello monistico

 Non viene è richiamata la norma sull’azione di responsabilità sociale contro i sindaci, ma la

responsabilità per omessa vigilanza dei componenti del comitato è comunque ampia

IL BILANCIO

Al pari di ogni imprenditore assoggettato all’obbligo di tenuta delle scritture contabili, la società per azioni

deve redigere annualmente il bilancio di esercizio.

Il bilancio di esercizio è il documento contabile che rappresenta, in modo chiaro veritiero e corretto, la

situazione patrimoniale e finanziaria della società alla fine di ciascun esercizo, nonché il risultato economico

dell’esercizio stesso (cioè gli utili conseguiti o le perdite subite nell’esercizio).

Composizione

Esso è costituito da:

 Stato patrimoniale

 Conto economico

 Nota integrativa

1. lo stato patrimoniale rappresenta in modo sintetico la composizione quantitativa e qualitativa del

patrimonio della società(attività e passività) e la sua situazione finanziaria nel giorno della chiusura

dell’esercizio. Consente inoltre l’immediata conoscenza del patrimonio netto della società.

2.il conto economico espone il risultato economico dell’esercizio(utile o perdite) attraverso la

rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti, nonché dei ricavi e degli altri proventi conseguiti

nell’esercizio.

3. la nota integrativa illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico. Fornisce

pertanto una serie di informazioni integrative sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato

economico di esercizio, nonché sul numero di dipendenti, sui compensi di amministratori e sindaci, sulle

azioni e sugli altri strumenti finanziari emessi dalla società, sui finanziamenti dei soci alla società e sulle

operazioni di locazione finanziaria. In particolare, nella nota integrativa vanno elencate, con una serie di dati

informativi, le partecipazioni in società controllate e collegate.

4.il bilancio deve inoltre essere corredato dalla relazione sulla gestione degli amministratori, nonché da

5. relazioni del collegio sindacale e del revisore contabile. Si tratta di un allegato esterno al bilancio, che

assolve una funzione di resoconto sulla gestione della società e sulle sue prospettive. Essa deve infatti

la situazione della società e l’andamento della gestione “ nel suo complesso e nei vari settori in cui

illustrare

essa ha operato, anche attraverso impresa controllate, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli

investimenti”. Ne è nel contempo fissato il contenuto minimo e si specifica fra l’altro, che dalla stessa

devono risultare i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio e l’evoluzione prevedibile della

gestione.

Funzioni

Funzione essenziale del bilancio è quella di accertare periodicamente la situazione del patrimonio(aspetto

statico) e la redditività(aspetto dinamico) della società: accertamento che nella società per azioni acquista

rilievo sotto diversi profili. Il bilancio di esercizio costituisce infatti per i soci(ed in particolare per quelli di

minoranza) il solo strumento legale di informazione contabile sull’andamento degli affari sociale; e

costituisce per i creditori sociali il mezzo per conoscere la consistenza del patrimonio della società, sola

garanzia su cui essi possono fare affidamento.

Principi di redazione

 Chiarezza(art.2423(2)c.c.)- rispetto della suddivisione delle poste legali

 Verità e correttezza della rappresentazione e delle valutazioni- verità non in senso assoluto ma

secondo i criteri previsti dalla legge

 di una norma di legge è incompatibile con chiarezza, verità e correttezza? La si deve

L’applicazione

disapplicare (+ spiegazione in nota integrativa)

Art.2423- 2° comma

Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione

patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.

È obbligatorio fornire le informazioni ulteriori necessarie, se quelle richieste da specificare disposizioni di

legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta(art.2423, 3°comma). È perciò fuori

dubbio che il rispetto formale delle disposizioni specifiche non implica senz’altro che il bilancio sia chiaro,

veritiero e corretto.

Art.2423- 3°comma

Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una

rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo.

Altri principi di redazione

Ulteriori principi di redazione del bilancio, integrano, specificano e rafforzano le sopra esposte clausole

generali. È infatti stabilito che:

i. Prudenza, la valutazione delle voci di bilancio deve essere fatta secondo prudenza e nella

prospettiva di continuazione dell’attività; e ciò al fine di evitare che dal bilancio risultino utili non

effettivamente realizzati alla chiusura dell’esercizio. Si deve tenere conto della funzione economica

dell’elemento dell’attivo o del passivo considerato, al fine di far prevalere quest’ultima in caso di

contrasto con i criteri formali di iscrizione in bilancio.

ii. Bilancio di competenza, nella redazione del bilancio si deve tener conto delle entrate e delle uscite di

competenza dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento, nonché dei

perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura dello stesso

rischi e delle

ma prima della redazione del bilancio. Il bilancio di esercizio è cioè un bilancio di competenza e non

di cassa. modificati da un esercizio all’altro, se non in

iii. Continuità, i criteri di valutazione non possono essere

casi eccezionali e con l’obbligo degli amministratori di motivare la deroga nella nota integrativa e di

illustrare l’influenza. E ciò per un’evidente esigenza di chiarezza.

Riserve

L’assemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili ai soci. Non tutti gli utili sono

però distribuibili fra i soci sotto forma di dividendi. E ciò per la presenza di alcuni vincoli di destinazione

possono essere poi stabiliti dall’atto costitutivo.

imposti dalla legge. ulteriori vincoli di destinazione

Inanzitutto, se negli esercizi precedenti si è verificata una perdita del capitale sociale, non si possono ripartire

gli utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher birillo44 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Mucciarelli Federico M..

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