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Diritto internazionale

Cos'è il diritto internazionale?

Il diritto internazionale è il diritto della comunità degli Stati.

Che cos'è la comunità degli Stati?

L'insieme di enti (Stati e altri soggetti) che rappresentano il substrato sociale dove opera il diritto internazionale.

Le funzioni del diritto internazionale

Il diritto internazionale, come tutti gli ordinamenti, ha:

  • Una funzione normativa
  • Una funzione di accertamento giudiziario
  • Una funzione di attuazione coattiva delle norme

Funzione normativa

Diritto internazionale generale: un diritto non scritto, ovvero la consuetudine; quella che nel diritto interno è in genere un'eccezione, nel diritto internazionale ha un rango superiore rispetto alle norme scritte.

Diritto internazionale pattizio: vincola solo le parti contraenti.

Atti delle organizzazioni internazionali: dette anche fonti di terzo grado.

Funzione di accertamento giudiziario

Il diritto internazionale risulta un diritto primitivo; non c'è un giudice internazionale al di sopra delle parti. Gli Stati devono essere d'accordo affinché la controversia venga posta agli organi (arbitrato). Importanza del ruolo della Corte Internazionale di Giustizia che tuttavia non è un tribunale super-partes, ma un arbitro.

Funzione di attuazione coattiva delle norme

Così come non c'è un giudice internazionale, non esiste una funzione coattiva delle norme. Questo sistema si basa sostanzialmente sull'autotutela. Fondamentale è il ruolo della cooperazione nel diritto interno, in genere tra paesi geograficamente e culturalmente vicini.

La comunità internazionale

La comunità internazionale è l'insieme di Stati e altri enti che intrattengono tra di loro relazioni e queste relazioni sono disciplinate da norme internazionali.

I caratteri della comunità internazionale

  • Coesistenza di una pluralità di Stati sovrani, tutti uguali sul piano giuridico
  • Realtà sociale a carattere universale (universalismo ampliato dal processo di decolonizzazione)
  • Società anarchica, senza un terzo sopra le parti e senza una propria struttura istituzionale

Ci sono delle evoluzioni all'interno della comunità internazionale: Divieto dell'uso della forza, Sviluppo dei diritti dell'uomo, tutela dell'ambiente; questioni che prima erano limitate alla sfera interna, adesso occupano un grande spazio nella comunità internazionale.

I soggetti del diritto internazionale

Lo Stato: lo Stato inteso come apparato di governo che esercita la sua sovranità in una determinata sfera spaziale; Stato-apparato inteso come complesso di autorità che detengono la sovranità.

Sovranità: potere di controllo/comando strettamente legato a quello politico; autorità suprema che esercita la forza in base al diritto.

Le norme di diritto internazionale sono tutte finalizzate al regolare esercizio del potere di governo, i destinatari sono gli organi di governo. La responsabilità dello Stato sorge per il comportamento dei suoi organi, pertanto non solo i membri dell'esecutivo. Con organi si intendono tutti coloro che amministrano la cosa pubblica e che sono riconosciuti tali dallo Stato.

I requisiti per lo Stato

Effettività: ovvero l'effettivo esercizio del potere di governo. È un diritto concreto, per verificare se un'organizzazione ha la qualità per essere considerato soggetto di diritto internazionale, si considera l'effettività. L'effettività è da escludere negli Stati falliti (Somalia, Libia), nei governi in esilio, nei comitati di liberazione nazionale.

Indipendenza: sovranità esterna per riconoscimento, nessuna dipendenza da altri stati. Sarebbe impossibile definire gli Stati della comunità internazionale come totalmente indipendenti; con tale espressione si intende che esso è indipendente e sovrano e il cui ordinamento sia originario, tragga la sua forza giuridica da una propria Costituzione e non dall'ordinamento giuridico o dalla Costituzione di un altro Stato. È da escludere quindi la soggettività ai governi fantoccio, poiché l'indipendenza formale si trasforma in totale ingerenza da parte di un altro soggetto. Nel caso della federazione, il soggetto è lo Stato federale e non i singoli Stati federati. Discorso diverso per la confederazione, intesa come una unione di Stati perfettamente indipendenti dotati di soggettività.

Non esistono altri criteri oltre l'effettività e l'indipendenza; questi due criteri sono sufficienti allo Stato per l'ammissione automatica nella comunità internazionale.

Il valore del riconoscimento

Non è necessario che lo Stato sia riconosciuto da tutti per divenire soggetto di diritto internazionale; il riconoscimento è un atto di natura politica ma non è costitutivo della personalità dello Stato e non ha effetti giuridici. Il riconoscimento è un modo per esprimere il gradimento e l'intenzione a collaborare con un certo Stato.

Questione della successione

Con la decolonizzazione è sorto il principio della diversità dallo Stato precedente; con la nascita di nuovi Stati nella comunità internazionale. Unico caso di mutamento radicale fu la Russia zarista che si trasformò in Unione Sovietica; problema che si pone per quanto riguarda gli impegni pattizi assunti dallo Stato.

Popoli

Il popolo, inteso come unità di persone stanziate su un determinato territorio, non ha rilevanza o soggettività per il diritto internazionale. Il principio che si formato durante la decolonizzazione e poi divenuto norma consuetudinaria è il diritto dei popoli, sotto dominio straniero, di diventare indipendenti; di associarsi o integrarsi con un altro Stato indipendente e di scegliere liberamente il proprio regime politico. Si tratta quindi di autodeterminazione esterna e non interna: uno Stato deve astenersi dal governare su un territorio o collettività che appartengono ad un altro Stato. Non si tratta quindi del diritto del popolo di scegliersi il proprio governo.

Minoranze

Inteso di individui come i gruppi etnici. Non sono soggetti di diritto internazionale; non esiste una norma internazionale che tuteli le minoranze né ad autodeterminarsi né a scegliere con chi stare. Questo significherebbe mettere in discussione l'integrità territoriale dello Stato. Le minoranze, in genere, sono oggetto e non soggetto dei trattati.

Insorti

I governi insurrezionali sono soggetti di diritto internazionale se hanno i requisiti per la soggettività, ovvero il controllo effettivo in una data sfera spaziale. Possono essere soggetti per quanto riguarda accordi relativi al diritto bellico. Se il governo insorto sconfigge il governo legittimo, allora diverrà soggetto (sempre qualora possedesse i requisiti per tale soggettività). Questione discussa per il CLN durante la resistenza o per l'OLP. La Palestina è l'esempio classico della tragedia di un popolo a cui è stata impedita l'autodeterminazione per una commistione tra politica e diritto internazionale; questione irrisolta perché la comunità internazionale ha consentito di prendere certe posizioni ad Israele.

Altri soggetti internazionali

Santa Sede: soggetto che somma in sé due funzioni: organo di governo della Chiesa cattolica e organo di governo dello Stato città del Vaticano (curia romana). La soggettività è compresa anche nel periodo che va dal 1870 al 1929.

La soggettività della Santa Sede si manifesta in:

  • Esercizio di legazione, attivo e passivo
  • Stipulazione di accordi internazionali, detti "concordati"

Ordine di Malta: ordine religioso dipendente dalla Santa Sede, impegnato in azioni caritevoli (gestione di ospedali). Caso particolare di soggettività internazionale perché la Cassazione italiana le ha riconosciuto "forma particolare di soggettività internazionale avente carattere funzionale"; status successivamente confermato dal Parlamento con legge di ratifica ed esecuzione (L. 157/2003).

Comitato Internazionale della Croce Rossa: Il Tribunale della ex Jugoslavia ne riconosce la soggettività internazionale basata sulla funzione svolta nei vari teatri di conflitto.

Organizzazioni internazionali: quali associazioni tra Stati, basate su accordo e regolate dal diritto internazionale. Le OIG si distinguono in base:

  • Allo scopo: organizzazioni politiche, economiche, militari ecc.
  • Aperte o chiuse
  • Regionali o universali: non solo a livello geografico, ma anche come condivisione di valori

Requisiti per la soggettività internazionale

Un atto istitutivo: che è un accordo internazionale.

Un apparato istituzionale indipendente dagli Stati che lo hanno istituito.

Capacità di svolgere attività rilevanti a livello internazionale.

Non esiste una struttura tipica delle organizzazioni; si può tuttavia rilevare uno schema detto "tripartito" composto da:

  • Un organo assembleare rappresentante gli Stati, con competenza generale
  • Un organo a composizione ristretta, una sorta di esecutivo
  • Un organo amministrativo, con compiti di gestione dell'ente (Segretariato)

Anche le OIG hanno quindi:

Effettività: agisce a nome dell'organizzazione (tramite la stipulazione di accordi).

Indipendenza: non dipende da alcuno degli Stati membri.

Accordo di sede: accordo tra l'ente e lo Stato della sede dell'ente; norme dettagliate che specificano la condizione giuridica dell'ente ospite.

In genere le organizzazioni adottano atti non vincolanti, raccomandazioni. Gli Stati delegano parte della loro sovranità alle OIG; tuttavia nello stesso modo in cui entrano a farne parte possono uscire.

Diritto di voto nelle organizzazioni

  • Una testa, un voto (Assemblea generale delle Nazioni Unite)
  • Voto ponderato (Un certo peso in relazione a determinati criteri)
  • Diritto di veto (Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite)

Votazioni

  • Unanimità; in genere è la regola
  • Maggioranze con differenti quorum; in relazione al tipo di decisione
  • Consensus; l'atto viene deliberato in assenza di manifestazioni di dissenso

Una risoluzione adottata per votazione ha più valore rispetto ad un atto deliberato per consensus. Le OIG hanno bisogno di mezzi finanziari considerevoli per il loro funzionamento; il finanziamento ha una influenza fondamentale sull'attività dell'ente e ne coordina l'autonomia.

Le organizzazioni non governative

Le organizzazioni non governative non sono soggetti di diritto internazionale. Sono organizzazioni di diritto interno costituite da una pluralità di individui, gruppi o associazioni. Alla base non c'è un trattato internazionale ma un atto di diritto interno. In Italia non devono avere scopo di lucro; ogni paese le qualifica in maniera diversa. Si coordinano e cooperano per raggiungere scopi che hanno anche rilevanza internazionale.

L'organizzazione delle Nazioni Unite

Fini principali

  • Mantenimento della pace
  • Sviluppo delle relazioni amichevoli
  • Cooperazione in campo economico, sociale, culturale, umanitario
  • Favorire la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali

La competenza delle Nazioni Unite è vastissima, l'articolo 2.7 della Carta esclude l'intervento in questioni che riguardano la "competenza interna di uno Stato".

La composizione delle Nazioni Unite

Assemblea generale

Formata dalle delegazioni degli Stati membri. Ha competenze vastissime ma scarso potere vincolante (gli unici poteri vincolanti sono individuati nell’art. 17 – finanziamento dell’ente e tempi e modalità per la decolonizzazione).

Consiglio di sicurezza

Composto da 5 Stati permanenti più 10 eletti a rotazione dall'Assemblea ogni due anni. Ha competenza esclusiva in materie operative per la pace e la sicurezza internazionale. In base al Capitolo VII ha poteri vincolanti.

Segretariato generale

Nominato dall’Assemblea generale su proposta del Consiglio di sicurezza, gestisce l’ordinaria amministrazione dell’ente.

Corte internazionale di Giustizia

Principale organo giudiziario dell'ente. Le sue funzioni sono quella di dirimere controversie tra Stati membri e offrire pareri consultivi su questioni giuridiche su richiesta dell'Assemblea, del Consiglio o da parte in un altro istituto specializzato sempre su richiesta dell'Assemblea.

Consiglio economico e sociale

Organo con competenze sulle questioni internazionali economiche, sociali, culturali, educative e sanitarie.

Consiglio di amministrazione fiduciaria

Oramai inattivo, aveva il compito di gestire la fase della decolonizzazione.

Unione Europea

L'Unione Europea è un'organizzazione internazionale politica ed economica a carattere sovranazionale.

Composizione

Consiglio europeo

Composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri, si riunisce con riunioni al vertice trimestrali e definisce l'orientamento politico generale dell'ente.

Consiglio (già Consiglio dell'Unione Europea)

Composto dai ministri degli Stati membri sulla base dell'ordine del giorno, è il principale organo legislativo. Condivide con il Parlamento il compito di adottare le norme legislative dell'Unione.

Commissione

Composta da 28 commissari che siedono a titolo personale, e non in rappresentanza del proprio Stato. Promuove l'interesse generale dell'UE proponendo la legislazione e assicurandone il rispetto e attuando le politiche e il bilancio dell'UE.

Parlamento

Eletto ogni 5 anni dai cittadini europei per rappresentare i loro interessi. Compito principale è quello di approvare la legislazione europea – compito che assume in condivisione con il Consiglio – e di vigilare sulle altre istituzioni.

Corte dei conti

Esercita funzioni di controllo su tutte le entrate e le spese dell'Unione, è composta da 28 persone che vi siedono a titolo individuale e sono nominate dal Consiglio.

Corte di giustizia dell'Unione

Veglia sul rispetto del diritto comunitario. Ha una serie di competenze molto interessanti e nuove, e può essere adita anche dagli individui. Dal 1998 è stata affiancata da un Tribunale di prima istanza per dirimere le controversie di lavoro con i funzionari.

Banca centrale europea

Che insieme alle banche centrali nazionali, costituisce il Sistema europeo di banche centrali. Il Sistema, diretto dagli organi decisionali della BCE, persegue l'obiettivo del mantenimento della stabilità dei prezzi e sostiene le politiche economiche generali dell'Unione. La BCE ha inoltre il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di euro.

La condizione giuridica dell'individuo nel diritto internazionale

Prevale oggi, nel diritto internazionale, la soluzione della soggettività limitata; è una questione molto controversa e recente. Si tratta di verificare se esistono norme che creano diritti e doveri in capo agli individui cercando tra la consuetudine, il diritto pattizio e le fonti di terzo grado. Ci sono ad esempio, tante norme pattizie che hanno come oggetto l'individuo.

Norme consuetudinarie in cui il soggetto è l'individuo

  • Individuo titolare di norme a tutela dei diritti fondamentali (equo processo, libertà, divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti)
  • Responsabilità personale per crimini internazionali (genocidio, omicidio di massa, stupri etnici). In questo caso la persona risponde davanti a tutta la comunità internazionale

Norme pattizie in cui il soggetto è l'individuo

  • Ricorso diretto ad istanze giurisdizionali internazionali (ad esempio il Tribunale CEDU o ICSID; tuttavia questo è un diritto mediato dovuto all'appartenenza dello Stato ad un determinato trattato)

Norme emesse da organizzazioni in cui il soggetto è l'individuo

  • Nell'ordinamento di ciascuna organizzazione l'individuo è titolare di diritti ma è un ordinamento creato dall'accordo istitutivo, diverso da quello della comunità internazionale, come ad esempio di funzionari delle OIG o i regolamenti UE

Le fonti del diritto internazionale

Quali sono le fonti del diritto internazionale?

  • Consuetudine (diritto internazionale generale)
  • Principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili
  • Trattati
  • Fonti di terzo grado
  • Giurisprudenza interna, dottrina

La consuetudine internazionale, detta anche diritto internazionale generale, diritto consuetudinario, comune o spontaneo, è il diritto internazionale che domina sulle altre fonti. La consuetudine è un insieme di norme che regolano la coesistenza degli Stati sovrani e indipendenti: sono poche norme, non scritte, che si rivolgono a tutti gli Stati. La consuetudine è una norma spontanea, non c'è una fonte formale di produzione, un legislatore.

La consuetudine è composta da un elemento oggettivo e un elemento soggettivo:

  • Elemento oggettivo: la diurnitas, ovvero la prassi conforme e costante nel tempo
  • Elemento soggettivo: l'opinio juris sive necessitatis, gli Stati sono convinti dell'obbligatorietà di tale comportamento, della doverosità sociale

La consuetudine è una norma flessibile; è derogabile tramite accordo o derogabile tramite un'altra norma consuetudinaria.

Per quanto riguarda i tempi di formazione della consuetudine non ci sono soluzioni precise e univoche; se il trascorrere di un certo tempo per la formazione delle norme è necessario, e se è vero che certe norme consuetudinarie hanno carattere plurisecolare, è anche vero che altre regole si sono consolidate nel giro di pochi anni. In realtà il tempo può essere tanto più breve quanto più un determinato comportamento è diffuso tra i membri della comunità internazionale.

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alecio91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di DIRITTO INTERNAZIONALE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cantoni Silvia.
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