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DIRITTO INTERNAZIONALE

Il diritto internazionale presenta alcune peculiari differenze che lo contraddistinguono dal diritto interno.

DIFFERENZE TRA ORDINAMENTI GIURIDICI INTERNAZIONALI E ORDINAMENTI STATALI

 I soggetti di diritto: per soggetti di diritto si intende i centri di imputazione di situazioni giuridiche

soggettive, quindi normalmente nel diritto interno questi soggetti sono le persone fisiche e le persone

giuridiche in gran parte, invece nel diritto internazionale i principali destinatari delle norme giuridiche

internazionali sono gli stati e non gli individui. Intanto si può enucleare il primo concetto: i principali

destinatari non sono gli individui ma gli stati. Questo cambia tutto il quadro perchè gli stati si dice che

sono entità giuridiche sovrane "superiorem non recognoscentes", le quali, attraverso un apparato

complesso governano le persone fisiche e giuridiche loro sottoposte e perseguono obiettivi che sono

obiettivi differenti rispetto all'individuo. Oltre a ciò uno stato per essere tale deve necessariamente

esercitare la propria sovranità controllando un territorio e normalmente si fondano gli stati su stretti

legami in seno alle popolazioni che li compongono. Negli ordinamenti nazionali gli individui sono i

soggetti primari dell'ordinamento giuridico, mentre le persone giuridiche sono i soggetti secondari,

invece nella comunità internazionale il rapporto è rovesciato, nel senso che i soggetti primari

dell'ordinamento giuridico internazionale sono gli stati mentre gli individui sono soggetti secondari

dell'ordinamento giuridico internazionale. Di fatto gli stati quando agiscono possono farlo solo

attraverso gli individui, quindi per agire gli stati lo fanno attraverso gli individui, però questi individui

quando agiscono per conto degli stati non dovrebbero portare avanti un interesse individuale, ma

quello dello stato quindi agiscono per conto di collettività e oggi la stragrande parte degli individui

appartiene ad uno stato e questo è importante perchè secondo le regole del diritto internazionale è

lo stato che protegge i suoi cittadini sul piano internazionale. I soggetti che non abbiano la

cittadinanza di nessuno stato si chiamano apolidi, sono soggetti deboli in quanto uno dei limiti

all'applicazione dei poteri dello stato sono gli stranieri che hanno uno stato dietro che li protegge, nel

caso degli apolidi, non avendo un soggetto che li protegge, qualunque stato ha il potere di

governarli. Ogni stato è libero di attribuire la cittadinanza in base ai criteri che gli piacciono. I due

criteri che di solito si usano sono il cosiddetto "ius sanguinis" (diritto del sangue) e lo "ius soli" (diritto

del suolo). Nelle Americhe è molto diffuso lo ius soli, in Europa è più diffuso lo ius sanguinis.

Siccome i soggetti primari sono gli stati si può considerare che la comunità internazionale sia un

fenomeno di elite da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Da un punto di vista qualitativo

perchè i componenti della comunità internazionale sono enti indipendenti e sovrani portatori di un

potere politico militare. Sotto il profilo quantitativo sono pochi i soggetti dell'ordinamento

internazionale, sino alla metà del XX sec. quando c'era ancora la colonizzazione i membri della

comunità internazionale si aggiravano intorno ai 50/60, oggi invece ce ne sono più di 200. Si dice

che la comunità internazionale è un'organizzazione orizzontale e non verticale. Innanzitutto poichè

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ogni ente della comunità internazionale ha un certo potere, non esiste ancora oggi una vera e

propria organizzazione sovrana al vertice della comunità, non esiste un governo al vertice della

collettività (fatto verissimo fino alla Seconda Guerra Mondiale, perchè ora ci sono enti come UE o

ONU). Inoltre, siccome i componenti sono relativamente pochi è possibile che gli stati svolgano una

doppia funzione essendo gestori e destinatari delle norme giuridiche, infatti i governanti e i governati

sono le stesse persone. In qualità di soggetti di base sono i destinatari delle norme, ma gli stati,

contrariamente agli individui nel diritto interno, svolgono anche un ruolo collettivo nel senso che tutti

gli stati partecipano al governo della comunità internazionale, e in particolare partecipando sempre

alla formazione delle norme. La comunità statale è un'organizzazione verticale perchè i componenti

sono essenzialmente esclusivamente destinatari delle direttive dei comandi. Alcuni di essi, ovvero

quelli che partecipano all'apparato di governo, sono anche i gestori della comunità statale, però non

la gestiscono per conto proprio e nel loro interesse, ma in quanto organi del governo che portano

avanti l'interesse generale.

 Produzione, accertamento e attuazione del diritto: negli ordinamenti nazionali ci sono delle

norme sostanziali e delle norme di organizzazione e il divieto di autotutela con l'uso della forza

perchè c'è un apparato istituzionale di governo che ha il monopolio della forza: ogni lesione deve

essere riparata mediatamente con l'ausilio dei vari organi, non direttamente dall'offeso, non ci si fa

giustizia da sè (tranne legittima difesa e stato di necessità). La produzione, accertamento e

attuazione del diritto sono affidate a organi centrali. Nei regolamenti interni la produzione del diritto

spettava al re, ora al Parlamento, l'accertamento del diritto spetta ai tribunali, l'attuazione del diritto

spetta ai funzionari dello stato come gli agenti di polizia, gli ufficiali giudiziari ecc. Nel diritto

internazionale la situazione è completamente diversa: in primo luogo il potere è frammentario e

disperso, manca un apparato istituzionale centralizzato, le relazioni sono a livello orizzontale e c'è

una certa anarchia relativamente all'allocazione del potere perchè ogni stato è sovrano. La

produzione, accertamento e attuazione del diritto sono decentrati, è ogni stato che pur essendo

destinatario della norma partecipa alla creazione della norma in due modi: mediante trattati o

mediante la consuetudine. Anche per l'accertamento e l'attuazione è ogni singolo stato che decide

se e come risolvere le controversie, se imporre sanzioni ed è lo stato a risolvere le controversie.

Infatti ancora oggi, nonostante gli importanti passi in avanti, bisogna riconoscere che non esiste

alcun organo internazionale munito di una giurisdizione generale e obbligatoria. Nessuno stato può

essere convenuto senza avere mai espresso una volontà in tal senso dinnanzi al tribunale. Nel diritto

interno gli individui possono essere chiamati in tribunale contro la loro volontà, poi possono anche

non andarci, ma la sentenza potrà condannarli ad una certa pena: contro un singolo stato invece

non può essere emessa una sentenza contro la sua volontà (ovviamente se si sottoscrive un trattato

ci si deve presentare, quindi a meno che lo stato non abbia prima autorizzato ciò). Lo stato non

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adempie ad un dovere giuridico ma persegue sempre i suoi interessi, inoltre fino alla Seconda

Guerra Mondiale gli stati erano liberi di ricorrere sempre unilateralmente alla forza armata quindi se

non andava bene una cosa si usavano le armi, sia per applicare il diritto, sia per tutelare i propri

interessi.

 Responsabilità: negli ordinamenti giuridici interni la responsabilità è individuale (diversamente

dall'antichità, in cui per esempio era coinvolta la famiglia): la violazione di una norma è attribuita

sempre e comunque alla persona fisica o giuridica che con il suo comportamento ha causato tale

violazione e altre non possono essere chiamate a risponderne a meno che non siano complici di tale

violazione. Nell'ordinamento internazionale la responsabilità è collettiva, infatti se la violazione di una

norma internazionale è attribuita all'organo di uno stato, lo stato che ha subito l'illecito può rivalersi

contro l'intera comunità cui appartiene l'organo. L'intera comunità di appartenenza dell'organo di uno

stato che commette un illecito internazionale sarà chiamata a rispondere dell'illecito subendo le

conseguenze sfavorevoli. Es. 1: bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, i cittadini delle due città

di certo non avevano responsabilità se il capo del loro Stato aveva stretto quegli accordi, ma ne

subiscono tutti. Es. 2: incidente di Corfù, contrasto fra Italia e Grecia nel 1923, il problema era il

confine fra Grecia e Albania: la Società delle Nazioni (madre dell'ONU), vuole delimitare i confini e si

affida a dei generali tra cui uno italiano, che si pensa sia stato troppo pro Albania e quindi fu ucciso

in Grecia. L'Italia ritiene che fosse responsabile la Grecia di questa aggressione, quindi invia un

ultimatum al governo greco, con una serie di obblighi: è morto un italiano, ma la responsabilità è

dell'intera Grecia e l'offesa è dell'intera Italia. Nell'ultimatum si chiedono per esempio le scuse,

elemento importante anche nel diritto internazionale odierno, la Grecia rifiuta e l'Italia bombarda e

uccide altre persone: reazione considerata proporzionata nel 1923 riguardo all'ambito

dell'accertamento riguardo alla responsabilità collettiva. Es. 3: illecito commesso dal governo della

Corea del Nord che sviluppa illecitamente arsenali militari nucleari. La comunità internazionale

fin'ora ha risposto mediante sanzioni. Chi subisce le sanzioni? La popolazione della Corea, quindi

per un illecito che commette l'organo della Corea del nord le conseguenze sfavorevoli le subisce

tutta la popolazione. C'è stata un'evoluzione recente del diritto internazionale che si sta avvicinando

a un sistema più simile a quello proprio del diritto interno. Innanzitutto c'è una responsabilità

aggravata per gli illeciti connessi alla violazione dei diritti fondamentali, si affaccia anche nel diritto

internazionale la responsabilità individuale (che nasce con il tribunale di Norimberga) per i crimini

particolarmente efferati (illeciti internazionali) tra cui i crimini di guerra, i crimini contro la pace, crimini

contro l'umanità, per questi crimini esiste sempre la responsabilità collettiva dello stato, ma a ciò si

aggiunge una responsabilità individuale per i soggetti che pongono in essere materialmente certi

comportamenti. 3

 Attuazione concreta del diritto: le norme internazionali hanno bisogno di essere recepite dagli

ordinamenti interni per funzionare, di modo che gli stati possano mantenere il controllo sugli

individui, vengono trasformate in norme nazionali: recepite dagli ordinamenti interni. Così gli stati

mantengono il controllo sugli individui.

 Rispetto di un nucleo centrale di valori con conseguente nullità dei patti contrari ad essi

 Valori fondamentali protetti da norme penali: se un individuo commette atti protetti da norme

penali --> sanzioni penali.

 Norme di diritto pubblico sul funzionamento di funzioni statali

 Libertà forma di governo

 Politica estera: gli stati possono partecipare o meno, riconoscere o meno altri stati, addirittura fino

alla prima guerra mondiale avevano il libero uso della forza. Dopo la seconda guerra mondiale ci

sono restrizioni. Ci sono sempre più trattati con cui gli stati si autolimitano, viene limitata e oggi

vietata la libertà di ricorrere alla forza armata. Nasce poi la categoria di norme cui non è consentito

derogare attraverso la stipulazione di trattati.

 Principio di effettività: le cose hanno valore pratico, la teoria non basta nel diritto internazionale:

solo le pretese e le situazioni effettive ovvero solidamente costituite nella realtà acquistano rilevanza

giuridica.

Quando parliamo del diritto internazionale ci muoviamo tra due poli opposti. I due poli sono l'individualismo

e la solidarietà. C'è un lento progredire del diritto internazionale dall'individualismo alla solidarietà. Bisogna

aver presente che le norme internazionali nascono come norme reciproche, infatti ogni stato agisce sulla

base dei suoi interessi e le norme internazionali sostanzialmente in concreto operano a livello bilaterale,

anche se sono multilaterali e si rivolgono quindi a vari stati, quando una norma del diritto internazionale

viene violata spetta solo ed esclusivamente allo stato leso far valere le conseguenze dell'illecito nei confronti

dello stato che ha commesso la violazione. Principio rigido con un'unica eccezione: la norma sulla pirateria:

tutti gli stati potevano, già nel XVI sec. dare la caccia alle navi pirate, a prescindere dalla nazionalità della

nave pirata o della nave vittima. Un'altra eccezione riguardava la circolazione nei corsi d'acqua

internazionale, in questo la violazione del diritto si fa valere per tutti gli stati rivieraschi. Oggi è vero che la

stragrande maggioranza delle norme sono ancora basate sulla reciprocità, ma accanto ad esse si sono

affacciate norme che stabiliscono obblighi di carattere internazionale che riguardano ogni stato membro e

sono obblighi che lo stato assume nei confronti di tutti gli altri stati del mondo: "obblighi erga omnes" -->

devono tutelare valori fondamentali per la comunità internazionale nel suo insieme, e quali sono i valori

fondamentali per la comunità nel suo insieme? Ad esempio i diritti umani o la pace. In secondo luogo non

hanno più natura bilaterale, ma hanno natura solidale perchè spettano ad ogni membro della comunità

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internazionale verso tutti gli altri membri della comunità. In terzo luogo a tali obblighi corrisponde un diritto di

tutti nei confronti di tale stato. In quarto luogo la tutela di tale diritto si esercita per conto dell'intera comunità

internazionale. Sono norme che tutelano quello che già nel XV sec. il giurista giusnaturalista Francisco De

Vitoria aveva definito "il bene comune di tutto il mondo". Sebbene esistano questi obblighi di natura solidale,

subiscono comunque limitazioni:

1. non esiste nel diritto consuetudinario alcun meccanismo specifico per reagire alla violazione degli

obblighi solidali;

2. le norme sugli obblighi di natura solidale sono poche e raramente applicate. 

Oggi si ha la coesistenza di un vecchio e di un nuovo modello. Il vecchio modello era quello di Grozio le

norme si limitano a garantire la coesistenza e la cooperazione tra gli stati sovrani, ogni stato sovrano si

attiva per i propri interessi. Questo modello fu confutato da Kant che propone anche un nuovo sistema per il

diritto internazionale, quello che lui chiama "diritto cosmopolitico" --> l'accento si mette sulla solidarietà

transnazionale. È quindi emerso il nuovo modello kantiano che si è sovrapposto al modello groziano.

Da un punto di vista teorico si passa dall'applicazione della teoria groziana all'applicazione della teoria

kantiana, dal modello fondato sulla visione statalista delle relazioni internazionali a un modello fondato sul

diritto cosmopolitico. Negli anni dal 1945 al 1947 ci sono stati tre eventi che hanno sconvolto la comunità

internazionale: il primo di questi eventi è l'uso dell'arma atomica, che ha dimostrato nella pratica che l'uomo

aveva raggiunto una potenza distruttiva tale da distruggere potenzialmente l'umanità e quindi c'era

l'esigenza irrinunciabile di fare il possibile per evitare la terza guerra mondiale.

Il secondo evento è la nascita delle Nazioni Unite organizzazione internazionale che ha quale primo e

fondamentale obiettivo quello del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

In terzo luogo per la prima volta nella storia si decide di processare dinnanzi a un tribunale internazionale le

persone fisiche e non più solo gli stati ritenute colpevoli dei più orrendi crimini di guerra contro la pace o

contro l'umanità, e si aprono il processo di Norimberga e il processo di Tokyo per giudicare e condannare i

criminali nazisti e i criminali giapponesi per gli atti compiuti in seno alla seconda guerra mondiale.

Questi tre eventi danno vita al diritto internazionale moderno: diritto internazionale di pace e diritto

internazionale di guerra.

Diritto internazionale di pace - gli obiettivi:

 coesistenza pacifica

 cooperazione tra gli stati in certi settori

Diritto internazionale di guerra --> obiettivo: regolamentazione dei conflitti:

 internazionali 5

 interni

All'inizio il diritto internazionale di guerra regolamentava solo i conflitti armati internazionali,

successivamente, dopo la guerra civile spagnola, si è cominciato a limitare certe cose anche nei conflitti

interni.

EVOLUZIONE STORICA DELLA COMUNITA' INTERNAZIONALE E DEL SUO DIRITTO

Prima fase: Pace di Vestfalia 1648:

Tradizionalmente si identifica una data precisa: 1648 --> nel 1648 finisce una guerra importante che aveva

insanguinato nel XVII sec. l'Europa: la guerra dei trent'anni e finisce con la pace di Vestfalia. Si dice che

questa è la data in cui nasce la comunità internazionale moderna perchè fino alla pace mancavano stati veri

e propri, c'erano due centri di potere: il papato e l'impero (Sacro romano impero). I moderni stati nazionali

iniziano a sorgere dal XV al XVII sec. e sono questi che costituiscono la premessa della nascita della

comunità internazionale per regolare i rapporti tra una serie di stati (Inghilterra, Francia, Spagna, Cina,

Giappone) --> stati autonomi che rivendicavano la propria autonomia.

Pace di Vestfalia: non fu firmato un solo trattato, ma furono firmati due trattati identici (il trattato di Munster e

di Osnabruk) per questioni di prestigio: il primo riguarda la maggior potenza cattolica, la Francia, mentre il

secondo la maggior potenza protestante, la Svezia, nessuno dei due voleva firmare nel territorio dell'altro

allora firmarono due trattati diversi in due città diverse.

Questi trattati da un punto di vista giuridico

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giadascaramelli97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Pasquali Leonardo.
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