I disertori
Il disertore può essere considerato prigioniero di guerra dalla Potenza che lo cattura, anche se
la Potenza detentrice può attribuirgli uno status diverso, a condizione che non sia meno favorevole.
Può essere anche definito civile. È persino possibile una sua liberazione, nel momento in cui la
Potenza che lo rilascia lo ritenga innocuo nei propri confronti. Nella pratica, durante la guerra del
Golfo (1990), i soldati iracheni che si erano schierati a favore del Kuwait furono trattati come
prigionieri di guerra dagli occidentali .
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4.7.2. I traditori
Per quanto riguarda il trattamento dei traditori, vi sono opinioni difformi.
R. KOLB ritiene che il traditore, una volta catturato dallo Stato da cui proviene, non abbia diritto a
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essere trattato come prigioniero di guerra e possa essere giudicato in un processo per tradimento.
Infatti, secondo la pratica internazionale e la dottrina dominante, le garanzie apportate dalle
Convenzioni di Ginevra coprono solo coloro che provengano da una Potenza nemica o neutrale e
cadano nelle mani degli avversari.
E. DAVID , così come altre voci autorevoli, nota come il traditore, sebbene sia giudicabile per
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tradimento, debba godere delle garanzie concesse ai prigionieri di guerra. Secondo la sua opinione,
il traditore potrebbe essere giudicato in base all’illegalità o meno dell’uso della forza da parte del
suo Stato d’origine. In questo modo – controbatte R. KOLB – il traditore che passa dalla parte del
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nemico perché il suo Stato ha commesso un’aggressione non potrà essere giudicato, a causa
dell’interdizione posta dal diritto internazionale. Lo Stato d’origine avrebbe quindi la possibilità di
negare al traditore lo statuto del prigioniero di guerra; nondimeno, deve garantirgli la protezione
minima offerta dall’articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra.
4.7.3. Le spie
1 R. KOLB, op. cit., p. 164.
R. KOLB, op. cit., p. 164.
2 E. DAVID, Principes de droit des conflits armés, Bruxelles, 2002, p. 444-446.
3 R. KOLB, op. cit., p. 164.
4 Il I Protocollo del 1977, all’articolo 46, specifica lo statuto giuridico applicabile alle spie. Non
avrà diritto al trattamento riservato ai prigionieri di guerra il membro delle forze armate di una
Potenza belligerante che viene catturato dal nemico mentre svolge attività di spionaggio. Egli sarà
trattato come spia.
Il comma 2 afferma che il soldato, che raccoglie informazioni in un territorio nemico per
conto della propria nazione, non sarà considerato una spia solo se veste l’uniforme durante la sua
attività.
Inoltre, il militare che risieda in un territorio occupato d