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Tutti gli stati membri delle Nazioni Unite sono ipso facto aderenti allo statuto della C.I.G.

annesso alla Carta delle Nazioni Unite. Quindi tutti gli Stati sono potenzialmente parti in casi di

controversie con altri stati dinanzi alla corte.

Ma quando la Corte è competente? Di quali controversie si occupa? come ha potuto la B-E

convenire davanti alla corte la S-M, e quali sono state le regole di diritto internazionale sulle quali

la corte ha potuto basare la sua competenza? Invece l’argomento principale utilizzato dalla Serbia al

fine di evitare che la corte si pronunciasse era quello di dire che lo stato che si conveniva in giudizio

non è lo stesso stato che avrebbe commesso il genocidio: quello era uno stato diverso che non esiste

più. A tal proposito c’è un paragrafo della sentenza, il num.76 nel quale leggiamo: “La corte

ricorda che secondo un principio fondamentale nessuno Stato può essere sottoposto alla sua

giurisdizione senza avervi consentito” la Corte quindi non può obbligare uno Stato a presentarsi

davanti a lei se questo non ha consentito alla giurisdizione della Corte

(N.B. competenza esclusivamente consensuale).

Per confortare questo dato della competenza consensuale guardiamo l’ art.36 dello Statuto della

CIG, (che abbiamo detto esser un documento annesso alla carta NU, quindi si tratta di un

documento fisicamente separato ma giuridicamente parte integrante della carta delle NU).

A proposito della competenza della corte lo statuto Articolo 36 dice che:

1. La competenza della Corte si estende a tutte le controversie che le parti

sottopongano ad essa ed a tutti i casi specialmente previsti dallo Statuto delle Nazioni Unite

o dai trattati e dalle convenzioni in vigore.

2. Gli Stati aderenti al presente Statuto possono in ogni momento dichiarare di

riconoscere come obbligatoria ipso facto e senza speciale convenzione, nei rapporti con

qualsiasi altro Stato che accetti la medesima obbligazione, la giurisdizione della Corte su

tutte le controversie giuridiche concernenti:

a. l'interpretazione di un trattato; b. qualsiasi questione di diritto internazionale; c.

l'esistenza di qualsiasi fatto che, se accertato, costituirebbe la violazione di un obbligo

internazionale; d. la natura o la misura della riparazione dovuta per la violazione di un

obbligo internazionale.

1. Le dichiarazioni di cui sopra possono essere fatte incondizionatamente o

sotto condizione di reciprocità da parte di più Stati o di determinati Stati o per un periodo

determinato.

2. Tali dichiarazioni sono depositate presso il Segretario Generale delle

Nazioni Unite, che ne trasmette copia agli Stati aderenti al presente Statuto ed al

Cancelliere della Corte.

3. Le dichiarazioni fatte in applicazione dell'articolo 36 dello Statuto della

Corte Permanente di Giustizia Internazionale, e che siano tuttora in vigore, sono

considerate, nei rapporti tra Stati aderenti al presente Statuto, come accettazioni della

giurisdizione obbligatoria della Corte Internazionale di Giustizia per il periodo per il quale

debbano ancora aver vigore, e in conformità alle loro clausole.

4. In caso di contestazione sulla competenza della Corte, la Corte decide.

Analizzando il testo dell’ART.36 nella prima parte del punto 1. ricaviamo quello che è il

primario e più logico nonché più semplice modo di investire la CIG. In cosa consiste questo modo?

Consiste nel fatto che se due Stati sono in controversia tra di loro e se non riescono a risolvere la

situazione che gli oppone, allora uno dei due stati, o entrambi, decidono di sottoporre la questione

alla Corte e lo fanno stringendo un accordo chiamato COMPROMESSO INTERNAZIONALE,

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in base al quale quindi si investe la CIG di decidere sulla controversia e che gli stati si impegnano a

rispettare la decisione della corte.

Dopodichè lo statuto prevede che oltre a questo ci sono altri casi specialmente previsti dalla

carta NU, e dai trattati e convenzioni in vigore.

a. Il riferimento ai “casi specialmente previsti dalla carta NU” non deve far cadere

nell’errore di pensare che esista una disposizione nella carta dove si legga che gli stati membri delle

Nazioni Unite per il fatto di essere membri dell’ NU accettino la competenza della CIG, ma

dobbiamo intenderlo nel senso che gli stati membri delle NU possono accedere alla corte solo e

sempre sulla base di un accordo tra gli stati, occorre sempre un trattato o un compromesso che

preveda la competenza della corte. (competenza AD HOC)

b. La competenza che deriva invece dai “trattai e dalle convenzioni” in vigore è una

competenza ante hoc proprio perchè senza bisogno di attendere lo scatenamento di una controversia

gli stati facendo un trattato, o più stati partecipando a un trattato, possono sottoscrivere una

clausola, nel trattato stesso, in cui si dice che in caso di controversia sulla applicazione e

interpretazione di questo trattato gli stati convengono che la CIG sarà competente e che ognuno

degli stati parte potrà convenire un altro degli stati parte (perchè i trattati vincolano solo gli stati

che vi partecipano) davanti alla corte. Questa è la cd. clausola compromissoria(caso di competenza

ANTE HOC).

Il 2° comma dell’art 36 prevede l’ulteriore ipotesi che dà la possibilità ad uno stato di poter

adire la giurisdizione della Corte anche senza una speciale convenzione con un altro stato, quindi

senza un accordo ad hoc o ante hoc, ma in pratica ci dice che uno stato “da solo” può dichiarare

unilateralmente di accettare di sottoporsi alla giurisdizione obbligatoria della Corte. La competenza

della Corte, in questi casi però, sarà circoscritta ai rapporti tra lo Stato dichiarante con qualsiasi

altro stato che accetti però la medesima obbligazione, cioè occorre che la dichiarazione di uno Stato

si unisca alla dichiarazione di un altro Stato per scatenare la competenza della Corte nelle

controversie tra questi due Stati nei limiti della/e parte/i comune/i coperti dalle due dichiarazioni.

La competenza della Corte internazionale quindi come vediamo è sempre e soltanto basata

su un attribuzione di competenza da parte degli stati anche se partono da atti unilaterali (si dice che

è una competenza di ATTRIBUZIONE).

N.B. La CIG è stata a lungo solitaria come giudice internazionale ma dalla caduta del muro

di Berlino e dal disfacimento del blocco dell’Est si sono realizzate condizione oggi assai più

favorevoli alla giustizia internazionale prima ritenuta un forma di diritto troppo borghese. Oggi la

CIG non è più solitaria come dimostra il fatto che all’Aia troviamo vari giudici internazionali la cui

competenza è di carattere pur sempre consensuale.

Ne caso in particolare della Bosnia-Erzegovina non ci fu un accordo ad hoc ma la

competenza della Corte venne appoggiata su una disposizione contenuta in un importantissimo

trattato del 9-12-1948 e cioè della Convenzione per la prevenzione e repressione del genocidio.

Una convenzione questa che non solo per il suo contesto storico, il ’48, ma anche per i temi che

tratta, capiamo che venne realizzata nel quadro delle Nazioni Unite come elemento che deve

partecipare alla composizione di un nuovo ordine internazionale voluto dalle potenze vincitrici

della 2°guerra mondiale e come superamento del vecchio ordine che non aveva ostacolato in nessun

modo i genocidi che si sono svolti intorno, e precedentemente, alla 2°guerra mondiale (in

particolare come reazione contro la “shoa” quale elemento catalizzatore di una nuova concezione

del diritto internazionale che non si limita più delle relazioni tra stati ma che si occupa ora anche

di quello che avviene all’interno dei singoli stati, nel loro ordinamento interno, rientrando in

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niobe

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher niobe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Condorelli Luigi.

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