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Zonderwater: dove la Convenzione di Ginevra del 1949 funzionò

Zonderwater (che in lingua afrikaans significa “senz’acqua”) è stato un campo di prigionia in Sudafrica. Distante solo quarantatré chilometri da Pretoria e costruito a 1600 metri sopra il livello del mare, nel mezzo della savana, funzionò dal 1941 al 1947 ed è noto come il campo alleato con il maggior numero di prigionieri di guerra italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. In totale furono 94.000, tutti di età compresa tra i venti e i trent’anni. La particolarità di Zonderwater è che i suoi detenuti lo trasformarono in una vera e propria cittadella, anche grazie alla mente illuminata del colonnello Hendrik Fredrik Prinsloo, uno dei capi del campo.

I reclusi vi costruirono trentanove chilometri di strade, due ospedali con tremila letti per curare i prigionieri, «15 scuole, 22 teatri, 16 campi di calcio, 6 campi da tennis, 7 sale di scherma, palestre e quadrati per la boxe, campi di pallavolo e pallacanestro, orti, laboratori artistici e artigianali, chiese, monumenti e ricchissime biblioteche». I prigionieri, inoltre, hanno insegnato a leggere e a scrivere a novemila analfabeti. Cinquemila persone impararono ad esercitare un mestiere e molti hanno avuto la possibilità di compiere attività culturali, nonché di lavorare in cantieri pubblici e per privati sudafricani. Ma soprattutto, ventimila prigionieri hanno praticato sport e partecipato a campionati organizzati nel campo.

La ragione della presenza italiana a Zonderwater

La ragione per cui molti prigionieri italiani finirono a Zonderwater fu la subitanea disfatta dell’Italia in Africa. Gli inglesi, che gestivano il campo, si trovarono ad avere un’enorme quantità di detenuti da gestire e da tenere lontani dal conflitto: infatti, i prigionieri rendevano necessari molti soldati per il loro controllo e potevano costituire una minaccia, qualora si fossero coalizzati. Venne deciso di inviarli in Sudafrica, dove, grazie alla Convenzione di Ginevra del 1929, di cui il Regno Unito era parte, poterono essere utilizzati come manodopera a basso costo. Gli articoli 8 e 9 della Convenzione erano rispettati, perché i prigionieri furono inviati in una cittadella che era lontana dai campi di battaglia.

Miglioramenti e leadership di Prinsloo

La situazione di Zonderwater, inizialmente non favorevole, migliorò notevolmente dopo le rivolte interne dei prigionieri e la nomina di Prinsloo, grande amante dello sport, a comandante generale del campo. Le lamentele dei reclusi erano infatti ascoltate, anche grazie agli interventi delle Potenze protettrici. Ciò dimostra come l’articolo 42 fosse rispettato dagli ufficiali del campo.

Diviso in blocchi, Zonderwater appariva come un luogo molto organizzato, abitato da «una piccola popolazione del tutto autosufficiente, con un magazzino per la biancheria e le scarpe, e uno spaccio di generi di prima necessità, dal sapone alla marmellata, dalle lamette da barba all’olio». Veniva così rispettato l’articolo 12 della Convenzione di Ginevra del 1929. Ai detenuti era pure...

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