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La logica vetus e il ricorso alla distinctio

La necessaria familiarità che i glossatori bolognesi dovevano aver acquisito con le tecniche insegnate nelle scuole di arti liberali implicava la loro dimestichezza anche con il patrimonio culturale della logica, che costituiva lo specifico argomento didattico della dialettica. La logica, in quanto scientia rationalis, mostrava a tutte le altre discipline la strada per costruire argomentazioni corrette e per evitare errori di ragionamento.

La dialettica insegnata ai tempi di Irnerio consisteva in un ben definito complesso di regole concettuali che erano state tramandate pressoché inalterate sin dal VI secolo con il nome di Logica Vetus. Una significativa caratteristica della logica vetus consisteva nella scarsa e stentata conoscenza del sillogismo, una delle principali tecniche gnoseologiche concepite nell’età classica. Infatti, tra le fonti non compaiono i testi di Aristotele, fondamentali per il corretto e completo apprendimento delle regole del ragionamento inferenziale.

Un ruolo decisamente importante fu assunto, invece, nel medioevo, dalle opere che illustravano dettagliatamente il funzionamento dell’altra tecnica euristica elaborata dalla filosofia greca: la distinctio, che viene da Platone utilizzato come strumento conoscitivo di carattere generale fondamentale per consentire una completa ed approfondita conoscenza di qualsiasi campo del sapere.

La distinctio è alla base della dicotomia, operazione attraverso la quale un concetto generale viene diviso ed escisso in una coppia di concetti particolari tra loro antitetici. L’antitesi tra le specie discende dall’individuazione di una caratteristica discriminante che rende incompatibile l’appartenenza contemporanea degli elementi che compongono il genere ad entrambe le specie antinomie. Si tratta di una tecnica che consente di acquisire una conoscenza più dettagliata e precisa degli elementi che appartengono al genus e che confluiscono nelle species contrapposte.

I maestri di logica attivi nelle scuole di arti liberali, privilegiavano questa tecnica perché più semplice ed intuitiva del sillogismo aristotelico e costituiva perciò lo strumento per l’acquisizione di conoscenza più comprensibile e versatile del sillogismo, che era invece vincolato a complesse regole di funzionamento finalizzate ad evitare l’insorgere di aberrazioni logiche e paralogismi.

L’incontrastata preminenza del criterio dicotomico, che era suscettibile di applicazione generalizzata in ogni campo del sapere come basilare canone epistemologico di tutte le tecniche scientifiche, impose dunque la distinctio come il più efficace strumento per edificare la nuova scienza giuridica che era destinata a svilupparsi a partire dall’esegesi delle fonti del riscoperto diritto romano.

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

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