Diritto dell'UE
La riforma dell'università 3+2
La riforma dell'università che ha portato al 3+2, che ha aumentato il tasso dei laureati, è stata mostrata come una riforma voluta dall'Europa, ma è una riforma intrapresa dall'Italia per conto suo perché l'UE non ha competenza in materia di insegnamento. C'è stata però una discussione nell'ambito del Consiglio d'Europa per rendere più compatibili i percorsi universitari, ma è stata pur sempre una riforma italiana, non votata da fuori.
L'idea che qualcosa ci sia imposto dall'Europa veniva accolto però da una popolazione che aveva un alto livello di euroentusiasmo. A fine anni '80 in Italia fu fatto un referendum consultivo per dare più poteri alle comunità europee. La risposta era stata positiva. Dire quindi che qualcosa era imposto dall'Europa era un facile espediente retorico per avere l'appoggio della popolazione. Ora gli ostaggi mostrano una popolazione molto europessimista, sono tra i popoli più critici nei confronti dell'Europa.
L'UE e i trattati fondativi
L'UE è un'organizzazione internazionale, quindi è fondata su un trattato. In questo caso abbiamo due trattati internazionali strettamente collegati che fondano l'UE, ossia:
- Il trattato sull'UE > TUE
- Il trattato sul funzionamento dell'UE > TFUE
Nascono negli anni '50 e hanno subito varie modifiche.
Articolo 1 del TUE
Con il presente trattato le alte parti contraenti istituiscono tra loro un'unione europea, in appresso denominata Unione, alla quale gli Stati membri attribuiscono competenza per perseguire i loro obiettivi comuni. L'Unione si fonda sul presente trattato e sul trattato sul funzionamento dell'Ue. I due hanno lo stesso valore giuridico. I due trattati sono strettamente collegati e non esistono l'uno senza l'altro. Si è tentato a inizi anni duemila di averne solo uno, ma è poi fallito perché è stato firmato ma non ratificato.
Principio di attribuzione delle competenze
L'UE è un ente nato con un trattato a cui si attribuiscono competenze, secondo il principio di attribuzione. L'UE si occupa delle materie che gli stati affidano all'Ue e con gli strumenti che vengono ad essa attribuiti, con gli obiettivi comuni attribuiti all'organizzazione, che trae forza dagli Stati che con un trattato le hanno attribuito competenze.
Processo di integrazione europea
L'Europa nasce il 9 maggio 1950, giorno della dichiarazione Schuman che inizia il processo di integrazione europeo, processo attraverso il quale gli stati dell'Europa creano tra loro relazioni più strette. È un processo evolutivo verso un obiettivo finale non del tutto definito. Di sicuro però si vogliono creare legami sempre più stretti per garantire la pace nel continente, ma che forma debba raggiungere questo processo non è noto, è ambiguo. A seconda delle convinzioni di chi guarda ci sono obiettivi diversi. C'è chi vuole creare uno stato federale europeo, ossia i federalisti, e chi che debba rimanere un'organizzazione internazionale, ma più raffinata e compiuta nelle sue attività. Di certo c'è l'idea del processo art 1.2 TUE). Ci sono quindi contrasti sul modo di vedere questo obiettivo.
Caratteristiche dell'UE
L'UE è un'organizzazione internazionale, creata dagli Stati, con accordo internazionale, retta dal diritto internazionale generale (quindi vige la regola pacta sunt servanda, le regole sulla competenza a stipulare, la manifestazione della volontà dello stato e le regole dell'art 27 della Convenzione di Vienna per cui le norme di diritto interno non prevalgono sui trattati), salvo regole previste dal trattato istitutivo stesso (le norme consuetudinarie sono però derogabili, ci sono quindi particolari regole per la modifica dei trattati, per l'estinzione dei trattati e le violazioni, perché alle violazioni di una parte contraente del trattato corrispondono meccanismi propri del trattato stesso, in materia di riserve non si applicano le regole della Convenzione di Vienna, ma i trattati europei non dicono nulla sulle riserve e va inteso come impossibilità di apporre riserve. Questo si rileva dalla prassi perché nessuno stato ha mai apposto delle riserve, ma al massimo è il trattato stesso che dà forma alla regola a favore di uno stato).
Si applicano quindi le regole consuetudinarie sul diritto dei trattati, fatta eccezione per quelle derogate dai due trattati, tanto strettamente collegati che è come se fossero uno.
UE: uno stato o un'organizzazione internazionale?
L'UE non è di sicuro uno stato. Chi studia l'UE dal diritto costituzionale tende ad applicare all'UE le categorie proprie degli stati, ma questo è artificioso e non dà la vera dimensione di questa entità, che nascendo con un trattato è un'organizzazione internazionale.
L'Ue non è uno stato perché non ha un popolo, ma si è cittadini dell'Unione come conseguenza della cittadinanza degli Stati membri. Anche il TUE dice:
- Art 1.2 > il presente trattato segna una nuova tappa nel processo di creazione di un'Unione sempre più stretta tra i popoli dell'Europa, in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini.
Centrale è la dimensione geografica, regionale. Il Marocco aveva chiesto di entrare in una delle comunità europee ma non gli era stato permesso. L'UE mira all'integrazione tra i popoli europei.
Cittadinanza dell'Unione
Art 20 del TFUE > cittadinanza dell'Unione > chiunque abbia cittadinanza di uno stato membro. Questa cittadinanza si unisce e non sostituisce quella dello stato membro. Essere cittadino dell'Unione comporta una serie di diritti:
- Di circolare e soggiornare direttamente negli Stati membri
- Voto ed eleggibilità al Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello stato di residenza
- Diritto di godere della rituale delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi stato membro
- Il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo, di ricorrere al Mediatore europeo, di rivolgersi alle istituzioni e agli organi consultivi dell'Unione in una delle lingue dei trattati e di ricevere una risposta nella stessa lingua
Territori dell'UE
Non c'è un territorio dell'UE ma ci sono i territori degli Stati membri. L'art 52 del TUE dice che i trattati si applicano agli Stati, secondo limiti e condizioni precisate dall'art 355 del TFUE che specifica alcuni aspetti dell'art 52 per i paesi che hanno territori lontani dal continente.
- I trattati non si applicano alle isole Far&oe;r
- Non si applicano a varie isole del Regno Unito come le isole Normanne, nel canale della Manica
Chi nasce in questi territori è comunque cittadino dell'Unione perché ha la nazionalità del paese d'origine, se non specificato ulteriormente. Invece nel Regno Unito dove non c'è una cittadinanza unitaria, chi vive nelle zone indicate non è cittadino dell'Unione. Il fatto che l'unione non abbia un suo territorio ma sia il territorio dello stato al quale si applica l'unione è provato dal fatto che le vicende che riguardano il territorio degli Stati producono effetti sull'UE senza che questa prendesse decisioni. Nulla è cambiato nei trattati quando c'è stata l'unificazione tedesca. Prima vi apparteneva solo la Germania ovest, con la riunificazione semplicemente la Germania ha aumentato il suo territorio. Nel 1960 quando l'Algeria è diventata indipendente i trattati non sono cambiati, ma si applicano ad una Francia di estensione più ristretta.
Gli stati membri possono decidere se non conferire l'applicazione di questo diritto a una parte del loro territorio e l'art 355 stabilisce tutte queste specificazioni. La Francia fa applicare il diritto dell’UE a la Réunion.
Governo e organi dell'UE
L'UE non è uno stato perché non ha un governo, ossia organi che rendano possibile la convivenza in un dato territorio. Non ci si pone neanche il problema se è effettivo o indipendente, perché il governo non c'è. Per esempio, non c'è organo dell'Ue che abbia il compito di controllare le frontiere, perché si tratta di un potere tipicamente dell'esecutivo, che appartiene agli Stati.
L'art 77 del TFUE dice che rimane impregiudicata la competenza degli Stati membri riguardo la delimitazione geografica delle rispettive frontiere, conformemente al diritto internazionale. Non è l'Unione che ha confini, ma sono gli stati che hanno i loro confini. I confini esterni sono quelli tra stato membro dell'Unione è stato non membro dell'Unione. Ogni stato lo fa con il suo apparato di controllo, ma eventualmente con il sostegno finanziario e tecnico dell'UE.
È quindi un'organizzazione internazionale con delle peculiarità rispetto alle altre organizzazioni internazionali. La sua principale prerogativa è la capacità di adottare atti vincolanti. Le organizzazioni internazionali possono farlo se il trattato lo prevede. Nella prassi le organizzazioni internazionali raramente hanno il potere di adottare atti vincolanti, di solito al massimo avviene per finalità precise, importanti, significative. Invece l’UE fa della totale atti vincolanti una delle proprie ragioni di esistenza. Questi atti vincolanti sono vincolanti per gli stati, i cittadini dell'Unione, gli stranieri presenti nel territorio degli Stati e imprese presenti nel territorio degli stati. Riguardano quindi i consociati, cioè i membri delle collettività organizzate in stati, ossia i popoli dell'Europa. Non è qualcosa di inesistente in altre organizzazioni internazionali, ma di base hanno competenze più discrete e adottano atti vincolanti meno numerosi.
Peculiarità istituzionali dell'UE
Un'altra peculiarità attiene alle istituzioni create dai trattati istitutivi. Prima di tutto nell’UE c'è un giudice con una funzione centrale nel nostro sistema e che assolve una serie di funzioni peculiari, come:
- Il fatto di avere controllo sugli stati > no regola della Convenzione di Vienna che dice che la violazione del trattato non porta alla sospensione del trattato. In questo caso la condotta degli Stati viene giudicata dalla Corte. Gli stati non devono accettare di volta in volta vengano sottoposti al controllo della Corte di Giustizia, questo succede sempre perché hanno accettato questo sottoscrivendo il trattato. In tempi recenti anche in ambito sudamericano è nata una corte con competenze simili a quella dell’UE, nel Mercosur. In ambito NU sono gli stati che invece nella CIG devono accettare di volta in volta la sua competenza.
- È anche giudice della legalità degli atti delle istituzioni > siccome le istituzioni possono adottare atti vincolanti, ci vuole qualcuno che controlli che non vadano oltre i loro poteri, non abusino del loro potere. Questi atti vincolanti sono sottoposti al controllo di legalità.
- Un'altra funzione della corte e di garantire l’uniformità dell’interpretazione del trattato. Oggi ci sono 28 stati membri, ma ci dev'essere un'unica interpretazione.
- Deroga il diritto internazionale della responsabilità > in caso di illecito si applica normalmente il diritto della responsabilità con obbligo di riparazioni e possibilità di contromisure. I trattati istitutivi dell’UE prevedono che in caso di violazione di un obbligo dello stato non si applicano contromisure perché esiste la corte con potere accentrato di giudicare le azioni degli stati. C'è quindi una deroga rispetto al diritto consuetudinario.
Inoltre, un altro aspetto peculiare è la presenza di un Parlamento europeo eletto a suffragio universale diretto. Anche in ambito americano è stato poi creato un parlamento, ma il primo è quello europeo, eletto a suffragio universale dal 1979, quindi da un secondo momento rispetto all'entrata in vigore dei trattati.
Atti e trattati dell’UE godono di diretta applicabilità, questa è un'altra particolarità. Le norme adottate dalle istituzioni dell'Unione non necessitano di un atto di esecuzione e creano diritti direttamente per i singoli.
Origine e missione dell'UE
Queste sono le caratteristiche che questa organizzazione possiede. Per capire meglio cos'è e come si è andata delineando l’UE nel corso del tempo bisogna vedere come è nata questa organizzazione internazionale. Infatti, l’UE di oggi è diversa da quella degli anni '50, ossia la CEE. L’attuale Ue è l'evoluzione di quella originaria.
L'Europa a fine anni '40
I costi della Seconda guerra mondiale sono stati enormi in termine di vite umane e infrastrutture. I tedeschi quando hanno lasciato i territori occupati hanno distrutto le traversine e i binari dei treni. Mancavano le infrastrutture di base e i generi alimentari, quindi c'era una situazione di estrema difficoltà. L'idea di collaborare per superare le divisioni per la ricostruzione post-bellica si faceva sentire perché gli Stati Uniti avevano proposto ai paesi europei un sostegno per la ricostruzione postbellica. Non era stato proposto ai singoli stati ma ci voleva una richiesta comune da parte dei paesi europei per ridurre i costi e favorire un'integrazione, che potesse essere anche sbocco economico per gli Stati Uniti stessi. Nascono quindi delle organizzazioni internazionali in Europa negli anni Quaranta. Sono organizzazioni di tipo tradizionale, che esistono anche oggi e sono luoghi in cui gli stati discutono di questioni di interessi comune, con limitati poteri decisionali da parte delle organizzazioni. Sono nate tre organizzazioni internazionali e ciascuna su aspetti precisi:
- Cooperazione economica > OCSE, cioè è l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo europeo, per l'integrazione
- La difesa è stata coordinata nell'ambito della NATO, nata come organizzazione più estesa dell'Europa
- Cooperazione politica e culturale che ha trovato come luogo del suo coordinamento il consiglio d'Europa.
Queste però non sono riuscite a far fare un salto di qualità al processo di integrazione europea per sopire le tensioni che avevano trovato il loro acme nella guerra ma che stavano riemergendo anche in periodo postbellico.
Il salto di qualità è portato dalla dichiarazione Schumann del 9 maggio 1950. È ciò da cui l’UE è partita, ne spiega la missione, le ragioni, in un modo che ancora oggi è ampiamente valido e seguito. Nella dichiarazione Schumann è chiara volontà di vedere l'integrazione europea come strumento per la pace. Effettivamente questa c'è stata, non ci sono state più guerre tra paesi europei. Schumann rende nota questa dichiarazione, preparata anche da Jean Monnet.
Schumann nasce in Alsazia, quindi aveva vissuto sulla sua pelle il fatto di essere comune a più paesi. Quindi era sensibile alla volontà di mantenere buone relazioni con l'altra parte. Questa dichiarazione prese di sorpresa gli americani, non era stata concordata con loro ma era stata concordata con la Germania. Questa dichiarazione si pone come offerta a tutti gli stati europei per costruire un'integrazione tra loro partendo da carbone e acciaio, ossia materie prime necessarie per la ricostruzione dell'industria pesante e necessarie per fare armi, prodotti soprattutto in quale parte dell'Europa.
Tradizionalmente la Germania ha sempre avuto una maggiore produttività della Francia, che aveva bisogno di materie prime e voleva contenere l'espansionismo tedesco. La Francia lo fa in una chiave di contrasto, non bilaterale ma multilaterale e questa è stata la grande innovazione di questa dichiarazione.
La dichiarazione inizia parlando di pace, l'obiettivo è la pace mondiale. In poche parole, è efficiente, efficace. Contrappone pace e guerra. Non specifica cosa intende con Europa organizzata e unita, ma c'è l'idea che l'Europa serve per la pace. La frase successiva è chiave di lettura del processo dell’integrazione europea. Dice che l'Europa non potrà farsi in una sola volta e creata tutta assieme. Dapprima bisogna eliminare il contrasto secolare tra Francia e Germania. Per arrivare all'Europa unita, che vuol dire pace, bisogna procedere con realizzazioni concrete passo dopo passo, creando solidarietà di fatto, cioè legami così stretti di interessi tra le parti in settori prima circoscritti poi più ampi per arrivare all'Europa unita, partendo dal rapporto bilaterale tra Francia e Germania. È il fulcro perché le due guerre mondiali sono nate a partire da questo.
“Il governo francese propone di mettere l'indice della produzione Franco-tedesca di carbone e acciaio sotto una comune alta Autorità nel quadro di un'organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei” > qualunque paese europeo interessato può partecipare.
In questa dichiarazione compare anche l'espressione federazione europea, ma è usata come sinonimo di unione. L'idea è che gli interessi di mantenere buone relazioni in questo processo saranno preponderanti rispetto alla volontà di usare la guerra come strumento di aggressione per appropriarsi delle risorse di altri stati.
C'è anche un'apertura al mondo per contribuire al rialzo del livello di vita e al mantenimento della pace. Fa riferimento soprattutto al continente africano, poiché vi erano le colonie. Le decisioni dell'alta autorità saranno vincolanti per Francia, Germania e altri paesi che vi aderiranno. Fa una proposta negoziale, definisce un progetto di accordo per creare un’organizzazione internazionale e lo si presenta agli altri stati del continente. Indica i compiti dell'alta autorità, legati soprattutto al tema del carbone e dell'acciaio.
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