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Pace di Westfalia

Pace di Westfalia: 1648 inizia la moderna comunità internazionale con il riconoscimento degli stessi diritti ai principi non cattolici e finisce la Respublica Christiana, cioè la sottoposizione degli Stati alla supremazia del Romano Pontefice. Pone fine alla guerra dei trent’anni (guerra di religione) con la riaffermazione del principio cuius regio eius religio e inaugura un sistema di convivenza tra gli Stati basato sulla loro uguaglianza che fanno parte di un’unica comunità internazionale laica e aconfessionale.

Sistema di sicurezza collettiva

Prima affermazione di un sistema di sicurezza collettiva (azione congiunta o previamente concordata in relazione a una guerra): gli stati concordano tra di loro un sistema di soluzione pacifica delle controversie nate da una pretesa violazione della Pace di Westfalia: se dopo 3 anni non fosse intervenuto un amichevole componimento, allora gli stati-parti del trattato avrebbero affiancato "con il consiglio e la forza" gli stati i cui diritti erano stati violati.

  • Regime di moratoria prima del ricorso alla guerra.
  • Obbligo di negoziati pacifici.
  • Applicazione di sanzioni analitiche allo stato autore della violazione di diritto internazionale.

Principio del non intervento negli affari interni

XVI sec.: i sovrani dell’epoca si rispettano reciprocamente come sovrani e si considerano tutti uguali. C’era un vasto catalogo di ipotesi dalla prassi dell’epoca riconducibile a due categorie fondamentali:

  • Casi in cui un sovrano richiede ad un altro sovrano di adottare, o di astenersi dall’adottare, un certo comportamento nell’esercizio del potere di governo (anche la semplice richiesta di clemenza per un suddito).
  • Attività di un sovrano che turbano l’esercizio da parte dell’altro sovrano dei propri poteri di governo favorendo o fomentando complotti che turbassero l’ordine sociale del suo stato.

Elemento comune ai due casi è il recare molestia all’esercizio del potere di governo da parte del sovrano territoriale: se mèlèrdès affaires domestiques.

Poteri sovrani e giustizia

Questo perché l’attività di amministrazione della giustizia era il potere sovrano per eccellenza: sia risolvere le controversie sia enunciare il precetto. Punto di rottura tra medioevo e moderno è l’accettazione della reale pluralità di iuris dictiones, che nel medioevo era una e indivisibile, nel moderno tutti gli Stati hanno una loro distinta e autonoma iurisdictio.

Progetti per la pace perpetua

Dopo Westfalia iniziano dei progetti di organizzazione per istituzionalizzare o avviare istanze di cooperazione tra gli stati per un’ordinata convivenza.

Il Nuovo Cinea

Progetto di Emeric Crucé, Parigi 1623: Consiglio Europeo di sorveglianza e pacificazione, sede a Venezia, formato da Papa-Imperatore-Sovrani Stati Cristiani e Sultano (imperatore Turco) per dirimere i contrasti con decisioni a maggioranza per soluzioni pacifiche. Guerra-sanzione per lo Stato che non si conformava alle decisioni del consiglio.

Economie Reali

Duca di Sully, 1638: Europa in 15 Stati (3 repubbliche, 9 monarchie ereditarie, 3 monarchie elettive) formano la Repubblica Cristianissima (unico Stato) retta da 7 consigli: 1 universale (Consiglio Generale) e 6 particolari con competenze per determinate zone europee.

Saggio sulla Pace Presente e Futura d’Europa

William Penn, 1693: Dieta Universale con 12 Impero Germanico, 10 Francia, 10 Spagna, 8 Italia. Una federazione mondiale con istituzioni comuni e rappresentanti degli Stati in proporzione alle dimensioni di territorio e popolo votante secondo l’intenzione comune.

Progetto per la Pace Perpetua in Europa

Abate di Saint-Pierre, 1713: Composto da 7 Discorsi e 27 Articoli (12 fondamentali: Costituzione UE, non farsi la guerra, sostenersi per le rivoluzioni, UE fa guerra a chi non rispetta trattati o decisioni) - Trattato Internazionale per dar vita a Unione Europea.

Progetto per la Pace Perpetua in Europa

Immanuel Kant, 1795: 2ª edizione: Diritto Cosmopolitano, nella forma di Trattato in 2 sezioni: 6 articoli Preliminari (3= Abolizione progressiva degli eserciti, 5= Non intervento Stato per costituire o governo altro Stato) e 3 articoli Definitivi (1- Ogni Stato = Repubblica, 2- Diritto Internazionale basato su Federazione di Stati, 3- Diritto Cosmopolitano assicura l’universale ospitalità).

Ordinamento del diritto internazionale

L'ordinamento del diritto internazionale si regge sulla volontà stessa degli Stati di voler coesistere pacificamente, rispettando certe regole sulle relazioni. Oggi rappresenta anche il mezzo attraverso il quale gli stati costruiscono programmi di legislazione concreta da adottare al loro interno. Gli attori non sono solo gli Stati, ma anche quegli enti che in quanto indipendenti sono ad essi assimilabili (organizzazioni internazionali, movimenti di liberazione nazionale...).

Fondamento del diritto internazionale

Su cosa basa il diritto internazionale la sua forza che lo porta ad imporsi agli Stati? Si sono succedute nel tempo tre scuole di pensiero:

  • Fino al ‘700: obbligatorietà del diritto internazionale → forza vincolante il diritto naturale.
  • ‘800: diritto internazionale → ripensato su premesse positivistiche (codificazioni).
  • Dopo 2º guerra mondiale: diritto internazionale → neogiusnaturalismo (valori comuni a tutti gli stati).

Caratteristiche del diritto internazionale

È la non centrale rilevanza della disposizione scritta: trattato quale accordo di due o più Stati per concordare una determinata linea di condotta è obbligatoria per le disposizioni scritte, ma non è l’unica fonte. Il diritto internazionale si affida molto al diritto non scritto: la consuetudine e si spiega per la natura del diritto Internazionale. È un ordinamento le cui norme vivono anche sul consenso degli Stati che, prendendole per esistenti, le rispettano. Gli stati, infatti, rimangono sovrani → quindi nel diritto internazionale non esiste un giudice naturale e l’attività del tribunale = arbitrato (trova fondamento sul consenso che la parti della controversia prestano all’operato del tribunale).

Le opinioni espresse dai giudici internazionali non sono autorevoli come negli ordinamenti interni. Il diritto internazionale non è quello applicato dai giudici ma vive nella quotidianità delle relazioni tra gli STATI ricorrono al giudice internazionale quando non riescono ad appianare le loro divergenze e controversie. Visto che il diritto internazionale regola rapporti tra enti sovrani → costante conflittualità del contenuto del diritto internazionale o di sue singole norme (es. nel settore delle relazioni economiche internazionali).

Diritto internazionale come progetto

  • '500: opere di lingua spagnola, De Vitoria e Suarez (prospettiva teologica).
  • 1625: "De Jure Belli Ac Pacis Libri Tres", Hugues De Groot (olandese).
  • Fino all'‘800: Vattel e Wolff (opere di impianto giusnaturalistico).
  • Seconda metà ‘800: Bluntschli, Heffter, Triepel, Heilborn (positivismo).
  • Mancini, Anzilotti, Rolin-Jaequemyns, West Lake, Lieber, Asser.
  • 1869: "Revue de droit international et de législation comparée".
  • 1873: "Institut de Droit International", Ghent (studio e codificazione del diritto internazionale).

Ricostruzione del diritto internazionale: -teoria delle fonti; -ricerca del fondamento dell’obbligatorietà del diritto internazionale.

  • 1880: pubblicazione del cd. Manuale di Oxford (norme di diritto internazionale per guerre terrestri).
  • 1899: Prima Conferenza Internazionale della Pace, L’Aja.
  • 1907: Seconda Conferenza Internazionale della Pace, L’Aja hanno posto le basi del diritto internazionale basato sul ripudio della violenza e ricerca di soluzioni pacifiche alle controversie tra stati.

Scopo da perseguire → edificazione della pace attraverso l’affinamento degli strumenti del diritto internazionale.

L’Institut de Droit International ha anche ispirato i metodi di lavoro della Commissione di diritto Internazionale, organo di consulenza dell’Agenzia Generale delle N.U. per la codificazione del diritto internazionale. Nel 1914 → L’Aja, “Accademia di diritto Internazionale” (centro di ricerca e insegnamento).

1873: “International Law Association”, Bruxelles → redigere un CODICE di diritto internazionale per assicurare ai popoli una pace duratura.

Soggetti dell’ordinamento internazionale

Soggetti dell’ordinamento internazionale sono enti sovrani indipendenti - lo stato, enti che erano stati, che vi aspirano, organizzazioni che hanno alcune caratteristiche dello stato - ai quali si indirizzano le norme di un dato ordinamento giuridico, ossia gli enti in capo ai quali sorgono i diritti e gli obblighi discendenti dalle regole dell’ordinamento considerato.

Stato = organizzazione politica di una collettività umana che stabilmente ed esclusivamente esercita su un determinato territorio i poteri tipici della sovranità. Sovranità: potere al di sopra del quale per definizione non ce n’è alcuno → par in parem non habet iurisdictionem. Lo stato nel suo territorio esercita il più alto potere.

Indipendenza: il fatto di non derivare giuridicamente il proprio potere da un altro ente sovrano. Lo stato è un’organizzazione che non dipende da nessun’altra. La formazione di uno Stato è un fenomeno politico, che esiste di fatto e per questo viene preso in considerazione dalle norme. Lo Stato esiste di fatto → principio di effettività → il diritto internazionale prende in considerazione situazioni di fatto proprio perché di fatto esistenti.

Teoria del riconoscimento costitutivo → lo stato nasce come tale nel momento in cui viene “riconosciuto” dagli altri stati della comunità internazionale - prassi dalla fine del '700. Tesi non accolta perché oggi, invece, il “riconoscimento” ha valore meramente dichiarativo e gli Stati di nuova formazione esistono in virtù dell’effettività dell’esercizio dei loro poteri sovrani.

Santa Sede

Art 7 codice diritto canonico = Romano Pontefice, le Congregazioni, i Tribunali e gli Uffici per mezzo dei quali il Papa svolge gli affari della Chiesa Universale. Sempre considerata soggetto di diritto internazionale anche quando non ebbe sovranità territoriale (1870-1929), esercita diritto di legazione attiva e passiva, ha il potere di stipulare trattati internazionali, prende parte ai negoziati di trattati più importanti, può stipulare i concordati, riconosciute le immunità giurisdizionali per gli organi diplomatici e non (Originarietà del suo ordinamento giuridico es. Cass. 17-7-87).

Rapporti Santa Sede e Città del Vaticano: Tesi Unione Reale → due soggetti di diritto internazionale vengono considerati come un unico soggetto. Tesi Unione Personale → due soggetti di diritto internazionale, pur rimanendo distinti, hanno in comune la persona del sovrano. Tesi Natura Sui Generis → preferibile vista la peculiarità e originalità di questi rapporti.

Sovrano Militare Ordine di Malta

Esercitò sovranità territoriale, anche sull’isola di Malta dal 1530 al 1798 quando ne fu espulso da Napoleone, oramai intrattiene rapporti diplomatici con molti Stati e rivendica le immunità giurisdizionali nei Paesi dove esegue le sue opere assistenziali, però la giurisprudenza dei Paesi nei quali opera oscilla tra l’affermazione e la negazione delle immunità. Motivo è la difficoltà nel consultare le Costituzione dell’Ordine e la confusione che nasce tra l’Ordine in quanto tale e le Associazioni dei Cavalieri Dell’Ordine che ne sarebbero distinte. La nostra giurisprudenza è altalenante: nel '78 la Cass. confermò l’immunità dalle imposizioni tributarie dell’ ACISMOM mentre nel '92 la Cass. la negò con riferimento ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle strutture ospedaliere gestite dall’ ACISMOM.

Insorti

Nel diritto internazionale classico si riteneva che quando avessero ottenuto uno stabile controllo di una parte di territorio, gli insorti contro uno Stato potessero considerarsi soggetto di diritto internazionale e quindi destinatari di norme quali quelle sulla condotta delle ostilità belliche - dalla fase interna alla fase internazionale della guerra civile. Così il diritto internazionale applicava la sue norme a entità che erano in lotta per divenire Stati Indipendenti o nuovo governo di Stato già esistente. Il problema del riconoscimento della soggettività per quanto attuale è di difficile applicazione pratica perché non è facile capire quando hanno il controllo di un territorio.

Movimenti di Liberazione Nazionale

Oggi molte delle guerre civili rientrano nelle categoria dei conflitti di liberazione nazionale di un popolo in armi contro un dominio coloniale, razzista o straniero, a questi enti (a differenza degli insorti) si riconosce piena soggettività internazionale per la legittimità della loro causa, a prescindere dal fatto che esercitino un qualche dominio territoriale. Nel diritto internazionale esiste una norma generale che garantisce il diritto all’autodeterminazione dei popoli, ufficializzata nella ris. n. 1514 del 14-12-1960 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite più volte ribadita dalla Corte Internazionale di Giustizia nelle sue decisioni. Da ciò però non discende automaticamente l’affermazione della soggettività internazionale dei movimenti di liberazione nazionale (OLP organizzazione per la liberazione della Palestina) che conducono la lotta per l’autodeterminazione anche attraverso l’uso della forza armata contro un governo straniero, razzista o coloniale. Anche se non ci sarebbero ostacoli insormontabili per qualificarli soggetti di diritto internazionale ove si dimostrasse l’esistenza di norme che si indirizzino ad essi per conferirgli diritti e obblighi, non ci sono punti di vista unanimi. Inoltre affermare che un gruppo di persone è un movimento di liberazione nazionale e che questo è soggetto di diritto internazionale significa affermare che quel gruppo di persone è sottratto al controllo dello Stato sul cui territorio svolge la sua lotta contro di esso e che la sua causa è internazionalmente legittima.

Organizzazioni Internazionali

Ad esempio, l'O.N.U.: non esercitano sovranità territoriale ma godono di indipendenza in quanto considerati centri di imputazione di diritti e obblighi internazionali distinti dagli stati che ne fanno parte. Sostenuto anche dalla G.I.G. in un parere consultivo dell'11-4-1949 sul caso della "riparazione dei danni subiti al servizio delle N.U." quando furono uccisi due funzionari ONU (francese e svedese). Data l’esistenza di una norma di diritto internazionale che riconosce agli Stati cui sono uccisi propri cittadini di chiedere un indennizzo allo Stato nel quale è stato consumato il delitto ci si chiese se tale pretesa fosse riconoscibile anche all’ONU e la Corte ne affermò la titolarità anche in capo all’ONU. (Principio di buona volontà e buon senso se lo Stato di appartenenza delle vittime e ONU chiedano riparazione: auspicabili accordi, comunque l’organizzazione la può chiedere se danni subiti discendono da violazione di un obbligo internazionale.)

Individuo

Se ben impostata la questione si riduce a se l’ordinamento internazionale contenga norme che stabiliscano diritti e obblighi i cui destinatari diretti siano i cittadini degli Stati. A ben guardare esistono trattati che permettono agli individui di esercitare azioni giudiziarie davanti a tribunali interni di uno Stato Straniero e anche a organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti della persona umana. C’è chi sostiene che la soggettività internazionale dell’individuo non è un’ipotesi necessaria ma la maggior parte degli studiosi descrive la persona quale materiale beneficiario e non diretto destinatario, ma a voler riconoscergli soggettività ciò non implicherebbe la sua equiparazione agli Stati. Simili considerazioni possono valere per la responsabilità internazionale individuale per crimini internazionali.

Stato

Si compone sia di una determinata comunità umana - il popolo - sia di un’organizzazione politico-amministrativa che esercita un potere volto ad assicurare la convivenza pacifica di quel popolo. Altro elemento è il territorio sul quale il popolo è stanziato e che rappresenta il limite geografico dei poteri di quella organizzazione statale. Sovranità = si traduce in indipendenza e intende che lo Stato è un’organizzazione che non dipende da nessun’altra e nell’ambito del suo territorio esercita il più alto potere. Assolta libertà, nel rispetto del diritto, di agire per il perseguimento dei propri fini (cura interessi e benessere dei cittadini.)

Originarietà = lo Stato è il frutto di un avvenimento politico libero, non voluto da altri Stati. Libera volontà di un popolo di autodeterminarsi, cioè di “farsi Stato” (caso della Palestina). Essere unica fonte di legittimità (di diritto) porre il metro di valutazione dei comportamenti dei suoi sudditi. Monopolio forza coercitiva imporre l’ordine con la forza governando sudditi disarmanti. Rappresentatività legittimo rappresentante del suo popolo.

O.N.U.

Istituita con Carta delle N.U., San Francisco 26-06-1945, in vigore il 24-10-1945, diretta discendente dei progetti per la pace.

  • Assemblea Generale: ne fanno parte tutti i rappresentanti degli Stati membri; può discutere di qualsiasi argomento ma i suoi atti hanno natura di raccomandazioni: Stati rimangono liberi di disattendere quanto previsto. Elegge i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza, elegge i membri della Corte Internazionale di Giustizia, del Consiglio Economico e Sociale, del Consiglio di Amministrazione Fiduciaria. Su proposta del Consiglio di Sicurezza vota sull'ammissione di membri e sull’espulsione dei vecchi che non adempiono agli obblighi.
  • Consiglio di Sicurezza: esercita i poteri decisionali, composto da 15 membri (11 all’inizio) di cui 5 permanenti con diritto di veto (USA, GB, Russia, Cina, Francia). Ex Carta N.U. tutte le volte in cui vi sia una controversia o situazione che minacci la pace e la sicurezza internazionale verrà convocato per adottare tutti i provvedimenti del caso.
  • Segretario Generale: svolge compiti amministrativi.
  • Consiglio Economico e Sociale: promuove e coordina tutte le attività dell’ONU e istituti specializzati nei settori della cooperazione economica e sociale.
  • Corte Internazionale di Giustizia: decide tutte le controversie giuridiche che sorgono tra gli Stati che accolgono la sua giurisdizione, emette pareri consultivi sulle questioni sottoposte.
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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gradoni Lorenzo.
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