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nozioni dì Status e di privilegio (Diritto Particolare). Nella società europea si individuavano tre

uffici sociali: la milizia, la religione, il lavoro. Ma in altri ambiti della realtà giuridica e politica

(diritto penale, fiscale, ecc.) gli status erano multipli, a seconda dei gruppi di appartenenza, come se

in un individuo convivessero varie persone: persona, difatti, designava nell 'antichità la maschera

teatrale con la quale un attore si trasformava in un ruolo.

Persona è l'uomo in quanto ricopre un ruolo sociale: la vera persona giuridica è lo status

(Clavero). Il diritto romano non considerava come persona chi era privo di status (civilis, civìtatis,

familiae): era il caso degli schiavi.

La società di status e la società per ceti che caratterizzerà l'antico regime e precede l'attuale

società di individui. I ceti rappresentano i corpi sociali: la società per ceti è legata ali 'idea che tutti gli

organi della società sono indispensabili. Pertanto il potere non può essere concentrato nel sovrano

ma diviso tra i corpi sociali: come in un corpo umano, i corpi sociali godono di autonomia funzionale

come gli organi e il sovrano (caput = testa) ne rappresenta ali 'esterno l'unità, mentre, internamente,

garantisce l'equilibrio (armonia), in un certo senso la giustizia.

L'origine del Paradigma Individualista deve ricercarsi nella Scolastica Francescana del

Trecento. Mettendo in dubbio i corpi sociali come istituzione per la comprensione della società, spoglia

la persona del suo status per trovare la vera essenza: le qualità (status) divengono superflue

mettendo in luce l'individuo astratto e uguale (Teologia Tomista).

Queste concezioni produssero la convinzione di una totale dipendenza dell'uomo dalla volontà di Dio

(Fideismo). Ma se la volontà divina è insondabile, l'unico modo per comprendere l'ordine del mondo è

osservare le sue manifestazioni separando la verità della fede dalla verità dell 'intelletto: si giunge alla

Laicizzazione della Teoria Sociale.

Gli uomini spinti dai pericoli o dal desiderio di felicità e benessere, istituiscono la società civile

mediante un accordo di volontà, un patto (Contrattualismo).

Non più la volontà divina o del principe (diritto divino dei Re), ma volontà degli uomini, atomi della

società naturale: la volontà sta ali 'origine anche del diritto.

Russeau definirà la legge come "una dichiarazione pubblica e solenne di volontà generale ".

Il Paradigma Individualista e Volontarista si sdoppia in due correnti:

n // Provvidenzialismo : il potere è concepito come espressione della volontà divina

attraverso le dinastie regnanti;

D II Contrattualismo Assolutista: concepisce il patto sociale come trasferimento

definitivo del potere nelle mani dei governanti.

Nel campo del Diritto Privato l'Individualismo genera delle conseguenze: la proprietà subisce

dei limiti in quanto potrebbe essere oggetto di abuso (l'abuso si palesa nel privare la comunità

dell 'utilità derivante doli 'uso sociale, la funzione sociale).

Capitolo V

La formazione del diritto comune.

La dottrina giuridica dei secoli a partire dal XV al XVIII è stata denominata in vari modi:

Bartolismo, Scolastica Giuridica, Mos Italicus. Il termine più corretto è però Diritto Comune

(lus Commune), termine che verrà utilizzato per i secoli XIII e XIV. Il Diritto Comune trasmette il

concetto di unità, in quanto:

D Implica le varie fonti del diritto (Diritto Giustinianeo, Diritto Canonico, Diritti Locali);

D Si applica a tutto il discorso giuridico europeo; D Si fonda

su metodi di ragionamento comuni; D Viene insegnato in tutta

Europa; D È divulgato in una lingua universale (Latino).

Il motivo della sua diffusione è da ricercare nell 'unità politica (impero di Carlo Magno nel IX

secolo, Sacro Romano Impero nel X secolo) e, sul piano religioso, della presenza sul territorio di

una Chiesa che riuniva tutta la cristianità.

Sia l'Impero che la Chiesa avevano ordinamenti giuridici unificati che coesistevano

parallelamente (una religione, un impero, un diritto). La spinta unitaria è comunque da adire ai

giuristi colti che insegnavano nelle università europee il diritto romano e canonico.

Il diritto conobbe un'epoca aurea nel periodo di massima estensione dell'impero (dal I al III secolo

d. C.) . Si fondava su poche leggi e sulle legis actiones (atte a garantire pretese giuridiche). Il

Pretore sviluppò un sistema completo e flessibile di azioni (actiones pretorie) basate sulle verifiche

dei fatti e sullo studio di soluzioni adatte al caso: viene creato il lus Pretorium. L'azione pretoria

consisteva netta verifica dei fatti mediante una formula prestabilita e non, quindi, con la legge che

poteva essere non applicata grazie al potere dei magistarti (Imperium). Successivamente il Diritto

Pretorio venne codificato con l'Edictum Perpetuum. Si sviluppa una enorme produzione letteraria di

giuristi che consigliavano le parti e lo stesso pretore per trovare le soluzioni più adatte al caso.

Fuori Roma, specie nelle provincie più lontane, il diritto colto e ufficiale aveva scarsa

applicazione o arrivava a stento. Pertanto la diffusione del diritto romano non è dovuta alla vastità

dell'impero ma al tesoro letterario al quale si ispirarono nei secoli successivi i giuristi.

Proprio a causa della vastità dell'impero nelle provincie più lontane il diritto si volgarizza sotto

l'influenza dei diritti locali: il diritto divenne più accessibili anche ai profani.

Nell'impero d'oriente, il diritto classico subisce l'influenza culturale ellenistica e del diritto locale:

molti commentatori scrissero in greco, lingua ufficiale della corte Bizantina (Ellenizzazione).

Intorno alla metà del VI secolo d. C. l'imperatore Giustiniano fece raccogliere i testi giuridici

romani in un'opera chiamata Digesto (riassunto, selezione) o Pandette (opera enciclopedica).

Inoltre fece raccogliere la legislazione imperiale dei suoi predecessori in un Codice (libro),

completata da un manuale di introduzione chiamato Istituzioni. Successivamente furono raccolte

costituzioni nuove (Novelle) promulgate da Giustiniano.

Questo insieme di libri a partir e dal XVI secolo venne chiamato Corpus Iuris Civilis.

La perfezione del diritto romano, intesa come concetti e soluzioni ispirate da valori di esattezza

e di giustizia, si sarebbe imposta contro l'usura del tempo. Esattezza e giustizia che rispecchiano i

valori dell'epoca, ben lontani dai concetti fondamentali del diritto odierno.

Occorre tenere presente, inoltre, che termini giuridici del diritto romano simili come fonema,

evocano principi a cui oggi non pensiamo nemmeno (obligatio, matrimonium).

L'equità (aequitas) romana non è la stessa del diritto cristianizzato, medievale e moderno,

individualista e laicizzato dei nostri giorni. Ogni istituto e ogni concetto giuridico fa parte di un

contesto o sistema dal quale riceve significato: solo perché si è perso il significato originale di

concetti e istituti è possibile riadattarli alle varie epoche (Es. : obbligazione deriva da obligare che

significa legare intorno, soluzione deriva da solvere che significa sciogliere o

pagare). Con la restaurazione dell'impero in occidente (Carlo Magno 800 d. C.) l'impero veniva

considerato come una creazione provvidenziale, destinata a dare appoggio alla Chiesa.

I resti del diritto romano divengono il diritto dell'impero. Nelle piccole comunità, nei regni

medievali, nelle città, nelle signorie, nelle corporazioni religiose e artigiane, vigevano e si

perfezionavano diritti derivanti dal diritto romano volgare, diritto canonico, diritti locali, per la

soluzione delle liti: la pretesa di validità universale del diritto comune dell'impero generava conflitti.

La vigenza dei diritti locali fu inizialmente consentita (permissio) con autorizzazione o con tacito

consenso (tacitus consensus) dell'imperatore. Alla fine, basandosi su un testo del Digesto, si

riconobbe che i popoli hanno per natura la capacità di stabilire il proprio diritto, stabilendo la

compatibilita della vigenza del diritto comune con gli altri diritti. Nel loro campo di applicazione i

diritti proprihanno la supremazia sul diritto comune: quest'ultimo però ha vigore come Diritto

Sussidiario o Diritto Modello. A partire dal XIII secolo il diritto romano si integra con le fonti

della maggior parte dei regni europei, secolo in cui decolla anche l'economia mercantile e

monetaria europea. Il diritto romano, anche se non possedeva carattere astratto del diritto comune,

aveva fonti molto complete e sofisticate, una ricchissima casistica che ricopriva tutte le situazioni

ed era oggetto di elaborazioni dottrinali (soluzioni spiegate e giustificate dai giuristi). Sorsero,

inoltre, fonti di diritto regio fortemente impregnate di diritto romano. Un altro fattore di

unificazione dei diritti europei è rappresentato dalla influenza omogeneizzante del Diritto

Canonico, cioè il diritto della Chiesa Cristiana: esso derivava inizialmente dalla volontà divina

rivelata nei Libri Sacri (Bibbia). L'espansione istituzionale della Chiesa obbliga a costruire un

sistema normativo più complesso in quanto i precetti contenuti nei libri sacri non si prestano più a

regolare la molteplicità di conflitti generati da una società con cultura e problemi diversi da

quelli della società ebraica della Bibbia o della comunità giudaico-romana dei tempi di Cristo.

L'insieme delle norme, raccolte in collezioni (Decretum Oraziani, Dictum, Liber Extra, Liber

Sextus, Clementina, Extravantages Communes), verrà chiamato Corpus luris Canonici, a

somiglianzà della compilazione Giustinianea del Diritto Civile e sarà mantenuto in vigore fino al

1917, data di pubblicazione del Codex luris Canonici. Il Diritto Canonico non era solo il diritto

della Chiesa e delle cose sacre, ma anche il diritto più recente rispetto al diritto romano.


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AUTORE

anita K

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia del diritto italiano con analisi dei seguenti argomenti: l'immaginario della società del potere, il pensiero sociale e politico medievale, Status e privilegio, il diritto romano, la società per ceti, il paradigma individualista, i corpi sociali, il Provvidenzialismo, il Contrattualismo Assolutista, la formazione del diritto comune.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (a ciclo unico)
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anita K di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Mistura Raffaele.

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