Capitolo IV: L'immaginario della società e del potere
Il pensiero sociale e politico medievale
Il pensiero sociale e politico medievale è dominato dall'idea di ordine universale (Cosmos) che comprende uomini e cose e orienta tutte le creature verso il Creatore. In una società cristiana, la Creazione, operata da Dio, appariva come una forza ordinatrice: le cose vengono ordinate per un fine specifico (l'erba per gli animali, gli animali e i frutti per l'uomo, l'uomo e la donna l'uno per l'altro ed entrambi per Dio). La narrazione della Genesi ispirò il pensiero sociale medievale e moderno fondando le gerarchie sociali: i ruoli sociali trovano giustificazione e legittimazione nella Creazione/Ordinamento (Es.: il Re, le gerarchie politiche e sociali, ecc.).
Anche la filosofia greca e romana concepiva il carattere ordinato dell'universo: per Aristotele, il mondo era organizzato finalisticamente in quanto le cose avevano nella loro natura una iscrizione che ne indicava il posto nell'ordine del mondo che ne condizionava la vita in vista della finalità del tutto. Era come un gene che crea nelle cose stimoli inferiori che le indirizzano a occupare il loro posto e a svolgere la loro funzione nel tutto, come la tessera di un mosaico. Nel caso dell'uomo, questo gene determinava l'espletamento dei suoi compiti in seno alla società organizzata in vista del bene comune.
Il diritto e l'ordine divino
Il diritto aveva come fondamento l'ordine divino della Creazione: i giuristi identificavano la giustizia con la natura e questa con Dio. Perciò i giuristi erano considerati alla stregua dei sacerdoti (Digesto, opera giuridica redatta da Triboniano su ordine dell'Imperatore Giustiniano). Prima di essere una norma di diritto, l'ordine era una norma di vita (onestà, onore, verità, bontà): vivere onestamente significava aderire all'ordine naturale del mondo e il comportamento rendeva manifesta la natura degli uomini (retta o deviata). La verità, insieme all'onestà, erano le doti più apprezzate ed erano perciò condannabili anche penalmente tutte le forme di falsità.
Il diritto si fonda su principi di giustizia e tutte le attività dei poteri superiori sono orientate alla soluzione dei conflitti: in caso contrario, il governo diviene tirannide. Il principe può agire in modo difforme dal parere dei consiglieri, degli esperti, dei letterati, ma solo eccezionalmente, come sono rari i miracoli di Dio.
Il concetto di destino cosmico
Il concetto di destino cosmico non implica che in un sistema gerarchizzato la differenza significhi minore perfezione rispetto ad altri, ma solo un diverso inserimento funzionale nel destino del mondo. La subordinazione non rappresenta, quindi, minore dignità ma solo una specifica allocazione nell'ordine: gli stessi angeli, esseri perfetti, non sfuggivano a questa logica, essendo organizzati in nove gradi distinti. Tuttavia, la compatibilità tra perfezione dell'uomo e l'esistenza di disuguaglianze non cessava di generare un paradosso che può essere superato con una visione escatologica del Creato.
L'idea di ordine suggeriva anche la prospettiva secondo cui l'universo è come un corpo nel quale a ciascun ordine compete una funzione. Le funzioni sono gerarchizzate per l'importanza che rivestono nella sussistenza del tutto: questa visione legittimava una distinzione tra le persone e le cose in termini di dignità. Gli uomini, quindi, erano degni in rapporto alla dignità dell'ufficio che naturalmente competeva loro.
Il diritto e la società di status
Sul piano del diritto, le differenze tra le persone nelle nozioni di Status e di privilegio (Diritto Particolare). Nella società europea si individuavano tre uffici sociali: la milizia, la religione, il lavoro. Ma in altri ambiti della realtà giuridica e politica (diritto penale, fiscale, ecc.) gli status erano multipli, a seconda dei gruppi di appartenenza, come se in un individuo convivessero varie persone: persona, difatti, designava nell'antichità la maschera teatrale con la quale un attore si trasformava in un ruolo.
Persona è l'uomo in quanto ricopre un ruolo sociale: la vera persona giuridica è lo status (Clavero). Il diritto romano non considerava come persona chi era privo di status (civilis, civitatis, familiae): era il caso degli schiavi.
La società di ceti
La società di status e la società per ceti, che caratterizzerà l'antico regime e precede l'attuale società di individui. I ceti rappresentano i corpi sociali: la società per ceti è legata all'idea che tutti gli organi della società sono indispensabili. Pertanto, il potere non può essere concentrato nel sovrano ma diviso tra i corpi sociali: come in un corpo umano, i corpi sociali godono di autonomia funzionale come gli organi e il sovrano (caput = testa) ne rappresenta all'esterno l'unità, mentre, internamente, garantisce l'equilibrio (armonia).
-
Riassunto esame Storia del diritto italiano, prof. Liberati, libro consigliato Storia del diritto italiano, Padoa S…
-
Riassunto esame Storia del Diritto Italiano, prof. Trombetta, libro consigliato Storia del Diritto Italiano, Padoa …
-
Riassunto esame storia del diritto italiano, prof. Grossi, libro consigliato L'Europa del diritto, Grossi
-
Riassunto esame storia del diritto italiano ed europeo, prof. Lupano, libri consigliati "Storia del diritto Età me…