Che materia stai cercando?

Diritto internazionale – Storia Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto internazionale – Storia. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: L’Italia e il Mediterraneo Orientale Parte II, L’ITALIA E IL TRATTATO DI AMICIZIA CON IL LIBANO (5 Febbraio 1949), L’ITALIA E IL TRATTATO DI AMICIZIA CON LA TURCHIA (24 Marzo 1950), ecc.

Esame di Diritto internazionale docente Prof. P. De sena

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

~ Riassunti Parte speciale da 3 CFU ~

Testo: “L’Italia e il Mediterraneo Orientale

Parte II”

L’ITALIA E IL TRATTATO DI AMICIZIA CON LA GRECIA

(5 Novembre 1948)

Con lo scambio di note del 1946 venivano riprese le relazioni diplomatiche fra ITALIA E

GRECIA nel tentativo di allentare le tensioni che pesavano sui due Paesi, duramente segnati

dall’invasione italiano. Tentativo che non fu semplice.

Un piccolo passo avanti è rappresentato dall’accordo commerciale sottoscritto nel ’47 ad

Atene. Nello stesso anno, la Grecia ratificava il TRATTATO DI PACE con l’ITALIA senza

eccessive difficoltà.

Ai primi del ’48 la Direzione generale degli affari politici del Ministero degli Esteri

italiano, faceva pervenire a Ricotti uno schema di trattato di amicizia, commercio e

navigazione che il nostro diplomatico presentò subito agli ateniesi: questo progetto privilegiava

la conclusione di un semplice trattato d’amicizia, lasciando da parte le ben più complicate

questioni ancora aperte. Ma dietro questo trattato, secondo RICOTTI, c’era qualcosa di più

ampio, una sorta di disegno premeditato finalizzato alla liquidazione di tutto i rapporti italo-

greci del passato. Alla luce di ciò, Ricotti chiariva il suo obiettivo politico, finalizzato ad una

paziente e graduale ricostruzione dell’amicizia fra Italia e Grecia, rendendosi però conto che

non c’era da parte dei greci l’intenzione di favorire o agevolare tale ricostruzione.

INFATTI, il Governo greco CHIEDEVA all’ITALIA, il pagamento delle riparazioni come

CONDIZIONE PRELIMINARE in vista della realizzazione di una sincera collaborazione

fra i due paesi. Ricotti, in una sua nota chiariva che: “alla Grecia fa particolarmente comodo

mantenere il suo status di VITTIMA, in quanto giustifica il non fare nulla, chiedere tutto e lo

scarico delle responsabilità”. Per circa un mese, non fu possibile fare nessun passo in avanti,

nonostante le conversazioni italo-greche venivano formalmente interrotte.

In merito, il sottosegretario degli esteri PIPINELIS, ammetteva che le negoziazione

avrebbero potuto scaglionarsi nel tempo e dunque lasciava intendere che si poteva addivenire

alla firma del trattato nel caso in cui gli italiani gli avessero dato una soddisfacente risposta.

Ma il problema delle riparazione presentava difficoltà sia rispetto al TERMINE (perché un

inizio della corresponsione delle riparazioni prima dello scadere della moratoria avrebbe

contrastato un articolo del Trattato di Pace) e rispetto al CONTENUTO (perché i Greci

chiedevano merci che non erano in produzione).

In una riunione, si arrivò al compromesso di alcune modifiche del trattato da parte dei Greci

che si dichiararono disposti a sottoscrivere. C’era comunque anche la questione del famoso

INCROCIATORE EUGENIO DI SAVOIA in merito alla riparazione della perdita

dell’INCROCIATORE ELLI affondato da un sommergibile italiano. I Greci pretendevano che le

riparazioni fossero eseguite subito, mentre da parte italiana si faceva presente che lo

scaglionare i lavori in due tempi sarebbe stato più costoso.

In questo clima, lentamente, le questioni ancora aperte fra i due paesi vanno ad incalanarsi

verso soluzioni accettabili: per la firma, su proposta greca, fu scelta la località di San Remo

(1948). Firma fondamentale, in quanto SUPERA tutte le controversie passate, liquidandole

definitivamente per un’armonica collaborazione/coabitazione presente e futura.

L’ITALIA E IL TRATTATO DI AMICIZIA CON IL LIBANO

(5 Febbraio 1949)

Sul finire del 1946, dopo due anni di durissime lotte per la sovranità e per l’indipendenza, le

truppe italiane, completavano finalmente l’evacuazione del LIBANO. Il Governo di ROMA,

aveva già mosso qualche passo verso Beirut (capitale del Libano) ma molto timidamente, per

non irritare i già tesi rapporti con Parigi, particolarmente geloso del Libano, dove non

gradiva altre presenze, men che meno italiane.

Alcuni mesi dopo, il segretario generale del Ministero degli Esteri, PRUNAS, ritenne

opportuno ritornare sull’argomento per cercare di risolvere la questione legata alla nutrita

presenza di italiani in Libano.

Nell’ottobre del ’46, il direttore degli affari politi VITTORIO ZOPPI, sollecitava la Direzione a

superare gli ostacoli, soprattutto di ordine finanziario, per l’apertura di una LEGAZIONE

ITALIANA A BEIRUT, dove era stato inviato l’incaricato degli affari ALESSANDRINI. Fu nel

’47 che questa Leg. fu riconosciuta a tutti gli effetti dal governo libanese.

Alessandrini aveva dato sin da subito prova di buone capacità, era infatti riuscito a concludere

un complesso accordo col governo libanese. Egli inoltre aveva suggerito al Ministro degli

Esteri SFORZA di ricevere quello degli INTERNI libanese, incontro che dette risultati

concreti: infatti il Libano si dichiarò disposto a cooperare a qualsiasi accordo fra l’Italia e gli

arabi della Libia. Lo stesso PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA LIBANESE aveva promesso

ad Alessandrini che si sarebbe adoperato per evitare attacchi diretti contro l’ITALIA.

Tuttavia, la POLITICA DEL RITORNO IN AFRICA di SFORZA non mancò di intrecciarsi

con la POLITICA ARABA cosa che spinse i nostri diplomatici ad assumere

atteggiamenti contraddittori: se da un lato facevano leva sulla diplomazia dell’amicizia per

promuovere la penetrazione commerciale, dall’ALTRO, veniva chiesto a questi stessi diplomatici

di adoperarsi per chiedere nelle capitali arabe di accreditamento benevolenza, comprensione e

appoggio, cosa che sarebbe sfociata nel mai concluso “COMPROMESSO SFORZA – BEVIN”

perché respinto all’Assemblea Generale dell’ONU con il voto contrario del Libano e

dei paesi arabi.

Intanto, a Beirut, ALESSANDRINI continuava la sua azione diplomatica a sostegno della

presenza italiana. Dopo essersi attivato per la riapertura delle scuole italiane (collaborando con

i padri domenicani e le suore carmelitane) si impegnò per cercare di convincere le autorità

libanesi a sottoscrivere un TRATTATO DI AMICIZIA fra i due paesi.

Dopo aver incontrato il Ministro FRANGIE nel 1948, il LIBANO APRE LE TRATTATIVE,

propenso però a dare la precedenza al trattato di amicizia RINVIANDO ad una fase

SUCCESSIVA la NEGOZIAZIONE.

C’è però da dire che Alessandrini era particolarmente preoccupato in ordine a dei possibili

effetti sul negoziato, ma subito rispose Sforza, con una lettera, nel quale rassicurò il

diplomatico invitandolo a non temere niente, perché la questione sarebbe stata rimessa

direttamente all’ONU, e quindi non c’era da temere potessero nascere delle tensioni fra il

mondo arabo e l’Italia e noi (italiani) e il Libano.


PAGINE

5

PESO

33.54 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof De sena Pasquale.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto internazionale

Riassunto esame Diritto Internazionale, prof. Vassalli, libro consigliato Diritto Internazionale, Leanza
Appunto
Diritto internazionale – Siria
Appunto
Diritto internazionale – articolo
Appunto
Diritto internazionale
Appunto