Diritto internazionale
Lunedì 23 febbraio 2015: ordinamento giuridico con caratteristiche diverse rispetto a quelle dell’ordinamento statale. B. Conforti tratta tutti gli aspetti del diritto internazionale con un’ottica che può essere molto utile (ottica internistica, rapporti tra diritto internazionale e ordinamento italiano). Usato nei concorsi per la carriera diplomatica. “La tutela internazionale dei diritti umani” S. Zappalà. Per i frequentanti: prova di metà periodo. Domande a risposta multipla (ragionate) = 20 domande per 30 minuti.
Che cos'è il diritto internazionale?
Il diritto internazionale non ha un codice ma possiede tutta una serie di fonti “convenzionali”, trattati, importanti risoluzioni del Consiglio Generale di Sicurezza e diversi protocolli. La prima grande differenza tra il diritto internazionale e il diritto interno riguarda i soggetti di diritto:
- Soggetti di diritto per il diritto internazionale: Stati. Stato = Apparato (organi dello Stato).
- Soggetti di diritto per il diritto interno: singole persone. Hanno meccanismi di decisione diversi rispetto a quelli degli Stati.
Seconda differenza nell’ordinamento internazionale è che gli Stati non sono gerarchicamente subordinati agli altri Stati. Gli Stati sono tali solo se sono indipendenti (non hanno nessun ente ad essi subordinato).
- Materia legislativa.
- Materiale esecutiva.
- Materia giudiziaria.
Gli apparati giurisdizionali servono a giudicare determinate attività ed azioni poste in essere dagli individui. I giudici esercitano il potere giurisdizionale in “nome della legge”. La funzione giurisdizionale nel diritto internazionale è di natura “arbitrale”, nei rapporti tra Stati lo Stato può essere sottoposto a giudizio a condizione che questo decida di essere sottoposto a giudizio. La Corte Internazionale di Giustizia è il principale organo giurisdizionale delle Nazioni Unite. Perché uno Stato membro possa essere sottoposto a giudizio è necessario che lo Stato accetti la giurisdizione della Corte (accettazione = o perché previsto dal Trattato, o perché presente una “clausola arbitrale” nel Trattato oppure perché ex art. 36 dello Statuto lo Stato ha accettato la giurisdizione obbligatoria della Corte).
Processi di formazione degli atti e delle norme internazionali
I processi di formazione degli atti e delle norme internazionali sono processi di formazione che vedono come autori i soggetti di base dell’ordinamento (gli Stati). Le fonti del diritto internazionale includono:
- Trattati, accordi.
- Consuetudini.
Non esiste un Parlamento Mondiale anche se l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite partecipa alla formazione delle norme internazionali (non è il parlamento mondiale). L’Italia ha cominciato a far parte delle Nazioni Unite nel 1955. L’Italia ha avuto un lungo contenzioso con l’Austria, riguardante l’Alto Adige. L’accordo De Gasperi-Gruber (concluso nel II° dopoguerra) stabiliva che l’Italia assumeva determinati obblighi riguardanti le minoranze tedescofone in Alto Adige, con una clausola che prevedeva che l’Austria (protettrice) potesse denunciare comportamenti contrari all’accordo da parte dell’Italia.
Esiste un governo mondiale?
Non esiste in quanto nessun gruppo di Stati ha il monopolio dell’uso della forza. Nessuno stato oggi può ritenersi legittimato, fuori dai casi di legittima difesa, a usare la forza nei rapporti con gli altri stati.
Concetto di uso della forza armata
All’inizio del ‘900 era normale che un paese potesse bombardare le coste di uno stato che non voleva pagare (ad es. determinate imposte) lo stato agiva in “protezione diplomatica”, di conseguenza lo obbligava a pagare. Il principio di effettività sancisce che chi aveva l’esercizio di potere su un determinato territorio lo poteva tenere.
1928: il segretario di stato americano e il ministro degli esteri francese fecero un patto “Patto Briand-Kellogg”, il quale prevedeva che l’uso della forza armata sarebbe stato vietato nei loro rapporti reciproci. Adozione della Carta di San Francisco 1945: Statuto delle Nazioni Unite (prima parte della carta) = art. 2 c.4. “I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”.
- Principio di diritto cogente: principio inderogabile dalla volontà delle parti.
- Repressione dei crimini internazionali: i crimini internazionali crimini posti in essere da individui rilevanti per il diritto internazionale (crimine di guerra, di genocidio, contro l’umanità e il crimine di aggressione).
Pirateria, terrorismo, traffico di esseri umani.
Pirateria = atti criminali di saccheggio e violenza perpetrati da individui che ritengono di non essere sottoposti all’autorità di nessun stato. Qualsiasi stato è legittimato a reprimere atti di pirateria.
Genocidio = volontà di annientare per ragioni politiche, religiose una certa comunità di individui. Genocidio del Ruanda. Genocidio degli Ebrei durante la II^G.M.
Commissione del diritto internazionale: Codice dei crimini contro l’umanità. 1993-1994: creazione di due tribunali internazionali (ex Jugoslavia e Ruanda). Corte Penale Internazionale, luglio 1998 con l’adozione dello Statuto di Roma che creò la Corte Penale Internazionale, la quale vide la luce nel 2003. È una corte penale permanente. La Corte penale internazionale è un tribunale per crimini internazionali che ha sede all'Aia, nei Paesi Bassi. La competenza del Tribunale è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, cioè il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra (cosiddetti crimina iuris gentium), e nel futuro probabilmente anche il crimine di aggressione (art. 5, par. 1, Statuto di Roma). Lo statuto di Roma della Corte Penale Internazionale è un trattato per la repressione dei crimini internazionali. Questo settore si è evoluto nel corso del XX° sec.
- Tutela internazionale dei diritti umani.
- Diritto internazionale umanitario.
- Diritto ambientale.
- Diritto del commercio internazionale.
Una falsa autorità morale.
Martedì 24 febbraio 2015
Riassunto della giornata di ieri. Grandi argomenti del diritto internazionale:
- Uso della forza: alla base della coesistenza tra gli Stati. Parte del diritto che sta a cavallo tra il diritto internazionale e il diritto penale (evoluzione fino ai giorni nostri).
- Definizione di crimini internazionali.
- Pirateria.
- Tratta di essere umani.
- Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale e la classificazione dei crimini per la corte.
Tema dei diritti umani: tema che è diventato di crescente attualità a partire dalla II^G.M. e dalla creazione delle Nazioni Unite. La tutela è fra i principi fondamentali della Carta dell’ONU e il sistema ONU ha dei meccanismi/procedure che a livello universale servono a dare attuazione dei diritti umani e a controllare il comportamento degli Stati in relazione a tale tutela.
- Patto sui diritti civili e politici.
- Patto sui diritti sociali, economici e culturali.
Internazionali che hanno una genesi che ci dà indicazioni importanti rispetto all’evoluzione. Accordi culturali che ha conosciuto l’enunciazione dei diritti umani.
Secondo dopoguerra e la contrapposizione di due blocchi
- Occidentale: USA, Europa (divisa dalla Cortina di Ferro). Aveva particolarmente a cuore i “diritti civili e politici” (libertà religione, libertà di associazione, libertà del pensiero, libere elezioni). Le libertà fondamentali venivano prima dei diritti sociali.
- Orientale (ex Unione Sovietica): gruppo molto coeso nel quale i diritti umani erano sinonimi di “diritti sociali”. Erano più importanti dei diritti civili e politici.
Ex Jugoslavia (leader “Tito”). Resto del mondo, in parte legato al blocco occidentale e in parte a quello orientale. Anni ’50 “Gruppo dei 77”: paesi non allineati (oggi sono 130). Patti sui diritti umani si sono dovuti fare due patti in quanto vi era un diverso modo di guardare i diritti in base ai due blocchi. In questo contesto vi fu la “decolonizzazione”, la quale all’inizio era vista come una realizzazione di una categoria di diritti umani. La decolonizzazione porta l’autodeterminazione esterna dei popoli. Diverse sono le storie che stanno dietro alla concezione dei diritti umani. Ad es. ci sono alcuni paesi arabi nei quali l’amputazione o la decapitazione (pena di morte) rimangono degli strumenti di repressione del crimine individuale. Italia: abolizione della pena di morte.
Consiglio d’Europa: organizzazione internazionale composta da 47 Stati. Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti dell'uomo, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa. Il Consiglio d'Europa fu fondato il 5 maggio 1949 col Trattato di Londra e conta oggi 47 stati membri. N.B! Il Consiglio d’Europa è diverso dal Consiglio Europeo.
Al fenomeno dei patti si è nel tempo accompagnato il fenomeno della “opzionalizzazione” (idea della scelta in quanto alcuni temi sono rimasti fuori dal negoziato). Una serie di temi, sui quali non si riusciva a trovare un accordo, sarebbero stati compresi nei “protocolli opzionali” da parte di degli stati che volevano o potevano aderire. Questo avviene anche per la Convezione d’Europa per la salvaguardia e tutela dei diritti umani (CEDU, Convezione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali).
Fenomeno della “regionalizzazione” in America Latina e Convenzione Africana per la tutela dei diritti dei popoli (1981), aree geografiche ben precise per aggregare la volontà degli Stati che fanno parte di quelle aree in merito ai diritti umani e agli strumenti di tutela dei diritti. Vincolano gli stati che aderiscono e non producono effetti nei confronti dei terzi. Non si è ancora raggiunto un alto consenso per creare una medesima cosa in Asia e nel mondo Arabo.
Principio di autodeterminazione dei popoli
Connesso alla tutela dei diritti umani ma indipendente da essa. Dopo la I^ G.M. il mondo di vedere il mondo autodeterminazione interna, i popoli dovevano decidere autonomamente quale tipo di governo avere senza influenze esterne. Scelta del governo da parte del popolo. Dopo la II^ G.M. autodeterminazione esterna, coincise con la “decolonizzazione”. Permette in determinate circostanze (regimi coloniali, regime di segregazione raziale e dominazione straniera) di porre in essere tutte le azioni necessarie per fare in modo che si realizzi l’autodeterminazione del popolo (anche con l’uso della forza) “diritto dei popoli sottoposti al dominio straniero di divenire indipendenti, di associarsi od integrarsi con altro Stato indipendente, di scegliere liberamente il proprio regime politico” = definizione di autodeterminazione esterna dei popoli.
Giovedì 26 febbraio 2015
Patto del 1966 sui diritti civili e politici.
Principio di autodeterminazione dei popoli
- Interna.
- Esterna.
Diritto internazionale umanitario
Diritto internazionale umanitario o diritto internazionale dei conflitti armati. Diritto umanitario: verificarsi di una catastrofe naturale, verificarsi di conflitti e di conseguenza collegato con il verificarsi di determinati eventi che spingono gli Stati ad aiutare le popolazioni di stati vittime di queste catastrofi. Diritto internazionale umanitario: disposizioni e norme di diritto internazionale consuetudinario che regolamentano la condotta delle ostilità e tendono a proteggere la popolazione civile, coinvolta nei conflitti, il diritto internazionale umanitario inoltre regolamenta anche le attività dei combattenti. Molto complesso in quanto complesse le modalità di alcuni atti. Tutto è permesso tranne quello che è vietato. Conflitti armati interni o internazionali.
Metà ‘800: 1858 “battaglia di Solverino” alla battaglia partecipò come osservatore un signore svizzero. Codificazione del diritto che regolamenta le ostilità.
I^G.M. = comitati internazionali che avevano il compito di assistere le vittime dei conflitti armati (Croce Rossa).
1949 “adozione delle quattro convenzioni di Ginevra sul diritto umanitario” codificazioni sul diritto internazionale umanitario + completate da protocolli addizionali nel 1977:
- Uno internazionale.
- Uno non internazionale.
Statuto di Roma: stabilisce che cosa è vietato nel corso dei conflitti armati. Art. 8 definizione dei “crimini di guerra”. Ha contribuito a fare in modo che la sistemazione abbia fatto ulteriori passi in avanti.
Crimine internazionale:
- Scempio dei corpi. Vietate del diritto internazionale.
- Mostrare i detenuti.
- Diffusione di immagini detenuti torturati.
Terrorismo internazionale
Fino agli anni ’90 il terrorismo non aveva formato oggetto di risoluzioni. Il Consiglio tendeva a ignorare questo fenomeno in quanto già la definizione risultava essere alquanto problematica. Terrorista: la stessa persona per alcuni è un terrorista per altri è un combattente per la libertà. Conflitti in Medio Oriente, Israele e Palestina terroristi per gli Ebrei e martiri per i Palestinesi. Non si può pervenire agevolmente ad una definizione di diritto internazionale.
Intervento negli affari interni
Ciascuno stato si dovrebbe astenere dall’intervento negli affari interni altrui. 1998: il Consiglio di Sicurezza ha adottato delle risoluzioni in cui si rilevava l’esistenza del terrorismo internazionale. Attentato alle Ambasciate Americane in Kenya e alla portaerei americana (non coinvolta in un conflitto). La presidenza americana (Bill Clinton, presidente democratico) bombardò la fabbrica di armi chimiche (armi chimiche per gli USA ma per il Kenya era una fabbrica di medicinali) + Yemen + Afghanistan.
Risoluzione 12-67 - 12-68 - 12-69: si individuò il fenomeno del terrorismo internazionale e si decise la creazione di liste di persone e enti legati al Al Qaeda ed ai talebani che potevano formare oggetto di sanzioni da parte delle Nazioni Unite. Liste create per indicazione degli Stati. Inserimento degli autori che pianificavano atti terroristici negli atti.
Ulteriore evento: 11 settembre 2001 “attentato alle Torri Gemelle, al Pentagono e all’areo civile in Pennsylvania”. La paternità di tale atto terroristico venne assunta da Osama Bin-Laden e il Consiglio di Sicurezza adottò la risoluzione 13-68 stabilendo che gli USA avrebbero avuto il diritto naturale di “legittima difesa” ed iniziando l’adozione di ulteriori risoluzioni riguardo al terrorismo internazionale. Risoluzione 13-73 del 2001: sancisce gli obblighi per gli stati di combattere il terrorismo e di dotarsi di tutti gli strumenti (legislativo, esecutivo e giudiziario) volti a condurre un’azione coordinata oltre a aderire a una serie di convenzioni internazionali in materia adottate in anni precedenti ad opera delle Nazioni Unite o in contesti specializzati. Adozione di convenzioni internazionali (trattati internazionali, ai quali aderivano gli stati che volevano aderire) che trattavano il tema del terrorismo. La lotta andava condotta usando gli strumenti necessari con adesione degli Stati. Presa di coscienza del fenomeno con l’emanazione delle differenti risoluzione.
Ambiti
- Diritto del mare. Regolamentare l’utilizzazione dei mari.
Prime codificazioni: 1958 “quattro convezioni di Ginevra sul diritto del mare”. Codificazioni promosse dalle Nazioni Unite, le quali riguardavano diversi aspetti del diritto del mare. Anni 1982 “Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare”. Convenzione che entrò in vigore più tardi e nel 1996 si creò il “Tribunale Internazionale sul diritto del mare”.
- Diritto dell’ambiente.
Lunedì 2 marzo 2015: differenza tra gli ordinamenti interni e quello internazionale
Tema importante: soggettività internazionale
Soggetti di base del diritto interno: individui + enti. La capacità giuridica si acquista con la nascita e si perde con la morte, al contrario la capacità d’agire si acquista con il raggiungimento del 18esimo anno di età. Diritto internazionale: Stati. Complessità che deriva dal fatto che sono pochi i soggetti del diritto internazionale, ossia gli Stati. Gli Stati Membri delle Nazioni Unite sono 193, mentre quelli del diritto internazionale sono circa 200. Non implica una semplificazione ma maggiore complessità (politologo inglese White).
I rapporti tra i soggetti di base del diritto internazionale sono molto complessi, pur essendo stati eguali ma diversificati. Il problema sta nel diverso modo di essere e nelle diverse caratteristiche di base degli stati. Serve a introdurre la figura dello Stato nel diritto internazionale. Punti essenziali che un ente deve possedere per essere definito stato ai sensi del diritto internazionale:
Convenzione di Montevideo (1933, mai entrata in vigore). È una convenzione sui diritti e gli obblighi degli Stati. Art. 1 “perché ci sia uno stato, questo deve possedere una popolazione permanente, un territorio definito, un governo e la capacità di entrare in relazione con gli altri Stati”.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Nesi Giuseppe, libro consigliato Manuale di diritto internazionale , …
-
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Nesi Giuseppe, libro consigliato L'ONU. Il diritto delle Nazioni Unit…
-
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Nesi Giuseppe, libro consigliato Le Nazioni Unite, Conforti
-
Appunti di diritto internazionale