I soggetti del diritto internazionale
Diritto internazionale
Diritto internazionale: ordinamento giuridico della comunità internazionale.
Ordinamento giuridico
Ordinamento giuridico: insieme delle norme che regolano la convivenza tra i membri di una data comunità.
Comunità internazionale
Comunità internazionale: la comunità di riferimento del diritto internazionale, essenzialmente gli Stati, ma accanto ad essi anche altri soggetti, come le organizzazioni internazionali.
Tra una comunità fatta da persone fisiche e giuridiche e una comunità fatta da Stati vi è la differenza che quest'ultimi sono sovrani, ciò implica che essi siano enti superiorem non recognoscentes, ovvero che non riconoscono alcun ente al di sopra di essi: non vi è un governo, un legislatore o un giudice sovranazionale. Per tale motivo, la comunità internazionale è diversa da quella statale e il suo diritto ha delle peculiarità rispetto a quello nazionale sia dal punto di vista legislativo (in quanto gli Stati sono sempre partecipi al processo di formazione delle norme), sia giudiziario (l'obbligatorietà dei giudizi è legata all'accettazione degli Stati stessi della competenza internazionale in materia).
Soggetti del diritto internazionale
I soggetti del diritto internazionale sono i potenziali titolari dei diritti e degli obblighi posti dalle norme internazionali, ovvero:
Gli Stati
La nozione di Stato può avere due accezioni:
- Stato-comunità: comunità umana stanziata all'interno di un determinato territorio e sottoposta a leggi che ne regolano la convivenza.
- Stato-apparato (o Stato-organizzazione): insieme degli organi che esercitano il potere di imperio (o governo in senso lato, non in riferimento alla funzione esecutiva) sugli associati. Ricomprende anche gli enti pubblici regionali o minori e non solo l'apparato centrale.
Dal punto di vista del diritto internazionale, l'accezione rilevante è quella dello Stato-apparato, questo si può osservare nel fatto che a partecipare alla formazione degli accordi internazionali sono organi statali o nel fatto che di regola la responsabilità dello Stato è conseguenza di un atto di un suo organo.
Requisiti per essere considerati Stato
Quali sono i requisiti che vanno soddisfatti affinché si possa parlare di Stato a livello di diritto internazionale:
Effettività o sovranità interna
L'insieme degli organi che lo compongono esercitano effettivamente il potere su di una comunità territoriale. Stati in cui questo criterio non sussiste possono essere:
- I governi in esilio durante la Seconda guerra mondiale
- Forme di comitati di liberazione nazionale basati all'estero come l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) con base a Tunisi.
- Failed states: Stati dove regna l'anarchia (Somalia o Sierra Leone) nel qual caso però il diritto internazionale ritiene come governo formale il governo legittimo.
Indipendenza o sovranità esterna
Tale criterio va valutato sotto un profilo formale più che sostanziale, in tal senso essa va intesa come esistenza di un ordinamento giuridico originario, ovvero che trova in se stesso il proprio fondamento e non nella costituzione di un altro Stato. Se prendessimo in considerazione uno degli Stati nordamericani ci accorgeremmo che non siamo in presenza di un soggetto di diritto internazionale, in quanto parte di uno Stato sovraordinato, nel quale trova fondamento la sua costituzione.
C'è almeno un caso in cui il dato formale viene meno, è il caso dei governi fantoccio, dove formalmente vi è uno Stato caratterizzato da un ordinamento giuridico indipendente, ma il controllo (governativo e militare) esercitato su di esso da un altro Stato è tale che esso non può essere considerato Stato a sé stante (esempio: Repubblica turco-cipriota, la quale è formalmente uno Stato autonomo e indipendente, ma in una propria sentenza la Corte europea dei diritti dell'uomo ha affermato che il suo è un governo fantoccio e che lo Stato che esercita effettivamente il potere sul territorio è la Turchia).
Valore del riconoscimento di uno Stato
Qual è il valore del riconoscimento di uno Stato da parte di altri Stati? Il riconoscimento è un dato rilevante della prassi, la sua valenza dal punto di vista giuridico si divide in due posizioni:
- Teoria costitutiva: il riconoscimento è un'ulteriore condizione affinché uno Stato assuma la soggettività internazionale.
- Teoria dichiarativa: il riconoscimento ha valore meramente dichiarativo, è una semplice presa d'atto d'esistenza che non ha valore giuridico.
La teoria oggi prevalente è quella dichiarativa, in quanto ciò che determina il sorgere e l'affermarsi di uno stato a livello internazionale sono dei meri dati di fatto e rispetto a questo processo non si può fissare il riconoscimento da parte di un certo numero di Stati già facenti parte della comunità internazionale. Le condizioni, dunque, per l'acquisto della soggettività internazionale non comprendono il riconoscimento, il quale appartiene, invece, alla sfera della politica: è lecito o meno riconoscere uno Stato, dimostrando la volontà (o meno) di intrattenere rapporti amichevoli con quello Stato, ma nulla più.
Gli aspetti problematici del tema riguardano la domanda: quando non ci sono i due elementi dell'indipendenza e dell'effettività è ancora lecito riconoscere uno Stato? Un riconoscimento prematuro potrebbe anche essere visto come una forma di ingerenza negli affari dello Stato e quindi come un illecito, tranne nel caso in cui l'entità che mira a ottenere il riconoscimento abbia questo obiettivo in nome del principio di autodeterminazione dei popoli.
Possiamo così riassumere:
- Il riconoscimento non è uno dei caratteri della statualità
- È un atto unicamente politico
È comunque vero che uno Stato viene indebolito dal fatto di non essere riconosciuto dalla comunità internazionale, in quanto ciò potrebbe incidere sulle sue caratteristiche e sugli stessi elementi costitutivi della statualità, i quali sono validi giuridicamente. I criteri da cui oggi gli Stati occidentali fanno dipendere il riconoscimento di un nuovo Stato sono:
- Essere “amante della pace”
- Essere democratico
- Essere rispettoso dei diritti umani
Esempi
Kosovo: nel 2008 il Kosovo ha proclamato la propria indipendenza ed è stato riconosciuto da molti Paesi occidentali, mentre altri hanno osteggiato la nascita della nuova Nazione, come la Russia, la Serbia o la Spagna stessa (per non dare legittimità alle spinte autonomistiche che sono presenti in questo Stato stesso). Il dato che ancora oggi ci può fare dubitare della reale statualità del Kosovo è la debolezza del criterio dell'effettività, per il progetto UNMIC e per l'aiuto dell'UE e dell'ONU, i quali svolgono una funzione di “protettorato” sul territorio aiutando le fragili autorità locali. Oggi il Kosovo fa parte di alcuni organismi internazionali, come il FMI o la Banca Mondiale, anche se non è parte delle Nazioni Unite.
Palestina: l'Autorità Nazionale Palestinese (sviluppo dell'OLP) ha ottenuto il governo di determinati territori, ma ci si chiede se essa sia in realtà uno Stato, nonostante essa sia riconosciuta come tale da più di 120 Stati, perché anche in questo caso il criterio dell'effettività è molto debole sia per la presenza di molti coloni israeliani, sia per il controllo che Hamas ha su alcuni territori palestinesi. Se vogliamo applicare alla lettera i criteri internazionali dovremmo dire che esso non è uno Stato, nonostante ciò l'ANL ha dimostrato la volontà di entrare a far parte come membro all'ONU, cosa che avrebbe avuto il veto statunitense. L'ANL allora ha chiesto di divenire Stato non membro osservatore.