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Appunti definitivi Diritto internazionale Pubblico Appunti scolastici Premium

Questi appunti, presi durante le lezioni frontali della professoressa Pietrobon sono stati integrati e aggiornati sulla base del testo integrale degli artioli da lei citati, presi dai trattati seguenti:
- Carta delle Nazioni Unite (San Francisco, 26 Giugno 1945)
- Convenzione sul diritto dei trattati (Vienna, 23 maggio 1969)
- Convenzione delle nazioni unite sulle immunità giurisdizionali... Vedi di più

Esame di Diritto internazionale pubblico docente Prof. A. Pietrobon

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ESTRATTO DOCUMENTO

Un rapporto di gerarchia dove se la norma inferiore contrasta con quello superiore

o allora verrà annullata.

Tutte le norme dovrebbero essere alla pari… però l’inderogabilità della Ius

o Cogens la pone su un gradino superiore

Queste norme tuttavia sono poche.

o Alcuni esempi:

o Divieto del genocidio (Qualsiasi accordo fra stati nei quali essi decidono di

 compiere un genocidio sarebbe nullo).

Divieto della schiavitù (Non è rispettata da tutti proprio perché è una fonte

 inderogabile)

Divieto di tortura (Nessuno stato si mette contro il fatto che la tortura è

 illecita ma non toglie che gli stati la applicano)

Divieto di ostacolare l’autodeterminazione dei popoli sottoposti a

 razzismo e violenza (Non esiste un catalogo che le ordina, quindi non

sempre sono ius cogens)

Divieto dell’uso della forza art. 2,4 UN (Cosa che accadeva nell’800,

 adesso non è più fattibile)  La norma non è solo parte della carta ma è

diventata anche una norma generale… quindi è applicabile anche agli stati

fuori dalle nazioni unite.

Ricadrebbe nel ius cogens anche il blocco navale e l’aiuto a nazioni che

 stanno violando la norma generale. Siamo sicuri però che è ius cogens il

Divieto di non aggressione.

Divieto di discriminazione razziale (Apartheid)

 Focus sul rispetto delle Norme

Non basta dire che sono norme che ognuno è tenuto a rispettare… la norma in quanto tale è

qualcosa che tutti devono rispettare, quello detto qua è che è una norma inderogabile e quindi che

non posso creare altre norme in contrasto.

Il fatto che esistano queste norme indica un elemento gerarchico fra le fonti di diritto

internazionale.

La presenza di fonti allo stesso livello è il principio di specialità quindi, per valutare il rapporto fra le

fonti, devo considerare multiple norme che potrebbero essere applicate ad una certa situazione

(Per prima cosa devo considerare se esiste un trattato particolare e poi una norma generale)

In molti casi i trattati sono superiori della norma generale, quello che gli stati non possono fare è

che una norma vada contro la ius cogens.

Per la consuetudine invece possono legiferare trattati particolari, derogando le norme

consuetudinarie.

Trattato può derogare alla norma normale.

Uno stato non può derogare una norma ius cogens.

Una consuetudine può derogare un trattato perché siamo sullo stesso piano

• Principi generali (Articolo 38/c)

Sono principi generali di diritto

o Nascono dal fatto di essere dei principi noti e applicati negli ordinamenti interni degli

o stati.

Il diritto internazionale non è così completo perché potrei non trovare un accordo e

o nemmeno una consuetudine.

I principi per cui la norma speciale è da utilizzare prima di quella generale

o deriva dalla consuetudine?

Questo è un principio recepito dagli ordinamenti interni perché corrisponde ad una

o logica che risulta dagli ordinamenti interni e fa quindi parte del principio

internazionale.

Sono principi strutturali di come funziona un ordinamento giuridico.

o Anche il fatto che una norma posteriore ha la priorità sulla norma anteriore

o In definitiva una norma che fa parte dell’ordinamento interno degli stati potrebbe

o essere applicata nel diritto internazionale per ausiliare i giudici.

Esempi:

o Se un accordo fra 2 parti è inadempito da uno dei contraenti allora io

 contraente ancora in gioco, ho diritto a non adempire alla mia clausola del

contratto.

Questo principio fa parte già del dritto romano ed è logico in quanto non

 esiste alternativa

Quando il diritto internazionale ancora non c’era si desumeva il diritto dalle norme

o nazionali

Se c’è un buco di riempie con i principi generali. Quando c’è il vuoto con sia di

o norme specifiche, generali e tutte quelle segnate dall’articolo 38 allora ti basi sulla

giurisprudenza internazionale.

La sentenza della corte internazionale pian piano può diventare prassi che poi gli

o stati confermano con la opinio iuris.

Con l’articolo 38 anche sentenze che sono state fatte con altre parti possono servire

o a regolare il caso se sono un giudice e non ho norme a mio favore.

Es. nelle nazioni unite

• L’astensione non impedisce la mancata attuazione di una delibera del SC (se uno stato

permanente si astiene, non conta come veto e la delibera viene approvata).

• L’elemento di gerarchia viene riconosciuto solo quando è presente una norma ius cogens e

nessuno stato va contro questa norma per conservare la reputazione nella scena

internazionale. 26/10/2017

Principio di non aggressione

• La carta delle Nazioni Unite prevede l’autodifesa di uno stato senza il consenso del SC in

caso di attacco preventivo nel suo territorio da parte di un vecchio membro dell’asse.

• Ora questa norma non è più solo limitata a questi specifici paesi ma vige il principio

dell’autodifesa preventiva

• Gli stati si giustificano le loro azioni con la “legittima difesa” e tale prassi è contraria a quella

normata di cui sopra. (La norma della legittima difesa è inderogabile dal 1996)

NORMA CONSUETUDINARIA

“La norma consuetudinaria essendo caratterizzata da astrattezza non può, ad esempio, contenere

i termini temporali (è generale)ma può asserire una quantità temporale non delineata”

Es. Quando il giudice interno deve vedere se può sottoporre a giudizio uno Stato straniero, deve

dire di “no” se esiste una prassi che lo vieta.

Come si possono conoscere le consuetudini?

• Esistono delle “Commissioni di codificazione” che redigono delle “convenzioni di

codificazioni” dove vengono inserite le norme consuetudinarie internazionali

• Codificare: mettere insieme in modo organico delle norme sparse.

• L’ONU ha costituito una commissione internazionale per la codificazione composta da

giudici designati dagli stati ed indipendenti da essi. Il fine di questi giuristi è mettere in

opera una codificazione di prassi e opinio iuris.

In che modo ottengono le informazioni per la codificazione?

• Chiedendo anche agli stati medesimi e indagando.

Poi come procedono?

• Sulla base dei dati raccolti e della prassi, rilevano delle vere e proprie norme di diritto

internazionale.

• Queste norme vengono messe per iscritto e viene proposto un testo organico.

• La Commissione dell’ONU (nel caso questa commissione sia stata designata da tali organi)

lo approva e da quel momento gli stati possono ratificarlo o opporvisi.

COMMISSIONE DI DIRITTO INTERNAZIONALE

La “Commissione di diritto internazionale” è un organo sussidiario dell’ONU costituita secondo

l’art. 7 della “Carta delle Nazioni Unite”:

Articolo 7

“Sono istituiti quali organi principali delle Nazioni Unite: un’Assemblea Generale, un Consiglio di Sicurezza, un Consiglio

Economico e Sociale, un Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, una Corte Internazionale di Giustizia, ed un

Segretariato.”

• Tale commissione ha proposto diverse codificazioni tra cui: immunità diplomatiche, diritti

degli stati.

[N.B. Questi sono dei trattati che vincolano solo gli stati che li accettano. Non hanno quindi

valenza globale, infatti ci sono alcuni stati che hanno piacere ad esser parte della commissione,

altri no. Oppure degli stati si rifiutano di ratificarlo poiché in questi trattati vengono inserite nuove

norme per colmare dei vuoti. In base a questi trattati, gli stati daranno origine a nuove

consuetudini.]

• La convenzione sul diritto dei trattati ha molte norme nuove, le norme successive sono

vincolate da questa.

RECAP SUL PROCEDIMENTO DEI GIUDICI:

Procedura

• Per capire cos’è una consuetudine si deve raccogliere prassi e opinio iuris.

• La procedura di ricerca viene fatta dalla commissione che è un organo indipendente, i

giudici filtrano la prassi; le norme che rimangono sono consuetudinarie.

• In sede successiva la commissione redige un testo articolato (=in articoli). Queste norme

diventano un testo di convenzione; gli stati che lo accettano ne saranno vincolati.

• Per gli stati esterni al trattato applicano norme diverse [consuetudine]. In questo senso le

norme consuetudinarie continuano a vivere e coesistono con la commissione.

Iter • Se la rogna è tra due stati, uno dei quali o ambedue non facenti parte del trattato, la Corte

applica le norme accettate da entrambi gli stati (es. la consuetudine ma non quella redatta)

altresì uno stato che non ha ratificato il trattato per semplificare la situazione può decidere

che per una singola volta possa accettare di esser giudicato secondo quanto detto dalla

commissione.

Trattato

• È un accordo internazionale fra stati (=poiché potrebbero esservi accordi tra stato e organismo

) in forma scritta ) qualunque sia il

internazionale (= la convenzione si costituisce con trattati scritti

modo in cui vengano conclusi ) altresì può essere

(= firma e ratifica sono due cose diverse

istituito per scambio di lettere. ( uno stato scrive ad un altro che risponde con lo stesso testo

)

approvato

N.B. es. quando Berlusconi e Gheddafi hanno fatto un accordo tra Italia e Libia dentro la tenda non

era in forma scritta (che è venuta dopo).

• Se un documento scrive che “gli stati si impegneranno a fare” questo non crea un impegno

sul piano internazionale poiché un obbligo deve essere determinato, in alcuni casi gli stati

si potranno successivamente impegnare a fare un accordo vero e proprio.

Soft Law/ Arrangement (=intesa non giuridica)

• Si possono trovare intese importanti e rispettate ma non sono trattati poiché la valenza è

solo sul piano politico. Infatti se cambia il governo la convenzione salta e le conseguenze

ricadono solo sul piano politico.

• Talvolta le intese politiche precedono i trattati, queste danno maggiore consistenza e

solidità.

Es. gli accordi di Helsinki non hanno una valenza giuridica ma solo politica.

 Es. gli stati africani hanno privilegiato intese non politiche tra di loro. Gli stati da

 poco indipendenti preferiscono solo accodi politici e non anche giuridici per tener

salva la loro indipendenza.

• Soft Law: accordi politici non vincolanti nella sfera del diritto.

Struttura degli accordi internazionali

• Diverse fasi da espletare prima della produzione di effetti.

• La procedura può essere solenne ( ) o semplificata ( ). La procedura

=più lunga =breve

semplificata ha un numero minore di fasi e riguarda accordi di minore importanza. Il trattato

breve produce effetti dalla firma.

• Es. nella forma solenne la firma è solo un momento della procedura, nella forma breve è

l’atto finale.

Nell’ambito italiano

• L’art. 80 della Costituzione della Repubblica Italiana enuncia le materie per le quali il nostro

Stato non può usare la procedura semplificata. In virtù di tale condizione si faranno

convenzioni in forma semplificata solo per argomenti di natura tecnica o per accordi

successivi ad uno fatto in maniera solenne.

“Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o

prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o

modificazioni di leggi”

Procedura per trattato solenne:

• Negoziazione: fase di trattativa, ovvero quando ci si mette su un tavolo e si cerca di

mettere giù il testo. Ogni Stato arriva con le proprie idee e successivamente il testo del

trattato raccoglierà ciò ove vi è un consenso base. Tale fase si conclude con la scrittura del

testo uscito.

• Firma: coloro i quali hanno partecipato al negoziato appongono la firma a significare che

quello è il testo prodotto dalla negoziazione.

• Se: Il trattano concluso non è gradito agli stati, ovvero non vuole essere vincolato da

 questo trattato, non lo ratifica.

Il trattato piace:

• Ratifica 27/10/2017

Trattati P2

• Non importa come un atto viene battezzato, importa il suo contenuto e come viene

utilizzato.

• Quando un accordo è soggetto a ratifica non è un soft act e conseguentemente non può

essere fatto in forma semplificata.

• Sono presenti accordi vincolanti e intese soft come spiegato prima.

• Il termine soft law non comprende solo questi 2 frangenti ma tutto l’insieme degli atti non

vincolanti di tutte le organizzazioni internazionali (come le raccomandazioni).

• Ci sono molte intese soft che funzionano ma non si conoscono molto bene.

Es. protocollo di Kimberly sul commercio dei diamanti: Gli stati si impegnano

 facoltativamente fra di loro di non commercializzare i blood diamonds (provenienti

da zone di guerra).

Esiste tuttavia un atto vincolante dell’UE che obbliga l’attuazione di questa soft

 law.

Intesa di Wassenaar  I rappresentanti di ogni governo compilano delle liste di

 materiale a duplice uso come sia per uso civile sia militare. Gli stati di questa intesa

hanno deciso di rendere più restrittivi i controlli dove sono indicati tutti i materiali

pericolosi. L’esportazione dei materiali nella lista non è libera e serve una

autorizzazione.

Negoziazione:

• 2C della convenzione di Vienna

2C Convenzione Vienna

“L’espressione «pieni poteri» indica un documento emanato dall’autorità competente di uno Stato che designi una o più

persone a rappresentare lo Stato nel corso dei negoziati, l’adozione o l’autenticazione del testo di un trattato, per

esprimere il consenso dello Stato stesso ad essere vincolato da un trattato o per compiere ogni altro atto riguardante il

trattato stesso”.

• Lo stato designa una o più persone a rappresentare lo stato per una negoziazione

• Chi si presenta viene accreditato da questo documento ufficiale.

• Le negoziazioni possono essere:

Bilaterali

o Multilaterali

o

• Queste negoziazioni multilaterali sono spesso chiamate conferenze e sono dei meeting

dove si negozia il testo di una convenzione internazionale.

• LA convenzione sul diritto del mare ad esempio è stata posta in essere in seno ad una

conferenza delle NU.

La conferenza vede partecipare dei politici

o Venne concordata la EEZ fino a 200 miglia e permette agli stati costieri di sfruttare

o le risorse esclusivamente in quella zona.

Questa legge permetteva ai paesi emergenti di mantenere delle risorse marittime a

o scapito dei colossi petroliferi approfittatori.

La convenzione del diritto del mare nacque come conferenza, alla quale

o parteciparono numerose figure politiche, fino a che venne stilato un testo definitivo.

• Quando le negoziazioni sono finite c’è un testo che viene firmato.

• La firma stipula la conclusione delle trattative.

• Con la decorrenza di quel momento chi vuole ratifica, gli altri non ratificano.

• Non dobbiamo aspettarci che un testo sia approvato all’unanimità quindi solitamente si

procede a votazione.

• Quando non si riesce ad adottare per consensus allora si trova un compromesso di

maggioranza di solito.

• Il Consiglio d’Europa predispone convenzioni e gli stati le adottano

Sono convenzioni particolari create da esperti

o

• Nelle sedi multilaterali il testo viene adottato anche a maggioranza se non si trova

l’unanimità. Articolo 9

Adozione del testo

1. (Consenso) L’adozione del testo di un trattato si compie con il consenso di tutti gli Stati partecipanti alla sua

elaborazione, salvo i casi previsti dal paragrafo 2.

2. (Quorum) L’adozione del testo di un trattato in una conferenza internazionale si compie con la maggioranza dei

due terzi degli Stati presenti e votanti, a meno che detti Stati non decidano, con la stessa maggioranza, di

applicare una norma diversa.

• Il momento di chiusura delle votazioni e la firma stessa sono spesso una occasione formale

e festeggiata.

• Quando una convenzione prende il nome di una località specifica significa che la firma è

avvenuta in dato posto ma non è detto che il processo che ha portato alla firma sia

avvenuto solo in quel posto (Es. Conferenza di Istanbul).

• Certi stati per fare bella faccia a cattivo gioco firmano preventivamente le convenzioni

(magari per vincere delle elezioni), per poi successivamente non ratificare il trattato in toto.

Questo perché solitamente la ratifica ha meno peso mediatico della firma in se

o

• L’iter di approvazione nei confronti di una convenzione internazionale varia da stato a stato

ma solitamente prevede il consenso interno che decise se o non approvarla.

La ratifica:

• Nella costituzione italiana è chiamata ratifica.

• È il momento nel quale lo stato acconsente ad essere obbligato sul piano internazionale.

• Con la ratifica sei effettivamente obbligato? Dipende se il trattato prevede un numero

minimo di ratifiche.

Se è un trattato bilaterale basta la ratifica di entrambi gli attori.

o Nei trattati multilaterali di una certa portata, possiamo aspettarci che entrino in

o vigore solo al raggiungimento di un certo quorum di ratifiche.

• Per ogni trattato questa regola è unica e quindi non definita dalla convenzione di

Vienna.

• Perché è utile un quorum di ratifica? Esempio Ambiente

I trattati in materia della protezione dell’ambiente sono molto onerosi e quindi le

o imprese avranno costi più alti per preservare l’ambiente.

Se il numero di ratifiche è basso i pochi che ratificano per primi si ritroveranno un

o peso gravoso in termini di ecosostenibilità che non verrà condiviso con gli altri

partecipanti non ratificatori.

Con un numero elevato di ratifiche eviti questo meccanismo che permette ai free

o riders (Non ratificatori) che approfittano della situazione di svantaggio degli altri

attori.

• Perché invece è utile un basso quorum di ratifiche?

Se il trattato non è particolarmente oneroso come la doppia cittadinanza allora

o servono poche ratifiche.

• Prima del raggiungimento di questo quorum di ratifiche nessuno stato è obbligato.

• Lo stato che ha ratificato ed è ancora in attesa di altri stati tuttavia è obbligato da una

semplice regola che gli impedisce di peggiorare la sua situazione in merito al topic

nell’attesa che si raggiunga la soglia minima.

Vale anche per gli stati che firmano prima che ratificano.

o Non bisogna peggiorare la situazione di partenza.

o Vale quindi per stati che hanno firmato ma non ancora ratificato o chi ha ratificato

o ma sono ancora in processo.

• Certi stati possono anche ritirare la firma (Vedi USA con ritiro della firma della corte

internazionale).

• I trattati possono essere aperti e quindi, a termine negoziazione del testo, può essere

ratificata da una certa categoria di stati o semplicemente da tutti.

• Quando uno stato che non ha partecipato alla negoziazione vuole comunque partecipare

alla convenzione si parla di adesione.

• Anche nel linguaggio tecnico se dici “Stato parte” significa uno stato che ha partecipato e

firmato.

• Nella stipula del trattato vengono anche decise le norme che regolano la possibile

adesione.

• Le norme finali stabiliscono anche le lingue ufficiali del trattato.

Se partecipano 80 paesi la traduzione per ogni singola lingua è difficile e per questo

o se ne scelgono 5,6.

Il consiglio d’Europa ad esempio approva trattati in sole 2 lingue (Inglese e

o Francese).

Nell’UE la traduzione dei trattati avviene in tutte le lingue e quindi la spesa per le

o traduzioni europee è molto alta.

ITER DI APPROVAZIONE DI UN TRATTATO

• La ratifica è un procedimento interno agli stati.

• Dopo che lo stato ha completato la sua procedura interna ha tutti gli strumenti per ratificare.

• Dove si conservano i documenti di ratifica?

Le ratifiche dei trattati internazionali non possono essere conservati nelle capitali

o nazionali.

È presente un depositario e il suo ufficio, in seno al segretariato dell’ONU che

o conserva e cataloga tutte le ratifiche e le copie dei trattati.

Il depositario comunica a tutti i partecipanti ad un trattato se è arrivata una nuova

o ratifica o se nuovi partecipanti sono entrati in gioco.

• Il trattato inizia ad essere efficace dal momento che entra in vigore. (Dopo un tot di tempo

deciso dal trattato dove sono menzionati il numero minimo di ratifiche e tempo di buffering

(Può essere anche omesso)

• Efficacia = Momento di entrata in vigore di un trattato che impone doveri e obblighi allo

stato. REGISTRAZIONE DEL TRATTATO

• Manca la registrazione del trattato.

È la comunicazione del testo del trattato al segretariato delle NU che raccoglie tutti i

o trattati del mondo.

La registrazione non accresce niente degli effetti del trattato, tuttavia, il trattato non

o registrato non può essere richiamato negli organi delle NU.

I trattati con cui si vuole appellarsi alla corte devono essere registrati.

o

• Lo stato terzo è colui che non fa parte di un trattato.

PROCEDURA DI APPROVAZIONE DEI TRATTATI IN ITALIA:

• Sono così importanti che sono legge costituzionale

• Il presidente della repubblica ha la facoltà di ratificare i trattati tuttavia la proposta deve

sempre provenire da un ministro.

• L’atto formale tuttavia resta del presidente.

• Siccome si tratta di un evento importante, sono presenti ulteriori garanzie di protezione (In

questo caso garantite dal parlamento).

• Per una serie specifica di trattati occorre l’autorizzazione del parlamento per eseguire la

ratifica. (Art. 80 Costituzione).

Il governo da solo non può ratificare se non chiede l’autorizzazione del

o parlamento in queste materie:

Trattati di natura politica come l’instaurazione di una organizzazione

 internazionale oppure una alleanza militare.

Trattati che comportano modificazioni del territorio.

 Trattati con cui lo stato esprime il consenso a sottoporti ad un giudizio

 internazionale.

Trattati che comportano spese finanziarie

 - (In queste categorie ricadono moltissimi trattati)

- Dove ci sono oneri finanziari ci sono sempre controlli parlamentari.

• È necessaria l’autorizzazione del parlamento tutte le volte che la materia è oggetto di

regolamentazione con legge interna. (Fatto per mantenere l’equilibrio dei poteri)

Per evitare che il governo ratifichi trattati internazionali extra-legge parlamentare.

o

• È una norma che serve a garantire le prerogative parlamentari.

• Queste stesse materie si ritiene siano anche materie per cui non è ammessa la

conclusione in forma semplificata (Serve la conclusione solenne) 02/11/2017

• Entrata in vigore = Inizio efficacia

• Se il procedimento fosse semplice allora per stabilire l’efficacia di un trattato basta

guardare gli stati aderenti.

• È importante anche vedere se ci sono delle riserve

• Siamo quindi in un settore tipico del diritto internazionale.

• La predisposizione del testo del trattato, sebbene non approvato da tutti, può essere

comunque approvata dalla maggioranza (In ogni caso gli stati sono liberi di non ratificare)

• Gli stati possono dichiarare che non accetteranno una certa clausola del trattato in toto

oppure che la accetteranno ma solo in parte (RISERVA)

• Una riserva è una dichiarazione di volontà unilaterale che uno stato fa al momento di una

ratifica di un accordo. Il suo contenuto ha l’obbiettivo di escludere o limitare alcune (Art. 2D

Convenzione di Vienna) clausole del trattato.

• Con la riserva lo stato di applica uno sconto sugli obblighi imposti dal trattato.

Art 2D

“il termine «riserva» indica una dichiarazione unilaterale, quale che sia la sua formulazione o indicazione, fatta da uno

Stato al momento in cui firma, ratifica, accetta, approva un trattato o vi aderisce, mediante la quale mira ad escludere o a

modificare l’effetto giuridico di alcune disposizioni del trattato

nella loro applicazione a tale Stato”

• Questo tema assume rilevanza dopo la nascita delle Nazioni Unite che, nata come

organizzazione aperta a qualsiasi potenziale membro, permette e riconosce che non tutti gli

stati approveranno con l’unanimità tutte le disposizioni.

• La riserva in quanto tale può essere richiesta solo quando lo stesso testo del trattato la

prevedeva.

Es la convenzione del 1948 sulla proibizione dei crimini di guerra.

o Le NU si aprono al mondo come portatori di pace e per scongiurare future atrocità.

o Nessuno stato dovrebbe avere riserve a riguardo ma qualcuno la richiede, tuttavia il

o trattato stesso non prevede la possibilità di ottenere una riserva.

• Il concetto di genocidio vuole avere sostanza materiale del danno causato ad un gruppo

specifico.

• Non tutte le tragedie però sono genocidi.

• Un genocidio per essere tale deve essere portato in essere con la volontà di sterminare un

gruppo specifico. VOLONTÀ DI ELIMINARE UN GRUPPO (Art 2)

• Es. le bombe atomiche in Giappone non furono un genocidio perché il target non era un gruppo

specifico

• I casi in cui in Europa di genocidio riconosciuti sono quelli di Sebreniza in Serbia, dove la minorità

musulmana voleva essere sterminata.

• Un altro è il genocidio degli armeni ma non è mai stato espressamente verbalizzato e mai

riconosciuto dalla Turchia. Problematica con il trattato del 1948

• Sebbene gli stati non richiedono riserve per il genocidio in se, molti ritengono che l’articolo

9 della convenzione li vincoli in maniera troppo invasiva.

• Non accettano l’articolo 9 della convenzione

Art. 9

Le controversie tra le Parti contraenti, relative all’interpretazione, all’applicazione o all’esecuzione della

presente Convenzione, comprese quelle relative alla responsabilità di uno Stato per atti di genocidio o per

uno degli altri atti elencati nell’articolo III, saranno sottoposte alla Corte internazionale di Giustizia, su

richiesta di una delle parti alla controversia.

• Prevede che tutte la parti contraenti, in caso sorgano controversie relative a questa

convenzione, possono essere portati davanti alla ICJ su richiesta di una delle parti.

• Accettando l’articolo 9 questi stati entrerebbero preventivamente nella ICJ, cosa che non va

a genio a molti stati sovrani.

• Gli stati accettano la presa in causa delle denunce solo quando sono a conoscenza dei

capi di accusa esatti e, solo dopo una attenta valutazione, decideranno se presentarsi alla

corte o no.

• Non sono pochi gli stati riservisti però su carta la riserva non è prevista. Che si fa visto che

la riserva in se non è proibita?

• La corte ritiene che si possa trovare una soluzione nuova…

“Le riserve, se non previste dal trattato e non vietate, possono essere ammesse purché non

incompatibili con l’oggetto e lo scopo del trattato.”

Come si fa a capire se una riserva è compatibile o meno?

• Chi non accetta l’articolo 9, compromette il raggiungimento dello scopo del trattato?

• È una soluzione meccanica ma la corte che avrebbe detto?

• Con il solo fatto che la corte avrebbe competenza primaria dall’inizio della controversia,

l’articolo 9 viene surclassato come complemento accessorio ed è in questo frangente che

la corte si regola.

• La vicenda di Srebrenica non era stata toccata proprio per quello, a causa della riserva

serba, ma con il ritiro serbo della riserva la Bosnia ha portato il genocidio in aula.

• Le regole di carattere generale danno luogo ad una prassi e automaticamente ad una

opinio iuris (Tutto messo in moto dalle riserve)  nel 1969 nella convenzione sui trattati di

Vienna troviamo le prassi che si sono instaurate in questi anni per le riserve.

• Tutte le prassi che negli anni si sono susseguite anche in merito alla questione dei

riservisti, le troviamo nel trattato di Vienna successivo.

Chi è che decide se la riserva è compatibile o no?

• Non può essere la corte perché sarebbe una chiara superiorità della corte sugli stati

sovrani.

• Come si poteva immaginare sono gli stessi stati contraenti a decidere se la riserva è

compatibile.

• La questione in questo caso è complessa perché non tutti gli stati, come in ogni votazione,

voteranno all’unanimità.

• Non vale la maggioranza, altrimenti dovrebbe essere una regola fatta da una autorità

superiore.

• Gli stati possono accettare, obbiettare o far nulla nei confronti della riserva.

• Se uno stato diligente che ha accettato tutti i punti di un trattato decide di accettare la

riserva di un altro stato birbone, lo stato birbone non si avvale dell’articolo da lui riservato

ma non può nemmeno utilizzarlo per danneggiare lo stato diligente che ha accettato la sua

riserva.

• Come sono le regole?

La riserva può essere prevista dal trattato

o Può essere vietata dal trattato

o Può essere che il trattato non dica niente e che quindi, secondo quanto stabilito alla

o conferenza sul genocidio, permette la presenza di una riserva.

• La riserva non è definita da stati ma si risolve fra gli stati (Bilateralmente ad esempio).

• Nell prima convenzione del ban sulle armi chimiche gli stati si prendevano l’obbligo di

considerare che le armi chimiche fossero illegali.

• Gli stati possono dire che risponderanno comunque con queste armi se attaccati da un

altro con le stesse armi. (Era un obbligo del non primo uso).

• La riserva si fa al momento della firma o al momento della ratifica. L’obbiezione si ha

quando si ha la ratifica fra ciascuno stato ma potrebbe farlo anche chi firma e basta.

(Tuttavia devono rispettare l’articolo 18). 03/11/2017

Definizioni generali

Art. 2

Espressioni e termini usati

1. Ai fini della presente convenzione:

a) il termine «trattato» indica un accordo internazionale concluso per iscritto tra Stati e regolato dal diritto

internazionale, che sia costituito da un solo strumento o da due o più strumenti connessi, qualunque ne sia la

particolare denominazione;

b) i termini «ratifica», «accettazione», «approvazione» ed «adesione» indicano, a seconda dei casi, l’atto

internazionale così chiamato con il quale uno Stato sancisce sul piano internazionale il proprio consenso ad

essere vincolato da un trattato;

c) l’espressione «pieni poteri» indica un documento emanato dall’autorità competente di uno Stato che designi

una o più persone a rappresentare lo Stato nel corso dei negoziati, l’adozione o l’autenticazione del testo di un

trattato, per esprimere il consenso dello Stato stesso ad essere vincolato da un trattato o per compiere ogni

altro atto riguardante il trattato stesso;

d) il termine «riserva» indica una dichiarazione unilaterale, quale che sia la sua formulazione o indicazione, fatta

da uno Stato al momento in cui firma, ratifica, accetta, approva un trattato o vi aderisce, mediante la quale mira

ad escludere o a modificare l’effetto giuridico di alcune disposizioni del trattato nella loro applicazione a tale

Stato;

e) l’espressione «Stato che ha partecipato ai negoziati» indica uno Stato che abbia partecipato all’elaborazione e

all’adozione del testo del trattato;

f) l’espressione «Stato contraente» indica uno Stato che ha acconsentito ad essere vincolato dal trattato,

indipendentemente dal fatto che il trattato sia entrato in vigore o meno;

g) il termine «parte» indica uno Stato che ha consentito ad essere vincolato dal trattato e nei cui confronti il trattato

sia in vigore;

h) l’espressione «terzo Stato» indica uno Stato che non è parte del trattato;

i) l’espressione «Organizzazione internazionale» indica una organizzazione fra governi.

2. Le disposizioni del paragrafo 1 concernenti i termini e le espressioni usati nella

presente convenzione non pregiudicano l’impiego di tali espressioni né il senso che

può venir loro dato nel diritto interno di uno Stato. Art 19 fino a 23

Fini e limiti delle riserve:

• Stato A propone una riserva: B lo approva. Fra A e B il trattato è in vigore meno la riserva.

- B non può invocare l’articolo in riserva nei confronti di A e nemmeno viceversa

• Legge 20.4

• Ipotesi più complessa, obiezione alla riserva (Qualificata, Non Qualificata)

- 20.4.B la obiezione non qualificata significa che lo stato autore della riserva non sia

compatibile con la riserva ma ciò non preclude l’attivazione del trattato. Manca un

pezzo ma il diritto internazionale gioca in questo senso per approvare trattati. La

speranza è che questo stato sia indotto in futuro a ritirare la riserva.

- Obiezione qualificata, fra lo stato A (Riservista) e lo stato D, il trattato non sarà in

vigore perché la riserva comporta un deficit troppo importante.

• Se uno stato non fa nulla, dopo 12 mesi si presume che ha approvato la riserva

• Questa convenzione è stata molto utile e come si poteva immaginare l’unica parte che è

ancora al lavoro è la parte dedicata alle riserve per vedere se, negli anni, la prassi relativa

alle convenzioni ha portato a delle consuetudini. (Es. il problema delle riserve tardive [stati

che recedono da uno stato e partecipano allo stesso trattato su cui partecipava il vecchio

stato ma pretendono di ottenere una riserva]).

Trattato che produce effetti:

• Dalle norme del trattato gli stati possono desumere diritti e obblighi.

• Chi viola il trattato commette un illecito internazionale (Ricade nella responsabilità

internazionale)

• Il trattato produce effetti per le parti soltanto.

• Anche lo stato che ha firmato ma non ratificato non è vincolato. È solo obbligato

dall’articolo 18 che vieta allo stato firmatario di deteriorare la sua situazione.

• Può un trattato produrre effetti per gli altri? Art. 36  Quando un trattato produce diritti a

favore di terzi si presume che questi stati accettino (Ma possono anche rifiutare).

• Non può produrre obblighi per gli altri a meno che questi terzi accettano con forma

espressa e scritta, creando così un sub-trattato.

• La donazione anche di diritti, nel diritto interno, è un contratto ed è uguale anche nel diritto

internazionale.

• L’ambito territoriale di efficacia solitamente viene applicato a tutto il territorio nazionale su

cui esercitano giurisdizione, a meno che vengano specificati certi territori.

Casi in cui il trattato è invalido: da art. 46 in poi

• Non equipariamo invalidità con inefficacia perché sono 2 situazioni completamente

differenti.

• Se il trattato è entrato in vigore e quindi efficace, potrebbe essere invalido.

• L’invalidità è causata da dei problemi di percorso grazie ad azioni viziate di una delle parti.

• Il trattato protegge la parte lesa dalla invalidità.

• Abbiamo una situazione in cui il consenso si è formato avendo presente 100% la situazione

e un’altra parte con una visione non proprio lucida del trattato.

• Il diritto internazionale protegge la parte non delucidata al 100%.

• La vittima di questa situazione ha il diritto di far valere la sua posizione, se il consenso non

si è formato nel modo adeguato.

• Se il trattato è invalido esso non produce effetti e viene considerato come inesistente

(Eliminandone anche gli effetti relativi).

• Anche in caso di errore in un contratto (ad esempio) si può richiederne l’invalidità.

• Non è una cosa che succede frequentemente comunque…

• Nel diritto interno queste norme sono applicate spessissimo ma nel diritto internazionale,

oltre al fatto che i trattati sono molto meno, sono applicate più raramente.

• L’elevata presenza di personale nell’iter di approvazione di un trattato sono una barriera per

evitare queste situazioni.

• Tuttavia la norma esiste comunque per i vizi della volontà (Errore, violenza, dolo).

• Fino alla scoperta della causa di invalidità, il trattato è valido.

• Se la parte che è caduta in errore lo scopre ma tutto sommato non le dispiace, il trattato

resta comunque in vigore.

• Dato il rimedio, la parte decide di avvalersene o no.

• Efficacia = attitudine a produrre effetti

• Invalidità = scoperta di problemi nella formazione del trattato

• Queste norme non sono norme punitive, ma protettive.

Cause di invalidità:

Errore Art. 48  il diritto protegge lo stato sveglio e, se l’errore era facilmente individuabile ed

 eliminabile, allora lo stato danneggiato non può richiamare invalidità.

Se l’elemento su cui si trova l’errore era un elemento chiave che ha portato alla

 conclusione dell’accordo e non era colpa mia (Era difficilmente riscontrare l’errore) allora

posso appellarmi al diritto internazionale.

Es. traccia del confine fra Thailandia e Cambogia. I confini tracciati su una mappa sbagliata

 hanno reso fruibile l’invalidità del trattato. Questo è un errore che ricade su un elemento

essenziale.

Violenza

Quando si minaccia la controparte a firmare contro la sua volontà, spesso a seguito di un

 ricatto.

Es. cessione del territorio dei Sudeti dalla Germania

 Il trattato concluso con violenza deve essere considerato invalido da tutti ed è un corollario

 del divieto dell’uso della forza.

In egual modo anche la corruzione di un rappresentante di stato è considerata violenza.

Dolo Se l’errore nella carta geografica è stato volontariamente preimpostato dallo stato

 contraente allora ricadiamo nel dolo.

L’errore in questo caso non deve riguardare solo elementi chiavi perché richiama

 all’attenzione l’atto riprovevole dello stato fraudolento.

Es. trattato dell’Italia nei confronti dell’Etiopia.

 Gli italiani inserivano nel trattato termini non comprensibili nel trattato firmato dall’Etiopia

 dove, certi termini, significavano tutt’altro.

Ci potrebbe essere un dolo perché l’Etiopia non lo ha mai confermato.

 Un altro caso di nullità dei trattati:

ART. 46

Disposizioni di diritto interno concernenti la competenza a concludere trattati

1. Il fatto che il consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato sia stato espresso violando una

disposizione del suo diritto interno concernente la competenza a concludere trattati, non può essere

invocato da tale Stato per infirmare il proprio consenso, a meno che tale violazione non sia stata manifesta

e non concerna una norma di importanza fondamentale del proprio diritto interno.

2. Una violazione è manifesta quando essa appaia obiettivamente evidente ad ogni Stato che si comporti, in

materia, in base alla normale prassi ed in buona fede

• I trattai che pongono fine ad un conflitto armato sono diversi da un trattato effettuato in tempo di

pace.

• Quando un trattato è opposto alla ius cogens, è nullo. È da proteggere un valore

Ratifiche atipiche

• Tutte le materie già regolate con legge, necessitano la ratifica da parte del parlamento (Nel

caso italiano)

• Nella forma internazionale tuttavia cosa succede se si bypassa il parlamento.

• Se l’ordinamento interno si è formato in maniera illecita e approva un trattato, che

succede?

• Possiamo dire che un trattato è invalido perché approvato da un governo farlocco?

• Se concludo un trattato con il Burundi… uno stato instabile con una situazione precaria di

cui però io, stato contraente, non ne sono a conoscenza. Questo fatto non comporterebbe

una forma pretestuosa degli stati?

• La regola pacta sum servanta ci perderebbe e quindi si è trovata una soluzione.

• Lo stato che fa uno sbaglio nel modo di gestire il suo diritto interno si arrangia e non può

fare avanzare la sua deficienza alla controparte.

• C’è una norma accanto alla pacta sum servanta nella quale lo stato non può evocare

alcuna norma del diritto interno per scusarsi nel diritto internazionale.

• Nessuna giustificazione per recedere dall’impegno nel diritto internazionale.

• I costituzionalisti, in caso mancasse il parlamento per ratificare un accordo internazionale,

non accettano la ratifica di uno stato.

• La convenzione di Vienna trova un bilanciamento con margini ristretti.

• Deve essere presente una violazione manifesta che riguarda una norma del diritto interno

fondamentale.

• Servono quindi 2 requisiti:

Di una violazione manifesta

o (Se nel modo normale in cui si gestiscono gli iter nazionali,

c’è qualcosa che non va) (L’Italia all’improvviso non porta la ratifica del parlamento) (Non

devi far finta di non vedere che qualcosa non va)

Che riguarda una norma del diritto interno fondamentale.

o 08/11/2017

Efficacia del trattato:

• Fin quando non è dichiarato invalido è valido.

• Un trattato efficace però può essere invalido, ad esempio nei casi anomali studiati i

giorni precedenti.

Casi Extra

• Invalidità viene disposta perché il trattato ha violato norme così fondamentali che deve

essere assolutamente invalido

• Alcune delle norme che dispongono relativamente a casi di possibile invalidità sono a

protezione della parte il cui consenso si è formato in modo viziato (Dolo ad esempio).

Invalidità con le norme di ius cogens (Norme che non ammettono deroga)

• Una norma inderogabile non può essere posta in contrasto con altre norme, pena la nullità

della norma in contrasto.

• Qui è presente una gerarchia (che specifica solitamente il principio di specialità secondo le

UN).

• Le norme ius cogens, menzionate nella convenzione di Vienna, possiedono invece una

classe gerarchica superiore.

Come si forma la Ius Cogens?

Codificato nell’articolo 53.

Art 53

Trattati in contrasto con una norma imperativa del diritto internazionale generale (Ius Cogens)

“È nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, sia in contrasto con una norma imperativa di diritto

internazionale generale. Ai fini della presente convenzione, per norma imperativa di diritto internazionale generale si

intende una norma che sia stata accettata e riconosciuta dalla Comunità internazionale degli Stati nel suo insieme in

quanto norma alla quale non è permessa alcuna deroga e che non può essere modificata che da una nuova norma di

”.

diritto internazionale generale avente lo stesso carattere

• Questa formulazione è stata criticata molto.

• Non esiste ancora una prassi dove dei trattati vengono annullati con la ius cogens

• I negoziatori della convenzione hanno predisposto quindi l’articolo 66°.

Art. 66

Procedure di regolamento giudiziario, di arbitrato e di conciliazione

Se, nei dodici mesi successivi alla data in cui è stata sollevata l’obiezione, non sarà stato possibile giungere ad una

soluzione in base al paragrafo 3 dell’articolo 65, verranno applicate le seguenti procedure:

a) ogni parte di una controversia che riguardi l’applicazione o l’interpretazione degli articoli 53 o 64 può, qualora

ne faccia richiesta, sottoporre la controversia alla decisione della Corte internazionale di giustizia, a meno che

le parti non decidano di comune accordo di sottoporre la controversia ad arbitrato;

• Aderendo alla convenzione di Vienna, gli stati accettano preventivamente l’attivazione della

corte, sottoponendo la decisione ad arbitrato (Quando si presenta una questione

riguardante il carattere anomalo di una norma).

• La partecipazione forzosa alla corte internazionale ha portato molti stati a chiedere riserve.

In molti hanno riservato sulla convenzione contro il genocidio.

o La ragione per cui stati come USA non hanno mai partecipato pienamente alla

o convenzione.

• Gli stati che fanno riserva non escludono che la questione possa essere esaminata dalla

corte, chiedono solo di poter decidere di volta in volte di potere partecipare o astenersi.

• Per colmare la mancanza posta in essere dall’articolo 53, i legislatori hanno conferito alla

corte di giustizia il potere di decidere quale norma fosse stata inderogabile.

La norma che vieta la discriminazione razziale ad esempio.

o 09/11/2017

Art 54

“Sulle cause di estinzione dei trattati

Estinzione di un trattato o ritiro da esso in base alle disposizioni del trattato stesso o con il consenso delle

parti”

L’estinzione di un trattato o il ritiro di una parte possono avere luogo:

a) in base alle disposizioni del trattato; o

b) in ogni momento, con il consenso di tutte le parti, previa consultazione degli altri Stati contraenti.

Cause di estinzione del trattato:

• Estinzione = Fine della efficacia

• Il trattato si può estinguere quando esso stesso lo prevede (ha una data di scadenza)

Saranno le parti a decidere se rifarlo o no (Es. Ceca stipulato per 50 Anni).

o

• Trattato realizzato per un’opera in comune e, al termine dei lavori si estingue (Es. Diga

costruita su acque comuni)

• Se il trattato è impossibilitato ad eseguire la sua prestazione (Trattato per restaurare

delle opere antiche ma all’improvviso un terremoto li disintegra)

La questione non viene attivata se in mancanza di fondi economici (Quindi se

o mancano soldi non si può estinguere il trattato).

• Il recesso unilaterale può essere causa di estinzione? Si, se il trattato lo prevede secondo

il Pacta sunt Servanda (I patti devono essere rispettati).

Es. Brexit… Possono uscire ma devono pattuire le clausole per l’uscita.

o Se decido di abbandonare un trattato e questo non lo consente allora ricado

o nell’inadempimento del contratto.

Il recesso è previsto da tutti i trattati riguardanti il disarmo perché gli stati vogliono

o riservarsi una via di uscita.

ES. Trattato di non proliferazione Nucleare

Conchiuso a Londra, Mosca e Washington il 1° luglio 1968

ART 10

1. Ciascuna Parte, nell’esercizio della propria sovranit nazionale, avr il diritto di recedere dal Trattato

à à

qualora ritenga che circostanze straordinarie, connesse ai fini di questo Trattato, abbiano compromesso gli

interessi supremi del suo paese. Essa dovr informare del proprio recesso tutte le altre Parti ed il Consiglio

à

di sicurezza delle Nazioni Unite, con tre mesi di anticipo. Tale comunicazione dovr specificare le

à

circostanze straordinarie che la Parte interessata considera pregiudizievoli ai suoi interessi supremi.

2. Venticinque anni dopo l entrata in vigore del Trattato, sar convocata una conferenza la quale decider se

’ à à

il Trattato pu restare in vigore a tempo indeterminato, oppure se potr essere rinnovato per uno o pi

ò à ù

periodi di tempo di durata stabilita.

Questa decisione sar adottata alla maggioranza delle Parti.

à

• Caso emblematico è il Nord Corea

• Recedere da un trattato ha comunque un effetto retroattivo rispetto al giorno di

recesso.

• Non esiste un controllo sulla legittimità dei recessi ma c’è una prassi.

• Il recesso deve essere annunciato 3 mesi prima a tutte le parti e comunicato

formalmente al consiglio di sicurezza dell’ONU.

Diritto di recesso

Art 55

Numero di parti di un trattato multilaterale inferiore al numero necessario per la sua entrata in

vigore

A meno che il trattato non disponga altrimenti, ad un trattato multilaterale non si

pone termine per il solo motivo che il numero delle parti è inferiore al numero

necessario per la sua entrata in vigore.

Art 53

Trattati in contrasto con una norma imperativa del diritto internazionale generale (jus cogens)

È nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, sia in contrasto con

una norma imperativa di diritto internazionale generale. Ai fini della presente convenzione, per norma

imperativa di diritto internazionale generale si intende una

norma che sia stata accettata e riconosciuta dalla Comunità internazionale degli Stati

nel suo insieme in quanto norma alla quale non è permessa alcuna deroga e che non

può essere modificata che da una nuova norma di diritto internazionale generale

avente lo stesso carattere.

Art 66

Procedure di regolamento giudiziario, di arbitrato e di conciliazione

Se, nei dodici mesi successivi alla data in cui è stata sollevata l’obiezione, non sarà stato possibile giungere

ad una soluzione in base al paragrafo 3 dell’articolo 65, verranno applicate le seguenti procedure:

a) ogni parte di una controversia che riguardi l’applicazione o l’interpretazione degli articoli 53 o 64 può,

qualora ne faccia richiesta, sottoporre la controversia alla decisione della Corte internazionale di giustizia, a

meno che le parti non decidano di comune accordo di sottoporre la controversia ad arbitrato;

b) ogni parte di una controversia relativa all’applicazione o all’interpretazione di uno qualsiasi degli altri

articoli della parte V della presente convenzione, può porre in atto la procedura indicata nell’allegato della

convenzione inviando, a tale scopo, una richiesta al Segretario generale delle Nazioni Unite.

• Denunciare un trattato: Recesso unilaterale dal trattato

• Se l’impossibilità è temporanea vi è una sospensione

Situazioni di difficile inquadratura:

• Principio generale come consenso (Se sono vincolato da un accordo con una

controparte, se l’altra parte non adempie alla sua parte allora io ho diritto di smettere di

adempiere anche la mia parte).

Il diritto internazionale si basa sulla pacta sunt servanda

o Dobbiamo aspettarci che tutte le situazioni che portano alla estinzione di un trattato

o sono state trattate in modo molto severo e restrittivo (Art. 61).

Non qualsiasi violazione di ogni norma del trattato può essere considerato motivo

o per considerare il trattato sospeso.

• Art 60 Violazione sostanziale

La parte adempiente che subisce l’inadempimento dell’altro può decidere se

o estinguere il trattato o sospenderlo per convincere la controparte a collaborare.

• I trattati sulla tutela dei diritti umani non prevedono l’applicazione delle regole

appena viste.

Non posso, quando uno viola i diritti umani, farlo anche io

o Non si fa nemmeno per disposizioni di carattere umanitario contenute anche in altri

o trattati (Es. Protezione delle persone nei casi dei conflitti).

• È importante conoscere la base essenziale del consenso (quindi il motivo principale per cui

il trattato è stato posto in essere all’inizio) e da quel punto di partenza si studiano ad

esempio i casi di nullità. (Vedi art. 48-49)

Gli effetti di un cambiamento devono essere tali che si modificano obblighi

o fondamentali ancora da adempiere nel trattato.

• Se il trattato resta uguale non cambia.

• 3 requisiti della norma perché queste circostanze possano estinguere il trattato.

(Possibile domanda) 10/11/2017

Esempio pratico sul mutamento delle condizioni

• Trattato sulla diga del Danubio fra Ungheria e Cecoslovacchia

• Questo progetto venne approvato ma successivamente l’Ungheria la considera

svantaggiosa per i danni che potrebbe causare.

• Le parti si accusano reciprocamente per una violazione del trattato (l’Ungheria è

denunciata per avere bloccato tutto) (la Cecoslovacchia premeva solo per la via c, una sola

canalizzazione della diga)

• La corte deve decidere se il trattato esiste ancora o no perché l’Ungheria ha recesso dal

trattato.

Il trattato non possedeva alcuna clausola riguardate il recesso e quindi rimaneva

o ancora valido.

Bisogna vedere quindi se esistono i principi dell’articolo 62 per vedere come i fatti si

o collochino

• La corte di posiziona a favore dell’Ungheria, tuttavia la corte stessa sa bene che per il

Pacta sunt Servanda un trattato non può sciogliersi semplicemente per un mutamento della

situazione.

• La corte conclude che, tecnicamente, il trattato avrebbe dovuto esser stato aggiornato se

dei mutamenti in corso d’opera erano previsti.

Il mancato accordo preventivo dalla parte ungherese rende l’Ungheria e la sua

o pretesa di annullamento illeciti.

• Il trattato (Impropriamente sospeso) avrebbe dovuto quindi essere ritrattato con la

Cecoslovacchia per trovare una soluzione al problema.

• Rebus Sic Stantibus Le parti sono tenute a negoziare nuovamente le clausole in

presenza di un mutamento della situazione.

• La situazione del progetto sul Danubio tuttavia non è ancora stata risolta.

INTERPRETAZIONE DEL TRATTATO:

• Anche il fatto che sono state implementate nuove tecnologie innesca una nuova

interpretazione del trattato.

Interpretazione evolutiva è uno dei problemi di interpretazione fra i più ricorrenti

o

• Art 31 e 32  norme conformi al diritto consuetudinario

Art 31

Regola generale per l’interpretazione

1. Un trattato deve essere interpretato in buona fede in base al senso comune da attribuire ai termini del

trattato nel loro contesto ed alla luce del suo oggetto e del suo scopo.

2. Ai fini dell’interpretazione di un trattato, il contesto comprende, oltre al testo, preambolo e allegati inclusi:

a) ogni accordo relativo al trattato e che sia intervenuto tra tutte le parti in occasione della sua

conclusione;

b) ogni strumento disposto da una o più parti in occasione della conclusione del trattato ed accettato

dalle altre parti in quanto strumento relativo al trattato.

3. Verrà tenuto conto, oltre che del contesto:

a) di ogni accordo ulteriore intervenuto tra le parti circa l’interpretazione del trattato o l’attuazione delle

disposizioni in esso contenute;

b) di ogni ulteriore pratica seguita nell’applicazione del trattato con la quale venga accertato l’accordo

delle parti relativamente all’interpretazione del trattato;

c) di ogni norma pertinente di diritto internazionale, applicabile alle relazioni fra le parti.

4. Si ritiene che un termine o un’espressione abbiano un significato particolare se verrà accertato che tale

era l’intenzione delle parti. Art 32

Mezzi complementari di interpretazione

Si potrà ricorrere a mezzi complementari d’interpretazione, ed in particolare ai lavori preparatori ed alle

circostanze nelle quali il trattato è stato concluso, allo scopo, sia di confermare il significato risultante

dall’applicazione dell’articolo 31, che di definire un significato quando l’interpretazione data in base

all’articolo 31:

a) lasci il significato ambiguo od oscuro; o

b) porti ad un risultato chiaramente assurdo o non ragionevole.

• I trattati spesso hanno degli allegati che riguardano aspetti secondari per specificare meglio

il contenuto di alcune norme del trattato.

Es. trattato che si applica alla protezione di determinate zone geografiche

o Vengono specificati nel dettaglio le specifiche zone geografiche nell’allegato.

o

• In una interpretazione bisogna avere buona fede e non interpretare volutamente una norma

in maniera sbagliata per ottenere benefici.

• Il concetto di buona fede è trovato spesso nei trattati.

• Si comporta in buona fede chi non è a conoscenza delle sue azioni. 15/11/2017

Riassuntino

• Norma che non può essere derogata da altre norme (Ius Cogens)

• Le fonti di Grado inferiore allo ius cogens che siano in contrasto con la norma imperativa

sono nulli (art. 53 e 64 vienna)

• Quando le fonti sono applicate per risolvere uno stesso problema, la norma speciale si

applica sulla norma generale. 16/11/2017

L’Immunità

• Immunità dello stato dalla giurisdizione degli altri stati. (Quindi nei tribunali interni degli altri

stati) È una regola consuetudinaria ed è derivata dal principio di parità

o Il pari non può sottoporre a giudizio un altro pari perché il solo porre sotto in giudizio

o significa essere in una posizione superiore.

Immunità degli stati:

• Regola di diritto consuetudinario

• Tutti gli stati si sono sempre considerati equali rispetto alla sovranità di un altro stato.

• Le immunità degli stati fanno in modo che fra loro abbiamo una garanzia

• Gli stati non possono essere posti a giudizio dai tribunali interni degli altri stati.

• Se lo stato si comporta come un privato e non come ente pubblico, perché deve godere di

immunità?

Si mette in moto un procedimento di revisione della consuetudine, che distingue gli

 atti: Iure Imperium (Atti di governo)

 Iure Privatorum (Atti proclamati come soggetto economici e quindi privati) 

 questi ultimi hanno lo stesso trattamento di tutti i privati.

Questo procedimento di limitazione dell’immunità per certi aspetti è chimata

 immunità restrittiva.

Viene applicata di norma a tutti gli stati dell’unione europea

 Negli altri stati certe limitazioni sono definite solo tramite trattati multilaterali

 o bilaterali. (Creano quindi leggi specifiche che l’immunità restrittiva qui

citata è applicata negli stati europei mentre gli altri stati creano leggi

specifiche).

• 1979 Convenzione dell’Immunità degli stati a Basilea.

Fa descrizioni dettagliate su gli atti su cui può essere applicata l’immunità.

• Cosa deve fare un giudice quando si vede davanti uno stato straniero in giudizio?

Deve essere identificato come stato straniero e quindi si allarga il concetto di

 stato (Comprendendo anche gli enti pubblici dello stato)perché certi enti pubblici da

soli hanno l’immunità.

Bisogna poi vedere quale è l’attività che è stata compiuta per procedere alla

 pronuncia.

Bisogna vedere se cade in uno dei due Iure.

 Esempio: Affitto di un Immobile

• Il proprietario di un palazzo affittato da uno stato straniero potrebbe perdere la facoltà di

portare la causa al giudice in caso lo stato straniero risulti inadempiente.

• È iure imperium o gestionis (Di gestione)?

• La finalità dell’atto è una cosa pubblicistica ma è un contratto stipulato come un privato.

• Se il palazzo è stato preso per fare da vetrina alle attività commerciali dello stato per

sponsorizzarle allora potrebbe ricadere nello iure gestionis.

• Se la natura dell’atto è un contratto privato però lo stato lo usa come rappresentanza

diplomatica allora cade in iure Imperium

Rapporti di lavoro con stati stranieri

I problemi più frequenti che si presentano sono quelli relativi ai rapporti di lavoro negli enti stranieri

che concludono un contratto di lavoro con uno stato straniero o con una impresa straniera nel

territorio dello stato.

• Gli impiegati hanno un contratto di lavoro, ed è un contratto di diritto privato.

• Se succede un problema relativo al rapporto di lavoro (come uno scatto di anzianità

mancato) come ci si deve comportare?

• Le cause di lavoro hanno un trattamento più spedito rispetto alla lentezza delle cause

italiane.

• I diritti dei lavoratori sono garantiti molto intensamente in Italia.

• Mentre il lavoratore italiano ha la possibilità di andare dal giudice, il lavoratore italiano nei

pressi di uno stato straniero ha a che fare con l’immunità.

• L’Italia ha sviluppato un criterio di distinzione che fa valere il tipo di mansioni del lavoratore

e il tipo di domanda posta al giudice

• Si distingue se il lavoratore è adibito a mansioni materiali oppure pubbliche. (Diritto del

Lavoro) Questione art.18 (Il lavoratore licenziato in modo illegittimo deve essere reintegrato

nel posto di lavoro per comando del giudice)

• Se il lavoratore è italiano in uno stato straniero allora si mette in mezzo l’immunità. In certi

casi il lavoratore si trova impossibilitato di portare in causa il suo datore di lavoro.

• La giurisdizione italiana ha dato la possibilità di distinguere i casi dove ricade nell’ambito di

immunità o no.

Un dipendente pubblico come un funzionario in ambasciata che controlla i

 visti è sottoposto alla immunità dello stato. (quindi collabora alla iure

imperium dello stato straniero)

Se fa il giardiniere ad esempio, anche sempre in ambasciata,

 Questi non partecipano al confezionamento di atti puramente statali,

 le mansioni non sono tale da implicare il coinvolgimento

dell’impiegato nelle mansioni straniere e quindi non sussiste

l’immunità e può ricorrere al giudizio dei tribunali italiani.

Caso in Italia sul licenziamento illegittimo

• In Italia (Norma 18), il dipendente che si ritiene illegittimamente licenziato può essere

reintegrato.

• Il risultato può essere il risarcimento del danno e il reintegro.

• Questo reintegro non può essere richiesto se il lavoratore è in uno stato straniero. (il

giardiniere può fare domanda al giudice italiano ma può ottenere massimo un risarcimento

ma non il reintegro).

• Questo perché deve valere l’immunità anche nell’esecuzione della sentenza… perché ciò

comporterebbe un obbligo per lo stato straniero.

Convenzioni che trattano l’immunità degli stati

Convenzione UN sulla immunità degli stati recente. (New York, 2004)

• Ha una parte di definizioni, una parte di principi generali e una parte in cui i principi di

immunità non possono essere invocati.

• Art. 10 Azioni commerciali dove l’immunità non può essere invocata.

Uno stato non può invocare l’immunità nella situazione spiegata prima di un

 lavoratore materiale.

Non si applica quando il dipendente è stato assunto per azioni particolari

 governative. 17/11/2017

Immunità di individui

• Chi lavora sotto un ente rappresenta l’ente stesso che lo incarica

• Tutti gli organi dello stato non pongono in essere atti personali ma direttamente dallo stato.

• Se uno commette un illecito risponde lo stato.

• L’immunità delle persone è data in funzione dell’organo che li esercita.

• L’immunità dura anche quando l’individuo ha finito di esercitare la funzione.

• Quali sono gli atti coperti quindi?

Atti collegati all’esercizio della funzione

o Rientrano organi dello stato e locali (Entità pubbliche)

o

• I problemi nascono quando uno compie un atto che va oltre le sue funzioni quindi non è

facile capire se l’immunità sussiste o no.

• Cosa si fa se l’atto è fatto con un eccesso di potere?

Resta imputabile allo stato perché ha comunque agito nella veste di organo

o (Immunità organica)

• Limiti dell’immunità:

Gli atti che costituiscono crimini internazionali…

o Si è fatta strada che l’immunità non sussista più se gli atti sono classificati come

o crimini internazionali. Arriva molto vicino al penale internazionale.

• Il funzionario è immune dalla giurisdizione se commette crimini internazionali?

Dipende…

Se ci riferiamo a giudici interni

 Possono giudicare crimini internazionali però non possono essere in

 carica

Se ci riferiamo a giudizi internazionali (Le corti penali internazionali giudicano gli

 individui)

Crimini come Genocidio .

 Atti che vanno contro il diritto umanitario .

 Crimini contro la pace (Crimini come l’aggressione).

 Crimini contro l’umanità (I crimini di guerra invece sono applicati sono in un

 periodo specifico in cui è presente un conflitto internazionale) (I crimini contro

l’umanità sono gli stessi atti ma in assenza di un conflitto vigente)

• La prassi che ha portato alla caduta dell’immunità per questi casi (Contro l’umanità) è

dovuta a Pinochet. [Giudizi internazionali]

Quando le vittime dei crimini sono cittadini di solito il giudice ha il potere di iniziare

o le indagini.

Pinochet aveva causato molte vittime, tra cui dei cittadini spagnoli

o Viene aperto un fascicolo su Pinochet per aver compiuto tragedie contro i suoi

o concittadini.

Gli spagnoli erano le vittime e un giudice iberico chiede l’estradizione di Pinochet

o dall’Inghilterra, dove ora stanziava.

Il problema era che aveva compiuto questi atti durante il suo mandato in Cile.

o In quel momento Pinochet è un capo di stato in pensione che si sta curando in

o Inghilterra.

Il giudice spagnolo chiede l’estradizione e quindi la consegna della persona

o per essere processato in Spagna.

Il problema si pone per i giudici inglesi perché ai giudici spagnoli non importava

o dell’immunità.

Seguendo lo statuto dei tribunali internazionali viene precisato che non importa se

o l’individuo condannato sia stato parte di un politico o funzionario statale.

L’immunità organica quindi non è valevole e può essere ignorata anche per

o processare un funzionario in carica.

Di fronte alla corte internazionale l’immunità organica non vale per crimini

o internazionali e non vale nemmeno ai capi di stato (Anche in carica).

• Caso Eichmann

Gerarca nazista scappato a Norimberga e risiedente in Argentina viene catturato

o dalle forze israeliane (In chiara opposizione al diritto internazionale perché Israele

ha compiuto azioni contrarie al diritto interno argentino).

Un condannato per un crimine internazionale, anche se ha commesso l’atto sotto

o ordine superiore, viene comunque processato e condannato.

Immunità organica:

• Dura sempre nello svolgimento delle funzioni.

• Le attività clandestine degli organi dello stato invece possono essere posti a giudizio.

• Es. spionaggio non è coperto da immunità

• Es. Nave di Rainbow Warrior

Nave di green peace che protestava contro i test nucleari francesi nel pacifico

o Era ancorata in Nuova Zelanda e degli agenti segreti francesi l’avevano fatta saltare

o in aria.

Le forze neozelandesi li arrestarono dopo un processo.

o

• Es. Uccisione di Calipari

Nel 2005 le forze multinazionali in Iraq, quando venne liberata la giornalista Giuliana

o Screna, con una azione di un agente dei servizi segreti italiani la liberano.

In un posto di blocco un soldato americano spara e uccide l’agente segreto italiano

o In questo caso qua non c’erano precedenti e l’Italia ha ritenuto che non ci fosse

o giurisdizione e sono stati giudicati negli USA.

Immunità diplomatica:

• Riguardano gli agenti diplomatici e in misura minore i consoli

• I diplomatici sono organi dello stato e sono quelli che lo rappresentano negli stati stranieri.

• Tutto quello che fa l’ambasciatore quindi è coperto dalla immunità organica per gli atti

eseguiti nelle sue funzioni.

• Il diritto internazionale tuttavia vuole che l’ambasciatore, la sua famiglie e i collaboratori

abbiano una immunità personale

Non possono essere processati per azioni nello stato ospite, nemmeno negli atti

o esterni alla sua funzione.

Perché ci sono delle regole di diritto internazionale molto antiche e codificate da una

o delle prime convenzioni codificate del 1961.

• Gli agenti diplomatici godono di questo trattamento perché l’immunità è un principio di

parità fra gli organi statali.

• In questo caso perché anche gli atti personali?

La consuetudine consolida delle regole perché non venga ostacolata l’azione

o diplomatica.

Perché l’azione diplomatica non sia bloccata da interferenze.

o Se processo un ambasciatore gli impedisco di esercitare la sua funzione.

o Il titolare del diritto diplomatico proviene dallo stato straniero.

o Dal che deriva che, visto che lo stato straniero non può fare nulla, potrebbe fare la

o denuncia all’immunità.

Solo se lo stato recede l’immunità del diplomatico allora potrà essere processato.

o

• Come venivano instaurate le funzioni del corpo diplomatico?

Lo stato propone la persona e lo stato ospite deve dare il gradimento. Solamente se

o lo stato ospite dà il gradimento allora sono in quel momento potrà andare in

ambasciata e godere di questa immunità personale.

Il mancato gradimento non deve essere motivato.

o Quando il gradimento viene a mancare lo stato si ripiglia il birbantello, tuttavia

o l’immunità personale vale ancora per il tempo di abbandonare il paese.

Volendo uno stato può anche chiedere l’estradizione quando un diplomatico viene

Parte 3 23/11/2017

Caso Pinochet

• Anche un capo di stato può essere chiamato a rispondere di crimini internazionali

• Il giudice spagnolo si ritiene competente a giudicare.

Caso Belga

• Un giudice (anche belga) può aprire causa con qualsiasi persona nel mondo, purché siano

crimini internazionali.

• I giudici belgi, sulla base di questa idea emettono un mandato di cattura per il ministro degli

esteri del Congo che al momento si trovava in Belgio.

• I capi di stato in carica all’estero beneficiano di immunità organica (nei casi normali) tramite

una norma consuetudinaria. IMMUNITÀ

• Processuale

: Non si può iniziare nei confronti di una persona nessun tipo di processo ma il

reato persiste. Una volta che la immunità cessa puoi essere arrestato.

• Dalla Legge : Non esiste nemmeno il reato

Immunità della sede diplomatica

• I consoli, gli archivi consolari e gli edifici sono coperti in parte dalla immunità.

• La forza pubblica dello stato ospite non può entrare in sede diplomatica se non invitata.

• Caso Assange.

• In Inghilterra avrebbero una legge per compiere arresti in ambasciata straniera ma è stata

applicata solo per cattivo uso dell’immunità nel periodo Gheddafi.

• Assange potrebbe andare in Uruguay solo entrando nella valigia diplomatica che è coperta.

Consoli e consolati

• Cosa sono i consoli rispetto agli ambasciatori ?

Gli ambasciatori concludono trattati bilaterali con lo stato ospite e rappresentano lo

o stato di provenienza.

L’ambasciatore è un rappresentante ufficiale.

o Gli ambasciatori sono solitamente singoli ma i consoli sono molto di piò, a volte

o sono presenti più consolati per i paesi grandi e quindi servono più consoli.

Il console rappresenta i cittadini nel paese ospite.

o

• Cosa chiedi al consolato ?

Non risolvono solo i problemi dei turisti

o Se un cittadino italiano vive negli Usa e gli serve un passaporto, può richiederlo al

o consolato italiano in USA.

Presso il consolato puoi eseguire funzioni di società civile (Anagrafe).

o

• Per riassumere sulla immunità personale:

Ambasciatori / Consoli

o Capi di stato / Ministri

o GARANZIE

• Strumenti che il diritto internazionale ha per reagire a violazioni internazionali. Sono

chiaramente garanzie molto diverse rispetto a quelle interne.

• Siamo in un ordinamento con soggetti in posizioni paritarie quindi non possiamo stabilire

chi interverrà con autorità.

• Adesso parliamo di responsabilità degli stati e non degli individui!!

o Le corti penali in questo momento non ci interessano.

• Non retroattività della norma penale (Norma inderogabile)  focus.

Responsabilità per fatto illecito:

Ricade su chi viola il diritto internazionale e quindi gli stati.

o In questo ambiente senza autorità superiori non esistono leggi che si possono

o imporre agli stati.

La responsabilità internazionale è l’insieme di conseguenze giuridiche che

o derivano dall’illecito e quindi la situazione che si verifica e ha effetti sia per lo

stato che l’ha compiuto, sia per chi l’ha subito.

È lo stesso stato colpito che deve dichiarare apertamente di avere subito un illecito.

o (Pretendendo così che delle contromisure vengano adottate).

Nei rapporti fra privati bisogna vedere se la violazione esiste ma nei rapporti

o internazionali non è così facile.

Ci addentriamo in un territorio fondato su un meccanismo di autotutela (Devo

o accertare indipendentemente ed avere le prove di avere subito l’illecito).

Lo stato leso chiederà la cessazione dell’illecito o delle adeguate riparazioni per

o poter ripristinare la situazione.

È lo stesso stato leso quindi che decide se prendere delle contromisure.

o Lo stato leso in questa situazione esercita un potere di autotutela:

o - Ha il potere di verificare l’illecito

- Ha il potere di chiedere riparazioni spontanee

- Può adottare contromisure: Sono misure che lo stato leso compie nei

confronti dell’attaccante e sono spesso una violazione del diritto dello stato

avverso. Procedimento di autotutela

• Una volta confermato l’illecito, lo stato leso può compiere azioni sconvenienti al birbante.

• Lo stato leso può scegliere il tipo di misura da adottare e la loro intensità ma può benissimo

far cadere le accuse e richiedere semplicemente una riparazione.

- Possono a volta essere valutate delle situazioni che, se lasciate correre,

potrebbero garantire più benefici.

• La risposta di autotutela più intensa tuttavia è la contromisura

• In prima istanza vengono attuati provvedimenti di cortesia e si esplicano le rispettive

volontà.

• Se non si trova un accordo si passa alle cattive maniere (Non attraverso la forza perché

sarebbe contro il diritto internazionale)

- Lo stato può scegliere il tipo di misura da adottare come dazi ecc.

• Nel diritto internazionale è estraneo il concetto di punizione perché in una situazione

parificata non trova spazio (Ciò confermerebbe la presenza di un ente superiore)

• Le sanzioni non hanno carattere punitivo e hanno delle ripercussioni svantaggiose per chi è

causa di un illecito.

- Solo ciò che serve per ripristinare la legalità violata, ciò che va oltre è punitivo e

quindi non è tutelato dal diritto internazionale. 24/11/2017

L'atto illecito dello stato nel diritto internazionale

• Lo stato leso deve poter reagire all'offesa subita. La sua reazione può arrivare fino

all'adozione di contromisure.

• È compito dello stato leso l'accertamento dell'illecito: non esiste un giudice che possa

stabilirlo automaticamente come avviene nel diritto interno degli stati. N.B. il giudice può

esser convocato nel diritto internazionale solo su accordo delle parti.

• Si evincono gli elementi in grassetto cui seguono.

1. Violazione del diritto internazionale (ovvero di un accordo internazionale)

L'atto illecito comporta una situazione di responsabilità per chi lo ha commesso.

 Art. 2 (Pag 421)

"Elementi di un atto internazionalmente illecito di uno stato"

“Sussiste un atto internazionalmente illecito di uno Stato quando un comportamento consistente in un’azione o in

un’omissione:

a) Può essere attribuito allo Stato alla stregua del diritto internazionale, e

b) Costituisce una violazione di un obbligo internazionale dello Stato”

Si evincono gli elementi di:

 - Azione

- Omissione: "non fare ciò che si ha l'obbligo di fare"

Ogni qualvolta si presuma esservi una violazione del diritto internazionale, si deve trovare

 una norma che giustifichi la rivendicazione dei diritti. Infatti, in assenza del diritto non si può

far valere alcuna posizione. Art. 3

“Qualificazione di un atto di uno Stato come internazionalmente illecito”

“La qualificazione di un atto di uno Stato come internazionalmente illecito è regolata dal diritto internazionale. Su tale

qualificazione non influisce la qualificazione dello stesso atto come lecito in base al diritto interno.”

Nessun elemento del diritto interno può essere addotto come giustificazione o fonte di diritto

 internazionale.

2. Attribuzione del comportamento allo stato

Comportamento che può essere attribuito allo stato alla stregua del diritto

 internazionale.

L’azione di una persona fisica comporta la responsabilità dello stato.

 Quando è che un comportamento di una persona è attribuibile allo stato?

 - Tutti coloro che sono organi dello stato (E beneficiano di immunità organica)

- Un organo come definizione però viene dettato dal diritto interno.

- Il diritto interno decide quali sono gli organi statali e quindi la norma

internazionale, in questo caso, si rifà al diritto interno

Art 8

“Comportamento sotto la direzione o il controllo di uno stato”

“Il comportamento di una persona o di un gruppo di persone sarà considerato un atto di uno stato ai sensi del diritto

internazionale se la persona o il gruppo di persone di fatto agiscono su istruzioni, o sotto la direzione o il controllo di

quello stato nel porre in essere quel comportamento”

EXTRA: Stato dove si verifica una insurrezione:

• In questo caso la potestà statale viene di meno e i rivoluzionari sono responsabili di illeciti

internazionali.

• Chi ne ha colpa? Se vincono gli insorti allora saranno loro i responsabili quando saliranno a

governo

• Se perdono, lo stato precedente, risponde o no? Art.10

• Secondo questo articolo se gli insorti vincono allora rispondono di quanto hanno fatto

anche prima di essere governo legittimo.

• Un movimento secessionista che ha successo e commette illeciti nel periodo

secessionistico dovrà rispondere non appena questo nuovo stato andrà a formarsi.

• Se la rivoluzione invece viene sedata

La prassi ci mostra molte situazioni di rivoluzioni sedate che causano danni alle

o proprietà di soggetti stranieri che abitano nei luoghi dove è avvenuta la rivoluzione.

La riposta è che lo stato non risponde dei movimenti dei rivoltosi. Perché lo stato

o risponde di atti a lui riconducibili come gli organi e soggetti con specifiche direttive

statali.

• Art.11 29/11/2017

3. Causa di giustificazione

Annulla l’illeceità dell’atto in presenza di determinati elementi

 Si deve asserire che è una causa che rimuove l’antigiuridicità, rendendo lecito,

 l’illecito. Cause

Avente diritto

“Se si ha posto in essere l’azione con il consenso di cui la subisce”

• Il consenso deve essere validamente dato da colui che detiene il potere per richiedere tale atto.

• Art. 20 - “Il valido consenso di uno Stato alla commissione di un determinato atto da parte di un altro Stato

esclude l’illiceità di quell’altro in relazione al primo Stato nella misura in cui l’atto non ecceda i

limiti del consenso

• Es. Se le truppe straniere entrano in uno stato su richiesta dell’ultimo allora non è un illecito

internazionale. Se questi entrano senza consenso, si può tradurre come “minaccia dell’uso della

forza”.

• Es. l’invasione Russa dell’Afghanistan era stata giustificata (ma in modo poco chiaro).

Legittima difesa:

• Art. 21 - “L’illiceità di un atto di uno Stato è esclusa se l’atto costituisce una misura lecita di legittima difesa

presa in conformità alla Carta delle Nazioni Unite

• In altre parole, è un’eccezione al divieto d’uso della forza previsto dall’art. 2.4 Carta delle Nazioni

Unite

o È una deroga all’art. 2.4 della Carta delle Nazioni Unite.

o Si definisce come la risposta dell’attacco armato dello stato aggredito, che vuole rispondere

all’aggressore per impedirgli o l’accesso nel proprio Paese o per ridurne la penetrazione.

o Può essere di due tipi:

Preventiva: ovvero un’azione in previsione di una futura minaccia. Il problema

 nasce quando si deve indicare “quanto tempo prima” si debba intervenire, infatti

non c’è una consuetudine che possa dare una linea d’indirizzo.

Normale: prevista dai seguenti articoli della Carta delle Nazioni Unite (50,51)

• Art.50 - “Se il Consiglio di Sicurezza intraprende misure preventive contro uno Stato, ogni altro Stato, sia

o non sia Membro delle Nazioni Unite, che si trovi di fronte a particolari difficoltà economiche

derivanti dall’esecuzione di tali misure, ha diritto di consultare il Consiglio di Sicurezza riguardo ad

una soluzione di tali difficoltà”

• Art. 51 - ” Nessuna disposizione del presente Statuto pregiudica il diritto naturale di autotutela individuale o

collettiva, nel caso che abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite,

fintantoché il Consiglio di Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace

e la sicurezza internazionale. Le misure prese da Membri nell’esercizio di questo diritto di

autotutela sono immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza e non

pregiudicano in alcun modo il potere e il compito spettanti, secondo il presente Statuto, al

Consiglio di Sicurezza, di intraprendere in qualsiasi momento quell’azione che esso ritenga

necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale”

• Lo stato attaccato può intervenire subito senza aspettare il consenso del Consiglio di Sicurezza

• Lo stato attaccato può chiedere l’aiuto di altri stati previo richiesta

• La legittima difesa è valida finché l’attacco non è esaurito, dopodiché si deve attendere il parere del

Consiglio di Sicurezza.

• Rappresaglia: quando si continua a combattere dopo la fine della legittima difesa (vietata dall’art. 2.4

delle Nazioni Unite).

N.B. Diritto inalienabile: senza il quale lo stato non esisterebbe.

• Es. Contratto di protettorato, quando uno stato chiede ad un altro di essere difeso da quest’ultimo.

Contromisura

• Art. 22 - “Contromisure nei confronti di un atto internazionalmente illecito”

- “L’illiceità di un atto di uno Stato non conforme ad un obbligo internazionale nei confronti di un

altro Stato è esclusa se e nella misura in cui l’atto costituisce una contromisura presa in

conformità alla Carta delle Nazioni Unite”

• Art. 23/24/25 Sono cause di esclusione dell’illiceità.

Forza maggiore:

• Circostanze di eventi naturali irresistibili

• Art. 23

1. “L'illiceità di un atto di uno Stato non conforme ad un obbligo internazionale di tale Stato è esclusa se l'atto è

dovuto a forza maggiore consistente nel sopravvenire di una forza irresistibile o di un avvenimento

imprevedibile, fuori dal controllo dello Stato, che rende materialmente impossibile, nelle circostanze, agire in

conformità all'obbligo.

2. Il paragrafo 1 non si applica qualora:

A. La situazione di forza maggiore sia dovuta, in via esclusiva o in combinazione con altri fattori, al

comportamento dello Stato che la invoca; o

B. Lo Stato ha accettato il rischio che quella situazione si verificasse.”

• Es. Comandante di Nave che per sbaglio entra nelle acque territoriali di uno Stato a causa di una

burrasca. Non ci sono i mezzi per resistere all’impeto della tempesta

Caso fortuito

art. 23 di cui sopra

• Es. Quando un aereo viola lo spazio territoriale straniero senza che il pilota se ne accorga a causa

di venti che hanno fatto cambiare rotta.

Estremo pericolo

• Art. 24

1. “L’illiceità di un atto di uno Stato non conforme ad un obbligo internazionale di tale Stato è esclusa se l’autore di

quell’atto non ha ragionevolmente un altro mezzo, in una situazione di estremo pericolo, per salvare la propria

vita o quella di persone affidate alle sue cure.

2. Il paragrafo 1 non si applica:

A. Se la situazione di estremo pericolo è dovuta, unicamente o unitamente ad altri fattori, al

comportamento dello Stato che la invoca; o

B. Se tale atto è suscettibile di creare un pericolo comparabile o più grave”

• Es. Comandante di Nave che entra nelle acque territoriali di uno Stato straniero pur avendo la

possibilità di rimanerne all’esterno, ma facendolo metterebbe a rischio la vita di membri del proprio

equipaggio. Stato di necessità

• Art. 25

1. Lo stato di necessità non può essere invocato da uno Stato come motivo di esclusione dell’illiceità di un atto

non conforme ad un obbligo internazionale di tale Stato a meno che l’atto:

A. Fosse il solo mezzo per lo Stato per salvaguardare un interesse essenziale di fronte ad un pericolo

grave ed imminente; e

B. Non comprometta gravemente un interesse essenziale dello Stato o degli Stati rispetto a quali

l’obbligo sussiste, o della comunità internazionale nel suo complesso.

2. In ogni caso, lo stato di necessità non può essere invocato da uno Stato come motivo di esclusione dell’illiceità

se: A. L’obbligo internazionale in questione esclude la possibilità di invocare lo stato di necessità; o

B. Lo Stato ha contribuito al verificarsi dello stato di necessità”

• C’è la possibilità di scegliere, ma il fatto grave consiste nella compromissione nell’interesse

essenziale di uno stato.

• Non è verificabile se a causarlo è stato lo Stato

• Es. Bombardamento della nave Torrey Canyon. Era una petroliera scassata la quale andò in avaria

in acque internazionali vicino all’UK. Il gasolio per effetto delle correnti marittime si sarebbe riversato

sulle coste inglesi. Il governo inglese, dopo aver evacuato la nave, bombardò la nave cosicché il

petrolio si infiammasse e non inquinasse il territorio inglese. In questo caso il pericolo era imminente

e grave nonché certo. 30/11/2017

Attribuibilità allo stato:

• Come spiegato negli appunti di prima 29.

Assenza di una clausola di giustificazione:

• Se sussiste il consenso dell’avente diritto, se sussiste la legittima difesa (Anche

preventiva).

• Art. 26 (Qualsiasi sia il tipo di situazione che si pone, nulla vale come causa di

giustificazione se l’atto compiuto è violazione dello Ius Cogens)

Norme che pongono norme erga omnes:

• Qualsiasi atto contrastante queste norme è nullo (Ius Cogens)

• In questo caso parliamo dell’esistenza di un comportamento posto in contrasto con una

norma imperativa che non trova scusanti nella sua esecuzione.

• Conv. Vienna (Art. 56/54)

• Progetto di articoli su responsabilità stati (Art.26)  Rispetto di norme imperative

Chi accerta che l’illecito esiste?

• Lo stato stesso perché non esiste autorità superiore

• Anche la reazione al fatto illecito è fondata soprattutto su meccanismi di autotutela.

Iter di accettazione dell’illecito:

• Dobbiamo capire innanzitutto: Chi è lo stato leso?

È colui che è titolare del diritto

o Se esiste una norma violata allora deve essere una che attribuisce un diritto allo

o stato leso che se lo vede negato.

Se dimostro che esiste una norma lesa (Stato 1 deve pagare soldi a stato 2 ma non

o li riceve)

In questo caso lo stato leso è 2.

o

• Ci sono situazioni dove la violazione di norme erga omnes ha ripercussioni nei

confronti di tutta la comunità internazionale (Sono violazioni che corrispondono alla ius

cogens)

Il loro rispetto è dovuto a tutti gli stati nel loro complesso.

o Erga Omnes significa Verso Tutti (Sono dovuti a tutti gli stati)

o Se ho un obbligo nei confronti di tutti allora gli stati lesi saranno tutti.

o

• Cosa fanno gli stati alla violazione di un erga omnes?

Ci sono conseguenze più estese

o Es. Commissione di un Genocidio o atti di tortura, oppure apartheid.

o Sono tutte violazioni erga omnes e gli stati lesi devono valutare le situazioni.

C’è una discrimiazione fra stati lesi perché sono suddivisi in due categorie:

o 1) Stati Lesi (Tutti gli stati che hanno approvato leggi erga omnes e si sentono

lesi dalla mancanza di un altro)

2) Stati specialmente lesi (Stati lesi fisicamente dalla violazione) (Schiavismo

di cittadini cinesi ad esempio da parte del Nepal)

• lo stato vede violato un proprio diritto attribuitogli da un trattato o norma consuetudinaria,

cosa si fa?

Lo stato autore dell’illecito subirà delle conseguenze e dovrà ottemperare a delle

o riparazioni.

Queste conseguenze sono disposte dalle norme della responsabilità internazionale.

o In base a queste norme capiremo come ci si muove all’interno di norme erga

o omnes. Responsabilità internazionale

• Si parla di norme primarie e secondarie

Primarie quando costituisce illecito

o Secondarie stabiliscono le conseguenze (Studieremo queste).

o

• Art. 28

• Cosa si fa se lo stato che ha compiuto l’illecito non paga o non ripara?

Lo statuto pretende la normalizzazione pre-illecito della situazione.

o Dove vengono utilizzate contromisure il fine è sempre questo.

o La Contromisura / Risarcimento

• La contromisura non ha una finalità punitiva perché sarebbe estranea al piano di parità

degli stati.

• La contromisura è necessaria per poter normalizzare una situazione lesa ma, se la sua

funzione va ben oltre la lesione, allora si ricade nel penale.

• Gli stati non riconoscono lecito il punirsi l’uno con l’altro.

• Art. 29 (La norma non finisce di esistere se viene violata.) 424

o Si ha solo il dovere di far cessare l’illecito e assicurare garanzie di non ripetizione

dell’illecito.

• Art. 30

o Occorre ricreare un clima di reciproca fiducia fra gli stati.

o Lo stato leso può anche richiedere un compenso per danni morali.

- Perché esiste un concetto di onore dello stato.

- .

Quando viene calpestato allora ha diritto a dei danni morali

• Occorrono dei meccanismi per cui sia gratificato l’onore dello stato leso.

• Art. 37 (Soddisfazione).

o Anche le scuse formali o gli onori alla bandiera dello stato leso.

• Il risarcimento comprende anche il mancato guadagno.

• Il risarcimento è l’opzione B perché l’opzione A è semplicemente la Restituzione (Restitutui

in integrum).

• In alcuni casi è possibile e in altri no.

• Art. 35 (Obbligo di restituzione)

o Si prova a restituire, se non possibile si risarcisce, se sussiste il danno morale allora

.

soddisfazione

• Art. 32 (lo stato non può avvalersi delle proprie leggi interne per avanzare posizioni sull’illecito)

1/12/2017

Blocco navale: serve ad isolare un determinato Stato. Può esser decretato solo dal Consiglio di

Sicurezza dell’ONU infatti è un atto di forza.

Differenza tra ritorsioni e contromisure Contromisura

“Comportamento che sarebbe in sé illecito ma è giustificato in quanto risposta ad un atto illecito

precedentemente subito”

Ritorsione

“Comportamento non amichevole ma non illecito che si tiene nei confronti dello Stato che si ritiene essere

colpevole di illecito, torni ad adempiere al diritto”

• Es. Interruzione di un negoziato. È una misura di ritorsione (E non illecita) poiché non

esiste un obbligo di concludere i negoziati.

• Es. Interruzione delle relazioni diplomatiche. L’ambasciatore rientra in patria lasciando la

sede solo con personale di grado più basso. È una ritorsione poiché non c’è obbligo di

avere un ambasciatore.

Limiti delle ritorsioni:

• Uso della forza.

• Carattere non afflittivo (penale) (Si deve portare lo stato all’adempimento e non punirlo).

Danni puntivi

“Risarcimento che va oltre il necessario al fine di “dare una lezione”. In alcuni casi sono state richieste tali

modalità risarcitorie durante alcuni arbitrati, da parte di stati che nel loro diritto interno lo prevedono, ma

resta saldo il principio che gli arbitri non possono comminare pene in quanto non è previsto dal diritto

internazionale”

Attuazione delle Contromisure:

• La contromisura è adeguata al diritto internazionale entro i limiti del carattere risarcitorio e

non punitivo.

• In nessun caso le contromisure possono consistere in atti contrari alle norme imperative.

• La possibilità per lo stato leso di adottare una contromisura comporta la libertà di scelta su

quale obbligo attuare la contromisura.

Es. sospendere trattato o norma di diritto consuetudinario (nel rispetto dei limiti).

o

Possono esser dunque applicate due strade in caso di illecito:

• Sospensione dei trattati: applicando il “diritto dei trattati”, si chiede la sospensione o la

cancellazione di un trattato o più nei confronti dello stato offensore (applicando la clausola

dell’estinzione/sospensione a seguito di violazione grave del trattato).

• Applicazione delle norme sulle Contromisure: ovvero le norme di secondo livello.

Violazione di obblighi valenti “erga omnes” Dirette a tutti

“Sono obblighi posti da una norma di diritto internazionale, che sono anche di ius cogens e quindi

imperativa”.

Esempi di violazione

“Apartheid, genocidio, fenomeni di inquinamento massiccio del mare, etc”.

• La violazione di queste norme produce un danno ad area.

In quanto una legge erga omnes deve essere approvata da tutti, la violazione è nei

o confronti di tutti.

• Il danno nei confronti degli stati è di carattere morale, infatti, consiste nell’aver subito

questa grave compromissione del diritto internazionale.

Le vittime della violazione: Stato specialmente leso

“Quello stato che ha subito in maniera più pesante le conseguenze della violazione (anche danni materiali).

È la posizione dello “stato leso” di cui si parla negli appunti di cui sopra”

[Nel caso in cui la violazione avvenga all’interno di uno stato, non esiste uno stato specialmente

leso.]

Gli altri stati:

• Hanno subito una violazione morale della norma.

• Possono invocare la responsabilità, ovvero denunciare la violazione.

• Possono richiedere: la cessazione dell’illecito, garanzie di non ripetizione, la riparazione a

favore delle vittime ovvero:

Devono cercare di ripristinare la situazione precedente attuando procedure di

o inimicizia (ritorsioni).

Non devono intrattenere rapporti amichevoli con lo stato offensore (e neanche

o riconoscere gli eventuali territori da questo conquistati).

Es. l’Europa ha chiuso i trattati con la Turchia poiché si riteneva essersi

 macchiata di crimini contro gli Armeni.

Possono agire per la protezione delle vittime. Infatti, essendovi violazioni gravi o

o sistematiche di norme “erga omnes”, si mettono in moto dei meccanismi che

concedono la possibilità a questi stati di mettersi in moto.

Per violazioni gravi si possono intendere

 Molte vittime

 Sistematicità della persecuzione

• Gli stati diversi da quello specialmente leso tecnicamente non possono adottare

contromisure. Solo gli stati più forti sostengono questa prassi.

• Il progetto di articoli prevede che gli stati possano adottare solo le misure lecite ovvero le

ritorsioni.

• Sanzione: risposta all’illecito organizzata all’interno delle organizzazioni Internazionali.

Nell’Onu che si tratti di contromisura o sanzione non cambia nulla. 7/12/2017

Controversie fra stati

Art. 33 Statuto dell’ONU

“Mezzi per la risoluzione di controversie “

1. Le parti di una controversia, la cui continuazione sia suscettibile di mettere in pericolo il

mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, devono, anzitutto, perseguirne una soluzione

mediante negoziati, inchiesta, mediazione, conciliazione, arbitrato, regolamento giudiziale, ricorso ad

organizzazioni o accordi regionali, o altri mezzi pacifici di loro scelta.

2. Il Consiglio di Sicurezza, ove lo ritenga necessario, invita le parti a regolare la loro controversia

mediante tali mezzi.”

I mezzi giuridici per la soluzione delle controversie possono essere:

• Arbitrato:

Le parti stabiliscono da sé il collegio di giudici o il giudice unico.

 Le parti decidono la procedura.

 Il diritto è da seguire.

 La sentenza è obbligatoria, ovvero vincolante per le parti.

 Il procedimento potrebbe non essere pubblico.

• Corte: Apparati predisposti per effetto di accordi internazionali.

 Sono permanenti.

 Funziona attraverso uno statuto già prestabilito.

 I procedimenti sono pubblici, ovvero tutti gli atti vengono resi pubblici.

La Corte di Giustizia internazionale (dal 1946) attuale è la successoria alla Corte permanente di

giustizia internazionale (1922). La prima risponde all’ONU.

La Corte internazionale di Giustizia è finanziata dall’Onu e quindi le spese sono in gran parte

coperte. La Corte permanente di arbitrato:

• Non è permanente

• È un’organizzazione di diritto internazionale.

• Predispone tutte le facilitazioni possibili per gli stati che vogliono instaurare arbitri.

• Stila una lista di persone tra le quali scegliere

Gli stati possono scegliere i giudici (solitamente sono dispari e gli stati ne nominano

o ad esempio 2 e il terzo lo scelgono i giudici).

• Mette a disposizione una struttura all’Aia per la celebrazione del processo e il servizio di

cancelleria. L’arbitrato:

• Essendo convocato dalle parti, i costi sono imputati solo agli stati che lo richiedono.

• I giudici sono scelti dagli stati (infatti, talvolta l’arbitrato è preferito da quegli stati che

ritengono che i giudici delle corti siano troppo influenzati politicamente).

• È la prima forma di giustizia internazionale, infatti le corti sono successive.

Inizialmente veniva chiesto ai Capi di Stato amici dei due paesi in conflitto fare i

o giudici.

• Inizialmente (es° nell’800,) i giudici per le loro sentenze si rifacevano ai principi del diritto

romano (criterio oggettivo) o al diritto naturale (concetto filosofico), non essendovi delle

norme prestabilite riconosciute. Infatti, l’arbitrato comincia a funzionare quando il diritto

internazionale non era ricco come oggi.

• Possono giudicare attraverso norme stabilite dalle parti.

• Gli arbitri possono decidere tenendo conto di principi comuni tra i due stati (es. Egitto e

Israele: diritto Islamico).

• Le sentenze non hanno una forte valenza internazionale

(1920) La Corte internazionale di giustizia:

• Giudica in base ai criteri stabiliti dal suo statuto, dove sono indicate le fonti.

• Le sentenze sono considerate più rilevanti: fanno giurisprudenza. Infatti, gli stati sottoposti

a giudizio sono obbligati a seguire la sentenza ma, col tempo, magari, altri stati si

adeguano creando con il tempo una prassi.

La decisione di rivolgersi ad un organo per la risoluzione delle controversie può essere

presa:

• Prima della costituzione di una controversia attraverso una “clausola compromissoria”

inserita all’interno di un trattato (consenso preventivo). Se non ci saranno controversie la

clausola potrà anche non essere utilizzata.

Es. Se ci dovessero essere dubbi sull’interpretazione o sull’attuazione di una

o clausola ci si accorda preventivamente ad affidarsi al giudizio di un’autorità

prestabilita per la risoluzione della controversia.

• Dopo la costituzione di una controversia : “compromesso” ovvero ci si accorda al fine di far

dirimere la controversia da un organo che sia o la Corte o un Arbitro o altro.

!Il consenso al giudizio comporta l’obbligazione a sottomettersi alla sentenza!

Art. 37 della Carta delle Nazioni Unite

1. Se le parti di una controversia della natura indicata nell’articolo 33 non riescono a regolarla con i mezzi

indicati in tale articolo, esse devono deferirla al Consiglio di Sicurezza.

2. Se il Consiglio di Sicurezza ritiene che la continuazione della controversia sia in fatto suscettibile di

mettere in pericolo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, esso decide se agire a

norma dell’articolo 36, o raccomandare quella soluzione che ritenga adeguata.

“Negli anni ‘20/’30 cresceva l’idea di stipulare degli accordi internazionali preventivi con i quali gli

stati si obbligavano ad affidarsi al giudizio di una Corte in caso di controversie. Si riteneva che

questo tipo di accordi avrebbero agevolato il mantenimento della pace. Il progetto affondò a causa

delle riserve poste dagli stati.”

• Es. sezione 286 Diritto del Mare Art. 287

Convenzione sul diritto del Mare (Scelta della procedura)

Gli stati sono liberi scegliere una o più i mezzi di soluzione delle controversie:

Se gli stati non ne indicano nessuno vuol dire che si fa luogo all’arbitrato.

Art. 36.2 Statuto Corte Internazionale di Giustizia

2. Gli Stati parti del presente Statuto possono in qualsiasi momento dichiarare di riconoscere come obbligatoria, di pieno

diritto e senza convenzione speciale, in confronto di ogni altro Stato che accetti lo stesso obbligo, la giurisdizione della

Corte su tutte le divergenze di ordine giuridico aventi per oggetto,

a) l’interpretazione di un trattato;

b) qualsivoglia questione di diritto internazionale;

c) l’esistenza di qualunque fatto il quale, se fosse provato, costituirebbe violazione di un impegno internazionale;

d) la natura o la portata della riparazione dovuta per la violazione di un impegno internazionale.”

Gli stati che ratificano l’articolo del consenso preventivo possono citare in giudizio, senza accordo preventivo, solo gli

stati che hanno ratificato come loro il suddetto articolo. 13/12/2017

Diritto del mare

• La GA ha il compito di sviluppare lo sviluppo progressivo del diritto internazionale.

• Al fine di adempiere a questo compito la GA ha costituito un organo sussidiario che è La

commissione del diritto internazionale.

• Le persone che vi fanno parte non sono rappresentanti degli stati

• Il diritto internazionale è un insieme d norme giuridiche che sono nate per soddisfare

l’esigenza degli stati di coesistere e collaborare.

La sovranità di uno stato ha diverse varianti:

• Territoriale

Sovranità piena che lo stato esercita sulla terraferma ma anche in certe aree marine

o

• Funzionale

Si intende quell’insieme di specifici poteri e diritti che uno stato può esercitare in

o certe aree. 1930 Convenzione di Ginevra


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DESCRIZIONE APPUNTO

Questi appunti, presi durante le lezioni frontali della professoressa Pietrobon sono stati integrati e aggiornati sulla base del testo integrale degli artioli da lei citati, presi dai trattati seguenti:
- Carta delle Nazioni Unite (San Francisco, 26 Giugno 1945)
- Convenzione sul diritto dei trattati (Vienna, 23 maggio 1969)
- Convenzione delle nazioni unite sulle immunità giurisdizionali degli stati e dei loro beni (New York, 2 dicembre 2004)
- Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (New York, 9 dicembre 1948)
- Convenzione per la prevenzione e la repressione del diritto di genocidio (New York, 9 dicembre 1948)
- Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (Londra, Mosca, Washington, 1 luglio 1968)
- Convenzione delle nazioni unite sul diritto del mare (Montego Bay, 10 dicembre 1982)
- Progetto di articoli sulla responsabilità dello stato della commissione del diritto internazionale (23 aprile, 1 giugno, 2 luglio, 10 agosto 2001).
- Statuto della corte penale internazionale (Roma, 17 luglio 1998).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche, relazioni internazionali, diritti umani
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fanton.riccardo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Pietrobon Alessandra.

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