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Riassunto esame Diritto Internazionale Privato, prof. Garofalo, libro consigliato Elementi di Diritto Internazionale, Sapienza

Riassunto per l'esame di Diritto Internazionale Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Elementi di Diritto Internazionale, Sapienza. Analisi dei seguenti argomenti: la Pace di Westfalia del 1648, il principio del non intervento negli affari interni, i progetti per la pace perpetua, il fondamento e l’ordinamento... Vedi di più

Esame di Diritto internazionale privato docente Prof. L. Garofalo

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ESTRATTO DOCUMENTO

La corte giudica gli Stati quando i loto comportamenti violano il trattato

istitutivo o anche il dir. comunitario derivato, ma può anche decidere se

gli organi dell’Unione hanno violato il dir. comunitario.

È competente anche tutte le volte che nasce un problema

d’interpretazione davanti ad un giudice di uno stato membro

1975: CORTE DEI CONTI: 15 membri che esaminano i conti delle entrate

e spese della CEE per verificare la corretta gestione contabile.

ATTI DELL’U.E.:

REGOLAMENTI

Hanno portata generale e sono obbligatori in tutti i loro elementi.

Vincolano tutti i Paesi membri dell’U.

DIRETTIVE

Sono atti normativi x gli Stati membri-> li obbligano al raggiungimento

dello scopo fissato, ma con libertà di mezzi.

DECISIONI

Atti normativi di portata individuale, si rivolgono o ad un singolo stato o

ad un singolo cittadino comunitario.

I poteri del Parlamento Europeo si esercitano attraverso tre diverse

procedure (si applicano in base alla materia cui attiene l’atto da

adottare):

I - procedura di cooperazione -> si articola in due letture e riguarda

l’adozione di atti relativi al ravvicinamento delle legislazioni nazionali

II – procedura di co-decisione

III – procedura di parere conforme ->il Consiglio dei Ministri non può

adottare un atto se non ha ottenuto il parere del Parlamento europeo che

sottoscrive la posizione adottata.

Le COMPETENZE della Comunità

I poteri della Comunità Europea incidono anche pesantemente sui

corrispondenti poteri degli Stati membri, visto che trovano immediata

applicazione nell’ordinamento giuridico degli Stati membri.

Per mitigare tale situazione-> principio di sussidiarietà nel Trattato di

Maastricht: la Comunità assumerà poteri “solo e fino a quando gli obiettivi

dell’azione proposta non possono essere conseguiti in modo sufficiente dai

singoli stati membri”. 14

LE FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

DIRITTO INTERNAZIONALE si fonda sulla volontà degli Stati e non ha

fonti eteronome (cioè non è un diritto posto da qualcosa o qualcuno

diverso dai consociati) ma è diritto autonomo (posto dagli stessi

consociati che poi lo rispetteranno).

Tutto il diritto internazionale riposa sulla volontà degli stati di farlo valere:

-dir. scritto

-> per la sua posizione esisitono procedimenti riconosciuti validi

- dir. non scritto

-> dev’essere rilevato perché dato, perché esiste -> norme

consuetudinarie: sono dati di fatto e non importa la volontà degli stati

Risoluzioni delle organizzaz. internaz. -> hanno natura e valore di

semplici raccomandazioni e non creano obblighi o diritti per gli Stati che

ne sono i destinatari

Principi generali di dir. riconosciuti dalla nazioni civili -> no fonti

eteronome ma è la possibilità di considerare esistente una norma anche

nel dir. internaz. una volta che ne sia stata riconosciuta l’esistenza negli

ordinamenti giuridici statali o nella magg. parte di esse. Potrebbero

ricostruirsi come forma particolare di consuetudine internazionale, degli

espedienti argomentativi ai quali i tribunali ricorrono.

Gerarchia tra le fonti del dir. internaz.

Ipotesi di ricostruzione dell’ordine gerarchico: - consuetudine

- trattato

- fonti subordinate al trattato (atti di istituzioni)

trattato e consuetudine-> liberamente e reciprocamente derogabili

ius cogens -> norme inderogabili a pena di nullità (perché difendono gli

interessi fondam. della comunità internaz.)

: art.38 co.1 lett.b) Statuto della Corte

CONSUETUDINE INTERNAZIONALE

Internazionale di Giustizia-> “la consuetudine internazionale, come prova

di una pratica generale accettata come diritto”-> ripetersi costante e

coerente di certi comportamenti adottati dagli Stati nei loro rapporti

reciproci, convincimento della giuridicità di quei comportamenti

2 elementi costitutivi:

- elemento materiale -> repetitio facti o usus)

15

&

- elemento psicologico- > opinio juris sine necessitatis (convincimento che

i comportamenti in questione sono conformi al diritto)

Comportamenti che costituiscono la prassi: uniformi, concordanti ->prassi

generalizzata-> per un determinato periodo. Sono norme sentite come

obbligatorie dagli stati non perché scritte ma perché appare conforme a

diritto uniformarsi a tali comportamenti (ad es. norma scritta in un

trattato rispettata anche da stati che non ne sono parte).

Persistent objector: può applicarsi una norma consuetudinaria a Stato che

ha sempre manifestato un orientamento contrario? Non potrebbe

ritenersi vincolato dalla consuetudine proprio perché ha manifestato con

costanza e coerenza una volontà contraria alla sua formazione.

Principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili-> art.38 co.1

lett. C) dello statuto della Corte internazionale di giustizia

Il tribunale si impegna in una indagine comparatistica-> indaga se un

certo principio esiste negli ordinamenti giuridici degli Stati. Vedere anche

se è compatibile con la struttura del dir. internazionale.

In particolare: la Corte di giustizia delle Comunità Europee ha spesso

fatto ricorso alla categoria dei principi generali di dir. riconosciuti dalle

nazioni civili-> nell’ordinam. giuridico comunitario esiste un principio

generale relativo alla protezione dei diritti della persona.

La Corte, nel ricercare tradizioni costituzionali comuni, non ha cercato

punti comuni a tutti gli ordinamenti ma ha fatto propria la tecnica

dell’individuazione della better law cioè la norma che possa meglio servire

le esigenze del dir. comunitario.

Perché un diritto sia detto “protetto” nell’ordinam. comunitario non è

necessario che tale diritto sia garantito in tutti gli ordinamenti degli Stati

membri, è sufficiente che lo sia in alcuni per individuare una tendenza

generale o un orientamento prevalente.

Risoluzioni delle organizzazioni internazionali = mere raccomandazioni (si

invitano gli Stati ad adottare certi comportamenti):

-atti unilaterali delle organizzaz. internazionali

-decisioni adottate dal Consiglio di Sicurezza (adottate) in base al Capo

VII della Carta 16

-decisioni sul funzionamento degli organi interni dell’organizzaz.

-usus necessario x la formazione della consuetudine

->successione costante di risoluzioni dallo stesso tenore = formazione di

una norma internazionale consuetudinaria

-le risoluzioni rappresenterebbero una espressione qualificata di opinio

juris sive necessitatis

Risoluzioni delle organizzaz. internazionali = accordi internazionali xché

il voto dato dagli Stati sembrerebbe una manifestazione di volontà x dare

il proprio consenso ad obbligarsi al rispetto del contenuto della risoluzione

(questa associazione quando in caso di violazione questa sia equiparata

alla violaz. del dir. internaz.)

Vincola (in quanto riconducibile all’accordo) solo gli Stati che hanno

votato a favore della risoluzione.

CODIFICAZIONE INTERNAZIONALE

Nazioni Uniti, Commissione del dir. internazionale:

predispone un progetto di codificazione della materia affidatale. L’intento

non è solo quello di codificare le norme esistenti, ma anche di favorire un

progressivo sviluppo di norme in materia( riceve mandato di “sviluppo

progressivo”). Infatti propone anche norme non esistenti, che potranno

diventare vincolanti solo se incorporate in un trattato internazionale

oppure quando saranno assunte come prassi dagli Stati (e quindi

diventeranno norme consuetudinarie).

L’Assemblea Generale approva i risultati dei lavori e decide cosa fare:o

trasmettere questa codificazione in una risoluzione della stessa A.G.

oppure viene convocata una Conferenza di Stati che adottano il progetto

di codificazione, dopo averlo discusso e eventualm. Modificato, diverrà

così un trattato internazionale.

L’opera di codificaz. Ha interessato tutti i settori del diritto.

È una operazione desiderabile perché comporta un’insieme di riflessioni

sulle norme non scritte e quindi sicuramente rende disponibili molti

materiali che aiutano nella rilevazione della consuetudine-> cmq la norma

codificata non soppianta quella non scritta perché non è questo il suo

obiettivo. E poi la norma codificata si realizza attraverso un trattato e

quindi la norma consuetud. continuerà a vigere per gli stati che non sono

parti dell’accordo di codificazione.

La codificazione rimane un ausilio x la rilevaz. e ricostruz. delle norme

consuetudinarie che cmq rimangono tali.

17

N.B. codificazione del dir. interno-> avveniva ad opera dei sovrani che si erano

definitivamente affermati co,e la più alta autorità dello stato ovvero da istituzioni

democraticamente elette. Era sorretta da un vero e proprio progetto politico ed era

funzionale alla realizzazione di un progetto di unificazione nazionale perseguito da

sovrani o da governi repubblicani, ma legato agli interessi delle classi che detenevano

ormai il potere economico, ossia le classi borghesi -> erano interessati all’affermazione

di un diritto uguale per tutti svincolato da condizionamenti delle consuetudini feudali,

funzionale ai loro progetti di costituzione di un assetto economico nuovo.

IL DIRITTO DEI TRATTATI

Le norme nel dir. internazionale riposano sul consenso dei consociati che

le rispettano e sono da essi stesse poste -> l’accordo appare al forma più

idonea x realizzare l’incontro di volontà tra i soggetti interessati alla

posizione delle norme.

Trattati -> consente anche di adottare normative spesso anche assai

dettagliate per la disciplina di fatti e situazioni nuovi

gli Stati concordano fra di loro i lineamenti di massima

di una normativa tendenzialmente uniforme

che poi ciascuno di loto adotterà nel proprio ordinamento.

Convenzione di Vienna del 1969: limitare la libertà degli Stati nel disporre

dei trattati.

Ha carattere sussidiario -> prevede che le sue norme si applichino solo se

il trattato in questione non disponga diversamente.

Art. 2 definizione di trattato: “significa un accordo internazionale concluso

in forma scritta fra Stati e disciplinato dal dir. internaz., contenuto sia in

un unico strumento sia in due o più strumenti connessi, e quale che sia la

sua particolare denominazione”

Cioè non significa che non possano concludersi accordi in forma orale, per

i quali però non sarà applicabile la Convenzione di Vienna.

Art.3 – accordi internazionali che non rientrano nell’ambito della presente

Convenzione. 18

Art. 4 – irretroattività della presente Convenzione

Precisa che la Convenzione si applica unicamente ai trattati conclusi dagli

Stati dopo la sua entrata in vigore.

Il trattato si redige attraverso il -> NEGOZIATO -> incontri nel corso dei

quali si discute e si definisce il testo del trattato.

Trattati bilaterali-> incontri tra le delegazioni dei due stati interessati.

Trattati multilaterali-> riunioni dei rappresentanti degli Stati chiamate

conferenze diplomatiche.

Art.7

Un soggetto può essere considerata rappresentante di uno Stato per

l’adozione e l’autenticazione di un tratto o x esprimere il consenso dello

Stato a essere obbligato da un trattato:

a) se esibisce pieni poteri (documento che viene rilasciato dalle

competenti autorità statali e che attesta che la persona in essi indicata è il

rappresentante dello Stato)

b) se risulta dalla pratica degli stati interessati o da altre circostanze che

essi avevano l’intenzione di considerare quella persona come

rappresentante dello Stato a quei fini.

Sono considerati rappresentanti in virtù delle loro funzioni senza dover

esibire pieni poteri:

i Capi degli Stati, i Capi di governo, i Ministri degli affari esteri –> x gli

atti relativi alla conclusione di un trattato

i capi di missione diplomatica -> x l’adozione del testo di un trattato fra

Stato accreditante e Stato accreditatario

rappresentanti degli Stati accreditati ad una conferenza internazionale o

presso una organizzazione internazionale o uno dei suoi organi -> x

l’adozione del testo di un trattato in quella conferenza, organizzazione o

organo.

Conclusione del negoziato-> adozione del testo -> art. 9 avviene con il

consenso di tutti gli stati partecipanti al negoziato ovvero votandolo nelle

conferenze internazionali con la maggioranza dei 2/3 degli Stati presenti e

votanti, oppure la stessa maggioranza può scegliere un’altra modalità di

adozione.

Metodo del consensus-> consiste nell’adozione del testo del trattato non

con esplicito voto ma prendendo atto del fatto che nessuno si oppone alla

sua adozione (è una procedura tipicamente internazionalistica che

risponde ad esigenze diplomatiche…è nella sostanza un non voto)

19

Dopo l’adozione, il tratto viene x autenticarlo.

FIRMATO

Art.10 –autenticazione del testo

secondo la procedura prevista nel medesimo o concordata dagli Stati

partecipanti alla elaborazione

in mancanza di tale procedura x mezzo della firma, della firma ad

referendum (con riserva di conferma da parte delle competenti autorità

statali), o della parafatura (apposizione delle iniziali da parte dei

rappresentanti).

Tutta via la firma non è la manifestazione del consenso statale ad

obbligarsi. La procedura ordinaria è quella cd. solenne in cui la

manifestazione del consenso avviene con un atto particolare-> la

RATIFICA. -> sono la ratifica di un trattato da parte di Stati

ADESIONE o ACCESSIONE

che non hanno partecipato ai negoziati e che ad esso aderiscono

successivamente.

Il tratto in genere entra in vigore raggiunto un numero minimo di ratifiche

diventa pienamente

operativo ed efficace

Art. 18- gli stati devono astenersi adottare atti che siano contrari allo

scopo del trattato-> sarebbe contrario al principio di buona fede.

Potrebbe accadere che due o più stati concordano fra di loro l’applicazione

di un trattato non ancora entrato in vigore.

Apposizione di RISERVE-> uno stato può escludere o modificare una o

più disposizioni del trattato, restringendo così l’area degli obblighi che

esso assume.

Art.2 lett.d) una riserva è ”una dichiarazione unilaterale ,quale che sia la

*

sua articolazione o denominazione,fatta da uno Stato quando sottoscrive,

ratifica, accetta o approva un trattato e vi aderisce, attraverso la quale

esso mira ad escludere o modificare l’effetto giuridico di alcune

disposizioni del trattato nella loro applicazione allo Stato medesimo”

* dichiarazione unilaterale-> non significa che produce effetto per il solo fatto

della sua formulazione. Deve invece per produrre effetti.

ESSERE ACCETTATA

20

Art.19 -> contiene il principio secondo cui gli stati possono sempre

apporre riserve:

“uno stato al momento di sottoscrivere, ratificare, accettare, approvare

un trattato o di aderirvi, può formulare una riserva, a meno che:

la riserva non sia proibita dal trattato

il trattano non disponga che posso essere fatte solo determinate riserve,

fra le quali non figura quella in questione; oppure

nei casi diversi da quelli contemplati sub a) e b), la riserva non sia

incompatibile con l’oggetto e il fine trattato”.

Art.20 -> una riserva deve venire accettata per potersi applicare alle

relazioni fra lo Stato che l’ha formulata e quello che l’ha accettata.

L’accettazione della riserva esplicita

implicita

Art.20 paragrafo 4 lett b) -> l’obiezione alla riserva non impedisce

l’entrata in vigore del trattato tra i due Stati interessati., a meno che non

venga manifestata intenzione contraria da parte dello stato obiettante.

“un’obiezione da parte di un altro stato contraente a una riserva non

impedisce l’entrata in vigore del trattato tra lo Stato obiettante e quello

riservante a meno che lo Stato obiettante non manifesti espressamente

una intenzione contraria”.

Art.21

Paragrafo 1.-> principio della reciprocità della riserva: essa produrrà gli

stessi effetti sia per lo Stato autore della riserva sia per quello che l’avrà

accettata

Paragrafo 2. -> principio della relatività delle riserve: i suoi effetti

riguardano solamente i rapporti tra lo Stato autore della riserva e quelli

che l’abbiano accettata. Gli altri Stati continueranno a regolare i loro

rapporti sulla base del trattato non modificato.

Paragrafo 3. 2

CASI E MATERIALI PAG.21 21

INTERPRETAZIONE DEI TRATTATI

Art. 31 -> regola generale di interpretazione “1. Un trattato dev’essere

interpretato in buona fede seguendo il senso ordinario da attribuire ai

termini del trattato nel loro contesto e alla luce del suo oggetto e del suo

fine”.

Metodo oggettivo di interpretazione-> determinazione del significato

letterale del testo

Metodo soggettivo -> ricostruzione della volontà delle parti contraenti

Paragrafo 4. -> “un termine verrà inteso in senso particolare se risulta

che tale era l’intenzione delle parti”

Paragrafo 2.-> il contesto comprende il testo, il preambolo (di solito

contiene lo scopo del trattato) e gli allegati

Paragrafo 3. ->si riconosce che gli stati contraenti possano precisare il

significato di un termine con un ulteriore accordo

Art.32 -> mezzi complementari di interpretazione, quando

l’interpretazione che è stata fatta ai sensi dell’art.31 -lascia il senso

ambiguo o oscuro

-conduce ad un risultato che è manifestatamene assurdo o irragionevole

Trattati autenticati in due o più lingue -> nei casi in cui non sia prevista la

prevalenza di un testo sugli altri “si adotterà il senso che, tenuto conto

dell’oggetto e del fine del trattato permette di meglio conciliare i testi in

questione”-> si sceglierà il significato comune dei termini in

questione,lasciando da parte o significati peculiari di una lingua.

CASI E MATERIALI PAG. 27

3 categorie di cause d’invalidità dei trattati (nella Convenzione di Vienna):

violazione di norme di diritto interno sulla competenza a stipulare

-art. 46-> deve riguardare norma del dir. interno di importanza

fondamentale

co.2-> “una violazione è manifesta se essa è obiettivamente evidente x

qualsiasi Stato che si comporti in materia secondo la pratica abituale e in

buona fede”

vizi del consenso/ volontà:

errore (art.48), dolo (art.49), violenza (art.51, 50 corruzione, 52 violenza

sullo stato nel suo complesso -> rinvio a art.2,par.4 N.U. divieto di

minaccia e uso della forza) 22

contrarietà del contenuto del trattato a certi principi fondamentali di

ordine pubblico consacrati in norme imperative (e come tali non

derogabili, cd. jus cogens)

art.53 contratto nullo

CASI E MATERIALI PAG. 35

Estinzione trattato-> in conformità alle disposizioni della convenzione e

anche per consenso di tutte le parti, previa consultazione degli altri stati

contraenti.

Art.56 “un trattato che non contenga disposizioni relative alla sua

estinzione e che non preveda possibilità di denuncia o di recesso non può

formare oggetto di una denuncia o di un recesso” a meno che tale diritto

non risulti dall’intenzione delle parti e sia dedotto dalla natura del

trattato.

Art.58 “due o più parti di un trattato multilaterale possono concludere un

accordo per sospendere, in via temporanea e solo per i loro rapporto

reciproci, l’applicazione di una disposizione del trattato se la possibilità di

una tale sospensione è prevista dal trattato

Art.60 -> inadimplenti non est adimplendum:ipotesi in cui il trattato si

estingue a causa della sua violazione posta in essere da una delle parti ->

dev’essere una violazione sostanziale (o si avrebbe anche semplice

sospensione dell’applicazione del trattato)

Art.60 paragrafo 3-> violazione sostanziale, ripudio del trattato non

autorizzato e violazione di una disposizione essenziale x la realizzazione

dell’ogg. o dello scopo del trattato.

Art.61 -> ipotesi di impossibilità sopravvenuta: “una parte può invocare

l’impossibilità di esecuzione come motivo di estinzione o di recesso se

questa impossibilità risulta dalla scomparsa o dalla distruzione definitiva

di un oggetto indispensabile alla esecuzione del trattato”

Se impossibilità temporanea-> sospendere l’applicazione del trattato.

Rebus sic stantibus -> art.62 -> un cambiamento fondamentale delle

circostanze intervenuto rispetto alle circostanze esistenti al momento

della conclusione di un trattato e che non era stato previsto dalle parti

non può essere invocato, a meno che:

-tali circostanze costituiscono base essenziale del consenso delle parti a

violarsi il trattato;

- eccezioni x trattati che fissano confini (paragr.2)

23

-cambiamento fondamentale che deriva da una violazione sia di un

obbligo del trattato sia di altro obbl. internaz. A danno di qualsiasi altra

parte del trattato

CASI E MATERIALI PAG. 41

L’APPLICAZIONE DEL DIRITTO DEI TRATTATI

Seconda metà dell’’800: problema tra dir. internaz. e diritto interno

statale -> teoria del diritto pubblico interno e separazione tra dir. interno

basato sulla volontà di un singolo stato e dir. internaz. basato sulla

volontà di più stati.

Scuola dualista: -> dir. interno statale e dir. internaz. sono

DUALISMO

due realtà autonome e distinte. -> la circolazione dei valori non può

avvenire “naturalmente” ma secondo regole e percorsi ben precisi che

riconoscono adeguata considerazione alla sovranità degli stati singoli ->

occorrerebbe sempre un atto di sovranità statale per rendere possibile

questa circolazione di valori giuridici.

Scuola monista: -> esiste un solo ordinamento, quello

MONISMO

internazionale, all’interno del quale si collocano gli ordinamenti statali ->

grande facilità di circolazione di valori giuridici.

Sovranità (monismo) situazione di libertà riconosciuta

se non addirittura concessa dal dir. internaz. agli Stati

(dualismo) è una situazione di fatto del dir. internaz. che esso protegge

perché così facendo protegge le sue fondamenta. Può circoscriverla solo

con il consenso degli Stati.

Questa è una distinzione che appartiene al passato.

OGGI-> ottica più attenta alla realtà concreta.

Esistono Stati molteplici e distinti tra di loro

e hanno ognuno un proprio ordinamento

giuridico autonomo e compiuto,

che trova applicazione nel territorio di quello Stato

ad esclusione di tutti gli altri ordinamenti giuridici.

Questi ordinamenti coesistono sia con gli altri ordinamenti statalista con

quello internazionale e tra loro mutuano normale.

valori giuridici, secondo un rapporto comunem. ritenuto un fatto normale.

24

Rimane cmq l’autonomia reciproca degli ordinamenti che al loro interno

hanno parametri di validità autonomi -> quando all’interno di un

ordinamento statale si verifica un contrasto tra norme interne e norme

internazionali è la costituzione dello Stato stesso a dettare regole x

risolvere tale contrasto.

Anche l’ordinamento internazionale può connettere a tale situazione

conseguenze giuridiche autonome e distinte, indipendentem. da quel che

accade nell’ordinamento interno. ciò che in un ordinamento è

RELATIVITà DEI VALORO GIURIDICI ->

conforme a diritto potrebbe non esserlo in un altro

Le costituzioni statali contengono di solito norme di apertura al dir.

internaz. x prevenire tali contrasti. Lo Stato x poter rispettare un obbligo

internazionale deve far sì che i soggetti (privati cittadini e propri organi)

all’interno del suo ordinamento giuridico adottino comportamenti conformi

all’obbligo internazionale.

Comando della norma internazionale -> allo Stato -> indirizza agli organi

dell’ordinam. statale (che la norma internazionale non è idonea a

raggiungere perché norma internaz., ossia di un ordinamento del quale

quegli individui non sono soggetti) 2° teoria

lo Stato dovrebbe rimuovere un

ostacolo al funzionamento

spontaneo della norma internaz.

1° teoria

lo Stato dovrebbe creare norme interne

di contenuto conforme a quelle internaz.

In realtà accade che -> per assicurare il rispetto dell’obbligo internaz.

all’interno dello Stato, l’ordinamento statale si modifica o per meglio dire

si adatta al diritto internaz.

“adattamento del diritto interno al diritto internazionale”

spetta allo Stato (internazionalmente libero) scegliere i mezzi che gli

paiono più idonei al raggiungimento di questo scopo

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Riassunto per l'esame di Diritto Internazionale Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Elementi di Diritto Internazionale, Sapienza. Analisi dei seguenti argomenti: la Pace di Westfalia del 1648, il principio del non intervento negli affari interni, i progetti per la pace perpetua, il fondamento e l’ordinamento del diritto internazionale, il trattato internazionale, il principio della pari ordinazione di tutti gli Stati (principio di effettività e teoria del riconoscimento costitutivo).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Garofalo Luciano.

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