Lezione 1 - Cos'è il diritto internazionale?
L'ordinamento giuridico statale è l'insieme di norme che vengono prodotte dal legislatore, il cui contenuto viene applicato e interpretato dal giudice e l'esecuzione delle norme che compongono l'ordinamento giuridico statale è affidata agli organi esecutivi, quindi il governo. Quindi in uno stato ci sono parlamento, giudici e governo. Soggetti di base dell'ordinamento giuridico statale sono gli individui e gli enti, che votano per costituire un parlamento che deve fare le leggi. È inoltre il parlamento che dà legittimità al governo, mentre i giudici sono un organo separato.
Il diritto internazionale è il diritto degli stati. Mentre nell'ordinamento interno i soggetti di base sono gli individui e gli enti, nel diritto internazionale i soggetti di base sono gli stati, che possono decidere di creare organizzazioni internazionali che possono anche esse essere soggette alle norme di carattere internazionale.
Funzione legislativa
Chi fa le norme nel diritto internazionale? A chi è affidato il potere legislativo?
- Non esiste un parlamento mondiale. L'assemblea internazionale delle Nazioni Unite non è il parlamento mondiale, anche se è composta da quasi tutti gli stati.
- Le norme di base sono norme che vengono create dagli stati attraverso accordi o convenzioni o trattati e quindi con una esplicita manifestazione di volontà degli stati, oppure attraverso la consuetudine, che nel diritto internazionale costituisce la ripetizione di un certo comportamento nel corso del tempo da parte degli stati, nella convinzione che questo comportamento sia giuridicamente obbligatorio.
Chi conosce il latino parla di iuturnitas e opinio iuris ac necessitatis, sono i due elementi che compongono la consuetudine. Esempio: Immunità diplomatiche: da tempi immemorabili si è detto che ambasciator non porta pena, quindi colui che svolge un'attività di rappresentanza dello stato non deve essere ostacolato, impedito. Norme consuetudinarie permettono al diplomatico di svolgere la sua azione. Molte norme consuetudinarie vengono spesso trasformate in norme convenzionali. Le consuetudini non sono scritte, mentre gli accordi e le convenzionali sì, e vincolano gli stati che vi aderiscono. Nel 1969 è stata conclusa una famosa convenzione multilaterale, la convenzione di Vienna sul diritto dei trattati nella quale sono state riversate gran parte delle norme consuetudinarie in materia di trattati (formazione trattato, cause di invalidità ed inefficacia, ecc.). Nulla di analogo c'è invece a proposito delle consuetudini.
Funzione giudiziaria
Nel diritto internazionale, benché esista una importante istanza internazionale che è la Corte internazionale di giustizia che è uno degli organi principali delle Nazioni Unite, la Corte internazionale di giustizia non è il giudice mondiale perché sono gli stati che decidono se una controversia possa o meno essere decisa, risolta dalla corte internazionale di giustizia. Questo perché gli stati cercano di conservare le loro prerogative di soggetti di base.
Funzione esecutiva
Se c'è una violazione di un obbligo internazionale, convenzionale o consuetudinario, cosa può fare lo stato o l'individuo che ritenga di essere vittima di questa violazione? Esempio: Fra '800 e '900 alcune aziende italiane avevano costruito porti in Venezuela. Il governo venezuelano non pagò, quindi si mandarono le cannoniere di fronte alle coste del Venezuela – politica delle cannoniere. Fino alla seconda guerra mondiale l'uso della forza armata era considerato il principale strumento per far valere gli interessi nazionali. Oggi invece c'è un sistema di sicurezza collettivo, solo in casi eccezionali di legittima difesa ci si può fare giustizia da sé.
L'ordinamento giuridico internazionale è un ordinamento sui generis, acefalo, in cui manca una sovraordinazione gerarchica, in cui tutti gli stati sono uguali e in cui comunque tutti gli stati sono molto gelosi delle prerogative legate all'esercizio della sovranità.
Cos'è la sovranità dello stato?
Rapportata allo stato, la sovranità consiste nel controllo effettivo di un certo ambito spaziale, che è quello posto all'interno dei confini dello stato; in quell'ambito spaziale vigono le leggi che lo stato ha emanato, i giudici applicano queste norme e i poliziotti controllano che queste norme vengano rispettate. Progressivamente però si ritiene che la sovranità statale si stia pian piano ritirando perché ci sono interessi superiori allo stato (es. Materia ambientale e materia dei diritti umani) e al fine di tutelare questi interessi superiori lo stato sarebbe disposto a fare dei passi indietro. Ma questo solo secondo alcuni, in realtà non è molto così.
Per capire come si è evoluta la sovranità statale nel corso degli anni, esempi: C'è una tensione fra il decentramento e una costituzionalizzazione del diritto internazionale.
Uso della forza armata: all'inizio del '900 era normale che uno stato vi facesse uso per far valere i propri interessi nazionali. Dopo la prima guerra mondiale si crea la Società delle Nazioni che dimostra una certa sensibilità verso l'uso della forza armata. Primo documento in cui due stati, USA e Francia, si misero d'accordo per affermare di ripudiare uso forza armata è il patto Brian-Kellog, in cui si afferma che l'uso della forza armata avrebbe dovuto essere vietato. Oggi sembra ovvio, all'epoca non lo era.
Poi la Società delle Nazioni inizia a decadere e si va incontro alla seconda guerra mondiale. Dopo gli orrori della seconda guerra mondiale si firma la Carta di San Francisco che fonda le Nazioni Unite; uno dei principi fondamentali è il divieto dell'uso della forza a livello internazionali (art 2 carta). È una norma di diritto cogente, cioè una particolare norma che non è derogabile dalla volontà degli stati. In un lasso di tempo breve si passa dal considerare normale uso forza armata nelle controversie internazionali al considerare tale uso inammissibile, a parte in casi particolari come la legittima difesa. Gli stati devono cosi rinunciare ad una delle prerogative che costituivano l'essenza stessa dello stato.
Lezione 2 - Caso Libia
Risoluzione 1973 in relazione alla situazione in Libia: Gheddafi presidente della Libia decide a fronte di alcune proteste scatenatesi a Bengasi di ricorrere all'uso della forza. La comunità internazionale adotta risoluzione 1970; da anni insisteva per far cessare queste violenze e adottava sanzioni nei confronti del regime libico. Capitolo 7 carta Nazioni Unite. Pochi giorni dopo si adotta la risoluzione 1973 sempre ex capitolo 7 carta Nazioni Unite, relativo a soluzioni non implicanti l'uso della forza ma questa volta non viene citato l'art. 41 relativo proprio all'uso della forza, ma viene citato l'intero capitolo 7. Divieto di uso della forza a protezione della popolazione libica.
Caso Kuwait
Invasione Kuwait da parte dell'Iraq, perché Saddam Hussein riteneva che fosse una delle province dell'Iraq. Anche in quella circostanza il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite autorizzò l'uso di qualsiasi mezzo per far cessare l'invasione del Kuwait.
Un esempio di risoluzione del consiglio di sicurezza che fa riferimento al diritto di legittima difesa (art.51) è la risoluzione del 2001 che si riferisce al diritto naturale di legittima difesa degli USA. Quando nel 2003 gli USA decidono di invadere a loro volta l'Iraq fanno convocare il consiglio per ottenere l'autorizzazione all'uso della forza, che non ottennero. Nonostante questo gli USA agiscono ugualmente anche in mancanza della risoluzione da parte del consiglio di sicurezza.
Diritto internazionale umanitario
Cosa sono i diritti umani e per cosa si differenziano dalla tutela internazionale dei diritti umani? La tutela internazionale dei diritti umani è la tutela dei diritti fondamentali dell'uomo a livello internazionale. Invece il diritto internazionale umanitario riguarda la tutela dei diritti umani in occasione di conflitti armati interni o internazionali. Diritto internazionale umanitario è formato da molte norme di diritto consuetudinario per lo più poste in alcune convenzioni internazionali, cioè le 4 convenzioni di Ginevra e in due protocolli. Altra cosa ancora diversa sono le operazioni umanitarie poste in essere per far fronte a gravi situazioni causate da catastrofi naturali o da conflitti armati; si parla di operazioni per aiutare la popolazione civile; di questo si occupa l'ufficio per il coordinamento degli aiuti umanitari.
- 1861-1865. Battaglia di Solferino. Henry Dunant, svizzero, viene colpito molto dalla tragedia di questa battaglia e decide di creare la Croce Rossa che aveva lo scopo di dare sollievo alla popolazione in caso di conflitti ma anche di rilevare quelle norme del diritto internazionale umanitario consuetudinario, che avrebbero dovuto essere rispettate da tutti gli stati partecipanti ad un conflitto. Si procedette sia a Ginevra che all'Aja alla codificazione delle norme che avrebbero dovuto regolare i conflitti.
- 1899-1907 si perviene a molte convenzioni ma bisogna aspettare fino a dopo la seconda guerra mondiale, 1949, per arrivare alla codificazione con le 4 convenzioni di Ginevra che riguardano alcuni degli aspetti più importanti della tutela dei diritti umani in tempo di conflitti.
I protocolli del 1967 perfezionarono il contenuto delle convenzioni, assieme alle quali hanno permesso di consolidare queste norme che dovrebbero essere applicate sempre nel corso dei conflitti. Queste convenzioni sono state firmate da quasi tutti gli stati che fanno parte della comunità internazionale. A questi momenti di codificazione si è aggiunta la giurisprudenza dei tribunali penali internazionali creati ad hoc per la ex Jugoslavia e per il Ruanda, creati dal consiglio di sicurezza nella prima metà degli anni '90 le cui disposizioni riprendono il contenuto delle convenzioni. Inoltre anche tribunale speciale della Sierra Leone, tribunale speciale del Libano, corte penale internazionale istituita con la convenzione di Roma del 1988.
Diritti umani: ci sono diverse concezioni di questi diritti a seconda degli ordinamenti politici, religiosi e a seconda della storia di ciascuno stato. Negli ultimi anni c'è stata una rivalutazione di questi diritti a livello internazionale = promuovere tutela di questi diritti anche rispetto al proprio stato. 2 patti, 1966. Negoziato che è durato 20 anni, alla fine patto sui diritti politici e civili uno, patto sui diritti economici e culturali l'altro. Questi due patti sono stati arricchiti da protocolli, che sono trattati che si affiancano ai trattati originali che possono o meno essere sottoscritti dagli stati. Protocolli possono essere opzionali o addizionali o possono o meno essere ratificati dagli stati.
Esempio: Protocolli opzionali che riguardano la libertà di aggregazione, altri riguardano la salute, altri ancora la possibilità da parte degli stati di far ricorso a determinati strumenti di politica giudiziaria. In alcuni contesti si è pervenuti non solo all'enunciazione di norme a tutela dei diritti umani, ma anche alla creazione di monitoraggio e tutela dei diritti umani, es. Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
Convenzione formata oggi da 47 stati, firmata nel 1950, si compone di due parti: uno enuncia i diritti fondamentali, l'altro è stato modificato poco più di 10 anni fa e in esso si decide la creazione della Corte europea dei diritti dell'uomo che può essere adita non solo dagli stati ma anche dagli individui, a condizione però di aver esaurito i mezzi di ricorso interni, con un'eccezione - violazione art. 6 convenzione, dove si parla di equo processo. In questo caso non è necessario aver esperito prima tutti i mezzi di ricorso perché la violazione dell'art. 6 riguarda la violazione da parte degli stati del diritto dell'individuo affinché la sua causa venga giudicata da un tribunale imparziale, in un tempo ragionevole. Problema ritardo dell'amministrazione della giustizia.
L'Italia è stata condannata spesso per questo tipo di violazione. Altra cosa importante è la differenza fra consiglio d'Europa e consiglio europeo. Consiglio europeo è un'istituzione dell'UE composto dai 28 rappresentanti governativi degli stati membri dell'UE. Invece il consiglio d'Europa è un'organizzazione intergovernativa quindi internazionale composta da 47 stati che danno ciascuno un giudice alla corte europea dei diritti dell'uomo. Differenza fra corte europea dei diritti dell'uomo e corte di giustizia dell'UE.
L'esempio del consiglio d'Europa è stato seguito anche in altri contesti. A livello mondiale da un lato i paesi latino-americani e da un lato i paesi africani hanno deciso a loro volta di creare organizzazioni che affiancano l'unione dei paesi latino americani e l'unione dei paesi africani che tutelano i diritti dell'uomo. Fenomeno della regionalizzazione e fenomeno della opzionalizzazione. Su certe questioni non si è subito raggiunto un accordo, quindi sono intervenuti successivamente dei protocolli.
Lezione 3 - Decolonizzazione
Decolonizzazione e rilevanza delle organizzazioni internazionali in materia di rivoluzione dei rapporti fra stati e fra popoli. Decolonizzazione movimento di ribellione da parte delle popolazioni sottoposte a dominio coloniale, guidato da un'élite, da menti particolarmente illuminate. Nell'800 nel congresso di Berlino l'Africa è stata spartita soprattutto fra Francia e Inghilterra.
Decolonizzazione
Non ha portato ad una piena auto-determinazione dei popoli. Organizzazione per l'unità africana creata all'inizio degli anni '60, con essa vengono riaffermati una serie di principi fondamentali quali il principio di non intervento, divieto uso forza armata nelle relazioni internazionali, tutela diritti umani, autodeterminazione dei popoli. Nel secondo dopoguerra si è affermata anche un'altra organizzazione importante che è quella che oggi è l'Unione Europea. Nel continente latino americano sempre nel secondo dopoguerra è stata creata l'Organizzazione dei Paesi Americani.
Da questi processi è rimasta un po' fuori l'Asia, dove ci sono alcune organizzazioni che però hanno scopi commerciali. NATO: alleanza transatlantica: nel dopoguerra, USA, Canada e stati europei occidentali. Le organizzazioni internazionali nascono perché gli stati sentono il bisogno di dover cooperare.
Principio di non intervento
Si trova nella carta delle Nazioni Unite, art. 2 paragrafo 7. È una norma fondamentale a tutela soprattutto degli stati meno potenti militarmente. È un principio non rispettato soprattutto nella guerra fredda, è un principio che è stato utilizzato dagli stati per agire in maniera arbitraria soprattutto in relazione alla tutela dei diritti umani. Ogni qualvolta veniva sollevato un problema concernente la tutela dei diritti umani, fino ai primi anni '90 era quasi normale che gli stati rispetto ai quali venivano mosse determinate critiche opponessero il principio di non intervento nella materia degli affari interni.
Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa: processo di Helsinki, inizio anni '70 grandi tensioni fra est e ovest. Fra il '72 e il '75. 34 stati (Europa, URSS, Canada e USA) attivarono un dialogo internazionale che si chiamò conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Decalogo di Helsinki. Questi stati negoziarono non solo a livello internazionale ma anche a livello interno degli stati: libertà di parola, tutela dei diritti umani, disarmo, ecc. Decalogo: elencazione di 10 principi fondamentali che dovevano essere interpretati e applicati l'uno tenendo conto degli altri. Questo processo continuò, anche se cambiò nome in organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. All'inizio aveva 34 stati, oggi ne ha 56.
Diritto del mare
Convenzioni di Ginevra sul diritto del mare dove per la prima volta si fa esplicito riferimento alla esistenza di diverse zone di mare all'interno delle quali gli stati hanno diritti ed obblighi. Poi convenzione di Montego Bay, che riprende le convenzioni di Ginevra. USA non hanno ratificato. Risorse del mare devono essere condivise, non devono appartenere ad un solo stato.
Corte penale internazionale
120 paesi, costituisce la tappa finale di un processo avviato dopo la fine della prima guerra mondiale, quando alcuni stati volevano giudicare il Kaiser Guglielmo II imputandogli di aver scatenato il conflitto. In realtà non venne mai giudicato, perché c'era il problema di come farlo, chi doveva farlo ecc, non esisteva una corte penale internazionale. Dopo la seconda guerra mondiale, due tribunali internazionali creati a Norimberga e a Tokyo, processi sommari. Da qui si arrivò all'istituzione della commissione del diritto internazionale che è un organo sussidiario dell'assemblea generale delle Nazioni Unite e si occupa della codificazione delle norme dei crimini degli stati, che non sono crimini internazionali cioè degli individui, ma i crimini posti in essere direttamente dagli stati.
Tribunale penale internazionale ad hoc della ex Jugoslavia: al quale le Nazioni Unite conferiscono il mandato di punire gli autori dei maggiori crimini in ex Jugoslavia, a partire dal 1991. Dopo più di 20 anni di attività il tribunale dovrebbe aver esaurito il suo compito, ma sono in corso ancora due processi, Tribunale per il Ruanda: nel 1994 in 100 giorni vengono uccise quasi un milione di persone. I Tutsi, che detenavano il potere, erano stati estromessi dagli Hutu, che costituivano l'85%. Il 6 aprile del 1994 l'aereo presidenziale dell'allora presidente Habyarimana fu abbattuto da un missile terra-aria, mentre il presidente era di ritorno da un colloquio di pace. Subito dopo lo schianto dell'a
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