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modello multiculturale, forse senza valutarne bene le conseguenze pratiche.

RISVOLTI PRATICI DELLE PROBLEMATICHE INTERNAZIONALI PRIVATISTICHE

Forum shopping → quando una causa è transnazionale, vuol dire che ci sono più stati coinvolti. In

caso di controversia, può darsi che tutti e tre gli Stati possono attribuire giurisdizione per questa

questione al loro giudice nazionale. Dove si va a fare la causa quindi? Potrebbe essere più

conveniente andare da uno o l'altro giudice, dato che sulla base nazionale applicheranno una legge

o un'altra. Allora, l'avvocato cercherà le norme dello Stato più convenienti e di conseguenza

cercherà giudice di quello Stato.

Forum shopping è mettersi a tavolino e vedere come andrebbe a finire la causa nei diversi Stati;

bisogna valutare qual è lo Stato più lontano; se si ottiene la sentenza dello stato A poi però bisogna

farla eseguire qui, bisogna che quella sentenza venga poi riconosciuta: valutare allora se la

sentenza sarà riconosciuta in Italia. Valutare lunghezza dei processi. 2 Dicembre 2014

“DIRITTO”, “LEGGE” APPLICABILE

Legge 218/1995 serve a disciplinare ogni rapporto che non sia immediatamente interno

all'ordinamento italiano; elemento di estraneità presente. Non ci occupiamo degli aspetti

processuali, ma ci concentriamo sull'individuazione della legge applicabile.

Legge 218 rimasta fedele all'impostazione seguita sin dal 800; si utilizza il criterio della

cittadinanza, principio della nazionalità riguardo a tutte le questioni personali.

le espressioni diritto o legge applicabile sono sinonimi.

 Legge dello Stato di cui il soggetto ha la nazionalità (statualità del diritto richiamato) → se

 Stato di New York si considera quello Stato o la legge degli USA? Se cittadino scozzese si

guarda quella legge o quella del Regno Unito? Stato inteso come nel diritto internazionale.

Stato è il governo che controlla effettivamente un territorio ed è indipendente

(giuridicamente, avere cioè propria costituzione che non dipende da un'altra).

Es: un soggetto nel testamento può scegliere che la successione sia regolata dalla legge del

suo stato di residenza.

→ Problema del diritto religioso (a cui alcuni ordinamenti delegano disciplina del diritto di

famiglia, ad es): diritto cattolico o diritto islamico. Il diritto islamico ha fatto proprio il diritto

del Corano. Tendenzialmente non si può perché il richiamo è alla legge dello Stato come

soggetto di diritto internazionale. Ma se lo stato ha delegato disciplina di certi istituti a fonti

non statali, è lo Stato stesso che ci porta al diritto religioso e allora si può applicare (così

come si possono riconoscere sentenze di tribunali religiosi se è lo Stato ad aver delegato

competenza su certe discipline).

Norme di d.i.pr di origine

→ statale (il criterio di collegamento più utilizzato nel nostro ordinamento è quello della

cittadinanza). Oltre alla legge 218, vi sono però altre norme di diritto internazionale privato non di

origine statale. Norme che non usano il criterio di collegamento (rimandando quindi ad un altro

ordinamento), ma disciplinano esse stesse la materia di cui si occupano. Ad esempio, legge

sull'adozione. Norme materiali. Le norme della legge 218 sono solo strumentali (richiamano

ordinamento entro cui si trova soluzione, ma soluzione non contenuta nella legge 218).

→ convenzionale (uniforme: ci arriva dalle fonti del diritto internazionale. Invece di essere scritti in

leggi dello stato italiano, sono scritti in convenzioni/trattati a cui l'Italia aderisce e al cui rispetto è

vincolata)

→ europea (fonte di diritto internazionale uniforme)

Se le regole vengono poste uguali per tutti dal diritto internazionale, il forum shopping perde di

significato.

Convenzioni di diritto materiale uniforme

 Convenzione di Ginevra 19 marzo 1931 recante la legge uniforme sugli assegni.

Tutti gli Stati ratificanti devono rispettarla. Se c'è una legge e un trattato sulla stessa

materia, prevale il trattato che sostituisce le norme interne. Qui, una volta entrata in vigore

questa convenzione sugli assegni, le regole che vi erano in tutti gli Stati sugli assegni sono

state sostituite da queste nuove. Convenzione che riguarda tutti gli assegni. Sostituzione

totale delle norme interne.

 Convenzione di Vienna dell'11 aprile 1980 sui contratti di vendita internazionale di merci.

Norme che non si sostituiscono interamente a quelle sulla vendita contenute nei codici civili

nazionali, ma li integrano solo in riferimento a specifici contratti.

 Convenzione di New York del 23 novembre 2005 sull'uso di comunicazioni elettroniche nei

contratti internazionali

Convenzioni di diritto internazionale privato uniforme

 Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale

e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (aveva lo scopo di facilitare la

circolazione delle sentenze nell'ambito della Comunità).

 Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni

contrattuali

 Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 relativa alla competenza delle autorità e alla legge

applicabile in materia di protezione dei minori. Si occupa sia di giurisdizione (quale giudice),

di legge applicabile (quale legge il giudice applica) e di riconoscimento della sentenza in

altri stati contraenti.

Atti adottati nell'ambito di organizzazioni internazionali

 Conferenza dell'Aja di d.i.pr

 CIEC

 UNIDROIT (compito di unificare il diritto)

La c.d. comunitarizzazione del d.i.pr: gli artt 61 e 65 CE (oggi art 81 TFUE).

La comunità emana dei regolamenti, atti direttamente applicabili che quindi non necessitano

dell'adattamento.

D.I.PR. EUROPEO

- Bruxelles II bis

- procedure di insolvenza (1346/2000)

- …

- competenza giurisdizionale, riconoscimento e esecuzione delle decisioni in materia civile e

commerciale (44/2001 Bruxelles I). Trasposizione della convenzione del 1968. Modificato nel 2012,

entrerà in vigore nel 2015, Bruxelles I bis.

- competenza fra autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore della assunzione delle prove in

materia civile e commerciale

- istituzione di un atlante giudiziario europeo in materia civile, accessibile via internet (2002)

- istituzione del titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati (805/2004)

- istituzione del procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento- istituzione di un

procedimento europeo per le controversie di modeste entità (861/2007)

.. Aspetti processuali

- sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali (Roma II, 864/2007)

- sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I, 593/2008).

- sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni, e la

cooperazione in materia di obbligazioni alimentari (4/2009)

- sulla legge applicabile al divorzio e alla separazione personale (1295/2010)

- sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione delle decisioni,

sull'accettazione e l'esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni, e sulla creazione di un

certificato successorio europeo (2012)

→ Libro verde su rapporti patrimoniali dei coniugi (2006): proposte regolamento 2011 (coniugi e

partner registrati). Sono sempre più frequenti però delle forme alternative di convivenza registrate

di fronte ad autorità pubblica (non si parla di unioni di fatto). Forme atipiche non matrimoniali di

convivenza, ma formalizzate.

È in corso un processo di unificazione del d.i.pr a livello europeo sia per le controversie

intracomunitarie che per quelle che presentano elementi di estraneità rispetto alla

Comunità/Unione medesima.

Una significativa manifestazione di intento della Comunità/Unione europea di “sostituirsi” agli Stati

membri nel settore del d.i.pr va ravvisata nella adesione della Comunità alla Conferenza dell'Aja di

d.i.pr. (2007) Dal 2000 la Comunità ha assunto competenza di diritto internazionale privato, la

maggior parte riguarda aspetti processuali, ma rilevano anche altri aspetti (ad es Roma I o II)

La rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale: sito 3 Dicembre 2014

D.I.PR COMUNE E D.I.PR UNIFORME

Interferenza di provvedimenti di altre organizzazioni internazionali (es. risoluzioni ONU di

interruzione delle relazioni commerciali con uno Stato).

Esempio: Governo iraqueno e Fincantieri di Genova, contratto di appalto, costruzione 5 navi da

guerra. Contratto internazionale di vendita di merci. L'Iraq ha invaso il Kuwait, risoluzione del

Consiglio di Sicurezza di applicare embargo nei confronti dell'Iraq, adattamento della norma

nell'ordinamento italiano. Fincantieri comunica al governo iraqueno di non poter più consegnare le

navi; il governo fa causa a Fincantieri al tribunale di Genova per inadempimento contrattuale.

Viene data ragione a Fincantieri dal momento che consegnare le navi vorrebbe dire violare norma

interna, ma anche e soprattutto una norma internazionale, l'Italia sarebbe stata passibile di

sanzione.

Organizzazioni internazionali entrano proprio nella prassi commerciale dei privati.

ADATTAMENTO

Adattamento del diritto italiano a (1) convenzioni internazionali e (2) diritto europeo (regolamenti

e direttive)

I regolamenti comunitari sono da sempre direttamente applicabili nel nostro ordinamento. Non

necessitano di adattamento. Decenni fa il nostro legislatore trasponeva sempre i regolamenti

attraverso leggi ordinarie, ma il problema era il coordinamento con altre norme, una norma

successiva prevaleva, mentre i regolamenti sono sempre una fonte superiore alla legge ordinaria.

Le direttive, non essendo complete, devono essere integrate e necessitano di adattamento in

forma ordinaria.

- Convenzioni internazionali: art 2.1 L 218/1995 “Le disposizioni della presente legge non

pregiudicano l'applicazione delle convenzioni internazionali in vigore per l'Italia”.

Ci sono grandi errori nella giurisprudenza oggi. A volte applica i trattati come motivazioni

aggiuntive al diritto italiano, a volte applica trattati non più in vigore oppure non ratificati

dall'Italia.

- art 117 Cost “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle regioni nel rispetto dei vincoli

derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”.

Le convenzioni in vigore per l'Italia

 www.giustizia.it

 www.esteri.it

 www.coe.int

 www.europa.eu

→ La specialità delle convenzioni internazionali

→ La primauté del diritto europeo

Art 2.2 L 218/1995 “Nell'interpretazione di tali convenzioni di d.i.pr si terrà conto del loro carattere

internazionale e dell'esigenza della loro applicazione uniforme”. Una norma dev'essere

interpretata secondo i criteri interpretativi dell'ordinamento a cui appartiene. Se lo scopo della

convenzione è dare le stesse regole a tutti gli Stati, è chiaro che è necessario interpretare le parole

allo stesso modo, dare interpretazione uniforme. (→ legato al problema della qualificazione)

I criteri interpretativi internazionali si trovano negli artt 31-33 della Convenzione di Vienna del

1969 sul diritto dei trattati. L'interpretazione è di tipo oggettivo, solo se non è sufficiente allora

come mezzo sussidiario si può ricorrere all'interpretazione soggettiva, ricostruire volontà delle

parti (si va a guardare i lavori preparatori). Se il testo di un trattato è poco chiaro, non è casuale. È

perché gli Stati non hanno trovato un accordo, norma oscura frutto di compromesso, perciò

andando a vedere i lavori preparatori non si trova niente.

I criteri interpretativi europei: art 267 TFUE, la competenza della Corte di Giustizia a pronunciarsi

in via pregiudiziale. Spesso vi è elenco di definizioni; se vi è un dubbio di interpretazioni, il giudice

che deve pronunciarsi può sospendere procedimento e chiedere in via pregiudiziale

l'interpretazione della Corte di Giustizia. Interpretazione che non vale solo per quello specifico

caso, ma vale per tutti gli Stati membri della Comunità. Interpretazione autentica, vincolante, data

dall'organo comunitario.

- L'interpretazione sistematica delle convenzioni internazionali

- L'effetto trascinante delle convenzioni internazionali

L'appropriazione (nazionalizzazione) da parte del legislatore italiano di (1) singole regole

internazionali (art 3.2. L 218/1995) o (2) intere convenzioni.

Applica parte della norma anche a soggetti a cui non sarebbe applicabile, ad esempio. Si appropria

anche di intere convenzioni applicandole a situazioni a cui le convenzioni non vogliono essere

applicate.

(domanda frequente all'esame sull'incorporazione delle convenzioni!)

L'applicazione di specifiche convenzioni “in ogni caso” ossia

 oltre il loro ambito soggettivo (art 42 e 59 L 218/1995), cioè erga omnes

 o oggettivo (artt 45 e 47 L 218/1995)

(1) Ambito soggettivo. Es art 42 legge 218

“La protezione dei minori è in ogni caso regolata dalla convenzione dell'aja del 1961 sulla

competenza delle autorità e sulla legge applicabile in materia di protezione di minori.

Le disposizioni della convenzione si applicano anche alle persone considerate minori soltanto dalla

loro legge nazionale, nonché alle persone la cui residenza abituale non si trova in uno degli Stati

contraenti” → la legge nazionale estende l'ambito soggettivo di applicazione della convenzione (sia

per quanto riguarda la qualità di minore sia la residenza). Applica la convenzione a soggetti a cui la

convenzione non vorrebbe applicarsi.

Art 13 conv.Aja: La presente convenzione si applica a tutti i minori che hanno la loro residenza

abituale in uno degli stati contraenti..”

Art 59 sui titoli di credito, sulle cambiali e sugli assegni.

(2) Ambito oggettivo

Art 57. “Le obbligazioni contrattuali sono in ogni caso regolate dalla Convenzione di Roma del 1980

sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali”. Servivano 8 ratifiche, ne erano arrivate solo 7.

Al legislatore tedesco serviva questa riforma. Convenzione non in vigore, il legislatore tedesco

prende il contenuto delle norme e lo inserisce in norme interne. Entrerà in vigore nel 1991. Nella

prima stesura della legge il legislatore italiano fa come quello tedesco; quando la convenzione

entra in vigore nel 1991, la legge italiana non è ancora uscita (esce nel 1995). Allora, la

commissione ministeriale toglie articoli che ricalcavano norme della convenzione e ha messo una

norma (art 57) che dichiara in ogni caso applicabile la convenzione di Roma sulle obbligazioni

contrattuali. La convenzione si applica sì ai contratti, ma ne esclude alcune dal suo ambito di

applicazione (ad es. contratti di assicurazioni per copertura di rischi localizzati negli stati membri; i

singoli legislatori in quella materia dovevano applicare altra legge).

Il legislatore italiano vuole applicare la convenzione a qualunque contratto. Estensione dell'ambito

oggettivo, ad una materia esclusa. No estensione soggettiva perché la convenzione è già

applicabile erga omnes.

(→ qual è la legge applicabile ai contratti? È quella indicata dall'art 57 (obbligazioni contrattuali),

in sé l'articolo non regola niente. La legge applicabile secondo l'art 57 è la Convenzione di Roma,

ma non si applica ai contratti di assicurazione; allora in quei caso cosa si applica? La convenzione di

Roma come trattato internazionale ha un suo ambito di applicazione; ci sono materie escluse. Su

queste materie escluse, ogni legislatore può fare come vuole. Il legislatore italiano ha deciso di

applicare a quelle situazioni le regole della Convenzione.

Art 45 Obbligazioni alimentari nella famiglia sono in ogni caso regolate dalla Convenzione dell'Aja

del 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari. La convenzione dell'Aja è già erga

omnes, perciò non si capisce l'intenzione del legislatore, la convenzione è già completa, non ha

delle esclusioni. Nel disegno di legge si specifica che viene esteso l'ambito oggettivo, ma appunto

la convenzione è completa, non esclude nessuna ipotesi.

NAZIONALIZZAZIONE DEI REGOLAMENTI EUROPEI?

Convenzione di Bruxelles e di Roma non ci sono più, ora vi sono regolamenti Bruxelles I e Roma I. Il

richiamo che viene fatto si interpreta verso convenzioni o regolamenti?

Come dice il manuale, oggi il richiamo si deve intendere come fatto al regolamento (prof Campiglio

e Mosconi)

Pronuncia della Cassazione con riguardo al regolamento Bruxelles I. Per Regolamento Roma I non

vi sono pronunce. Il regolamento di Roma I prevede: “Il presente regolamento sostituisce la

convenzione di Roma negli Stati membri e nella misura in cui il presente regolamento sostituisce le

disposizioni della Convenzione di Roma, ogni riferimento a tale convenzione si intende fatto al

presente regolamento”. La dottrina è spaccata (richiamo in ogni caso al regolamento Roma I; altri

regolamento nel suo ambito di applicazioni e per le materie escluse sopravvive convenzione di

Roma), la giurisprudenza non si è pronunciata. 10 Dicembre 2014

QUESTIONI GENERALI DI D.I.PR

Norme di d.i.pr → le regole di funzionamento: artt 13-19 L 218/1995 (quando erano in vigore solo

le preleggi, non vi erano molte norme di funzionamento, si disciplinavano solo pochi aspetti).

Titolo III, diritto applicabile; Capo I, disposizioni generali. Articoli che possono aiutare a

comprendere anche atti comunitari o internazionali, quando sono privi di norme di

funzionamento. Di solito, prevedono alcune norme di carattere generale, mentre altre sono

prevalentemente assenti (1. problema della conoscenza del diritto straniero, data per presupposta

e mai disciplinata a livello internazionale, mentre il nostro legislatore disciplina questo aspetto

all'art 14. 2: altro problema: cosa succede quando norma straniera richiamata non può essere

applicata perché in contrasto con il limite dell'ordine pubblico, il diritto internazionale non dice

quale applicare, il nostro legislatore disciplina questo aspetto all'art 16).

Vi sono però problemi che nemmeno il nostro legislatore ha affrontato e codificato.

 I principi ispiratori delle norme di diritto processuale civile internazionale

1. esistenza della giurisdizione del giudice italiano in controversie con caratteri di estraneità

→ collegamento tra situazione da giudicare o ordinamento italiano.

2. Condizioni che una sentenza straniera deve avere per essere eseguita in Italia → le

condizioni richieste riguardano la correttezza del procedimento che ha portato alla

sentenza, parametri di regolarità del processo straniero. La sentenza ove riconosciuta in

Italia non deve produrre effetti contrari ai nostri principi fondamentali

 I principi ispiratori delle norme di conflitto

Due soluzioni estreme: (1) per le questioni non totalmente interne, si creino norme ad hoc, norme

materiali che disciplina non queste situazioni (ad es. norme sull'adozione internazionale, 184/1993

riformata 2001, da art 37 detta regole sull'adozione internazionale. Situazioni non interne per cui il

legislatore dà disciplina ad hoc). (2) Soluzione contraria: se una causa viene portata in Italia, anche

se ha caratteri di estraneità, si applica diritto italiano, il diritto del foro.

Prima soluzione valorizza molto carattere di internazionalità, tanto da dedicare norme ad hoc. La

seconda non valorizza affatto quel carattere e sottopone queste questioni al diritto italiano, come

fossero questioni interne. Si trascura completamente il carattere internazionale. Situazioni

equiparate al diritto interno.

→ Il legislatore italiano in parte ha deciso che servono norme ad hoc. Entrambe le soluzioni si

collocano nell'ordinamento italiano: in un caso, adotta soluzione italiana, o detta norme ad hoc

oppure sottopone questioni al diritto italiano comune. In un altro, legislatore mescola questi

sistemi (applicazione diritto italiano, norme ad hoc e norme di internazionale privato), il sistema

principale è quello per coordinamenti stranieri.

 Norme italiane di d.i.pr materiale

 Norme di applicazione necessaria. (Art 17: è fatta salva al prevalenza delle norme italiane

che, in considerazione del loro oggetto e scopo, debbono essere applicate nonostante il

richiamo alla legge straniere. ) completare con slide

COORDINAMENTO TRA I VARI ORDINAMENTI GIURIDICI

I vari metodi di coordinamento

 la localizzazione spaziale: il legislatore in astratto, a priori, decide che di solito una certa

questione deve essere localizzata in un certo ordinamento. (Mancini, padre d.i.pr, diceva

che questioni di statuto personale vanno regolate dallo stato nazionale del soggetto,

questione localizzata nello stato di appartenenza. Si ritiene che il soggetto sia propenso a

vivere questioni personali comunque in riferimento all'ordinamento suo di origine.

Se però una donna italiana si trasferisce in Australia, abbia dei figli lì e gli trasmette

cittadinanza italiana. Ma in concreto i figli sono davvero così collegati all'Italia? Il legislatore

ha preso questa decisione in astratto.)

 Il principio di prossimità: cercare l'ordinamento che per una certa questione è più vicino.

Decisione che si adatta al singolo caso concreto. Si va a vedere quale ordinamento è più

collegato alla situazione nel singolo caso. Situazioni analoghe potrebbero quindi essere

sottoposte a ordinamenti diversi.

 Considerazioni materiali: il legislatore ha in mente una disciplina materiale, un risultato

concreto che emerge dalla norma.

 Mutuo riconoscimento: metodo di origine comunitaria che va a ricercare la soluzione dello

stato di origine e la riconosce. (principio che nasce per tutt'altra origine. Laurea presa in

Francia, riconosciuta in Italia. Mutuo riconoscimento dei titoli di studio)

Consideriamo i primi tre.

I metodi di coordinamento “miscelati” nella legge 218/1995. Alcuni esempi.

 Art 23: la capacità di agire delle persone fisiche è regolata dalla loro legge nazionale..

Metodo di localizzazione spaziale (metodo tipico e più frequente. Successioni, rapporti

personali tra coniugi, stato di figlio, le donazioni, le obbligazioni da fatto illecito)

 art 65 e art 29 coordinamento degli ordinamenti in base al principio di prossimità. Principio

molto presente in cui il giudice ha un forte ruolo creativo e attivo. Non è il caso dell'Italia,

dove il giudice è un mero esecutore della legge scritta. (art 29 → Rapporti personali tra

coniugi regolati da cittadinanza comune. Se hanno cittadinanze diverse o più cittadinanze

comuni, sono regolati dalla legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale è

prevalentemente localizzata. Il giudice deve quindi guardare nel caso concreto in quale

stato abbiano rapporto più stretto)

 art 28 e art 35. Metodo delle considerazioni materiali, il legislatore non è indifferente al

risultato, ma ha in mente ciò che vuole raggiungere. (art 28, forma del matrimonio: “Il

matrimonio è valido quanto alla forma se è considerato tale dalla legge del luogo di

celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi o dalla legge dello Stato di

comune residenza”. Il legislatore è favorevole a salvare il matrimonio per questioni di

forma; cercare di valutare valido il matrimonio, fare in modo che lo sia almeno per una di

quelle leggi. Principio del favor negotii. In questa norma, sono presenti più criteri di

collegamento: luogo di celebrazione, cittadinanza e residenza comune. Criteri che

potrebbero portare a più di sole tre leggi (se vi sono due cittadinanze differenti, luogo di

celebrazione multiplo), a più leggi applicabili. Concorso di criteri di collegamento, concorso

alternativo. Il giudice quale legge applica? Bisogna guardare tutti e tre i criteri e si applica

quello che considera valido il matrimonio. Legge del luogo di celebrazione (se prevede due

testimoni e ce n'era uno, sarebbe nullo), legge della comune residenza (basta un testimone,

allora matrimonio valido, si applica questo). Il legislatore ha in mente il risultato della

validità formale del matrimonio. Importanza sociale delle modalità di celebrazione. Ma se

un matrimonio dev'essere considerato invalido, che si faccia per motivi seri e concreti, non

formali. Al contrario, chi vuole far valere l'invalidità, deve dimostrare che per nessuna di

quelle leggi previste il matrimonio è valido.

Art 35: “Le condizioni per il riconoscimento del figlio naturale sono regolate dalla legge nazionale

del figlio o, se più favorevole, dalla legge nazionale del soggetto che fa il riconoscimento”. Principio

del favor negotii. Nel singolo caso concreto può non essere in favore della parte, ma il legislatore

ha in mente degli istituti che vuole salvare. (è chiaro che nel caso concreto uno preferirebbe essere

figlio di nessuno piuttosto che di un terrorista internazionale ricercato, ma non è a questo che

guarda il legislatore). Art 35 non riguarda la forma, ma la sostanza. Metodo delle considerazioni

materiali utilizzato di solito in questioni formali. Per la sostanza, sono solo due le norme che

prevedono concorso di questo tipo: una in materia di obbligazioni fra coniugi e questa sul

riconoscimento del figlio.

→ Giustizia di d.i.pr a livello nazionale. Il legislatore si preoccupa di trovare l'ordinamento più

“giusto” cercando giustizia internazionale, ma non considerando giustizia materiale. Valutazione in

astratto, giustizia di diritto internazionale privato, cercare ordinamento più idoneo a disciplinare la

situazione, anche se nel concreto non è quello più giusto.

→ Stessa cosa vale per le norme di d.i.pr contenute nel diritto internazionale e comunitario.

Trovare soluzioni per raggiungere armonia internazionale delle soluzioni; soluzioni condivisibili da

parte di tanti Stati. Norme comuni.

Armonia internazionale

 il valore dell'armonia internazionale delle soluzioni

 I diversi valori della (1) prevedibilità delle soluzioni, (2) protezione della parte debole (es. i

minori), (3) uguaglianza

 Relatività dell'armonia internazionale delle soluzioni

 Il contro-valore dell'armonia interna delle soluzioni (problema di coerenza con

l'ordinamento delle soluzioni internazionali, problemi di contrasto con principi

fondamentali dell'ordinamento, limite dell'ordine pubblico posto a garanzia dell'armonia

interna)

→ Eccezione dell'ordina pubblico (art 16)

→ Richiamo della legge italiana (art 26: la promessa di matrimonio e le conseguenze della sua

violazione sono regolate dalla legge nazionale comune dei nubendi o, in mancanza, dalla legge

italiana.)

→ Norme autolimitate

→ Norme di applicazione necessaria (art 17, è fatta salva la prevalenza delle norme italiane che, in

considerazione del loro oggetto e scopo, debbono essere applicate)

Armonia internazionale e armonia interna.

Il delicato ruolo del giudice. (Quando l'ordinamento si deve chiudere? Problema riguarda

soprattutto il limite dell'ordine pubblico. Ad esempio, matrimonio a tempo in Italia non sarebbe

ammesso, norma che non verrebbe applicata, contraria ad ordine pubblico. Altre norme

problematiche sono ad esempio quelle che prevedono una quota legittima per le successioni).

Applicabilità d'ufficio delle norme di conflitto

 Norme di conflitto cogenti (principio iuta novit curia. Le norme della legge 218 devono

essere applicate di ufficio, salvo ipotesi)

 Norme di conflitto facoltative (Art 62, prima parte norma cogente, seconda facoltativa)

Legittimità costituzionale delle norme di conflitto

 Presunta natura strumentale e neutrale delle norme di conflitto (non c'è disciplina

materiale, dice solo quale legge applicare, poi di fatto la disciplina della situazione

dipenderà dall'ordinamento straniero. Natura neutrale della norma. Come fa ad essere

contraria alla costituzione?)

 Corte Cost. 1987 n'71, 477, 254. Quando il legislatore fa una norma di conflitto, di d.i.pr ha

in mente le scelte del suo ordinamento, il suo diritto materiale e sulla base di questo

costruisce la norma di conflitto. Art 18 preleggi (norma creata nel 42, quando concezione

patriarcale della famiglia), art 20 preleggi (I rapporti tra genitori e figli sono regolati dalla

legge nazionale del padre, ovvero da quella della madre se solo maternità è accertata. Poi

con la riforma del '75, cambia concezione della famiglia, coniugi con stessi diritti e stessi

doveri. Era chiara subito la discriminazione però, allora la Corte Cost ha dichiarato

parzialmente illegittimi alla luce dell'art 3 e 29 Cost gli artt 18 e 20 nella misura in cui

riconoscevano una posizione preminente del marito e del padre in seno alla famiglia. Le

norme devono essere coerenti con l'ordinamento.)

LA QUALIFICAZIONE

Problema tipico delle norme.

DEF: per qualificazione deve intendersi l'attività interpretativa volta ad accertare la giurisdizione ed

ad individuare quale norme di conflitto sia applicabile nel caso concreto.

(ad es. due soggetti che hanno fatto dichiarazione di partenariato all'ufficio dello stato civile, in

Italia dove si colloca questa situazione? Non nel matrimonio)

Problema di individuazione dell'ordinamento da cui dobbiamo desumere criteri interpretativi.

 Si tratta di determinare il significato delle formule giuridiche impiegate dalla norma di d.i.pr

al fine di “sussumervi” la fattispecie concreta.

 I canoni interpretativi vanno desunti dall'ordinamento al quale appartiene la norma di d.i.pr

in oggetto (lex fori)

(→ qual è l'istituto più vicino alla partnership registrata? Il matrimonio, l'associazione, problema di

obbligazioni extracontrattuale? Problema di interpretazione. Minata la certezza del diritto, a

seconda dell'interprete cambia la concezione e la lettura della norma.)

Altre possibili soluzioni:

 qualificazione secondo la lex causae

 qualificazione sulla base della comparazione giuridica

La qualificazione va effettuata alla luce della domanda giudiziale e in maniera elastica.

La qualificazione secondo la lex fori può compromettere l'armonia internazionale delle soluzioni,

anche in presenza di norme di d.i.pr identiche. Caso Bartholo, corte d'appello di Algeri (1889) vinto

da Bartin.

 Due cittadini di malta si sposano a malta

 il marito diventa di cittadinanza algerina (Francia)

 il marito muore e la moglie chiede beni del defunto

 tanto il d.i.pr di Malta che quello di Algeri sottopongono le successioni alla legge nazionale

del marito al momento della morte e i rapporti patrimoniali tra coniugi alla legge nazionale

comune ai coniugi al tempo delle nozze

 per l'ordinamento di Malta quella della vedova è una pretesa successoria.

 Per l'ordinamento di Algeri la pretesa della vedova attiene ai rapporti patrimoniali tra

coniugi

Per l'ordinamento maltese è applicabile la legge algerina, per l'ordinamento algerino è applicabile

legge maltese.

Caso che dimostra che ordinamenti con norme di conflitto identiche possono richiamare leggi

diverse, ove le norme di conflitto siano interpretate lege fori, ossia in modo diverso.

→ L'armonia internazionale delle soluzioni può essere garantita solo da norme di d.i.pr di origine

internazionale (convenzionale o comunitaria) soggette a interpretazione uniforme (cd.

Interpretazione autonoma).

Eccezionale rinuncia all'interpretazione uniforme di norme di d.i.pr di origine internazionale.

 Rimando alla lex fori (art 59 regolamento 44/2001)

 rimando al d.i.pr della lex fori (art art 22 regolamento 44/2001)

 Interpretazione autonoma (esempio: la nozione di residenza abituale nei regolamenti

Bruxelles II bis, Roma I, Roma II. Definizione però incompleta, residenza abituale di una

società o di un professionista, ma definizione limitata. La giurisprudenza comunitaria in

tema di interpretazione autonoma).

Il criterio di collegamento della cittadinanza 15 Dicembre 2014

QUALIFICAZIONE DEI CRITERI DI COLLEGAMENTO

Analizziamo la seconda parte della norma di d.i.pr, il criterio di collegamento.

Nel nostro ordinamento, si utilizza per lo più il criterio di collegamento della cittadinanza.

 Idoneità della qualificazione secondo la lex fori (la cittadinanza è il tipico status che dipende

dal diritto pubblico di ciascun ordinamento. Uno Stato non può intromettersi nella materia

di cittadinanza di un altro. Massima espressione del legame tra un soggetto e uno Stato,

materia che rientra nella competenza interna di uno Stato, perciò non ci sono norme di

d.i.pr che se ne occupano). Quindi chiaramente la cittadinanza non può essere interpretata

secondo la lex fori

 necessità di qualificare secondo la lex causae

I criteri sussidiari nei casi dell'apolide o del rifugiato: domicilio o residenza (concetti che

 vanno interpretati secondo il diritto italiano. Contenuti nell'art 19.1 della legge 218)

I criteri di “prevalenza” di una cittadinanza per i pluricittadini (art 19.2 legge 218)

 - in presenza di più cittadinanze, in caso di protezione diplomatica, prevale quella

effettiva, quella dello Stato con cui ha legame più stretto. Art 19.2, finale, “se tra le

cittadinanze vi è quella italiana, questa prevale”. Spiegazioni: beh, se un soggetto è

italo-straniero, non è proprio straniero, dato che è anche italiano. Può darsi però che

non abbia nessun rapporto effettivo con l'Italia, avendo cittadinanza solo perché

trasmessa dalla famiglia, considerato lo stesso italiano, e probabilmente francese

dalla Francia. Problema di certezza del diritto. Problema della legittimità

internazionale di questa frase, anche alla luce del diritto comunitario. Sentenza del

2003 della Corte di Giustizia, caso Garcia Avello, dà principio che dovrebbe valere

per tutti.

CASO GARCIA AVELLO → spagnolo, moglie belga, risiedono in Belgio. Due figli che

assumono doppia cittadinanza, spagnola e belga. I figli vengono registrati con il

cognome del padre, in conformità al diritto belga. (in Spagna si acquisisce anche

cognome materno)

I genitori chiedono di rettificare l'atto di nascita, aggiungendo il cognome della

madre (Garcia Weber) in conformità al diritto spagnolo. Quindi, qual è diritto

applicabile?

- la domanda di rettifica viene respinta. Per d.i.pr belga lo stato personale è regolato

dalla legge nazionale e, ove presente, prevale la cittadinanza belga.

- I genitori fanno ricorso. La corte di giustizia ravvisa una discriminazione in base alla

doppia cittadinanza

- criteri di prevalenza di una cittadinanza per pluricittadini (art 19.2), prevalenza

cittadinanza effettiva. (il Belgio ha modificato questa disciplina. Il problema però si

pone per l'Italia, per cui vige lo stesso principio di prevalenza. Difficoltà di applicare

art 19, violerebbe un principio comunitario. Alcuni giudici infatti, violano la norma

interna richiamando la norma comunitaria; oltre a questi, però, vi sono molti giudici

che non conoscono la sentenza Garcia Avello e applicano l'art 19)

- difficoltà di applicazione dell'art 19 nelle ipotesi di richiamo della legge nazionale

comune di più soggetto. Qual è la legge comune di un italo francese? ESEMPIO →

marito italo francese e moglie francese (Trib Venezia 1996 applica la legge francese;

non c'era ancora sentenza Garcia Avello, quindi no ragionamento di conformità al

diritto comunitario. Il criterio di collegamento è la cittadinanza comune, in questo

caso per far funzionare la norma si applica legge francese, l'italo francese

considerato francese, anche se per diritto italiano sarebbe italiano. Dal punto di

vista del diritto stretto, sarebbe una norma scorretta, ma lo scopo era quello di far

funzionare la norma) IL C.D. RINVIO

Problema: oggetto del richiamo ad opera della norme di conflitto: diritto materiale straniero o


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti delle lezioni del corso di Diritto internazionale, tenuto dalla professoressa Cristina Campiglio. Parte finale del corso sul diritto internazionale privato.
Principali argomenti trattati: cos'è il diritto internazionale privato, nozioni generali, fonti, sistema italiano di derivazione manciniana, legge applicabile, d.i.pr comune e uniforme, legge 218/1995, coordinamento tra i vari ordinamenti giuridici, la qualificazione, il rinvio; funzione e natura dell'ordine pubblico; le norme di applicazione necessaria.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (a ciclo unico)
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Hélène18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Campiglio Cristina.

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