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Diritto internazionale - nozioni generali Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto internazionale su temi riguardanti le origini del sistema di regole che definisce i rapporti tra gli Stati. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: le diverse teorie inerenti la nascita della società internazionale, definizione del rapporto tra diritto e società internazionale, definizione... Vedi di più

Esame di Diritto internazionale privato docente Prof. A. Davì

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Una società che era polarizzata da due grandi centri di potere entra in crisi in favore della nascita di più enti

autonomi e indipendenti.

B)A partire dal 16º secolo comincia la prassi delle missioni diplomatiche all'estero, cosa che evidenzia la

necessità per gli Stati di avere canali di comunicazione tra gli Stati stessi.

C)Nel 16º secolo viene definitivamente meno la struttura feudale della società che parcellizzava il potere

temporale in tante piccole entità.

Si affermano invece autorità supreme, naturalmente, entro confini territoriali delimitati: si tratta di autorità che

governano quel territorio in maniera assoluta, senza alcuna ingerenza o controlli interni o esterni.

D)Infine la “potestas” (esercizio del potere su un dato territorio) è vista come una autorità esclusiva che

subordina a sé ogni altra potestà. Questa sovranità non è più derivata, non riceve la propria

legittimazione da un'altra autorità (come il Papa o l'imperatore), ma adesso è originaria.

In Europa si assistette ad uno sconvolgimento del quadro politico e religioso che troverà il suo culmine nella

guerra dei “30 anni”, ultimo tentativo della controriforma per ritornare a prendere il potere in quella dimensione

monolitica ormai entrata in crisi.

La guerra dei 30 anni si concluse nel 1648 con la pace di Westfalia, che constava a sua volta di altri due trattati:

Trattati di Munster

 Trattato di Hosnabruk

Con essi in qualche modo viene sancita la rinuncia di papa e imperatore alla loro posizione di poli della società

internazionale.

Nel 16º secolo l’assetto della società internazionale è completamente cambiato: è formata da tanti singoli enti

sovrani e indipendenti che si pongono relazione tra loro e che ricevono legittimità per l'esercizio di tale potere ex

se e non da un altro soggetto che li investe di tale potestas.

Seconda teoria

La seconda teoria sostiene che la moderna società internazionale sarebbe sorta nell'Europa occidentale tra il 9°

e l'11º secolo con la cosiddetta res pubblica cristiana, una struttura gerarchica a base sostanzialmente feudale

con a capo il pontefice i cui membri parte di essa sarebbero appartenuti alla religione cattolica.

Per i sostenitori di questa teoria, la res pubblica cristiana si sarebbe evoluta nella società internazionale dal 15°

e 16° secolo, ma tale evoluzione sarebbe avvenuta senza che si potessero individuare significativi momenti di

cesura con il passato.

Per questo motivo la nascita della società internazionale deve essere collocata nel 9° secolo e non nel 15º

secolo.

Terza teoria

La terza teoria si presenta con un contenuto abbastanza omogeneo con la prima teoria, ma con alcune

discrasie.

Uno dei maggiori sostenitori di questa teoria è il professor Treves.

Anche questa teoria pone come momento della nascita della società internazionale il disfacimento della res

pubblica cristiana e dalla nascita delle prime monarchie nazionali (15° e 16° secolo), ma si sofferma anche ad

evidenziare tutti quei profili che dal punto di vista qualitativo differenziano la stessa res pubblica cristiana dalla

società internazionale moderna. Tali profili riguardano diversi elementi:

A)La res pubblica cristiana era una struttura gerarchicamente ordinata con a capo il pontefice, mentre la

moderna società internazionale ha una struttura paritaria (almeno dal punto di vista formale).

B)Gli enti facenti parte della res pubblica cristiana ricevevano la legittimità dell'esercizio della potestas sul

proprio territorio dal pontefice; nella moderna società internazionale, tale legittimazione non proviene da

nessun soggetto sovraordinato.

Il potere non viene esercitato su delega di papa o imperatore, ma è esercizio autonomo di un'autorità.

Alla luce di questo profilo la res pubblica cristiana non si può più configurare come comunità di enti sovrani e

indipendenti (qual’è la società internazionale oggi), ma al più come comunità di popoli.

C)Quella della res pubblica cristiana era una società che includeva al suo interno esclusivamente popoli di

religione cattolica.

Se si volesse porre la nascita della società internazionale in questi secoli, non si potrebbero non considerare

tutti gli altri centri di potere, sorti sulle sponde del Mediterraneo di religione Islamica;

Questo elemento permette inoltre di rinnegare tutte le tesi Europa-centriche del diritto internazionale:

sicuramente colla del diritto internazionale è stata l'Europa, ma vi sono stati soggetti esercenti il potere politico

che non erano né geograficamente, né culturalmente collocabili all'interno del contesto europeo, ed è su

questo sostrato che la società internazionale sorge nel 15° e 16° secolo.

Il processo di formazione della società internazionale si connette a due elementi fondamentali:

La nascita di più enti politici indipendenti;

 Interdipendenza di questi enti di uno nei confronti dell'altro, scaturente da necessità interne ed

 esterne che tali autorità avvertono nella loro evoluzione.

In sostanza:

nel momento in cui più enti vengono ad esistenza, è necessario che si pongono gli uni in relazione con gli altri

per far fronte a proprie esigenze.

Nel porsi in relazione, questi enti tenderanno a rispettare un nucleo minimo di regole di convivenza che dunque

scaturisce dall'esistenza della società e non è preordinato ad essa.

Rapporto tra diritto e società internazionale

Relativamente al rapporto tra diritto e società internazionale, non può certamente essere sostenuta la teoria di

Russeau esposta nella sua opera “il contratto sociale”.

Secondo questa teoria, all'origine di ogni società sta un patto attraverso il quale i consociati rinunciano

all'esercizio della forza e lo affidano ad un altro soggetto sovraordinato che ha il compito di garantire la giustizia

e la convivenza civile tra loro.

Questa teoria pone dunque alla base di una società un atto volitivo dei suoi membri che rinunciano ad un proprio

potere e lo affidano a qualcun’altro.

Tale ragionamento non può essere ripetuto per la società internazionale, che non sorge con accorto tra le parti,

ma come “società naturale necessaria” (Giuliano) in cui i soggetti che sono membri di esso sono

fisiologicamente portati a relazionarsi.

E questo porsi in relazione non implica un atto volitivo in senso stretto.

Le teorie che sono in grado di spiegare l'essenza della società internazionale e le sue dinamiche sono

esclusivamente quelle che hanno un approccio spontaneistico, che vedono l'ingresso degli Stati all'interno

della società internazionale semplicemente con il giustapporsi l'uno accanto all'altro come suprema autorità di

governo, ciascuno entro il proprio ambito spaziale delimitato.

Sono dunque da rigettare le teorie volontaristiche che sostengono che il fondamento della società

 internazionale risieda in un atto di volontà operato dalle parti: queste ricostruzioni non tengono conto del

fatto che anche in presenza di un soggetto recalcitrante (contrario) nel rispetto del dir. internazionale, o

di soggetti che vogliono entrare o uscire dalla comunità internazionale, ciò non consente l'effettivo

ingresso o esclusione di un membro della comunità di Stati.

Vanno poi rinnegate le teorie che individuano il nucleo della società internazionale nella realtà cristiana

 o in quella europea: anche nel periodo in cui la società internazionale era priva del carattere

dell'universalità che oggi la connota, essa ha sempre avuto una vocazione universale, cioè una

tendenza ad includere tutti gli enti autonomi sovrani e non ad escluderli sulla base del possesso o meno

di certi requisiti.

Conseguenza immediata delle teorie spontaneistiche è che per il carattere naturale e necessario della società

internazionale non è mai necessario un atto formale di accettazione, né i membri della comunità possono

condizionare l'ingresso o l'esclusione di altri soggetti dalla comunità stessa.

Ad esempio, la condanna del Sudafrica ad opera di tutti gli altri Stati della comunità internazionale per aver

posto in essere nel proprio ordinamento un regime Aparthaid, non ha certamente comportato l'esclusione dello

Stato dalla società internazionale.

Non ha dunque senso in quest'ottica vedere nel diritto internazionale esclusivamente l'espressione della volontà

degli Stati, che neppure autonomamente possono entrare o uscire dalla comunità di Stati.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto internazionale su temi riguardanti le origini del sistema di regole che definisce i rapporti tra gli Stati. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: le diverse teorie inerenti la nascita della società internazionale, definizione del rapporto tra diritto e società internazionale, definizione delle fasi in cui si compone l'intero processo di decolonizzazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paoulagyeman di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Davì Angelo.

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