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Diritto Internazionale Privato della Famiglia e delle Persone - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti completi delle lezioni di Diritto Internazionale Privato della Famiglia e delle Persone (valutazione conseguita 26/30). Argomenti: il diritto internazionale privato è l’insieme delle norme che ciascuno stato e oggi anche UE si da per disciplinare situazioni e rapporti che coinvolgono privati in situazioni che presentano elementi di estraneità. Vedi di più

Esame di Diritto Internazionale Privato della Famiglia e delle Persone docente Prof. I. Viarengo

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ESTRATTO DOCUMENTO

Commissione Europea > incarna l’interesse comunitario. Ha poteri di iniziativa e di controllo (vedi slides).

Perché? Un atto comunitario nasce su proposta della commissione. In questo senso ha potere di iniziativa.

Parlamento Europeo > incarna l’interesse dei cittadini

Consiglio Europeo > incarna l’interesse del governo

Consiglio Europeo va distinto dal Consiglio d’Europa o dell‘UE.

Consiglio Europeo > non interviene nel processo decisionale.

Per gli organi dell’UE vedere bene slides.

CORTE DI GIUSTIZIA

Composta da un numero di giudici pari al numero degli Stati membri. È assistita da degli avvocati generali e ha

due funzioni principali:

1) verifica la compatibilità con i trattati degli atti e istituzioni europei dei governi.

2) è l‘unico organo competente a pronunciarsi sull‘interpretazione e sulla validità degli atti comunitari)

Sapere che oltre alla corte di giustizia c’è il tribunale di primo grado, con competenze più limitate e funziona dal

1989.

IL RINVIO PREGIUDIZIALE

La maggior parte delle sentenze che studieremo sono sulla base di tale meccanismo.

Nel corso di causa può sorgere un dubbio sull’interpretazione o sulla validità di una norma comunitaria, cioè il

giudice internazionale si trova a dover applicare o una norma comunitaria o una nazionale che lui dubita possa

essere in contrasto con una comunitaria. (nel senso che l‘avvocato di parte, a seconda della sua tesi difensiva

fa venire il dubbio). In questo caso il giudice, di fronte a questo scoglio, non può decidere come gli pare, ma

deve sospendere il giudizio nazionale e rinviare alla Corte di Giustizia per chiedere un parere, come va

interpretata quella norma o se quella norma è in contrasto. Questo parere viene messo sottoforma di

“pronuncia pregiudiziale” > nel senso che il giudice deve e può aspettare questo parere prima di proseguire il

processo nazionale. Ma deve o può? Dipende da che tipo di giudice è.

1) il giudice nazionale deve rivolgersi alla Corte di Giustizia quando si tratta di giudice in ultima istanza (ultimo

grado di giudizio. Per es. Cassazione nell‘ordinamento italiano).

2) se si tratta di primo o secondo grado, il giudice non è costretto, ma può chiedere il parere alla Corte di

Giustizia.

PRIMATO DEL DIRITTO COMUNITARIO

Il diritto comunitario prevale su qualunque norma interna e anche le sentenze della Corte di Giustizia hanno lo

stesso valore. Qualunque parere o decisione contraria va disapplicata.

La Corte di Giustizia ovviamente non si pronuncia solo per il rinvio pregiudiziale, ma ha altre forme di controllo.

Come:

RICORSO PER INADEMPIMENTO

Se uno Stato non ottempera agli obblighi previsti dalla normativa dell’UE, la Commissione inizia l’apposita

procedura e chiede che la Corte si pronunci.

RICORSO DI ANNULLAMENTO

Può essere che un’istituzione comunitaria ritenga che una norma del diritto comunitario sia illegittima. Ancora

una volta ci si rivolge alla Corte, in quanto unico organo competente a pronunciarsi sull’interpretazione e

validità delle norme.

RICORSO PER CARENZA

Casi in cui non gli Stati ma le istituzioni che dovevano prendere delle decisioni non le hanno prese. Sono le altre

istituzioni o gli Stati membri in questo caso che si rivolgono alla Corte.

Riassumendo la Corte di Giustizia decide sull’interpretazione delle norme di diritto comunitario o nazionali,

decide per inadempimento dei singoli Stati, decide sulla validità degli atti comunitari quando in contrasto con il

resto delle norme di diritto comunitario e decide per ricorso per carenza.

Ricordare:

In genere il privato/singolo non ha accesso diretto alla Corte di Giustizia per la tutela dei suoi diritti. È possibile

solo in casi molto residuali (per esempio per il ricorso per carenza). Ma nella maggior parte dei casi quando si

tratta diritti dei singoli si passa attraverso il giudice (rinvio pregiudiziale).

C’è un altro organo per cui è possibile il ricorso diretto in Europa: Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU =

convenzione europea dei diritti dell‘uomo).

Non bisogna confondere la Corte Europea di Strasburgo (giudica sulla violazione dei diritti umani attraverso la

CEDU) con la Corte di Giustizia Europea.

Diritto comunitario costituito non solo dagli atti costitutivi ma anche dal diritto comunitario derivato.

DIRITTO COMUNITARIO DERIVATO

1) Regolamento > atto comunitario emanato dal Parlamento e dal Consiglio e una volta in vigore è obbligatorio

per tutti gli Stati in tutti i suoi elementi (nessuno spazio di discrezionalità, lo devono applicare così com’è

prevalendo sulle leggi interne).

2) Direttiva > atto comunitario vincolante per tutti gli Stati e prevalente sulla legislazione interna, ma lascia alle

autorità nazionali un margine di manovra. Per essere applicata negli Stati, richiede la recezione

nell’ordinamento giuridico nazionale, occorre cioè che questo stato si dia una legge che si adegui a questa

direttiva. La direttiva da dei criteri che devono essere rispettati.

Se uno Stato ritarda l’emanazione di una legge prevista da una direttiva rischia il ricorso per inadempimento.

Differenze:

Regolamento > serve per uniformare il diritto, perché si tratta di un atto unico (uniforma, rende uguale). Per

quelle materie che l’UE intende sottrarre dalla discrezione dei singoli Stati, l’Unione decide di emanare un

regolamento (quando si decide che una certa materia debba diventare di competenza comunitaria).

Direttiva > serve per armonizzare il diritto degli Stati membri

3) Decisione

4) Raccomandazione e parere

FINE NOZIONI DI BASE

In questo primo modulo dobbiamo ancora occuparci di circolazione, migrazione e cittadinanza.

LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL’UNIONE ALL’INTERNO DELL’UE

Oggi è completamente libera.

La libera circolazione delle persone, che oggi vale per tutti i cittadini dell’UE, nasce come circolazione dei

lavoratori (CEE > garanzia di mercato comune) per evitare sistemi di concorrenza

TEST PRIMO MODULO > Giovedì 29 Marzo 2012

Giovedì 8 marzo 2012

Lezione 6

LIBERA CIRCOLAZIONE

UNIONE EUROPEA E DIRITTO DI FAMIGLIA

La comunità fin dalle origini si è trovata a doversi occupare della famiglia anche se non come se ne occupa

ormai da una decina di anni (diritto di famiglia ormai comunitarizzato), come istituto accessorio al fine della

piena realizzazione delle libertà fondamentali garantite dai trattati istitutivi, per garantire la libera circolazione

delle persone > obiettivo era quello di un mercato comune e la libera circolazione delle persone nella comunità

era condizione fondamentale. Inizialmente libera circolazione dei lavoratori (art. 45), poiché per evitare

distorsioni della concorrenza era necessario che i lavoratori potessero circolare liberamente all’interno della

comunità. Significa che qualunque lavoratore che si muova all’interno della comunità non deve subire alcun

trattamento discriminatorio (relativo all‘accesso, al lavoro > sono venute meno da anni quelle condizioni che

privilegiavano i lavoratori locali, ecc.). quindi abolizione di qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza,

ma anche indiretta, tra lavoratori degli Stati membri, ecc.

Discriminazione indiretta > quelle discriminazioni fondate su criterio diverso da cittadinanza ma che in realtà

nascondono un trattamento diverso in base alla cittadinanza

In materia di lavoro c’è un’unica eccezione importante che limita la circolazione dei lavoratori, quindi che lascia

un certo spazio di discrezione al singolo Stato (punto 4 slide): impieghi nella pubblica amministrazione > allo

Stato è consentito limitare l’accesso degli stranieri per gli impieghi pubblici.

Il concetto di libera circolazione nasce dall’esigenza di garantire la circolazione delle forze lavoro per consentire

un mercato unico. Quella che agli inizi era concepita solo come circolazione in un ottica di mercato, oggi è

estesa a tutti i cittadini dell’UE, indipendentemente dal fatto che siano lavoratori.

LIBERA CIRCOLAZIONE E FAMIGLIA

Oggi la libera circolazione nell’UE è estesa a tutti i suoi cittadini

Articolo 21 Trattato sul funzionamento dell’UE (Vecchio trattato TCE) > sancisce il diritto dei cittadini dell’UE di

spostarsi e soggiornare liberamente in qualsiasi Stato dell’UE. (vedi slide)

Il diritto di cui godono tutti i cittadini dell’UE, per lo stesso fatto di essere tali, deriva dal trattato. Il diritto di

circolazione e soggiorno ha il proprio fondamento nella cittadinanza dell’UE e non nell’esercizio di un’attività

economica > integrazione non solo del mercato ma della stessa società.

Il diritto di circolazione dell’UE però è regolato da una direttiva del 2004 (direttiva perché si è deciso di

razionalizzare la questione. Ha unito le misure sparpagliate tra gli Stati per costringerli a ridurre le formalità

amministrative, per incentivare i cittadini, dare agli Stati i criteri per circoscrivere la possibilità che hanno gli

Stati di rifiutare o revocare il diritto di soggiorno). Vedi slide. Attenzione errore nel testo della direttiva: non 58

ma 38. Gli atti comunitari vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dove sono tradotti in

tutte le lingue della comunità. (direttiva su ariel).

Essendo una direttiva, per poter essere attuata all’interno di un ordinamento richiede una legge interna. In Italia

è stata adottata da un decreto amministrativo del 2007.

Tale direttiva disciplina:

1. Modalità di esercizio del diritto di libera circolazione (che si fonda sul trattato, non sulla direttiva che da solo

i criteri)

2. Diritto di soggiorno permanente

3. Restrizioni ai diritti sopra menzionati (queste sono esclusivamente per motivi di pubblica sicurezza o di sanità

pubblica e ordine pubblico > non inteso come limite alle norme di diritto internazionale privato > ordine

pubblico inteso come sicurezza pubblica)

Art.6 Diritto di circolazione e soggiorno fino a tre mesi > nessuna condizione

Art.7 Diritto di circolazione e soggiorno oltre tre mesi > non bisogna diventare un peso per l’assistenza

sociale.la persona deve dimostrare di avere comunque una forma di assicurazione, se non è lavoratore. Si deve

dimostrare di non dover diventare un peso, o perché lavoratore, o perché studente, ecc.

Art.8 Disporre di risorse economiche sufficienti

Il problema è per i cittadini non comunitari che devono chiedere il permesso di soggiorno laddove non abbiano

legami con cittadini dell’UE. Vedi slides.

Diritto di soggiorno permanente > se una persona risiede legalmente per un periodo ininterrotto di almeno

5 anni si diventa cittadini dell’UE il concetto di soggiorno ininterrotto di 5 anni va inteso in modo flessibile, cioè

sono tollerate assenze che arrivano ad essere di 6 mesi all’anno. È consentito anche l’assenza di un anno se per

motivi di studio, maternità, ecc.

Restrizioni al diritto di ingresso e di soggiorno

Art 27 e successivi (capo sesto)

Un cittadino dell’UE o un suo familiare possono essere allontanati dal territorio dello Stato membro per ragioni

di ordine, sicurezza o sanità pubblica. In nessun caso la decisione può essere dettata da ragioni economiche.

Il comportamento penale deve rappresentare una minaccia effettiva e sufficientemente grave > non basta il

reato per essere espulso.

Non solo l’esistenza di un reato penale non è sufficiente e bisogna dimostrare che la persona sia una minaccia

reale, grave e effettiva per l’ordine pubblico, ma bisogna valutare ulteriori elementi: durata della residenza

dell’interessato, l’età, stato di salute e la sua situazione familiare, il grado di integrazione sociale nel paese che

lo ha accolto e i suoi legami col paese d’origine.

In ogni caso il provvedimento di divieto può essere permanente. L’interessato può presentare riesame della sua

situazione dopo tre anni.

Novità della direttiva

- Semplificazioni delle procedure

- Previsione del diritto di soggiorno permanente

- Riconoscimento di maggiori diritti ai familiari

- Coppie di fatto

Fondamentale stabilire quali siano i familiari.

BENEEFICIARI DELLA DIRETTIVA

Cittadino dell’UE: qualsiasi persona avente cittadinanza di uno Stato membro

Familiare: il coniuge > partner che abbia contratto con il cittadino dell’UE un’unione registrata sulla base della

legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l’unione

registrata al matrimonio; i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge o partner

sulla base della definizione di cui sopra; gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner.

La qualifica di familiare parte dal paese di destinazione (è lui che qualifica). La direttiva lascia discrezione al

paese di destinazione in materia di quelle unioni fuori dal matrimonio. Per esempio che cos’è coniuge lo decide

il paese di destinazione ma non è detto che tanga strettamente come legislazione la propria. In Italia per

esempio non apre ai matrimoni omosessuali ad esempio tra cittadino extracomunitario e spagnolo (anche se

questi sono formalmente sposati per esempio in Spagna). Il problema è definire la nozione di familiari. Cosa si

intende per coniuge? Rimane al paese di destinazione la qualifica.

Partnership registrata: coppia che non vuole sposarsi, accedere al matrimonio ma intende formalizzare in

qualche maniera questa unione.

Coppia di fatto: nessuna formalizzazione dell’unione

Martedì 13 marzo 2012

Lezione 7

TEST PARZIALE 3 APRILE AULA MAGNA

BENEFICIARI DIRETTIVA 2004/38/CE

In Italia se il beneficiario dovesse essere un coniuge, questo deve essere di un matrimonio etero.

Sentenza rivoluzionario > prima sentenza in Italia (Trib. Reggio Emilia, 13.2.2012) pcon cui è stata accolta la

richiesta di ricongiungimento presentata da un cittadino italiano nei confronti di un coniuge uruguayano dello

stesso sesso con cui aveva contratto matrimonio in Spagna. (quindi coniuge extracomunitario e dello stesso

sesso).

RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE

>>>Togliere sentenza Mattern e mettere sentenza precedente di Reggio Emilia.

Qualsiasi cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell’UE, il quale accompagna o raggiunge il citato

cittadino dell’UE in uno Stato membro diverso dallo Stato membro di cui egli ha la cittadinanza.

Questo è il presupposto imprescindibile anche se poi ci saranno da risolvere tutti gli eventuali problemi di

qualifica di familiare.

Sentenza importante: caso Metock > sentenza corte di giustizia.

Come si studia la sentenza:

I casi si identificano col nome della parte coinvolta.

Bisogna sapere primo paragrafo sotto “sentenza”

Poi vedere i fatti del caso (“La causa principale”).

Poi saltare e arrivare al problema: punto 40

Punto 45

“Sulla prima questione” > ragionamenti della corte

“Sulla seconda questione”

Punto 81

Punto 92

Parte finale in neretto

Individuare il caso, capire la questione e il problema e poi andare alla trattazione.

LE RESTRIZIONI A CIRCOLAZIONE E SOGGIORNO

Uniche restrizioni ammesse:

1) fondate su motivi di interesse pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica;

2) proporzionate;

3) basate sul comportamento personale dell’interessato.

Limite dell’ordine pubblico:

- la corte da un’interpretazione restrittiva poiché va a incidere su una libertà fondamentale garantita dal

trattato che, se non è incondizionata, non può però essere limitata … vedi slide

- anche laddove la misura non sia caratterizzata da uno dei tre elementi precedentemente nominati, il divieto di

ingresso così come l’espulsione di un soggetto i cui familiari risiedono in un determinato Stato può comportare

una illecita interferenza nella vita privata e familiare (il rispetto dellla vita privata e familiare è un diritto

fondamentale)

Caso Orfanopoulos

Cittadino greco sposato con una cittadina tedesca, tre figli, tossicodipendente, condannato più volte per reati

legati a traffico di stupefacenti.

Vedi sentenza e slide.

Non basta per essere espulsi il fatto di essere per esempio coinvolti in una associazione criminale, ma bisogna

vedere il comportamento personale, così come non sono sufficienti le più condanne avute. Occorre l’esistenza

di una minaccia ed effettiva gravi.

Giovedì 15 marzo 2012

Lezione 8

Martedì 20 marzo 2012

Lezione 9

RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE SPETTANTE AI CCITTADINI DEI PAESI TERZI

Direttiva del Consiglio del 22 settembre 2002

Mira a stabilire le condizioni alle quali può essere esercitato il diritto al ricongiungimento.

Beneficiari:

- coniuge

- figli minorenni della coppia, compresi gli adottivi

Gli Stati membri possono imporre limite minimo di età per il soggiornante e il coniuge.

Testo unico italiano sull’immigrazione apre al coniuge, ai figli minori (di tutti i tipi > Italia molto aperta

sull’affiliazione), ai figli maggiorenni a carico, ai genitori a carico che non dispongono di un adeguato sostegno

familiare nel paese di origine o provenienza.

Il testo unico considera minori i figli di età inferiore ai 18 anni al momento della presentazione dell’istanza di

ricongiungimento.

Il familiare quando attiva la procedura, dovrebbe trovarsi fuori dal Paese per il quale richiede il

ricongiungimento.

Le ragioni che possono impedire il ricongiungimento o il rinnovo del permesso già concesso o possono

implicarne la revoca > ragioni d’ordine pubblico, di sicurezza interna e di salute pubblica.

L’insorgere di malattie o infermità dopo la concessione del permesso di soggiorno non può di per sé giustificare

il rifiuto del rinnovo o l’allontanamento dal territorio da parte dell’autorità competente dello Stato membro

interessato.

Sia per il ricongiungimento familiare per gli extracomunitari sia per i cittadini dell’UE le condizioni sono

analoghe.

Tasto unico sull’immigrazione:

a) sull’alloggio (v. slide)

b) sul reddito minimo annuo (v. slide)

Disposizioni particolari si applicano al ricongiungimento dei rifugiati.

Sentenza Chakroun > sapere solo parte in neretto

LA CITTADINANZA ITALIANA

La questione della cittadinanza rimane questione riservata degli Stati (non è regolata dall‘UE o dal diritto

internazionale).

Sentenza della Corte di Giustizia > da sapere bene

Il diritto di avere una cittadinanza è un diritto fondamentale > alla cittadinanza sono collegati una serie di diritti

(politici, civili, ecc.). La maniera in cui uno Stato si regola sul’attribuzione dei essa, è questione riservata.

Legge 5.2.1992, n. 91

Tale legge è ispirata al principio ius sanguinis, alla volontà del soggetto interessato, alla tutela contro l’apolidia,

alla conservazione della cittadinanza, alla parità dei sessi.

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA PER NASCITA

È cittadino per nascita:

a) il figlio di padre o madre cittadini

b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non

segue la cittadinanza dei genitori.

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA PER FILIAZIONE

Principio ius sanguinis

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA PER NASCITA NELLO STATO

v. slide

L’ATTRIBUZIONE DELLA CITTADINANZA PER RICONOSCIMENTO O DICHIARAZIONE GIUDIZIALE DELLA FILIAZIONE

La cittadinanza è attribuita anche ai figli riconosciuti tali dopo la nascita (riconoscimento tardivo di paternità).

Questo però vale per i minori. Se un maggiorenne è riconosciuto come figlio, conserva il diritto di cittadinanza

ma ha la possibilità di scegliere.

In Italia, i figli non riconosciuti hanno diritto comunque agli alimenti e quindi anche alla cittadinanza.

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA DEL MINORE ADOTTATO

v. slide

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA PER OPZIONE

Cittadinanze riconosciute ai nipoti

Giovedì 22 marzo 2012

Lezione 10

Ricorda direttive > di armonizzazione, non uniformazione.

Varie modalità di acquisto della cittadinanza italiana sulla base del principio ius sanguinis.

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA PER MATRIMONIO

Il coniuge straniero può acquistare la cittadinanza quando dopo il matrimonio risieda almeno da due anni nel

territorio della Repubblica o all’estero almeno da 3.

Matrimoni di convenienza:

Per acquisire la cittadinanza occorre provare anche la conseguente instaurazione di un vero e proprio rapporto

coniugale, non è sufficiente la prova del matrimonio. Nel caso si provi il trattarsi di un matrimonio di

convenienza si revoca il permesso.

PRECLUSIONI ALL’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA

Commissione di reati di terrorismo, contro diritto politici del cittadino, ecc, i delitti comuni.

b) la condanna per un delitto doloso (con dolo > intenzione) o preterintenzionale per ilo quale la legge preveda

una pena edittale (prevista nel codice) non inferiore nel massimo a 3 anni. L’effetto preclusivo non si preclude

nel caso della sentenza per patteggiamento.

c) v. slide

CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA PER NATURALIZZAZIONE

Stranieri nati nel territorio della Repubblica e vi risiedono da almeno 3 anni, lo straniero del quale il padre o la

madre o uno degli ascendenti sono cittadini per nascita.

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA DA PARTE DEL FIGLIO MINORE STRANIERO

Acquisisce la cittadinanza del padre/madre quando diventano italiani

CASO ROCKMAN

Entenza Corte di Giustizia Europea

Bcause principali e questioni pregiudiziali (fatti e cosa si chiede alla corte)

Risposta della Corte

Punto 39

Punto 41

Punto 42

… (sembrerebbe che non può perdere la cittadinanza)

Punti 50-65

Apolide = non avente alcuna cittadinanza

Martedì 27 marzo 2012

Lezione 11

FAMIGLIA NEL DIRITTO COMUNITARIO

Nell’ambito dell’UE ancora oggi piuttosto difficile definire la nozione di famiglia. L’UE si occupa sempre più del

diritto internazionale privato di famiglia e persone (causa aumento circolazione e famiglie internazionali). Quindi

la nozione di famiglia dovrebbe essere fondata sui principi di diritto comune degli Stati membri.

(Libera circolazione delle sentenze in materia di famiglia)

Non c’è una nozione comune per tutti. L’unica nozione condivisa da tutti gli Stati attualmente è quella riferita

alla famiglia tradizionale, monogamica ed eterosessuale (unica forma di unione che tutti gli Stati europei hanno

al momento, poi ovviamente molti Stati hanno anche altre forme, ma questa è quella comune).

Matrimonio > unione giuridica tra due individui di sesso opposto

Unione poligamica > non espressamente esclusa dalla nozione comunitaria di matrimonio, ma la legislazione

sull’immigrazione impedisce lo svolgimento sul territorio comunitario di rapporti familiari che ne derivano.

Matrimonio fittizio > matrimonio di un cittadino di uno Stato membro, o cittadino di un paese terzo che

soggiorna regolarmente in uno Stato membro, con un cittadino di un paese terzo solo con lo scopo di eludere le

norme relative all’ingresso e al soggiorno dei cittadini dei paesi terzi e di ottenere permesso di soggiorno o

titolo di soggiorno in uno Stato membro.

Fattori che sono indice di matrimonio fittizio > vedi slide

UNIONI NON CONIUGALI

Sono tutte le unioni diverse dal matrimonio tradizionale.

L’Italia ad oggi non attribuisce alcun effetto giuridico alle unioni diverse dal matrimonio tradizionale. La maggior

parte dei paesi dell’UE tuttavia ha allargato molto i propri orizzonti, e permettono diversi altri tipi di unione.

L’UE, in base alla Carta dei diritti fondamentali (elenco di diritto che nel 2000 l’UE si è data, che oggi ha

acquisito il rango di diritto primario) segue non solo il principio di non discriminazione, ma anche il diritto di

sposarsi e fondare una famiglia (libertà civili fondamentali). Il diritto di sposarsi significa il diritto di sposarsi

liberamente, quindi vieta i matrimoni forzati o sotto una certa età. Il diritto di fondare una famiglia riguarda i

coniugi e si tratta di un diritto che sta assumendo molta rilevanza. Oggi il problema è chi sono i beneficiari di

questo diritto (una volta era impensabile per esempio che anche due omosessuali fondassero una famiglia) e

attraverso quale modalità (es.: diritto di adozione. Ma a chi spetta?Ci sono paesi che ammettono per es. la

partnership registrata tra omosessuali, ma non l‘adozione. In Italia ci sono certi limiti per quanto riguarda la

procreazione assistita, ecc. in Italia ad es. la maternità surrogata non solo è vietata, ma criminalizzata, mentre

in Inghilterra è accettata.). L’UE ad oggi dice: riconosce unioni non coniugali, ma né impone né vieta,

rimandando alle legislazioni dei singoli Stati membri, anche se le cose sono in evoluzione.

Atti in materia di libera circolazione e asilo > v. slide

Unione registrata > unione formale, riconoscibile nello stato di accoglienza, contratta tra due individui non

legati da rapporti di parentela o da precedenti unioni con terzi.

LA CONVIVENZA

Nell’ambito dell’UE non viene definita una nozione di unione di fatto. Non definisce cosa si intende per

convivenza ma prevede che esista, poiché riconosciuta da alcuni Stati.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e culturale applicata all'ambito economico, giuridico e sociale (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Politiche)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aiedail90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale Privato della Famiglia e delle Persone e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Viarengo Ilaria.

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