Diritto medievale
Lezione numero 1
Dopo il crollo dell’impero romano, inizia il medioevo giuridico. Questo ha come dati importanti la scoperta dell’America nel 476 d.C. Questo periodo si può dividere in due parti:
- Alto medioevo che va dal 5° secolo al 11-12° secolo
- Basso medioevo dal 11-13° secolo al 14-15° secolo
Fattore importante di questi cambiamenti furono i regni romano barbarici e non le invasioni romano barbariche. Questo perché l’invasione cambiò radicalmente il modo di vivere delle popolazioni latine. Prima di tutto c’è da dire che il popolo latino aveva un diritto legale, mentre il popolo barbarico ne aveva uno consuetudinario.
Caratteristiche del nuovo ordinamento
- Incompiutezza del legislatore
- Incompiutezza del potere legislativo
- Vuoto culturale
Tra il primo ed il secondo medioevo il problema fondamentale fu la diversa cultura. Solo nei periodi successivi si arriverà ad un compromesso ed in alcuni regni ad una cooperazione tra le differenti culture. Quindi nell’alto medioevo, dopo la caduta dell’impero romano, inizia il medioevo giuridico. L’impero cade nel 476 d.C., a capo dell’esercito dei Barbari c’era Odoacre che depose Romolo Augustolo.
La causa scatenante di tutto ciò fu che quest’ultimo non voleva concedere un terzo delle terre conquistate ai barbari. Comunque l’esercito era già barbarizzato, infatti i soldati federati strinsero un patto di alleanza, il Fedus, e combatterono per loro. Odoacre guidò le tribù degli Eruli, Rugi, Sciti verso Milano, Oreste scappò a Pavia ma fu ucciso il 22 agosto del 476. Si diressero poi verso Ravenna dove venne catturato il fratello di Oreste ed ucciso. Catturato anche Augustolo, venne deposto ed esiliato in Campania e così finì l’Impero Romano d’Occidente.
Odoacre non si proclama imperatore ma invia insegne all’imperatore romano d’Oriente. Odoacre il 25 agosto del 476 si proclama Re d’Italia e si subordina all’imperatore d’Oriente anche se ha le stesse sue funzioni. Il barbaro in pratica governa come un patrizio, come un subordinato.
Cause del declino
Vi sono due cause:
- Esterno: Parte dalla storiografia che ritiene che l’esercito federale avesse dei limiti alla compattezza e alla solidità.
- Interno: Mutamento socio-economico iniziato con il tardo impero romano, questo mutamento è avvenuto anche nell’impero romano d’Oriente che però, a differenza dell’Occidente, è sopravvissuto.
Il declino comunque non è stato un momento unico ma una serie di trasformazioni lente e continue iniziate con l’invasione e poi continuate con i regni romano germanici. Il tutto inizia in maniera forte con la fine del 3° e l’inizio del 4° secolo. Gli Unni ed altre popolazioni barbariche iniziano a spostarsi verso l’Impero Romano di Occidente; è uno spostamento progressivo (le popolazioni invadono i confini dell’impero per non affrontare gli Unni). Queste invasioni violente continuano.
Conflitti e cambiamenti
Nel 4° secolo i Goti sconfiggono l’esercito romano nella battaglia di Adrianopoli dove nel 378 venne ucciso l’imperatore Valente. Questo fu un grave colpo per il popolo romano, uccisero il loro imperatore!
I barbari erano un popolo con poca cultura, per così dire rozz, definiti dai greci così perché nella loro lingua significava balbuziente dal momento che non impararono la lingua. Dal 372, le cause interne comprendevano la guerriglia civile causata dall’imbarbarimento dell’esercito. Il frazionamento dell’impero favorisce le invasioni, non vi è unione, l’elemento strutturale era l’esercito.
La guida frazionaria dell’impero comporta meno unità sociale e culturale, meno ricchezza, meno organizzazione e più dispotismo. In poche parole, un periodo di forte instabilità. La mancanza di disciplina dell’esercito ed il frazionamento causano la disgregazione. L’imbarbarimento dell’esercito è causato dalla presenza di non più solo romani. I federati continuano a vivere secondo il loro modus vivendi, non avevano più quella fedeltà assoluta, vi erano troppi soggetti estranei e quindi vi era una disaffezione.
La seconda causa interna era l’anarchia della parte occidentale dell’impero.
Lo storico del diritto Angelo Fusari disse che il punto debole di questo momento fu l’incapacità dell’economia romana di evolversi in un’economia dinamica durante il periodo del principato. Questo non fu possibile perché durante la crisi la forma di governo basata sul Dominato salvò l’impero dalla rovina ma allo stesso tempo lo condannò, dal momento che comportava un rigidismo economico ed una centralizzazione amministrativa. La parte orientale accolse la forma politica senza problemi. La parte orientale era abituata al dispotismo, invece l’occidente ebbe una profonda incrinatura, il dispotismo non viene accettato e la Chiesa e l’aristocrazia si pongono in contrasto contro il potere imperiale.
A causa di ciò vi furono innumerevoli lotte interne, al diverso modo di accogliere la forma di governo contribuiscono anche tre fattori:
- Fattore di natura economica: economia impoverita dallo spopolamento delle terre
- Fuga dei coloni dalle campagne
- Fisco spietato
L’instabilità dell’impero romano d’occidente in tutte le province era caratterizzato dalla non accettazione dell’autorità (guerriglia interna).
Conflitti sociali
In pratica:
- Antica aristocrazia contro l’esercito
- Coloni contro i proprietari terrieri
- Cittadini urbani contro il fisco
Giorgio Ruffolo, storico del diritto, disse che la secessione contadina della Pannonia decise di unirsi ai barbari per fuggire al fisco. Vi fu una fortissima anarchia endemica nata e maturata all’interno e non facilmente rimovibile. Il forte declino socio-economico è una causa interna.
Teorie e interpretazioni storiografiche
La storiografia tra XIX-XX secolo ha identificato diversi elementi caratteristici:
- Eugels: crollo dell’impero romano d’occidente quando cambia il sistema economico fondato sulla schiavitù si trasforma in coloni di passaggio, il coloniato cambia struttura interna e vi è un indebolimento della struttura economica.
- Weber: indebolimento causato dal passaggio da un’economia monetaria ad una naturale. A questo va aggiunta un’insicurezza sui traffici marittimi.
- Altri storici invece pensano che vi sia una differenziazione di classi molto ampia, crollo della compattezza, avvicinamento ai barbari, disaffezione dell’impero. Vi è un innesto di forze centrifughe: iniziano a staccarsi ed ad avvicinarsi a barbari, la popolazione volontariamente accetta l’ordinamento barbarico.
Conseguenze del declino
- I proprietari terrieri erano indifesi e non tutelati dall’impero, cercano di evitare la confisca delle terre e si uniscono volontariamente ai barbari.
- Ceti inferiori uguale oppressi dal fisco accettano passivamente o accettano compromessi per migliorare la loro posizione.
Nel quinto secolo l’Impero Romano ebbe un gettito fiscale inferiore quindi vi fu un’impossibilità di finanziare l’esercito. L’impero aveva perso il 50% del gettito imponibile.
Cause esterne ed interne
Il separatismo delle province che è stata una delle cause della caduta dell’impero romano d’Occidente, la teoria di questo è stata fatta da un economista ed uno storico ed entrambi affermano che anche se apparentemente la società romana appariva unita, questa era una finzione, pian piano emergevano le singole nazionalità ed a rivendicare le proprie particolarità. Gli effetti di questa spinta si ebbero intorno al quinto secolo tra Gallia e Spagna, e intorno al settimo secolo in Siria ed Egitto per la parte orientale.
Ci fu una fusione abbastanza rapida tra Impero Romano d’Oriente ed Occidente, le popolazioni barbariche riuscirono a fondersi con quelle dell’impero romano, quindi fusione tra invasori ed invasi. Altra causa di separatismo fu il cristianesimo, secondo la storiografia illuminista (Montesquie) afferma che il cristianesimo portò ad un cambiamento di costumi che gli fece perdere lo spirito combattivo capace di difendersi. Il cristianesimo portò ad una rilassatezza dei costumi e così i barbari poterono conquistare i romani (teoria azzardata) perché è difficile che questo possa essere stata la causa effettiva! Dal punto di vista storico non è facile poter dimostrare questo.
Un’altra causa che la storiografia determina come definitiva è la decadenza del mos maiorum (la decadenza della Roma repubblicana) che aveva reso Roma molto forte (questa teoria sempre capeggiata da Montesquie dice che la corruzione fu il motivo della decadenza tra il 3° e 4° secolo).
Le prime avvisaglie di questa decadenza secondo la ricostruzione storiografica avviene intorno al 1° secolo e si ebbe a causa di imperatori che hanno agito in modo totalmente opposto alla Roma repubblicana (Nerone, Caligola, ecc.) guardando al proprio interesse e non a quello del popolo. Questa interpretazione illuminista deriva dalla lettura che alcuni autori come Tacito che si ponevano contro questi imperatori poco adatti al governo di Roma. Questa teoria non ha avuto un grande riscontro perché si è fatto il confronto con l’impero romano d’Oriente che era dispotico! Questo fu un impero che causò molto più danni di quello d’occidente. Questa teoria insomma viene considerata come teoria storica ma che non ha seguaci.
Medioevo
Dal 476 fino al 1492 (non particolarmente chiara come data). Secondo il prof dal 1300 in poi inizia la modernità giuridica. Il medioevo si divide in basso ed alto, questo finisce tra undicesimo e dodicesimo secolo (anno 1000 horror vacui) questa fu considerata lo spartiacque tra le due età. Prima dell’anno mille nessuno produceva più nulla perché il mondo sarebbe finito. Una crisi psico sociale gravissima che vide la sua risalita dopo l’anno 1000.
Nel primo medioevo si fa riferimento ai regni romano-barbarici. La conseguenza delle invasioni barbariche furono questi regni. Ci occuperemo dei Visigoti, primo regno stanziale in maniera definitiva nell’impero romano. I Bizantini nella penisola italiana furono fondamentali; i Franchi non subito dei Carolingi, ma prima dei Merovingi e dei Longobardi.
Il primo medioevo non può non concludersi senza il feudalesimo. Non si potrà non parlare del ruolo della chiesa durante specie il primo medioevo. Dalle invasioni barbariche esistono questi regni romano barbarici.
Si chiamano così perché romano perché le istituzioni, regole e norme romane sopravvissero più o meno all’interno di questi ordinamenti, il diritto romano è presente in questa ordinazione dei diritti barbarici. Barbarici perché furono i barbari ad insediarsi e manterranno le loro tradizioni totalmente diverse a quelle dei romani. I popoli che si insediano mantengono le loro origini. Quando romano barbarico è contemperare queste esigenza all’interno dei regni del 5° secolo. Vi furono molti attriti tra dominanti e dominatori, tra questi contrasti vi furono:
- La differenza di religione, generalmente i barbari erano ariani mentre le popolazioni latine erano cristiane (313 editto di Licinio e Costantino chiamato scorrettamente di Milano che aboliva le persecuzioni dei cristiani e libertà di professione e 381 Tessalonica unica religione ufficiale).
- Diverso modo di concepire la giustizia, questo era un modo totalmente diverso che ha dettato diverse istituzioni. Per i barbari era un fatto privato la giustizia ed era legato al concetto di vendetta personale totalmente diverso dal concetto di giustizia (esistenza di norme giuridiche da un alto valore morale valevoli per tutti) da questa alta concezione della giustizia che nasce l’esigenza di avere delle norme.
- Diverso modo di concepire la società. Per i barbari la società è tribale, si fondava sulle tribù e poteri che i capi tribù avevano sul loro popolo. I romani invece vedevano la società raffinata, c’erano dei contemperamenti che facevano sì ci fosse una giustizia sociale. I barbari avevano diverso modo di vivere. Le tutele dei romani verso anche le altre classi non c’erano per i barbari.
I regni romano barbarici
- Eruli e Sciri: è il regno nato in Italia al seguito della conquista di Odoacre che fece cadere l’impero romano nel 476.
- Vandali: si colloca nell’Africa romana che corrisponde all’Algeria e Tunisia e porranno le basi del loro regno, non si fermarono solo qui ma attraverso una politica di espansione marittima controllarono anche Baleari, Sardegna e Corsica.
- Svevi: che si colloca nella Spagna occidentale.
- Visigoti: parte penisola iberica e Gallia.
- Burgundi: parte della Gallia (restante) fino al confine con il Rodano.
- Franchi: regno con vita molto lunga, nella Gallia settentrionale (Francia centrale) tra ricchissimi territori vicini alla Senna, nucleo centrale del regno.
- Angli e Sassoni: attuale Gran Bretagna e nasce a partire dal sesto secolo, è un regno formato da sette regni, eptarchia britannica, un insieme voluta da due popolazioni germaniche Angli e Sassoni. Insieme che dureranno fino all’invasione danese dell’850. Data di partenza la caduta dell’impero romano d’occidente (5° secolo inizio 6°).
In tutta l’Europa si sviluppano questa serie di regni.
I Visigoti
Questi fondano la loro capitale politica ed economica nella città di Toledo. Sono il primo popolo di stirpe germanica che si insedia nella parte occidentale dell’Europa. La loro collocazione non è scelta, ma vanno lì successivamente alla sconfitta che subirono da parte dei Franchi che rimasero nella Gallia centrale, e loro si spostarono nella penisola iberica. È un regno abbastanza duraturo (fino alla fine dell’8° secolo). L’aspetto interessante è che le istituzioni che si creano in questo ordinamento giuridico ha degli aspetti simili a quelle italiane e della Gallia dell’epoca anche se dovettero convivere con una realtà diversa da queste due. Differenze sostanziali.
Le similitudini tra Visigoti, Italia e Gallia:
- Anche i Goti si insediano in una regione compatta, come i Bizantini in Italia ed i Franchi in Gallia, si insediano in una regione già compatta e possono creare un ordinamento solido fin dall’inizio del suo sorgere. Un altro aspetto comune riguarda la divisione delle terre conquistate, anche in questo regno, come per i Bizantini e per i Franchi, il re diviene l’unico titolare dei beni dell’imperatore precedente. Questo comportava anche l’attribuzione ai capi militari molti territori, ciò comporterà la nascita del feudalesimo, i maggiori poteri del capo militare, poi fondiario e poi feudatario avranno dei poteri. Nasce quindi da questa consapevolezza del proprio fondo.
- Altro aspetto comune al regno: viene mantenuto e rispettato il principio della personalità del diritto, che significa l’applicazione di un diritto a seconda della stirpe di riferimento, principio della territorialità. A seconda della persona veniva applicata (se romano o visigoto).
- Furono conservate molte delle magistrature del tardo impero romano. Iudex ed il Rector Provinciae sono due figure fondamentali.
- Le istituzioni municipali tipiche del tardo impero: la Curia cittadina, organo che amministrava il centro della cittadina (le nostre province) e qui c’erano due figure: Defensor Civitatis e il Curator Civitatis, figure legate alle istituzioni municipali dell’epoca romana.
- Anche nella Spagna dei Visigoti ed Italia dei Bizantini il re amministra l’immenso patrimonio attraverso l’ausilio del Comes Patrimonii (da qui nasce il titolo di conte, compagno quindi). Il re è ausiliato quindi da qualcuno a gestire il patrimonio, aveva anche agenti provinciali che avevano le stesse funzioni del Comes nelle province (esattore delle tasse ecc.), procuratori generali.
A partire dal 6° secolo inizio 7° il sistema istituzionale introdotto dai Visigoti in Spagna all’inizio modellato su quello del regno di Tolosa subisce importanti modifiche che renderanno particolare questo regno. Ci saranno degli eventi che faranno sì che si possa parlare di istituzioni e provvedimenti legislativi tipici dei Visigoti.
Si ha una grande fusione tra elemento romano e germanico della popolazione. Significa una concordia tra questi due rami della popolazione che si trovano a condividere lo stesso territorio senza una voglia iniziale. Questa fusione tra elemento germanico e romano è basata su un dato storico ben preciso: la conversione del re visigoto (re Careto) alla fede cattolica. Talmente importante che la conversione fu proclamata durante il terzo concilio di Toledo nel 589.
Una conversione molto importante perché fu propugnata a convincere il re alla conversione della fede cattolica. Il re si converte grazie al suo consigliere l’arcivescovo di Siviglia. Il principale cambiamento non fu solo la conversione del re. Uno dei primi elementi di attrito era la differenza di religione, attraverso la conversione comporterà un avvicinamento con l’ex aristocrazia romana che aveva portato ad un avvicinamento e l’abbandono della religione ariana tra i capi militari. Il nuovo regno sposa il cattolicesimo come religione. Questa concordia ha una sua conseguenza molto forte dal punto di vista legislativo in una legge perché si arriva a determinare una legge valida sia per i romani che per i visigoti, applicabile indistintamente.
Il re in questione fu Recesvindo che dispose di un nuovo testo legislativo applicabile a tutti e due i popoli, la Lex Visigotorum (654), che fu promulgata nel 654. Questa legge molto spesso si trova come Liber Iudiciorum.
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