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Diritto internazionale Lang (Seconda Parziale) Appunti scolastici Premium

Questi appunti sono utili per il secondo parziale di diritto internazionale e dell'unione europea e sono stati ricavati da studio autonomo alle lezioni.

Gli argomenti trattati sono:
La violazione del diritto internazionale e le sue conseguenze.
L’applicazione delle norme internazionali all’interno degli ordinamenti statali ed il rapporto con le fonti di diritto interno. Vedi di più

Esame di Diritto internazionale e dell'Unione Europea docente Prof. A. Lang

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stato. (Es: art 10 costituzione adotta un procedimento

speciale di adattamento a tutte le norme di diritto generale e

quindi norme consuetudinarie).

Procedimento di gran lunga preferibile perchè l'interprete

davanti ad una norma riformulata da procedura ordinaria si

trova davanti ad una norma interna e non ha altra scelta se

non quella di applicarla. Questo anche nel caso vi sia stato

un errore di interpretazione nel riscriverla, o anche se essa

si fosse estinta.

Una volta introdotte nell'ordinamento interno, le norme

internazionali sono fonti di diritti ed obblighi per gli organi

statali e per tutti i soggetti pubblici e privati che operano

all'interno dello stato, al pari di una qualsiasi norma di

origine nazionale.

Importante distinzione tra:

- Norme non self-executing: tre casi ben precisi che vanno

accertati con i normali criteri di interpretazione

1) una norma attribuisce semplici facoltà agli stati

2) una norma, pur imponendo obblighi, non può ricevere

esecuzione in quanto on esistono gli organi o le procedure

interne indispensabili per la sua applicazione

3) quando l'applicazione comporta particolari adempimenti a

carattere costituzionale.

A volte gli stati per scopi politici ossia per non applicare una

norma indesiderata hanno utilizzato questa distinzione.

Nemmeno le clausole di esecuzione sono impedimenti alla

diretta applicabilità di un trattato.

Le norme internazionali sono utilizzabili all'interno dello stato

entro i limiti in cui si verficia in concreto la fattispecie astratta

da esse prevista. Soprattutto il procedimento di rinvio

comporta una esatta determinazione dei limiti entro cui la

norma vuole essere applicata e quindi dell'interpretazione

della medesima.

Può darsi infine che un accordo internazionale di cui sia

stato dato l'ordine di esecuzione, contenha disposizioni

vantaggiose per uno statoe straneo all'accordo o per i suoi

cittadini. Le disposizioni di esso possono essere invocate ad

es in Italia dallo stato interessato nonostante l'impegno sia

stato assunto nei confronti di un altro stato. Si tratta infatti in

questo caso di applicare una norma internazionale divenuta

norma interna in quanto invocabile innanzi agli organi italiani

e tra soggetti che operano nell'ambito dell'ordinamento

italiano.

Occorre infine stabilire il rango che assumono le norme

internazionali nell'ordinamento interno. Se a procedere

all'adattamento è il costituente, allora avranno rango

costituzionale; se è il legislatore ordinario avranno rango di

legge ordinaria e così via. (diverso per i trattati vedi dopo)

39. L'ADATTAMENTO AL DIRITTO INTERNAZIONALE

CONSUETUDINARIO

L'adattamento al diritto internazionale generale avviene in

Italia a livello costituzionale. Ad esso provvede infatti l'art. 10

della Costituzione secondo cui "l'ordinamento giuridico

italiano si conforma alle norme del diritto internazionale

generalmente conosciute".

l'art. 10 prevede un procedimento di adattamento speciale o

mediante rinvio. E' l'interprete dunque che deve risolvere

tutti i problemi relativi all'esistenza e al contenuto delle

norme generali internazionali. Ad esso infatti spetta in primo

luogo stabilire quali siano le norme internazionali generali,

tale indagine non è semplice.

Quale risulta essere dunque il rango assunto dal diritto

internazionale generale così introdotto nel sistema delle

gerarchie delle fonti italiane? Essendo l'adattamento alle

norme internazionali generali previsto dalla costituzione, tali

norme si trovano ad un livello superiore rispetto ad una

norma ordinaria. Una legge ordinaria contraria al diritto

internazionale consuetudinario violerà quindi l'art. 10 della

Costituzione e risulterà essere costituzionalmente illegittima

e annullata dalla corte costituzionale.

L'art. 10 della costituzione tende ad escludere che il diritto

consuetudinario sia subordinato al diritto costituzionale. In

realtà all'interno di esso, se interpetato sistematicamente, è

contenuta una clausola implicita di salvaguardia dei valori

fondamentali che ispirano la nostra costituzione. Una norma

internazionale che superi siffatto limite non può ritenersi

richiamata dall'articolo 10 e resterà dunque inoperante

all'interno dello stato.

Un esempio di norma di adattamento al diritto internazionale

consuetudinario può essere considerata quella prevista

dall'articolo 11 della Costituzione: "l'Italia ripudia la guerra

come strumento di offesa alla libertà degli altri popolie come

mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Il

diritto internazionale consuetudinario prevede il divieto

delll'uso della forza. E' ovvio che con una simile

formulazione la norma fa salva la guerra di difesa, in modo

conforme al diritto internazionale generale.

40. L'ADATTAMENTO AI TRATTATI E ALLE FONTI

DERIVATE DAI TRATTATI

In italia l'adattamento alle norme pattizie internazionali

avviene normalmente con un atto ad hoc per ogni singolo

trattato. Tale atto è l'ordine di esecuzione, il quale è un

procedimento speciale o di rinvio. Esso dsi limita quindi ad

esprimere la volontà che il trattato sia eseguito ed applicato

all'interno dello stato, senza riformularne le norme ma

rimettendo all'interpete interno la ricostruzione e

l'interpretazione delle medesime.

L'ordine di esecuzione è di solito dato con legge ordinaria

che di solito contiene la formula "piena ed intera

esecuzione". In tal modo l'ordine di esecuzionepuò

precedere l'entrata in vigore dell'accordo, che può avvenire

al momento dello scambio delle ratifiche o del deposito di un

certo numero di ratifiche.

In mancanza dell'ordine di esecuzione, il trattato non ha

valore per l'ordinamento interno. A fini interpretativi può

essere ance utilizzato un trattato internazionale la cui ratifica

sia stata autorizzata dal Parlamento ma che non sia entrato

in vigore o non sia entrato in vigore per l'italia.

Occorre ora passare al problema del rango delle norme

convenzionali introdotte nell'ordinamento italiano tramite

l'ordine di esecuzione. Con una legge Costituzionale si è

rinnovata la materia dell'art. 117, stabilendo che la

legislazione statale deve esercitarsi "nel rispetto dei vincoli

internazionali", sancendo così una preminenza degli

obblighi internazionali e quindi anche degli obblighi derivanti

da trattati, sulla legge ordinaria.

Data la prevalenza degli obblighi internazionali sancita

dall'art 117, deve ritenersi che sia viziata da illegittimità

costituzionale e che possa essere annullata dalla Corte

costituzionale, la legge ordinaria che non rispetti i vincoli

derivanti da un trattato.

La prevalenza del trattato è stata anche assicurata, sempre

sul piano interpretativo, considerando il trattato come diritto

speciale ratione materiae o personarum. Importante è la

prassi secondo cui la legge posteriore prevale solo se vi è

una chiara indicazione della volontà del legislatore di

contravvenire al trattato, solo se, in altri termini, il legislatore

contravviene con piena conoscenza di causa.

Il trattato, una volta acquistata piena validità fomrale

all'intero dello stato, finisce con l'essere sorretto nell'ambito

dell'ordinamento interno da una duplice volontà normativa:

che certi rapporti siano disciplinati così come li disciplina la

norma internazionale e che gli impegni assunti verso altri

stati siano rispettati. Per far precedere una legge posteriore

occorre che entrambe queste volontà siano annullate.

(Specialità sui generis)

Per quanto riguarda i rapporti tra trattato e Costituzione, le

norme pattizie immesse potranno essere sottoposte a

conrollo di costituzionalità ed annullate se violano norme

della nostra Costituzione. Esse assumono la forza propria di

norme interposte tra legge ordinaria e costituzione, essendo

da un lato parametro di costituzionalità delle leggi e avendo

dall'altro, rango inferiore alla costituzione.

L'adattamento ad un trattato può prevedere espressamente

la diretta applicabilità delle decisioni degli organi all'interno

degli stati membri (es UE). Quando invece il trattato

istitutivo dell'organizzazione nulla dispone in materia, il

problema va risolto interamente alla luce dell'ordinamento

interno. Per la prassi italiana vi è un oreintamento verso

l'adozione di singoli atti di esecuzione oer ciascuna

decisione di organo internazionale, vincolante l'Italia. Tali atti

consistono talvolta in una legge ma il più spesso di decreti

legislativi o regolamenti amministrativi.

42.L'ADATTAMENTO AL DIRITTO INTERNAZIONALE E LE

COMPETENZE DELLE REGIONI

Quando il diritto internazionale o il diritto dell'UE

interferiscono con materie che in italia formano oggetto di

legislazione regionale, si pone il problema del

coordinamento tra norme internazionali e norme statali di

adattamento da un lato e norme regionali dall'altro.

Un principio è quello del rispetto, da parte delle regioni,

degli obblighi internazionali. Il principio è espressamente

sancito in taluni statuti regionali ed oggi esso è sancito

dall'art. 117 comma 1 della costituzione.

Con l'art. 117 la Corte ha finito col riconoscere alle regioni la

competenza autonoma ed originaria a partecipare, per le

materie di loro attribuzione, all'attuazione del dititto

internazionale nonchè del diritto comunitario direttamente

applicabile, riservando l'attuaione diretta delle direttive alle

regioni a statuto speciale. (lasciando margine d'azione allo

stato per "urgenza", "esigenze di uniformità sorrette

dall'interesse nazionale".

Per quano riguarda il diritto dell'UE, l'art 29 comma 1

stabilisce che, oltre allo stato, anche le regioni e le province

autonome, nelle materie di loro competenza, "danno

attuazione alle direttive e agli altri obblighi derivanti dal

diritto dell'UE". l'art 30 ribadisce che nelle materie di

legislazione concorrente, lo stato fissa "i principi

fondamentali nel rispetto dei quali le regioni e le province

autonome debbano esercitare la loro attività di attuazione

degli atti dell'UE nelle materie di competenza concorrente.

43. IL FATTO ILLECITO E I SUOI ELEMENTI

COSTITUTIVI: L'ELEMENTO SOGGETTIVO

Può darsi che lo stato non riesca ad evitare ce lo stato

incorra in una violazione di diritto internazionale o in un fatto

di illecito internazionale. Si pone allora il problema della

responsabilità internazionale degli stati che consiste nel

chiedersi quando esattamente si ha fatto un illecito

internazionale, quali sono i suoi elementi constitutivi e quali

conseguenze ne derivano.

A partire dal 1953 la Commissione di diritto internazionale

delle Nazioni Unite (CDI) ha intrapreso la realizzazione di un

progetto di decodificazione completato poi nel 2001. Esso si

occupa, in 59 articoli, sia degli elementi dell'illecito sia delle

conseguenze relative ad esso. Una caratteristica

fondamentale è quella di considerare i principi sulla

responsabilità come valevoli in linea di massima per la

violazione di qualsiasi norma internazionale (in precedenza

si erano redatti codici solo per il trattamento degli stranieri).

Quando si cerca di ricostruire una responsabilità a riguardo

di qualsiasi violazione di norma internazionale si presentano

diverse difficoltà in quanto la prassi diviene assai

frammentaria ed incerta, parlare di riparazioni per illeciti

gravissimi risulta avere poco senso e che risulta evidente la

scarsità di mezzi diretti ad assicurare 'attuazione delle

norme internazionali.

Sulla responsabilità delle organizzazioni internazionali la

CDI ha approvato definitivamente nel 2011 un progetto nel

quale si tratta di regole ispirate in linea generale al principio

dell'autonomia della responsabilità delle organizzazioni

internazionali, ricavabile dall'autonoma personalità

internazionale di cui sono dotate.

Vediamo alcuni articolti da segnalare:


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DESCRIZIONE APPUNTO

Questi appunti sono utili per il secondo parziale di diritto internazionale e dell'unione europea e sono stati ricavati da studio autonomo alle lezioni.

Gli argomenti trattati sono:
La violazione del diritto internazionale e le sue conseguenze.
L’applicazione delle norme internazionali all’interno degli ordinamenti statali ed il rapporto con le fonti di diritto interno.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze internazionali e istituzioni europee
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannamiles di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Lang Alessandra.

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