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Riassunto esame Diritto internazionale privato, prof. Virzo, libro consigliato Diritto internazionale privato, Villani Appunti scolastici Premium

Riassunto approfondito, basato su uno studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto internazionale privato, Villani, dell'Università degli Studi del Sannio, della facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza.

Esame di Diritto internazionale docente Prof. R. Virzo

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ESTRATTO DOCUMENTO

Diritto internazionale privato

La legge applicabile scelta dalle parti rimane sempre una legge negoziale, e quindi deve

rispettare alcune regole:

- vincola le parti, le quali possono sciogliere il vincolo;

- esclude il meccanismo del rinvio, perché la legge è già stata scelta a monte.

Il codice del consumo (normativa nazionale) all’art 36 sanziona con nullità la clausola del

contratto che va a privare il consumatore della tutela prevista dal Regolamento.

Frazionamento

Si parla di frazionamento del contratto quando i contraenti scelgono la legge da applicare solo

per una parte del contratto, lasciando le altre parti soggette ai criteri di collegamento. Il

frazionamento deve essere:

- funzionale alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela;

- coerente con il quadro normativo generale.

La scelta della legge applicabile deve:

- essere espressa;

- risultare chiaramente dalla comune intenzione della parti.

Nel contratto distinguiamo:

- clausole di stabilizzazione: nascono in relazione ai contratti di appalto in cui una delle parti è

uno Stato, mentre l’altra è un’impresa privata che deve costruire un’opera. Generalmente la

legge applicata è quello dello Stato parte del contratto.

Con tale clausola si “congela” la legge applicabile vietando ogni possibile modifica legislativa.

- clausole con scelta di legge variabile: vi è una maggiore flessibilità di scelta, poiché la legge

applicabile può essere modificata unilateralmente. Questa clausola deve essere indicata

precedentemente alla stipulazione del contratto.

Le parti, attraverso tali clausole, affidano la disciplina del loro contratto ad una legge statale,

anche se nel concreto sono state applicate molte leggi di origine non statale, come la lex

mercatoria e il soft law.

Questo ha prodotto la c.d. delocalizzazione del contratto, che si realizza apponendo al contratto

internazionale una clausola compromissoria per un arbitro commerciale internazionale:

l’arbitro può decidere le controversie ricorrendo ai principi generali del diritto o a sistemi di regole,

anche non statuali, scelti dalle parti.

L’obiettivo è sempre quello unificare e armonizzare la normativa internazionale.

Legge applicabile in mancanza di scelta delle parti

L’art 4 riguarda i casi in cui le parti decidono di non scegliere la legge applicabile; in questo

caso la legge applicabile deve seguire i criteri espressamente indicati da tale articolo.

Il criterio di collegamento più diffuso è quello della residenza abituale.

Per residenza abituale s’intende:

- per le persone giuridiche: il luogo dell’amministrazione centrale;

- per le persone fisiche: la sede dell’attività principale.

Se questi criteri sono insufficienti, si applica la legge del paese nel quale la parte che deve

effettuare la prestazione caratteristica del contratto ha la residenza abituale.

Contratti conclusi dal consumatore

L’art 6 riguarda i contratti conclusi dai consumatori: in questo caso la legge applicabile è

quella dove il consumatore ha la residenza abituale, ma sono necessarie 2 condizioni: 7 di 12

Diritto internazionale privato

- il professionista deve svolgere l’attività commerciale dove il consumatore ha la residenza

abituale;

- il professionista deve dirigere pari attività dove il consumatore ha la residenza abituale.

In caso contrario, si applicano i criteri di collegamento generale.

Tutto ciò non deroga la protezione offerta al consumatore, quindi si deve mantenere sempre

uno standard minimo di tutela.

Norme di applicazione necessaria e ordine pubblico

Anche in questo caso le norme di diritto internazionale sono soggetto ai limiti delle norme di

applicazione necessaria e dell’ordine pubblico.

Esistenza e validità del contratto

L’art 10 stabilisce che l’esistenza e la validità del contratto o di una sua disposizione si

stabiliscono in base alla legge che sarebbe applicabile in virtù del presente regolamento se il

contratto o la disposizione fossero validi.

Dunque si ricorre alla lex cause per accertare l’esistenza e la validità del contratto.

In deroga al 1° comma, però, tale articolo stabilisce che un contraente, al fine di dimostrare che

non ha dato il suo consenso, può riferirsi alla legge del paese in cui ha la residenza abituale,

se dalle circostanze risulta irragionevole stabilire l’effetto del comportamento di questo

contraente secondo la legge prevista dal 1° comma.

Validità formale del contratto

L’art 11 pone i criteri di collegamento in concorso alternativo fra loro:

- per il contratto concluso tra persone, o loro intermediari, che si trovano nello stesso paese

al momento della conclusione del contratto, quest’ultimo è valido quanto alla forma se soddisfa i

requisiti di forma della legge che ne disciplina la sostanza oppure dalla legge del paese in cui è

stato concluso;

- per il contratto concluso tra persone, o loro intermediari, che si trovano in paesi diversi al

momento di conclusione del contratto, quest’ultimo è valido se rispetta i requisiti richiesti dalla

lex contractus oppure quelli stabiliti dalla legge in cui si trova una delle parti.

Incapacità delle parti

Per quanto riguarda la questione dell’incapacità della parti, estranea al Regolamento Roma 1, in

un contratto concluso tra due persone che si trovano nello stesso paese, è possibile che una

delle parti, capace secondo la legge di tale paese, possa invocare la propria incapacità risultante

da un’altra legge, solo se al momento della conclusione del contratto l’altra parte era a

conoscenza dell’incapacità o l’ha colpevolmente ignorata.

Rinvio

L’art 20 esclude il rinvio, infatti, se il regolamento prescrive l’applicazione della legge di un paese,

esso si riferisce all’applicazione delle norme giuridiche in vigore in quel paese, ad esclusione delle

norme di diritto internazionale privato.

Stato con più unità territoriali

Infine, l’art 22 stabilisce che qualora uno Stato sia composto da più unità territoriali, ciascuna con una

propria normativa in materia di obbligazioni contrattuali, ogni unità va considerata come un paese

autonomo. 8 di 12

Diritto internazionale privato

Capitolo 3

Obbligazioni non contrattuali

Le obbligazioni non contrattuali vengono disciplinate dal Regolamento Roma 2. Inizialmente

non esisteva una disciplina uniforme e ogni Stato stabiliva una regolamentazione autonoma.

A livello nazionale venne approvata la legge 218 del 1995, che riguardava specificatamente le

obbligazioni non contrattuali ed è stata integrata, successivamente, dalla normativa europea.

Il Regolamento Roma 2 costituisce una fonte primaria e, in quanto regolamento, ha portata

generale, è direttamente applicabile ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi.

Tale regolamento disciplina solo determinate fattispecie:

- tutte le fattispecie di fatto illecito;

- 3 fattispecie di fatto lecito.

Il regolamento si applica solo alle obbligazioni civili e commerciali e l’obiettivo è quello di

individuare la legge applicabile a seconda dei diversi casi.

Lex loci damni

Per quanto riguarda i fatti illeciti, il criterio di collegamento principale è la lex loci damni, cioè la

legge del luogo dove si è verificato il danno (funzione riparatoria); anche se il Regolamento

prevede la possibilità per le parti di scegliere la legge applicabile (art 14). Ci sono, però, dei

limiti:

- ci deve essere un accordo posteriore al fatto che ha determinato il danno tra le parti, salvo se

le parti svolgono attività commerciale.

- l’accordo deve essere liberamente negoziato tra parti.

- la scelta deve essere espressa, cioè risultare in modo non equivoco dalle circostanze.

- le parti possono scegliere la legge di un Paese terzo.

- la scelta delle parti è esclusa se comporta concorrenza sleale e se contraria a: normativa

anti-trust e ai diritti di proprietà intellettuale.

L’art 1 riguarda le ipotesi di esclusione dall’ambito di applicazione del Regolamento.

L’art 2 qualifica come danno qualsiasi conseguenza derivante da un fatto illecito. Anche se il

criterio di collegamento più diffuso è quello della legge dove si verifica il danno, questo è

soggetto a 2 eccezioni:

- legge di residenza delle parti: la residenza abituale è il luogo dove si svolge l’attività

principale.

- legge di collegamento più stretto: si applica la legge del paese con il quale il fatto illecito

presenta il collegamento più stretto.

Nel caso in cui si sono verificati danni in più Paesi come conseguenza di un’unica azione, si

applicano tutte le leggi in vigore nei diversi ordinamenti.

Responsabilità per danno da prodotto

L’art 5 del Regolamento disciplina la responsabilità per danno da prodotto e contempera 2

esigenze:

- l’esigenza del produttore;

- l’esigenza del consumatore.

Dato che tale articolo comprende una disciplina complessa, vengono previsti dei criteri di

collegamento a cascata, che sono: 9 di 12

Diritto internazionale privato

- legge di comune residenza delle parti: nel caso in cui le parti siano residenti nello stesso

Stato si applica la legge di quest’ultimo.

- clausola di prevedibilità: si vuole tutelare il produttore convenuto in giudizio dal consumatore,

infatti, grazie a questa clausola, il produttore già è a conoscenza della normativa applicabile in

quel determinato ordinamento giuridico.

- legge di residenza abituale del danneggiato al momento del danno: con un inciso, cioè vale

solo se il prodotto è stato commercializzato in tale Paese; in caso contrario, si fa riferimento alla

legge del Paese in cui è stato acquistato il prodotto.

- legge del Pese in cui si è verificato il danno: con un inciso, cioè è necessario che il prodotto

sia stato commercializzato in quel Paese.

Nel caso in cui questi criteri siano insufficienti, si applica il criterio del collegamento più

stretto.

Concorrenza sleale e atti restrittivi della concorrenza

L’art 6 disciplina la concorrenza sleale e gli atti restrittivi della concorrenza. Non rientrano in

tale disciplina: gli atti distintivi e i brevetti.

Al fine di tutelare la concorrenza le parti non possono scegliere la legge applicabile e vengono

fissati dei criteri di collegamento:

- la legge applicabile è quella del paese sul cui territorio sono stati pregiudicati i rapporti di

concorrenza.

- nel caso di atti restrittivi, la legge applicabile è quella del paese sul cui mercato la

restrizione ha effetto.

Danno ambientale

L’art 7 disciplina il danno ambientale fissando la responsabilità oggettiva “chi inquina paga”. Per

danno ambientale s’intende qualsiasi mutamento peggiorativo delle risorse naturali o anche il

semplice deterioramento.

Al danneggiato, in questo caso, spetterà il risarcimento economico.

La legge applicabile è quella del luogo dove si è verificato il mutamento o il deterioramento,

anche se viene proposta un’altra ipotesi, cioè di applicare la normativa del Paese dove si è

verificato l’evento da cui scaturisce il danno.

Rinvio

L’art 24 esclude il rinvio, per evitare conflitti tra le diverse normative e per uniformare la materia.

Ordinamenti plurilesgislativi

L’art 25 disciplina le ipotesi di Stati con più sistemi giuridici: per individuare la legge

applicabile, bisogna considerare ogni unità territoriale come un paese autonomo e, quindi,

ognuno applicherà la propria normativa.

Norme di applicazione necessaria e ordine pubblico

Anche in questo caso le norme di diritto internazionale sono soggetto ai limiti delle norme di

applicazione necessaria e dell’ordine pubblico. 10 di 12

Diritto internazionale privato

Rapporti con norme comunitarie e convenzionali

Il Regolamento non pregiudica l’applicazione delle norme comunitarie che disciplinano i conflitti

li leggi in materia di obbligazioni extracontrattuali.

Il Regolamento non pregiudica l’applicazione delle convenzioni di cui uno o più Stati membri

sono contraenti; ma prevale su quelle stipulate esclusivamente da Stati membri.

Norme di sicurezza e di condotta

Nel valutare il comportamento del presunto responsabile del danno, il giudice deve tener conto

delle norme di sicurezza e di condotta in vigore nel luogo in cui è avvenuto il fatto lesivo.

Rapporti con la normativa internazional-privatistica processuale

Per le presunzioni legali e il riparto dell’onere della prova si applica la disciplina prevista per le

obbligazioni contrattuali. Gli atti giuridici possono essere provati con ogni mezzo di prova

ammesso nello Stato del foro.

Azione diretta contro l’assicuratore del responsabile

Art 18: la parte lesa può chiedere il risarcimento dei danni subiti direttamente all’assicuratore

della persona tenuta al risarcimento, a condizione che tale possibilità sia prevista dalla legge

applicabile all’obbligazione extracontrattuale o dal contratto di assicurazione.

Il danneggiato può rivolgersi a propria scelta ai giudici:

- dello Stato in cui ha il domicilio;

- dello Stato in cui ha domicilio l’assicuratore;

- dello Stato in cui è avvenuto l’evento dannoso.

Surrogazione

La surrogazione si verifica quando un creditore, a seguito di un’obbligazione extracontrattuale,

vanti diritti nei confronti del debitore, ma un terzo ha adempiuto a tale obbligo. L’art 19 stabilisce la

legge da applicare affinché il terzo possa effettuare un’operazione di rivalsa nei confronti del

debitore.

Disciplina identica a quella prevista nel Regolamento Roma 1 per le obbligazioni contrattuali.

Obbligazioni solidali

Caso in cui più debitori siano responsabili nei confronti dello stesso creditore, ed uno di

questi adempie in tutto o in parte all’obbligazione. L’art 20 si occupa della legge da applicare per

l’operazione di rivalsa che deve effettuare il debitore nei confronti degli altri.

Analoga disciplina prevista per le obbligazioni contrattuali.

Responsabilità da fatto lecito

Per quanto riguarda i fatti leciti, il Regolamento Roma 2 disciplina solo 3 specifiche ipotesi:

- arricchimento senza causa;

- negotiorum gestio;

- culpa in contrahendo.

Per l’arricchimento senza causa e per la ripetizione dell’indebito, l’art 10 fissa 2 criteri di

collegamento:

- nel caso di arricchimento o ripetizione che derivano da una relazione preesistente, si applica

la legge dello Stato che disciplinava tale relazione. 11 di 12


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fran_93

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fran_93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sannio - Unisannio o del prof Virzo Roberto.

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