Il diritto internazionale
01/10/18 Parte Regola i rapporti tra gli stati, sistema di norme diverso dai sistemi di diritto interno dove i soggetti tipici sono gli individui. Esiste un unico diritto internazionale, caratterizzato dai soggetti destinatari delle norme —> stati i quali hanno un attributo che i singoli individui non hanno, ovvero stati sovrani/indipendenti (superiorem non recognoscens).
Consuetudine e trattati
Nel diritto internazionale, dove non c’è un parlamento, non abbiamo la legge, vi è la consuetudine che occupa un ruolo importante tra le categorie di norme. Consuetudini —> Norme non scritte che si formano spontaneamente, date da due elementi: dalla ripetizione costante di un certo comportamento e dal convincimento che questo comportamento sia giuridicamente obbligatorio. Non c’è il legislatore che delinea per iscritto i limiti della consuetudine.
Categorie di norme internazionali:
- Consuetudine
- Trattati: assomigliano alla legge perché sono scritti e assomigliano ai contratti perché hanno natura particolare, cioè vincolano solo le parti. La norma scritta contribuisce alla certezza del diritto anche se ci può essere un problema di interpretazione.
Gerarchia delle norme internazionali
Gerarchia delle norme internazionali:
- Consuetudini inderogabili
- Norme consuetudinarie ordinarie derogabili e trattati: tra i due vince il trattato perché ha portata particolare.
Giudici internazionali
Giudici internazionali —> ci sono dei giudici, ma gli stati parte della controversia devono aver accettato la giurisdizione del giudice internazionale. Se questo manca, il giudice pronuncia la sentenza che però non decide il merito, ma decide la questione preliminare. I giudici possono giudicare solo se c’è accettazione.
Nel diritto internazionale non ci sono degli organi esecutivi. Si ha ancora la rappresaglia (contromisura), cosa che non esiste più nell’ordinamento interno.
Consiglio di sicurezza
Consiglio di sicurezza composto da 15 stati, di cui 5 (USA, Russia, Regno Unito, Francia, Cina —> i PRINCIPALI vincitori della seconda guerra mondiale, non tutti però) hanno un seggio permanente mentre gli altri 10 sono eletti ogni due anni dall’assemblea. (La Cina aveva due governi contrastanti —> Cina popolare e Cina nazionalista (controllava una sola isola chiamata Formosa che ora è Taiwan). La Cina fu rappresentata dalla Cina nazionalista che però controllava un territorio limitato. Successivamente la Cina popolare entra nel consiglio di sicurezza come governo che rappresenta l’intero territorio. Tuttora Taiwan non fa parte del consiglio di sicurezza).
Sistema diverso e limiti
03/10/18 Sistema molto diverso dal sistema interno, proprio per i soggetti coinvolti (stati sovrani). Non ci sono leggi, le norme sono date da trattati. I giudici (corte internazionale di giustizia) possono giudicare solamente se le parti della controversia sono tutte d’accordo, pesante limite. Non ci sono strumenti per dare esecuzione forzata degli obblighi.
Il consiglio di sicurezza non è obbligato a prendere dei provvedimenti, hanno una maggioranza di 9 voti su 15 tra cui vi devono essere i voti favorevoli dei 5 stati permanenti. Il consiglio di sicurezza riflette la situazione politica del tempo di formazione, ovvero dopo la fine della seconda guerra mondiale da 50 stati. Previsto dalla Nazioni Unite carta delle.
Gli stati vincitori della seconda guerra mondiale accettarono a condizione che sarebbe stato concessa loro una posizione importante. Si accetta un sistema che limiti il sistema della forza purché ogni decisione che non “piaccia” ai 5 stati non sarebbe stata presa.
Effettività delle norme
Il diritto internazionale può essere considerato un vero ordinamento giuridico? Vi sono dei momenti in cui sembra esista un sistema che controlli l’uso della forza, ma momenti in cui il diritto internazionale è in bilico. Quando si parla di un ordinamento giuridico si fanno riferimento a diverse caratteristiche:
- Dato formale —> un insieme di norma organiche (questo c’è nel diritto internazionale);
- Effettività delle norme —> le norme devono essere effettivamente riconosciute. Devono essere effettivamente osservate. In modo spontaneo, indipendentemente che ci sia un organo giudicante o meno. (Il sistema delle norme è soddisfacente e vi è un adeguato livello di effettività). Su cosa si misura l’effettività delle norme? Su tutte le norme oppure su quella più importante (quella della forza)? Vi sono dei momenti in cui vi è fiducia del mantenimento della pace e dei momenti in cui si deve constatare che molta azioni militari sono svolte in violazione della carta delle Nazioni Unite (come bombardamento della ex Jugoslavia 1999).
Vedi caso Eischman —> il caso viene sottoposto al consiglio di sicurezza. Il caso viene considerato chiuso sia da Israele e dalla Argentina, Israele offre una forma di riparazione tuttora sconosciuta.
Legittima difesa
Legittima difesa classica —> in base alla carta delle Nazioni Unite se vi è un attacco contro uno stato, lo stesso può difendersi in attesa che il consiglio adotti delle misure di sicurezza. In caso di legittima difesa è consentito l’uso della forza. Prima attacco armato e poi difesa. Questa cronologia di eventi in certi casi non regge: questo perché vi sono le armi di distruzione di massa, non si può aspettare l’attacco nucleare per avere poi il diritto di difendersi.
Legittima difesa preventiva —> prima che uno stato venga attaccato nel caso in cui vi sia un imminente minaccia di armi nucleari. È il contenuto della norma legata quindi all’imminente minaccia, oggi va interpretato in senso più ampio.
Legittima difesa preclusiva —> diretta ad impedire alla radice un’azione pericolosa di attacco. Manca la caratteristica di imminente minaccia. L’altro stato con cui non si hanno buoni rapporti possiede delle armi, vi è l’incertezza che le possa utilizzare o meno.
Nascita del diritto internazionale
Quando l’attuale sistema di diritto internazionale nasce? Quando abbiamo tracce di un primo rapporto formalizzato in termini giuridici tra enti indipendenti. Il primo trattato di cui abbiamo tracce è un trattato concluso tra egizi e ittiti nel 1258 a.C.
08/10/18 Il sistema di diritto internazionale nasce nell’antichità —> trattati di pace. Non vi era però la consapevolezza che esistesse effettivamente un sistema di diritto internazionale, rapporti sporadici. Occorre esaminare però i principali problemi degli enti politici che non riconoscevano un ente superiore:
- Si può fare la guerra? A quali condizioni si può fare la guerra? Bellum iustum —> guerra giusta. I cristiani si ponevano questo problema, precetto di porgere l’altra guancia. Sant’Agostino supera questa teoria assoluta ed elabora alcune situazioni in cui il cristiano può partecipare alla guerra: guerre che vendicano dei torti oppure le guerre che sono ordinate da dio. Anche San Tommaso dà un’elaborazione della guerra giusta: deve essere fatta da uno stato e non da dei privati (in questo caso sono criminali), deve essere dettata da una giusta causa (il nemico deve essere responsabile di un illecito), l’obiettivo deve essere perseguire la pace e il bene.
- Nel medieoevo vi è un incremento dei rapporti tra gli stati. 813 —> trattato tra Carlo Magno e Niceforo imperatore d’Oriente. Vi sono una serie di rapporti tra le repubbliche marinare italiane e i sultani. Serie di problemi: si voleva ottenere che i mercanti non siano uccisi (deve essere consentito il diritto di navigare liberamente, deve essere repressa la pirateria), le navi devono avere il diritto di approdare nei porti e di svolgere la loro attività di commercio (ci deve essere una libertà di accesso ai porti), è importante ottenere l’esenzione dalle tasse o che esse siano predeterminate e che non superino un certo ammontare. Successivamente si fanno altri trattati più articolati. Nascono dei trattati che prevedono degli insediamenti stabili di popolazioni cristiane in territorio islamico. A questo punto i rapporti di diritto privato tra i cittadini “stranieri” devono essere regolati dalle norme del paese di provenienza. Problema di istituire un’autorità stabile che applichi il diritto e regoli le controversie —> viene istituito il console, autorità del paese d’invio che è competente per tutti i rapporti che riguardano la comunità. Diventano rapporti sempre più invasivi, che comportano una limitazione della sovranità del paese ospite —> questi trattati vengono chiamati trattati di capitolazione, che significa trattato redatto in capitoli.
Non si ha ancora però un vero e proprio sistema di norme che disciplina i rapporti tra stati sovrani. Perché nasca il diritto internazionale come sistema di norme occorre eliminare il vecchio ordinamento, cioè il diritto romano. Solo quando ci si accorge che il diritto romano non è più idoneo a regolare i nuovi problemi e rapporti, nasce l’idea di un nuovo ordinamento con l’obiettivo di regolare i rapporti tra stati.
La scuola di Salamanca e i fondatori del diritto internazionale
Università di Salamanca —> Francisco de Vitoria è considerato il fondatore della scuola di Salamanca, che è vista come la base storica della dottrina del diritto internazionale. “Si chiama diritto delle genti quello che la ragione naturale stabilisce tra tutti gli uomini” —> passo del corpus iuris. Nasce lo ius gentium. Vitoria prende questo passo e cambia l’oggetto del diritto delle genti, e dice che esso regola i rapporti tra stati sovrani e che è un sistema consuetudinario —> non è più diritto romano, ma diritto delle genti. Ma il problema che interessava a Vitoria era: espansione della Spagna, perciò il problema era quale tipo di rapporto doveva instaurarsi tra gli spagnoli e le varie popolazioni conquistate. La forza secondo Vitoria poteva essere usata solo se la diffusione della religione veniva ostacolata.
Un altro tra i fondatori del diritto internazionale è Alberico Gentili. La statua di Alberico Gentili si trova dove è nato, a San Ginesio. Studia a Perugia, ma poi è costretto ad emigrare in Inghilterra. È protestante e quindi decide di emigrare e trovare rifugio in un paese protestante. Svolge attività di avvocato e scrive un’opera che costituisce un classico nel diritto internazionale. Nella sua opera si occupa del diritto di guerra. Le norme sulla guerra tendono a proteggere i civili e sono dettate anche dall’esigenza di proteggere il militare nemico, l’idea è che certi tipi di armi creino nel combattente nemico sofferenze non necessarie. Vietare le armi che colpiscono indistintamente civili e militare e vietare armi che creino troppa sofferenza.
Quindi con Gentili e con altri autori, troviamo già delle indicazioni su cosa non si può fare. Anche chi fa la guerra dalla giusta parte non può tenere certi comportamenti —> usare la forza contro donne, bambini, uccidere prigionieri nemici. Gentili affronta il problema su quali animali si possono usare in guerra —> cavalli ed elefanti. Non si possono usare tori, leoni, orsi. La sua opera viene pubblicata nel 1612.
La necessità di un diritto naturale
10/10/18 Il sistema di diritto internazionale nasce quando vi è la necessità di avere un organo a se stante, più o meno nella metà del 500.
Problema del commercio marittimo —> il mare può essere usato da tutti gli stati? Vi erano alcune pretese sulla sovranità del mare da parte di Spagna e Portogallo date da una bolla papale di Alessandro VI del 1493. Questa bolla viene intesa da Spagna e Portogallo non solo per le terre, ma anche per il mare.
Argomento per mettere in discussione queste pretese:
- Il papa non ha queste autorizzazioni, non può attribuire terre e mari a stati;
- Non vi è un’effettività per questa pretesa, non si può avere un controllo effettivo dell’oceano;
- Il mare è diverso dalla terra: opera del 1609 giurista olandese Ugo Grozio (monumento a Delft), opera relativa ad una controversia che nasce nel 1604. Scrive un’opera composta da diversi capitoli, sulla legittimità della confisca di una nave —> Mare liberum, il mare è libero per un diritto di natura, ed è diverso dalla terra. Nasce quindi una questione dottrinale sul possesso del mare.
Quale può essere la soluzione? La sovranità può essere esercitata dallo stato entro un certo limite dalla costa, oltre il limite il mare è libero. Mare territoriale e nell’alto mare vale il regime della libera navigazione. Qual è il limite delle acque costiere? Gettata dei cannoni che pone qualche inconveniente pratico: uno stato doveva per forza avere dei cannoni sulla costa, altrimenti non avrebbe avuto il mare (?). Per risolvere il problema, Ferdinando Galiani pose il limite a 3 miglia dalla costa, che era la distanza massima che i cannoni potevano raggiungere.
Ugo Grozio
Uno dei fondatori del diritto naturale, giusnaturalista. La sua opera più importante “de iure belli ad pacis”: applica le teorie del diritto naturale anche al diritto internazionale. L’idea era quella che se anche manca un’autorità superiore agli stati, si forma naturalmente un diritto tra gli stati, cioè un diritto connaturato al diritto dell’uomo. Diritto che esiste anche se non esiste un’autorità superiore ai soggetti.
Necessità di avere un diritto naturale nel 600, diverso da quello stabilito dall’autorità —> perché? Si vuole che il diritto vincoli anche il sovrano. Si forma una comunità di stati e spontaneamente si forma il diritto di questa comunità e anche lo stato più forte fa parte di questa comunità e non può primeggiare sugli altri stati.
Il giusnaturalismo viene inteso in diversi modi da diversi autori:
- Wolf: tedesco, scrive il diritto delle genti con metodo scientifico/geometrico. Vi è anche la dimostrazione di questi teoremi. Enuncia teoremi astratti e poi da un spiegazione logica. Non vi è un esempio concreto, è tutto astratto;
- Emmerich de Vattel: scrive in francese e non più in latino. Si basa su esempi concreti: “c’è una regola perché si sono presentate diverse situazioni”. Si basa su esempi della sua epoca e non di esempi dell’antichità.
Il giusnaturalismo si basa sulla natura dell’uomo, ma qual è la natura dell’uomo? Esiste anche un giurisnaturalismo “negativo”:
- Thomas hobbes: gli stati sono come dei gladiatori: “se sono in uno stato di pace è solo per combattere meglio poi”.
- Spinoza: il diritto non esiste, uno stato può vincolarsi con un trattato ma se si accorge di essere una potenza potrà decidere di fare la guerra.
Esaltazione dello stato che rappresenta l’autorità:
- John Austin: opera —> the province of Jurisprudence Determined.
- Hegel
Utopisti come Kant e Saint-Pierre elaborano dei sistemi di pace perpetua, degli schemi di trattati con cui gli stati si riuniscono periodicamente per discutere di problemi e elaborano soluzioni. Se non si giunge a delle soluzioni vengono istituiti dei tribunali che con strumenti pacifici risolvono delle controversie —> come nazioni unite oggi, mantengono la pace.
Nel 1855 nel congresso di Berlino si prendono delle decisioni sull’Africa: si decide che vi sia un sistema di notifica: lo stato europeo che voleva controllare un territorio doveva prima notificarlo agli altri stati, i quali potevano opporsi entro un certo tempo. Sistema pacifico per controllare l’Africa.
Sviluppo avvenuto nell’800 —> principio di nazionalità (principio di autovalutazione dei popoli). Questo principio nasce nell’opera di un giurista italiano Pasquale Mancini che vive nell’800 nel regno delle due Sicilie. Avvocato e deputato. Rivoluzionario che partecipa ai moti del 1848 della prima guerra d’indipendenza quando i Borboni vengono cacciati da Napoli. Successivamente i Borboni tornano e Mancini è obbligato ad andare in esilio a Torino, dove insegna diritto delle genti all’università. 1851 Mancini viene chiamato per la prolusione: cioè una tradizione chiamata anche prelezione, si usava inaugurare l’anno accademico con una lezione solenne alla quale partecipavano non solo gli studenti, ma anche le autorità. Mancini parla e sceglie un argomento: “della nazionalità come fondamento del diritto delle genti”. Lo Stato è un concetto politico territoriale, la Nazione invece è un concetto sociale e culturale diverso dallo Stato.
Ma cosa è una Nazione? Secondo Mancini la Nazione è una società naturale di uomini da unità di territorio, costumi, tradizioni conformati. Elementi che configurano la Nazione: territorio, lingua, costumi. Si realizza poi l’unificazione italiana con la seconda guerra di indipendenza e Mancini viene anche nominato ministro degli Esteri in alcuni governi dopo l’unificazione.
“Se noi diventeremo uno stato non andremo ad opprimere le altre nazioni, saremo rispettosi” Mancini. Dopo l’unificazione si attua una politica di espansione territoriale in Africa: Eritrea, Somalia. Mancini però diventa il fautore della politica coloniale italiana. Vi era però una minoranza del parlamento contraria alla politica di espansione.
Mancini enuncia 4 argomenti a favore dell’espansione:
- L’Italia è una grande potenza e se ancora non lo è...
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